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Post di: Defilstrok


  • Ritorniamo alla Lira?
  •  di Defilstrok
  •  - 23:00 30/11/14
  • Bellissimo articolo, forse non proprio tutto condivisibile, ma il succo è quello. E che commozione rileggendo quell'estratto di Niccolò Copernicoche avevo dimenticato.

    P.S.: aggiungo, già che ci sono, l'ultima dichiarazione di Schauble (dopo tutto quello che si è già detto la scorsa settimana in proposito): "Non voglio dover difendere l'euro prima i prossimi 5 o 10 anni, con l'attuale governance"...
  • Ritorniamo alla Lira?
  •  di Defilstrok
  •  - 10:29 26/11/14
  • Ach, Che bella discussione!
    Dico sul serio, non c'è alcuna ironia. Non capita tutti i giorni di leggere una sfilza di osservazioni a questi livelli.

    In merito a GZ, sono molto contento che abbia preso posizione, chiarendo che l'idea dei CCF "sarebbe" buona e tutt'al più servirebbe ad attrezzarsi prima dell'implosione dell'euro. Ma non è la soluzione. La soluzione è buttare via questo aborto di moneta comunitaria.
    Non sto ora qua a ripetermi con l'elenco di tutte le osservazioni lette. Vado più terra terra. Quel che voglio ribadire - ché l'ho già scritto più volte - è che se pure l'idea dei CCF funzionasse, quello che manca è lo Stato, ovvero una classe dirigente che l'appoggiasse in pieno e ne facesse buon uso. Questa "mancanza" è sufficiente per buttare a mare gli appelli di Micromega, Il Fatto, etc.
    In merito al libro, è il risultato di una discussione para-accademica assai utile per fare luce e gettare benzina sul fuoco.
    Ma o si esce dall'euro o si muore. Con tutto il casino che c'è in giro dagli USA al Giappone, conservare questo fardello ci esporrebbe, alla prossima inevitabile ventata di crisi, a dolori assai più pesanti di un'uscita traumatica tout-court.
    Ma, come si sa, non solo non c'è classe dirigente capace di guidarci fuori ma a Bruxelles non ce lo consentirebbero. La soluzione Euro-Sud Euro-Nord sarebbe il compromesso più accettabile e bisogna vedere se, per caso, non l'abbiano già progettato ai piani alti. Ma anche quella, alla fine, sarebbe una soluzione di ripiego contraria all'ordine naturale delle cose: che è quello di un'Europa unita sì, ma ben diversificata nelle sue culture e geografie. La mondializzazione è un disegno pazzo che forse potrà anche avverarsi, ma non certo in tempi tali da poter pensare che, quando avverrà, quel c@x&# di euro sia riuscito a restare ancora in piedi
  • Ritorniamo alla Lira?
  •  di Defilstrok
  •  - 23:38 23/11/14
  • GZ: "Se l'Italia uscisse dall'Euro tornando alla Lira (con conversione forzosa), anche la Francia per forza di cose ne uscirebbe e poi a quel punto, anche se non possono veramente permetterselo come mostrato sotto, anche la Spagna, Portogallo, Grecia... forse Slovenia e Belgio...uscirebbero. L'Euro si disintegrerebbe, al massimo rimarrebbe un "euro-marco" tra austria, germania, olanda, finlandia..."

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    Ecco. Basta questa considerazione - che secondo me è quella più dibattuta ai piani alti - per convincersi che un Euro2 accanto ad Euro1 aka euro-marco E' la soluzione (*). Il compromesso che accontenta Centro e Periferia.
    Immissione di liquidità, QE e compagnia cantando potrebbero (forse) alleviare le pene apportando (forse) temporanei benefici. Ma non rimuoverebbero nemmeno l'1% dei problemi alle radici della comunanza monetaria.

    (*) i CCF potrebbero essere una gran cosa ma: a) si dovrebbe trovare un nucleo politico che ci credesse al 100% e si tuffasse a capofitto nell'impresa; b) conoscendo i nostri si rischierebbe con emetterne troppo pochi e a singhiozzo, o forse troppi
  • Ritorniamo alla Lira?
  •  di Defilstrok
  •  - 15:27 21/11/14
  • Cosa ci sia di rettiliano in quanto scritto, non mi è chiaro.
    A cominciare da Stark, ci fu una specie di insurrezione ai piani alti. E' un fatto.
    Che si sia cominciato a parlare ufficialmente di Troika il giorno dopo che Lagarde sostituì DSK è un fatto.
    Che Berlusconi sia stato silurato perché minacciava l'abbandono dell'euro è ormai assodato.
    Che il Bilderberg si sia riunito è ufficiale, così come le cariche di Mr Monti.

    Tacciare come rettiliani questi fatti è solo lo scudo con cui si vuol difendere una supponenza infantile.

    Ma ammetterei pure questo se, accanto, si fosse ribattuto con osservazioni sul nocciolo della questione: ovvero che un Euro2 a fianco dell'Euro1 - pur non sottoscrivendola personalmente - sarebbe tuttavia e indiscutibilmente la soluzione di compromesso meno dolorosa e più utile a tutti. Ecco, semmai sarebbero stati utili commenti a questo proposito. Ma, come sempre, sono mancate.
  • Ritorniamo alla Lira?
  •  di Defilstrok
  •  - 23:24 20/11/14
  • Giovanni-bg, vedo ora che il Mod ha risposto in mia vece (e scrivendo quel che avrei scritto io).
    Non sono qua a dire che Uriel Fanelli possiede la verità rivelata. Vorrei invece ricordare come, in occasione delle prime avvisaglie della crisi greca, e poi di quella di Spagna e Italia, siano avvenuti quattro accadimenti degni di nota che riporto in ordine cronologico:
    1. Target2 è già una realtà... terrorizzante: basta un colpo d'occhio per realizzare i debiti del Sud e, ovviamente, i crediti del Nord calvinista. La tensione è tale che la Bundesbank entra in conflitto aperto con la BCE e più d'uno dei suoi membri se ne va sbattendo platealmente la porta
    2. Sempre in quei giorni si riunisce il Bilderberg, da cui trapela una sola cosa: si decise per una "creative destruction"
    3. Fanno fuori Dominique Strauss-Khan con una storia inverosimile per sostituirlo con la Lagarde
    4. Fanno fuori Berlusconi e non bisognava aspettare che ce lo raccontasse Friedman due anni dopo: già a giugno Giacomo Vaciago sapeva che sarebbe arrivato il primo dei "non eletti": Mario Monti. E' abituato a non essere eletto ma nominato: è chairman del Commitee Steering di Bilderberg e vice-chairman della Trilateral
    Ora non rompete i coglioni con la storia dei rettiliani. Questi sono "fatti".
    Che l'euro fosse a un soffio dal saltare a novembre del 2011 è ormai assodato. Ormai l'ha scritto pure Geithner. Il problema, anzi i problemi, erano che:
    i tedeschi non volevano prendersene la responsabilità; i tedeschi volevano indietro i loro soldi; i tedeschi si sentivano nel giusto; i tedeschi non erano attrezzati ad affrontare i mercati mondiali tornando brutalmente al marco; infine, tutti temevano che i disordini sociali potessero sfociare in una rivoluzione continentale.
    Come al solito sono arrivati gli americani e hanno detto: ok, ci facciamo avanti noi. (il premio Nobel a Obama prima e all'Unione Europea poi sono le ciliegina sulla torta).
    Ora: quante volte l'abbiamo letto? Si doveva guadagnare tempo. Erano - e sono consapevoli - che l'UEM non sta in piedi ma - e lo stiamo dicendo anche oggi - costruire un nuovo impianto richiede tempo, accorgimenti, organizzazione. Non da oggi, ma due anni fa hanno evidentemente deciso che gli occorrevano un paio d'anni prima di procedere!
    Alla Germania a questo punto l'Euro2, seppure le costa, appare comunque come il male minore. I paesi vicini, da quelli scandinavi all'Olanda, stanno già nel guano; ora che ci hanno già infilato mezza gamba anche i crucchi, si saranno convinti. Se poi è vero come dice Uriel, e non vedo perché dubitarne, che Schäuble ha quest'idea in testa da decenni, perché essere così dubitativi sulla disponibilità della Germania ad accondiscendere a questo compromesso, tanto più che lo farebbero scaricando la colpa sulla odiata Italia? Teniamo poi presente che le prossime elezioni in UK e Spagna e Grecia rischiano davvero di scombinare con esiti non prefigurabili i difficilissimi equilibri ai piani alti di Bruxelles e paraggi. Meglio anticipare allora, o no? Anche perché, diciamocelo francamente, questa UEM così com'è, sta francamente rompendo i cojoni anche agli USA ma pure alla Russia e in Oriente. E se davvero davvero dovessero saltare per aria in Giappone, o dovesse materializzarsi anche solo una mini-crisi in America o Cina, l'Europa così come è messa tirerebbe giù tutto (aggiungo e specifico: più rapidamente). Quindi: cosa c'è di male in questa soluzione? Se ci pensi a freddo è la più intelligente, quella che accontenta un po' tutti, e quella che evita il caos

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  • Le Banche non Devono Creare Moneta
  •  di Defilstrok
  •  - 10:10 18/11/14
  • Io penso che il post di GZ sia da incorniciare.

    Come dice in premessa, basta da solo per spiegare quello che è stato spiegato mille volte con paginate e paginate: non c'è abbastanza moneta.

    Tra l'altro le banche - che è giusto che prendano un interesse e si facciano pagare commissioni - proprio perché preferiscono queste agli interessi (che maturano a fronte di un rischio-creditore) dirottano una parte dei depositi verso fondi e roba del genere (= moneta che esce) più l'altra che ritorna allo Stato nel momento in cui chi ha liquidità in abbondanza sottoscrive Bot e Btp (altra moneta che esce) tanto che, appunto, viene riaccreditata alle banche dalla Banca Centrale. Infine ci sono gli interessi passivi pagati all'estero. Ergo: ammesso pure che venga "stampata" moneta in quantità sufficiente in assoluto, quella quantità diventa insufficiente nel momento in cui "esce" dal circuito infilandosi nell'unico posto dove, da "almeno" cinque anni si vede la famigerata inflazione: la liquidità si intrappola tutta nei mercati. Avrò parlato mille volte della Liquidity Trap e, per pigrizia, non ho voglia di andare a cercare, ma avevo pronosticato che avremmo fatto questa fine (la "nipponizzazione" di tutto l'Occidente) forse anche sette anni fa. E con l'occasione ho più volte ricordato come dalla Liquidity Trap si esce solo con uno shock. Solo lo shock può indurre chi ha liquidità in abbondanza a dirigerla dal circuito finanziario a quello economico. Viceversa si può tergiversare, tirare a campa', ma non se ne esce.
    I tassi stanno a zero da anni, perdio! e ci dicono che li terranno così ancora per anni (ammesso che la Fed li alzi allo 0,50% mica mi direte che sono tassi che hanno un significato?). Siamo in questa situazione astrusa da talmente tanto tempo che ci sembra normale: ma è assurda!

    Il sottotitolo del libro di GZ dice: 200mld per rimettere in moto l'economia. Sembra la ricetta dell'apprendista stregone ma, nella sua apparente semplicità, è l'unica soluzione. O i soldi arrivano al sistema, o niente. Anzi no. La soluzione alternativa è lo shock. E, visto che persino qui, dove da anni il povero GZ si sgola per far capire come funzionano le cose veramente, tutte 'ste paginate restano lettera morta, io è proprio allo shock che miro: e spero che venga contestualmente (o grazie a) l'implosione dell'euro.