FED, BCE e Banche Centrali

Re: FED, BCE e Banche Centrali  

  By: alberta on Venerdì 08 Giugno 2018 22:02

Oggi, su AltroConsumo Finanza.

Debito pubblico italiano: qualche idea su come fare default
 
Venerdì 8 giugno 2018
 
Gli Stati hanno studiato molti modi per non pagare i propri debiti, anche in questo campo la creatività non manca. Ecco le lezioni che in passato ci ha dato la storia.

Italia

Da più parti si dice che sarà difficile per l’Italia riuscire a non fare default. Ma, se così fosse, come si può fare default? Vediamo i casi di Argentina, Stati Uniti e… Germania!

Argentina. 

Uscito dalla dittatura militare dopo la sconfitta delle Falkland, il Paese inizia un percorso di sviluppo, ma, negli anni ’90, si trova ad avere un livello di inflazione eccessivo. Per abbatterlo decide di legare il peso argentino al dollaro Usa. Così facendo, l’inflazione, effettivamente, crolla. Nel 1998 però, interviene la crisi di altri Paesi emergenti. Questo fatto ha come conseguenza il deprezzamento delle valute dei Paesi sudamericani verso cui Buenos Aires esporta. In particolare, a calare è il real brasiliano. L’Argentina piomba in recessione e il Governo, per sostenere l’economia, mantiene comunque un alto livello di spesa pubblica, che, di conseguenza, ne fa salire il debito. Conscio della brutta china, il Governo tenta di tagliare la spesa, ma nel Paese si diffonde il malcontento. A fine 2001 l’Argentina decide di non rimborsare il proprio debito e, a gennaio 2002, abbandona il cambio fisso col dollaro. Il default ha conseguenze gravi: nessuno presta più i soldi a Buenos Aires, che però continua ad avere bisogno di capitali. La crisi va avanti e nel 2005 il Paese ristruttura il debito cambiando i vecchi bond con bondnuovi il cui valore è circa un terzo rispetto ai precedenti.

Stati Uniti.

Non è propriamente un default, ma un cambio di regole che, per alcuni creditori, ha effetti simili. Dopo la seconda guerra mondiale, a seguito degli accordi di Bretton Woods, tutte le monete erano legate a un cambio fisso col dollaro. Per garantirne l’affidabilità il dollaro era convertibile in oro (35 dollari per un’oncia). Con la guerra del Vietnam e la crescita dello Stato sociale, gli Usa iniziarono a indebitarsi in modo crescente e a stampare più dollari. Questo minò la fiducia nel biglietto verde e spinse molti a chiedere la conversione dei dollari in oro. Ciò fece scendere le riserve Usa di migliaia di tonnellate, finché il 15 agosto 1971 il Presidente Nixon dichiarò che il dollaro Usa non era più convertibile. Gli Usa non smisero di onorare il debito (in dollari), ma non lo fecero più con una valuta ancorata all’oro. Negli anni successivi il dollaro crollò rispetto ad altre valute più affidabili. Un investitore tedesco che nel 1970 avesse avuto 1.000 dollari in titoli di Stato Usa dalla vendita ne avrebbe ricavato 3.600 marchi. Dieci anni dopo solo 1.800. Se non è un modo per fregare (selettivamente) i debitori questo!

Accordi di Bretton Woods: è una conferenza che si tenne nel 1944 in cui vennero decise le regole commerciali e internazionali del dopoguerra, tra cui la stabilità di cambio tra valute mondiali che durò fino ai primi anni Settanta.

Germania. 

Ecco un caso particolare basato sull’inflazione. Nel 1933 Hitler divenne Cancelliere. Iniziò una costosa politica di riarmo e la Germania non voleva indebitarsi. Il banchiere centrale Schachtinventò quindi le cambiali Mefo (dal nome di una società veicolo) con cui lo Stato pagava le proprie forniture. Le cambiali Mefo divennero una sorta di moneta parallela usata dalle imprese. Era debito pubblico, per via della garanzia dello Stato, ma non appariva come tale, e lo Stato si guardava bene dal dire chiaramente quante ne circolavano, per evitare la corsa alla conversione in marchi. Fin qui tutto bene. I fautori della moneta fiscale usano questo esempio come un caso di successo, perché i Mefo aiutarono la Germania a diminuire la disoccupazione e a rilanciare l’economia. Il problema arrivò dopo, con la guerra. Lo Stato iniziò a emettere molti titoli di Stato e il debito pubblico, che nel 1939 era circa 50 miliardi di marchi, nel 1942 era più che triplicato, ammontava a ben 387,9 miliardi di marchi nel 1945. Fino al 1943 il Governo mantenne alta la fiducia, garantendo ai tedeschi una buona qualità di vita. Poi la guerra andò così male che la Banca centrale dovette stampare moneta per assorbire il debito pubblico, creando inflazione. Quanta? Difficile dirlo perché i prezzi erano controllati per legge e, infatti, avvenne ciò che avviene in questi casi: la moneta sparì e si tornò… al baratto con le sigarette usate come merce di scambio. Nel 1944 si parla di debito al 240% del Pil. Nel 1948 il vecchio Reichsmark venne sostituito dal nuovo Deutsche mark. In quell’occasione furono dati, nell’arco di pochi mesi, 60 nuovi marchi a ogni tedesco, e quanto risultava essere depositato sui conti correnti fu convertito secondo regole complesse, che, di fatto, ne comportavano pesanti tagli. Non c’è quindi da stupirsi per il fatto che i tedeschi temano l’inflazione!

Il marco tedesco (Deutsche Mark) fu la moneta tedesca dal 1948 all’euro. Fu preceduto dal Reichsmark (1924-1948) a sua volta preceduto dal Papiermark (1914-1924), cioè marco di carta, che fu distrutto dall’iperinflazione degli anni venti. Il marco che precedette il Papiermark fu il Goldmark (1873-1914), cioè marco convertibile in oro. Inutile a dirsi che quello fu un periodo di stabilità dei prezzi.

Re: FED, BCE e Banche Centrali  

  By: lutrom on Venerdì 08 Giugno 2018 13:16

Ottimo, Shera!

Purtroppo però oggi, tra le strunzate del politicamente corretto che si insegnano nelle scuole (io faccio l'insegnante...), c'è quella che la democrazia è ottima, sempre, tutto il resto no.

Certo, ottima dove c'è gente evoluta come in Svizzera o nord Italia, già al sud è diverso, ma la democrazia è quasi una sciagura quando viene imposta in paesi arretrati (questa è la regola per gli USA che con la scusa della democrazia esportano le loro produzioni e depredano con la loro finanza i paesi arretrati a cui impongono la loro alleanza). I paesi arretrati qualche speranza la hanno solo con una buona dittatura o monarchia, adatte appunto al loro livello di sviluppo.

Ripeto, l'impero romano non era una democrazia, eppure... Per non parlare della Firenze medicea, ecc.

Re: FED, BCE e Banche Centrali  

  By: shera on Venerdì 08 Giugno 2018 12:28

comunque dovrebbe mostrarci i numeri riguardanti l'import e l'export dell'Argentina, a confronto con quelli dell'Italia, prima di sparare altre cavolate, .ma tanto lui spara solo cavolate.

Inoltre dovrebbe farci vedere i numeri (e li dovrebbe far vedere anche ad ANTI, un altro somarello) sull'efficacia degli interventi del FMI negli stati dove è stato chiamato: in pratica i soliti criminali plutocrati che vanno in soccorso -nel loro esclusivo interesse- di stati cretini; cretini che, invece di rafforzare le peculiarità della loro economia -per esempio agricoltura, artigianato, ecc., in modo da non arricchire certo ma da vivere in dignitosa onestà e coerenza-, vogliono imitare le tigri asiatiche, vogliono spendere più della germania, vogliono l'industra ultracompetitiva -però con una marea di statali nullafacenti e corruzione alle stelle-, vogliono la democrazia anche perché così vuole il FMI, quando la democrazia è ottima per paesi sviluppati con senso civico ma una sciagura per paesi arretrati -se l'impero romano avesse avuto la democrazia sarebbero morti tutti di fame!!!-, la democrazia serve solo per favorire negli stati poveri l'importazione di mode COSTOSE ma insostenibili dai paesi ricchi e per riempire la testa delle persone di cazz... inadatte a loro ed al loro livello di sviluppo-, ecc.

Ma tanto star qui a lavare la testa ai somari porta solo a spendere tempo e sapone (somari che hanno causato anche la perdita per questo forum di ottime persone e menti come Giorgio)

Sottoscrivo in pieno, l'argentina ma anche il brasile, stavano bene quando c'erano i militari, abbiamo visto la democrazia in libia, è servita solo a vendere armi e fare soldi trafficando esseri umani

l'argentina è ricca di materie prime e fa sempre comodo comprarle scontate, considerato che i politici ruberebbero anche i soldi del monopoli, non è una questione di dollaro o peso, ma di come depredarli delle loro ricchezze e in questo i banchieri sono dei fenomeni

Re: FED, BCE e Banche Centrali  

  By: Gano di Maganza on Venerdì 08 Giugno 2018 11:25

Non so se l'Argentina con una moneta "buona" se la sarebbe passata meglio. È vero che ora va di moda dare la colpa sempre alle valute, ma forse sarebbe il caso di dare un'occhiata ANCHE all'economia Argentina, no? Che se non sbaglio è prevalentemente agricola.

Re: FED, BCE e Banche Centrali  

  By: lutrom on Venerdì 08 Giugno 2018 11:24

Pana è un povero imbecille/coglione: comunque dovrebbe mostrarci i numeri riguardanti l'import e l'export dell'Argentina, a confronto con quelli dell'Italia, prima di sparare altre cavolate, .ma tanto lui spara solo cavolate.

Inoltre dovrebbe farci vedere i numeri (e li dovrebbe far vedere anche ad ANTI, un altro somarello) sull'efficacia degli interventi del FMI negli stati dove è stato chiamato: in pratica i soliti criminali plutocrati che vanno in soccorso -nel loro esclusivo interesse- di stati cretini; cretini che, invece di rafforzare le peculiarità della loro economia -per esempio agricoltura, artigianato, ecc., in modo da non arricchire certo ma da vivere in dignitosa onestà e coerenza-, vogliono imitare le tigri asiatiche, vogliono spendere più della germania, vogliono l'industra ultracompetitiva -però con una marea di statali nullafacenti e corruzione alle stelle-, vogliono la democrazia anche perché così vuole il FMI, quando la democrazia è ottima per paesi sviluppati con senso civico ma una sciagura per paesi arretrati -se l'impero romano avesse avuto la democrazia sarebbero morti tutti di fame!!!-, la democrazia serve solo per favorire negli stati poveri l'importazione di mode COSTOSE ma insostenibili dai paesi ricchi e per riempire la testa delle persone di cazz... inadatte a loro ed al loro livello di sviluppo-, ecc.

Ma tanto star qui a lavare la testa ai somari porta solo a spendere tempo e sapone (somari che hanno causato anche la perdita per questo forum di ottime persone e menti come Giorgio)


 Last edited by: lutrom on Venerdì 08 Giugno 2018 11:26, edited 1 time in total.

Re: FED, BCE e Banche Centrali  

  By: hobi50 on Venerdì 08 Giugno 2018 11:18

Ai miei tempi si diceva che la moneta cattiva scaccia quella buona ovvero che non bisognava mettere denaro buono accanto a quello cattivo.

Sembra che ora si siano dimenticati di questi vecchi modelli di comportamento.

Ora l'eccesso di debito si cura aumentando la dose di moneta.

La cosa buffa è che ovviamente in tempi brevi la medicina funziona.

Nei tempi lunghi ,però ,il debito diventa sempre più grande e ..... si avvicina il grande falò .

 

Hobi

Re: FED, BCE e Banche Centrali  

  By: antitrader on Venerdì 08 Giugno 2018 10:42

Pana, ma che dici?

Adesso arrivano intere mandrie di somari a ragliare che il FMI li ha indebitati per forza (o a loro insaputa), mentre potevano sovranamente stampare.

Per quelli (i somari) ci vogliono i tegolòn sulla crapa (bacata).

 

 

Re: FED, BCE e Banche Centrali  

  By: gianlini on Venerdì 08 Giugno 2018 10:38

Basta Pana!!

Hai rotto!!! sempre la stessa solfa!!! abbiamo capito, non c'è bisogno che ad ogni notizia tu sia qui a rompere i maroni!

Re: FED, BCE e Banche Centrali  

  By: pana on Venerdì 08 Giugno 2018 10:37

ma...ma...cosa fate???

vi indebitate i una valuta non vostra !!!
ma cosa fate??

cedete sovranita ??

ma cosa fate?? stampate pesos argentini ...perche ????

perche non stampanp???

Argentina, prestito di 50 miliardi dal Fondo monetario internazionale

Il presidente argentino, Mauricio Macri, può brindare al successo. Il pericolo, per il momento, è scampato. L’economia argentina ritorna a respirare dopo l’incubo del corallito. Il Fondo Monetario internazionale ha infatti concesso un prestito di 50 miliardi di dollari (35 miliardi di euro), il 10 per cento del P

Re: FED, BCE e Banche Centrali  

  By: hobi50 on Giovedì 07 Giugno 2018 12:30

Un pessimo esempio di democrazia diretta : far esprimere i cittadini su un argomento molto tecnico.

 

"On June 10, Swiss voters are likely to reject a referendum proposal to strip private banks of the ability to create money. But even if it fails now, the idea of “sovereign money” (or “Vollgeld” in German) won’t die. It’s worth considering where the experiment could take place and in what form.

The basic idea of Vollgeld is to make sure money no longer comes in the form of debt — that is, a liability booked against an asset, as when a bank issues a loan. In the Swiss proposal, the central bank would control the money supply and become the keeper of all checking accounts, which would no longer pay interest. The Swiss National Bank would then distribute the money it creates to local government and directly to citizens. Typically, banks lend far more money than they keep in deposits. The new plan would have the same effect as requiring them to hold 100 percent reserves against loans: The risk of bank runs should theoretically be eliminated and the financial system should be rock-solid.
 
 

Mainstream economists have expressed strong objections to the proposal. They point out that the SNB (which itself opposes the proposal) is no more qualified to determine the necessary quantity of money in the economy than private banks are by using credit-decision criteria. Opponents argue that saddling the SNB with this responsibility carries risks, including political ones.

 
 
 
 

QuicktakeWhy Vollgeld Makes the Swiss Central Bank Nervous

 
 

But few Swiss voters will delve into these arguments, let alone more detailed macroeconomic ones. Rather, they’ll remember that their country isn't known for bruising bank crashes. During the recent global financial crisis, the only lender whose clients had to be bailed out by Swiss deposit insurance was the local subsidiary of the bankrupt Icelandic bank Kaupthing.

Even so, bankers aren’t popular anywhere, even in Switzerland, which helps explain the relatively high (though insufficient) level of support for the Vollgeld proposal.

Even if yet another exciting economic experiment is nipped in the bud by the conservative Swiss (a basic income proposal died two years ago), it doesn’t mean the sovereign money experiment wouldn’t work anywhere. A successful test would be most effective in a country that, unlike Switzerland, experienced a truly painful systemic banking crisis (there were 147 between 1970 and 2011, according to the International Monetary Fund). Iceland was once considered a promising candidate for a trial. In 2008, not much was left of the country’s banking system after all the major lenders went belly up, creating an opportunity for a different monetary system. In fact, the head of the parliament’s Economic Affairs Committee proposed moving to “sovereign money” in 2015 — but by then the momentum had been lost because the situation was no longer desperate.

In other words, only a country with a small economy that is in dire straits could justify the kind of beyond-the-mainstream rethinking of money that even respected establishment figures such as Financial Times’s Martin Wolf would like a chance to watch somewhere.

 
 

The other problem with the Swiss proposal is that it risks obsolescence before it even gets off the ground. There are important similarities between Vollgeld and cryptocurrencies. As Beat Weber of the Austrian National Bank pointed out:

Projects like Bitcoin and Sovereign Money attract attention by suggesting that money is not safe unless it ceases to be a claim on an issuer. Instead, it should become a pure asset and be put under strict quantity control. Neglecting the inevitable dependence on others involved in holding money or any other non-consumable asset, the underlying idea is that commodity-like money would enable individual possession of money without dependence on an issuer which may suddenly become unable to make good on its promise.

The architects of the Swiss Vollgeld proposal recognize certain “points of contact” between crypto and their idea. Nevertheless, “a grand love affair between Vollgeld and Bitcoin is hardly possible,” according to one of the authors, the economist Reinhold Harringer. Perhaps, he suggested, the blockchain technology could be used to keep track of currency in the new system, but that’s pretty much it. Not even that opportunity is developed in the proposal, which would rely on the banking system to carry out transactions even as checking accounts would no longer be on their balance sheets.

Ideally, a Vollgeld proposal should have a technical section containing a tested mechanism for running the system. It would either exclude banks altogether or explain how they should function, and still make a profit, in the new environment. 

Daring to try crypto-based Vollgeld would require more than just getting rid of credit-based money. It might be worth developing and testing the technical side of such a system, perhaps in a small community. A noteworthy experiment is taking place in the Russian village of Kolionovo, where farmers and small businesses use a local cryptocurrency to pay one another. A successful test of the currency would make it ready to be tried in a crisis-hit nation to supplant a dysfunctional banking system.

 

Hobi

Re: FED, BCE e Banche Centrali  

  By: gianlini on Giovedì 07 Giugno 2018 11:11

Pana, l'avevo pensato anche io

Ma attento!, che Torino è il centro delle messe nere e dei riti satanici, quindi forse la scelta di tale località non è casuale.....

 

Re: FED, BCE e Banche Centrali  

  By: pana on Giovedì 07 Giugno 2018 11:07

oh oh grande pericolo, il segretissimo gruppo Billderberg si riunisce a torino...

infatti e' cosi segreto che si sa: dove si riuniscono

quando si riuniscono

e chi sono i partecimpanti

per l italia i pericolsi cospiratori sono: lili gruber.john elkann,, il cardinale parolini, gli economista alesina e azzuccato e vittorio colao di vodafone

oh oh pericolo aiutooooooo


 Last edited by: pana on Giovedì 07 Giugno 2018 11:08, edited 1 time in total.

Re: FED, BCE e Banche Centrali  

  By: pana on Mercoledì 06 Giugno 2018 10:31

sono nuovi posti di lavoro dsponibili ma non ancora assegnati

ma vedreai che ora rriva shera e ci dice che sono tutte notize false, fake balle..

 

Re: FED, BCE e Banche Centrali  

  By: gianlini on Martedì 05 Giugno 2018 19:15

non ho capito cosa sono i job openings

le nuove posizioni lavorative aperte?

 


 Last edited by: gianlini on Martedì 05 Giugno 2018 19:15, edited 1 time in total.

Re: FED, BCE e Banche Centrali  

  By: Gano di Maganza on Martedì 05 Giugno 2018 18:07

US Job Openings Hit Record High, Exceed Number Of Unemployed Workers