FED, BCE e Banche Centrali

Re: FED, BCE e Banche Centrali  

  By: lmwillys1 on Lunedì 09 Luglio 2018 12:41

'azzeramento della produzione, carestie di massa, milioni di persone morte per fame.'

 

peste bubbonica, diarrea mostruosa, ecc ecc

secondo me con le macchine che fanno tutto ma proprio tutto oggi quello che diceva von mises non succederebbe ... in pratica è una opinione arcaica di un arcaico oggi priva totalmente di senso

:-)

Re: FED, BCE e Banche Centrali  

  By: hobi50 on Lunedì 09 Luglio 2018 12:32

 

https://www.ft.com/content/549692c4-8111-11e8-bc55-50daf11b720d

Questi del FT sono somari come Draghi : ma .... lo leggono il forum di Cobraf ?

Qui ci sono dei giganti !

 

Hobi


 Last edited by: hobi50 on Lunedì 09 Luglio 2018 12:34, edited 1 time in total.

Re: FED, BCE e Banche Centrali  

  By: XTOL on Mercoledì 20 Giugno 2018 11:25

Pubblichiamo un estratto del libro di Guglielmo Piombini e Giuseppe Gagliano, “Riscoprire la Scuola Austriaca. La sfida di Mises, Hayek e Rothbard a Marx e Keynes”, appena pubblicato da Leonardo Facco Editore in collaborazione con goWare (p. 144, € 11,00). Il libro è ordinabile presso la Libreria del Ponte

...

Il teorema di Mises e Hayek sull’impossibilità teorica e pratica del socialismo aveva trovato delle forti conferme empiriche in tutti gli episodi di storia del comunismo in cui il sistema basato sulla proprietà privata, lo scambio, i prezzi di mercato e il denaro era stato integralmente soppresso, come nella Russia di Lenin fino al 1921, nella Cina di Mao durante il Grande Balzo in Avanti (1959-1960) o nella Cambogia di Pol Pot dal 1975 al 1979. In tutti questi casi il risultato era stato esattamente quello previsto da Mises: completo caos economico, azzeramento della produzione, carestie di massa, milioni di persone morte per fame.

...

Ma per quale motivo gli economisti occidentali si sono rifiutati fino all’ultimo di vedere la realtà, e di dare il giusto tributo alle critiche austriache al socialismo? Perché nessun economista occidentale, con l’eccezione degli austriaci, previde il crollo del comunismo? Perché rimasero tutti sorpresi dal sopraggiungere tali eventi? La ragione è chiara: gli economisti mainstream non potevano accettare le verità delle critiche avanzate da Mises perché esse valevano non solo per la pianificazione totale del socialismo, ma anche per la pianificazione parziale dell’interventismo pubblico, dell’economia keynesiana e delle banche centrali. Non potevano accettare la critica austriaca al socialismo perché Mises usava gli stessi argomenti contro le politiche interventiste da loro raccomandate.

Per questa ragione gli economisti occidentali presentarono il fallimento del comunismo come una vittoria della socialdemocrazia e del welfare state occidentale, invece che della teoria economica austriaca. Ancora oggi non è emersa la consapevolezza che l’economia mista occidentale, fondata su un’ampia allocazione politica delle risorse e sul denaro fiat creato dal nulla dalle banche centrali, sta percorrendo la stessa strada che portò al crollo dell’Unione Sovietica.

 

Re: FED, BCE e Banche Centrali  

  By: shera on Mercoledì 13 Giugno 2018 14:48

 

Prima forse è meglio se vi chiarite le idee se i trasferimenti in area Euro di contanti influenzano o no il Target2.


Si comincia sempre con le piccole cose.

Gano invece quando vogliono imbrogliarti sono proprio le piccole cose che sbagliano....

Se scrivono che 2+2=5 tornano in seconda elementare con l'insegnante di recupero, ma se scrivono 2+2-§4+.01567657%*K uguale a 5... prima che gli smonti tutte le stupidate che scrivono ci metti due ore, e sperano che desisti, ma hanno fatto i conti male...

quello a cui vogliono arrivare è che la moneta stampata dalla banca centrale è un debito dello stato verso le banche private, la prossima mossa che devono fare i governi è dare le licenze bancarie a 5 anni, chi sa fare il banchiere si ritrova il permesso rinnovato, chi lavora male torna a fare il bidet ai politici e loro amici imprenditori...


 Last edited by: shera on Mercoledì 13 Giugno 2018 17:32, edited 1 time in total.

Re: FED, BCE e Banche Centrali  

  By: Gano di Maganza on Martedì 12 Giugno 2018 17:20

Prima forse è meglio se vi chiarite le idee se i trasferimenti in area Euro di contanti influenzano o no il Target2.

 

Si comincia sempre con le piccole cose.

Re: FED, BCE e Banche Centrali  

  By: hobi50 on Martedì 12 Giugno 2018 14:40

https://ftalphaville.ft.com/2018/06/08/1528455045000/Risk-segregation-and-market-fragility-in-the-eurozone/

 

Bell'articolo di Minenna ( anche se un po difficilotto ).

Ma forse  ( non ne sono sicuro ) è incorso in uno svarione.

Da una parte afferma :

"The same goes for the Target 2 liabilities: it is far from obvious that they should be settled in euros. By applying the principle of lex monetae, these liabilities could also be repaid in the new national currency, with a huge loss for Germany. "

Poi giustamente ricorda quando si applica la "lex monetae "

Local Law securities can be subjected without problems to lex monetae, the universally accepted principle which allows a sovereign issuer to change the currency that has legal tender within its borders and to convert its debts into that currency. But lex monetae does not apply to Foreign Law bonds, and in the case of CAC-bonds its application could expose the State to a non-negligible litigation risk.

E qui Minenna fa il salto della quaglia ...

Per poter ridenominare I rapporti tra singola BCN e BCE questi dovrebbero ricadere sotto la "local low " .

Il che mi sembra strano .

La BCE ha sede a Francoforte .

La singola BCN è giuridicamente parte della BCE  ...ma ,nei rapporti reciproci, varrebbe la local law !?!

Cosicchè  il soggetto forte (la BCE nella fattispecie  ) lascerebbe il foro competente alla parte debole ? Inusuale nella prassi.

 

Hobi

 


 Last edited by: hobi50 on Martedì 12 Giugno 2018 14:40, edited 1 time in total.

Re: FED, BCE e Banche Centrali  

  By: muschio on Martedì 12 Giugno 2018 14:15

"Salvini da sbarco direi (lo scafista che porta i migranti in Spagna)."

Anti, non ti rispondo nel merito perché hai un tratto paranoide-nevrotico che rende inutile la discussione.

Ovviamente non ti sto offendendo: il 50% della popolazione italiana è clinicamente caratterizzabile morbosamente (me per primo), tuttavia sono rarissimi i casi che scadono in atteggiamenti autolesionistici o pericolosi per gli altri.

In poche parole, puoi vivere tranquillamente in società, non sei pericoloso ed è basso il fio di sopportare le tue cazzate-anti-apriori su Cobraf; tuttavia, guai a perdere tempo a ragionare con soggetti del tuo profilo.

PS: se tu fossi eletto presidente della repubblica, dirameresti immediatamente un comunicato in cui prendi le distanze da te stesso.

Re: FED, BCE e Banche Centrali  

  By: traderosca on Martedì 12 Giugno 2018 10:36

siamo circondati....

 

ANSA) - SIRACUSA, 12 GIU - Sbarcati 53 migranti pachistani e afghani sulla spiaggia di Calamosche, a Noto, nel Siracusano, dove sono arrivati 31 uomini, 8 donne e 14 bambini che si trovavano a bordo di un'imbarcazione che dopo aver lasciato a terra i migranti ha ripreso il largo. I 53 sono stati intercettati stanotte dalle forze dell'ordine e trasferiti al porto commerciale di Augusta dove sono iniziate le procedure di identificazione.
  

Re: FED, BCE e Banche Centrali  

  By: antitrader on Martedì 12 Giugno 2018 10:33

Salvini da sbarco direi (lo scafista che porta i migranti in Spagna).

Gliene stanno arrivando altr 1000 a Catania, vediamo adesso che fa, li manda in Portogallo?

 

Re: FED, BCE e Banche Centrali  

  By: traderosca on Martedì 12 Giugno 2018 10:23

"Dopo i default del 2001 e del 2014, nel momento in cui tutti cominciavano a pensare che le riforme attuate da Macri cominciassero a funzionare, il fantasma di una nuova crisi monetaria è tornato a spaventare l’Argentina. Una paura talmente forte da spingere Buenos Aires di nuovo sotto l’egida del Fondo Monetario Internazionale."

 

Gli argentini hanno molti cromosomi italiani!!! rubano e magnano............

Re: FED, BCE e Banche Centrali  

  By: pana on Martedì 12 Giugno 2018 10:16

ma..ma..scusate. ma ho capito bene?
ma..possibile? leggo male?

in pratica questi fanno il divorzio bankitalia/tesoro ...da noi nel 1981, e da loro nel 2018?

insomma prima stampavano a deficit e ora invece basta?? il contrario di quello che dicono i nostri sovranistos?

Il paese sudamericano ha promesso poi di garantire “indipendenza legale e autonomia operativa alla banca centrale e di mettere immediatamente fine al finanziamento da parte della banca centrale del deficit federale”. Parlando in parole povere, i banchieri centrali non avranno più la possibilità di stampare moneta allo scopo di finanziare il Governo. Ulteriori impegni riguardano il mantenimento di un livello minimo di spesa in assistenza sociale e l’introduzione di riforme tributarie e sociali che rendano “il campo da gioco equo tra uomini e donne”, scrive il Fmi.

Dopo i default del 2001 e del 2014, nel momento in cui tutti cominciavano a pensare che le riforme attuate da Macri cominciassero a funzionare, il fantasma di una nuova crisi monetaria è tornato a spaventare l’Argentina. Una paura talmente forte da spingere Buenos Aires di nuovo sotto l’egida del Fondo Monetario Internazionale.

Re: FED, BCE e Banche Centrali  

  By: shera on Lunedì 11 Giugno 2018 16:48

Salvini da sbrago, ci sono cascati come dei pollastri, chapeau a lui e a quello con lo sguardo da rock star, toninelli.

Re: FED, BCE e Banche Centrali  

  By: pana on Lunedì 11 Giugno 2018 11:02

ma..ma.. come?
il famoso referendum sulla "Moneta intera" (che capzo vorrebbe dire? non sara mica un riferimento alla moneta frazionata nel senso della riserva frazionaria ????????)

attendiamo commenti dai sovranisti..

ma..ma..come? ha vinto il no?

anche loro schiavi della ue? della merkel? del bilderberg? dell aspen institute'?? dell avis, dell aci, ??

ma come mai qua scrivono che e0 distruttiva mentre altri espertoni diconio il contrario?

sarebbe la stamperia sovrana solo in mano alla banca centrale giusto??

Al referendum sulla “moneta intera” in Svizzera ha stravinto il no

Il paese ha bocciato a larghissima maggioranza la proposta che avrebbe potuto essere distruttiva per il suo sistema monetario e bancario

Re: FED, BCE e Banche Centrali  

  By: shera on Domenica 10 Giugno 2018 11:33

@Alberta

Con gli eurobond in marchi tedeschi fai la fine dell'argentina probabilmente, o peggio

Con i minibot fai ripartire l'economia, ma c'è il rischio di perdere soldi con i pandori (già successo).. inoltre bisogna produrre per far crescere il pil e pagare stipendi, ma poi bisogna anche consumare... bisogna prendere molto sul serio le analisi di willis sul capitalismo, perchè la cina sta facendo tutto giusto (e si vedono i risultati) ma il mercato interno, la domanda aggregata, vengono prima anche dell'industria 4.0... o dei droni della VW, producono le auto che nessuno gli comprerà se non fanno anche loro dumping

Con la fine della parità con l'euro si può far bene, ma bisogna ripulire la banca centrale dalla casta dei vari Boschi, Zonin e co

 

Re: FED, BCE e Banche Centrali  

  By: alberta on Venerdì 08 Giugno 2018 22:02

Oggi, su AltroConsumo Finanza.

Debito pubblico italiano: qualche idea su come fare default
 
Venerdì 8 giugno 2018
 
Gli Stati hanno studiato molti modi per non pagare i propri debiti, anche in questo campo la creatività non manca. Ecco le lezioni che in passato ci ha dato la storia.

Italia

Da più parti si dice che sarà difficile per l’Italia riuscire a non fare default. Ma, se così fosse, come si può fare default? Vediamo i casi di Argentina, Stati Uniti e… Germania!

Argentina. 

Uscito dalla dittatura militare dopo la sconfitta delle Falkland, il Paese inizia un percorso di sviluppo, ma, negli anni ’90, si trova ad avere un livello di inflazione eccessivo. Per abbatterlo decide di legare il peso argentino al dollaro Usa. Così facendo, l’inflazione, effettivamente, crolla. Nel 1998 però, interviene la crisi di altri Paesi emergenti. Questo fatto ha come conseguenza il deprezzamento delle valute dei Paesi sudamericani verso cui Buenos Aires esporta. In particolare, a calare è il real brasiliano. L’Argentina piomba in recessione e il Governo, per sostenere l’economia, mantiene comunque un alto livello di spesa pubblica, che, di conseguenza, ne fa salire il debito. Conscio della brutta china, il Governo tenta di tagliare la spesa, ma nel Paese si diffonde il malcontento. A fine 2001 l’Argentina decide di non rimborsare il proprio debito e, a gennaio 2002, abbandona il cambio fisso col dollaro. Il default ha conseguenze gravi: nessuno presta più i soldi a Buenos Aires, che però continua ad avere bisogno di capitali. La crisi va avanti e nel 2005 il Paese ristruttura il debito cambiando i vecchi bond con bondnuovi il cui valore è circa un terzo rispetto ai precedenti.

Stati Uniti.

Non è propriamente un default, ma un cambio di regole che, per alcuni creditori, ha effetti simili. Dopo la seconda guerra mondiale, a seguito degli accordi di Bretton Woods, tutte le monete erano legate a un cambio fisso col dollaro. Per garantirne l’affidabilità il dollaro era convertibile in oro (35 dollari per un’oncia). Con la guerra del Vietnam e la crescita dello Stato sociale, gli Usa iniziarono a indebitarsi in modo crescente e a stampare più dollari. Questo minò la fiducia nel biglietto verde e spinse molti a chiedere la conversione dei dollari in oro. Ciò fece scendere le riserve Usa di migliaia di tonnellate, finché il 15 agosto 1971 il Presidente Nixon dichiarò che il dollaro Usa non era più convertibile. Gli Usa non smisero di onorare il debito (in dollari), ma non lo fecero più con una valuta ancorata all’oro. Negli anni successivi il dollaro crollò rispetto ad altre valute più affidabili. Un investitore tedesco che nel 1970 avesse avuto 1.000 dollari in titoli di Stato Usa dalla vendita ne avrebbe ricavato 3.600 marchi. Dieci anni dopo solo 1.800. Se non è un modo per fregare (selettivamente) i debitori questo!

Accordi di Bretton Woods: è una conferenza che si tenne nel 1944 in cui vennero decise le regole commerciali e internazionali del dopoguerra, tra cui la stabilità di cambio tra valute mondiali che durò fino ai primi anni Settanta.

Germania. 

Ecco un caso particolare basato sull’inflazione. Nel 1933 Hitler divenne Cancelliere. Iniziò una costosa politica di riarmo e la Germania non voleva indebitarsi. Il banchiere centrale Schachtinventò quindi le cambiali Mefo (dal nome di una società veicolo) con cui lo Stato pagava le proprie forniture. Le cambiali Mefo divennero una sorta di moneta parallela usata dalle imprese. Era debito pubblico, per via della garanzia dello Stato, ma non appariva come tale, e lo Stato si guardava bene dal dire chiaramente quante ne circolavano, per evitare la corsa alla conversione in marchi. Fin qui tutto bene. I fautori della moneta fiscale usano questo esempio come un caso di successo, perché i Mefo aiutarono la Germania a diminuire la disoccupazione e a rilanciare l’economia. Il problema arrivò dopo, con la guerra. Lo Stato iniziò a emettere molti titoli di Stato e il debito pubblico, che nel 1939 era circa 50 miliardi di marchi, nel 1942 era più che triplicato, ammontava a ben 387,9 miliardi di marchi nel 1945. Fino al 1943 il Governo mantenne alta la fiducia, garantendo ai tedeschi una buona qualità di vita. Poi la guerra andò così male che la Banca centrale dovette stampare moneta per assorbire il debito pubblico, creando inflazione. Quanta? Difficile dirlo perché i prezzi erano controllati per legge e, infatti, avvenne ciò che avviene in questi casi: la moneta sparì e si tornò… al baratto con le sigarette usate come merce di scambio. Nel 1944 si parla di debito al 240% del Pil. Nel 1948 il vecchio Reichsmark venne sostituito dal nuovo Deutsche mark. In quell’occasione furono dati, nell’arco di pochi mesi, 60 nuovi marchi a ogni tedesco, e quanto risultava essere depositato sui conti correnti fu convertito secondo regole complesse, che, di fatto, ne comportavano pesanti tagli. Non c’è quindi da stupirsi per il fatto che i tedeschi temano l’inflazione!

Il marco tedesco (Deutsche Mark) fu la moneta tedesca dal 1948 all’euro. Fu preceduto dal Reichsmark (1924-1948) a sua volta preceduto dal Papiermark (1914-1924), cioè marco di carta, che fu distrutto dall’iperinflazione degli anni venti. Il marco che precedette il Papiermark fu il Goldmark (1873-1914), cioè marco convertibile in oro. Inutile a dirsi che quello fu un periodo di stabilità dei prezzi.