Trame, Connessioni, Network e Intrighi

Re: Trame, Connessioni, Network e Intrighi  

  By: Bullfin on Mercoledì 29 Marzo 2017 00:15

LEGGETE BRANCO DI CAPRONI... (OSCAR, ANTI, GIAN, HOBBYT, ETC....)

 

 

L’ideologo di Putin: in Europa sarà presto caos, guerra civile, distruzione.

Pubblicato 28 marzo 2017 - 20.00 - Da Claudio Messora

di Giulio Meotti

Roma. Europa e Stati Uniti hanno spesso ricambiato il favore ad Aleksandr Dugin. Un anno fa, il famoso politologo russo è stato messo alla porta in Grecia. Accompagnato dal patriarca di Mosca Kirill per una conferenza sul Monte Athos, Dugin è stato fermato all’aeroporto di Salonicco e gli è stato comunicato che il suo ingresso all’interno dei territori della Ue gli era interdetto. Un anno prima, il Dipartimento del tesoro degli Stati Uniti lo aveva inserito nella lista dei cittadini russi sotto sanzioni per la crisi ucraina. Un mese dopo è il Canada a mettere sotto embargo Dugin. Di lui hanno scritto tutti, da Foreign Policy, che lo chiama “il cervello di Putin”, al Sole 24 Ore, che la settimana scorsa lo ha definito il “Rasputin di Putin”.

Figlio di un ufficiale sovietico, dissidente negli anni Ottanta, avversario di Eltsin negli anni Novanta, Dugin è un pensatore russo che un saggio della rivista australiana Quadrant ha definito “un consapevole folle postmoderno”. Ma un folle con accessi politici importanti. Il suo libro, “Fondamenti della geopolitica”, è usato nelle scuole militari, Dugin è una presenza fissa sulla tv Tsargrad (canale patriottico voluto dal Cremlino e finanziato dal miliardario Konstantin Malofeev) e quando la Turchia ha abbattuto due aerei russi Dugin ha usato i suoi contatti ad Ankara per aiutare Putin a ricucire con Erdogan. Il filosofo coltiva anche relazioni in tutta Europa, come in Grecia, dove è molto amico del ministro degli Esteri, Nikos Kotziás, così come pare ci sia un legame con Steve Bannon, braccio destro di Donald Trump alla Casa Bianca. Dugin ha concesso questa intervista esclusiva al Foglio per spiegare non soltanto le sue idee, ma anche la visione che guida la Russia di Putin. Alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco, il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov ha parlato della nascita di un “ordine postoccidentale”. Questo è puro Dugin.

Quanto è vicino a Putin?

“E’ difficile rispondere, non sono così vicino al presidente come pensano alcuni, ma molte idee che ho espresso in filosofia, in politica, hanno molto influenzato Putin”, ci dice Dugin. “Non bisogna esagerare, anche se è vero che c’è stata un’influenza autentica delle mie idee sul presidente. Le idee hanno un proprio destino, e possono influenzare la logica della politica e della storia. Le idee sono enti viventi e possono trovare molti modi per arrivare alla gente. Il problema con l’occidente è proprio questo, è che non crede più nelle idee, c’è un mondo spirituale dove vivono le idee e che l’occidente non riconosce più”.

 

 Ad Aleksandr Dugin chiediamo dove nasca la sua avversione culturale per l’Europa che tanto sembra aver ispirato Putin.

“Oggi l’Europa occidentale sta nella trappola della modernità e della postmodernità, il progetto della modernizzazione liberale va verso la liberazione dell’individuo da tutti i vincoli con la società, con la tradizione spirituale, con la famiglia, con l’umanesimo stesso. Questo liberalismo libera l’individuo da ogni vincolo. Lo libera anche dal suo gender e un giorno anche dalla sua natura umana. Il senso della politica oggi è questo progetto di liberazione. I dirigenti europei non possono arrestare questo processo ma possono solamente continuare: più immigrati, più femminismo, più società aperta, più gender, questa è la linea che non si discute per le élite europee. E non possono cambiare il corso ma più passa il tempo e più la gente si trova in disaccordo. La risposta è la reazione che cresce in Europa e che le élite vogliono fermare, demonizzandola. La realtà non corrisponde più al loro progetto. Le élite europee sono ideologicamente orientate verso il liberalismo ideologico”.

A Mosca, la vittoria di Donald Trump è stata accolta con favore, per usare un eufemismo.

“Trump negli Stati Uniti ha preso il potere cambiando un po’ questa situazione, e l’Europa si trova oggi isolata”, continua Dugin. “La Russia oggi è il nemico numero uno dell’Europa perché il nostro presidente non condivide questa ideologia postmoderna liberal. Siamo nella guerra ideologica, ma stavolta non è fra comunismo e capitalismo, ma fra élite liberal politicamente corrette, l’aristocrazia globalista, e contro chi non condivide questa ideologia, come la Russia, ma anche Trump. L’Europa occidentale è decadente, perde tutta l’identità e questa non è la conseguenza di processi naturali, ma ideologici. Le élite liberal vogliono che l’Europa perda la propria identità, con la politica dell’immigrazione e del gender. L’Europa perde quindi potere, la possibilità di autoaffermarsi, la sua natura interiore. L’Europa è molto debole, nel senso dell’intelletto, è culturalmente debole. Basta vedere come i giornalisti e i circoli culturali discutono dei problemi dell’Europa, io non la riconosco più questa Europa. Il pensiero sta al livello più basso del possibile. L’Europa era la patria del logos, dell’intelletto, del pensiero, e oggi è una caricatura di se stessa. L’Europa è debole spiritualmente e mentalmente. Non è possibile curarla, perché le élite politiche non lo lasceranno fare. L’Europa sarà sempre più contraddittoria, sempre più idiota. I russi devono salvare l’Europa dalle élite liberal che la stanno distruggendo”.

“Irrisolta la questione ucraina” Ma la Russia non dovrebbe aspirare ad avvicinarsi all’Europa, come sembrava dopo il crollo del comunismo?

“La Russia è una civiltà a sé, cristiana ortodossa. Ci sono aspetti simili fra Europa e Russia. Ma dopo il crollo del comunismo, quando la Russia si è avvicinata all’occidente, abbiamo capito che l’Europa non era più se stessa, che era una parodia della libertà, che era decadente e postmoderna, che versava nella decomposizione totale. Questo occidente non ci serviva più come esempio da seguire, per cui abbiamo cercato un’ispirazione nell’identità russa, e abbiamo trovato che questa differenza è fra cattolicesimo e ortodossia, fra protestantesimo e ortodossia, noi russi siamo ereditari della tradizione romana, greca, bizantina, siamo fedeli allo spirito cristiano antico dell’Europa che ha perso ogni legame con questa tradizione. La Russia può essere un punto di appoggio per la restaurazione europea, siamo più europei noi russi di questi europei. Siamo cristiani, siamo eredi della filosofia greca”.

Al centro del pensiero di Dugin, accanto alla lotta al liberalismo, è l’Eurasia, a giustificazione dell’ambizione di Mosca di ritornare nelle terre ex sovietiche, dal Baltico al mar Nero, di restaurare il dominio sulle popolazioni non russe, arrivando a stabilire perfino un protettorato sull’Unione europea.

“I paesi vicini alla Russia erano costruzioni artificiali dopo il crollo dell’Unione sovietica e non esistevano prima del comunismo”, dice Dugin al Foglio. “Sono il risultato del crollo comunista. Erano invece parte di una civiltà euroasiatica e dell’impero russo prerivoluzionario. Non c’è aggressione di Putin, ma restaurazione di una civiltà russa che si era dissolta. Queste accuse sono il risultato della paura che la Russia si riaffermi come potere indipendente e che voglia difendere la propria identità. L’Ucraina, la Georgia, la Crimea, hanno fatto tanti errori contro la Russia e aggredito le minoranze russe che vivono in quei paesi”.

Ma le avete invase.

“La Russia con grande potere ha risposto alle violazioni dei diritti georgiani, osseti, ucraini, abkhazi, crimei. L’Europa non può comprendere l’atto politico per eccellenza, la sovranità, perché essa stessa ha perso il controllo della propria sovranità. Trump ha cominciato a cambiare la situazione negli Stati Uniti e ha ricordato che la sovranità è un valore e noi russi con Putin abbiamo ricordato questo al mondo prima di Trump”. La Russia quindi metterà gli occhi anche sui paesi della Nato al proprio confine, la questione di Kaliningrad, ex Koenigsberg, la patria di Kant, il cuneo fra est e ovest? “Geopoliticamente, i paesi baltici non rientrano nella sfera di interesse dei russi, con la Georgia siamo in un momento di stabilità, il problema resta con l’Ucraina, perché la situazione non è pacifica, non abbiamo liberato i territori dove l’identità pro russa è dominante, dove è vittima di un misto di neonazisti e neoliberali. L’Ucraina resterà il problema numero uno, ma con Trump c’è la possibilità di uscire dalla logica della guerra”.

Europa e islam. Putin si vanta di aver costruito un concordato con l’islam in Russia, mentre l’Europa è sotto attacco islamista.

“Il problema non è con l’islam, ma le élite hanno fatto entrare milioni di musulmani, senza integrarli perché c’è un vuoto senza identità”, prosegue Dugin al Foglio. “In questo liberalismo non c’è più assimilazione culturale, gli europei non possono proporre ai migranti un sistema di valori, ma solo la corruzione morale. Questa politica suicida europea non può essere accettata dai migranti musulmani. E l’Europa si impegna per porre i musulmani, soprattutto i fanatici fondamentalisti, continuando a distruggere l’Europa: islamisti da un lato distruggono l’Europa e dall’altro ci pensano le élite liberal. L’ideologia wahabita e dello Stato islamico è il problema, non l’islam tradizionale che è vittima del fanatismo islamista. Senza questa politica dell’immigrazione, l’islam che esiste nelle sue terre non rappresenterebbe un rischio per l’Europa”. “Putin è forte, ma non lascia eredi”.

Da tre anni, la Russia ha costruito l’immagine di un paese che adotta politiche opposte a quelle dell’Europa.

“I matrimoni gay e l’Lgbt sono questioni politiche, non morali. Non a caso l’ideologia liberale vuole destrutturare l’idea di uomo e donna. Putin ha compreso questo molto bene e ha cominciato a reagire contro questa visione che distrugge la società. Questo non è il problema della scelta personale e individuale, non ci sono leggi contro l’omosessualità, ma leggi contro la propaganda di questa ideologia gay che distrugge l’identità collettiva, che distrugge le famiglie, che distrugge la sovranità dello stato cercando di cambiare la società civile. Non è una questione morale o psicologica, ma politica”.

Dugin è considerato un grande sostenitore di Putin, ma qui ne rivela i limiti.

“La storia è sempre aperta, non possiamo dire cosa sarà della Russia. Per creare un futuro forte e sano per la Russia dobbiamo fare molti sforzi, niente è garantito, ci sono molte sfide per la Russia e Putin è riuscito a rispondere a molte di queste, vincendo. Il problema del nostro paese consiste nella nostra forza e debolezza, Putin garantisce alla Russia la conservazione della sovranità e dell’identità, il ritorno sulla scena della grande Russia, ma siamo anche deboli, perché Putin rappresenta se stesso, non è riuscito a creare una eredità che possa garantire la sopravvivenza di questa idea della Russia. Finché c’è Putin, la Russia ha speranza di essere forte, ma Putin è un problema perché non ha istituzionalizzato la sua linea di pensiero. La Russia oggi è Putin-centrica”.

Dunque, cosa vede in serbo per l’Europa?

“Sono un seguace di René Guenon, che ha identificato la crisi della società occidentale europea ben prima del XXI secolo. La forma di degradazione spirituale dell’Europa è cominciata con il modernismo, la perdita dell’identità cristiana, ma è arrivato al culmine negli anni Novanta, quando tutte le istituzioni vennero plasmate dal liberismo di destra in economia e dal liberalismo di sinistra nella cultura. L’approvazione dei matrimoni gay mi hanno fatto capire verso dove stava andando l’Europa. Si arriverà presto al momento finale, dopo ci sarà il caos, la guerra civile, la distruzione. Forse è troppo tardi per ribaltare la situazione”.

 

 

RIASSUNTO W PUTIN, W LA DESTRA CHE è CONTRO IL LIBERISMO CULTURALE DI SINISTRA!!!.

Re: Trame, Connessioni, Network e Intrighi  

  By: Gano di Maganza on Martedì 28 Marzo 2017 23:49

MANIFESTAZIONI COPERTE DAI MEDIA. E ALTRE NON COPERTE.

Re: Trame, Connessioni, Network e Intrighi  

  By: Gano di Maganza on Martedì 28 Marzo 2017 23:35

Gianlini> "Pensa Nello, che c'è qualcuno che sta nel pericolossisimo Brasile (uno dei Paesi più infestati di congoidi e discendendi di congoidi del pianeta) pur di non tornare in Italia."

 

Esempio del menga. Quello è un assassino.

Re: Trame, Connessioni, Network e Intrighi  

  By: Gano di Maganza on Martedì 28 Marzo 2017 23:33

In occidente il pubblico è stato condizionato a indignarsi per un navalny che in Russia si fa arrestare apposta per essere fotografato (e poi subito rilasciato) e poi nemmeno si accorge dei controlli di massa del NSA e dei tentativi di fare fuori Snowden che li ha denunciati.


 Last edited by: Gano di Maganza on Martedì 28 Marzo 2017 23:33, edited 1 time in total.

Re: Trame, Connessioni, Network e Intrighi  

  By: NelloManga on Martedì 28 Marzo 2017 18:37

Gianlini,

ti riferisci a Cesare Battisti? Non il patriota, bensì il pluriomicida reo confesso, condannato in contumacia con sentenza passata in giudicato?

Se è lui, non riesco a capire perché lo hai tirato in ballo in una discussione in cui si stava parlando delle limitazioni alla libertà di espressione e di opposizione politica: qual è il collegamento logico fra la fuga dall'Italia di un criminale assassino reo confesso e la fuga dagli Stati Uniti di Snowden, il cui crimine è quello di aver rivelato all'opinione pubblica l'esistenza di un capillare sistema di controllo di tutte le comunicazioni di tutti i cittadini statunitensi, e non solamente statunitensi? Un sistema di spionaggio ILLEGALE, attuato ILLEGALMENTE da un'agenzia ufficiale governativa, con l'avallo del governo statunitense guidato dal Premio Nobel per la Pace.

 

Per quanto riguarda il Brasile, anzi "il pericolosissimo Brasile", approfitto della tua citazione per segnalare le meraviglie della società multietnica di quello che tu giustamente identifichi come "uno dei Paesi più infestati di congoidi e discendenti di congoidi del pianeta":

 

 

Battisti, con i suoi due omicidi, ne ha da imparare dai congoidi ...

 

P.S.

BRASILE: 200 milioni di abitanti - 60 mila omicidi

ITALIA: 60 milioni di abitanti - 600 (seicento) omicidi

 


 Last edited by: NelloManga on Martedì 28 Marzo 2017 18:43, edited 1 time in total.

Re: Trame, Connessioni, Network e Intrighi  

  By: XTOL on Martedì 28 Marzo 2017 17:05

guardate che c'è un test facile facile per capire da cha parte stare: si guarda per chi tifano questi qua, che sono notoriamente dalla parte sbagliata della storia (quando c'era stalin tifavano urss...)

Re: Trame, Connessioni, Network e Intrighi  

  By: gianlini on Martedì 28 Marzo 2017 14:27

Pensa Nello, che c'è qualcuno che sta nel pericolossisimo Brasile (uno dei Paesi più infestati di congoidi e discendendi di congoidi del pianeta) pur di non tornare in Italia.

Anche lui prigioniero?


 Last edited by: gianlini on Martedì 28 Marzo 2017 14:28, edited 1 time in total.

Re: Trame, Connessioni, Network e Intrighi  

  By: NelloManga on Martedì 28 Marzo 2017 14:26

Mi chiedo perché Snowden non fugga dalla Russia di Putin e non se ne torni di corsa negli Stati Uniti, dove la sua vita, incolumità e libertà sarebbero certamente meglio garantite che in uno stato autoritario ed illiberale come quello russo.

E pensare che in America lo aspetterebbe una medaglia del Congresso, giusto riconoscimento per aver svelato all'opinione pubblica il sistematico ed illegale piano di sorveglianza di massa ai danni della popolazione americana, attuato dalla NSA, all'insaputa del Premio Nobel per la Pace e dei suoi collaboratori - tra cui la paladina della libertà, Hillary Clinton - ed in chiaro spregio dei principi di trasparenza dell'azione di governo e di rispetto per la libertà individuale dei cittadini.

 

Forse lo tengono prigioniero.

Re: Trame, Connessioni, Network e Intrighi  

  By: gianlini on Martedì 28 Marzo 2017 14:16

Concordo, Gano.

Aggiungo anche che i russi non avvertono la necessità di un cambiamento, perchè il modo di gestire il Paese di Putin è esattamente quello che loro vogliono e apprezzano che sia. I russi sono estremamente tradizionalisti, e non hanno alcun voglia di celebrare un cambiamento verso il modello occidentale.

Il problema principale (un po' quello che is presenta in Italia con Berlusconi e FI) per la Russia non sono le pressochè inesistenti opposizioni ma l'assenza, al momento, di qualcuno che possa succedere a Putin. Non è stato volutamente o meno, fatto crescere nessuno dietro di lui. Certo non è facile replicare una figura così granitica, ma dovesse morire per infarto domani, si aprirebbe una successione davvero complicata. Forse nell'ombra del Cremlino c'è qualche generale ai più sconosciuto, che è pronto a succedergli. Però dall'esterno ancora un nome non traspare.


 Last edited by: gianlini on Martedì 28 Marzo 2017 14:25, edited 2 times in total.

Re: Trame, Connessioni, Network e Intrighi  

  By: Gano di Maganza on Martedì 28 Marzo 2017 13:11

. Il problema dell' opposizione in Russia e' che non esiste. Quando hai l' 85% dei consensi che opposizione vuoi avere? Non hai opposizione perche' tutto quello che i russi hanno visto fin' ora, comunismo fino al 1990 o liberalismo all' occidentale con Yeltsin erano situazioni di gran lunga peggiori di quelle attuali. Quindi tutti hanno ovviamente paura di cambiare.

 

Putin non deve così temere opposizioni che nascono da spinte interne, ma semmai opposizioni sponsorizzate dall' estero.

 

Cosi' le opposizioni ora in Russia sono infatti tutte "sui generis", un po' farlocche.

 

 


 Last edited by: Gano di Maganza on Martedì 28 Marzo 2017 13:53, edited 11 times in total.

Re: Trame, Connessioni, Network e Intrighi  

  By: gianlini on Martedì 28 Marzo 2017 13:06

A me sembra più congeniale a rafforzare in patria l'idea del regime autoritario inossidabile (se Gano lo plaude, figuriamoci il russo medio!) piuttosto che essere opera mediatica occidentale.

Se non fosse un preciso messaggio da mandare internamente, la polizia se ne fregherebbe e gli lascerebbe fare tutte le manifestazioni che vuole.

Esattamente come i fatti di Genova erano un segnale di forza del governo Berlusconi verso i black bloc, non vedo perchè qui dovrebbe essere diverso.

Re: Trame, Connessioni, Network e Intrighi  

  By: Gano di Maganza on Martedì 28 Marzo 2017 13:03

Gianlini, e chi ha mai detto che la Russia non sia un regime forte? Lo e' sicuramente. probabilmente in Russia non potrebbe essere altrimenti. E' per quello che in cosi' tanti seguono Putin. Ma Navalny -secondo me- piu' che una vera opposizione fa parte della propaganda mediatica occidentale. Leggiti anche la fine del mio post precedente. Putin ha un approval dell' 85 - 90%. Chi vuoi che gli faccia opposizione? Su quali basi? Per ritornare all' era di Yeltsin? Non credo che interessi a nessuno.


 Last edited by: Gano di Maganza on Martedì 28 Marzo 2017 13:08, edited 1 time in total.

Re: Trame, Connessioni, Network e Intrighi  

  By: Tuco on Martedì 28 Marzo 2017 13:00

Ma le Femen? 'zzo di fine hanno fatto??

Re: Trame, Connessioni, Network e Intrighi  

  By: gianlini on Martedì 28 Marzo 2017 12:59

Gano,  non è che Gianlini deve aspettare il 2017 e Navatny per capire che in Russia c'è un regime estremamente autoritario e rigido.

Lo stesso vale ad esempio per l'Arabia Saudita.

Se però Gano, arriva al 2017 e non lo capisce, beh,....c'è da preoccuparsi....

 

poi ognuno ha probabilmente il regime che si merita....

https://www.youtube.com/watch?v=frxMJWhNTjg


 Last edited by: gianlini on Martedì 28 Marzo 2017 13:01, edited 1 time in total.

Re: Trame, Connessioni, Network e Intrighi  

  By: Gano di Maganza on Martedì 28 Marzo 2017 12:56

"deve essere molto divertente essere massacrato dalla polizia...."

 

Tanto massacrato non mi e' sembrato...

 

In ogni caso, se e' vera la seconda ipotesi, che cioe' Navalny trasgredisce apposta le regole per farsi arrestare davanti a tutti e specialmente davanti ai fotografi (altrimenti non lo cagherebbe nessuno), questo servirebbe ai media per condizionare i vari Gianlini a pensare quanto sia cattivo Putin. Si ritorna al discorso precedente. Non sono sicuro che tu sia condizionato, parlo per ipotesi... ma se fossi in te qualche dubbio per lo meno ce lo avrei ;-)

 

Come diceva Tuco, il primo passo e' di rendersene conto.

 

Ti concedo comunque un punto. Che anche Putin voglia dimostrare al mondo che "di qui non si passa", come dici tu. In quel modo Navalny e Putin sarebbero in qualche modo alleati. Il primo che altrimenti non lo cagherebbe nessuno diventa in questo modo una star mediatica, con qualche speranza politica in un eventuale dopo Putin, e con tutti i media occidentali che gli fanno da gran cassa per i loro fini propagandistici, il secondo che mostra lo stato forte al 90 % della popolazione che lo segue (che infatti sta con Putin e condanna navalny).


 Last edited by: Gano di Maganza on Martedì 28 Marzo 2017 13:02, edited 2 times in total.