Trame, Connessioni, Network e Intrighi

 

  By: demo00 on Lunedì 14 Novembre 2011 13:19

"Questa è l'elite finanziaria ed è gente che NON FATTO ERRORI come ingenuamente scrive Hobi. Tutte le statistiche e tutta l'evidenza (ville, palazzi, feste, lusso..) mostrano che si sono arricchiti come non era mai successo dal 1929 e hanno continuato ad arricchirsi anche negli ultimi quattro anni di "crisi"" Beh, vallo a dire allo sceicco Waleed che si è arricchito in questi ultimi 4 anni.... poi vediamo cosa risponde...

 

  By: gianlini on Lunedì 14 Novembre 2011 13:18

gano, la tesi quindi è che i banchieri esteri spaventerebbero i risparmiatori italiani facendogli vendere o non sottoscrivere debito pubblico italiano, ottenendo al contempo di poter sottoscrivere loro (i banchieri) btp a tassi molto vantaggiosi (i 6-7-8 % che vediamo negli ultimi giorni), le cui cedole verranno ripagate solo attigendo forzatamente dai patrimoni degli italiani ? è questa la tesi?

 

  By: Tuco on Lunedì 14 Novembre 2011 13:10

Hobi, le sue affermazioni molto spesso sono permeate di una paventata saccenza veramente irritante, questo voler offendere, voler dimostrare continuamente la propria superiorità culturale con metodi da prima repubblica, mi da la misura di lei come uomo. Poi non sta a me giudicare la correttezza teorica delle sue affermazioni.

 

  By: Gano* on Lunedì 14 Novembre 2011 13:09

Hobi ha fatto pero' un punto molto importante. E i depositi diminuiscono non solo perche' i capitali se ne vanno altrove ma anche perche' il risparmio privato e' costretto ora a riempire il buco del debito pubblico. La popolazione e' impoverita a favore dei creditori del nostro debito e per di piu' stiamo facendo queste manovre quando siamo già in piena recessione. All' impoverimento causato dalla contrazione delle economie si aggiunge il drenaggio per ripagare il debito. L' Italia in modo particolare fa gola perche' ha un grosso risparmio privato. Magari Hobi si e' espresso in modo un po' saccente ma ha detto cose sante.

 

  By: hobi on Lunedì 14 Novembre 2011 12:50

Io non sono ingenuo ,Dott. Zibbordi ,ma ho quella cultura finanziaria che Lei NON HA. I banchieri americani HANNO FATTO ERRORI ma sono stati salvati da Paulson . I loro capitali non si sono evaporati perchè le LORO banche insolventi non sono state nazionalizzate a ZERO .Lo stesso è avvenuto per i bond holder. Cultura non è tabelle o numeri : è capire cosa è avvenuto al di la delle cortine fumogene. Cultura è capire che noi taxpayer europei metteremo oltre 30 miliardi di Euro a garanzia dello swap che le banche ( pricipalmente tedesche e francesi ) faranno dei loro crediti greci con air cut complessivo del 50%. Quindi i banchieri hanno fatto ERRORI CHE NON HANNO PAGATO e solo i somari non l'hanno capito. Hobi

 

  By: GZ on Lunedì 14 Novembre 2011 12:33

i "banchieri" possono essere : i) manager stipendiati con bonus che dirigono una banca tipo Profumo che in alcuni casi intascano anche 50 o 100 milioni (a NY e Londra), ma non sono miliardari nel senso del miliardo di dollari (anche se in USA ci arrivano a volte) 2) gente che possiede una banca o è partner in una banca o broker o ha investito in una banca dei miliardi tipo lo sceicco al Waleed primo azionista di Citigroup oppure i Rothschild o Agnelli o gente che possiede un fondo hedge o un fondo di private equity tipo George Soros, John Pauldon, Jim Simmons, Henry Kravis, Steve Scharzman...in modo tale che decidono o dirigono anche queste istituzioni finanziarie. Questi sono miliardari nel senso del miliardo di dollari e anzi dei 30 miliardi di dollari 3) famiglie di miliardari che hanno investimenti ed interessi grossi in fondi hedge, private equity, banche e brokers cioè nel settore finanziario, ma non dirigono direttamente delle istituzioni Questa è l'elite finanziaria ed è gente che NON FATTO ERRORI come ingenuamente scrive Hobi. Tutte le statistiche e tutta l'evidenza (ville, palazzi, feste, lusso..) mostrano che si sono arricchiti come non era mai successo dal 1929 e hanno continuato ad arricchirsi anche negli ultimi quattro anni di "crisi". I capi di Lehman, Bear Sterns, Merril Lynch, Citigrouop, Royal Bank of Scotland, Unicredit, MF Global, hanno lasciato le loro società in rovina e causato milioni di disoccupati e tagli al reddito di quasi tutti, ma personalmente hanno intascato decine di milioni ecc... Di solito quando uno guadagna montagne di soldi non dici che ha fatto errori Persino i soci ed amici di Madoff che hanno investito con lui nei primi anni hanno intascato dai 5 agli 8 miliardi di dollari (non è vero che tutti quelli che hanno investito con Madoff hanno perso e 30 miliardi sono spariti e basta...)

 

  By: shabib on Lunedì 14 Novembre 2011 12:31

ma la GIUSTIZIA SOCIALE e' ancora riconosciuta come valore democratico ? a me questo ideale dice che se il 75% del popolo e' padrone di 1 casa non e' giusto colpirlo su questo e che se la maggioranza ha un reddito familiare di circa 2000 euro mese netti non posso andare a chiederle ancora sacrifici per sanare gli errori dei vampiri politici e finanziari internazionali....poi mi sbagliero' , a crederlo , forse le statistiche sono errate , ( non credo ) ma dopo attenti perche' non bisogna lamentarsi ad aver stretto troppo la corda al collo della maggioranza. attenzione perche' non e' cosi' arricchente sia pure per l'elite dominante dopo aver de-welfarizzato ( bella 'sta definizione) la societa' italiana , pretendere anche di levare il fisico , il frutto del lavoro di generazioni...ocio.... certo il sacrificio per aiutare il paese ( cosi' dicono , ma si aiuta cosi' il paese ? ) dovra' necessariamente essere equo , tutti dovranno contribuire , ma est modus in rebus , se no si rischia che davvero qualcuno esca fuori a gran voce a dire : ma perche' la massa deve pagare per gli errori di una ristretta minoranza che non si sacrifica mai ?

 

  By: hobi on Lunedì 14 Novembre 2011 12:23

Vado a spanne ma direi che la Grecia ha perso il 30% dei depositi da quando la crisi è iniziata. Il Portogallo mi sembra il 9% in 6 mesi. Non ho i dati dell'italia ma ,prima o poi ,subiremo anche noi la stessa sorte. Con un mercato dei capitali libero ...aspettare è un suicidio. Hobi

 

  By: gianlini on Lunedì 14 Novembre 2011 12:22

nessun debito pubblico al mondo viene ripagato si tratta semplicemente di rinnovarlo

 

  By: Gano* on Lunedì 14 Novembre 2011 12:05

Sono completamente d'accordo con Hobi. Anch'io la vedo cosi'. Purtroppo in Italia ora non esiste un exit strategy dal debito, se non quella di ripagarlo integralmente ed andare fino in fondo costi quello che costi, a un prezzo che per il cittadino semplice e sprovveduto sara' altissimo. Non solo, piu' andremo avanti e piu' sara' difficile districarsi. Il caso Grecia e' emblematico. Per ora le proiezioni sulle misure di contenimento del debito prevedono che ne provocheranno un AUMENTO. E' vero che poi nel lungo termine dovra' esserci una diminuzione, ma ci sara' da crederci? Se l' Italia, Spagna, Irlanda e Portogallo vanno in deflazione e la Francia e il Belgio in crisi di debito, ci saranno speranze per la Grecia? Chi tirera' l' economie? La Germania da szola?

 

  By: hobi on Lunedì 14 Novembre 2011 11:13

Anti ,concordo che chi da tutta la colpa ai banchieri cattivi è un po somaro. Semmai bisogna far pagare loro gli errori commessi senza sconti. Ma sul non pagare i debiti farei dei distinguo. Se una procedura fallimentare per uno stato ha poco senso( c'è l'obbliglo della continuità ),una procedura concordataria puo essere molto adatta . Talvolta le quantità di debito pertinenti ad una certa struttura economica sono eccessive ed insostenibili. In questi casi è inutile intervenire sulla gestione,ma bisogna tagliare il debito ex abrupto. Non è una scelta da furbi,ma una necessità . E poi c'è un altro aspetto che è ancora più importante. Più queste situazioni "pre default durano ",più c'è la possibilità per le elite di uscire bene. Questo è profondamente ingiusto. Ad esempio il buon Monti farà quello che, più o meno, è giusto fare ma non potrà risparmiare il redde rationem agli italiani. Quel giorno le elite si saranno tutelate meglio dei normali cittadini. Quindi la cosa più auspicabile sarebbe che un governo politico prendesse atto della situazione e proponesse un concordato equo per i creditori ed i cittadini. Invece si va avanti e quando ci sarà il redde rationem non ci sarà più la possibilità di ristabilire la "par condicio" dei creditori e ,le elite,ne avranno tratto vantaggio. Hobi

 

  By: Morphy on Lunedì 14 Novembre 2011 10:12

Ceskoandre, "Esaminando il valore della lira, ponendo come 1 il suo valore all’ingresso nell’euro nel 2001,..." La questione mi interessa ma non ho capito bene l'introduzione sui rapporti di valore tra lira ed euro nel tempo. A parte che la lira non è entrata nell'euro... e poi il tasso di cambio è stato stabilito e messo in funzione non dopo il 1 gennaio 1999. Se hai tempo di spiegare, grazie in anticipo. morphy

 

  By: gianlini on Lunedì 14 Novembre 2011 09:42

il post di Zibordi è ottimo per sintesi e capacità fotografica va però anteposta la considerazione che il mercato è per sua definizione efficiente, che quei mercati non sono tanto sottili da poter essere manipolati e che ogni giudizio del mercato è quindi la più corretta valutazione della sfera di riferimento che si possa avere non si tratta quindi di manipolazione ma di valutazione

 

  By: Paolo_B on Lunedì 14 Novembre 2011 03:09

> È solo con la repubblica del dopoguerra che comincia una erosione costante e inarrestabile. Cosa è successo? Cesko, i periodi di deflazione e inflazione che citi sono strettamente legati all'aggancio della lira con l'oro. Durante la prima guerra mondiale ci siamo sganciati e puffete, inflazione. Durante il ventennio ci siamo riagganciati, e la lira è rimasta stabile (operazione questa a cui dobbiamo la riserva aurea odierna). Nel dopoguerra ci siamo sganciati nuovamente e quindi il fiat money si è inflazionato. Questa storia la trovi anche qui: http://www.bancaditalia.it/bancaditalia/storia/1936/il_dopoguerra

 

  By: ceskoandre on Lunedì 14 Novembre 2011 02:56

Esaminando il valore della lira, ponendo come 1 il suo valore all’ingresso nell’euro nel 2001, si vede che nel 1861 era di 7.302. Il valore della lira è rimasto sostanzialmente stabile per ben 50 anni, fino al 1911, con 6.054. Poi c'è la guerra 15-18, con un crollo a 1.436 nel 1921, a cui seguì il vituperato ventennio, in cui la lira rimane stabile, anzi, recupera leggermente a 1.623 nel 1936. Abbiamo un altro inevitabile crollo dovuto alla guerra 1939-45, per arrivare a 48 nel 1946. È già scesa a 25 nel 1951 e di lì scende inesorabilmente dimezzandosi di valore ogni pochi anni fino a valere appunto 1 nel 2001. Quindi i crolli ci sono stati solo in occasione delle guerre, ma in periodi di pace la lira è stata stabile fino al 1939. È solo con la repubblica del dopoguerra che comincia una erosione costante e inarrestabile. Cosa è successo? In precedenza i politici erano esempi di onestà e probità ed è cambiata la loro natura nella repubblica nata dalla gloriosa resistenza? C’è qualcosa che ha fatto nascere solo mascalzoni nel dopoguerra? Evidentemente, c’era qualcosa di bacato sin dall’inizio della storia della repubblica: con la costituzione è stato istituito un sistema in cui i parlamentari vengono eletti grazie al supporto di specifici gruppi di interesse, vuoi locali vuoi di classe (smentendo il mito che rappresentino tutti gli elettori). Una volta in parlamento, li difendono contrattando con gli altri parlamentari, "io voto per te in questa tua legge e tu voti per me in questa mia legge" (leggi: ti aiuto a prendere un po' di soldi dal bilancio statale se tu mi aiuti a prendere un po' di soldi). È stato un vero e proprio assalto alla diligenza, in cui il bilancio dello stato è stato stravolto in parlamento anno dopo anno, aumentando costantemente il deficit statale, che veniva coperto dall’emissione di cartamoneta prima, e di buoni del tesoro poi. Questa è la chiave per spiegare il perché dell’odio feroce e costante della sinistra verso Berlusconi, senza precedenti nella storia della politica italiana. Al suo arrivo sulla scena politica Berlusconi ha voluto introdurre il concetto di “alternanza di potere/bipartitismo” nella politica italiana. Durante la “prima repubblica”, anche che nominalmente la Democrazia Cristiana era al potere, c’era in effetti una spartizione di potere “spicciolo” nel parlamento italiano. Un terzo delle leggi approvate erano di iniziativa dell’opposizione di sinistra. Questo significa che i parlamentari si mettevano d’accordo per il saccheggio delle finanze statali (io voto per il finanziamento del porticciolo nella tua città, tu voti per il finanziamento della galleria nel mio paesino, noi votiamo per la costruzione del piccolo aeroporto nella sua regione, insieme votiamo per la strada, l’ospedale ecc. ecc. nelle reciproche regioni) e questi parlamentari appartenevano a tutti i partiti, sia di maggioranza che di opposizione. Con il concetto dell’alternanza, Berlusconi voleva introdurre il concetto, inaccettabile per la sinistra, che la torta dei finanziamenti sarebbero stata spartita solo nell’ambito della maggioranza!!! Non importa che poi nel periodo di governo della sinistra essa abbia fatto proprio questo, la sinistra non accetta che questa regola valga quando si trova all’opposizione.. è cominciato quindi il processo di sputtanamento continuo e su scala mondiale a cui abbiamo assistito. Ora Monti tenterà di attuare un governo “tecnico”. Molti politici interpretano questa parola come un ritorno alle condizioni precedenti.. sprechi equamente distribuiti a destra e a sinistra, altrimenti.. niente appoggio da parte del parlamento. Invece, qualsiasi modo utilizzi Monti per spremere più soldi agli italiani, se non riforma la costituzione e il sistema, in modo da impedire il deficit cronico del bilancio statale, esso rimarrà un secchio bucato, impossibile da riempire. 1861 valore 7.302 1916 valore 4.471 1921 valore 1.436 1941 valore 976 1866 valore 7.736 1926 valore 1.158 1946 valore 48 1871 valore 6.898 1931 valore 1.538 1951 valore 25 1876 valore 6.204 1936 valore 1.623 1956 valore 21 1881 valore 6.466 1961 valore 19 1886 valore 6.835 1966 valore 15 1891 valore 6.445 1971 valore 13 1896 valore 6.742 1976 valore 6 1901 valore 6,781 1981 valore 3 1906 valore 6.424 1986 valore 1,8 1911 valore 6.054 1991 valore 1,38 1996 valore 1,10 2000 valore 1,02 2001 valore 1,00 Fonte: Valore della lira italiana dal 1861 al 2002 - Corriere della Sera – L’Enciclopedia Geografica – Volume 1 (Dicembre 2004)