Cina vs. resto del mondo

 

  By: ciciola on Martedì 08 Maggio 2007 06:07

Complimenti per la Sua analisi... Credo che ne vedremo delle belle: basta solo saper aspettare...

hanno spinto in su tutto mentre sotto le fondamenta stavano franando - gz  

  By: GZ on Martedì 08 Maggio 2007 02:36

La crisi dei "mutui per i poveri" è la prima avvisaglia che ora il mercato ha completamente rimosso, ma a questa segue ora la contrazione dei consumi e dell'occupazione e poi la recessione. Dato che il mercato invece si aspetta un altro anno grasso ci sarà uno shock. Negli ultimi dieci anni l'America, che sulla Globalizzazione e Delocalizzazoione ha spinto molto più dell'europa, si è letteralmente svuotata di fabbriche, qualcosa come 6-7 milioni di posti di lavoro manifatturieri sono spariti mentre 15-18 milioni di posti di lavoro venivano creati nei servizi. Questo non è un discorso teorico di lungo periodo. Da questa estate gli investimenti delle imprese come componente del PIL in America sono in calo per cui il PIL USA dal +3% ora cresce solo del +1.3%, questo mentre gli utili esplodono e l'S&P arriva ai massimi del 2000. Come mai ? Perchè le società americane investono solo in Cina, India, Messico ! Ma questo sta scavando una voragine sotto le fondamenta dell'economia USA perchè gli utili delle società non bastano, occorre anche il PIL e l'occupazione. Le aziende hanno le casse piene e comprano altre aziende, azioni proprie e investono allì'estero, tutto meno che in America. Ovviamente la riprova di questo è il fatto che l'America importa per 1.500 miliardi ed esporta per 700 miliardi "sovvenzionando" con questo deficit di 800 miliardi l'anno il boom dell'Asia Qui in Emilia siamo circondati da fabbriche e fabbrichette e così intorno a Parigi e specialmente Francoforte o Amsterdam, ma intorno a New York e Los Angeles non ne più vedi molte, grosse case farmaceutiche più che altro e qualche high tech e basta Ovvio che ci sono anche i media, la finanza, banche e servizi finanziari, i campus universitari enormi e bellissimi, gli ospedali giganteschi stile hotel di prima categoria, disney world, holywood, l'high tech, google, ebay, yahoo, intel, apple e microsoft, ma se scavi molti di queste società producono e anche ottengono servizi di programmazione, contabilità, call center e lo stesso design a volte sempre di più in India e Cina o Singapore Ora questo "tarlo" è arrivato nei servizi e leggi oggi che IBM vuole fare fuori decine di migliaia di dipendenti in USA per sostituirli con gente in India ed Asia e non sono più call center e fabbriche di scarpe, ma "servizi" sofisticati Le multinazionali USA fanno sempre più utili, ma creano del reddito e aggiungono al PIL sempre di più della Cina, India, Singapore, Taiwan, Indonesia e sempre meno a quello dei loro 140 milioni di concittadini americani che devono guadagnare per pagare in dollari americani in America per sanità, assicurazioni, educazione, energia e tasse sempre più care Il "lato buono" è che gli utili delle società dell'S&P 500 questo trimestre sono arrivati al 50% di "estero" cioè prodotti all'estero e come noto sono saliti da 400 miliardi a quasi 900 miliardi l'anno dal 2002, 8.5% del PIL il record della storia. Quindi gli analisti dicono: "sì va beh...ma che importa alla borsa ?..". Per diversi anni è stato così, ma non può continuare sempre che il grosso degli americani stia perdendo terreno come reddito mentre le loro multinazionali non hanno mai fatto tanti soldi. Questa perdita di reddito degli "americani medi" beneficia milioni di persone in Messico e Asia e viene compensata con i mutui immobiliari e al consumo che gli consentono di consumare ugualmente. I 6.000 o 7.000 miliardi di dollari di debito al consumatore e immobiliare creati negli ultimi cinque anni sono stati un "tampone finanziario" che ha impedito al problema di esplodere. Gente che guadagnava 11-12 dollari l'ora senza risparmi in banca ha comprato case da 250 mila dollari pagando solo gli interessi e ora però con i tassi al 6.5% e il valore degli immobili che declina gli portano via la casa I governi asiatici assieme a Wall Street hanno trovato un meccanismo che "mascherano" questa devastazione della base industriale dell'America con la politica di comprare il debito americano ecc... questo è ormai stranoto. Quello che non è invece è ammesso dal mercato (e dalla maggioranza dei politici) è che il reddito reale degli americani, consumatore e lavoratori sta DECLINANDO PER LA PRIMA VOLTA DAGLI ANNI '70 E ANNI '30 Questo fa sì che le statistiche che oggi il mercato guarda SIANO FALSE. L'inflazione è più alta, basta pensare al dollaro sceso di un 15% medio e le materie prime, dal mais al gas naturale al petrolio al rame, raddoppiate o triplicate nonchè ai costi legati alla casa e alla sanità che è salita del 8 o 10% per dieci anni. Perchè mai ad esempio la FED tiene i tassi al 5.25% con gli ultimi dati di PIL all'1.3% e l'occupazione che cresce dello 0.8% l'anno ? Perchè l'inflazione reale è più alta e deve tenerla a freno, senza dirlo apertamente altrimenti il dollaro crolla e con lui la montagna di debito immobiliare, corporate e del Tesoro ora in mano agli esteri per il 30% e 55% rispettivamente C'è una sola cosa che va benone, gli utili delle imprese dell'S&P 500 (perchè quelli delle piccole sono stagnanti e infatti ora costano quasi 30 volte gli utili). Le multinazionali americane fanno metà degli utili all'estero e ora hanno come azionisti i principi arabi, i fondi europei ed asiatici, i governi asiatici che comprano azioni mentre il grosso degli americani non ha i soldi in borsa, li ha messi nei mutui per la casa (il 10% più ricco degli americani possiede l'80% delle azioni) Tutto il resto è in crisi, il deficit estero, il debito del consumatore e ora anche quello corporate con questa orgia di fusioni e buyback, l'inflazione, il PIL e l'occupazione Dato però che la borsa sale perchè gli utili salgono (ed è verissimo che salgono) "il mercato" (cioè una massa di banchieri, gestori, traders e altri funzionari di banche e fondi) legge tutti i dati che sono comunque in parte manipolati (vedi quando ho scritto su quelli di occupazione) solo in senso positivo. Ma non è nemmeno malafede, solo che si è abituati a pensare che se gli utili dell'S&P 500 salgono e le borsa sale anche l'economia deve andare per forza anche lei bene Ma con la globalizzazione e delocalizzazione non è più vero. Gli interessi delle multinazionali americane hanno smesso di essere gli interessi degli Stati Uniti intesi come 300 milioni di persone e e 142 milioni di lavoratori e c'è ^un movimento crescente di opposizione anche in politica e nell'establishment#http://www.thenation.com/doc/20070430/greider^. Il risultato è che i consumatori e lavoratori americani stanno cedendo sotto il peso del debito (13.000 mila miliardi sommando tutto) che è ora superiore al loro reddito disponibile e gli ha consentito di compensare finora la perdita di reddito reale Questo non è un discorso teorico, i numeri di consumi, occupazione e PIL stanno peggiorando a vista d'occhio e quando al mercato cadrà la benda dagli occhi si accorgeranno che hanno spinto in su tutto mentre sotto le fondamenta stavano franando

 

  By: MMM on Martedì 08 Maggio 2007 01:22

service sector asset based economy from globalisation and currency manipulation by governnments and their central banks. in pratica su wikipedia (quale enciclopedia è più adatta a parlare di globalizzazione?) dicono candidamente quello che ripete Zibordi... currency manipulation... spero che sia una goliardata.....

 

  By: Mr.Fog on Martedì 08 Maggio 2007 00:55

...Ah...la Cina, la cina: Le imprese cinesi sono finanziate per quasi il 98% dal credito bancario, ma spesso non restituiscono le somme. Negli anni scorsi l'economista Weijian Shan ha osservato che ^l’attivo bancario è costituito per quasi il 50% da crediti in sofferenza#http://www.asianews.it/index.php?l=it&art=9132&theme=1&size=A^, ovvero che quasi la metà dei fondi depositati dai risparmiatori cinesi è prestata a ditte che poi non riescono a restituirli. In qualsiasi altro Paese queste banche sarebbero poste in fallimento. Ma lo Stato copre queste voragini, utilizzando le riserve di valuta accumulate con il lavoro e l’esportazione: nel gennaio 2004 circa 45 miliardi di dollari di riserve valutarie sono stati destinati a “salvare” la Banca di Cina e la Banca cinese per le Costruzioni, 2° e 3° maggiori banche del Paese. Nei mesi seguenti altri 100 miliardi di dollari hanno salvato la Banca industriale e commerciale di Cina e la Banca agricola di Cina. Secondo la Standard & Poor’s, azienda leader nel valutare il debito aziendale, per risanare il sistema bancario cinese occorrono oltre 518 miliardi di dollari, circa il 40% del Pil. --------------------- Ah...l'America, l'america The trade numbers, auto sales, retail trends, housing conditions, slowing in corporate capital spending all point directly toward a recession as a very strong possibility based on historical precedent. ^But this real world of the US economy is colliding with really the global financial markets#http://www.contraryinvestor.com/mo.htm^ of the moment.

 

  By: GZ on Lunedì 07 Maggio 2007 23:21

quando le borse costavano 50 volte gli utili nel 2000 si diceva che era la rivoluzione di internet ora la borsa cinese costa 50 volte gli utili e si dice che è la rivoluzione di 1.3 miliardi di cinesi che entrano nel mercato mondiale

 

  By: Gano* on Lunedì 07 Maggio 2007 22:34

Tanto valeva comprare solo la Cina... forse perche' la Cina e' l' unico paese al mondo con un miliardo di persone che di questo passo raddoppi le dimensioni della sua economia ogni sei anni circa...?

 

  By: gianlini on Lunedì 07 Maggio 2007 21:49

fatemi capire la cina è chiusa e i mercati stanno tutto il giorno (10 ore di trading) in un fazzoletto di valori, e l'unica cosa che si muove è il china fund?? come una volta che era chiusa l'america e gli altri mercati non si muovevano? non è paurosamente sintomatico?

 

  By: corcas on Lunedì 07 Maggio 2007 21:09

No, quale pessimismo, sarebbe il giusto percorso dell'armonia....se ancora n'è rimasta traccia. Vedremo....

 

  By: gianlini on Lunedì 07 Maggio 2007 20:58

mxxhia Corcas!, 12 giòrni al ribasso mi vuoi schtare!! ma che sei impazzito!! e che cos'è tutto questo pessimismo!!

 

  By: corcas on Lunedì 07 Maggio 2007 20:37

Io avrei come data di potenziale inversione il 9-10 MAggio e se entro short e non mi prendono lo stop ci rimango fino al 21, vediamo un pò...

 

  By: gianlini on Lunedì 07 Maggio 2007 20:36

forse perchè sono gli stessi che operano anche a shanghai? che ci sia sotto un patto us-china mi sembra fuor di dubbio, e che nel patto entri qualcuno dalla sigla GS anche ergo....1+1=3 %

 

  By: GZ on Lunedì 07 Maggio 2007 20:23

Oggi la Cina era chiusa, lo stesso l'indice cinese a NY trattato in misura approssimativa tramite questo fondo quotato di Morgan Stanley, ^CAF#^, fa +3.3% ed è il migliore indice di paese del mondo, mentre Hong Kong e il Brasile tanto per dire sono in leggero rosso si vede che che sono sicuri che stanotte quando Shangai apre farà +3%

tanto valeva comprare solo la Cina - gz  

  By: GZ on Lunedì 07 Maggio 2007 16:17

L'indice europeo Eurostoxx 600 da dicembre è salito da 350 a 392 che è un bel rendimento dell'11.6% circa la Cina, tramite ad esempio un ^fondo quotato a NY come CAF delle "Red Chip"#http://finance.google.com/finance?q=caf^ (quelle quotate a Shangai che un investitore estero non può comprare direttamente) è salita da 21 a 37, diciamo da 210 a 370 mentre l'Eurostoxx saliva da 350 a 392 (quindi +11% noi e +86% loro meno un 6% circa per il cambio del dollaro) Ma ora tutti gli indici del mondo sono strettamente correlati giorno per giorno (eccetto il Giappone e la Thailandia), dall'argentina alla russia al nasdaq al mibtel a singapore e marciano tutti assieme come se l'economia mondiale fosse un blocco unico, per cui se uno è positivo sulle azioni lo deve essere in pratica su tutte e tanto vale allora rotta per rotta comprare quelle cinesi (che costano 50 volte gli utili) e peruviane (che sono meglio delle cinesi questo mese) perchè se loro salgono salgono le nostre e viceversa, giorno per giorno (in rosso l'eurostoxx, asse di sinistra e in nero il CAF (china fund di morgan stanley a NY, asse di destra)

 

  By: gianlini on Martedì 24 Aprile 2007 14:41

i russi erano più rozzi in effetti si intestavano direttamente tramite presidente di tribunale corrotto le azioni della società

Il leninismo di borsa - gz  

  By: GZ on Martedì 24 Aprile 2007 14:38

il Financial Times oggi nota ^come funziona l'arricchimento dell'elite del partito tramite il mercato azionario#http://ftalphaville.ft.com/blog/^ Le azioni cinesi trattano a Shangai (che è chiuso ai fondi occidentali) in media a un premio del 20% rispetto a Hong Kong (dove possono operare tutti) per la stessa società Oggi c'è un IPO da 3 miliardi di un altra banca statale cinese e lo hanno prezzato a Shangai un 20% SOTTO il prezzo di Hong Kong, quindi è strano, dovrebbe essere identico o semmai il contrario Ma a Shangai le azioni dell'IPO della banca che appartiene al governo e i cui vertici sono tutti segretari del partito vengono assegnate ovviamente a chi è nel giro. A Hong Kong invece anche agli esteri ed è aperto a tutti in pratica. Morale: i fortunati che hanno avuto l'allocazione delle azioni a Shangai hanno in pratica garantito tutti un +40% istantaneo. Ci sono stati 760 IPO in Cina e 757 sono saliti di prezzo negli ultimi due anni. La borsa capitalizzava 3-400 miliardi nel 2003 e ora ne capitalizza 1.800 miliardi in un paese in cui il PIL è 2.200 miliardi. In pratica devi pensare che qualcosa come 1.000 miliardi sono stati intascati dall'elite del partito che controlla le aziende statali che vengono quotate a Shangai (il resto a Goldman Sachs, Merril Lynch e anche investitori esteri e ovviamente anche dei cittadini cinesi fortunati). Chi ha pagato sono milioni di cinesi che hanno messo tutti i loro risparmi in borsa negli ultimi tre anni. Se vendessero oggi ovviamente avrebbero anche loro un guadagno, ma come noto non è possibile che tutti vendano allo stesso momento....altrimenti si azzera... -------------- BoCom priced to go up…and up…and upApr 24 10:22 by Paul Murphy On Tuesday the price range for the $3.3bn share offer by China’s Bank of Communications, where HSBC has a 20 per cent stake, has been set at a discount of up to 20 per cent to Bocom’s “H-shares,” listed in Hong Kong. On Tuesday the price range for the $3.3bn share offer by China’s Bank of Communications, where HSBC has a 20 per cent stake, has been set at a discount of up to 20 per cent to Bocom’s “H-shares,” listed in Hong Kong. That’s Rmb7-7.9 versus a market price for the H stock of H$8.40. Since, in the current surreal market conditions of Shanghai, domestic Chinese “A-shares” tend to trade at a 20 per cent premium to the equivalent paper listed in Kong Kong, those allocated stock can expect a first day bonus of up to 40 per cent — all other things being equal.