Cina vs. resto del mondo

Adamo Smith non pensava alla Cina - gz  

  By: GZ on Martedì 08 Maggio 2007 13:48

... Adam Smith gia' piu' di due secoli fa aveva intuito la presenza di una mano invisibile nei mercati che ne riaggiusta gli squilibri... ----------------- Smith descriveva una situazione tra due paesi che si specializzano in due settori diversi e commerciano beneficiandone entrambi, ad esempio citava il Portogallo che produceva vino e lo vendeva in Inghilterra dove producevano ed esportavano lana NON una situazione in cui un area produce esattamente tutto quello che l'altra area o paese produceva, esattamente gli stessi beni identici, ma a costi più bassi perchè ha una popolazione 10 volte maggiore in miseria che lavora per tre lire senza nessuna protezione sociale e costo ambientale E in più manipola il cambio e i tassi di interesse schiacciandoli in modo artificiale e impedendo che si aggiustino con le forze di mercato Il modo in cui l'Europa e l'America si sono industrializzate è stato il contrario, producendo in modo industriale pagavano salari più ALTI dei paesi che erano rimasti solo all'agricoltura e il consumo aumentava da loro di più (e non hanno svalutato artificialmente il cambio per esportare) La Cina produce tutto quello che si fa qui in occidente solo a costi più bassi e dato che esporta 8 volte quello che importa dall'america hai che le stesse fabbriche chiudono in Oklahoma e aprono nel Guangdong. Se ne ^stanno accorgendo anche i top economisti come Blindner che fino a qualche anno fa pensavano fosse "free trade"#http://www.washingtonpost.com/wp-dyn/content/article/2007/05/04/AR2007050402555.html^

 

  By: Gano* on Martedì 08 Maggio 2007 13:44

Ma in un paese come l' Italia oramai chi si mette a lavorare in fabbrica? Molte delle persone che conosco preferirebbero essere disoccupate piuttosto che andare in catena di montaggio o a fare il manovale o il bracciante agricolo o lavorare al forno di una panetteria. Cosi' abbiamo zone con disoccupazione piuttosto alta, come il meridione ma che al tempo stesso ha un forte influsso di immigrati. A prima vista sembra un controsenso. Penso oramai sia un dato di fatto tangibile che il manifatturiero non sia piu' proponibile in Occidente. E' tramontato il tempo in cui facevi le Fiat a Torino quando puoi farle in Turchia (e fra poco dovrai magari spostare gli stabilimenti in Turkmenistan perche' la Turchia non conviene piu').Cosa abbiamo pero' (almeno fino ad oggi) in piu' rispetto a Cina ed India? La cultura ed livello alto di istruzione generalizzato a tutte le fascie della popolazione. Niente ci preclude percio' di svilupparci in quei settori dove questa situazione ci da' un vantaggio: alta tecnologia, servizi, progettazione, design, moda, turismo, finanza, farmaceutico, chimica fine, software... -come infatti fa la Svizzera ed alcune regioni economiche italiane-. Chi in Italia (o negli USA) vuole continuare a fabbricare accendini o rasoi usa e getta e' fuori dal tempo, quelli si importano dalla Cina perche' cosi' costano poco.

 

  By: GZ on Martedì 08 Maggio 2007 13:31

è un concetto molto semplice alla fine: il commercio estero è sano se è in qualche modo bilanciato, se io vendo qualcosa a te e tu vendi qualcosa a me oggi la Cina e India vendono merci e servizi e l'America vende loro obbligazioni (in parte anche l'europa, tanto è vero che l'euro sale sempre) è vero che avere un sistema legale solido, la protezione della legge, tribunali onesti e insomma un sistema dove non ti derubano è anche quello un vantaggio e i ricchi arabi, russi e cinesi avendo miliardi sostanzialmente rubati non li tengono in patria dove glieli possono riprendere ma anche la Svizzera oltre a gestire denaro ha dovuto farsi qualche fabbrica di cioccolato, orologi, farmaceutica, swatch, chimica...

 

  By: Gano* on Martedì 08 Maggio 2007 13:27

L' unica soluzione -penso condivisa anche da banche centrali e governi- e' che i cinesi (e magari anche gli indiani, anche se per loro il discorso e' piu' complesso) comincino a consumare di piu', cosa che ritengo per altro piuttosto inevitabile. E non e' una scoperta di oggi, ma Adam Smith gia' piu' di due secoli fa aveva intuito la presenza di una mano invisibile nei mercati che ne riaggiusta gli squilibri. La Cina cresce, si arricchisce, i suoi salari crecono e questo miliardo e trecentomilioni di persone diventano consumatori formidabili (gia' lo stanno diventando), probabilmente cosi' formidabili da fare impallidire quello che furono gli USA. Non solo, una Cina sviluppata, che consuma e che vuole consumare sempre di piu' finira' per avere anche costi e salari paragonabili a quelli dei paesi occidentali, ed ecco cosi' che si riequilibreranno tra di loro le zone economiche e quelle produttive, con beneficio di tutti.

 

  By: gianlini on Martedì 08 Maggio 2007 13:25

esatto il vantaggio è che per 4-5-6 anni puoi fare il quasi-disoccupato e consumare come se lavorassi come un negro, ma ad un certo punto la fiesta finisce ho qui oggi gli operai ad installare l'antifurto, l'aiutante è un caraibico, uno di quelli che lo vedi bene a ballare la salsa, chissà perchè non sembra così a suo agio fra trapani e rivetti perchè mai uno deve importare dai caraibi uno a fare questo lavoro, mentre lascia il 18enni a scuola a farsi le canne e a filmare con il videofonino (fatto dai cinesi) il fondoschiena dell'insegnante?

Cosa te ne fai dei profitti se il PIL lo generi in Cina ? - gz  

  By: GZ on Martedì 08 Maggio 2007 13:18

L'utile delle aziende è l'8% del PIL quando va bene e l'altro 92% del PIL come lo generi se tutto eccetto il marketing e il design viene spostato in Cina ? Cosa te ne fai dei profitti se ad es. oggi il maggiore azionista di Citigroup è oggi il principe saudita Al Wahleed che fa i miliardi vendendo il petrolio a 65 dollari invece che a 15 dollari grazie alla Cina che ne fa salire il consumo ? La fabbrica in Michigan viene chiusa e spostata in Cina, la quale avendo appunto un miliardo di persone consuma un sacco di petrolio e questo triplica Gli utili della multinazionale aumentano, ma l'azionista diventa l'arabo o russo che ti vende il petrolio triplicato grazie alla Cina

 

  By: gianlini on Martedì 08 Maggio 2007 13:17

ai 100.000 banchieri e top managers non conviene alla struttura della nazione senz'altro una volta che hai delocalizzato e hai perso know-how, è difficilissimo recuperare, non trovi?

 

  By: Gano* on Martedì 08 Maggio 2007 13:10

Gli conviene? Gli USA hanno poco meno di 300 milioni di abitanti e crescono al 2% circa (e probabilmente anche meno), la Cina ne ha un miliardo e trecentomilioni e cresce al 10%. Se gli USA chiudessero davvero i commerci con la Cina (mentre il resto del mondo fa di tutto per aprire sempre di piu' quello che sara' il mercato piu' grande del pianeta), forse i primi a rimetterci sarebbero prorio loro e i profitti delle loro aziende. La Motorola per es. a chi venderebbe i suoi telefonini? Ai canadesi? Quelli mi sembrano infatti solo discorsi pre-elettorali. Se sono preoccupati del trade imbalance l' unica medicina e' consumare di meno (e fare in modo che i cinesi comincino a consumare di piu').

 

  By: GZ on Martedì 08 Maggio 2007 12:54

la campagna presidenziale americana è iniziata, ci sono appena stati i dibattiti iniziali dei candidati democratici e repubbicani in pubblico e la retorica è "..our jobs get shipped to China..." ci sono due proposte di legge per mettere tariffe alla Cina al Congresso e prima o poi passano è solo questione di tempo non puoi continuare ad importare 600 miliardi di merci dalla Cina ed esportarne a loro 80 miliardi e loro non possono continuare ad accumulare 1.000 poi 1.200 poi 1.500 poi 2.000 miliardi di dollari...

 

  By: gianlini on Martedì 08 Maggio 2007 11:35

con il voto elettorale teoricamente sì

 

  By: Gano* on Martedì 08 Maggio 2007 11:25

Gianlini, tanto puoi farci qualcosa?

 

  By: gianlini on Martedì 08 Maggio 2007 11:20

gli allibratori newyorkesi l'avevano già previsto ieri cmq gano, non c'è da stare molto allegri, a meno che tu non abbia dimestichezza con gli ideogrammi!

 

  By: Gano* on Martedì 08 Maggio 2007 11:11

Beh, intanto stamattina la Cina ci ha salutato con un bel + 2,57%... Ma non mi sorprende piu' di tento che la centralita' dell' economia -ora il manifatturiero, domani anche il terziario- stia spostandosi verso Est. E' dagli anni '80 che fior di economisti lo avevano previsto. Oggi finalmente cominciamo ad accorgercene.

 

  By: gianlini on Martedì 08 Maggio 2007 10:56

è di ieri la notizia che i CEO di BP e Royal Dutch Shell stanno pensando di trasferire gli headquarters delle due società in US per risparmiare tasse e poi magari anche fondersi cioè patrimoni considerati tipicamente "nazionali" ormai non hanno quasi più niente di locale temo che ne vedremo delle belle più nelle strade che nei valori di borsa....

 

  By: shabib on Martedì 08 Maggio 2007 10:38

g.z , superfluo che dica che veramente ti stimo immensamente e che sono d'accordissimo sulla chiara e importante analisi che hai fatto. ad majora !