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Debito gratis - Moderatore  

  By: Moderatore on Mercoledì 15 Aprile 2015 19:51

Il Messico ha emesso un bond in Euro a 100 anni (cento, con tre zeri) al 4,6% che è andato a ruba Il Portogallo oggi visto i suoi Bot a tre mesi andare sotto lo zero, paghi qualcosa ora per comprare bond portoghesi, di un paese con più debito pubblico dell'Italia e un debito estero secondo solo alla Grecia ^In Danimarca e ora anche in Spagna Bankinter SA, pagano qualcosa a chi prende un mutuo con loro#http://www.wsj.com/articles/as-interest-benchmarks-go-negative-banks-may-have-to-pay-borrowers-1428939338?mod=WSJ_hp_LEFTWhatsNewsCollection^, cioè riducono di uno 0,4% ad esempio l'ammontare del mutuo. In Portogallo sono a zero. (Nutro speranze che il mio mutuo di liquidità con spread dell'1% contratto nel 2009 scenda a zero...ora pago l'1%) Tutti i bonds tedeschi fino al 2024 pagano ora rendimento negativo Jeff Gundlach ha dichiarato una settimana fa che i bonds corporate USA sono a livelli di rischio come non se ne vedono da venti anni, dato che rendono un 2,7% medio il ^Fondo Monetario avverte di "tantrum"#http://www.ft.com/intl/cms/s/0/2476978a-e2e8-11e4-aa1d-00144feab7de.html?ftcamp=published_links%2Frss%2Fworld%2Ffeed%2F%2Fproduct#axzz3XNNbz1hK^ (caos) quando la FED alzi i tassi A leggere tutte queste cose questo gestore tedesca non ne ha potuto più

Pagano chi prende un mutuo - GZ  

  By: GZ on Mercoledì 15 Aprile 2015 19:29

Il Messico ha emesso un bond in Euro a 100 anni (cento, con tre zeri) al 4,6% che è andato a ruba Il Portogallo oggi visto i suoi Bot a tre mesi andare sotto lo zero, paghi qualcosa ora per comprare bond portoghesi, di un paese con più debito pubblico dell'Italia e un debito estero secondo solo alla Grecia In Danimarca e ora anche in Spagna Bankinter SA, pagano qualcosa a chi prende un mutuo con loro, cioè riducono di uno 0,4% ad esempio l'ammontare del mutuo. In Portogallo sono a zero. (Nutro speranze che il mio mutuo di liquidità con spread dell'1% contratto nel 2009 scenda a zero...ora pago l'1%) Tutti i bonds tedeschi fino al 2024 pagano ora rendimento negativo Jeff Gundlach ha dichiarato una settimana fa che i bonds corporate USA sono a livelli di rischio come non se ne vedono da venti anni, dato che rendono un 2,7% medio il ^Fondo Monetario avverte di "tantrum"#http://www.ft.com/intl/cms/s/0/2476978a-e2e8-11e4-aa1d-00144feab7de.html?ftcamp=published_links%2Frss%2Fworld%2Ffeed%2F%2Fproduct#axzz3XNNbz1hK^ (caos) quando la FED alzi i tassi A leggere tutte queste cose questa ragazza tedesca non ne ha potuto più

la Grecia sta per adottare il nostro piano - GZ  

  By: GZ on Venerdì 03 Aprile 2015 19:01

#F_START# size=3 color=black face=Helvetica #F_MID# La Grecia sta per adottare il nostro piano#F_END# #i# ...oggi il Telegraph, citando una fonte anonima vicina al governo greco, dichiara che la Grecia starebbe approntando una sorta di #b#piano B: nazionalizzazione delle banche ed emissione di nuovo della dracma, da utilizzare come "moneta interna" insieme all'euro. E, per recuperare i soldi necessari ad andare avanti, emissione di certificati di debito....#/i##/b# #F_START# size=3 color=black face=Helvetica #F_MID# Come si può leggere nei documenti di questo sito, nonchè nel libro pubblicato l'anno scorso con Cattaneo, Mosler e Bossone, il nostro piano consiste nel 1) emettere una moneta parallela o complementare all'euro tramite certificati fiscali (certificati di debito che non pagano interesse e che si possono usare per pagare le tasse) 2) nazionalizzazione delle banche (in modo che comprino questi crediti fiscali garantendone la liquidità e proteggendo dagli attacchi speculativi) #F_END# ---- Telegraph: 'La Grecia vuole nazionalizzare le banche e uscire dall'euro' 03/04/2015, 15:07 ATENE (GRECIA) - Si avvicina il 9 aprile, una data fondamentale per la Grecia. Infatti, entro quella data la Grecia dovrà rimborsare al Fondo Monetario Internazionale una rata di 450 milioni di euro; una somma che secondo molti oggi non è nelle casse dello Stato greco. E per questo si inseguono le voci più disparate, in proposito. Per esempio oggi il Telegraph, citando una fonte anonima vicina al governo greco, dichiara che la Grecia starebbe approntando una sorta di ^piano B: nazionalizzazione delle banche ed emissione di nuovo della dracma, da utilizzare come "moneta interna" insieme all'euro. E, per recuperare i soldi necessari ad andare avanti, emissione di certificati di debito#http://www.julienews.it/notizia/dal-mondo/telegraph-la-grecia-vuole-nazionalizzare-le-banche-e-uscire-dalleuro/350326_dal-mondo_2.html ^. Mentre contemporaneamente verrebbero sospesi i pagamenti al FMI. Una strada estremamente rischiosa: significherebbe di fatto decretare il default tecnico. Inoltre quanto potranno valere quei certificati di debito emessi da uno Stato che non ha una base economica che prometta di ripagare l'investimento? ...Una strada che comunque è stata negata dal governo Tsipras, che - attraverso il vice ministro dell'Economia Dimitris Maidas - ha fatto sapere di non avere nessuna intenzione di rimangiarsi la parola: il 9 aprile verrà regolarmente pagata la rata del prestito concesso dal Fmi....

Lavoro&Propaganda, così Poletti smentì di nuovo se stesso - Moderatore  

  By: Moderatore on Giovedì 02 Aprile 2015 16:00

Lavoro&Propaganda, così Poletti smentì di nuovo se stesso di Marta Fana da ^Valigia Blu#http://www.valigiablu.it/lavoropropaganda-cosi-poletti-smenti-di-nuovo-se-stesso/^ Il ministro del Lavoro annuncia ‘+79mila contratti a tempo indeterminato nel 2015’, ma anche questa volta non tiene conto delle cessazioni. L’Istat registra un aumento della disoccupazione, con un mercato del lavoro che non vede segnali di ripresa. Sono giorni frenetici riguardo l’andamento del mercato del lavoro italiano. Situazione dovuta alle ^dichiarazioni#http://www.huffingtonpost.it/2015/03/16/assunzioni-jobs-act-renzi_n_6876530.html?^ di Tito Boeri, nuovo presidente dell’Inps, sulle richieste di decontribuzione da parte delle imprese e seguite dagli ^annunci#http://www.repubblica.it/economia/2015/03/26/news/poletti_79mila_contratti_a_tempo_determinato_in_soli_due_mesi-110543804/^ del governo con il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti: «Nei primi due mesi del 2015 sono stati attivati 79 mila contratti a tempo indeterminato». Gli annunci sortiscono effetti diversi, c’è chi li esalta e c’è chi si interroga per capire cosa realmente rappresentano quei numeri. Visti i ^precedenti#http://www.valigiablu.it/disoccupazione-poletti-jobsact/^ del ministro Poletti era lecito attendere la pubblicazione dei dati sulle “comunicazioni obbligatorie”, per capire se le cifre dichiarate fossero veritiere e se rappresentassero nuovi posti di lavoro creati o solo una trasformazione contrattuale di quelli esistenti. Secondo il calendario del ministero del Lavoro, la pubblicazione di questi dati sarebbe dovuta avvenire il 5 giugno, ma il ministro ha deciso di ^anticipare#http://www.lavoro.gov.it/AreaComunicazione/comunicati/Pages/20150330-dati-attivazioni-e-cessazioni-di-contratti.aspx^ la pubblicazione con dati però incompleti in cui mancano informazioni relative alla durata dei contratti e alle cause di cessazione. Un metodo scorretto che non aiuta i cittadini a capire quale sia la reale condizione del mercato del lavoro. Ad emergere, comunque, dall’analisi dei dati è che il proclama dei 79 mila posti a tempo indeterminato nei primi due mesi del 2015 non corrisponde al vero. Al netto delle cessazioni di rapporto (cioè le interruzioni per licenziamento, dimissioni o altro), infatti, i contratti a tempo indeterminato sono, a gennaio, 27.119 (figura 1), mentre a febbraio, 18.584. L‘incidenza dei nuovi posti di lavoro a tempo indeterminato è dell’ 8% a gennaio e del 15% a febbraio, in media solo 13 contratti su 100 sono a tempo indeterminato. A farla da padrone sono i contratti a tempo determinato che incidono rispettivamente per l’80% e il 70%, a gennaio e febbraio a conferma che il mercato del lavoro rimane caratterizzato dalla precarietà. #ALLEGATO_1# Figura 1. Fonte: elaborazione propria su dati C.O. del Ministero del Lavoro. Quindi la somma dei contratti netti a tempo indeterminato tra gennaio e febbraio del 2015 è di 45.703 e non di 79mila. Ancora una volta il Ministro comunica infatti solo le attivazioni e non anche quante sono state nello stesso intervallo di tempo le cessazioni contrattuali. Invece se si confronta il dato di quest’anno con quello dei primi due mesi del 2014, l’aumento delle attivazioni nette nel 2015 è di 64.637. Comunque il 18% in meno rispetto a quanto dichiarato dal ministro e ripreso su tutti Tg e giornali. Vero invece che tra gennaio e febbraio 2014 le cessazioni di rapporti di lavoro a tempo indeterminato superavano le attivazioni e quindi nei primi due mesi del 2015 c’è stato un miglioramento. Quello che non possiamo dire con certezza, ma che si può comunque capire dai dati, è che quest’aumento di contratti a tempo indeterminato non rappresenta un eguale aumento di posti di lavoro stabili. Infatti, i contratti di collaborazione e altre tipologie di lavoro atipico diminuiscono tra i primi due mesi del 2015 e del 2014, quindi è possibile dire che l’aumento del tempo indeterminato è derivato almeno in parte da una trasformazione delle tipologie contrattuali. Per dare una descrizione certa sono necessarie informazioni riguardo la transizione di ogni lavoratore tra le diverse tipologie contrattuali, inormazioni contenute nelle banche dati amministrative non pubbliche. Da cosa dipende questo miglioramento? Sicuramente dagli incentivi previsti in legge di stabilità che, per quanto riguarda il settore produttivo, sono le uniche novità interne all’Italia. Non sappiamo però quali settori sono interessati da queste variazioni, così come non sappiamo quale classe di età interessano questi contratti. Tra l’altro esistono ^segnali di miglioramento#http://ec.europa.eu/eurostat/web/products-statistical-books/-/KS-BJ-15-003^ nell’economia di altri paesi, ^come gli Usa#http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2014-01-30/pil-usa-crescita-semestrale-e-stata-piu-robusta-un-decennio-152638.shtml?uuid=ABKbaMt^, i quali trasmettono al governo quell’euforia circa la luce in fondo al tunnel della crisi. Tuttavia, anche questi dati sono ancora piuttosto esigui, come le ^previsioni di crescita#http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2015-03-31/pil-istat-si-rafforzano-segnali-positivi-mercato-lavoro-segnali-contrastanti-171501.shtml?uuid=AB1LEKID^ del Pil del primo trimestre. Probabilmente non saranno usati con cautela nelle prossime dichiarazioni così come non verrà, ancora una volta, ascoltato il monito di Federico Caffé, economista italiano, che nel 1978 affermava: «una ripresa congiunturale senza minore disoccupazione è una mera indicazione statistica priva di ogni valido interesse». L'articolo continua ^qui#http://www.valigiablu.it/lavoropropaganda-cosi-poletti-smenti-di-nuovo-se-stesso/^

L'illusione Keynesiana? - Moderatore  

  By: Moderatore on Giovedì 02 Aprile 2015 14:47

Un breve saggio uscito questo mese di Davide Levine contro il Keynesismo (^"L’illusione keynesiana"#http://noisefromamerika.org/articolo/illusione-keynesiana^), tradotto da quelli di NoisefromAmerika (Boldrin, Brusco) che è stato discusso abbastanza in America. Con miei commenti sotto che ho messo nel loro forum. E' interessante perchè da un senso del fatto che in USA Keynes da almeno una generazione è criticato in modo radicale e da gente come Levine appunto e poi Sargent, Lucas... che erano keynesiani da giovani e avevano studiato sui libri di teso keynesiani tipo Dornbusch-Fisher, Solow, Samuelson.... Cioè in America gli economisti "keynesiani" come Krugman o Stiglitz che da noi sono gli economisti più citati, in realtà sono sulla difensiva da tempo, c'è una critica accademica del keynesismo standard (deficit dello stato per tenere su l'economia...) molto robusta. Nel mondo accademico di oggi la teoria di "Keynes" è considerata fondamentalmente errata e di fatto oggi dominano quelli che chiamano "neo-keynesiani" che in pratica hanno lasciato perdere anche loro il Keynes del deficit pubblico che sostiene l'economia, assorbendo molte delle critiche che fanno Levine, Lucas, Sargent e così via C'è però un errore fondamentale in Levine e i suoi amici italiani e provo a mostrarlo nei miei commenti usando l'esempio stilizzato di Levine dell'economia ridotta a quattro operatori : #i# ..Consideriamo uno stato popolato da persone vere che producono e consumano cose. Per semplificare, immaginiamo che vi si trovino quattro persone: uno che produce cellulari, un venditore di hamburger (chiamiamolo “paninaro” per brevità), un parrucchiere e un disegnatore di tatuaggi. Ipotizziamo che il paninaro desideri solamente possedere un cellulare, il parrucchiere solo un panino, il disegnatore di tatuaggi solo un taglio di capelli e il venditore di cellulari solo un tatuaggio, e così il cerchio si chiude. Assumeremo che ciascuno possa produrre, rispettivamente, un cellulare, un panino, un taglio di capelli e un tatuaggio e che ognuno valuti l’unità di ciò che vuole comprare più dell’unità di ciò che vuole vendere. Cioè, il parrucchiere è disposto a tagliare capelli se può ottenere un panino, e così via.....#/i# E' utile ogni tanto immaginare questo tipo di mini-modello dell'economia per semplificare e capire il meccanismo di base. Leggi il resto e prova a vedere dove sbagliano Levine e soci... (suggerimento: non considerano il DENARO...fingono come Monti, Draghi e tutti gli economisti pro-austerità che la gente sostanzialmente operi tramite baratto. L'Austerità andrebbe bene se ci fosse il baratto, mentre invece viviamo in un economia monetaria) "L’illusione keynesiana" da ^Noise From America #http://noisefromamerika.org/articolo/illusione-keynesiana^ 1. Introduzione La visione keynesiana dell'economia esercita un fascino molto forte. Secondo i suoi sostenitori la cura per la crisi economica è una maggiore spesa governativa, senza preoccuparsi sul come verrà finanziata. Non solo la medicina keynesiana cura le nostre malattie, ha persino un buon sapore quando la si butta giù. L’austerità è perciò un orribile errore. La Grande Recessione sarebbe stata evitata se solo il governo avesse speso di più. Sarebbe stata infinitamente peggiore senza le misure di stimolo. Tutto questo è ripetuto da persone le cui opinioni io rispetto: il giurista Richard Posner, il blogger Kevin Drum e molti altri. E tutti noi sappiamo che la teoria sottostante è quella di John Maynard Keynes. Lasciatemi riportare la descrizione della teoria keynesiana che Richard Posner dà nel suo articolo su New Republic, dove egli spiega perché è diventato un keynesiano. Il reddito speso in consumi, contrariamente al reddito risparmiato, diventa il reddito del venditore del bene di consumo. Quando compro una bottiglia di vino, il mio costo è il guadagno del venditore, e ciò che spende di quel guadagno sarà il guadagno di qualcun altro, e così via. Quindi, l’investimento attivo che ha prodotto il reddito con cui io ho comprato la bottiglia di vino avrà prodotto una reazione a catena – ciò che Keynes chiama "effetto moltiplicatore". Per Keynes, in altre parole, è il consumo, piuttosto che il risparmio, che promuove la crescita economica. Da qui la conclusione che il governo dovrebbe stimolare la domanda durante le crisi, poiché per ogni dollaro speso l’attività economica crescerà non di un dollaro, ma di un dollaro moltiplicato per il moltiplicatore, cosicché la spesa, in effetti, si autofinanzierà. Questo ragionamento è composto di due parti: la storia del moltiplicatore e la conclusione sulla spesa governativa. La prima è del tutto sensata: noi tutti sappiamo che se una città costruisce un grande stadio, allora i venditori locali di hamburger trarranno beneficio dagli aumenti nelle vendite e di conseguenza acquisteranno in maggiore quantità altre cose come tagli di capelli e tatuaggi, portando quindi beneficio ai parrucchieri e ai disegnatori di tatuaggi. Ciò sembra supportare la prima parte della storia. Il supporto per la seconda parte – e la dimostrazione che dominò la professione economica per decenni – fu la Grande Depressione e in particolare la fine della Grande Depressione. Oggi è difficile comprendere quanto terribile fosse la Grande Depressione – quanto alto fosse il numero di persone di classe media che finirono nella povertà, e capaci a malapena di nutrire le proprie famiglie. Si parla spesso come se la Grande Depressione sia in qualche modo confrontabile a quella odierna– ma non lo è affatto, negli Stati Uniti. E come finì la Grande Depressione? Con la Seconda Guerra Mondiale – semplicemente come Keynes sembrava aver suggerito: con il governo impegnato in ampie spese finanziate da prestiti ed emissioni monetarie – e voilà: la Grande Depressione trasformata in grande prosperità. Il fatto è che la prescrizione keynesiana – spendi di più e non preoccuparti del conto che ti verrà presentato – sembra troppo bella per essere vera, un po’ come la macchina del moto perpetuo o come certi disegni di M. C. Escher. Quello che segue mostra un canale con l’acqua che fluisce in discesa e curva un paio di volte fino a raggiungere una cascata che fa funzionare un mulino, per poi rifluire in discesa fino a tornare in alto. È come una macchina del moto perpetuo, che sappiamo essere impossibile. Come lo sappiamo? Se misuriamo gli angoli attentamente e facciamo i calcoli scopriremo, di certo, che l’acqua fluisce in salita. Viene spontaneo chiedersi se la ragione per cui Keynes è così popolare con coloro che non sanno la matematica non sia perché essi non sanno misurare gli angoli accuratamente. Un’altra cosa che potremmo fare con il diagramma di Escher è provare a costruire la macchina - in tal caso scopriremmo che è impossibile. Arriveremo alla stessa conclusione analizzando la teoria keynesiana. 2. La teoria di Keynes, nella misura in cui ce n’è una In questo scritto voglio analizzare la storia di Keynes, per misurarne gli angoli con attenzione. Potrei farlo utilizzando della matematica complicata, e se volessi essere realistico farei solo quello, ma è il suo ragionamento che voglio illustrare e posso farlo con un semplice esempio, che pur essendo preciso evita la matematica, ed è la precisione che conta. #F_START# size=4 color=black face=Helvetica #F_MID# Consideriamo uno stato popolato da persone vere che producono e consumano cose. Per semplificare, immaginiamo che vi si trovino quattro persone: uno che produce cellulari, un venditore di hamburger (chiamiamolo “paninaro” per brevità), un parrucchiere e un disegnatore di tatuaggi. Ipotizziamo che il paninaro desideri solamente possedere un cellulare, il parrucchiere solo un panino, il disegnatore di tatuaggi solo un taglio di capelli e il venditore di cellulari solo un tatuaggio, e così il cerchio si chiude. Assumeremo che ciascuno possa produrre, rispettivamente, un cellulare, un panino, un taglio di capelli e un tatuaggio e che ognuno valuti l’unità di ciò che vuole comprare più dell’unità di ciò che vuole vendere. Cioè, il parrucchiere è disposto a tagliare capelli se può ottenere un panino, e così via. Ciò che succede è abbastanza chiaro: il tipo dei cellulari ne produce uno, lo cede in cambio di un tatuaggio al disegnatore di tatuaggi, il quale cede il cellulare in cambio di un taglio di capelli al parrucchiere, il quale lo cede in cambio di un panino al paninaro. Tutti lavorano, tutti ottengono ciò che vogliono e tutti sono felici. Ora, supponete che il venditore di cellulari all’improvviso decida che non gli piacciono più i tatuaggi, almeno non così tanto da voler lavorare per ottenerne uno. Questo è sufficiente per spezzare il cerchio del commercio e questa è una catastrofe. Tutti sono disoccupati. La domanda è insufficiente. Non c’è abbastanza consumo, anzi, non ce n’è per niente. Notate la situazione: una persona, l'antipatico produttore di cellulari, è la causa di tutti i problemi, perché non vuole più comprarsi il tatuaggio. Nel linguaggio degli economisti costui è “disoccupato volontario”: ha cambiato i propri gusti e non vuole lavorare (per il salario che otteneva prima, ossia il tatuaggio). Gli altri tre sono “disoccupati involontari”, ognuno di loro è disponibile a lavorare in cambio di un salario, infatti dello stesso che aveva prima. Il paninaro preparerebbe panini se potesse ottenere un cellulare, il parrucchiere taglierebbe capelli se potesse ottenere un panino e il disegnatore di tatuaggi lavorerebbe se potesse avere un taglio di capelli, eppure sono tutti disoccupati. Manca il cellulare a fare da "trait d'union" e mettere in moto la macchina dello scambio. Veniamo ora al moltiplicatore. Supponiamo che, invece di costruire uno stadio, il governo dia un cellulare al nostro ex produttore di cellulari. Successivamente, quest’ultimo lo venderà per un tatuaggio (il cellulare non gli è di alcuna utilità, come quando tutto funzionava), il disegnatore di tatuaggi userà i proventi per pagarsi un taglio di capelli, e così si chiuderà il cerchio. Piena occupazione. Basta inserire un telefonino e otterrai anche un taglio di capelli, un tatuaggio e un panino! Questo è il moltiplicatore, similmente a ciò che osserviamo quando il comune costruisce uno stadio. Non c’è nulla di misterioso. Ma come ha fatto il governo a procurarsi il telefonino da dare all'ex produttore di telefonini? Questo è quello che qualunque individuo che abbia compreso i principi basilari dell'economia, secondo cui non esistono pasti gratis, si chiederebbe. A questo proposito, lasciatemi ricordare una vecchia barzelletta che gira da decenni nei dipartimenti di economia: “Un fisico, un chimico e un’economista sono naufraghi su un’isola, senza alcunché da mangiare. Una scatoletta di zuppa giunge alla riva. Il fisico dice, “Apriamo la scatoletta con un sasso”. Il chimico dice, “Prima accendiamo un fuoco e scaldiamo la scatoletta”. L’economista dice, “Supponiamo di avere un apriscatole…”.” Il Keynesismo si basa, dunque, sull’assunzione che il governo abbia un telefonino da dar via? Beh, forse no. Forse il governo dovrebbe seguire il consiglio di Keynes e stampare un po’ di moneta e darla al tipo dei telefonini. Così egli potrebbe pagarsi un tatuaggio e il disegnatore di tatuaggi potrebbe permettersi il taglio di capelli e il parrucchiere potrebbe acquistare un panino, e il paninaro – ooops… egli non può comprarsi un cellulare perché non ce ne sono in giro. A questo punto, ci sono due possibilità. La prima prevede che il paninaro capirà che non dovrebbe vendere il panino perché poi non potrebbe acquistare nulla di ciò che vuole con il ricavato della vendita, e così siamo di nuovo al punto in cui siamo tutti disoccupati. Oppure, magari non lo capisce e rimane senza nulla. Questo tipo di schema ha un nome: si chiama schema Ponzi. È vero che ogni tanto la gente effettivamente lavora senza accorgersi della fregatura: alle persone capita di fare errori, ma qualche altra volta la gente non ci casca. Di conseguenza, sembra davvero ingenua una politica economica basata sulla speranza che il paninaro sia uno stupido disposto a rimanere col cerino in mano. Ma c’è qualcos’altro che potremmo provare: potremmo obbligare il tipo dei telefonini a produrne uno, egli poi potrebbe venderlo e farsi un tatuaggio ed il mondo sarebbe di nuovo a posto. È sufficiente che ognuno accetti che il costruttore di telefonini venga forzato a costruirne uno contro la propria volontà. In un certo senso potrebbe valerne la pena: dopotutto, abbiamo aiutato tre persone – il disegnatore di tatuaggi, il parrucchiere e il paninaro - sacrificandone solo una, il tipo dei telefonini. In questo caso, tuttavia, smettiamo almeno di pretendere che ci sia un pasto gratis: ammettiamo che stiamo fregando il tipo dei telefonini per aiutare tutti gli altri. Non sembra essere ciò di cui Keynes e i keynesiani hanno sempre parlato: forzare le persone a lavorare contro la loro volontà è una politica economica piuttosto fallimentare, come i paesi socialisti ci hanno insegnato. #F_END# Torniamo quindi all’esempio della Seconda Guerra Mondiale, perché il punto precedente descrive esattamente ciò che fece allora il governo americano: non solo spese un sacco di denaro preso a prestito o stampato, ma impose anche la leva militare e forzò molte imprese a produrre e fare cose che esse avrebbero preferito non fare. Per quanto l’attività economica possa essere cresciuta durante e dopo la guerra, rimangono dubbi sul fatto che i soldati morti in guerra ne abbiamo beneficiato allo stesso modo. Dunque la grande evidenza in favore del keynesismo scompare quando la analizziamo un po’ più da vicino, e ciò che accadde sembra accordarsi piuttosto bene con la molto semplice e molto classica teoria economica. Parliamo ancora un po’ di come il governo potrebbe ottenere un telefonino, l’esempio perfetto per l’anti-austerità al momento è la Grecia. Cosa accadrebbe se la Germania regalasse un telefonino alla Grecia? Che meraviglia: se in Grecia il tipo dei telefonini ottenesse un telefonino, come già sappiamo, si ritornerebbe alla piena occupazione, grazie al moltiplicatore e a tutto il resto. Tuttavia, cosa accadrebbe se la Germania fosse come la Grecia, fatta eccezione per il suo tipo dei telefonini che invece ama lavorare e produrre telefonini in cambio di tatuaggi? Se privassimo il tipo tedesco del suo telefonino, allora la Germania cadrebbe nella disoccupazione: il moltiplicatore funziona altrettanto bene al contrario. Lo stesso accade con gli stadi: un nuovo stadio va benissimo per l'attività economica nei suoi dintorni, ma i soldi per costruirlo non piovono dal cielo e, di sicuro, tutte le aziende che solitamente facevano affari con chi aveva i soldi usati per finanziare lo stadio saranno destinate a soffrire di "assenza di domanda" una volta che i soldi vengano dirottati verso il nuovo stadio. Nel nostro esempio tutto si bilancia – possiamo avere occupazione in Germania o in Grecia ma non in entrambe, e poiché è il tipo tedesco a voler produrre il telefonino, non sembra complicato capire cosa accadrà. Ma Keynes (e Posner) sono molto preoccupati per l’investimento e i risparmi. Quindi, cosa accadrebbe se la ragione per cui il tipo dei telefonini aveva smesso di produrne e di pagarsi tatuaggi fosse perché voleva spendere il suo tempo a realizzare la “prossima grande idea” che avrebbe portato nel mondo pace e prosperità entro pochi anni? Ossia, per fare un investimento? Potremmo risolvere il problema della disoccupazione costringendolo a produrre telefonini, ma poi di certo la “prossima grande idea” non viene realizzata. Non possono esserci investimenti o ricerca e sviluppo senza risparmi, quindi attenti alla teoria secondo cui la via verso la crescita maggiore passa per minori risparmi: minori risparmi = minori investimenti = minori innovazioni ... Rieccoci qua: se prendiamo la teoria di Keynes e misuriamo gli angoli attentamente scopriamo che le macchine del moto perpetuo non si possono costruire. 3. Ne puoi costruire una? Questa è tutta teoria, ed io sono sicuro che voi siate persone pragmatiche. Diversamente da Keynes io posso elaborare una teoria coerente che spiega i fatti relativi allo stadio, ai moltiplicatori e alla Seconda Guerra Mondiale. Essa nega il moto perpetuo. Forse che la mia teoria è sbagliata e si possono realmente costruire macchine del moto perpetuo? Beh, c’è chi ci ha provato. Per esempio Richard Nixon, il quale in risposta alla recessione che iniziò nel 1969 disse, nel 1971, “Ora sono un keynesiano in economia”. Come conseguenza gli Stati Uniti finirono in un decennio di stagflazione con alta disoccupazione e alta inflazione, un risultato che la teoria keynesiana non poteva spiegare (l’inflazione dovrebbe curare la disoccupazione, secondo quella teoria), e fu qualcosa per la cui spiegazione gli economisti keynesiani spesero un numero impensabile di ore e di pubblicazioni scientifiche, con così poco successo che, fatta eccezione per pochi irriducibili, il resto della professione, giustamente, abbandonò la teoria. Abbiamo provato a costruire la macchina del moto perpetuo, e non ha funzionato. Per coloro tra voi che, sensatamente, sono interessati ai fatti, ricordatevi che il principale canone del keynesismo è che il segreto per crescere è non risparmiare. Il paese che ha avuto la crescita più fenomenale, nell'intera storia del mondo, è stata la Cina degli ultimi decenni. Vi sorprenderebbe sapere che il tasso di risparmio in Cina, durante questi decenni, sia stato all’incirca del 50% - probabilmente il più alto nella storia del mondo? 4. M. C. Escher versus J. M. Keynes Il confronto tra Escher e Keynes non rende sufficiente giustizia a Escher, il quale disegnò uno strumento semplice ed elegante non affinché qualcuno provasse a costruirlo, ma per produrre un’intelligente illusione. Al contrario, la teoria di Keynes non è né semplice né elegante – la "Teoria Generale" è una sorta di macchina di Rube Goldberg (tipo quella della figura qui sotto) con molte ruote che girano, piccoli ponti, pesi che vanno su e giù sui fili ... se attentamente esaminate, molte parti non hanno alcuna connessione con le altre. Quelli che conoscono un po’ Keynes potrebbero obiettare alla mia precedente discussione del moltiplicatore perché non era ciò che Keynes aveva in mente, nonostante la mia interpretazione sia in grado di predire tutti i fatti di cui Keynes parla. Nello specifico, Keynes discute la possibilità che, anche se il tipo dei telefonini volesse produrne, potrebbe non esserci alcuna possibilità di scambio perché il disegnatore di tatuaggi potrebbe non voler accettare un telefonino in cambio di un tatuaggio perché teme che il parrucchiere non accetterà il telefonino e così via. Questo equilibrio caratterizzato da fallimenti nella coordinazione fra individui, dove nessuno scambia perché nessuno crede che chiunque altro vorrà scambiare, ha altre (ovvie) differenti implicazioni politiche rispetto all’interpretazione che il problema sia causato dal tipo dei telefonini che non vuole produrne uno. Sfortunatamente, non è chiaro cosa possa fare il governo al riguardo: anche regalando un telefonino al tipo dei telefonini o forzandolo a produrne uno, ciò non sembra risolvere il problema visto che gli altri continuano a pensare che quello che ricevono non serva a nulla. Il fatto è questo: la possibilità di fallimenti nella coordinazione delle aspettative fra individui non ha pressoché nulla a che fare con il moltiplicatore. È vero che se c’è uno scambio bilaterale (il tipo dei telefonini vuole un tatuaggio e il disegnatore di tatuaggi vuole un telefonino) è improbabile che il problema si presenti, perché immaginiamo che i due possano incontrarsi e risolvere la cosa. Ma, non appena cresce il numero di agenti necessari per scambiare, la possibilità di fallimenti nella coordinazione delle aspettative diventa plausibile. Inoltre, nonostante Keynes parli di fallimento della coordinazione, non credo che tale concetto sia riconducibile alla sua teoria. Da una lato, non fa parte della maggior parte di quelli che vengono considerati “modelli keynesiani”. Dall'altro lato, fa potenzialmente parte di ogni modello economico moderno nel quale vi sia la moneta (anche se pochi di questi vengono reputati “keynesiani”). È certamente vero che se la moneta non ha alcun valore intrinseco ed è usata per scambiare allora c’è la possibilità che il sistema degli scambi collassi perché nessuno si aspetta che la moneta abbia alcun valore. Ma se succede questo allora difficilmente il governo potrà risolvere il problema attraverso l’emissione di nuova moneta che nessuno vuole. Keynes parla anche del ruolo delle aspettative nel fallimento della coordinazione – ottimismo e pessimismo. Per esempio: i pessimisti si aspettano che la moneta non abbia alcun valore, essi non scambiano, pertanto non ha valore: una profezia che si autoavvera; gli ottimisti si aspettano che la moneta abbia un valore, quindi scambiano e la moneta serve ed ha valore: anche questa è una profezia che si autoavvera. Dunque, il governo potrebbe mettere a posto le cose (se le cose vanno, in effetti, male) convincendo le persone ad essere ottimiste. Ciò sarebbe magnifico, ma sfortunatamente l’evidenza suggerisce che il giochetto non funziona. Franklin Delano Roosevelt era capace di grandi affermazioni come “Non c’è nulla di cui aver paura se non della paura stessa”, le quali risollevavano molto gli spiriti; ma questa “iniezione di fiducia” non fece nulla per far finire la Grande Depressione. Oppure, considerate l’attuale crisi in Grecia: con l’elezione del governo Syriza l’ottimismo, secondo i sondaggi, è andato alle stelle. Se il Keynes delle aspettative ottimistiche/pessimistiche avesse avuto ragione, ci aspetteremmo che l’attività economica aumenti vertiginosamente, che le persone tornino al lavoro, che comincino a pagare le loro tasse, che la borsa greca si risollevi, e così via. Nient’altro potrebbe essere più lontano dalla verità: l’attività economica in Grecia non è mai stata tanto anemica, il numero di disoccupati è più alto che mai, poche persone stanno pagando le tasse, e tutti stanno ancora cercando di portare i soldi fuori dal paese. La Teoria Generale di Keynes è un libro lungo, e qualunque libro pieno di aneddoti e di idee è destinato ad azzeccarci di tanto in tanto. Ma, qualsiasi cosa esso sia, non è né generale né una teoria ... e come guida alla ricerca economica o all’attuazione di politiche economiche è essenzialmente inutile. 5. Conclusione Il punto è che Keynes è tanto affascinante e attraente quanto il disegno di Escher, e ha altrettanto poco senso pratico. Gli economisti hanno lavorato per decenni cercando di dare un senso alla teoria di Keynes e usarla per spiegare le depressioni, le recessioni, le crisi, la disoccupazione e quant’altro. E non è certamente vero che gli economisti abbiano respinto Keynes e rifiutato di prenderlo seriamente, insomma che la professione economica non gli abbia mai dato una possibilità. Infatti è vero il contrario: alcune delle menti più brillanti della disciplina, convinte dell’assoluta verità delle idee di Keynes, hanno speso decenni per provare a far funzionare quelle idee. Loro e noi abbiamo fallito. Conosco Keynes e il keynesismo. Sono abbastanza vecchio da aver imparato la teoria di Keynes quando era l’ortodossia, sia prima sia dopo la laurea. Mio padre, un PhD in economia il cui mentore fu il grande keynesiano e premio Nobel James Tobin, considerava il proprio essere keynesiano alla stregua di un credo religioso. Durante la mia giovinezza mio padre ed io scrivemmo un articolo empirico usando un modello keynesiano. Ho studiato con professori keynesiani, ho frequentato le lezioni di Bob Solow, un fedele keynesiano, ho lavorato come assistente alla ricerca per Stan Fischer conducendo ricerche empiriche con un modello keynesiano. Uno dei miei mentori fu Axel Leijonhufvud, il cui più grande e famoso lavoro fu un libro chiamato “L’economia keynesiana e l’economia di Keynes”. Quando ero studente dovevamo studiare la storia del pensiero economico: ho letto la Teoria Generale di Keynes e alcuni dei suoi lavori minori. Ho ricevuto persino il massimo dei voti in un esame su queste opere. Ho partecipato (come testimone silente, per la maggior parte) a un lungo dibattito tra Leijonhufvud e Don Patinkin (un altro grande keynesiano) su ciò che Keynes realmente pensava ed effettivamente diceva. La conoscenza del keynesismo e dei modelli keynesiani è ancora più profonda per i grandi premi Nobel che aprirono la strada alla moderna macroeconomia, una macroeconomia con persone che comprano e vendono cose, che risparmiano e investono, Robert Lucas, Edward Prescott, e Thomas Sargent tra gli altri. Anch’essi crebbero con la teoria keynesiana come ortodossia, ancor più di me. E rifiutammo il keynesismo perché non funziona, non per via di qualche senso estetico secondo cui la teoria non è sufficientemente elegante. Il lavoro di Keynes è composto da divertenti aneddoti e storie ingannevoli. Il keynesismo, secondo alcune persone come Paul Krugman e Brad DeLong, è una teoria priva di persone, razionali o irrazionali che siano, una teoria di grafici ricavati in gran parte dal nulla, una serie di previsioni che sono per la maggior parte sbagliate, insieme alla vana speranza che possano essere sistemate se solo le curve nei grafici vengono orientate nella giusta direzione. È accaduto che abbiamo sviluppato teorie molto migliori, teorie che spiegano molti fatti, teorie che forniscono consigli sensati di politica economica, teorie che funzionano ragionevolmente bene, teorie che non sono un’illusione. Le versioni attuali di queste teorie sono molto diverse da teorie su persone completamente razionali e tutte identiche. Le teorie attuali non sono perfette, ma, diversamente dalla teoria keynesiana della macchina a moto perpetuo, esse spiegano molto e contengono molta verità. Un macroeconomista attivo che legga Krugman e DeLong si sente come si sentirebbe un dottore se il ministro della sanità si alzasse e dicesse che la cura per il cancro è il salasso con sanguisughe. Attenzione ai politici che dicono “non ci avete mai avvisati” mentre la verità è “abbiamo ignorato i vostri avvisi” ... ed attenzione ugualmente agli economisti che fanno vuote promesse di macchine a moto perpetuo. E quando si parla di debito pubblico ricordatevi che, se nel lungo periodo siamo tutti morti, è altamente probabile che i nostri figli siano vivi. #F_START# size=4 color=black face=Helvetica #F_MID#t #i##b#giovanni zibordi •27/3/2015 - 13:58 Levine non vede che in realtà i cellulari sono il denaro L'esempio della mini economia di produzione e consuno è utile perchè consente di vedere l'errore ---- ".... supponete che il venditore di cellulari all’improvviso decida che non gli piacciono più i tatuaggi, almeno non così tanto da voler lavorare per ottenerne uno. Questo è sufficiente per spezzare il cerchio del commercio e questa è una catastrofe. Tutti sono disoccupati. La domanda è insufficiente. Non c’è abbastanza consumo........Il Keynesismo si basa, dunque, sull’assunzione che il governo abbia un telefonino da dar via? Beh, forse no. Forse il governo dovrebbe seguire il consiglio di Keynes e stampare un po’ di moneta e darla al tipo dei telefonini. Così egli potrebbe pagarsi un tatuaggio e il disegnatore di tatuaggi potrebbe permettersi il taglio di capelli e il parrucchiere potrebbe acquistare un panino, e il paninaro – ooops… egli non può comprarsi un cellulare perché non ce ne sono in giro. ... ---- Come è stato fatto notare da Nick Rowe, sia in un breve commento sul blog di Cochrane che più estesamente ^sul suo blog#http://worthwhile.typepad.com/worthwhile_canadian_initi/2015/03/david-levines-accidental-monetarism.html^) in realtà, se pensi bene all'esempio qui sopra di Levine, il primo operatore/consumatore cioè il produttore/venditore di cellulari, è il governo (o la Banca Centrale che agisce per conto del governo) e il cellulare è IL DENARO, "money". L'economia moderna, anche se stilizzata e semplificata al massimo in questo modo, richiede per funzionare che vi sia un medium of exchange, "money", il denaro insomma, con cui scambiare poi cellulari, panini, tatuaggi e tagli di capelli.... In questo esempio il primo tizio dei cellulari è in realtà lo Stato/Banca Centrale, che hanno denaro e ne possono creare quanto vogliono, come le recenti notizie di Draghi che "stampa" 1,100 miliardi ex nihilo prova. La storia di Levine contiene questo errore basilare, non vede che il primo che offre qualcosa per pagare il panino offre denaro (a meno che non voglia ipotizzare un economia di baratti a catena che non è molto realistica). E il denaro viene creato da qualcuno. E se questo qualcuno non ne crea a sufficienza, come accade ora in Eurozona, hai appunto disoccupazione e produzione industriale crollata del -27% come in Italia oggi#/i# #/b##F_END#

Euro e Dracma in parallelo? - Moderatore  

  By: Moderatore on Giovedì 02 Aprile 2015 13:05

Secondo Reuters i Greci stanno pensando di emettere una moneta parallela #F_START# size=3 color=blue face=Helvetica #F_MID#^REUTERS: NÉ GREXIT NÉ GREXIDENT. EURO E ‘DRACMA’ IN PARALLELO?#http://vocidallestero.it/2015/03/31/reuters-ne-grexit-ne-grexident-euro-e-dracma-in-parallelo/^#F_END# da Voci Dall'Estero ^Reuters#http://www.reuters.com/article/2015/03/27/us-eurozone-greece-exit-analysis-idUSKBN0MN1WO20150327^ discute in un articolo le possibili mosse del governo greco nel momento in cui, verosimilmente tra poche settimane, la grave crisi di liquidità lo renderà incapace di versare tutti i pagamenti. Se resta determinata a non uscire dall’euro, la Grecia potrebbe essere costretta ad effettuare i pagamenti interni in una sorta di valuta parallela, pur di mantenere in euro quelli esterni e dunque non dichiarare (per ora) il default. Potrebbe in realtà essere l’inizio di una “silenziosa” uscita dall’euro? #i#di Jan Strupczewski, 27 marzo 2015#/i# È poco probabile che la Grecia esca, intenzionalmente o accidentalmente, dall’euro. Ma secondo molti funzionari dell’eurozona potrebbe essere costretta ad introdurre dei mezzi alternativi di pagamento, in parallelo all’euro, per effettuare alcuni pagamenti interni, nel caso in cui non si raggiunga presto un accordo per le riforme-in-cambio-di-denaro. Atene ha perso la possibilità di accedere al mercato dei titoli e i creditori internazionali non sono disposti a prestare altro denaro finché la Grecia non inizierà a mettere in atto delle riforme. Questa settimana un funzionario a conoscenza dei fatti ha detto a Reuters che, senza nuovi finanziamenti, il governo finirà il denaro entro il 20 di aprile. “Ad un certo punto, quando il governo non ha più euro per pagare gli stipendi e le spese, potrebbe iniziare ad emettere degli “IOU” [abbreviazione dell’inglese “I owe you”, cioè “io ti devo”, NdT] – documenti che certificano che il portatore riceverà una certa quantità di euro in un certo momento in futuro“, ha detto un alto funzionario dell’eurozona. “Questi IOU inizierebbero poi presto a circolare nel mercato secondario ad un prezzo molto più basso rispetto agli euro reali, e diventerebbero una ‘moneta’, quale che sia il suo nome, che esisterebbe in parallelo all’euro“, ha detto il funzionario. Se il governo finisce gli euro con cui pagare stipendi, pensioni e fornitori, dovrebbe introdurre dei controlli sui capitali per evitare un massiccio deflusso di euro fuori dal paese. Ciò potrebbe limitare la quantità di denaro che i greci possono ritirare dai bancomat o che possono spedire all’estero, come è successo a Cipro nel 2013. Gli IOU potrebbero non essere accettati in tutti i negozi, e potrebbero essere usati come sistema per regolare solamente alcuni pagamenti legati al settore pubblico, come le bollette dell’energia elettrica, almeno inizialmente. Al tempo stesso, il governo terrebbe gli euro provenienti dalle entrate fiscali per coprire i pagamenti del debito ed evitare il default. “Questa soluzione potrebbe essere temporanea, al fine di far andare avanti il governo mentre spera di negoziare coi creditori un accordo che sblocchi ulteriori prestiti in euro“, ha detto un secondo funzionario dell’eurozona. Il funzionario ha detto che la Grecia ha già mostrato, in passato, la volontà di ritardare i pagamenti dei suoi conti interni, al fine di risparmiare gli euro necessari per il rimborso del debito. Recentemente Atene si è basata su transazioni di “pronti contro termine” [contratti in cui un titolo viene venduto sotto l’obbligo di riacquistarlo successivamente, NdT] – prendendo denaro a prestito da enti pubblici – al fine di coprire la crisi di liquidità, ma può continuare così per solo poche settimane, ha detto la nostra fonte all’inizio di questa settimana. Il governo greco si è rifiutato di affrontare la questione di una possibile moneta parallela, dicendo di aspettarsi di raggiungere presto un accordo coi creditori sulla linea discussa dal Primo Ministro Alexis Tsipras durante il vertice UE della scorsa settimana. “Il governo greco ritiene che ci sarà un accordo presso l’Eurogruppo, e che in seguito a questo verranno concessi i finanziamenti, come concordato all’incontro dei sette“, ha detto un funzionario del governo greco. Fare default dentro l’euro? I funzionari greci, tra cui il Ministro delle Finanze Yanis Varoufakis, hanno rifiutato l’idea che la Grecia possa abbandonare l’euro di sua volontà, e non c’è una via legale, né una volontà politica degli altri 18 paesi che hanno la moneta unica di cacciare fuori la Grecia. “Non c’è modo di costringere un paese ad uscire dall’eurozona o dall’Unione Europea, e la Grecia non ha intenzione di andarsene da sola“, ha detto il secondo funzionario dell’eurozona. Alcuni economisti sostengono che la Grecia avrebbe un incentivo a tornare alla dracma perché in seguito a ciò potrebbe rapidamente svalutare la nuova moneta per rendere più competitive le esportazioni e attrarre un grande flusso di turismo. Ma ciò renderebbe anche l’enorme debito pubblico Greco, in euro, impossibile da ripagare, costringendo al default. “Se deve esserci un default, è meglio farlo dentro l’eurozona che fuori, perché così sarebbe un problema di tutti i paesi che hanno l’euro, e non solo della Grecia“, ha detto un terzo funzionario. In un video del 2013, quando era ancora un accademico, Varoufakis affermava proprio questo. “La mia proposta era che a gennaio 2010 la Grecia avrebbe dovuto semplicemente annunciare il default stando all’interno dell’euro, mostrando il dito medio alla Germania e dicendo: bene, ora risolvetevi questo problema da soli“, così ha detto in un video il futuro ministro. La grande questione poi sarebbe se la Banca Centrale Europea continuerebbe a fornire liquidità al settore bancario greco attraverso la Emergency Liquidity Assistance (ELA), che è stata progettata solo per le banche solvibili che hanno problemi di liquidità. Se la BCE staccasse la spina, il settore bancario greco probabilmente collasserebbe, costringendo alla ricapitalizzazione con una nuova “moneta”, oppure, se le conseguenze di un tale crollo fossero troppo pesanti da sostenere, l’euro potrebbe di nuovo ricapitalizzare le banche, forse anche attraverso i fondi salvastati. Ma i funzionari hanno detto che queste opzioni sono talmente ipotetiche che non sono state discusse nemmeno informalmente.

Nessuno prende più sul serio Varoufakis e i greci - Moderatore  

  By: Moderatore on Venerdì 27 Marzo 2015 20:51

Oggi ci sono rumors che Varoufakis si dimette (smentiti), sono dieci giorni che non lo chiamano più agli incontri in sede UE, ci va solo Tsipras. ^Reuters riporta oggi che la Grecia sta per emettere una valuta parallela all'Euro#http://www.reuters.com/article/2015/03/27/us-eurozone-greece-exit-analysis-idUSKBN0MN1WO20150327^, che è l'unica alternativa che hanno per non essere sbattuti fuori dall'Euro. Da una settimana il NY Times riporta da Atene che le aziende greche ogni sera inviano la liquidità a Londra e ogni mattina la reinviano in Grecia, perchè hanno paura che durante la notte Tsipras gli metta i controlli ai capitali Dai una scorsa, qui sotto, al ^grandioso discorso del patetico Varoufakis da Ambrosetti#http://keynesblog.com/2015/03/26/varoufakis-ecco-il-mio-piano-merkel/#comment-39664^ a Como solo dieci giorni fa. Vedi l'intellettuale molto di sinistra con tante buone intenzioni ma fuori dalla realtà che si sta coprendo di ridicolo, che non si rende conto che la gente lo ascolta e poi quando gira le spalle lo prende per il sedere. Il problema è che in tempi buoni, quando l'economia capitalista funziona l'intellettuale di sinistra di buone intenzioni al potere ci può stare perchè munge un poco l'economia, ma questa tira avanti. Quando invece la brutta e sporca economia capitalista è stata distrutta e la gente comune è alla disperazione è diverso, ci vuole gente dura e con il senso della realtà. #F_START# size=4 color=black face=Helvetica #F_MID#A Tsipras e Varoufakis dopo soli due mesi non li prendono neanche più sul serio, in EU li trattano come dei poverini che vanno istruiti e disciplinati, ma non potendo sbatterli fuori bisogna stargli sempre addosso e non lasciarli mai da soli che fanno solo dei danni. Ogni volta gli mandano i memorandum già tutti scritti a Bruxelles e loro li devono solo firmare e rimandare indietro. Oggi su Reuters, fanno trapelare la notizia che i greci dovranno pagare stipendi e altro con una nuova valuta parallela, dicono temporanea. Cioè lo dicono alla UE, ad Atene loro ancora non ci arrivano !#F_END# --- Varoufakis a Como ----- #i# Sono venuto oggi – in questo magnifico luogo – a dire che la crisi attuale dell’Europa può essere affrontata utilizzando in modo intelligente le istituzioni attuali, estendendone il raggio d’azione, nel rispetto dei trattati e delle regole esistenti. Ho illustrato un esempio di come quest’approccio può essere tradotto in pratica, con un investimento aggregato su scala continentale. La proposta di una collaborazione BEI-BCE (nella quale la BCE pratica Quantitative Easing acquistando titoli della BEI per finanziare progetti di rilancio basati sugli investimenti) dimostra che l’Europa è perfettamente in grado di mobilitare le istituzioni esistenti, europeizzare l’investimento aggregato, e rilanciare l’economia – senza che la Germania finanzi direttamente questo progetto, e senza che i bilanci nazionali vedano crescere i loro deficit. Abbiamo, di fatto, la possibilità di stimolare un New Deal europeo, senza ricorrere ad una tesoreria federale, senza trasferimenti fiscali interni, senza nuove istituzioni. In questo modo le nazioni più ricche, in primo luogo la Germania, non avranno bisogno di pagare un solo euro per finanziare questo programma. Ma sarà impossibile attuarlo senza il ruolo-guida dei paesi in surplus, come la Germania. Nei primi anni ’50, gli Stati Uniti riavviarono l’economia europea con il Piano Marshall. Il costo totale per i contribuenti americani equivalse al 2% del PIL (soldi ben spesi, anche dal punto di vista degli americani). Il New Deal europeo non costerà nulla alla Germania, ai Paesi Bassi, ecc. Nulla, perché sarà finanziato tramite emissione di titoli BEI; questi titoli contribuiscono, di fatto, a rastrellare la liquidità in eccesso nel settore finanziario tedesco, permettendo ai rendimenti dei fondi pensione tedeschi di tornare in territorio positivo. Immagino una Germania capace di guidare il resto d’Europa su questa strada, vantaggiosa per tutti. Direi che un progetto di tale portata, un tornante storico per i prossimi decenni, potrebbe portare il nome di ‘Piano Merkel’. Un progetto che sanerebbe inutili divisioni fra le nazioni europee, e darebbe invece una forte spinta all’integrazione Europea. Ho parlato oggi di un solo esempio di Europeizzazione decentralizzata, quello riguardante l’investimento aggregato. Soluzioni simili esistono per integrare a livello continentale parte dei debiti nazionali, unificare coerentemente i nostri settori bancari, per combattere povertà ed esclusione sociale. Tutte praticabili senza trasferimenti fiscali, senza spesa in deficit, senza che la Germania debba pagare il conto, e senza perdite – soprattutto – di sovranità nazionale. [3] Permettetemi di concludere su un punto che mi sta particolarmente a cuore. Dobbiamo smettere di pensare alla ripresa europea come un gioco a somma zero, dove gli interessi di un paese sono soddisfatti a scapito di quelli di un altro. L’Europa ha un immenso potenziale di sviluppo che richiede, per essere attuato, un immediato cambiamento di paradigma entro le regole ed i trattati esistenti. La nostra generazione ha il dovere di fare questo cambiamento, perché le generazioni future possano dire che abbiamo lasciato loro un’Europa davvero unita. Un’Europa di prosperità per tutti, nella quale essere greco, italiano o tedesco è più un riferimento culturale che un dato politico significativo.#/i# --- #F_START# size=3 color=black face=Helvetica #F_MID# Yanis Varoufakis parlava come se da lui e dai greci verrà la soluzione per tutta l’Europa e loro, i greci, possano salvarla da conseguenze “pesantissime” e dalla disintegrazione dell'Europa con la maiuscola stessa. Non sembrano vedere che ovunque lui, Tsipras e Syriza e i greci sono visti quando va bene con scetticismo e sospetto. Spiace farglielo notare, ma i greci vengono trattati in sede UE con disprezzo malcelato e godono di zero solidarietà, anche tra la sinistra del sud-europa per non dire quella del nord. I suoi discorsi grandiosi di salvare tutta l’europa dalla disintegrazione, dal nazionalismo, dal fascismo denunciano una persona con problemi nell'affrontare la realtà. I tedeschi si illuderanno forse anche loro per certe cose, ma intanto nei sondaggi l’80 o 85% della popolazione è contento della situazione economica e guardano ai greci tra cui solo il 5% nei sondaggi si dichiara contento come dei pezzenti Qui oggi si parla da fonti EU citate su Reuters http://www.reuters.com/article/2015/03/27/us-eurozone-greece-exit-analysis-idUSKBN0MN1WO20150327 del fatto che il governo di Varoufakis sarà costretto ad emettere una valuta parallela all’euro… Da settimane la maggioranza dei commenti nella stampa finanziaria sono che liberarsi della Grecia sarebbe un vantaggio per l’eurozona. E lui fa grandi discorsi su colossali investimenti pubblici coordinati in sede UE che neanche gli USA… Il problema di Syriza e Varoufakis è che non hanno alcun senso della realtà pratica economica, sono una versione buona e simpatica di Hugo Chavez#F_END#

20 economisti che capiscono - Moderatore  

  By: Moderatore on Venerdì 27 Marzo 2015 19:10

oggi lettera al Financial Times di 20 economisti ed esperti finanziari non acccademici inglesi e anche tedeschi più un francese, un australiano e uno svizzero (ma nessun italiano) che capiscono cosa sia il debito e la moneta: ^"Better ways to boost eurozone economy and employment"#http://www.ft.com/intl/cms/s/0/7bc99348-d40b-11e4-99bd-00144feab7de.html#axzz3VPyi8Sxb^. Hanno un idea sensazionale: #F_START# size=3 color=black face=Helvetica #F_MID# #/i# "ehi, invece di stampare 1,100 miliardi come fa Draghi e darli alle banche e spenderli per tenere su il mercato finanziario sarebbe meglio dare questi soldi alle imprese e ai lavoratori...I 1,100 miliardi di euro di Draghi divisi per i 19 mesi in cui il programma di QE deve durare divisi per gli abitanti dell'eurozona danno 175 euro al m mese per i prossimi 19 mesi ad ogni abitante dell'eurozona..."#/i# #F_END# #F_START# size=4 color=black face=Helvetica #F_MID# Financial Times March 26, 2015 11:47 pm Sir, The European Central Bank forecasts unemployment in the eurozone to remain at 10 per cent even after €1.1tn of quantitative easing. (FT View, March 25). This is hardly surprising: the evidence suggests that conventional QE is an unreliable tool for boosting GDP or employment. Bank of England research shows that it benefits the well-off, who gain from increasing asset prices, much more than the poorest. In the eurozone, where interest rates are at rock bottom and bond yields have already turned negative, injecting even more liquidity into the markets will do little to help the real economy. There is an alternative. Rather than being injected into the financial markets, the new money created by eurozone central banks could be used to finance government spending (such as investing in much needed infrastructure projects); alternatively each eurozone citizen could be given €175 per month, for 19 months, which they could use to pay down existing debts or spend as they please. By directly boosting spending and employment, either approach would be far more effective than the ECB’s plans for conventional QE. The ECB will argue that this approach breaks the taboo of mixing monetary and fiscal policy. But traditional monetary policy no longer works. Failure to consider new approaches will unnecessarily prolong stagnation and high unemployment. It is time for the ECB and eurozone central banks to bypass the financial system and work with governments to inject newly created money directly into the real economy. #F_END# #b# Victoria Chick, University College London Frances Coppola, Associate Editor, Piera Nigel Dodd, London School of Economics Jean Gadrey, University of Lille David Graeber, London School of Economics Constantin Gurdgiev, Trinity College Dublin Joseph Huber, Martin Luther University of Halle-Wittenberg Steve Keen, Kingston University Christian Marazzi, University of Applied Sciences and Arts of Southern Switzerland Bill Mitchell, University of Newcastle Ann Pettifor, Prime Economics Helge Peukert, University of Erfurt Lord Skidelsky, Emeritus Professor, Warwick University Guy Standing, School of Oriental and African Studies, University of London Kees Van Der Pijl, University of Sussex Johann Walter, Westfälische Hochschule, Gelsenkirchen Bocholt Recklinghausen, University of Applied Sciences John Weeks, School of Oriental and African Studies, University of London Richard Werner, University of Southampton Simon Wren-Lewis,University of Oxford #/b#

Padoan ha dato il segnale del top - GZ  

  By: GZ on Giovedì 26 Marzo 2015 12:37

Padoan ha dichiarato che occorre che gli italiani rischino di più nei loro investimenti finanziari "l'Italia ha bisogno di più propensione al rischio" sfruttando la decrescente pressione sui bilanci delle banche e le politiche accomodanti della Bce. "Il forte flusso di risorse indirizzate all'industria e al risparmio gestito è indicativo" dei cambiamenti economici in atto, ha proseguito il ministro, sottolineando che vi è una "rivisitazione dei criteri di investimento". Serve che i risparmiatori acquisiscano "la conoscenza dei mercati finanziari", aumentando..." Lo ha dichiarato il giorno esatto in cui il Nasdaq, S&P, Dow e Russell hanno dato un bel segnale di inversione

British ? - Moderatore  

  By: Moderatore on Domenica 22 Marzo 2015 10:54

^"Nine British medics enter Isis stronghold to work in hospitals"#http://www.theguardian.com/world/2015/mar/21/british-medical-students-syria-isis^ theguardian, 20 marzo #F_START# size=6 color=black face=Helvetica #F_MID#British ?#F_END# #ALLEGATO_1# ma di che %&°"#§&$? di #F_START# size=6 color=black face=Helvetica #F_MID#British#F_END# parlano ? Chi è "British" ? C'è uno studio uscito ora dell'università di Oxford sul patrimonio genetico "inglese"(^"Britons still live in Anglo-Saxon tribal kingdoms, Oxford University finds"#http://www.telegraph.co.uk/news/science/science-news/11480732/Britons-still-live-in-Anglo-Saxon-tribal-kingdoms-Oxford-University-finds.html^ A new genetic map of Britain shows that there has been little movement between areas of Britain which were former tribal kingoms in Anglo-Saxon England... By Sarah Knapton, Science Editor 18 Mar 2015 ) Dimostra come in gran parte della Gran Bretagna la genetica delle popolazioni sia rimasta identica negli ultimi 1,500 anni, cioè si possono identificare oggi quelli che sono discendenti di tribù celtiche e chi di "Angli" (che provenivano dalla Danimarca) o Sassoni (dalla Germania) arrivati nel VI secolo, chi di vichinghi, di Normanni, Romani... E mostra come in gran parte del paese queste distinzioni siano rimaste, ad esempio nella parte est dell'Inghilterra prevalgano i sassoni, angli e normmani e siano quasi assenti nella parte ovest (per non parlare di scozia e galles). In parole povere un gallese è in media identificabile geneticamente come discendente di tribù che abitavano il paese prima dei romani, presumibilmente da alcune migliaia di anni e un "anglosassone" della zona di Londra di tribù che abitavano il nord della Germania e la Scandinavia, anche loro da migliaia di anni Gli stessi giornali inglesi che nella sezione cultura e scienza riportano di questi studi recenti di genetica che identificano la "somiglianza genetica" delle popolazioni con tecniche sempre più precise, nel resto del giornale negano furiosamente che un pakistano che ha preso al residenza inglese sia di una razza diversa da un discendente dei Celti. E tutti i media inglese rigorosamente dalla BBC in giù seguono la velina di chiamare sempre "British" gente che lo è solo legalmente (come queste facce di "British" sui giornali inglesi di oggi che sono andati con l'ISIS). #ALLEGATO_2# Come diceva il generale DeGaulle se un marocchino viene a vivere in Francia resta un marocchino e come dico io se andassi a vivere a Hong Kong e prendessi anche la cittadinanza resterei italiano e non diventerei cinese. Se uno scrivesse su un giornale "Cinese....Giovanni Zibordi ha..." sarebbe ridicolo. Ma non per le televisioni, giornali e scuole occidentali, che hanno l'ordine di indottrinare la popolazione europea nella nuova ideologia razziale per fargli ingoiare l'immigrazione di massa. La scienza però dice il contrario. Se tu leggi le sezioni di genetica dei giornali e riviste implicano che esistano "somiglianze genetiche": #i# Geneticist Professor Sir Walter Bodmer of Oxford University said: “What it shows is the extraordinary stability of the British population. Britain hasn’t changed much since 600AD. ^“When we plotted the genetics on a map we got this fantastic parallel between areas and genetic similarity.#/i# http://www.telegraph.co.uk/news/science/science-news/11480732/Britons-still-live-in-Anglo-Saxon-tribal-kingdoms-Oxford-University-finds.html^ Non ci sarebbe bisogno degli studi recenti di genetica per capire che non ci sono "somiglianze genetiche" tra questi "brittanici" di oggi che si uniscono all'ISIS con quello che dai tempi di quando Giulio Cesare sbarcò in Inghilterra si considerano "Britanni". Tuttavia, visto che a tutti i livelli della scuola, dell'università, delle TV e dei giornali si martella l'idea che non esistono razze, che ci sono più differenze tra gli arabi o africani tra loro che non tra appunto gli arabi e i cinesi come gruppo ecc.. è utile notare che invece nelle pubblicazioni di genetica si identificano tranquillamente "somiglianze genetiche". All'università di Oxford mesi fa Marine LePen è venuta a parlare ad un dibattito e l'hanno contestata e glielo hanno bloccato in quanto "razzista". I Celti, i Normanni, gli Angli, i Sassoni sono popolazioni che hanno abitato l'emisfero settentrionale per almeno 20 mila, forse 30mila anni e che sono passati per circa 10-12mila di età glaciale (tra il 22mila e il 10mila prima di cristo). In queste migliaia di anni e in particolare durante l'era glaciale hanno avuto mutazioni genetiche, che oggi vengono identificate con sempre maggiori precisione, necessarie appunto per adattarsi e sopravvivere in un clima freddo e anzi glaciale, simile a quello dell'Alaska di oggi. Questo ha cambiato il loro carattere, istinti, riflessi condizionati, abilità e attitudini a livello profondo. Ci sono voluti diecimila o ventimila anni perchè questi cambiamenti differenziassero gli europei bianchi da altre popolazioni in medio oriente, africa e asia. Prendere oggi la cittadinanza e vivere nella stessa città per una generazione o due non annulla queste "somiglianze genetiche" e "disssomiglianze genetiche" I Pakistani, Indiani, Arabi, Nordafricani, Aficani hanno abitato in una altra fascia climatica per almeno 20mila forse 30mila anni, NON sono passati per 10 mila anni di età glaciale con tutte le modificazioni genetiche del caso (inclusi pelle, capelli e occhi chiari che sono solo l'aspetto più apparisciente...). In ogni caso per 20mila anni almeno non hanno mai avuto contatti e mescolanze con i "British" e quindi sono una razza, specie, etnia chiamala come ti pare geneticamente diversa. Perchè bastano da 1,000 a 2,000 anni per determinare variazioni genetiche rilevanti in popolazioni. Lo vedi a occhio nudo, lo noti quando li frequenti e lo dovresti notare anche appunto quanto li vedi andare a centinaia in Siria, Libia, Iraq oggi... La Gran Bretagna è persa perchè ha un elite finanziaria troppo potente che vuole l'immigrazione di massa. In Francia invece c'è speranza: ^Abandoned French working class ready to punish left’s neglect by voting for far right"#http://www.theguardian.com/world/2015/mar/22/alienated-french-working-class-vote-far-right-claims-analyst^ Oggi nelle elezioni locali Marine LePen può prendere il 30% e il FN diventare il primo partito, con i voti dei lavoratori, che "hanno paura dell'immigrazione", come scrivono i giornali (in mano all'elite finanziaria) #i# “When you are on high, well-placed, with a recognised status, the fact of being French doesn’t add much and you can, as an intellectual exercise, consider yourself post-national or European. France is only where you were born. But when you at the bottom of the ladder, poor, in a precarious situation, all that remains is your country. National identity doesn’t have the same significance for a bourgeois or for a proletariat,” de Closets added. “For the left, for the bobos (bourgeois bohemians), only the gay or ethnic minorities were interesting. It is fascinating to think that a whole generation of researchers whose job it is to observe French society has through ideological blindness not seen this section of France in danger of being attracted to Le Pen,” de Closets said in a recent interview.#/i#

La liquidità nel mercato dei bond corporate è crollata dal 90% - GZ  

  By: GZ on Sabato 21 Marzo 2015 20:34

La liquidità nel mercato dei bond corporate è crollata dal 90% rispetto a qualche anno fa ^"Liquidity crisis could spark the next financial crash"#http://www.telegraph.co.uk/finance/markets/11487546/Liquidity-crisis-could-spark-the-next-financial-crash.html^ 21 Mar 2015 Traders warn of a global credit 'meltdown' if corporate bond markets don't improve European and British companies, excluding banks, sold a combined $435.3bn (£291bn) of investment-grade debt last year, and $458.5bn in 2013, according to Dealogic. The level of issuance is much greater than before the financial crisis. In 2005, for example, $155.7bn was raised from corporate bond sales and $139.8bn the year before that. Companies issuing riskier, high-yield debt have been similarly prolific. Last year, European businesses sold $131.6bn of so-called junk bonds, up from $104.4bn in 2013, the Dealogic data show. In 2005, they issued $20.4bn. At the same time that issuance in the primary market has grown, trading of company bonds by investors in the secondary market has dried up, a liquidity shortage that ironically has been caused by regulators’ attempts to avert a repeat of the crisis that shook the financial system in 2008 ... “If you’re working a €50m block of bonds, there’s no way you’re going to get a price. So instead you have to chip away and sell €2m to €3m per day,” according to Andy Hill, ICMA’s director of market practice and regulatory policy. “A few years ago, you would go to your favoured bank with a large block, they would show you a price, they would take it onto their balance sheet, hedge it and then trade out of it. Banks can’t do that any more.” The impact of the fall-back by banks on trading has been dramatic. According to the Royal Bank of Scotland, liquidity in the US credit markets has dropped by about 90pc since 2006. ...

in un mondo di genti mischiate dovunque vai sei sempre nello stesso posto - Moderatore  

  By: Moderatore on Martedì 17 Marzo 2015 17:54

#b# "in un mondo di genti mischiate dovunque vai sei sempre nello stesso posto..."#/b# ^"Il cosmopolitismo individualista"#http://blog-voxpopuli.org/cosmopolitismo-individualista/^ di VoxPopuli 6 marzo Quello che le elites neoliberiste sono riuscite a fare é così grande che non riusciamo neanche ad accorgercene. La sinistra é morta. Morta. Sopravvive in piccole nicchie, intellettuali o no. Ma dire una goccia nell’oceano forse è dire troppo. Che cos’é il cosmopolitismo? Ognuno è cittadino del mondo. Che cos’é l’individualismo? L’individuo è al centro del mondo. Questa sera ad Atene ho avuto una discussione con una ragazza spagnola e un ragazzo greco. Lui 36 anni, di Atene. Lei molti meno, credo meno di 25. Entrambi hanno girato parecchio. Lei molto di più. Fra noi ci si parla in inglese. Tre nazioni del sud Europa per capirsi fra di loro devono parlare una lingua del nord Europa. Come fare a cambiare il mondo? Lei e lui dicono all’unisono: “per cambiare il mondo bisogna che ognuno di noi cerchi di cambiare se stesso e le persone che gli stanno vicino”. Poi il mondo cambierà. Io a lei le ho detto, mentre lui era in bagno: “Marx diceva che non é la coscienza degli uomini a creare il loro essere sociale, al contrario, é il loro essere sociale che crea la loro coscienza”. Per lei non era giusto. Lui mi dice: “Se il figlio del padrone della Nike fosse un mio amico, io parlando con lui riuscirei a cambiarlo. E poi quano prenderà il posto del padre non sarà una *** come lui.” E io gli rispondo: “ma lui ha interessi diversi dai tuoi, dai miei. Davvero speri di cambiarlo?”. Lui mi risponde deciso: “Si”. Lei: “non credo nei muri e nelle frontiere”. Lui: “Il cambiamento deve partire da noi stessi”, e poi sparecchia al posto della cameriera. Perché dei valori buoni finiscono ad asservire gli interessi del grande capitale internazionale? Lei ha una fotocamera Canon, lui una macchina giapponese credo, non so la marca. Mi dicono che i soldi non sono niente. Io gli dico: “allora la birra che ci stiamo bevendo é niente?”. Sguardo in un altra direzione. Nel frattempo i manager dell’Hitachi stavano brindando per l’acquisto dell’Ansaldo. I soldi che faranno non saranno redistribuiti fra i lavoratori, verranno investiti in borsa in qualche titolo ad alto rendimento. La discussione é iniziata perché lui nota al mio polso un braccialetto comprato dai giamaicani in piazza Monastiraki. Loro dicono che i giamaicani sono invandenti, non rispettano il volere degli altri e assillano la gente finché non comprano un braccialetto. Io provo a dire loro che per i giamaicani immigrati é questo il lavoro che possono fare perché la comunità giamaicana qui fa così. Poi si é passati ai pakistani che lapidano le donne. Da li gli ho detto che dobbiamo lasciare in pace quei popoli e dare loro la possibilità di autodeterminarsi. Da li i lavoratori sfruttati della Nike, ecc. Persone che viaggiano molto, vedono diverse culture, diverse storie poi non capiscono un *** di come funziona la società. Perché l’individuo sta al centro, le genti si mischiano, ecc.Ma in un mondo di genti mischiate se noi viaggiamo in realtà sarà come viaggiare sempre nello stesso posto. E gli individui saranno tutti così uguali che parlare diventerà come pensare fra noi stessi. Della politica non gliene frega un *** . Non conta dicono. A lui gli ho detto io l’ultima proposta di legge di Varoufakis. Lei fa video girando il mondo, prendendo due soldi di qua e di la. E li spende tutti viggiando. Lui non so che lavoro fa. Ma a 36 anni se esci la sera a bere é perché non guadagni abbastanza. Quando provo a dirgli che i nostri genitori alla nostra età guadagnavano più di noi il discorso si blocca. La politica, l’economia, non contano un *** . Siamo tutti cittadini del mondo. Dobbiamo avere rispetto gli uni degli altri e tutte le cose andranno bene. Il mondo cambierà. Elites neoliberiste brindate. Un esercito di schiavi consapevoli della loro libertà vi sta dinnanzi. La spagnola me la sono giocata. E ci stava. Ma non riesco a fare si con la testa. ---- La cultura di oggi è più o meno questa: #i# "siamo tutti cittadini del mondo, le popolazioni si devono mischiare e poi c'è solo l'individuo che è il centro del mondo, ma un mondo appunto tutto mischiato in cui dovunque vai incontro lo stesso miscuglio di gente E' un bene che si dissolvano la famiglia, la nazione, il sindacato, la religione, la razza e ogni altra cosa che identifica una collettività. Siamo tutti individui del mondo. C'è l'individuo e l'umanità, con niente altro in mezzo. Ok, con l'eccezione di alcune minoranze discriminate o minacciate come i gay, i migranti, gli zingari, gli ebrei.... Per il 90% della popolazione però che non appartiene a minoranze protette ci sei tu da solo come individuo nel mondo..."#/i# Peccato che questa sia la realtà solo per alcuni. La verità è che invece per le elites ci sono associzioni, club, circoli, network che fanno sì che non siano affatto singoli individui nel mondo In secondo luogo questa ideologia viene predicata solo da noi, ai cinesi, giapponesi, arabi, israeliani, indiani, nigeriani ecc... non viene in mente questa 'azzata che siamo solo individui nel mondo...

E' il Forex che governa il mondo - alberta  

  By: alberta on Mercoledì 11 Marzo 2015 14:00

E poi uno pensa che i cambi contino relativamente sull'andamento degli indici azionari... ___________________________________ Forse per qualcuno poco attento e con scarsa esperienza. Da anni stiamo assistendo ad "guerra valutaria", amichevolmente condotta dagli Stati sovrani, dalla loro Banche Centrali ed in parte sempre maggiore, dalle grandi Corporation USA e GB, finanziarie e non solo. Non è d'altro canto una novità, ora la faccenda è stata ufficializzata ed in parte concordata (Soros contro la BOE di inizio anni '90 difficilmente potrà ripetersi in quei termini). Sul campo rimangono vittime più o meno illustri, che a livello globale vengono sacrificate, come sempre successo in passato nelle guerre "tradizionali", sull' altare del "bene comune" (quale sia .... lasciamo andare). Un grafico dei principali cross valutari degli ultimi 25/30 anni, letto con un minimo di attenzione, è più istruttivo ed esplicativo rispetto alla lettura di decine di testi di economia contemporanea. In conclusione, se governi, per quanto possibile in modo concordato, gli andamenti del Forex, puoi gestire ed indirizzare il resto m,a proprio per questo, è per i trader il mercato più pericoloso e letale che esista, ora che l' effetto leva è diventato disponibile per tutti e, come si è visto clamorosamente con il Peg EUR/CHF crollato di recente, miete più vittime del colera di un secolo fa. In conclusione, puoi seguire il Forex per saper che succede e succederà sul resto dei mercati (TUTTI), ma operarci direttamente a leva è il gioco più pericoloso che esista, insieme alla roulette russa.....

"Dare un taglio" alla quantità di moneta (alla maniera Greca) - Moderatore  

  By: Moderatore on Lunedì 09 Marzo 2015 20:50

Quando si guarda indietro nella storia risulta evidente che le misure monetarie e fiscali adottate nella prima metà del '900 sono state molto più radicali di quelle degli ultimi decenni. Ma forse è solo questione di tempo.... Il 22 marzo 1922, il ministro greco delle Finanze Petros Protopapadakes propose al Parlamento Greco quello che divenne noto come il “prestito forzato greco “; un provvedimento unico nella storia della politica monetaria che fu emanato, promulgato e messo in vigore nel giro di tre giorni. In quell’epoca, la Banca nazionale Greca era una banca commerciale e centrale ibrida e aveva lei la sola autorità di emettere banconote greche ( carta moneta ) . Il provvedimento dava precise e semplici istruzioni per chi possedeva banconote – circolanti in tagli da 5 , 10 (vedi sotto) , 25 , 500 , e 1000 dracme: 1. #b# Tagliare le banconote nella metà lungo l' asse verticale#/b# ; 2. #b# Ia parte sinistra della banconota#/b# , dove c’era raffigurato il ritratto di George Stavros ( il defunto fondatore della banca ) doveva continuare ad essere utilizzata come #b#moneta a metà del valore stampato sulla banconota#/b# originale (intera); 3. #b# Ia parte destra#/b# , che recava le armi reali o la corona, doveva essere considerata come titolo provvisorio, per poi essere sostituiti#/b# da bond stampati a metà del valore della banconota originaria;#/b# #ALLEGATO_1# 4. Anche se la metà delle banconote destinate ad essere obbligazioni di stato non potevano circolare come moneta (erano previste pene pesanti per i trasgressori), i debiti - a parte quello nazionale – potevano essere pagati per metà dalle banconote e per metà dalle obbligazioni (misura provvisoria per i tre mesi successivi all’approvazione della legge). Il debito nazionale doveva essere rimborsato completamente in " moneta circolante ". Chi deteneva le “banconote a metà” aveva sei mesi di tempo per cambiarle in nuove banconote e obbligazioni. La legge fu applicata a tutte le banconote in circolazione -pari a circa 3,2 miliardi di Dracme-comprese quelle detenute dalla Banca Nazionale Greca (e quindi non "in circolazione"). Il prestito forzato e i titoli di Stato connessi ammontavano, quindi, a circa 1,6 miliardi di Dracme. Tale importo è stato immediatamente accreditato sul conto del governo alla Banca Nazionale Greca. Gli interessi delle obbligazioni maturavano al tasso annuo del 6 ½ per cento con cedole pagabili in aprile e ottobre e avevano una durata di 20 anni. Un ultimo aspetto importante del programma era che i titolari della metà con la corona, più tardi dei bonds, avevano il diritto di pegno come garanzia per la Banca Nazionale Greca in cambio di un prestito che non superava la metà del loro valore nominale. L'interesse annuo sul prestito che era del 6 per cento. Qual è stato l'impatto di questa sorpresa e quasi istantaneo calo della massa monetaria sul livello dei prezzi ? In assenza di dati sui prezzi storici dell’epoca, si può usare il tasso di cambio della dracma con il dollaro come riferimento. #ALLEGATO_2# Il taglio letterale del denaro circolante a metà sembra aver avuto un impatto stabilizzante transitorio sulla dracma a circa 4 centesimi , ma va osservato che la stabilizzazione sembra essere iniziata a Novembre dell'anno precedente, ben prima che il provvedimento fosse stato emanato. L'impatto è stato di breve durata e come si può osservare dal luglio 1922 la dracma era tornata alla linea di tendenza di svalutazione esponenziale. Dando uno sguardo più da vicino ai mesi immediatamentesuccessivi a marzo 1922, l'impatto immediato sul valore delle banconote in circolazione è chiaramente evidente . #ALLEGATO_3# Il drastico calo delle banconote non sembra aver avuto un impatto significativo sul tasso di cambio , anche se l’evidente accelerazione del tasso di crescita delle banconote a giugno è associata ad un rapido deprezzamento del tasso di cambio del mese ( visualizzato nella colonna blu ). Tuttavia, la teoria della quantità di moneta non sembra spiegare bene i dati in quanto la quantità di banconote era dell'8 percento inferiore in agosto rispetto al febbraio del 1922 , mentre il valore della dracma è sceso (Non Aumentato!) del 31 per cento nello stesso periodo. Questo episodio ci offre questioni importanti su cui riflettere per quanto riguarda le turbolenze finanziarie attuali in corso: i) Innanzitutto la linea di demarcazione tra "denaro " e " debito" o, tra " banca centrale -passività monetarie "e" debito pubblico " può diventare molto confusa e sembra importante risolvere la questione. Realmente importa se la Federal Reserve finanzia i suoi acquisti di debito del Tesoro sul mercato aperto con depositi a vista ( riserve bancarie ), term deposit a sette giorni o obbligazioni a 30 anni della banca centrale ? Sì è importante, ma non perché il primo si chiama " denaro" e gli altri due " debito ". Nel caso greco, un dato pezzo di carta è stato prima "denaro" , poi , con un colpo di forbice , è diventato un ibrido metà moneta metà obbligazione. Il Governo, impedendo che la metà bond potesse circolare come moneta, puntava a controllare la quantità di espansione monetaria causata dalla rapida spesa dei proventi dei titoli che all’epoca venivano immediatamente accreditati a suo favore dalla Banca Centrale Greca. Tuttavia gli obbligazionisti in parte elusero questo desiderio utilizzando le loro obbligazioni come collateral per prendere prestiti dalla Banca Nazionale Greca, quindi la metà con la corona passò dall’essere denaro, all’essere bond per finire collateral da cui il denaro poi risorgeva come l'araba fenice dalle casse del BNG. 2) Il confine tra le politiche fiscali e monetarie, in realtà può essere un po 'più sfocato di quanto appare sulla carta ma, ancora più importante, le banche centrali, a volte si impegnano in operazioni fiscali (o quasi fiscali) come si è visto in America con la Fed e le operazioni di finanziamento di Maiden Lane mentre il Tesoro a volte esegue operazioni monetarie (US Treasury complementary Financing Program ad esempio). Nel 2009 la Federal Reserve e il US Treasury avevano espresso l'obiettivo di ripristinare le rispettive responsabilità politiche alle loro agenzie legittime, ma l'intento intento in pratica, ad esempio per quanto riguarda i veicoli Maiden Lane e altri non è stato interamente realizzato. Nel caso greco è importante notare che la decisione di "tagliare" la quantità di monetaria non è stata presa dalla banca centrale, ma dal ministro delle Finanze e il Parlamento. Inoltre l'opzione ha fornito agli obbligazionisti la possibilità di prendere in prestito ad un tasso molto interessante da parte della banca centrale fu anche questa una politica messa in atto dal governo. Assemblando i pezzi del puzzle, #b# l'evento greco non ha rappresentato un inasprimento della politica monetaria, ma una politica fiscale espansiva!#/b# . E 'quest'ultimo che spiega il deprezzamento della dracma. In un ambiente di alta inflazione, del 25% l'anno, obbligare il pubblico a detenere per forza di colpo bonds a 20 anni a tasso fisso significa una confisca. I 1,6 miliardi di questi bonds che scadevano ed erano pagabili nel 1942 alla fine valevano quasi zero, per cui il governo aveva costretto il pubblico a scambiare 1,6 mld di cash con bonds senza valore e il governo aveva ottenuto circa 1,6 mld di potere d'acquisto 3 Nell'esaminare le politiche di bilancio delle banche centrali , è importante esaminare ciò che succede a tutte le parti mobili del bilancio, non solo a quelle più prominenti della letteratura accademica del 1960, ad esempio la "base monetaria ". Dal bilancio, di equilibrio per definizione , i cambiamenti in un elemento producono necessariamente cambiamenti in un altro. L’ Identificazione del saldo può essere fondamentale per analizzare l'impatto della politica . Infatti , fa una significativa differenza se la banca centrale emette valuta per acquisire reserve assets internazionali o per acquisire un credito nei confronti del settore pubblico che non sarà mai ripagato . Nel primo caso la banca ottiene un bene fruttifero in una moneta " dura" che serve per sostenere la locale moneta emessa . In quest'ultimo caso , la banca centrale ha sostanzialmente facilitato l'aumento del disavanzo del settore pubblico. 4) Consolidare il bilancio della banca centrale e quello del governo rifduce la confusione che impera ovunque circa le politiche monetarie non ortodosse. L'inflazione non è sempre e ovunque un fenomeno dovuto alla banca centrale. La politica fiscale è spesso la colpevole . 5) Tutta la contabilità è finzione; i numeri possono non significare ciò che sembrano , i beni possono essere illusori e le passività nascoste . da:http://stellarconsultllc.com/blog/wp-content/uploads/2013/10/Cutting-the-Money-Supply.pdf

Aumenta l'occupazione in Italia. Per gli stranieri. - Moderatore  

  By: Moderatore on Mercoledì 04 Marzo 2015 23:08

-------- bollettino Istat febbraio 2015 ---- #i# Riguardo al mercato del lavoro nel quarto trimestre 2014,...il numero degli occupati risulta cresciuto di 156.000 unità. Qui ci sono due puntualizzazioni da fare, per gli amanti della statistica. Una è più frivola, l’altra più pesante e negativa. La prima: ^L’aumento dell’occupazione riguarda sia gli italiani (+44.000 unità) sia gli stranieri (+113.000 unità)#/i##http://www.istat.it/it/archivio/151146....^ ----- Per fortuna che c'è l'immigrazione, altrimenti si rischierebbe che si offrissero più posti di lavoro agli italiani e nel caso questi siano così schizzinosi da non accettare molti di questi posti di lavoro SI SAREBBE COSTRETTI A PAGARLI DI PIU' PER CONVINCERLI AD ACCETTARE IL LAVORO. Non è vero ? Quando non si trova nessuno che vuole fare un certo lavoro, si può provare a pagarlo di più e come sistema spesso funziona

"Mi vergogno di un applauso a chi dice che gli zingari sono la feccia della società" - Moderatore  

  By: Moderatore on Mercoledì 04 Marzo 2015 19:02

#i# «Un applauso a chi dice che gli zingari sono la feccia della società è un applauso di cui io mi vergogno. Mi dispiace se le persone di questo studio si sentono offese per quello che è stato detto, possono non tornare la più. C'è un limite a tutto».#/i# ^Formigli a La7 ieri quando il suo pubblico ha applaudito un leghista che ha chiamato gli zingari "feccia della società"#http://www.dagospia.com/rubrica-2/media_e_tv/morte-diretta-buonismo-radical-chic-leghista-buonanno-attacca-95700.htm^. Supponiamo che uno dica che i#i# "camorristi sono la feccia della società"#/i# , ci sarebbe una reazione scandalizzata ? Ehi, sono delinquenti... Supponiamo che uno dica che i #i# "fascisti sono la feccia della società"#/i# , ci sarebbe una reazione scandalizzata ? ... nei film vengono descritti come tali...Gaber ad esempio aveva una famosa canzone dove li chiamava "topi di fogna" e Gaber era un signore.. Supponiamo che uno dica che i#i# "leghisti come Borghezio... sono la feccia della società"#/i# , ci sarebbe una reazione scandalizzata ? Beh... lo hanno detto con parole simili in molti in varie circostanze riguardo ai leghisti.. La definizione di "feccia della società" è un concetto in uso, ci sono circostanze in cui lo si applica e a intere categorie di persone, tra le quali si trovano poi anche personaggi di qualche abilità, laureati ecc.. ma lo stesso si accetta in qualche modo questa definizione o perlomeno la sia lascia passare. Il punto è : se questo termine esiste nel nostro linguaggio e nella nostra cultura a chi si applica ? Se non è lecito usarlo OK, lo espungiamo dal vocabolario, ma se è ancora legittimo a chi ti verrebbe in mente di applicarlo ? Nel caso dei rom/zingari no ? Camorristi, fascisti leghisti magari sì e zingari no ? Formigli probabilmente nel corso della sua vita ha avuto contatti e conosciuto persone legate alla mafia o camorra, magari in modo casuale e forse anche leghisti o neofascisti (magari quando era giovane, a scuola, all'università, tra i suoi parenti). Io ad esempio ho conosciuto qualcuno in odore di camorra, ho conosciuto dei fascisti al 100% e tanti leghisti. Ma non ho mai conosciuto o frequentato zingari e neanche Formigli e neanche nessuno che conosco e forse neanche nessuno che conosce Formigli. SE TUTTI NE STANNO SEMPRE ALLA LARGA, viene da pensare che, di fatto, quindi gli zingari corrispondano alla definizione che ha strappato una applauso al pubblico in TV. Il quale pubblico ha avuto una reazione istintiva esasperata forse dal buonismo di Formigli, Zucconi e soci, ma che in sostanza prende atto della realtà, che è che gli zingari non fanno parte della società, ne vivono al 90% al di fuori e da secoli, sono una popolazione separata dal punto vista etnico-razziale perchè non si sono mai mischiati e che non ha mai creato in nessuna parte del mondo una società che potesse funzionare, con un economia, leggi, istituzioni, acquedotti, fogne, agricoltura, energia cultura, qualcosa di autosufficiente, una "società" che sta in piedi e che nutre e scalda i suoi appartenenti. Serve a qualcosa parlarne in tono negativo ? No, sono circa mille anni sono qui in Europa e niente sembra influenzarli. Ma perchè fingere che siano parte della società e siano alla pari con gli altri, quando non è vero ? GLI ITALIANI, MOLTI ITALIANI, STANNO COMINCIANDO A PERDERE LA PAZIENZA ---- ^da dagospia#http://www.dagospia.com/rubrica-2/media_e_tv/morte-diretta-buonismo-radical-chic-leghista-buonanno-attacca-95700.htm^ ...Formigli sottolineava l'inconsistenza e la volgarità della manifestazione di Matteo Salvini in piazza del Popolo sabato a Roma, i filmati sul video-wall trasformavano il leader leghista in una caricatura tra il mostruoso e l'ignorante, Vittorio Zucconi di Repubblica rincarava la dose col sarcasmo e il solito buonismo controproducente, due studentesse diciannovenni antifasciste (?!) ripetevano a memoria la lezioncina antirazzista e democratica, persino la ormai ex fascista Flavia Perina elargiva moderate opinioni di buon senso comune, eppure... Eppure gli applausi del pubblico in studio erano per l'esponente della Lega Massimiliano Fedriga, il quale manifestava in modi peraltro particolarmente contenuti le consuete perplessità su immigrazione e integrazione. Oppure - e lì è stata una standing ovation - per la dichiarazione anti-euro (!) di Stefano Fassina, economista eretico del Pd: «O cambiano le politiche europee, oppure l'euro si schianta». Ma ad aprire un vero dramma in diretta nella sinistra, la vera piazza di Piazzapulita, è stato lo show dell'eurodeputato leghista Gianluca Buonanno, guastatore mediatico non nuovo a performance del genere. In un faccia a faccia ad alta tensione con Djana Pavlovic - serba di etnia rom, attrice e attivista politica con una candidatura nella lista per Tsipras - Buonanno, in choc adrenalinico da telecamera, a un certo punto definisce rom e zingari «feccia della società». Strappando - ecco il punto che deve far riflettere - l'applauso. Liberatorio per alcuni, scandaloso per molti. Se si accetta il fatto che la claque della trasmissione di La7 è politicamente molto orientata, allora quello che si è visto è la rappresentazione, perfetta e inaspettata, del politicamente corretto che frana in diretta televisiva. Se il piccolo schermo è una finestra sul mondo, e il talk show ne è la portineria pettegola, ieri Piazzapulita ci ha detto che il multiculturalismo è statisticamente - per quanto il 3,1% non sia altamente significativo - poco più di una favola anche per la sinistra. Una cosa alquanto antipatica, per certi ambienti. Tanto che Formigli, già stizzito da altri interventi dissonanti della sua claque, è dovuto intervenire con rabbia malcelata per prendere le distanze: «Un applauso a chi dice che gli zingari sono la feccia della società è un applauso di cui io mi vergogno. Mi dispiace se le persone di questo studio si sentono offese per quello che è stato detto, possono non tornare la più. C'è un limite a tutto». Di più. Poco dopo il conduttore tradisce un tentativo di auto-assoluzione giustificando la scelta di ospitare Gianluca Buonanno, e commenta a denti stretti: «Questi applausi sono indicativi di qualcosa che c'è nel Paese. Buonanno è qui perché riflette un pezzo di Paese che la pensa come lui». Appunto. Un pezzo molto vasto e politicamente trasversale. Per la cronaca, quando a fine trasmissione Djana Pavlovic rifiuta, comprensibilmente, di stringergli la mano, il politico leghista, per completare lo spettacolo, esce dallo studio gridando: «Avete visto? Questa è l'integrazione! Siete la feccia della società!». Portandosi via, oltre a qualche fisiologica disapprovazione, nuovi applausi del pubblico. Anche Formigli a questo punto era troppo stanco per ribattere.

Ungheria, Polonia e Croazia mostrano che puoi avere lire ed euro allo stesso tempo - Moderatore  

  By: Moderatore on Mercoledì 04 Marzo 2015 12:14

#i# Sarebbe interessante sapere, nel caso ungherese e polacco, chi si e' accollata la perdita, perche' non e' da escludere che la perdita sia stata appioppata comunque al mutuatario nel qual caso ...#/i# ---- Non occorre prendere l'aereo e andare a Varsavia per saperlo, basta cliccare in Google su "Poland, swiss mortgages" o qualcosa del genere (lo so, è quasi tutto in inglese...) e trovi ^una valanga di articoli che spiegano quello che ho detto#https://www.google.it/search?q=poland+swiss+franc+mortgages&oq=Poland%2C+swiss+mortgages&aqs=chrome.2.69i57j0l2.3089j0j4&sourceid=chrome&es_sm=0&ie=UTF-8^. Cioè che in Croazia, Ungheria, Polonia hanno avuto un problema simile a quello che avresti se torni ad usare la lira, ma mantieni i conti bancari in euro e quindi i bilanci delle banche in euro, inclusi i mutui e altri prestiti. ^"Beware Hungary’s cure for the Swiss franc mortgages hangover.."#http://www.ft.com/intl/cms/s/0/b481107a-a6e9-11e4-9c4d-00144feab7de.html#axzz3TFCr8VQs^ Ft.com, INSIDE BUSINESS January 28, 2015 4 #i# ...in Hungary, which long had the biggest foreign exchange loan hangover in central and eastern Europe, consumers faced no additional burden.... ..#b# The central bank also provided up to €9bn in liquidity, more than enough to meet banks’ hedging requirements for the conversion, to avoid pressure on the forint. ...#/i# #/b# lo devi tradurre ? #F_START# size=4 color=black face=Helvetica #F_MID#"... #b# In Ungheria i mutuatari (che avevano mutui in franchi) non hanno subito nessun aggravio... la Banca Centrale ha provvisto 9 miliardi di liquidità alle banche per le loro necessità di hedging..."#F_END##/b# Dedicato agli imbecilli che infestano il web con sarcarsmi e sberleffi sulla "moneta sovrana". Ehi, lo sapete che con il denaro si risolvono parecchi problemi ? [Si sta cercando di spiegare che #b#E' POSSIBILE TORNARE AD USARE LA LIRA SENZA CONVERTIRE TUTTO FORZOSAMENTE IN LIRE (PERCHE' CREI UNA FUGA DI CAPITALI!). I MUTUI PERO' LI DEVI CONVERTIRE...]#/b# Il problema è ovviamente che la gente si ritrova man mano degli introiti (lo stipendio) in valuta locale che si svaluta, mentre il mutuo resterebbe in valuta "estera" (franchi svizzeri per loro, euro per gli italiani). Per cui se non fai niente la gente che ha debiti verrebbe schiacciata dalla differenza che si crea tra le due valute. Se torni alla Lira, ma non converti tutti i bilanci delle banche in lire, hai cioè una situazione simile a quella attuale (su scala ridotta) in Ungheria, Polonia, Croazia ecc... dove avevano più di 60-70 mld di mutui in franchi (solo in Polonia 36 mld) e sono stati schiacciati dalla rivalutazione del franco (o svalutazione delle loro monete a seconda dei punti di vista). #F_START# size=4 color=black face=Helvetica #F_MID#Ma in questi paesi dell'Est Europa, avendo il controllo della propria moneta, lo stato può risolvere il problema, #F_END# come puoi verificare se fai lo sforzo di leggere qualcosa: 1) in Ungheria ha imposto alle banche con una legge di convertire su richiesta i mutui in valuta locale 2) poi la Banca Centrale ungherese ha "stampato moneta" e fornito alle banche la liquidità necessaria per fare l'operazione di hedging, cioè per comprare in anticipo franchi e vendere valuta locale Occorre però ri-spiegare anche il meccanismo della copertura sul cambio. Come tutti voi su questo sito sapete, visto che si suppone che fate del trading, è possibile vendere o comprare "forward" una valuta sul mercato forex. Per cui se sei una banca e sai che il 1 gennaio 2016 devi convertire in Lire 30 mld di mutui in euro ed è ovvio che la lira si svaluterà, sai cosa fai ? Vendi oggi, 2 marzo 2015, "forward" 30 mld di lire per questa scadenza di gennaio 2016. Così quando devi poi comprare le lire compensi, più o meno, la perdita. Giusto ? Non avete mai usato dei future sulle valute ? (Nota Bene: questa non è speculazione dove puoi farti male, qui sai sia la data in anticipo che la direzione del movimento della valuta, per cui fai un operazione di copertura in cambi classica e lineare. Non è mica difficile, ma una famiglia media ovviamente non è in grado e la banca al contrario può gestire con il mercato forward e futures dei cambi la sua esposizione, vedi articolo di Bloomberg sotto) In Croazia sembra facciano lo stesso. In Polonia sono incerti, per ora cercano di imporre alle banche di applicare tassi negativi sui mutui e altre misure di allentamento del peso del mutuo, ma ancora non gli impongono la conversione ^"Poland Rushes to Cut Swiss Franc Risk With Pain-Sharing Plan"#http://www.bloomberg.com/news/articles/2015-01-20/poland-seeks-measures-to-help-swiss-franc-mortgage-loan-holders^ #i# ...The lenders agreed to refrain from demanding additional collateral and extend loan maturities for clients having problems with debt repayments, Szczurek said....#/i# (per quanto riguarda Hobi si dubita ora che abbia mai lavorato in banca come dice, visto che ignora che le banche, come le grandi aziende, gestiscono la loro esposizione in cambi...)

entro una settimana la crisi della Grecia riesplode - GZ  

  By: GZ on Mercoledì 04 Marzo 2015 03:36

Entro una settimana la crisi della Grecia dovrebbe riesplodere, ci sono i sintomi, le banche greche sono crollate di nuovo e Italia e Spagna perdevano nonostante dati economici buoni. Il sostegno alle banche greche dell'ELA è esploso a 87 mld e la fuga dalle banche greche non si arresta. Se uno legge quello che sta succedendo negli ultimi giorni, ad esempio su ^"Greece eyes last central bank funds to avert IMF default"#http://www.telegraph.co.uk/finance/economics/11445627/Greece-eyes-last-central-bank-funds-to-avert-IMF-default.html^ e sugli ottimi pezzi di Yves Smith sui retroscena vede che l'accordo con Tsipras era come l'accordo tra Ukraina e Russia di dieci giorni fa (combattono come prima) E' una storia come Lehman, se ricordate i capi di Lehman pensavano che quando Paulson diceva che non li avrebbe salvati come Bear Sterns bluffava e li avrebbe salvati, ma Paulson non bluffava affatto e lasciò fallire Lehman Qui Tsipra e Varoufakis pensano che la Germania e la Troika bluffino e non lasceranno uscire la Grecia dall'Euro per cui scenderanno a patti alla fine anche se dalla loro parte forzano i termini. Ma Schauble e gli altri (specie la Spagna, Irlanda e Portogallo) non bluffano, sono disposti anche a creare il panico in Grecia e far saltare Tsipras di cui non si fidano proprio Intanto il fronte di chi vede la Grecia fuori dall'Euro si sta allargando, anche l'economista greco più serio e eletto anche lui con Tsipras, ^Costas Lapavitsas,, scrive oggi che bisogna farla finita con l'Euro#http://vocidallestero.it/2015/03/03/lapavitsas-sul-guardian-per-battere-lausterita-la-grecia-deve-liberarsi-dalleuro/^. Lapavitsas è quello più serio, Varoufakis quello più fotogenico diciamo. In Italia l'economista che sa di più sulla Grecia è ^Gennaro Zezza che ha scritto ieri su Micromega che l'unica soluzione è uscire dall'Euro#http://temi.repubblica.it/micromega-online/zezza-%E2%80%9Cla-grexit-e-una-possibilita-a-meno-che%E2%80%A6%E2%80%9D/^ e perchè una rivista del gruppo Repubblica faccia scrivere questo ce ne vuole proprio (di solito filtrano tutte le opionioni anti-euro) I greci hanno una rata del prestito all'IMF da rimborsare per venerdì e Ambrose Evans-Pritchard ad Atene oggi spiega che pensano di farsi prestare i soldi dei fondi pensione con un "repo" cioè un prestito con restituzione in 15 gg. In pratica usano i soldi dei fondi pensione per restituire 1,5 mld al FMI puntando al fatto che poi in aprile arrivino altri soldi ^Yves Smith mostra#http://www.nakedcapitalism.com/2015/03/greece-troika-eurogroup-actually-deal.html^ che la realtà è che quello che hanno firmato dieci giorni fa e che il mercato ha preso per un accordo era un memorandum scritto dalla troika e che Tsipras ha firmato, e Varoufakis è stato escluso dalla discussione, cioè gli impegni del governo greco sono stati scritti a Bruxelles e non come si leggeva i greci li hanno inviati a Bruxelles E' come Lehman... Tsipras pensa che gli altri bluffino e in ogni caso è costretta a forzare e non rispettare il memorandum perchè ha avuto un voto interno e il 44% dell'assemblea ha votato contro l'accordo e perchè obiettivamente deve poter spendere almeno 10 mld di euro in più per non perdere la faccia Gli altri però sono molto rigidi, specie i paesi piccoli, la Spagna, il Portogallo e la Germania e anche Renzi sotto sotto, perchè politicamente non vogliono che Tsipras possa rompere l'austerità visto che è la loro linea e fronteggiano opposizioni simili a Tsipras o anti-euro tout court. Intanto Dal 2012 in poi troika e l'elite europea eurista non ha più sbagliato delle mosse, ma adesso è probabile che facciano un passo falso con Tsipras

in Danimarca ti pagano se accetti un fido dalla banca ora - Moderatore  

  By: Moderatore on Lunedì 02 Marzo 2015 23:28

In Danimarca la banca ti paga lei qualcosa di interesse se accetti un fido per aprire un attività. Questo articolo del NY Times di oggi ha scelto (comprensibilmente) come esempio questa signora che ha aperto un sito di terapia del sesso e ^ha ricevuto un prestito dalla banca ad un tasso negativo, cioè la banca la paga#http://www.nytimes.com/2015/02/28/business/dealbook/in-europe-bond-yields-and-interest-rates-go-through-the-looking-glass.html?ref=dealbook&_r=1^ (-0,5%) per accettare i soldi in prestito. Non lo fanno però solo alle bionde che si buttano nel business della terapia sessuale, ma a tutti ora per cui dal punto di vista finanziario è un poco sensazionale e la TV danese l'ha intervistata (anche la TV comunque, dovendo scegliere un imprenditrice rappresentativa di questo fenomeno finanziario, ha pensato bene di mettere la signora Eva...) #ALLEGATO_1# In Europa ci sono oggi quasi 2 mila miliardi di titoli di stato che trattano o vengono emessi a tassi di interesse negativi, per cui chi compra questi bonds in teoria farebbe meglio a prendere delle banconote da 500 euro e 1,000 franchi e metterle in cassetta di sicurezza. Un noto gestore ha detto ieri che se si comincia a interdire l'uso di questi tagli di banconote vuole dire che le autorità si aspettano che i tassi di interesse diventeranno ancora più negativi. Ci sono dozzine di articoli ora sul tema in giro e in pratica ti raccontano come gli stati e le corporations che sono ritenute sicure in Europa vengono pagate per accettare soldi a prestito. Come dice questo direttore di JP Morgan è la prima volta che accade nella storia dell'umanità: “This is obviously a once-in-a-lifetime and once-in-history phenomenon,” said Heather L. Loomis, a managing director at JPMorgan Private Bank, who specializes in bonds, “and it is hard to make sense of it.”

Varoufakis ha paura di uscire dall'Euro perchè non capisce le banche - GZ  

  By: GZ on Lunedì 02 Marzo 2015 00:58

^"Varoufakis spiega gli enormi costi dell’uscita dall’euro"#http://keynesblog.com/2015/02/27/varoufakis-spiega-gli-enormi-costi-delluscita-dall-euro-noeuro/#comment-38877^ Keynesblog il 27 febbraio 2015 #i# (keynesblog) Nel 2011, rispondendo ad una proposta di Warren Mosler e Philip Pilkington, l’attuale Ministro delle Finanze greco Yanis Varoufakis spiegava perché la rottura dell’eurozona sarebbe un disastro e perché le proposte di Mosler e Pilkington sarebbero una mossa della disperazione. #b# Secondo Mosler e Pilkington, basterebbe ridenominare le tasse e i pagamenti dello stato nella nuova valuta, lasciando invece i depositi e i mutui in euro#/b# . Varoufakis smonta in modo garbato (come si usa fare tra colleghi, infilando qua e là qualche frase di circostanza) ma deciso tale idea, e soprattutto mette in guardia sui costi sociali ed economici che avrebbe l’uscita unilaterale dall’euro. Riportiamo qui alcuni passaggi significativi con un nostro commento: #F_START# size=3 color=blue face=Helvetica #F_MID# (Varoufakis) … Le banche rimarranno a corto di liquidità e non saranno mantenute attive dalla BCE. Il che significa che l’unico modo in cui l’Irlanda o la Grecia o chiunque adotti questo piano possono mantenere le proprie banche attive è che esse siano ricapitalizzate nella nuova valuta nazionale da parte della Banca Centrale. Ma questo significa che i depositi nei conti bancari, di fatto, saranno convertiti dall’euro nella nuova valuta; annullando così la misura benefica dell’assenza di conversioni obbligatorie dei depositi bancari nella nuova valuta….#F_END# (keynesblog) Ovviamente è così e negarlo vuol dire non rendersi conto o ignorare volutamente l’ovvietà che un sistema bancario deve usare prevalentemente la valuta in cui sono denominate le riserve emesse dalla sua banca centrale (altrimenti si è di fronte ad una “eurizzazione” di fatto). A ciò va aggiunto, come abbiamo spiegato qui e qui, che lasciare sia i depositi e i prestiti in euro significa far fallire le famiglie e le imprese indebitate, mentre lasciare solo i depositi in euro significa far fallire le banche. La partita doppia, banalmente.#/i# Ovviamente NON è così nel sistema finanziario moderno. Quello che dice Varoufakis è naive, non sa di cosa parla il nostro uomo ad Atene e sembra che anche a Keynesblog non abbiamo chiaro che le banche SONO SEMPRE GARANTITE DALLO STATO, NON SONO AZIENDE NORMALI, OPERANO QUASI SENZA CAPITALE PER CUI VANNO IN CRISI DI CONTINUO E TUTTI GLI STATI STAMPANO MONETA PERIODICAMENTE PER RIMETTERLE IN PIEDI. (lettura consigliata per mettersi in pari velocemente: ^"The Bankers’ New Clothes" Anat Admati e Martin Hellwig#http://bankersnewclothes.com/^) 'azz, ma non avete visto che la crisi globale è stata dovuta al fatto che metà delle banche occidentali erano praticamente fallite nel 2009 e senza che nessuno fosse uscito dall'euro eh..#b# .#F_START# size=4 color=black face=Helvetica #F_MID#Se torni alla Lira sai cosa dovrai fare ? stamperai Lire per rimettere in piedi le banche che soffrano perdite, è una manovra di contabilità tra la Banca Centrale e le Banche e il resto dell'economia non se ne accorge più di tanto, come gli americani e inglesi hanno stampato dollari e sterline per rimetterle in sesto nel 2009, i giapponesi hanno stampato yen negli anni '90, i cinesi hanno stampato yuan ogni volta che le hanno dovuto ricapitalizzare#F_END##/b# .... Sai cosa hanno fatto tutti ? Hanno stampato yen, yuan, dollari, sterline e hanno comprato attività incagliate delle banche mettendole a carico del bilancio della Banca Centrale...Hanno usato il QE per questo. L'Italia farà lo stesso, che problema c'è ? #/i# (OK, a essere esatti questa manovra farà svalutare la lira più di quello che dice Bagnai che questi problemini pratici li ignora beatamente, ma a parte quello ?)#/i# Ragazzi, #b# la partita doppia#/b# ce l'ha anche un Srl che gestisce una birreria, ma le banche sono bestie diverse, perchè innanzitutto creano il 96% del denaro che circola (come debito) e poi perchè operano praticamente senza capitale (fino a poco fa in media 3-5% capitale e 95-97% debito). Di conseguenza, quando rimangono "senza capitale" glielo rimette lo stato, utilizzando tre o quattro modi indiretti che la gente non capisce (tra i quali c'è anche il QE, yes...). Nessuno stato moderno lascia che le banche falliscano (che sarebbe la definizione di mangiarsi il capitale) e automaticamente stampa moneta e le rimette in sesto. E' la prassi. MA NON OCCORRE TOCCARE I DEPOSITI DEI CLIENTI E NON SUCCEDE PRATICAMENTE MAI (ok, a Cipro, ma lì volevano fregare i russi che avevano parecchi soldi nelle banche cipriote...e appunto Cipro stato l'eccezione...). Ogni volta che le banche sono nei guai, e succede periodicamente in tutto il mondo da quando si è deregolamentato il sistema finanziario negli anni '80, gli stati sono costretti periodicamente a "stampare moneta", sostanzialmente per ricapitalizzarle. In alcuni casi fanno anche pagare qualcosa direttamente ai contribuenti, ma in genere stampano moneta e "ripuliscono" i bilanci delle banche. Questo è la norma e succede di continuo, ci sono state qualcosa come ^trenta crisi bancarie da metà anni '70 nel mondo#http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_banking_crises^, tutte risolte prevalentemente con "stampa di moneta". Persino la Svezia a inizio anni '90. E l'unica conseguenza è che in genere questo indebolisce il cambio, ma se guardi neanche troppo. #i# (alert! sto semplificando e sintetizzando un discorso molto grosso, a voler essere esatti nei paesi in cui si era accumulato molto debito estero, in dollari ad esempio, come nella crisi asiatica del '97 e quelle sudamericane pre-1994 e in Argentina ci sono stati anche problemi di default...Ma nessuno ha avuto il sistema bancario paralizzato per mancanza di soldi alla fine e i depositanti hanno sofferto solo in caso di conversione forzosa, da dollari a pesos come in Argentina....Qui però si sta parlando della soluzione di Mosler DI EVITARE LA CONVERSIONE FORZOSA. Fatto questo inciso si prega di continuare fino alla fine perchè il filo del discorso è quello che importa e se si complica troppo poi lo si perde e si lascia la gente confusa, come fanno quasi tutti in Italia...)#/i# La Cina ad esempio è la quarta volta adesso che ricapitalizza in modo silenzioso le sue banche e non lo fa aumentando le tasse, stampa moneta e gli compra il debito marcio... gli USA e la Gran Bretagna lo hanno fatto per migliaia di miliardi nel 2009 (il primo "QE" non è stato rivolto a comprare titoli di stato eh... nel 2009 hanno stampato dollari e sterline per ricomprare le perdite delle banche sotto forma di ABS e altri derivati di mutui tossici... La Germania stessa ha avuto perdite di 700 mld nel 2009 con WestLB e altre banche, ma mica ha aumentato di 700 mld le tasse… L’Irlanda ha avuto perdite superiori al PIL o quasi nel 2009-2011 a causa delle sue banche. Ma nessuno ha toccato i depositi. E tra parentesi l'aumento del debito pubblico in eurozona dal 2009 ad oggi è stato dovuto largamente alle perdite delle banche e però adesso se noti con il QE si stampa moneta e lo si ricompra... Varoufakis non sembra capire come funzionano i meccanismi bancari e monetari quando parla di uscita dall'Euro. Ma andiamo con ordine perchè le banche sono il cuore del problema e il bau bau che viene sempre agitato per far paralizzare dalla paura la gente (le banche !... saranno fallite!"... i bancomat spenti!...") Innanzitutto, #b# se passi alla Lira (o dracma), ma NON CONVERTI FORZOSAMENTE i depositi da Euro a Lire, come suggerisce Mosler#/b# , devi però imporre alle banche di convertire su richiesta del cliente i mutui e debiti da Euro a Lire, altrimenti famiglie e imprese ne possono venire schiacciate (giusto ? uno riceve stipendio in lire ora, ma ha il mutuo in euro...). Questo stesso problema lo hanno avuto (su scala ridotta) in Ungheria, Polonia e altri paesi dell’Est con i mutui in franchi (ci sono notizie fresche questo mese dalla Polonia se vuoi controllare). Bene, la soluzione che hanno applicato è stata appunto #b# lo Stato imponeva alle banche di coprire il rischio di cambio dei clienti, cioè se il cliente lo chiede gli convertivano il mutuo in zloty o fiorini dai franchi#/b#. Questo causa perdite alle banche, yes. Nel caso dell'Italia e della Grecia si imporrà che convertano in lire o dracme. Le banche però sono in grado di farlo, come anche le multinazionali molto meglio di una famiglia o di una piccola azienda perchè hanno gli strumenti per coprire il rischio di cambio. Dato infatti che le banche sapranno che il giorno X si comincerà ad usare lire da parte dello Stato e questo farà anche una legge per la quale i clienti possono chiedere di convertire mld di mutui e crediti da Euro in Lire, le banche prenderanno in anticipo posizioni di copertura ("hedge", "short"…), cioè venderanno short Lire sul forex. In questo modo quando gli toccherà comprare lire e poi girarle ai clienti convertendo i loro euro, compenseranno in buona parte la perdita. Questo Varoufakis sembra che non lo sappia… #b# Le banche (e le multinazionali) non sono come le famiglie, operano sui cambi#/b# e coprono l'esposizione in cambi quando sanno la direzione e la tempistica (come sarebbe in questo caso di ritorno alla lira). Se quindi le banche italiane sanno che il 1 gennaio 2016 lo stato inizia a pagare e incassare in lire e ha intenzione di imporre per legge il diritto dei clienti di avere la conversione 1 a 1 di euro in lire, bene... le banche faranno delle stime e venderanno short miliardi di lire corrispondenti ai loro mutui per coprirsi dalle perdite di una certa svalutazione della lira. Se però queste politiche di copertura del cambio non sono sufficienti (come è probabile che sia perchè sono importi enormi e non è una scienza quella dell'"hedge"), le banche italiane o greche avranno perdite, non come quelle che immagina Varoufakis, ma forse tali che ridurrano il loro capitale sotto la soglia minima legale. E allora devi ricapitalizzarle. Sicuro. Qui arriviamo a quello che dice Varoufakis, che se passi alla lira gradualmente come suggerisce Mosler senza convertire i depositi in euro, avendo la banca delle perdite #b##i# :”…i depositi nei conti bancari, di fatto, saranno convertiti dall’euro…”#/b# #/i# Ma perchè Yannis ? Una volta che sei toranto di nuovo ad essere un Stato come tutti gli altri e non sei più soggetto ai vincoli della UE, ricapitalizzi le banche come vuoi, con le lire o le dracme, senza toccare i depositi, perchè NON C’ENTRA LA RICAPITALIZZAZIONE CON LE PASSIVITA’ cioè i depositi, come sembra dire Varoufakis. Nel bilancio di una banca a destra ci sono le passività, composte dai depositi dei clienti, da bonds e altri debiti bancari vari e poi ci sono i mezzi propri (il “capitale” o equity). Le passività tipicamente sono il 95% e il capitale il 5% (e solo ora stanno alzando le percentuali, ma in realtà anche con Basilea III resta molto bassa, ^leggi sempre Admati e Hellwig#http://bankersnewclothes.com/^). Se devi allora “ricapitalizzarle” perchè le perdite hanno fatto sparire il capitale o mezzi propri hai diverse opzioni NESSUNA DELLE QUALI RICHIEDE CHE TOCCHI I DEPOSITI: a) nazionalizzare brutalmente, metterci qualche miliardo di capitale da parte dello Stato, azzerare azionisti e creditori della banca e poi dopo qualche anno, quando tutto si è calmato, torni a privatizzare. Una volta che sono statali come si sa si fa quello che si vuole. Ok, questo è un metodo un poco comunista che è passato in disuso, ma in passato lo si è fatto e funziona. b) crei una “bad bank” in cui scarichi tutte le perdite, come ad esempio stanno pensando Renzi e Padoan ora dove però la banca originale resta in piedi e salvi anche con soldi pubblici i creditori della banca (la soluzione USA e UK del 2009 per intenderci) e dove poi con un bel QE la Banca Centrale appunto compra tutte le perdite e le tiene lei (e se le cose migliorano le rivende, se non migliorano fa finta di niente e le attività comprate risiedono per decenni nel suo bilancio, vedi Cile, Messico, Brasile, Cina, Thailandia....leggere Peter Stella ad esempio a riguardo) c) dividere in “good bank” e” bad bank” spostando nella seconda i crediti incagliati o tossici o le perdite da conversione in lire, togliendole però la licenza bancaria e trasformandola in un veicolo finanziario morto che deve "digerire" questi attivi incagliati nel corso del tempo. Questo è il metodo asiatico, la Cina fa sempre più o meno così. Nella prima, “good bank”, crei una banca nuova di zezcca in pratica, vi sposti la parte buona dell’attivo e i depositi. Con questo sistema, hai spazzato via i creditori "secured" e "unsecured", cioè i detentori di bonds della banca e altri crediti verso la banca…). ^Questa è la soluzione migliore tra parentesi#http://blogs.ft.com/maverecon/2009/03/dont-touch-the-unsecured-creditors-clobber-the-tax-payer-instead/#axzz3StYlOC4C^), ma anche se gli esperti tipo Wilem Buiter la suggeriscono i politici, comprati dalla lobby finanziaria, non la vogliono mai applicare. Perchè costa alle istituzioni finanziarie e non ai contribuenti... #b# #F_START# size=4 color=black face=Helvetica #F_MID#In tutte queste opzioni di ricapitalizzazione NON OCCORRE TOCCARE I DEPOSITI DEI CLIENTI. Stamperai moneta sostanzialmente, quello che fanno tutti. La Cina è la quarta volta adesso che ricapitalizza in modo silenzioso le sue banche, USA e UK lo hanno fatto per migliaia di miliardi nel 2009. La Germania stessa ha avuto perdite di 700 mld nel 2009 a causa delle sue banche… L’Irlanda ha avuto perdite superiori al PIL o quasi nel 2009-2011 a causa delle sue banche. Ma nessuno ha toccato i depositi.#F_END# #/b# Si ha tanta simpatia e solidarietà con Varoufakis e tutti quelli che sono contro l'austerità, ma qui con le buone intenzioni non si va lontano. Purtroppo si tratta di trappole finanziarie e di cortine fumogene che confondo la gente e fanno sì che rimanga intrappolata. Nota 1 Per i più esigenti: ovviamente #b# esiste una differenza tra Grecia e Italia#/b# a riguardo, noi abbiamo banche che sono ora strapiene di depositi e in cui se gli porti 100mila euro e non gli compri polizze o prodotti strutturati quasi ti mandano via e i greci hanno perso ormai un terzo dei loro depositi scappati all'estero (Target2 della Germania in gennaio è esploso a causa dei greci..). Di conseguenza, nel caso della Grecia non è così semplice come la faccio qui sopra, per sintetizzare il nocciolo del discorso. Avendo la Grecia lasciato uscire una quantità enorme di depositi ha problemi seri, ma li ha ADESSO. Quando Varoufakis scriveva l'articolo citato da Keynesblog criticando Mosler era nel 2011 e allora era diverso, i soldi non erano ancora (quasi) usciti dalle banche greche Nota 2 Nel caso di #b# ritorno alla lira "secco" come viene predicato, per ora, da Lega, Meloni, Grillo, Borghi, Bagnai, Rinaldi#/b# e così via, il problema delle banche è molto più serio. Perchè appunto avresti una mega fuga di capitali, anzi la madre di tutte le fughe di capitali e qui però si parla di "depositi" (si confondono i due termini nel linguaggio, "depositi" e "capitale"). Se escono 1,000 mld di depositi dalle banche italiane hai un enorme problema. Come in Grecia oggi appunto. Ma questo non va confuso invece con il problema della ricapitalizzazione che riguarda i mezzi propri della banca. Il motivo per cui qui si propone l'uscita dall'Euro graduale, emettendo prima crediti fiscali, poi facendo incassare e pagare in lire da parte dello stato MA SENZA MAI CONVERTIRE PER FORZA I CONTI BANCARI è questo. Perchè la fuga dei depositanti ti mette in crisi. Per ora però Lega, Meloni, Grillo, Borghi, Bagnai, Rinaldi nella foga della polemica non vogliono ammettere il problema e fanno quindi una campagna debole e destinata alla sconfitta. Perchè Lega, Meloni, Grillo, Borghi, Bagnai, Rinaldi ecc.. dicono alla gente che gli convertiranno a forza i conti in euro in lire. E la gente, giustamente, appena avrà anche solo sentore che possano vincere porterà i suoi soldi all'estero, come hanno fatto i greci. #b# #F_START# size=5 color=black face=Helvetica #F_MID#L'unica uscita dall'Euro che funzionerà è un uscita graduale, implementata a tappe, senza mai convertire per decretogli Euro che gli italiani hanno in banca#F_END# #/b#. Altrimenti scappano via con i soldi (e lo fanno con molto anticipo) (per adesso la predichiamo in due o tre, ma bisogna dare tempo al tempo....) ------- Nota 3 Quando si parla del funzionamento delle banche hai da una parte Mosler che ha lavorato in banche da Bankers Trust negli anni ’70 in giù per 30 anni, una sua banca (piccola) in Florida l’ha venduta due anni fa con profitto dopo averla comprata nel 2009 e ed è stato il più grosso compratore di BTP nel 1994-1997 forse al mondo… e dall’altra il Varoufakis, un accademico specializzato in qualcosa di astratto (game theory) che come campo di studio suo si è occupato molto di economia monetaria, banche e mercati finanziari senza contare che non ha nessuna esperienza pratica. I ministri delle Finanze andrebbero affittati dall'estero, come si fa con i calciatori.

Le spread, i mercati e Tsipras dimostrano che sul lato finanziario si è fatto il possibile. Il problema siete allora voi - GZ  

  By: GZ on Mercoledì 25 Febbraio 2015 13:20

Dopo due anni in cui ho speso una quantità assurda di tempo a leggere cosa si dice di economia in Italia mi sono reso conto (sono lento di comprendonio, deve essere il segno zodiacale del toro), che l'ostacolo principale non sono tanto i politici quanto gli esperti di economia e finanza, l'85% dei quali mostra un maligno compiacimento nello spiegare che sul lato finanziario non c'è niente da fare. Anche #b# Tsipras#/b# lo dimostra! Una volta avuta la responsabilità del bilancio della Grecia, non vedete che ha fatto un inversione a U e ora cerca di rispettare i parametri finanziari dell'eurozona e il surplus di bilancio ? #F_START# size=4 color=black face=Helvetica #F_MID#Le spread scese quasi a zero, i mercati che sono saliti e il fatto che c'è pure il QE e lo stesso l'economia non decolla prova che il vero problema sta altrove, il problema siete voi#/b#, i milioni di italiani e greci che (ancora) lavorano #F_END# (e non come esperti finanziari ed economisti). La moneta e i conti dello stato non sono il problema, tocca a voi invece diventare più efficienti, producendo meglio, innovando, non sprecando e rubando sugli appalti, dovete studiare all'estero, non cercare raccomandazioni, non accontentarsi del posto pubblico, aprire l'azienda di famiglia, fondere e trasformare in spa le popolari, mettere i tassisti in concorrenza con uber, dare flessibilità con il job act ecc.. #b#Sul lato delle banche, del debito, degli interessi e dell'euro invece E' GIA STATO FATTO IL POSSIBILE DALLA BCE, UE E GOVERNI#/b# e noi che sappiano di finanza ed economia, (anche se nel 96% dei casi non abbiamo avuto alcun sentore della crisi del 2008, ma questa è acqua passata e siamo rimasti gli esperti), vi diciamo...: #i# "TOGLIETEVI DALLA TESTA CHE CI SIA UNA SOLUZIONE SUL LATO FINANZIARIO#/b#. La situazione del debito, degli interessi, del credito, dell'Euro, del bilancio pubblico vuoto per cui lo stato per deve fare l'austerità #b# è UN RIFLESSO dell'economia reale#/b#, se sprecate e non lavorate abbastanza e bene poi è chiaro che mancano i soldi! Non incaponitevi con la storia che sia colpa dell'Euro o della BCE... Noi siamo esperti economici e finanziari e vi diciamo che sul nostro lato, con il QE, i fondi salvastati, gli stress test delle banche è il resto è stato fatto ora il possibile. Sì, ci sono stati errori in passato, ma guardate come vanno bene i mercati finanziari, questo prova che la parte finanziaria è stato sistemata. Voi che siete dall'altro lato dell'economia reale state a lamentarvi delle tasse soffocanti, dell'euro, delle banche perchè NON CAPITE che alla fine i debiti si pagano sempre anche quelli pubblici. #b# Sulle banche, sul debito, sul bilancio pubblico cosa c'è ancora da fare, non vedete che le "spread" sono ormai a zero e tutti i mercati sono saliti ?#/b# Non capite che #b#le banche non prestano perchè non trovano gente a cui vale la pena prestare, lo stato tassa alla morte perchè non ha soldi in cassa, l'euro per fortuna che almeno ci protegge i risparmi, i tassi di interesse sono anche troppo bassi#/b#,... che cosa c'entra "la moneta", che è solo un riflesso dell'economia reale, piuttosto datevi voi una mossa a lavorare se ne volete avere di più (ve lo diciamo noi che siamo impiegati o consulenti di grandi fondi e banche...). Siete voi, i milioni di lavoratori pubblici e privati, i funzionari, manager, imprenditori, lavoratori autonomi, forestali, impiegati pubblici, insegnanti, taxisti, farmacisit e così via che avete dei difetti, non siete competitivi, non siete abbastanza efficienti e all'altezza, ma il meccanismo della moneta e del debito è stato sisemato ora grazie al lavoro delle Banche Centrali come si vede dai mercati. Ora non resta che lavorare di più e meglio, essere meno nepotisti, corrotti, faciloni, assomigliare di più ai tedeschi e ai coreani e poi anche i soldi arrivano....#/i# E nel caso dei greci questo discorso degli esperti viene portato al quadrato. Questo è il messaggio che viene non solo da Monti, Padoan, Draghi, Yoram Gugteld, Davide Serra, ma dagli Zingales, Allesina, Boldrin/NoiseFromAmerika, MilanoFinanza, Sole24ore, Manasse, Scacciavillani,... giù fino alla maggioranza dei blog di economia. Ad esempio uno dei cretini più insidiosi in questo campo è Mario Seminerio, un analista finanziario che grazie alla costanza con cui sforna 3-4 pezzi ogni giorno con tono saccente trovi citato da tante parti. Ad esempio, ^sul Financial Times questa settimana scrivono che occorre creare più moneta#http://www.ft.com/intl/cms/s/0/175f6634-b2d3-11e4-a058-00144feab7de.html?siteedition=intl^, tramite una moneta parallela, esattamente come qui si spiega da due anni. Ed ecco subito Seminerio che fa sfoggio di sarcasmo su argomenti di cui non capisce letteralmente niente ----- ^"Vado pazzo per le Grexit ben riuscite"#http://phastidio.net/2015/02/16/vado-pazzo-per-le-grexit-ben-riuscite/^, Feb 16, 2015 Mario Seminerio, Phastidio #i# Questa settimana, l’editoriale di Wolfgang Münchau sul Financial Times si dedica a suggerire alla Grecia come abbattere l’austero euro-regime. Ma non, come ci si attenderebbe, uscendo dalla moneta unica, bensì con una astuta manovra sul filo della presunta legalità europea. Ne esce un piano che sarebbe piaciuto molto a John Hannibal Smith dell’A-Team, quello del “vado pazzo per i piani ben riusciti”. Münchau, il più antitedesco dei tedeschi, argomenta che, poiché la Grexit è l’opzione più estrema e rischiosa per Atene, serve un piano B. Che viene identificato nella creazione di “pagherò” (IOU, come li chiamano gli anglosassoni), secondo le indicazioni degli economisti statunitensi Robert Parenteau e John Cochrane. Secondo il primo, questi pagherò dovrebbero assumere la forma di “tax anticipation notes“, quindi titoli di credito garantiti dai futuri flussi di imposte, utilizzati negli stati Usa che ricorrono ad esse per finanziare il deficit in attesa che la congiuntura migliori. La proposta di Cochrane è più generica, e prevede di creare moneta per via elettronica per pagare pensioni ed altri trasferimenti, quindi come mezzo di scambio.#/i# #F_START# size=3 color=black face=Helvetica #F_MID# No. Cochrane, il top esperto di finanza forse oggi in America, non è "generico". Seminerio ^non ha voluto fare la fatica di leggere cosa dice e riporta male#http://johnhcochrane.blogspot.it/2015/02/beware-of-greeks-bearing-bonds.html^ quello che riporta malamente Munchau. Se lo leggeva in inglese vedeva che scriveva: a) che la Grecia deve fare default restando nell'euro e b)#b# emettere degli zero coupon bond ad un anno CHE ACCETTA PER PAGARE LE TASSE, perchè "nel mondo moderno i bonds fungono da moneta" e non occorre "stampare moneta" se vuoi emettere moneta.#/b# Questo però è un concetto troppo difficile da capire per chi si limita a leggere i giornali e commentarli come il Seminerio, che omette praticamente quello che conta nel meccanismo proposto da Cochrane e non capisce la nozione base di finanza sottostante ^("in modern financial markets, a country doesn't even need the right to print money in order to, well, print money! Bonds are money these days..."#http://johnhcochrane.blogspot.it/2015/02/beware-of-greeks-bearing-bonds.html^) #F_END# #i# (Mario Seminerio) Secondo Münchau, con una simile levata d’ingegno sarebbe possibile per la Grecia fare default senza dover essere espulsa dall’Eurozona né dalla Ue, per “mancanza di mezzi legali” a farlo. Ma non è fantastico, tutto ciò? Purtroppo per l’astuto Münchau, e per il paese che tentasse questa operazione, le cose finirebbero assai male, e pure molto in fretta. Intanto, vediamo le tecnicalità. Da cosa sarebbero “garantiti” i nuovi pagherò? Nella versione Parenteau, come detto, dal futuro flusso di imposte. Il che, per un paese come la Grecia che, il mese precedente le elezioni, ha visto un mini-crollo del gettito, non pare promettere benissimo. #/i# #F_START# size=3 color=black face=Helvetica #F_MID# #b# "la tecnicalità" è che se lo stato emette crediti fiscali ci paghi le tasse. Fino a quando non capisci questo fai solo dei bla bla bla... #/b# In questo modo una parte delle tasse non le paghi con gli Euro , ma con questi zero coupon ad un anno emessi dallo Stato greco, per cui cosa c'entra che il mese prima della vittoria di Syriza la gente abbia ritardato i pagamenti di tasse, tipo l'IMU ? I cittadini devono pagarle poi comunque ora, ma lo Stato potrebbe alleggerirle accettando crediti fiscali che lui stesso emette e considera nel suo bilancio equivalenti a pagamenti in euro. #F_END# #i# (Mario Seminerio) La versione-Cochrane, invece, è proprio purissima fiat money, e come tale immaginiamo avrebbe l’immediato stigma (e sanzione) della illegalità.#/i# #F_START# size=3 color=black face=Helvetica #F_MID# Ehi..."fiat money" è anche l'euro, il dollaro e lo yen. I quali sono tutti basati sul fatto che ci paghi le tasse, non sono convertibili in oro o altre valute ad un tasso fisso. Sono tutti "fiat purissimi" allo stesso modo. L'unico valore intrinseco glielo da la "conversione" in tasse. Le monete moderne tutte sono solo numeri "convertibili in tasse", cioè lo stato le accetta "alla pari" quando paghi le tasse, quando paghi 1,000 dollari o 1,000 euro o 1,000 yen di tasse puoi usare un bonifico da 1,000 dollari, euro o yen. A parte questo sono tutte "fiat purissime" ! Quello che dice invece Cochrane è che lo Stato greco ne emetta anche lui, senza rinunciare all'euro e #b# specifica che emettere bond e non moneta legale non è vietato formalmente dai trattati UE, rispondendo nei commenti anche Scacciavillani che subito gli dice "è illegale!". In realtà entri in una zona ambigua dell'Euro#/b#, perchè i trattati UE vietano il finanziamento monetario della Banca Centrale al governo e l'emettere moneta legale (banconote) e lo stesso il QE di Draghi forse viola il primo divieto, come sostiene la maggioranza dei tedeschi. Sicuramente lo violavano le promissory notes dell'Irlanda, poi convertite in bonds e comprate quatta quatta dalla Banca Centrale irlandese come ammettono ora che ormai è stato fatto anche gli irlandesi (^vedi Karl Wheelan che insegna a Dublino ad esempio#http://karlwhelan.com/blog/?p=739^). Per cui anche quando esiste un divieto formale nei trattati UE si è trovato il modo di scavalcarli, giusto ? Nel caso allora dell'emissione di zero coupon bonds da parte di uno stato membro che li accetti per pagare le tasse, si apre una questione legale di sicuro perchè non è un caso previsto nei trattati. Ci potranno quindi essere ricorsi alle corti europeee e quant'altro, ma intanto la Grecia o l'Italia lo implementano e poi si vedrà cosa diranno dopo i ricorsi legali del caso alla fine le corti di giustizia... Non bisogna esagerare nell'essere gli unici coglioni della UE. Tutti hanno violato e violano tuttora i limiti del 3% del deficit giusto ? (Spagna, Portogallo, Francia...). Con il QE hanno appena violato il divieto di finanziamento monetario...e le promissory notes Irlandesi... dai che uno stato non può fare emettere bonds e accettarli per le tasse... #F_END# #i#(Mario Seminerio) Ma soprattutto, per quanto detto, per quale motivo la popolazione dovrebbe accettare un mezzo di pagamento garantito praticamente dal nulla? #/i# #F_START# size=3 color=black face=Helvetica #F_MID# Perchè se devi pagare 1,000 euro di IMU greca ad esempio invece di fare un bonifico dal tuo conto in euro gli consegni un credito fiscale da 1,000 euro che lo stato ti ha dato, o come rimborso fiscale o come pagamento di qualcosa. Lo stato accetta sia 1,000 euro sia uno zero coupon dal valore facciale di 1,000 euro che ha emesso e #b#solo un cretino darebbe subito via il secondo per 500 o 400 euro al primo che passa invece di usarlo per pagarci i 1,000 euro di tasse#/b# . Chiaro che se però uno fa finta di non aver letto che E' ACCETTATO PER PAGARE LE TASSE poi può scrivere tutti gli sberleffi che vuole... #F_END# #i#(Mario Seminerio) Verosimilmente, i greci correrebbero ad incettare euro (cosa che sta peraltro già avvenendo), considerati riserva di valore. La “nuova moneta-pagherò” si svaluterebbe immediatamente, e diciamo che questo potrebbe anche essere l’obiettivo di riequilibrare i fondamentali del paese..#/i# #F_START# size=3 color=black face=Helvetica #F_MID# Come ^spiegato da Munchau in un dibattito online ieri con Hugo Dixon che lo criticava, questi crediti fiscali sarebbero un #b#"medium of exchange"#http://www.chaniapost.eu/?p=17407^, non riserva di valore#/b#. Servono a far circolare soldi nell'economia tramite il meccanismo delle tasse che sono dovute, chiaro che non sono qualcosa che metti via per tuo nipote o per la pensione. Ma il denaro ha come primo scopo essere un "mezzo di scambio" no ? #F_END# #i# (Seminerio) Peccato che, a quel punto, il sistema bancario greco finirebbe annientato dalle corse agli sportelli, a prelevare euro “veri”#/i# #F_START# size=3 color=black face=Helvetica #F_MID# Questo uno lo dice se non ha letto cosa dicono Parenteau e Cochrane ma solo il pezzo giornalistico e se uno ignora che esiste il l'arbitraggio. Se tu ricevi 1,000 di zero coupon e corri in banca a cambiarli in euro, la banca, come chiunque altro sul mercato, te li accetta non per 1,000 ma per ad esempio 800 euro. Ma anche la banca deve pagare tasse o ha clienti a cui rivenderli che devono pagare tasse e quindi lei o altri devono pagare 1,000 euro di tasse per cui compreranno volentieri uno strumento che costa 800 euro con cui possono pagare 1,000 euro di tasse. #b# Se però la "quotazione" di questo strumento scende troppo, ad esempio a 700 euro in tanti si buttano a comprarli, magari facendosi prestare i soldi in banca (!), perchè poi ci guadagnano, magari rivendendoli per 800 euro di più il giorno prima in cui l'Irap o IMU sono dovute a gente che deve pagare 1,000 euro. Questo si chiama "arbitraggio" e funziona quando esiste un ancora al valore dello strumento, che in questo caso (repetita iuvant) è IL FATTO CHE LO STATO LO ACCETTA ALLA PARI PER LE TASSE. #/b#Non facciamo finta di non aver sentito eh... si basa tutto su questo concetto.#F_END# #i# (Mario Seminerio) Ah, e non scordate che, sempre a quel punto, la Bce avrebbe già tagliato l’autorizzazione alla banca centrale greca a stampare euro nell’ambito della Emergency Liquidity Assistance (ELA), essendone venuti meno i presupposti. A dirla tutta, i presupposti sarebbero venuti meno anche ora, visto che le banche greche sono insolventi (Yanis Varoufakis dixit). Quindi fischio finale, controlli sui capitali e creazione di una nuova moneta nazionale.#/i# #F_START# size=3 color=black face=Helvetica #F_MID# Lasciamo perdere il fatto che i trattati UE dicono che l'ELA è responsabilità delle Banche Centrali nazionali e non della BCE e queste creano moneta e la prestano alle loro banche per proprio conto per cui potrebbero ignorare la direttiva della BCE. (L'unica vera minaccia è tagliare fuori dal sistema di pagamenti transnazionale Target2 perchè lì la BCE ha il controllo diretto...) Come spiegato ^nell'articolo di Cochrane di cui ho parlato diffusamente#http://www.monetazione.it/blog/defaultEconomia.php?topicGroupID=1&idr=123579459#123579459^ e che il nostro non ha letto, l'emissione di questi zero coupon bond accettati per pagare le tasse #b# è un addizione agli euro che già esistono. Se prima in Grecia c'erano ad esempio 200 mld di euro nei conti bancari ora ce ne saranno 200 mld + 30 mld di questi crediti fiscali#/b#. I quali si svaluteranno, sicuro! Ci mancherebbe! In media forse un 20% o forse varranno anche un 30% in meno degli euro, ma probabilmente non un -50% in meno come succederebbe se passi alla dracma abolendo l'Euro in Grecia. Sai perchè testa di legno ? PERCHE' LO STATO LI ACCETTA PER LE TASSE COME SE FOSSERO EURO E L'EURO RESTA MONETA LEGALE per cui ai fini delle tasse esiste una "conversione in Euro" alla pari. Di conseguenza, #/b# essendo una moneta addizionale, con un valore che fluttua rispetto all'euro ma che non è carta straccia (devo ripetere per la decima volta perchè?), questa moneta può essere usata anche per ricapitalizzare le banche. Come ogni altra moneta al mondo. Anche la dracma la usavano per questo, valeva meno del marco o del franco, ma in Grecia la usavano eh? #b#. Proviamo di nuovo: prima c'erano solo Euro in Grecia e ce ne sono troppo pochi. Ora aggiungi agli euro esistenti altra moneta, che fluttua in valore, ma è ancorata alle tasse e che come ogni altra moneta viene usata... #/b# #F_END# #i# (Mario Seminerio) Cosa resta del geniale e “legale” piano di Münchau? Nulla, o forse un fumo denso e acre. Quello della Grexit. Perché il problema è ormai questo: il mondo è pieno di genietti e guru che ci raccontano come fare per risolvere ogni problema senza dolore, soprattutto quelli dell’Eurozona. Alcuni sono più tranquilli e riflessivi, altri decisamente più esagitati e napoleonici, a volte borderline. E’ il trionfo del controfattuale più avvincente, un vero e proprio contest di fiction. Peccato che si tratti -appunto- di controfattuali, e che le interpretazioni storico-analogiche lascino il tempo che trovano. Ma sono dettagli. Se anche Münchau si è ridotto così, significa che questa eurocrisi ha logorato davvero tutti, incluse le menti migliori.#/i# #F_START# size=3 color=black face=Helvetica #F_MID# Il meccanismo suggerito per la Grecia non viene dal giornalista finanziario Munchau, ma da Parenteau e Cochrane. Si da il caso che Cochrane, pur essendo neo-liberista, conservatore e pro-austerità nell'insieme, non è un cretino come Seminerio anzi è diciamo qualcosa come l'erede di Milton Friedman per intenderci, #b# il top accademico quando si parla di bonds, debito, moneta e banche. E spiega da sempre che per restare nell'Euro paesi come la Grecia e l'Italia devono dare un default sul debito pubblico#/b# . Sarebbe bello che fossero tutti efficienti come la Germania, ma non essendolo ne segue logicamente che il loro debito deve essere soggetto a default se vuoi che l'Euro funzioni. Chiaro che così le banche, fondi e speculatori che comprano debito della periferia dell'eurozona la prendono nei denti, ma Cochrane dice che "ehi.. è il capitalismo" (vero) bellezza. Chi specula sul debito o presta alla 'azzo può e deve perdere soldi ogni tanto. Lo ha spiegato in articoli, paper e sul suo blog ed è ovvio, ma #b# gli imbecilli nostrani invece fanno finta di non capire o veramente non leggono e non capiscono, per cui strillano che vogliono l'Euro ma guai al Default, perchè si devono sempre "proteggere i risparmi", a costo di distruggere l'economia. #/b# Di conseguenza, nel caso della Grecia, hai John Cochrane che scrive che forse alla fine il meno peggio potrebbe essere rimanere nell'euro, dare un default e stamparsi una moneta parallela all'euro sotto forma di emissione di zero coupon bond (per aggirare i trattati) accettati per pagare le tasse. Una soluzione simile ha avanzato dal 2012 il nostro Warren Mosler, a cui Parenteau fa riferimento e con cui discute. Venendo all'Italia, noi siamo in una situazione dieci volte migliore di quella dei poveri greci data la tassazione da noi già oltre il limite e che quindi si può tagliare, i soldi tutti in Italia e non scappati all'estero, le banche talmente piene che ormai rifiutano i depositi, un export dieci volte quello greco.. Di conseguenza, da noi questa soluzione alla crisi funzionerebbe molto meglio, anzi funzionerebbe di sicuro (in quanto aumentare la quantita di moneta funziona sempre...vedi ad es. Willem H. Buiter,^The Simple Analytics of Helicopter Money: Why It Works – Always#http://www.economics-ejournal.org/economics/discussionpapers/2014-24^ oppure gli articoli di Biagio Bossone) Esiste un altro problema importante: dato che che si tratterebbe di una manovra unilaterale da parte dello stato greco o italiano, a mio avviso, alla fine porterebbe alla disintegrazione dell'euro (cosa che Cochrane, Munchau e Parenteau non credono invece). In ogni caso avverrebbe in modo graduale, a tappe (prima emetti moneta parallela...) e senza farsi troppi danni, come avverrebbe con una conversione forzosa degli euro in lire o dracme. Ma per i nostri "top blogger" di economia che passano il tempo a commentare i giornali, #i# "il mondo è pieno di genietti e guru che ci raccontano come fare per risolvere ogni problema senza dolore" #/i# Per ulteriori approfondimenti vedi ^ Unraveling the Mysteries of Money^#http://faculty.chicagobooth.edu/john.cochrane/research/papers/52-59_MorningstarConversation.pdf^ sempre di Cochrane. Qui non si sta nemmeno citando la MMT, si fa riferimento alla teoria monetaria a Chicago, che arriva a conclusioni simili, ovvero : a) il fondamento del denaro sono le tasse e b) il denaro alla fine consiste oggi in debito pubblico a breve termine. Per cui se emetti del debito pubblico a breve, anche senza interessi ma che viene accettato per pagare le tasse hai di fatto stampato moneta #F_END#

la Grecia dovrà creare una moneta parallela tramite crediti fiscali ? - Moderatore  

  By: Moderatore on Mercoledì 18 Febbraio 2015 12:40

Wolfgang Munchau sul ^Financial Times scrive#http://www.ft.com/intl/cms/s/0/175f6634-b2d3-11e4-a058-00144feab7de.html#axzz3RwlV9fBE^ che la Grecia sarà quasi certamente costretta ad adottare una moneta complementare all’euro, un idea analoga a quella proposta nel libro con Cattaneo (tramite l'emissione di crediti fiscali) e cita l'articolo che avevo appena citato qui sopra a supporto Munchau si è ispirato ^al pezzo di John Cochrane del 6 febbraio#http://johnhcochrane.blogspot.it/2015/02/beware-of-greeks-bearing-bonds.html#more^ apparso sul suo blog dove sono intervenuto anche io e anche Scacciavillani e come avevo spiegato una settimana fa Cochrane diceva che la Grecia non aveva bisogno di tornare alla dracma per stampare moneta, basta emettere bond zero coupon scadenza un anno che accetti per pagare le tasse (vedi: ^"Il Top Economista Monetario di Chicago: Creare una Moneta Parallela"#http://www.monetazione.it/blog/defaultEconomia.php?topicGroupID=1&idr=123579459#123579459^ 01:24 08/02/15 ) John Cochrane è grande amico di Zingales a Chicago (e anche di Boldrin e degli altri di NoisefromAmerika), è quello che ha scritto il libro di finanza che tutti insegnano per cui se lo dice pure lui (neo-liberista, pro-euro e pro-austerità) che la Grecia lo potrebbe fare bisogna pensare che non è solo un idea di blogger abruzzesi seguaci di Auriti o di seguaci di Barnard. La proposta di creare una moneta parallela all'euro tramite emissione di crediti fiscali è stata rilanciata in un ^manifesto apparso su Micromega di Luciano Gallino, Biagio Bossone, Marco Cattaneo, Enrico Grazzini, Guido Ortona, Stefano Sylos Labini#http://monetafiscale.it/^. Io non l'ho firmato perchè non sono riuscito a convincerli che non è vero che questa moneta parallela tratterà alla pari con l'Euro, che non si svaluterà insomma (anche se nell'ultima versione cominciano ad ammetterlo...) Questo è infatti impossibile e fare sembrare che tratterebbe alla pari con l'Euro ti toglie credibilità anche perchè questo è poi il punto cruciale di tutta la faccenda. Se fosse possibile insomma per l'Italia o addirittura la Grecia emettere una moneta parallela all'euro e questo fosse convertibile in euro alla pari, senza svalutarsi, sarebbe il miracolo della moltiplicazione dei pani e dei pesci. Per definizione, creare più moneta fa sì che questa in qualche modo un poco si svaluti, quanto si può discutere, ma è ovvio. Se poi questa moneta addizionale è creata da un singolo stato che non ha una storia in termini di inflazione e svalutazione brillante come l'Italia o addirittura un poco disastrosa come la Grecia, non si può veramente scrivere che questa moneta parallela tratterà alla pari con gli Euro dietro i quali c'è la Germania e il nord-europa. Ad esempio, Munchau è stato subito attaccato e ^deriso da Hugo Dixon sul Financial Times#http://www.ft.com/intl/cms/s/0/4403c8be-b2cf-11e4-a058-00144feab7de.html?siteedition=intl#axzz3S0eHKBGe^ il giorno dopo..il quale ha chiamato questa moneta parallela in Grecia "Mickey Mouse money" come dire che non varrebbe niente Munchau però come si è detto citava John Cochrane che non è un blogger abruzzese, ma il top esperto di finanza a Chicago e anche poi il lavoro di uno della MMT, Rob Parenteau che ha dato questa ^presentazione ad Atene l'anno scorso#https://www.youtube.com/watch?v=teecd8mqXLU&list=PLGGYihhM4K22falJRKxXW2TSmexiiN4kS&index=8^ con gente di Tsipras che lavora con il governo greco sembra Qui su uno dei siti americani di economia più diffusi ^il pezzo di ieri di Rob Parenteau#http://www.nakedcapitalism.com/2015/02/robert-parenteau-get-tan-yanis-timely-alternative-financing-instrument-greece.html^, dove ho discusso con Parenteau chiedendogli perchè propone invece dei bond perpetui e non invece a 1 o 2 anni e perchè assume che non si svalutino, come invece scrive il John Cochrane, come mi ha risposto Nick Rowe quando glielo ho chiesto e anche Warren Mosler quando ne ho discusso per email l'altro mese. Da una parte hai quelli come Hugo Dixon che deridono dicendo che è "Mickey Mouse money" o Sergio Cesaratto che li chiama "patacones" cioè tu crei crediti fiscali in parallelo all'euro e si svalutano come le dracme o le lire, dall'altra hai Rob Parenteau e anche Marco Cattaneo che dicono che invece mantengono la parità con l'Euro perchè lo stato li valuta alla pari con gli Euro per pagare le tasse. A mio avviso, realisticamente, sarà una via di mezzo e c'è molta incertezza, ma non c'è il minimo dubbio che ci sarà un "tasso di cambio fluttuante" tra crediti fiscali o zero coupon bond fiscali ed Euro. Dei crediti fiscali differiti di uno o due anni, strutturati quindi in pratica come bond zero coupon accettati per pagare le tasse, non si svaluteranno come le dracme e lire perchè appunto il governo li accetta alla pari, ma non puoi scrivere che emetti una moneta in grecia basata solo sulle tasse che incassa il governo greco e che la gente la scambierà alla pari con l'Euro. Ci sarà uno sconto significativo in ogni caso e se poi l'emissione di questa moneta parallela in Grecia (o Italia) creerà, come è certo, uno scontro al livello della UE tale che la BCE ti escluderà dall'ELA si crea anche un aspettativa che si possa tornare alla valuta nazionale. E quindi lo sconto può aumentare e avvicinarsi a quello delle Lire o Dracme. Perchè hai un mano qualcosa che una scadenza di uno o due anni e in quel lasso di tempo cominci a temere che possa saltare l'Euro. Va aggiunto che non sarebbe in realtà vero che se un paese come l'Italia emette una moneta sotto forma appunto di bonds zero coupon "fiscali" e viene esclusa dall'ELA come ritorsione, poi deve tornare alla Lira. Perchè spetta solo alla Banca Centrale in Italia o in Grecia operare l'ELA cioè fornire liquidità "di emergenza" alle proprie banche e queste possono anche ignorare una direttiva della BCE. Da un punto di vista contabile e legale Bankitalia e la Banca di Grecia possono fornire a tazzo quasi zero quanti miliardi vogliono alle proprie banche insomma. La BCE può scrivere loro che non va bene e non è d'accordo, ma non può materialmente impedirlo Solo se la BCE le esclude da Target2 può mettere veramente i bastoni tra le ruote. Cioè solo se la BCE non fornisce più riserve alle Banche Centrali nazionali, in caso di flussi di pagamenti in uscita maggiori di quelli in entrata nei loro paesi, rendendo impossibile dei pagamenti diretti tra banche greche e tedesche ad esempio. Questa sarebbe però una mossa così estrema e provocatoria da parte della BCE che si prenderebbero la responsabilità loro di far saltare tutta l'impalcatura dell'Euro, equivarebbe a interrompere l'uso dell'Euro di fatto in uno stato membro. ---- Giovanni Zibordi February 16, 2015 at 2:12 pm we have been proposing this kind of mechanism in Italy, with help and inspiration from Warren Mosler, there are two books written in 2014 and 2013 (in Italian though) see in English on Roubini’s site: http://www.economonitor.com/blog/2014/07/which-options-for-mr-renzi-to-revive-italy-and-save-the-euro/ see Bill Mitchell talking about it http://bilbo.economicoutlook.net/blog/?p=29092&cpage=1#comment-35853 http://www.lavoce.info/archives/30225/ricetta-per-eurozona-piu-pil-senza-nuovo-debito/ I run it by Nick Rowe getting an positive nod http://worthwhile.typepad.com/worthwhile_canadian_initi/2014/07/when-is-helicopter-money-optimal.html and by the way even John Cocrhane wrote last week about it — Now, 1) I would think though that it would be a bond or tax credit being exchanged at a floating exchange rate to the Euro, less so than the Lira or Dracma but it has got to devalue somehow 2) it works better, in Italy at least, to cut taxes in a massive way, to workers and firms and also taxes on energy this way it duplicates a devalutation and does not send the current account in the red too much 3) it should be coupled with a provision to issue BTP or Greek bonds in the same way, “tax backed” as in previous works by Mosler and Pilkington 4) the Italian governement should nationalize a bank at least to make sure it can buy them if needed (this in Greece is tougher though now ) The fact that is in practice a parallel currency and at a floating exchange rate means though that it would be the first step toward the dissolution of the Euro. But this is OK, provided is gradual By the way Alternative fur Deutschland is also in this direction http://www.alternativefuer.de/programm-hintergrund/fragen-und-antworten/questions-answers-qa/ ----------- Rob Parenteau February 16, 2015 at 2:55 pm Giovanni: Yes I am familiar with the Bossone et al proposal. There are many others who have proposed similar ideas (Veblen institute, Trond Andresen, Thomas Mayer). I tried to craft mine in such a way that increases the odds a country can recover a greater degree of fiscal discretion without immediately getting called offsides, legally or otherwise. The TAN approach is complementary with Mosler Bonds, except 1) Mosler bonds still need to find a buyer, TANs do not, and TANs pierce the illusion that bonds “finance” fiscal deficits, which would be a good thing to do once and for all, and 2) Mosler bonds still require future interest payments (as well as principal repayments, though public debt usually gets rolled over/refinanced) which could increase fiscal expenditures in the future, especially if interest rates spike, and hence lead to relatively nonproductive fiscal deficits in the future (since bond owning households often tend to be net savers). On your proposal, I am very opposed to the floating exchange rate idea, as you immediately and blatantly violate Article 128 of the Lisbon Treaty, and you make it very hard to get citizens to adopt your instrument, since its exchange value is uncertain. I do hear you on tax cuts as a way to improve competitiveness without an explicit currency depreciation (which as we know is impossible for nations in the eurozone) but I suspect this is a big non-starter for Greece, where tax fairness and compliance is already a major issue, and I would rather be sure that tax cuts not end up being saved by the private sector, and instead use fiscal expenditures to create income flows (through ELR) or improve competitiveness through R&D, infrastructure, and other government capital expenditures. Best, Rob ---- Giovanni Zibordi February 16, 2015 at 6:07 pm Rob, we read your work here in Italy me and my colleague Marco Cattaneo, who got the idea also from Hjialmar Schacht’s Mefo bonds experience and by the way we found months ago that a former socialist economist and top official, Giorgio Ruffolo also had just written a book about solving the crisi using a scheme inspired by Schacht’s Mefo scheme. (Hjalmar Schacht’s biografy is called “The Magic of Money”, 1967, where did you find your sources about him ? there is actually so little about it…). Anyway, unfortunately we operate in a language other than English (mostly), but we have written a lot of stuff here with Biagio Bossone, Stefano Sylos Labini, Enrico Grazzini and as I say we are in touch with Mosler and the MMT guys in Italy. Let us leave aside for now the Mosler-Pilkington tax backed bonds, that are a way to prevent a speculative attack to Italian or Greek bonds such as the one in 2011 and let us concentrate on tax credits, structured as perpetual bonds as you suggest or as two year zero coupon bonds as we did. When we wrote our book last year we thought like you do that there would have been almost no discount betwenn these “fiscal bonds” and Euros, since people can use to settle tax liabilities all around the year. Then I got into Nick Rowe blog and got “….If people do use them as a medium of exchange, then it is as if the individual EU countries can print their own money, at a floating exchange rate. Then they might work…”. I tought about it, discussed also with Warren and I think there is no way to avoid that they would end up as something with a floating exchange rate. Just think if, say, Belgium, France, Spain, Italy and Greece all issue them on their own because the scheme is successful and the Germans cannot stop it. Will the greek “fiscal bonds” trade at par with the belgium ones ? Ok, if it is only a very small issue, like 1% of GDP maybe. Nut for instance here Italy we write about at least 100 billions per year to make a difference and I think also in Greece you have to talk something like at least 5% of GDP numbers, like 10 billions upward. In that case there is no way that Italy or Greece reflate the economy trough “money printing/helicopter money” (call it as you like) and that additional money does no create expectations of a possibile Euro break up. And then those “zero coupon fiscal bonds” will trade below par, maybe also 20 or 30% below par to the euro reflecting the overall expectations of markets and people about how the EU, BCE, Troika and world markets will react. I am a currency and bond trader by the way, not an economist even though I spent 5 years in a graduate school some time ago and I cannot see how the market and the public itself in Greece and Italy will not think about the uncertainty that such a move will create. You know, Greece that prints billions of its money, Italy that prints tens of billions of its own money. Sure, it will additional and in “parallel” to the Euro, but it will be additonal money created in contrast with the ECB and the EU and in the case of Greece staying in the Euro will create a current account deficit and some inflation. How can those bonds trade at par with the Euro ? If I understand correctly you chose a perpetual bond and not a 1-2 year bond (have you seen the John Cochrane post about it ? http://johnhcochrane.blogspot.it/2015/02/beware-of-greeks-bearing-bonds.html) because you want to design something that works in the Euro, that does not create expectations of a break up. But how will it work with perpetual bonds it their issue in size by Greece will destabilize somehow the Greek financial system which is already weakend by the loss of 1/4 of its deposits ? I would think is more realistic to use 1-2 year zero coupon bonds (tax credits….) and have more flexibility in case the situation evolves quickly toward an Euro exit. And also is more realistic to think that depending on expectations and the like they can trade at a significant discount to the Euro. This Plan has to work also if these tax credits trade at a discount to the Euro, and also if things go toward the Euro dissolution… Rob Parenteau February 16, 2015 at 6:41 pm Giovanni: I have spent some time trying to understand Schacht and track down good descriptions of what he was up to, and honestly, I have yet to find anything adequate, though Bill Mitchell’s concise depiction of Mefo bills comes closest. I am going to respectfully disagree with your assessment with Warren that there would be a variable exchange rate between say Greek TANs and Spanish TANs. If there is a “market maker”, here the government, which has nearly unlimited buying power, here the ability to tax, and the ability to determine what can be received as taxes, then from my perspective, there is no reason why each government issuing TANs cannot maintain it 1TAN = 1 euro “fixed exchange rate”, and so 1 Greek TAN = 1 Spain TAN. But I do not see much basis for any such trades anyway: Spanish citizens will not be likely to have Greek tax liabilities, right? So why would Spaniards even think about placing a bid for Greek TANs? Now you may be right, that capital and deposit flight would ensue with the issuance of TANs…but as you point out that is already happening, and it does not change the fact there is still a “market maker” with nearly unlimited buying power (the power to tax) to ensure the 1TAN = 1 euro “exchange rate”. In addition, I would invite you to study the example of “bonos de cancelacion de deuda” which circulated from 1984-2003 in the provinces of Argentina. Or check out the history of the worgl in Austria in the Great Depression. When people are desperate to earn money, when businesses are struggling to survive, they can be open to all kinds of innovations. There is plenty of uncertainty in Greece. Arguably, after today’s negotiation break down, and Friday ultimatum by the Troika, there is even uncertainty about the ECB pulling the ELA plug on Greek banks, and the possible necessity of a Greek exit from the euro. My hunch is a Syriza committed to a plausible full employment fiscal stance, with a financing instrument to execute that stance, will profoundly reduce uncertainty in Greece. But I could be wrong about this. I chose to fashion this as a perpetual bond because a) perpetual bonds are not treated as debt, so they do not add to the government debt to GDP ratio as I understand it, b) the principal of perpetual bonds never needs to be repaid, reducing the future financing obligations of the government, c) perpetual bonds are treated as Tier 1 capital by banks, and if there is need to recapitalize the banking system, TANs might conceivably come in handy. In any case, if the eurozone is going to dissolve, it will make little difference if the bonds are 1-2 year or perpetual, right? All that will matter is whether they were issued under Greek law or not, so they can be redenominated and serviced in the new Greek currency post euro break up. Grateful for your comments Giovanni, especially your perspective as a bond and currency trader in the region. I know Warren has seen my proposals, and had proposed Mosler Bonds, which are complementary to TANs, but as I understand it, he now dismisses these intermediate steps like your proposal and mine, and argues that Greece should just exit. I believe Ed Harrison had a very good interview with Warren today on RT, and I unfortunately do not know how to find it, but I suspect Warren said something similar today during the interview, and I know Ed was going to ask him directly about the TAN proposal. Best, Rob

Lo stato italiano si è assunto i crediti verso la Grecia delle banche degli altri paesi - GZ  

  By: GZ on Lunedì 16 Febbraio 2015 15:14

#i# (riscritto)#/i# ^la raccolta dei fondi comuni e banche tocca nuovi record, i massimi dal 1999#http://www.lastampa.it/2015/01/27/economia/fondi-raccolta-ai-massimi-dal-Qx0BBbrsydrGaKYL3pN0EK/pagina.html^, la borsa italiana sovraperforma ora le altre ed è in corso persino un boom dei mutui, +34% dall'anno scorso, per cui queste sono considerazioni superflue, comunque... #b# #F_START# size=2 color=black face=Helvetica #F_MID#"l’esposizione delle banche italiane verso la Grecia nel 2010 era di 1,9 mld. Oggi l’esposizione dello Stato italiano è di 40 mld.." (Vincenzo Visco, l'ex ministro delle Finanze)#/b# #i# (^da Repubblica#http://clericetti.blogautore.repubblica.it/2015/02/10/quanto-ci-e-costato-salvare-le-banche-tedesche/^: “Quando è esplosa la crisi della Grecia l’esposizione delle banche italiane verso quel paese ammontava a circa 1,9 miliardi. Oggi l’esposizione dello Stato italiano verso Atene è di 40 miliardi. Anche per la Spagna, con cifre un po’ diverse, è andata nello stesso modo”. Vincenzo Visco, ex ministro delle Finanze, non potrebbe essere più esplicito. La crisi Greca è stata gestita in modo da trasferire i crediti delle grandi banche soprattutto tedesce e francesi dai loro bilanci a quelli degli Stati, tutti gli altri Stati dell’Eurozona. I cittadini tedeschi sono convinti che, come contribuenti, sia stato loro accollato il peso del salvataggio dei Greci pigri e corrotti. In realtà sono stati chiamati a salvare le loro banche che avevano incautamente ecceduto con i prestiti. Ma almeno erano le loro banche: che cosa dovrebbero dire i cittadini italiani, che sono stati pesantemente coinvolti nonostante che i prestiti delle nostre banche alla Grecia fossero poca cosa?#F_END# )#/i# Raccontiamo la storia. Quando è stato annunciato che la Grecia voleva entrare nell'Euro il debito privato, di famiglie e imprese nel paese era di 50 mld. Dal 1998-2000 al 2009-2010 è esploso di cinque volte, fino a 250 miliardi. #ALLEGATO_1# Ne hanno beneficiato nei primi anni quasi tutti in Grecia, ad esempio nel 2008 all'aereporto di Atene i taxi erano tutti delle Mercedes gialle (comprate a debito). Ma i ricchi greci e i politici e loro amici in particolare hanno proprio rubato miliardi a man salva e li hanno ora portati tutti all'estero, come la famiglia dell'ex primo ministro Papandreu a cui ^hanno trovato questa settimana nella lista Falciani 500 milioni in svizzera in un conto cifrato intestato alla madre#http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/socialisti-reali-madre-papandreou-ex-premier-greco-aveva-500-94220.htm^ Le banche francesi, belghe, tedesche, olandesi e così via di questi 250 mld di credito privato la maggioranza lo erogavano loro e guadagnavano in media 15-20 miliardi l'anno di interessi e commissioni varie sul debito. Calcolando a spanne, possono aver incassato un 60-70 miliardi cumulativamente negli anni dell'euro, solo con il debito privato greco. Poi hanno guadagnato anche su quello pubblico. Tieni presente che il PIL greco è arrivato ai 200-250 mld l'anno in quegli anni (per poi ridursi ora mi sembra sui 180) per avere un idea. Se riesci a creare un 400-450 mld di debito e questo costa più della media (perchè i greci nonostante l'euro hanno sempre pagato di più della media e il debito privato più di quello pubblico) fai dei bei soldi. Il capolavoro però è stato nel 2011-2012 quando il costo del debito pubblico greco è esploso dal 4 al 20-25% medio e qui hai avuto due belle annate sul debito greco... Sì perchè poi tutto è finito bene, per le banche. Nel 2011 ci si accorge infatti che sia lo stato che i privati in grecia non possono pagare un debito totale sui 450 miliardi, i tassi greci vanno dal 5% al 25%, la Troika interviene e assume i crediti delle banche su di se.... per cui queste si tengono i profitti che hanno fatto creando questa montagna di debito in Grecia e tasferiscono il peso del debito che hanno creato sugli Stati. #F_START# size=4 color=black face=Helvetica #F_MID#Il colmo però è l'Italia, le cui banche NON hanno prestato quasi niente in Grecia, ma essendo governata da personaggi per i quali è difficile anche trovare delle parole si è assunta lo stesso 40 mld di debito greco, che era stato creato da banche di altri paesi#F_END# #b# #F_START# size=2 color=black face=Helvetica #F_MID#"Nota "macroeconomica".#/b# L'Euro ha portato alla Grecia un periodo di boom, dovuto ad un esplosione dell'indebitamento privato (famiglie e imprese), di quello pubblico (deficit pubblici record) e ovviamente come somma dei due dell'indebitamento verso l'estero. Questo perchè l'Euro ha messo fine al periodo di alta inflazione in Grecia, con connessa sistematica svalutazione della dracma. #ALLEGATO_2# (dal grafico sembra che l'inflazione sia calata prima dell'euro, ma come in tutti i paesi europei la Grecia ha annunciato anni prima che voleva entrare nell'euro e ha adottato politiche consonee ricevendo quindi flussi di capitale speculativo IN ANTICIPO dell'entrata effettiva nell'Euro) E' vero quindi che grazie all'euro l'inflazione greca è diventata quasi come quella del resto d'europa e che prima era invece "sudamericana". Ma abbattere l'inflazione è la condizione per far aumentare l'indebitamento. Avendo abbattuto l'inflazione l'indebitamento totale in Grecia è salito da circa 150 mld pre-euro a circa 550 miliardi oggi. E ora che la Grecia è sommersa sotto una montagna di debito sia privato che pubblico l'inflazione è il -2%, quindi il peso dell'enorme debito greco aumenta di circa 20 mld l'anno automaticamente solo perchè il valore dell'euro "cash" in grecia aumenta del 2% l'anno. Ai vecchi tempi nessuno avrebbe mai creato tutto questo credito perchè temeva l'inflazione e la svalutazione che erodevano continuamente il debito. Il meccanismo dell'Euro è fatto di due ingredienti: il controllo della moneta tolto agli stati e l'obbligo per questi di indebitarsi che effettivamente comprime l'inflazione e la liberalizzazione finanziaria che consente alle banche di creare tonnellate di credito per il consumo, per gli immobili e per la speculazione e manipolazione finanziaria. All'inizio l'effetto sembra ed è benefico perchè di colpo tutti ricevono soldi a prestito e le istituzioni che creano questo credito guadagnano molto, ma partecipano di un boom generale e nessuno ci fa caso. Poi arriva il crac, si agita lo spettro del default e le istituzioni europee e il FMI arrivano a salvare le banche che si ritirano con i loro utili dal campo e lasciano il paese incatenato ai debiti e con inflazione negativa il che fa lievitare automaticamente il peso del debito... #F_END#

Charles de Gaulle: "qui prônent l'intégration ont une cervelle de colibri" - Moderatore  

  By: Moderatore on Lunedì 16 Febbraio 2015 01:37

Charles de Gaulle (rapporté par Alain Peyrefitte) / Le 5 mars 1959 #F_START# size=3 color=black face=Helvetica #F_MID#"C'est très bien qu'il y ait des Français jaunes, des Français noirs, des Français bruns. Ils montrent que la France est ouverte à toutes les races et qu'elle a une vocation universelle. Mais à condition qu'ils restent une petite minorité. Sinon, la France ne serait plus la France. Nous sommes quand même avant tout un peuple européen de race blanche, de culture grecque et latine et de religion chrétienne. Qu'on ne se raconte pas d'histoire! Les musulmans, vous êtes allés les voir? Vous les avez regardés avec leurs turbans et leurs djellabas? Vous voyez bien que ce ne sont pas des Français. #b# Ceux qui prônent l'intégration ont une cervelle de colibri, même s'ils sont très savants."#/b# Essayez d'intégrer de l'huile et du vinaigre. Agitez la bouteille. Au bout d'un moment, ils se sépareront de nouveau. #b# Les Arabes sont des Arabes, les Français sont des Français#/b# . Vous croyez que le corps français peut absorber dix millions de musulmans, qui demain seront vingt millions et après-demain quarante? Si nous faisions l'intégration, si tous les Arabes et les Berbères d'Algérie étaient considérés comme Français, comment les empêcherez-vous de venir s'installer en métropole, alors que le niveau de vie y est tellement plus élevé? Mon village ne s'appellerait plus Colombey-les-Deux-Églises, mais Colombey-les-Deux-Mosquées. »#F_END# in riferimento alla ^demenza dei "savants" amerikani nostrani#http://noisefromamerika.org/articolo/qual-numero-ottimale-immigrati#comment-103588^ che "ont une cervelle de colibri..." come diceva DeGaulle (i professori di economia italiani con l'Amerika in testa che scimmiottano quello che oggi passa per liberismo o liberalismo di importazione) giulio zanella •11/2/2015 - 22:36 come discusso in dettaglio molte volte su questo blog, gli studi empirici hanno ripetutamente indicato che l'affermazione provoca l'aumento dei reati (la grande maggioranza dei detenuti è costituita da immigrati) e' falsa. L'immigrazione non causa il crimine, ne' in Italia ne' altrove. La grande maggioranza dei detenuti e' costituita da giovani maschi con bassa istruzione e basso reddito (prima di finire in carcere). Si da' il caso che gli immigrati siano sproporzionatamente sovrarappresentati in questo gruppo, da cui una correlazione positiva che non e' evidenza di causazione (non "provoca"). Naturalmente si possono e si debbono stabilire condizioni e imporre la legalita' a chi arriva (cosi' come a chi nasce a Napoli, o a Pistoia, o a Treviso). Il punto del post di Cochrane e' proprio questo, mostrare come da una prospettiva liberale (la sua poi, da Chicago, e' dalle nostre parti bollata come turboliberista) non si puo' non trovare osceno l'atteggiamento xenofobo a anti-immigrazione di molti europei, e di troppi italiani in particolare. Chi ha orecchie intenda. E la tenda, per me, la puo' piantare dove gli pare se rispetta il regolamento condominiale: Boldrin •12/2/2015 - 05:58 Ma che l'immigrante che tipicamente arriva in un paese con seleziona avversa come l'Italia delinqua piu' del cittadino italiano non e' da escludersi. E se uno e' un piccolo borghese terrorizzato dal diverso ed incapace di comprendere il valore della mobilita' sociale in modo tale da avere un sistema di preferenze lessicografico con in cima la parola "reati", tutto torna. Peccato che l'immigrato lavori anche di piu' (a parita' del resto), costi meno in pensione (perche' una certa % se ne ritorna a casa), faccia piu' figli (che in una societa' demograficamente morta come l'italiana aiuta) ed abbia in media maggiore iniziativa imprenditoriale dei residenti (perche', altrimenti, non sarebbe emigrato ...) e tante altre cose che, una volta ancora caro Alberto, sopraffatto dalle tue personali ossessioni non riesci a vedere. Ma forse non hai letto l'articolo di John attentamente: dice che democraticamente occorre stabilire criteri e regole, poi lasciare il resto all'iniziativa degli esseri umani. Tanto e' inutile, oramai in Italia le fobie dominano il dibattito politico. Il 65% degli italiani vuole "meno" immigrati? Certo. Vogliono tutti che rimanga fuori l'immigrato dell'altro: non quello che gli cambia il pannolino, non quello che gli pulisce la casa, non quello che gli fa la colazione al bar o gli serve la cena al ristorante o gli vende il latte a tarda notte nel negozietto cinese mentre tutti i negozi dei bottegari italiani per bene son chiusi da ore, non quello che gli pulisce la fogna o la strada, non il garzone del negozio che possiede, non quello che gli raccoglie a basso prezzo i pomodori nel campo, eccetera. No, non quelli. Quelli degli altri, quelli che delinquono.

l'Italia NON rischia veramente 60 miliardi con la Grecia - Moderatore  

  By: Moderatore on Giovedì 12 Febbraio 2015 16:27

Girano ora ovunque sui giornali, sui blog, su twitter i numeri dei miliardi della "esposizione alla Grecia" cioè quanto i paesi europei perderebbero se la Grecia non pagasse metà dei debiti oppure tornasse alla drama (con la conseguenza che pagherebbe in dracme che valgono la metà degli euro...). #b# Per l'Italia il calcolo è di 61,2 mld di esposizione alla Grecia#/b# , tra prestiti diretti (quando mai abbiamo fatto prestiti bilaterali alla Grecia ? mah... comunque è vero), partecipazione dell'Italia al fondo salvastati EFSF, partecipazione al SMP (cioè comprare titoli greci), Target2 (cioè prestiti tra banche centrali...) #ALLEGATO_1# Quelli pro-euro strillano che se la Grecia uscisse dall'Euro perdiamo 30 miliardi, quelli per il ritorno alla Lira strepitano che se le si concedesse un default su metà dei circa 300 mld di debiti che hanno come chiede Syriza l'Italia ci rimette un 30 mld... E' un mistero come persone adulte e spesso anche laureate e persino in materie economiche non comprendano ancora che #F_START# size=5 color=black face=helvetica #F_MID#non sono soldi che i contribuenti italiani hanno pagato di tasse e sono stati inviati al Tesoro e poi questo li ha inviati in Grecia#F_END#. La faccio breve e uso un esempio sui giornali. Il governatore della Banca d'Italia Visco ha appena dichiarato che lui, ^Banca d'Italia STAMPERA' 130 MILIARDI DI EURO PER COMPRARE 130 MLD DI BTP#http://www.adnkronos.com/soldi/economia/2015/02/07/bankitalia-pronta-acquistare-titoli-per-mld-visco-effetto-pil-nel_cGYlfhpAxjw6EeAKhoa0MN.html^ nel corso dei prossimi 16 mesi. (In aggiunta la BCE ne comprerà un poco anche lei, un 15-20 mdl, non sto a controllare ora la cifra esatta). Visco non ha detto "stampiamo 130 mld" si è limitato a dire che compra 130 mld di BTP (^"Bankitalia pronta ad acquistare titoli per 130 mld, Visco"#http://www.adnkronos.com/soldi/economia/2015/02/07/bankitalia-pronta-acquistare-titoli-per-mld-visco-effetto-pil-nel_cGYlfhpAxjw6EeAKhoa0MN.html?refresh_ce^) glissando su DOVE TROVA I SOLDI. Dato che Bankitalia al momento nel suo bilancio NON HA 130 MLD e dato che non li chiede a Padoan e ai contribuenti, ne segue che li crea lei dal niente...giusto ? Quindi non solo la BCE ma la stessa Banca d'Italia compreranno 150 mld circa di titoli di stato italiani e NON COSTERA' LORO UN EURO, GRATIS, CREERANNO O "STAMPERANNO" 150 miliardi di euro, senza costare niente ai contribuenti, semplicemente digitando 1,500,000,000,000 nel lato sinistro del loro bilancio alla voce "Riserve" e poi 1,500,000,000,000 nel lato destro del loro bilancio alla voce "titoli". E altri 950 miliardi di euro verranno creati per il resto degli stati membri da parte delle rispettive Banche Centrali. Come mai le dozzine di esperti, professori di economia, blogger, commentatori che oggi imperversano ovunque non sottolineano questa dimenticanza di Visco e non lo chiariscono al popolo non lo so. Immagino sia l'ignoranza della contabilità bancaria. Ad ogni modo quello che succede è questo, sono solo manipolazioni contabili volte dietro le quali c'è quello che volgarmente una volta si chiamava "stampare moneta". La differenza è che oggi viene fatto creando un entrata contabile a sinistra e una a destra nel bilancio della Banca Centrale e una a sinistra e una a destra in quello delle banche presso cui si trovano i titoli che vengono comprati #ALLEGATO_2# Allo stesso modo in cui Bankitalia crea DAL NIENTE E GRATIS 130 mld per l'Italia potrebbe crearne altri 62 miliardi e avere così risolto il problema contabile dell'esposizione alla Grecia. Perchè è solo un problema contabile, di quale entrata di bilancio della Banca Centrale accrediti o addebiti. Non sono soldi veri, non sono soldi che i contribuenti italiani hanno pagato di tasse e sono stati inviati al Tesoro e poi questo li ha inviati in Grecia. Sono solo entrate contabili nei bilanci della Banca Centrale. E dato che la Banca centrale fa parte dello stato, cioè consolida alla fine il suo bilancio con quello dello stato a cui risponde, se presso il Tesoro ci sono 130 mld di BTP al passivo e presso Banca d'Italia appariranno 130 mld di BTP all'attivo sai cosa succede ? Di fatto questi 130 mld di titoli di stato sono stati cancellati. #ALLEGATO_3# Nello stesso identico modo Bankitalia può cancellare i crediti verso la Grecia (e così la BCE, la Bundesbank, la Banque de France e così via). Basta che Bankitalia compri bonds greci "stampando moneta" (segnando nel suo passivo delle "riserve" in termini contabili) come fa ora con il "QE" e avrai che presso il Tesoro i bonds (o crediti) greci appaiono come passività, presso Banca d'Italia come attività e consolidando si annullano. Per lo stato italiano, che opera sempre e solo attraverso la Banca Centrale, il risultato sarà che avrà annullato "l'esposizione alla Grecia". Chi non abbia mai fatto molto caso a questi dettagli finanziari avrà di primo acchitto forse una reazione allarmata, del tipo "cosa questi sono trucchi, questa è ingegneria finanziaria, sono manipolazioni di bilanci..., ma i debiti sono debiti...". Spiace disilluderlo, ma tutta la crisi finanziaria globale e quella recente dell'eurozona è il frutto di questa alchemia, in cui a seconda dei casi si fa apparire del denaro (per comprare titoli o crediti marci da banche) oppure del debito (per lamentare che la Grecia deve pagare). La semplice realtà è che gli stati hanno, fuori e anche dentro l'eurozona, il potere di creare moneta e con questa ricomprarsi il proprio debito o annullare i crediti marci (inesigibili) verso altri stati. Questo potere di creare moneta è stato inibitio loro dai trattati europei più di venti anni fa e questo li ha costretti a indebitarsi sui mercati finanziari per una generazione. Oggi, per uscire dalle peste in cui sono finiti le stesse elite politiche e finanziarie hanno cominciato ad utilizzare di nuovo il potere degli stati di creare moneta con il famoso "alleggerimento quantitativo" (QE), ma non vogliono ammetterlo e non vogliono che si comprenda. Alla fine però se si utilizza il potere dello stato (tramite la Banca Centrale) di creare moneta ne segue logicamente anche che tutti questi problemi di debito e vincoli finanziari non esistono. Non esiste il problema del debito eccessivo che giustifica l'austerità nè per noi nè per la Grecia

che 'azzo chiede la UE gli interessi alla Grecia - GZ  

  By: GZ on Mercoledì 11 Febbraio 2015 21:16

i giornali e internet sono ora tappezzati di articoli e commenti sulla Grecia che vanno dal disprezzo per i greci scialacquatori e infidi alla solidarietà emotiva per i compagni greci, passando per il #i# "sì, hanno ragione a ribellarsi, ma non capiscono niente perchè il problema è uscire dall'Euro".#/i# E' raro però che trovi nei commenti i numeri della Grecia che sono questi: #ALLEGATO_1# da cui si nota che le sofferenze di una larga parte della popolazione sono dovute al taglio da 83 a 77 miliardi (-16 mld) della spesa pubblica e che i debiti pubblici dello stato sono ora 320 mld contro tasse di 80 mld (per confronto, in Italia il debito pubblico è di 2,100, di cui però solo 2,000 mld costano e le tasse sono 800 mld, quindi il loro ratio di tass/debito è più del doppio del nostro) Si nota anche che nel 2011 lo stato greco ha pagato 15 mld di interessi, a fronte di un totale di 88 miliardi di tasse. La Grecia deve chiedere, come minimo minimo, di non pagare i 10 mld di interessi alla UE, FMI e fondi salvastati vari (e anche ai fondi hedge avvoltoio che hanno comprato debito greco, quasi tutti nel 2011-2012 a prezzi più bassi). Togliendo questi interessi potrebbe rimettere un poco in sesto l'economia e smettere di far soffrire la gente. Nota bene: stiamo parlando di pagare interessi. Cioè la UE e il FMI vogliono guadagnarci con l'usura (vedi fondo pagina) 'azzo, la Grecia ha inflazione a -1% o -2%, l'eurozona è a 0% di inflazione e le istituzioni pubbliche dell'Eurozona vogliono farsi pagare interessi sul debito dai greci, quando l'inflazione è negativa o zero e quindi non c'è nessuna giustificazione in termini di "potere d'acquisto" cioè #F_START# size=4 color=black #F_MID#il denaro oggi si rivaluta da solo, anche senza interessi#F_END#, giusto ? (inflazione a -1% in eurozona, che vuole dire che automaticamente guadagni un 1% l'anno). Vogliono ora gli interessi su debito greco, che inizialmente era in mano a banche e fondi internazionali che dette istituzioni pubbliche europee hanno salvato e che continua ad accumulare interessi ora in mano a loro. Se uno fa un calcolo andando indietro a quando la Grecia è entrata nell'euro, trova che lo stato greco ha pagato (perchè prima i tassi erano più elevati in %) qualcosa come 100 mld di interessi sul debito pubblico. In aggiunta, come si sa, anche il debito privato dei greci è esploso con l'euro (triplicato) e questo era più costoso in media ovviamente, per cui non mi stupirei che facendo un calcolo arrivi sui 200 mld di interessi cumulativi pagati dai greci sul loro debito da quando sono nell'Euro. Su un PIL annuo di 180 mld (oggi). Una parte di questi interessi è andato a banche greche, ma i 3/4 a istituzioni finanziarie estere, per cui l'Euro ha funzionato alla fine come una macchina per spremere interessi sulla Grecia (e per fare arricchire una quota della società greca, che poi ha portato i soldi all'estero (la madre dell'ultimo premier socialista Pasok, Papandreu è risultato dalla lista Falciani ieri che ^aveva sembra 500 milioni di euro in Svizzera#http://www.blitzquotidiano.it/economia/lista-falciani-ricattare-la-grecia-500-2097384/^. Intestati alla mamma) Un altro modo (sempre a spanne) di fare questi calcoli degli interessi pagati all'estero dai greci grazie all'Euro è notare che la Grecia ha una posizione finanzaria netta con l'estero del -120% del PIL, per cui se in media ha pagato un 5% per 12 anni arrivi con gli interessi composti e cumulativi ad un 70% del PIL greco pagato in interessi all'estero. Come ^ho mostrato anche nel caso dell'italia#http://www.cobraf.com/DocumentiScaricabiliCobraf/63_PDF.pdf^, #F_START# size=4 color=black #F_MID#l'Euro è una macchina per indebitare e spremere interessi che vanno all'estero#F_END# E' ovvio che i governi europei dietro i fondi salvastati e la BCE e il FMI (cioè gli USA) devono semplicemente dire che, #b# come minimo, non chiedono più interessi ai greci#/b# . Sono rovinati in Grecia e loro vogliono pure che questi gli paghino gli interessi anche se l'inflazione è sottozero per cui il loro denaro si rivaluta da solo. In pratica le istituzioni pubbliche europee vogliono guadagnare interessi sulla pelle dei greci, dopo che con l'Euro hanno creato una macchina per spremere interessi verso l'estero che macina debito, interessi e distruzione economica da una decina d'anni. Non esiste nessuna base morale e logica per tenere i greci indebitati anno dopo anno a pagare interessi e a favore di altri stati (e fondi esteri) Bisogna tornare agli economisti greci, quelli antichi, #b# Platone#/b# e #b# Aristotele#/b# , che erano tutta un altra cosa rispetto a quelli attuali. -------------- #i# Platone affronta a più riprese l’argomento dell’interesse. Nessuno, per esempio, deve depositare denaro presso chi non è di sua fiducia, né darlo in prestito per interesse: la legge, infatti, non obbliga chi ha ricevuto il prestito a pagare l’interesse o a restituire il capitale. Deve, inoltre, essere condannato a pagare il doppio, chi ricevuto, una prestazione d’opera, in anticipo sul pagamento, non la ricambi pagando la ricompensa nel tempo convenuto. Platone insiste sul punto precisando che se passato un anno, costui pagherà anche l’interesse di un obulo al mese per ogni dracma del prezzo del lavoro, e questo a prescindere dal fatto che fosse proibito in ogni altro caso a trarre interessi dal danaro. Si nota quindi la posizione di estrema condanna di Platone, per il quale il debitore, salvo il caso di mora, non è tenuto a restituire neanche il capitale ricevuto. Per #b# Platone#/b# la moneta era un simbolo escogitato per facilitare gli scambi [3]; tutto ciò era funzionale a teorie, secondo le quali il valore della moneta è, in linea di principio, indipendente dalla materia di cui è composta. Da ciò discende la sua ostilità verso l’uso dei metalli preziosi ed il suo sostenere la possibilità di una moneta a circolo chiuso. #b#Aristotele#/b# (384-322 a.C.), definito “il primo economista analitico”, porta avanti il pensiero platonico sulla moneta e sul guadagno. Il Philosophus, analizzando la ricerca del bene e della felicità, viene ad inquisire “su di una cert ’altra opinione meno ragionevole la quale pone la felicità in ciò che ha ragione di bene utile, cioè il denaro. E ciò ripugna al concetto di fine ultimo. Infatti si dice utile una cosa per il motivo che essa è ordinata ad un fine: siccome il denaro presenta una utilità universale nei riguardi di tutti i beni temporali, ne discenderebbe che tale opinione, riponente nel denaro la felicità, avrebbe una certa probabilità. Ma Aristotele la respinge per due ragioni. La prima è che il denaro si acquista per mezzo di violenza e con la violenza si perde. Ma ciò non conviene alla felicità che è il fine delle azioni volontarie: quindi la felicità non consiste nel denaro. La seconda ragione è che noi cerchiamo la felicità quale bene che non sia ricercato in ragione di altro. Il denaro invece è cercato in ragione di altro, perché precisamente ha ragione di bene utile, quindi la felicità non consiste nel denaro” [4]. Per questo motivo aggiunge che “quella vita che si incentra nel denaro, è violenta. Le ricchezze stesse non sono ciò che chiamiamo bene, sono infatti utili e ricercate in vista di altro” [5]. Per Aristotele, proprio come la proprietà ha due usi - l’uno proprio della cosa posseduta (oggi diremo valore d’uso), l’altro per effettuare scambi (valore di scambio) -, così vi sono due modi di guadagnare: lo scambio, o baratto, e l’ accumulazione capitalistica. Perciò la moneta agisce in due modi diversi nel processo economico per dirla con Roll, “come intermediario degli scambi, la cui funzione si esaurisce nell’ acquisizione del bene richiesto per la soddisfazione di un bisogno; e nella forma di capitale monetario, che conduce gli uomini a un desiderio di accumulare senza fine. Per la prima volta nella storia del pensiero economico viene stabilita la distinzione tra capitale monetario e capitale reale” [6]. #F_START# size=4 color=black #F_MID#Ne consegue che il modo più riprovevole di procurarsi un guadagno è quello in cui l’individuo si serve della moneta stessa al fine di accumulare altra moneta, cioè l’usura#F_END# Note [1] La Repubblica, VIII, 555 [2] Leggi, V, 742 [3] De Repubblica, 2, 321 [4] Super Ethica I, c.5 [5] Ethic,l.I, c.5 [6] E. Roll, Storia del pensiero economico , Torino, 1966, p.23 #/i#

Bambini cinesi e italiani - Moderatore  

  By: Moderatore on Martedì 10 Febbraio 2015 10:38

in quinta elementare i bambini cinesi risolvono equazioni di primo grado e ^una bambina cinese di dieci anni esasperata#http://blogs.wsj.com/chinarealtime/2015/02/10/how-painful-is-math-10-year-old-chinese-girl-counts-the-ways/^ è diventata famosa per un poema di rivolta #i# "la matematica è la radice della morte e trasforma la vita in un inferno. Macina i nostri bambini e affligge i genitori. Succhia la vitalità e lentamente fa appassire la vita".#/i# Il poema della bimba ha avuto un successo istantaneo in un paese in cui i bambini giocano poco perchè sono sempre a studiare matematica e per il resto impiegano le intere elementari a memorizzare i tremila caratteri dell'alfabeto cinese Chiaro però che i bambini che sopravvivono e poi arrivano all'università e fanno tutti ingegneria (i politici cinesi sono tutti ingegneri) competono a livello industriale con i greci e gli italiani, dove della gran matematica da quello che vedo io dal bimbo che è anche lui in quinta elementare non ne fanno. In compenso qui hanno per tutta la quinta educazione sessuale due volte alla settimana con lezioni su lezioni riguardo a lesbiche, gay (trans no per ora) e sesso vario, lezioni sul bullismo, lezioni sul razzzismo e il "giorno della memoria" che dura in realtà per tutto il mese con film e letture quotidiane. Nel mezzo di tutto questo riescono a fare divisioni a due cifre. Ah...e in storia arrivano a studiare i romani adesso, per qualche motivo si concentrano sulle civiltà primitive I cinesi fanno le equazioni in quinta elementare, i nostri sanno di vita sessuale e imparano a memoria il film di Benigni "la vita è bella". Poi vanno fuori e competono nella tecnologia e nell'industria --- ^"How Painful is Math? 10-Year-Old Chinese Girl Counts the Ways"#http://blogs.wsj.com/chinarealtime/2015/02/10/how-painful-is-math-10-year-old-chinese-girl-counts-the-ways/^ 8 febbraio, Wsj.com A shot of the much-celebrated poem. Weibo While many people claim they have found the root of all evil, one fifth grader in China is certain she has pinpointed it. “Math is the root of death and it makes life like hell. It wears out children and worries parents. It expels the vitality of school and slowly takes away life,” a girl in the central Chinese city of Wuhan penned in poem about her computational disgust. The 10-year-old poet recently gained a following among other math-haters after her mother found the poem in the laundry and posted it on social media, according to the Wuhan Evening News, which said that the mother, surnamed Dong, had no inkling that math was so painful for her daughter. Advertisement In a country where cram sessions are common among students, the poem’s words quickly struck a chord. “I understand too well,” wrote one user on social networking site Weibo. “Now the problems that fifth and sixth graders are doing are really difficult…with many adults who can’t even do them,” wrote another. Others complimented the young poet, saying that she perhaps has a greater career as a verse-maker than in numerals. “The child is too talented…she’s spoken with a greater voice than math,” one Weibo user said. China takes its math very seriously, to the dismay of many pupils and even parents in the nation. By the fifth grade, the average student is already studying algebraic equations and solving binomials. Such an emphasis helps explain why China’s test scores typically surpass those in the U.S. Shanghai students, for example, placed No. 1 in math in 2012 in an international aptitude test called the Programme for International Student Assessment. The U.S. came in 26th. While China may be an outlier in the rigor of its math studies, many other students across the globe have been similarly inspired to write about their hatred for the subject. “How do mathematicians stay alive? Do they sell their soul for massive brains?” one math student wrote in a poem called “I Hate Math” on the publishing website Booksie. The young numbers nemesis in China wrote her poem after getting a 70% on a recent exam, the Wuhan paper said. “It is the enemy of life, life from mathematics has passed. The precious, cherished life, generations have died ever-fast. Mathematics is the source of the death,” her poem continued. – Laurie Burkitt

Che differenza c'è tra 100 euro e un bond senza interessi con cui paghi le tasse da 100 euro ? - Moderatore  

  By: Moderatore on Lunedì 09 Febbraio 2015 00:48

La #b# BCE#/b# può comprare titoli sul mercato, titoli di stato, bonds, ETF strumenti finanziari di debito... #b# può comprare solo cose finanziarie#/b# La #b# BCE#/b# non può pagare stipendi, fatture, pensioni, rimborsare o pagare tasse... #b# non può comprare cose reali#/b# La BCE può comprare del debito che lo stato ha emesso per pagare stipendi, fatture, pensioni, rimborsare tasse...quindi in modo indiretto sembra che finanzi appunto la spesa per cose reali. Però resta che la BCE può comprare 1,000 mld di bonds e neanche una pizza, cioè la sua è una moneta che non circola tra la gente. Lo stato riceve soldi in due modi, vendendo bonds e incassando tasse. Quindi diresti che lo stato per pareggiare i conti deve trovare qualcuno che compra i suoi bonds o far pagare tasse a qualcuno. E la BCE può aiutarlo comprando i bonds lei ("QE"!). Se la BCE però non vuole comprare bonds dello stato, lo stato li deve vendere a qualcuno o far pagare tasse a qualcuno e quindi se esagera rimane senza soldi ? OK. Attenzione ora che un minimo di attenzione lo richiede: la risposta è No. Lo stato non ha bisogno della BCE (o di qualunque altra Banca Centrale al mondo) se vuole creare del denaro. #F_START# size=5 color=BLACK #F_MID#LO STATO NON CHIEDE NIENTE ALLA BCE. EMETTE BONDS CHE NON PAGANO INTERESSE E SCADONO DOPO UN ANNO E LI ACCETTA PER PAGARE LE TASSE. #F_END# Li emette non solo come accrediti in banca, anche come biglietti e in tagli piccoli, fino ad 1 euro. Lo stato ha creato qualcosa che circola come denaro. Se si tratta dello stato italiano o greco ha creato qualcosa che non è l'euro, ma circola in parallelo all'Euro, con uno sconto. Vediamo bene. #b# Lo stato emette cioè vende dei bonds che non pagano interesse "zero coupon" e scadono dopo un anno#/b#, ma chi mai li compra se non pagano interesse ? #i# (Lasciamo perdere ora il fatto che circa un terzo dei titoli di stato oggi nel mondo pagano 0% o anche meno per cui in questo momento non ci si fa molto caso nel mondo)#/i# #b# Lo stato fa però anche un decreto che dice che accetta per pagare le tasse questi bonds che non hanno interesse, alla pari, cioè un bond "zero coupon" da 100 euro lo accetta per pagare 100 euro di tasse#/b# . E decreta che può anche usarli per pagare stipendi o fatture. Cosa succede in pratica ? Se la gente che riceve questi bond senza interesse li usa per pagare le tasse lo stato si ritrova poi "senza soldi" ? Cioè se invece di pagare 100 euro di IMU con un bonifico lo paghi usando 500 euro di bond zero coupon, poi lo stato non avrà soldi per pagare altri stipendi o fatture perchè ha ricevuto indietro 100 euro di bond invece 100 euro di bonifico ? #b# Lo stato paga anche i prossimi stipendi e le prossime fatture e i prossimi bonds zero coupon che scadono emettendo e vendendo altri bonds zero coupon e così via ogni anno. Ne continua a creare regolarmente ogni volta che ha bisogno di pagare qualcosa.#/b# Cosa succede ? La gente ne diffida, li rifiuta e chi li riceve quando prova a usarli per pagare qualche cosa si accorge che i 100 euro di zero coupon glieli prendono al massimo per 20 euro ? Se la gente sa che può usarli per pagare le tasse e lo stato li accetta per la prossima IMU o Irap o per una multa di 100 euro sarebbe stupido che si svalutassero tanto. Perchè entro qualche settimana o mese per qualche italiano che deve pagare qualche tassa varranno 100 euro. Dato che però hanno una scadenza dopo un anno e che le tasse non le paghi tutti i giorni ci sarà un periodo di tempo in cui si può essere un poco di incertezza, cioè uno riceve i 100 euro di zero coupon il 1 febbraio 2015, sa che fino al 1 febbraio 2016 non viene rimborsato e non ci sono scadenze fiscali per lui fino a diciamo aprile e non conosce nessuno che ne abbia bisogno il giorno dopo, ma lui vuole usarli subito Se ha urgenza può essere che qualcuno glieli accetti per 90 euro, qualcuno che aspetta quando deve pagare una tassa di 100 euro e la salda con qualcosa che gli è costato 90 euro e ci guadagna 10. Dato che di questi bonds ne verrano emessi però per miliardi, che ci sono milioni di persone in Italia, che si pagano miliardi di tasse durante l'anno questo "sconto" non sarà granchè. Se lo fosse subito ci sarebbe gente che si fa prestare 100 euro e poi compra questi bonds a 80 e va a trovare qualcuno che deve pagare una tassa e glieli vende a 90 o 95....Dato che si parla di bonds e pagamenti per miliardi, siamo milioni di persone e queste transazioni si fanno in pochi minuti e non costano niente sarebbe assurdo se miliardi di bonds venissero venduti a 80 o 90 consentendo a chi li compra di guadagnare 10 o 20 (meno qualche costo, che dipende anche dai tassi di interesse, cioè se ti prestano al 3% o al 10% per fare questi arbitraggi...) QUIZ 1. In cosa differiscono 100 euro di questi bonds (scadenza un anno, che non pagano interessi e vengono accettati dallo Stato per pagare le tasse...) da 100 euro ? 2. Che cosa può far divergere il valore di 100 euro di questi bonds da 100 euro ? 3. Lo stato sta creando moneta senza l'aiuto della Banca Centrale ? 4. A parte un emissione eccessiva di questi bonds che crei un inflazione molto alta, c'è qualche ostacolo pratica ed ecomomico a questo meccanismo ? (di ostacoli legali non ce ne sono) ----- Letture consigliate per rispondere ai quiz ^"Debt Is Money We Owe To Ourselves" FEBRUARY 6, 2015#http://krugman.blogs.nytimes.com/2015/02/06/debt-is-money-we-owe-to-ourselves/?_r=0^ Paul Krugman ^"Beware of Greeks Bearing Bonds"#http://johnhcochrane.blogspot.it/2015/02/beware-of-greeks-bearing-bonds.html^ John Cochrane ^"Tax-backed Bonds—A National Solution to the European Debt Crisis"#http://www.levyinstitute.org/publications/tax-backed-bondsa-national-solution-to-the-european-debt-crisis^ Warren Mosler

non le tasse, non l'euro, non la Cina... è stato il nepotismo degli imprenditori - GZ  

  By: GZ on Domenica 08 Febbraio 2015 22:26

Luigi Zingales è probabilmente il professore di economia italiano con il "rating" accademico più alto (ci sono delle classifiche all'università che misurano in base alle pubblicazioni e incarichi formali la posizione dei docenti) Se guardi cosa dice (vedi ad es ^la lezione magistrale di Luigi Zingales allo Speciale Ravenna Future#https://www.youtube.com/watch?v=kjuLcfMuK0Q^ e altri suoi ^studi di econometria#http://www.haas.berkeley.edu/groups/finance/Diagnosing.pdf^) sembra che la causa del declino dell'industria italiana degli ultimi dieci-quindici anni sia.... #F_START# size=5 color=black #F_MID#il nepotismo dei piccoli imprenditori italiani#F_END# #/i# "...In this paper, we try to explain why Italian productivity stopped growing twenty years ago. We find no evidence that this slowdown is due to the adoption of the euro or to the impact of Chinese competition. .. ^In other words, familism and cronyism are the ultimate cause of the italian disease...#http://www.haas.berkeley.edu/groups/finance/Diagnosing.pdf^"#/i# Non l'apertura alla Cina e al resto dei paesi dove il lavoro costa 1 euro all'ora, non la tassazione asfissiante, non il crollo di domanda interna causato dall'austerità, non l'euro che ha sopravvalutato il cambio da quindici anni... Niente, questi fattori non risultano nei suoi test statistici. Riesce invece a infilare nelle equazioni in modo un tantino astruso il nepotismo atavico dei piccoli imprenditori che mettono il figlio a capo dell'azienda invece di un manager. Questo è il fattore che di colpo si è fatto sentire e ci ha affondato a partire dal 2000 #ALLEGATO_1# Ehi.. questo è come dicevo il professore di economia italiano più quotato, quello con la cattedra a Chicago, che viene ora giustamente nominato nei consigli di amministrazione non so se di ENI o cosa e citato con rispetto come dire Veronesi in medicina. E Zingales è di scuola liberista. Ti sforna uno studio di cinquanta pagine fitto di numeri sul declino delle imprese italiane e se guardi non mette nelle sue equazioni le tasse, tipo che in Korea (o le multinazionali) pagano il 20% e qui il 60%...Riesce però a sottoporre a test statistico il nepotismo dei piccoli imprenditori veneti e trova che è lì la causa del male dell'Italia. Dopodichè poi ovviamente dici, supponiamo che sia vero, che mettono i figli in azienda e non dovrebbero, dovrebbero fargli un test e se i parenti non lo passano li mettono fuori e pigliano il manager internazionale e poi si quotano e poi si fondono o si fanno comprare... Però forse gli italiani lo fanno dai tempi dei comuni, delle signore e del rinascimento no ? ----- ^mio post#http://noisefromamerika.org/node/12617^ in cui sfotto un poco i professori amici di Zingales che ne discutono con grande serietà ---- Questo è molto interessante, specialmente per le decine di migliaia di imprese italiane scomparse in coincidenza e successivamente all'adozione dell'euro e all'apertura alla Cina del 2001. Il bello di fare l'economista è che ti spiega come l'evidenza inganni. Imprenditori, management consultant (e comuni mortali) notano che dopo che il cambio sale da 1 a 1,5 dollari e verso la Germania è bloccato e dopo che si rimuovono le barriere alle importazioni dalla Cina per cui queste salgono da zero a 40 miliardi interi comparti dell'industria italiana scompaiono. E dato che i margini di profitto si riducono anche per quelle che sopravvivono ci sono meno investimenti e poi meno produttività di conseguenza. Cioè se interi settori industriali vengono decimati dal cambio sopravvalutato e dalla concorrenza a basso costo ne soffre anche la produttività. Senza contare l'aumento costante della tassazione (che non figura nello studio di Zinglaes), tipo che in Cina rimborsano l'IVA a chi esporta e da noi è salita dal 15% al 22% nel periodo.Tutto questo è però un illusione ottica perchè c'è uno studio econometrico che dice che i coefficienti non sono significativi nella regressione... per cui se anche avessimo avuto un cambio più basso del 30% e barriere verso la Cina le imprese sarebbero morte lo stesso, i margini di profitto sarebbero crollati lo stesso... Beh... se si vuole giocare al gioco della matematica però ci sono anche altri e più cazzuti che hanno dimostrato il contrario, teoricamente ed empiricamente. Ralph Gomory e William Baumol http://people.stern.nyu.edu/rgomory/academic_papers/82_national.pdf o http://mitpress.mit.edu/books/global-trade-and-conflicting-national-inte... (Gomory è un matematico puro che era a capo della ricerca di IBM, Baumol anche lui insomma..). Per fortuna anche in economia c'è chi riconcilia l'evidenza (aprire alla Cina e sopravvalutare il cambio distruggono la tua industria....) con la matematica. Non che sia necessario, perchè nessuno che abbia qualche esperienza pratica di imprese crederebbe che il "familismo" delle piccole e medie imprese italiane sia la causa principale dell'improvviso crollo dal 2000 circa in poi di quasi tutta l'industria italiana come Zingales. "...In other words, familism and cronyism are the ultimate cause of the Italian disease...." (Zingales) Bisogna anche avere il senso del ridicolo : l'indice della produzione industriale italiana era a 110 nel 2000 e oggi è crollato a 91 (dati FRED...) ed è stato il peso dell'atavico"familismo" degli imprenditori italiani medio piccoli che si è fatto sentire tutto in un colpo...Il cambio agganciato al marco, la tassazione asfissiante, il costo del lavoro cinese... nahhh...quelli nelle equazioni non risultano significativi al test del TFP.... Tra i tanti costi inutili e sprechi che appesantiscono l'economia occidentale non bisogna dimenticare quelli della ricerca universitaria in economia. Per curiosità: ci sono anche dei piccoli imprenditori che leggono questo forum ? --- a cui seguono ^reazioni scomposte di Boldrin sotto pseudonimo, seguiti da altro mio sarcasmo...#http://noisefromamerika.org/node/12617#comment-103452^

Il top economista monetario di Chicago: creare una moneta parallela - GZ  

  By: GZ on Domenica 08 Febbraio 2015 02:24

^John Cochrane#http://en.wikipedia.org/wiki/John_H._Cochrane^ oggi scrive che la soluzione per la Grecia (e anche per l'Italia) è di ^creare una seconda moneta parallela all'euro da da parte dello stato emettendo dei bond "zero coupon" (cioè senza interessi)#http://johnhcochrane.blogspot.co.uk/2015/02/beware-of-greeks-bearing-bonds.html^ ad un anno, usarli per pagare stipendi, pensioni e sussidi e accettarli per pagare le tasse. Ora che lo dice il tizio più importante a livello accademico al mondo su tutto quello che è bonds e debito ci credete che funziona ? I crediti fiscali differiti di due anni che proponiamo sai cosa sono in pratica ? Degli zero coupon a due anni. Questa seconda moneta o moneta parallela all'Euro si svaluterà rispetto all'Euro ? Sicuro, ma per il resto gli Euro continuano a funzionare nel paese per cui crei moneta addizionale ad un tasso di cambio che fluttua, senza dove convertire tutto in Lire di colpo. (Puoi persino dare un default parziale sul debito pubblico (in euro) senza uscire dall'Euro e intanto fae funzionare l'economia immettendo questa seconda moneta, dice Cochrane) In Italia gli economisti accademici, di sinistra e di destra, ignorano o al massimo se proprio qualcuno glielo chiede e non possono fare a meno di rispondere, liquidano con qualche battuta l'idea che la soluzione sia creare moneta da parte dello stato italiano, senza convertire alla Lira. Fuori dall'Italia, oltre a Warren Mosler e tanti altri che cito sempre, qui hai ora in pratica l'erede di Milton Friedman alla scuola di Chicago, il top esperto mondiale di finanza e bonds invece che conclude che sarebbe alla fine la soluzione meno peggio per noi. Questa che descrive oggi il Cochrane scrivendo da Chicago segue la stessa logica della soluzione dei ^"tax-based-bonds" di Mosler#http://www.levyinstitute.org/pubs/pn_12_04.pdf^ (che noi qui chiamavano BTP fiscali, cioè emettere BTP che vengano accettati per pagare le tasse) come subito un paio commentatori come Nick Edmonds e Ralph Musgrave hanno notato sul blog di Cochrane. Ed è anche sostanzialmente simile ai nostri ^crediti fiscali differiti#http://www.monetazione.it/DocumentiScaricabiliCobraf/49_PDF.pdf^ come ho fatto notare io (vedi commenti in inglese ricopiati sotto). Cochrane conclude che la conversione in Dracma (o Lire), la svalutazione e l'inflazione che si vorrebbero ottenere con il ritorno alla Dracma (o Lira) si possono in realtà realizzare anche all'interno dell'Euro, appunto creando una seconda moneta sotto forma di "pezzi di carta" che lo stato emette e con cui paghi le tasse. Cioè dice esattamente quello che qui predico da due anni e che ho spiegato finora invano nel libro di Hoepli ^John Cochrane#http://en.wikipedia.org/wiki/John_H._Cochrane^, per chi non lo sapesse è oggi il top economista monetario della scuola di Chicago (ci sono anche Bob Lucas, Gene Fama, Tom Sargent, ma sono vecchiotti, lui è l'erede diciamo), scrive editoriali sul Wall Street Journal, è il rivale accademico di Paul Krugman, è autore del testo di "asset pricing" più tosto che esista e diciamo è l'esperto quando si parla di bonds, debito e moneta. Qui da noi è guardato con riverenza dai liberisti come Zingales che ha co-firmato un paio di suoi paper, Boldrin e tutti quelli di NoiseFromAmerica (intorno a "Fermare il Declino"). I quali liberisti nostrani sghignazzano sempre quando si parla di creare moneta come soluzione, come ho mostrato la settimana scorsa riportando ^il mio simpatico scambio con Michele Boldrin sul suo blog#http://www.monetazione.it/forum/coolpost.php?topicGroupID=1&topic_id=4831&reply_id=123578440^. E John Cochrane in pratica li ha spiazzati dicendo:" beh... alla fine questa è la soluzione meno peggio, crei una moneta locale parallela all'Euro e la usi per pagare le tasse..." Difatti ^Fabio Scacciavillani#http://www.ilfattoquotidiano.it/blog/fscacciavillani/^ che è un altro del gruppo e imperversa sul "Fatto Quotidiano" lanciando lazzi a chiunque parli di soluzioni creando moneta (o di lira) ci è rimasto male e ha provato subito a scrivere sul Blog del suo amico Cochrane che non è possibile, ma Cochrane gli risponde: ^no ti sbagli, invece dovrebbe essere possibile, uno stato può sempre emettere dei bonds e se sono zero coupon sono in pratica come moneta#http://johnhcochrane.blogspot.it/2015/02/beware-of-greeks-bearing-bonds.html?showComment=1423334475826^ e se la BCE lo ricatta lui da default sul debito, poi usa questo zero coupon per far circolare moneta un poco svalutata, ma senza uscire dall'Euro e quindi evitando il panico da ritorno alla Dracma. Cioè Cochrane-liberisti nostrani Sette a Zero, questi non capiscono nemmeno la teoria monetaria dei loro maestri Cochrane in sostanza dice : la Grecia stampa dei zero coupon bond in piccoli tagli [anche da 1 euro], ogni anno quando scadono ne emette altri e lo Stato li usi per pagare stipendi e pensioni cioè in sostanza crea dei numeri nei conti bancari di chi deve pagare, ma volendo può anche stamparli come biglietti (#i# ^"here's the obvious solution: Greece can print up small-denomination zero-coupon bearer bonds, essentially IOUs. They say "The Greek government will pay the bearer 1 euro on Jan 1 2016." Greece can roll them over annually, like other debt. Mostly, they would exist as electronic book entries in bank accounts, but Greece can print up physical notes too."#http://johnhcochrane.blogspot.co.uk/2015/02/beware-of-greeks-bearing-bonds.html^#/i#). Li usa per stipendi e pensioni e li accetta per pagare le tasse e in questo modo la Grecia ad esempio, se la BCE non cede, può anche dare un default unilateralmente e poi usarli anche per rifinanziare le proprie banche. Insomma la Grecia fa circolare più moneta da sola, ma senza uscire dall'Euro. Cochrane scrive che alla fine che, se ci pensi bene, uno che voglia ottenere la conversione in Dracma (o Lire) e la svalutazione e inflazione associate, le può ottenere anche all'interno dell'Euro appunto creando una seconda moneta in questo modo (^"...Yes, this proposal amounts to creating a separate or dual currency, while staying on the euro. That is exactly the point. Not only does a country in default not need to change currencies, in modern financial markets, a country doesn't even need the right to print money in order to, well, print money! Bonds are money these days. There's the Drachma conversion, devaluation and inflation so many commenters desire, can happen (the latter when promises are inevitably broken) all without leaving the Euro...."#http://johnhcochrane.blogspot.co.uk/2015/02/beware-of-greeks-bearing-bonds.html^#/i#). Come ho scritto tante volte (tra l'altro citando altri paper del nostro John, ma se oggi lo dice esplicitamente lui magari diventa più difficile chiamarle teorie bislacche), nel mondo finanziario moderno, #F_START# size=3 color=black #F_MID#non c'è distinzione pratica tra moneta e bonds per cui uno stato che emetta bonds "zero coupon" (senza interessi) e li rinnovi ogni anno ha creato in pratica moneta anche senza fare uso della Banca Centrale. Draghi: bye, bye! E con questi bonds "senza interessi" paga stipendi, riduce le tasse, ricapitalizza le banche. Chiaro che si svaluteranno rispetto agli euro, ma non tanto quanto la Dracma o Lira tout court, perchè tutto il resto rimane in Euro e vengono accettati per pagare le tasse dallo stato come se fossero Euro.#F_END# Intanto per il resto tutto continua a funzionare in Euro e nessuno deve preoccuparsi che gli si tocchino i suoi euro o lo si obblighi a convertirli in Lire (o Dracme) Non so più come dirlo: se qualcuno vuole sghignazzare di quello che scrivo (e scriviamo con Cattaneo, Bossone, Mosler, Sylos-Labini, Grazzini...) su bonds, debito e moneta d'ora in poi deve anche sghignazzare dell'accademico che ha scritto il libro di testo attuale di riferimento su bonds, debito e moneta (^"Asset Pricing"#http://home.business.utah.edu/finmll/fin787/papers/cochraneassetpricingbook.pdf^, che tra parentesi è molto più difficile di quelli c'erano quando ho studiato finanza a UCLA io, ma venendo dalla Fisica il John va giù pesante con le equazioni) Il Cochrane chiede alla fine se qualcuno sa se ci siano dei vincoli legali nei trattati UE che impediscano di emettere zero coupon bonds. Ho ho scritto nel suo blog che ho inviato un email allo staff della UE e della BCE riguardo ai crediti fiscali e la BCE che: "non rientra nelle competenze della BCE occuparsi di una questione del genere" (issues for which it is not up to the ECB to deal with..) #i# (Global Media Relations Directorate General Communications & Language Services EUROPEAN CENTRAL BANK Tel: +49 69 1344 7455 Dear Sir, Thank you for your email. Unfortunately, you refer to issues for which it is not up to the ECB to deal with and therefore not in a position to answer questions. But even if these were issues indeed issues for the ECB, there would not be an official ECB opinion on them. Thank you for your understanding, Kind regards)#/i# Nota Bene Questo tema non è semplice perchè è il cuore del problema dell'Euro, del Debito e della Crisi. Per chi vuole più dettagli leggere il resto qui sotto Domande e Risposte più frequenti #i# Con questo post sto ora dicendo che non c'è più bisogno di uscire dall'Euro ?#/i# #F_START# size=4 color=black #F_MID#No. Come ho scritto nel mio post sul blog di Cochrane, probabilmente questa azione da parte dello stato italiano (o greco), andando contro la logica della BCE e della UE, alla fine porterebbe anche alla disintegrazione dell'Euro. Ma non come azione unilaterale da parte dell'Italia che si espone al panico e alla fuga dalle banche. SE CAPISCE COME FUNZIONA, l'Italia può agire in questo modo per proprio conto, e infischiarsene di quello che la BCE e la Commissione Europea le ingiungono #F_END# Se il governo italiano capisce quello che Cochrane, Mosler (e più modestamente il sottoscritto) spiegano puoi mandare a quel paese la Troika, sbattersene dell'ELA, del QE e del Fondo SalvaStati, crearsi la tua moneta in Italia con cui riduce le tasse o spende, ma restando dentro all'Euro. Questa moneta si svaluta ovviamente risetto agli Euro, ma che problema c'è ? Sono tutti soldi in più che si aggiungono agli Euro che la BCE tiene artificialmente scarsi e distribuisce solo alle banche. Se la Troika e la Germania vogliono poi buttare fuori l'Italia perchè fa da sola, devono essere loro a rompere i trattati UE e prendersi loro l'onere e il rischio della disintegrazione dell'Euro loro. Tu (Italia o Grecia) te ne stai seduto con i tuoi euro in banca, crei i tuoi zero coupon bonds o crediti fiscali per 100 miliardi o quello che ti occorre, riduci le tasse. Se necessario fai anche un default parziale sul debito, ricapitalizzi le banche e però per il resto non ti schiodi, sta a loro fare saltare tutta l'eurozona se non sopportano che ti crei una certa quantità di moneta in Italia... Insomma, crei la tua moneta parallela all'interno dell'Euro nella quantità che ti occorre, esci dalla Depressione attuale e per il resto continui come prima. E' probabile che questa azione indipendente del governo italiano alla fine porterà alla crisi finale dell'Euro, ma intanto l'Italia esce dalla crisi e poi si vede. Soprattutto non sei più stretto tra l'incudine dell'austerità e dell'asservimento alla BCE oppure il martello del dover convertire tutto in lire e rischiare il panico, hai l'alternativa di crearti della moneta e lasciare l'onere di disfare l'Euro e l'Eurozona agli altri... --- Fabio ScacciavillaniFebruary 7, 2015 at 4:21 AM Dear John, the IOUs would be illegal under the Maastricht Treaty. They would be akin to a parallel currency issued by a national government, which is explicitly forbidden. Not to mention the fact that if a government pays employees and suppliers in IOUs this constitutes ipso facto a default with all the legal and practical consequences. --- John H. CochraneFebruary 7, 2015 at 10:43 AM Fabio: Hi and thanks for writing. I don't think it's that clear. Though economically akin to a parallel currency, they're not, they are debt. They are promises to pay euros, in a country that firmly remains part of the euro system. They're promises to pay euros in the future, and will trade at a discount. And using IOUS to pay bills is not a default. If they tried to pay interest payments on government debt with IOUS, that would be default. But if they pay pensions, government workers, etc. with IOUs, that's not a legal default on anything. We know Greece is allowed to issue one year zero coupon debt. The question is what in Maastricht (the parts anyone pays any attention to!) stops Greece from issuing that in small denominations, easily transferable, acceptable for tax payments? --- gzibordi February 7, 2015 at 11:28 AM This solution resembles the one we proposed for Italy in a book published in 2014 (with Biagio Bossone from the FMI and Warren Mosler writing the introduction), to introduce deferred tax credits and use them to cut taxes on business and and payroll in order to get out of the current depression. I had run it also by Nick Rowe for instance getting a positive answer ("...If people do use them as a medium of exchange, then it is as if the individual EU countries can print their own money, at a floating exchange rate. Then they might work....(http://worthwhile.typepad.com/worthwhile_canadian_initi/2014/07/when-is-helicopter-money-optimal.html) )", so I would take a little space to ask an opinion here.. We also agree that the best thing would be to cut wasteful public expenditure, eliminate corruption, cut regulations, reform the justice system etc...but unfortunately we are all people over fifty and we want to suggest something doable in our lifetime. Also, suffocating Italian small and medium companies with taxes and lack of credit as the Troika sponsored Austerity ended up doing does not promote any of the above reforms, it just kills the only thing that works in Italy, small and medium private companies. So, we are starting to go around with this plan: Italy could issue (free-of-charge, electronic) Deferred Tax Credits to enterprises and workers which as bills of exchange would not require future reimbursement from the State, so they might not be regardes a debt (?). Rather, two years after issuance, the Italian State would accept them for the payment of all taxes to itself. Since they di not have use per se before two years they would not impact the Italian government budget before, say, 2017, yet their recipients could immediately convert them in euro (by selling them in the financial market at a discount comparable to that on a two-year, zero coupon government bond) and then after 2 years use them for reducing their tax burden. We propose at least 100 billions out of 800 billions of total taxes paid, all tax cuts, the biggest tax cut in the history of Europe... The two-year deferral provision would allow output to respond to increased demand and generate revenues which somehow offset the shortfall causing tax receipts to increase (I know, I know you are sceptical on this, but Italian industrial production is down 28% from 2007 and it would be a 100 billions tax cut directed mostly to business...). In theory these issuance could not end up violating the the Maastricht treaty 3% budget deficit as required by the fiscal compact if this huge tax cut would improve both supply and demand. Of course they might trade at a significant discount to Euros depending on expectations on the EU reaction and a possibile dissolution of the euro... People like Bill Mitchell write ok, but why not go all the way and exit the euro because it leads there... I think in the end it might end up this way, but the point is that our government can issue a parallel currency and cut taxes right now and then you see where you go from there. I also asked the ECB staff if there was any law or regulations within the EU that forbids a national country to issue them and got this answer for what is worth Directorate General Communications EUROPEAN CENTRAL BANK Dear Sir, Thank you for your email. Unfortunately, you refer to issues for which it is not up to the ECB to deal with and therefore not in a position to answer questions. ... ---

Warren Mosler commenta la "Modesta proposta" di Varoufakis - Moderator  

  By: Moderator on Mercoledì 04 Febbraio 2015 16:01

^ReteMMT#www.retemmt.it^ pubblica oggi la traduzione della "Modesta proposta" di Yanis Varoufakis riguardo l'Eurozona, e il commento passo per passo di Warren Mosler: ^EUROZONA: COMMENTO DI WARREN MOSLER ALLA "MODESTA PROPOSTA" DI YANIS VAROUFAKIS (PRIMA PARTE)#http://www.retemmt.it/component/k2/item/414-eurozona-commento-di-warren-mosler-alla-modesta-proposta-di-yanis-varoufakis-prima-parte^ ^EUROZONA: COMMENTO DI WARREN MOSLER ALLA "MODESTA PROPOSTA" DI YANIS VAROUFAKIS (SECONDA PARTE)#http://www.retemmt.it/component/k2/item/415-eurozona-commento-di-warren-mosler-alla-modesta-proposta-di-yanis-varoufakis-seconda-parte^ #ALLEGATO_1#

Warren Mosler versus Yanis Varoufakis - GZ  

  By: GZ on Mercoledì 04 Febbraio 2015 13:35

Tsipras non finge, non sta bluffando sull'Euro. L'attuale ministro delle Finanze greco Varoufakis ora è diventato di colpo una star internazionale grazie al fisico, ai modi non convenzionali e anche alle sue prolifiche idee. Tra cui non c'è assolutamente però l'Uscita dall'Euro. Tsipras e Syriza non fingono, sono proprio convinti che la Grecia debba stare nell'Euro e la loro "star", il economista/ministro delle Finanze lo dimostra qui sotto. Il Blog di Grillo ad esempio ha un altro articolo oggi sulla Grecia che deve uscire dall'Euro dal quale sembra che Tsipras sia avviata in quella direzione (^"Cosa farà adesso Tsipras? Per far fede agli impegni elettorali deve uscire dall'Euro...#http://www.beppegrillo.it/2015/02/la_grecia_deve_uscire_fuoridalleuro.html^), quando non è vero e ogni sondaggio in Grecia mostra un 70% e rotti pro-Euro, cioè il mandato elettorale NON è stato di uscire dall'Euro. Bagnai che ormai è il portavoce dell'euroexit ha ripetuto il suo disprezzo per ^i finti rivoluzionari di Tsipras manovrati dalla UE#http://www.ilsussidiario.net/News/Economia-e-Finanza/2015/1/27/FINANZA-Bagnai-Tsipras-il-finto-rivoluzionario-manovrato-dall-Ue/576230/^ senza però come suo stile entrare in dettaglio nei problemi concreti della conversione in lire o dracme. #ALLEGATO_1# Tre anni fa Varoufakis era un economista all'università di Atene con un bel blog e aveva discusso in dettaglio anche la proposta di Mosler di uscire dall'Euro senza convertire i conti in banca che sono in euro. Quella di uscire dall'Euro in modo graduale, introducendo la lira o la dracma come moneta parallela è la proposta più realistica e riduce i pericoli di crash del sistema finanziario come qui si prova a discutere da tempo. Ma lo stesso Varoufakis spiegava che lui è comunque per salvare l'euro e stare nell'Euro e che uscirne sarebbe un disastro, anche con uno schema come quello di Mosler. (Notare che quando hanno discusso perlomeno, neanche Mosler era per l'uscita dall'Euro come opzione numero uno, leggere sotto). Bisogna rendersi conto che è un ottima cosa che in Italia il M5S, la Lega e altri siano per l'uscita dall'Euro, ma devono scontrarsi con l'85% degli esperti che gli dicono di no e devono battere i loro argomenti seri, quelli sui crediti, debiti e banche. Non basta dire che esporterai di più e importerai di meno e avrai la "sovranità monetaria" che di per sè è una bella frase, se non spieghi in dettaglio come funzionerà quando la gente ti porta i soldi via dalle banche perchè teme di ritrovarsi lire o dracme.... Ad ogni modo leggi Varoufakis qui... ^"Abandoning a sinking ship? A plan for leaving the euro" November 27, 2011 by yanis Varoufakis#http://yanisvaroufakis.eu/2011/11/27/abandoning-a-sinking-ship-a-plan-for-leaving-the-euro/^ #i# As regulars of this blog know, I am of the view that the eurozone’s collapse will be a harbinger of a postmodern 1930s. While virulently opposed to the eurozone’s creation, in its time of crisis I have been campaigning for saving the euro. Of course, as Alain Parguez wrote aptly here, it is impossible to save someone, or something, that does not want to be saved. In this post, while not going back on my personal commitment to keep trying to save a monetary union bent on self-destruction, I shall relate to you an idea on how a peripheral member-state could try to minimise the (huge) socio-economic costs of an exit from the eurozone forced upon it by the latter’s steady disintegration. The said plan was put together with Ireland in mind. Its authors are Warren Mosler (an investment manager and creator of the mortgage swap and the current Eurofutures swap contract) and Philip Pilkington, a journalist and writer based in Dublin, Ireland. Their starting point is a (perfectly spot on) diagnosis: “austerity programs” are “an abject failure and yet European officials continue to consider them the only game in town. So, we can only conclude at this stage that, given that European officials know that austerity programs do not work, they are pursuing them for political rather than economic reasons.” For reasons that I have also put forward repeatedly, unless overturned, this political project will, perhaps unintentionally, lead to the eurozone’s collapse. Should a country like Ireland wait until the bitter end or should it prepare for an exit before the final nail has been hammered into the euro’s coffin? #b# Mosler and Pilkington#/b# argue for an exit. But how can Ireland, or for that matter Portugal or Greece or Italy, exit without the sky falling on our heads? Here is what they propose. For the complete text click here: 1. Upon announcing that the country is leaving the Eurozone, the government of that country would announce that it would be making payments – to government employees etc. – exclusively in the new currency. Thus the government would stop using the euro as a means of payment. 2. The government would also announce that it would only accept payments of tax in this new currency. This would ensure that the currency was valuable and, at least for a while, in very short supply. And that is pretty much it. The government spends to provision itself and thereby injects the new currency into the economy while their new taxation policy ensures that it is sought after by economic agents and, thus, valuable. Government spending is thus the spigot through which the government injects the new currency into the economy and taxation is the drain that ensures citizens seek out the new currency. The idea here is to take a ‘hands off’ approach. Should the government of a given country announce an exit from the Eurozone and then freeze bank accounts and force conversion there would be chaos. The citizens of the country would run on the banks and desperately try to hold as many euro cash notes as possible in anticipation that they would be more valuable than the new currency. Under the above plan, however, citizens’ bank accounts would be left alone. It would be up to them to convert their euros into the new currency at a floating exchange rate set by the market. They would, of course, have to seek out the currency any time they have to pay taxes and so would sell goods and services denominated in the new currency. This ‘monetises’ the economy in the new currency while at the same time helping to establish the market value of said currency. #b# My reaction to this plan is simple: It is a blueprint for anyone who thinks that the euro system is past the point of no return. Once that point has been and gone, it is perhaps essential to move into this direction swiftly. However, I do not believe that the eurozone is, presently, past the point of no return. It is still possible to salvage the common currency by means of something akin to our Modest Proposal#/b# . It may take more intervention by the ECB than the Modest Proposal envisions (courtesy of the awful delay in implementing a rational plan, continuing instead on the present unsustainable path) but it is still, I think, feasible. The reason why I am adamant that this is not, yet, the time to abandon ship, is #b# the huge human cost of the eurozone’s breakdown#/b# . Consider for example what will happen if we, indeed, adopt the exit plan proposed above. #F_START# size=2 color=darkred #F_MID# All contracts by the government to the private sector (abroad and domestically) will be renegotiated in the new currency after the initial depreciation of the latter. In other words, domestic suppliers will face a large haircut instantly. Many of them will declare bankruptcy, with another large lump sum loss of jobs. The banks will run dry and will not be kept open by the ECB. Which means that the only way Ireland or Greece or whoever adopts this plan can keep its banks open is if they are recapitalised in the new domestic currency by the Central Bank. But this means that bank account deposits will, de facto, be converted from euros to the new currency; thus annulling the beneficial measure of no compulsory conversions of bank holdings into the new currency (see above). The authors claim that the above ill effects will be lessened by the government’s new found monetary independence which will enable it to discontinue austerity programs immediately and adopt counter-cyclical fiscal policy, as Argentina did after its default and discontinuation of the pesos-dollar peg. This may be so but all comparisons with Argentina must be taken with a large pinch of salt. For Argentina’s recovery, and associated fiscal policies, was far less due to its renewed independence and much more related to a serendipitous rise in demand for soya beans by China. While it is true that the weaker currency will boost exports, it will also have a devastating effect: The creation of a two tier nation. One nation that has access to hoarded euros and another that does not. The former will acquire immense socio-economic power over the latter, thus forging a new form of inequality that is bound to operate as a break on development for a long while – just like the inequality that sprang up in the post 1970s period did enormous damage to our countries’ real development (as opposed to GDP growth numbers) in the second postwar phase. Last, but certainly not least, even if one country exits the eurozone in this manner, the eurozone will unwind within 24 hours. The European System of Central Banks will break instantly down, Italian spreads will hit Greek levels, France will turn instantly into a AA or AB rated country and, before we can wistle the 9th Symphony, germany will have declared the re-constitution of the DM. A massive recession will then hit the countries that will make up the new DM zone (Austria, the Netherlands. possibly Finland, Poland and Slovakia) while the rest of the former eurozone will labour under significant stagflation. The new intra-European currency wars will suppress, in unison with the ongoing recession/stagflation, international and European trade and, therefore, the US will dive into a new Great Recession. The postmodern 1930s that I keep speaking of will be a tragic reality. #F_END# In summary, this plan may end up being the only way out of a vessel heading for the rocks. We must keep it in mind given that our European leaders’ bloodymindedness has put, and keeps, a whole Continent on the rock-bound path. But it is not time yet to adopt it. For it will come at an incredible human cost; a cost that can still be averted (assuming that I am right in saying that the point of no return has not been reached – yet). We still have a chance to storm the bridge and change course. Failing that, a plan like that by Mosler and Pilkington may be the equivalent of our lifeboats. We should, however, always keep in mind that our lifeboats will be launched in icy seas and, while stranded on them, many will perish. #/i# Qui Mosler e Pilkington avevano risposto a Varoufakis dopo qualche giorno, dicendo che NON erano per l'uscita dall'Euro come opzione favorita (nel 2011), ma che se dovevi uscirne il piano per farlo era questo, cioè creare una moneta parallela all'Euro e non convertire tutti i conti bancari e imporre che tutti i contratti e pagamenti siano di colpo in Euro. Notare che Mosler e Pilkington insistono sul fatto che in questo modo la nuova lira o dracma non divergerà molto dall'euro, perchè appunto non ci sarà una fuga di capitali e panico, il pubblico manterrà i suoi euro e li convertirà gradualmente in lire. Inoltre niente impedisce agli italiani o greci che devono fare pagament all'estero di usare gli euro che hanno per cui la quantità di lire che vanno sul mercato dei cambi estero è limitata ^Mosler/Pilkington: Response to Yanis Varoufakis Regarding Our Eurozone Exit Plan#http://www.nakedcapitalism.com/2011/12/moslerpilkington-response-to-yanis-varoufakis-regarding-our-eurozone-exit-plan.html^ 1 dicembre 2011, Naked Capitalism Recently the Greek economist Yanis Varoufakis responded to the euro exit plan that we published on Naked Capitalism a few days ago. While Varoufakis was broadly supportive of the plan if an exit was absolutely necessary, he criticised some of the details therein. Before we deal with some of the issues he raised – some of which are very important – we should first note as clearly as possible that neither one of us is advocating exit from the Eurozone for any countries therein. We both agree with Varoufakis that this would probably be a more painful option than simply staying in the currency union even with the current austerity programs in place. In addition to this, both of us have published pieces arguing that the Eurozone will likely weather this crisis and the ECB, in some shape or form, will probably step in to backstop the debt of the peripheral governments in the coming months. We merely published our sketch of an exit plan because both of us believe that it is always good to have a Plan B at the ready should any contingencies arise. We also think that having a viable plan in hand strengthens peripheral governments bargaining power vis-à-vis their neighbours. But more on this in a moment. First, let us deal with some of the issues that Varoufakis raised. (All numbered points in italics are Varoufakis’, below is our response): 1. All contracts by the government to the private sector (abroad and domestically) will be renegotiated in the new currency after the initial depreciation of the latter. In other words, domestic suppliers will face a large haircut instantly. Many of them will declare bankruptcy, with another large lump sum loss of jobs. First of all, there may not be any initial depreciation of the new currency if the government initiating the exit gets the exchange rate right. Since the new currency is required to pay taxes we anticipate that there should be a fairly consistent demand for it especially when it is first introduced. Take the example of a domestic industry – say, a cement manufacturer that sells its goods to the government. It would be paid in the new currency and provided that the currency’s value remains somewhat constant the new currency can then be used to pay workers. In addition to this they will, as they do now, price their output relative to their costs so there would be no threat of bankruptcy. Perhaps the key point here is that we do not anticipate a severe shortfall of demand for the new currency. Since it is released into the system slowly, and since it is required to extinguish tax liabilities, and finally since there will be an immediate need for cash in circulation, it should be widely sought after by economic actors. If, on the other hand, a company has loans outstanding in euros they may need to convert some of their profits from the new currency into euros to service these obligations. Again, this has as much to do with how large the profits they accumulate are, as it does with the exchange rate between the two currencies. If their real income falls they might take a hit. But such is business. Then there is the question of where these businesses get their inputs. If these inputs come from the domestic economy they will be able to pay for these in the new currency. If they come from abroad they will cost more money, if indeed the new currency does depreciate when introduced and even then the costs would be passed on to the consumer. 2. The banks will run dry and will not be kept open by the ECB. Which means that the only way Ireland or Greece or whoever adopts this plan can keep its banks open is if they are recapitalised in the new domestic currency by the Central Bank. But this means that bank account deposits will, de facto, be converted from euros to the new currency; thus annulling the beneficial measure of no compulsory conversions of bank holdings into the new currency. This seems to us the most important point that Varoufakis raises. European banks do indeed have problems with both euro and dollar denominated liquidity and these problems will only worsen should there be a default and exit. Hence, we are back to the prospect of bank runs and other financial nasties. In this case the government in question would, of course, only be able to provide liquidity in the new currency. The problems caused by this will only be as substantial as the amount by which the exchange rate between the new currency and the euro diverges. In the meantime, depositors will be exchanging euros for the new currency in order to meet ongoing payments (payrolls, taxes etc.). #b# Once again, we underline the fact that we believe that the demand for the new currency would be quite strong and devaluation limited.#/b# However, if a bank’s net worth (equity capital) falls below required minimums for any reason, the government will have to take it over and reorganise it. Options will then include: selling the bank as an ongoing business or selling the assets to other institutions. Both of these could lead to large losses for equity holders and, if the losses are severe enough, losses for depositors. It is not unheard of for depositors to suffer losses of the order of 25% during liquidation. We do advocate full deposit insurance be put in place to protect deposits denominated in the new currency, but deposits in euros will still be at risk and in this sense Varoufakis’ concerns have merit. 3. The authors claim that the above ill effects will be lessened by the government’s new found monetary independence which will enable it to discontinue austerity programs immediately and adopt counter-cyclical fiscal policy, as Argentina did after its default and discontinuation of the pesos-dollar peg. This may be so but all comparisons with Argentina must be taken with a large pinch of salt. For Argentina’s recovery, and associated fiscal policies, was far less due to its renewed independence and much more related to a serendipitous rise in demand for soya beans by China. The extent to which soya bean price rises led to the Argentine recovery is subject to much debate. Certainly, it allowed Argentineans access to foreign reserves which they could use to extinguish foreign loans, but to what extent it was the cause of the recovery is a definite grey area. We hold that the fiscal policies initiated by the Kirchner government that removed substantial fiscal drag played a significant role in the recovery. Varoufakis, by saying: “Argentina’s recovery, and associated fiscal policies, was far less due to its renewed independence and much more related to a serendipitous rise in demand for soya beans by China”, seems to imply that the fiscal policy expansion was somehow ‘allowed’ by the rising soya bean demand and the influx of foreign currency reserves. This is not the case. When Argentina ended the dollar peg they became able to extend government spending in as large quantities as they saw fit – that is, practically speaking: reducing fiscal drag by as much as the inflationary pressures created thereby were tolerated. After depegging, Argentina’s fiscal position could be run into deficit without risking insolvency or causing interest rates to skyrocket, both of which were the key constraints on government spending throughout the dollar peg era. In this way, the Argentinean example is perfectly viable as a comparison to a Eurozone country undertaking an exit. If the exit is undertaken and a floating exchange rate adopted, fiscal policy can be run into deficit until political limits, devaluation or inflation allows it to run into deficit no more. 4. While it is true that the weaker currency will boost exports, it will also have a devastating effect: The creation of a two tier nation. One nation that has access to hoarded euros and another that does not. The former will acquire immense socio-economic power over the latter, thus forging a new form of inequality that is bound to operate as a break on development for a long while – just like the inequality that sprang up in the post 1970s period did enormous damage to our countries’ real development (as opposed to GDP growth numbers) in the second post-war phase. Once again, the currency may not depreciate very significantly but even if it does, as the economy is brought back to full employment and output through reduced fiscal drag and increased exports, the government is then free to address distributional issues as it sees fit. The key point here would be to highlight these issues clearly prior to the exit taking place. 5. Last, but certainly not least, even if one country exits the eurozone in this manner, the eurozone will unwind within 24 hours. The European System of Central Banks will break instantly down, Italian spreads will hit Greek levels, France will turn instantly into a AA or AB rated country and, before we can whistle the 9th Symphony, Germany will have declared the re-constitution of the DM. A massive recession will then hit the countries that will make up the new DM zone (Austria, the Netherlands. possibly Finland, Poland and Slovakia) while the rest of the former eurozone will labour under significant stagflation. The new intra-European currency wars will suppress, in unison with the ongoing recession/stagflation, international and European trade and, therefore, the US will dive into a new Great Recession. The postmodern 1930s that I keep speaking of will be a tragic reality. We should again reiterate that we are not actually calling for an exit. We simply believe that the governments should have a contingency plan and, most importantly, that this contingency plan would steer them away from the very real desire to peg their new currency to either the euro or to some other foreign currency in the case of default. As we wrote in the original plan, should this happen we expect another Argentinean/Russian style financial collapse within a few years of the new currency peg being adopted. We should also point out that having a viable exit plan and having this exit plan and its possible results openly talked about gives the peripheral countries more bargaining power vis-à-vis their austerity loving neighbours. At the moment we should be focused on drafting any sort of national strategy that can give power back to sovereigns vis-à-vis the Eurozone. (In this, we know that Varoufakis sympathises as he has recently shown interest in our jobs program funded by tax-backed bonds which one of the authors [Pilkington] is currently trying to flog in Ireland). We also think that it is unlikely that an exit will actually occur. We both think that the ECB will almost undoubtedly step in to backstop the unruly debt burdens of the periphery. However, this will probably mean that the periphery will be kept on ‘life support’ while austerity continues to be imposed upon it. Once again, it is imperative that countries within the periphery have as many bargaining chips as possible in their negotiations with their fellow Europeans. Lastly, we should note that, should a nation exit the Eurozone in the manner we have outlined, a worldwide deflationary collapse might actually work to their advantage. Why? Because with their new currency they could undertake an Argentinean-style jobs guarantee program which would maintain full employment domestically while real terms of trade shifted dramatically in their favour as worldwide prices fell. Or, to put it another way: peripheral countries like Ireland would no longer have to rely on export-oriented growth in a world plagued by massive deflationary contraction. Instead they could run fiscal deficits to maintain full employment and high living standards while having little concern for the potential devaluation of the new currency caused thereby because worldwide prices would be falling at the same time. Qui hai anche il commento di Mosler dettagliato alla proposta alternativa di Varoufakis ^EUROZONA: COMMENTO DI WARREN MOSLER ALLA "MODESTA PROPOSTA" DI YANIS VAROUFAKIS (PRIMA PARTE)#http://www.retemmt.it/component/k2/item/414-eurozona-commento-di-warren-mosler-alla-modesta-proposta-di-yanis-varoufakis-prima-parte^

I greci sono grandi negoziatori - Moderatore  

  By: Moderatore on Martedì 03 Febbraio 2015 12:02

Ieri e oggi tutti i mercati sono saliti perchè... (Bloomberg) -- ^Greece retreated from its call on the euro area to write down its debt#http://www.bloomberg.com/news/articles/2015-02-02/greece-standoff-sparks-ire-from-u-s-u-k-over-economic-risks^, and instead proposed to exchange existing borrowings for new bonds linked to the country’s growth. Ma non c'è solo questo, che sembra un rimangiarsi la retorica elettorale e piegarsi al mercato finanziario. I greci sono famoso per essere grandi commercianti e negoziatori, un mio amico che ha venduto piastrelle in tutto il mondo per venti anni mi diceva che se dovesse dire chi sono i più astuti ci sono i greci, seguiti dagli ebrei e dai libanesi. Al momento la strategia della Grecia è stata : 1) annunciare che avrebbe chiesto di cancellare metà del debito e poi di rimangiarsela appunto ieri optando per uno "swap" consigliato da Lazard che ha entusiasmato i mercati 2) La settimana prima la Grecia aveva rifiutato i 7 miliardi che la Troika le doveva, perchè ha detto che non riconosce più l'autorità della Troika 3) Ieri però ha chiesto alla BCE e alla Commissione Europe e al FMI (cioè alla Troika in sostanza) di farle emettere 10 miliardi di Bot greci -------- Athens seeks higher T-bill limit ^Finance minister requests ceiling to rise by 10 bln euros and for Eurosystem to pay its Greek bond earnings#http://ekathimerini.com/4dcgi/_w_articles_wsite2_1_03/02/2015_546814^ By Eleni Varvitsiotis Greece submitted on Sunday a request to issue an additional 10 billion euros of treasury bills in a bid to plug a funding gap and secure the time needed for the government to conduct negotiations with the country’s creditors. The request also includes the immediate payment of earnings by the Eurosystem from Greek bonds amounting to 1.8 billion euros, which had been linked to the last assessment by creditors. According to a high-ranking official in Brussels who declined to be named, the request was submitted in Paris by Finance Minister Yanis Varoufakis to French counterpart Michel Sapin and European Commissioner for Economic and Monetary Affairs Pierre Moscovici. Greece can currently issue a maximum of 15 billion euros in T-bills, a limit it has already reached. Varoufakis asked for the ceiling to be raised to 25 billion euros so that Greece can cover its needs during a “bridge agreement” ahead of a final settlement between the eurozone and Athens. Greece’s European peers are reluctant to satisfy the request as the European Central Bank’s (ECB) monitoring mechanism has already stopped local lenders from buying more T-bills, telling them to be more cautious with their cash flow. It would essentially take a political decision in Brussels for the 15-billion ceiling to be raised as it is not an issue that can be solely decided by the ECB and must have the okay of the European Commission and the International Monetary Fund. It is also unlikely that the request for an additional 10 billion euros will be met, though a smaller expansion to the T-bill pool could be granted. The payment to Greece of the Eurosystem’s earnings is also a decision that would require the consent of all eurozone member states, given that the release of the 1.8 million euros was dependent on the outcome of the bailout program review. Sources in Brussels told Kathimerini that eurozone finance ministers are in constant communication and it is likely that instead of an extraordinary Eurogroup meeting there will be consultations over the telephone among certain ministers and representatives of the creditors ahead of the European Union summit on February 12.

Tsipras e Lazard: "il lupo viene assunto dalle galline" - Moderatore  

  By: Moderatore on Martedì 03 Febbraio 2015 00:26

Uelà...^"La Grecia sceglie Lazard per rinegoziare il debito"#http://www.nextquotidiano.it/grecia-sceglie-lazard-per-rinegoziare-debito/^ Tsipras e compagni non si mettono mai la cravatta, cantano Bella Ciao ma quando si parla di soldi si rivolgono a Lazard. Come si può leggere qui a fondo pagina in questo articolo del New York Times sul libro di Cohan sulla storia di ^Lazard#http://www.lazard.com/^, qui parliamo di una Goldman Sachs al quadrato, la quintessenza della finanza anzi dell'aristocrazia finanziaria internazionale da più di un secolo e come nota di passaggio anche il New York Times, se è consentito dirlo aristocrazia ebraica (a Goldman Sachs è più misto come ambiente). Non che ci sia niente di male, anzi vuole dire che cerchi il meglio quando si parla di debito e che cerchi le connessioni giuste, che non sei un dilettante. Meglio per chi ? Beh... questo è più complicato...come ha twittato oggi ^Warren Mosler " il lupo viene assunto dalle galline"#http://memmt.info/site/mosler-varoufakis-mi-sembra-tutto-molto-sbagliato/?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=mosler-varoufakis-mi-sembra-tutto-molto-sbagliato&utm_source=twitterfeed&utm_medium=twitter^ Cosa sembra che venga fuori come proposta per il debito greco da Syriza gestita dal suo economista Yarooufakis ? #ALLEGATO_2# Da quello che si legge Varoufakis dice : “la Grecia è nell’euro e resterà nell’euro”, "..ripagare tutto con gli interessi”, "mantiene un surplus primario" e allo stesso tempo aumenta la spesa pubblica...E come si ottiene questo miracolo ? Con una serie di "swap" del debito vecchio con debito nuovo indicizzato al PIL e altra ingegneria finanziaria che mantiene il debito, sembra, in termini nominali. Una di quelle manovre in cui l'unica cosa certa è che i consulenti e le banche incassano parcelle e commissioni da paura. Forse però i miracoli sono possibili perchè il banchiere di Lazard che si occuperà del debito greco è Matthieu Pigasse, uno dei tre soci proprietari di LeMonde e altri media, del giro si Dominique Strauss-Khan e uno dei personaggi che contano in Francia. Cioè, il concetto che potevano ad esempio chiedere anche a me come fare per il debito perchè non è complicato, ma magari questo ha più connessioni e contatti e li aiuta a giocare un gioco... (Qui ^un intervista a Matthieu Pigasse#http://www.ft.com/intl/cms/s/2/b979fab2-e0d1-11e3-a934-00144feabdc0.html^, uno di quelli che in Francia chiamano la “gauche caviar” cioè "la sinistra che mangia caviale". Qui il ritratto sul Financial Times) #ALLEGATO_1# Insomma tra Soros che finanzia Syrizia perchè è per l'immigrazione indiscriminata e multiculturale/multirazziale e Lazard che li consiglia di fare degli "swap" di debito i nostri amici di Syriza forse sanno come stare al mondo ----Cosa è Lazard ?---- ^"Bankers Behaving Badly"#http://www.nytimes.com/2007/05/27/books/review/Parker-t.html?pagewanted=all&_r=0^ New York Times, May 27, 2007 A somewhat similar fate, to judge by William D. Cohan’s “Last Tycoons,” seems to have befallen ^Lazard Frères & Company#http://www.lazard.com/^. For more than a century, the legendary firm was considered by many in the clubby world of high finance the quintessence of investment banking, with its aristocratic European hauteur, superlative trans-Atlantic connections and unmatched savoir-faire in the advice it dispensed to ultra-wealthy individual and corporate clients. Although much smaller than better-known rivals like Goldman Sachs, Lazard engendered awe among Wall Street insiders. Cohan, who once worked at Lazard, tells a sprawling, gossip-filled tale about the firm, the careful cultivation of its lustrous reputation and, in the last decade or so, that reputation’s apparent undoing. It is far from an epic tragedy — the story is, after all, about money and its most avid pursuers. Moreover, in dollar terms, Lazard — however dimmed its reputation — is seemingly thriving as never before, its stock price having doubled in the past two years. But Cohan’s portrayal of the firm’s dominant partners — whose gargantuan appetites and mercurial habits provide the unifying force behind the book’s operatic melodramas — makes this an epic in its own way. In fact, “The Last Tycoons” bears a striking resemblance to F. Scott Fitzgerald’s “Last Tycoon.” Fitzgerald set his novel in Hollywood, and described lives, temperaments and ambitions that closely approximate those of Lazard’s most important figures. Of course, Cohan isn’t Fitzgerald. After 700 pages, many will come away feeling the bank’s story might work better as a tale told by Hollywood — a French-accented “Dynasty” meets “What Makes Sammy Run?” In this book, the bank’s five most prominent modern-day partners — André Meyer, Felix Rohatyn, Michel David-Weill, Steven Rattner and Bruce Wasserstein — share tumultuous center stage. Because most Americans won’t recognize their names, Cohan meti *** usly details the impressive (but not entirely winning) reasons for their outsize reputations among denizens of Wall Street, the Upper East Side and the Hamptons. Long the dominant force, André Meyer (who died in 1979) wasn’t a Lazard, but shared deep Alsatian Jewish roots with the family. Such connections mattered, as the firm’s birth and rise make clear. In the 1840s, three Lazard brothers left Alsace for New Orleans. Decamping soon thereafter for San Francisco — and joined by another brother and a cousin — they quickly made a fortune as dry goods merchants after the 1849 gold rush. By the 1880s, the Lazard clan had shrewdly used a small but profitable sideline — the shipping, trading and apparently early arbitraging of gold, silver and currency — to reinvent the family as trans-Atlantic bankers for an elite clientele, with offices in New York, London and Paris. For the next half-century — thanks to rapid industrialization, global investing, expensive wars and profitable arms races — Lazard thrived as an adviser to corporations and governments, and at the expense of much larger, WASP-dominated competitors. The firm skirted bankruptcy more than once, but each time recovered stronger than ever. New York became the most powerful and profitable of Lazard’s three branches, owing to Meyer’s courtship of Manhattan’s fast-rising Jewish Brahminate. The firm was also helped by his courtship, frequently amorous, of a succession of beautiful and beautifully connected society wives and widows — most famously, in his later years, Jacqueline Kennedy. Meyer’s protégé Felix Rohatyn once said about his mentor: “He wanted to be loved. He had a great sense of buying and selling — things and people. He was the most ruthless realistic analyst of human character I have ever met. ... I fought him every day for 20 years. You had to. If you didn’t fight him, you were finished. ... He destroyed a lot of people.” Much of the book provides the evidence for that testimony. Under Meyer’s tutelage, Rohatyn prospered, becoming the firm’s pre-eminent deal maker by engineering a string of high-profile corporate mergers and takeovers in the 1960s and early ’70s — while carefully never challenging Meyer’s need for total control. Rohatyn’s gifts were not unalloyed: he more than once worked at the darkly clouded intersection between politics and business — most notoriously involving Harold Geneen, ITT, Chile and Richard Nixon — and thereby badly tarnished his and the firm’s reputation for a time. But when New York nearly collapsed in the mid-’70s, the city called on Rohatyn to put its finances back in order. Manhattan and its powerful media adored him, transforming “Felix the Fixer” into a much-sought-after pundit and Democratic Party economic policy maven. By the late ’70s, Meyer’s age and health required a successor — a position that Rohatyn declined and that instead fell to Michel David-Weill, whose family, along with Meyer’s, then still controlled Lazard. But his tenure soon brought challenges as contradictory and destructive as any bred under Meyer. The wave of corporate permutations and consolidations in the ’80s made Lazard ever more influential and profitable — and induced it to hire a talented new crop of bankers from comparatively middle-class backgrounds. Among these, Steven Rattner and Bruce Wasserstein would prove defining figures at the bank, for better and for worse. Rattner, the son of a paint manufacturer from Long Island, went to Lazard after reporting for The New York Times, where he forged an important friendship with Arthur Sulzberger Jr., now the publisher. Assigned to the Washington bureau, Rattner, Cohan suggests, too eagerly befriended some of the city’s most influential deal makers, men who would eventually help him move on to investment banking. Rattner’s Rolodex of media and political connections helped make millions upon millions for Lazard, his clients and himself as he midwifed some of the richest deals in the ’90s. His success resulted in a bitter rivalry with Rohatyn, but more important, it led David-Weill to make Rattner the deputy chief executive officer. Rattner soon let his new position overshadow that of David-Weill — an error Rohatyn had avoided with Meyer. David-Weill overthrew Rattner after he tried to restructure the New York, London and Paris offices in ways that threatened the Frenchman’s power. Rattner’s departure set the stage for the arrival of Bruce Wasserstein. The Brooklyn-born son of a ribbon manufacturer, Wasserstein had briefly worked as a Nader’s Raider before turning to investment banking, where his brilliant but often very expensive deals earned him the nickname Bid-’Em-Up Bruce. Wasserstein is Lazard’s chief executive today because he outmaneuvered David-Weill, forcing Lazard from private partnership to public company. The shift destroyed the byzantine structure that had given Meyer and David-Weill their unrivaled control, but also brought unwanted scrutiny to the myriad struggles that had long been concealed behind the firm’s impeccably upright reputation. Yet ignominy aside, going public vastly enriched Wasserstein, the partners who joined him — and even David-Weill. In many of its details, “The Last Tycoons” will captivate those closest to the industry. They will learn that David-Weill’s percentage of the firm’s profits was 25.7552 in 1977, that Lazard paid $100 million to settle a municipal bond kickback scandal, even which senior partner preferred the Hoyo de Monterrey Epicure No. 1 brand of illegal Cuban cigars. But for a general audience, there is little that will seem new after two decades of Enrons, Worldcoms and Milkens — all tales of similarly motivated men, the Masters of the Universe. We hear about the requisite amorous indiscretions (even a lurid S-and-M-tinged homicide), overconspicuous consumption, petty vanities and betrayals, and the habitual collecting of high-priced art and oversize homes. Judging the art collection left by Meyer after his death, a writer remarked that it was “a glorious triumph of mystique over substance.” One is tempted to imagine that line as a caption for some future cartoon depicting a middle-aged, overweight and badly dressed banker, with Manhattan’s skyline in the background, dressed in a bespoke tab-collared, French-cuffed shirt with the monogrammed initials “LFNJ.”

Natalino Balasso: allucinazioni collettive all'interno di gruppi autoreferenziali - Moderatore  

  By: Moderatore on Lunedì 02 Febbraio 2015 22:49

^di Natalino Balasso 31 gennaio#https://www.facebook.com/natalinobalasz/posts/949068358444652^ (segnalato da ComeDonChisciotte) Ma se l'Europa è ridotta a poche élite che controllano grazie al loro peso sull'economia tutte le politiche degli stati; se qualunque tipo di governo, sia esso di sinistra, di destra, di centro, libertario, conservatore, deve comunque riferire le proprie politiche agli impegni presi (che, ad esempio, per l'Italia significa 150 miliardi o giù di lì); se, insomma, le scelte di un governo nuovo sono già avviate sul binario del cilicio, cioè dell'assestamento dei conti, che sono numeri che non tengono conto della vita della gente; alla fin fine, ha senso eleggere un governo? Qui non si tratta di sovranità nazionale, magari fossero tutte annullate le sovranità nazionali, a fronte di un'Europa veramente libera! Qua si tratta di biodiversità. Dividersi sui partiti, sui nomi, quando un comunista come Tsipras si allea con la destra conservatrice per tentare una politica antieuro (che non è detto che porti da qualche parte) e in altri paesi si fanno alleanze simili per poter governare in linea con la Troika, non ha senso. Non ha senso perder tempo a disquisire su idee, ideologie, partiti, mode intellettuali del momento, nomi, se chiunque vincerà è destinato a poter governare in un solo modo. Mai come in questo periodo la politica è puro intrattenimento. In Italia si sono sprecate paginate sui giornali riempite con nomi di probabili presidenti quando si sapeva già che per due giorni le votazioni non sarebbero servite, si sono spesi fiumi di denari per interi pomeriggi televisivi di ipotesi, quando bastava aspettare sabato e occuparsi di cose più sensate. L'orgia dei numeri alle politiche alle europee alle amministrative, i battibecchi isterici dati in pasto al pubblico convinto che si stia parlando di politica, sono puro intrattenimento. Le indignazioni stentoree, le proteste sommesse, le critiche, le autoesaltazioni, intrattengono il pubblico nella descrizione del nulla quotidiano. Il 70% della gente non ha nessuna influenza sulla politica del proprio paese, conta solo chi è ai piani alti della piramide, come quel tizio a Padova che dichiarava 10.000 euro l'anno e gli hanno sequestrato beni per 130 milioni. Quella è la gente che può influire sulle decisioni, tant'è che a prendere in mano intere porzioni della politica amministrativa c'è la mafia, c'è la camorra, c'è la 'ndrangheta, anche nelle regioni del nord. Di che stiamo parlando dunque? Quale senso ha questo nostro cincischiare all'interno dei nostri miseri steccati di pensiero? Perché quelle pagine inviperite contro questo o quello accusati del fatto di indossare una casacca, quando quelle casacche sono come le maglie dei calciatori: puro intrattenimento? Immersi nel nostro racconto del mondo, dimenticando volutamente il fatto che non contiamo un 'azzo, abbaiamo contro quelli dall'altra parte del cancello, mentre i media c'intrattengono con sensatissimi discorsi sugli sviluppi da temere o da sperare. Ma pare che provare a vedere le cose da un punto di vista che non sia il nostro solito ci faccia schifo e allora restiamo nelle nostre sicurezze emozionali: che nessuno disturbi le nostre certezze, le facce solite, i modi simpatici, i nemici sporchi, gli avversari sono tutti idioti, i nostri, i loro. Tutte visioni, allucinazioni collettive all'interno di gruppi autoreferenziali. Intrattenimento.

conosco bene l'Estonia - Giovanni-bg  

  By: Giovanni-bg on Lunedì 02 Febbraio 2015 11:29

Salve Moderatore conosco bene l'Estonia da almeno 10 anni. Ci sono stato più volte l'ho girata tutta e conosco ogni angolo di Tallin città stupenda con alto livello della vita Conosco bene anche gli estoni con cui ho rapporti sia di lavoro che di amicizia personale. Un mio amico è il fratello di una cantante estone piuttosto conosciuta localmente e gran bella figliola ( a questo riguardo sottolineo che in fatto di belle figliuole le estoni sono seconde quasi a nessuno sia come concentrazione sul territorio che come bellezza) Ogni volta che incontro questo mio amico è con una fidanzata diversa e nonostante lui non sia un adone le relative fidanzate sono costantemente una più carina dell'altra. Comunque il fatto che siano una nazione non è corretto. In realtà come sanno tutti quelli che conoscono l'Estonia sono due nazioni o meglio due popolazioni che vivono quasi separate sulle stesso territorio. Una sono glie estoni autoctoni gli altri sono i figli e i nipoti dei soldati dell'armata russa che per anni era dislocata in Estonia. Questi sono oggi a tutti gli effetti cittadini estoni e non si sognano minimamente di tornare in Russia. Hanno diversi problemi di convivenza perché le due comunità fondamentalmente non si sopportano a causa del passato recente in cui i russi comandavano in tutte le istituzioni e dopo (con la dissoluzione dell'URSS) sono stati spodestati dagli autoctoni che hanno preso tutte le leve del potere politico ed amministrativo. Prima i russi erano i ricchi, la classe dominante, ora sono i poveri e gli autoctoni sono i nuovi ricchi che comandano. Gli autoctoni sono maggioritari nel paese ma i russi sono comunque alcuni milioni in una nazione relativamente piccola. Facile capire che quindi perché non si sopportano. In più l'Estonia vive da anni un rapporto di intolleranza con il vicino russo che reclama tuttora diritti territoriali su alcune zone strategiche come Sillmae. Ho visto diverse volte colonne i carri armati andare verso il confine russo come risposta alle manovre sempre sul confine dall'altra parte dei russi

l'Estonia, una vera nazione! - Moderatore  

  By: Moderatore on Lunedì 02 Febbraio 2015 00:54

l'Estonia, una vera nazione! ^bellezza, orgoglio e armonia in Estonia#https://www.youtube.com/watch?v=R-fsTAnmNIY#t=134^

Se la Banca Centrale compra bonds il tasso di cambio scende ? - GZ  

  By: GZ on Sabato 31 Gennaio 2015 22:41

Carlog, perchè esci dal tuo campo di studio, che è così bello perchè astratto, per avventurarti in cose più mondane ma di cui non sai tanto ? (dopo il 2009)#b# la Federal Reserve ha comprato circa 3,500 mila miliardi di titoli di stato e altri titoli di debito . La BCE ne ha comprati invece meno di 1,000 miliardi#/b# Una bella differenza no ? Ma il dollaro verso l'Euro non è sceso, è salito ! La BCE è stata l'unica Banca Centrale negli ultimi due anni ha ridurre il suo bilancio #ALLEGATO_2# (Il grosso del bilancio della BCE è stato riempito di prestiti alle banche, che sono una cosa molto diversa dal comprare bonds. In entrambi i casi si crea denaro dal niente, ma prestando alle banche non si ottiene nessun effetto se queste poi non prestano, comprando bonds li fai salire di prezzo sul mercato e quindi scendere di rendimento, ceteris paribus). Quindi al momento hai: FED compra 3.500 miliardi di bonds, BCE compra 1,000 miliardi di bonds e si è fermata nel 2012. Risultato ? Dollaro sale... Senza contare che gli USA hanno portato il tasso di interesse a cui la Banca Centrale presta alle banche allo 0% tre anni fa, prima della BCE.. Se guardi in % del PIL la differenza non sembra grande come livello, ma la direzione negli ultimi due anni è evidente no ? Sono due anni se guardi il grafico (linea blu) che la BCE RIDUCE la quantità di bonds che compra mentre la FED (linea verde) la aumenta. E però l'Euro è sceso, mica salito verso il Dollaro! #ALLEGATO_1# Nota bene che la BCE è dal luglio 2012 che NON HA COMPRATO UN SINGOLO BOND. Cioè, se prendi gli ultimi due anni e mezzo la Banca Centrale in Americ ha comprato tonnellate di bonds e aumentato il suo bilancio di 1,400 mld di dollari e la BCE non ne ha comprati per niente e lasciato che il suo bilancio si riducesse di 1,000 mld di euro (perchè le banche le ha restituito i soldi prestati loro nel 2012...) Come mai allora il cambio dell'Euro è sceso verso il Dollaro negli ultimi due anni ? Ora, che aumentare in modo drammatico il bilancio della Banca Centrale facendole comprare tonnellate di bonds e altri strumenti finanziari alla fine funzioni nel far scendere il tasso di cambio è vero, guarda il Giappone in cui la Banca Centrale ha comprato titoli di stato, ETF immobiliari e persino azioni di borsa giapponesi pari a più di metà del PIL. Se fai comprare alla Banca Centrale metà del PIL di bonds e azioni alla fine i residenti (giapponesi) sono costretti in qualche modo dal fatto che la Banca Centrale li spiazza ad andare comprare qualche bond e azione all'estero. Cioè sono in qualche modo indotti a vendere Yen e comprare Euro o Dollari o altre valute per appunto acquistare titoli finanziari all'estero. E questo alla fine fa scendere il tasso di cambio. Occorre però veramente esagerare, calcola che se la BCE dovesse ora comprare bonds in misura pari ai giapponesi invece di 60 miliardi al mese dovrebbe comprarne più di 200 miliardi al mese Il punto però è che la BCE non ha comprato ancora un solo bond da metà 2012 e lo stesso l'Euro è sceso.... OK. ^Vuoi una discussione più sofisticata ?#http://worthwhile.typepad.com/worthwhile_canadian_initi/2015/01/interest-rates-exchange-rates-and-the-bank-of-canada.html^ Qui hai l'ultimo post di Nick Rowe che cercava di creare un piccolo modello per spiegare il crollo del Dollaro Canadese verso il Dollaro USA recente, dopo che la Bank of Canada ha solo ridotto dall'1% allo 0,75% il suo tasso di riferimento. Il punto importante che Rowe fa è che la Banca centrale in un economia molto aperta all'esterno deve cercare di influenzare non il tasso di interesse che serve a poco, ma il tasso di cambio. Se un economia molto aperta all'esterno (come export e import) viene colpita da uno shock esterno, come il Canada con il calo del petrolio, la Banca centrale deve cercare di compensare facendo scendere il tasso di cambio. Ora, arriviamo alla Grecia (o all'italia). Nel nostro caso lo shock esterno è dato dall'austerità, l'improvviso aumento di tasse (Italia) e tagli di spesa pubblica (Grecia) per far sì che si abbia un surplus di bilancio prima degli interessi. Cioè #F_START# size=3 color=blue #F_MID#qui siamo stati obbligati a tagliare la domanda tramite l'austerità, come in Canada di colpo si è ridotta la domanda a causa del crollo del petrolio. E in entrambi i casi l'unico modo di rispondere è far scendere il tasso di cambio reale#F_END# Il problema è che più del 50% dell'export dell'Italia o della Grecia va nella zona euro, per cui anche una riduzione del 20% del tasso di cambio dell'Euro ha un efficacia limitata (anche perchè poi tutti i paesi del mondo dal Giappone in giù stanno avendo un cambio che si svaluta, per cui alla fine tutto l'aumento di competitività ce l'hai solo verso gli USA e alcuni paesi legati al dollaro come taiwan, hong kong, arabia, kuwait...)

insomma ......devo continuare - alberta  

  By: alberta on Venerdì 30 Gennaio 2015 15:18

Stock: Apple Computer

30 Gennaio 2015 11:52 Non pensavo proprio che il dax arrivasse oltre 10800, ho chiuso molto prima p.p. __________________________ Dispiace rifare discorsi triti e ritriti, ma finchè i tassi di interesse rimarranno nel Mondo che conta a Zero o sottozero, nessun serio bear market potrà impostarsi, ed i nuovi massimi del DAX, pur con un EUR debole, quindi negativo per gli investitori USD e GBP, lo testimoniano. Anche Nonna Papera ha detto che continuerà ad essere paziente sul rialzo dei tassi, forse sino a fine 2015, mentre il qE di Draghi va avanti sino al 2016.... Non vedo proprio dove collocare quattrini, se non nell' azionario, per avere rendimenti (reali) che non siano con il segno MENO davanti...... e mi sembra che a nessun investitore, gestore, fondo pensione etc. piaccia o possa permettersi tassi di rendimento a fine anno NEGATIVI. Ergo la Borsa, quella che conta, NON potrà scendere, solo perchè non ci sono investimenti alternativi, i dividendi sono grassi ed anche se i prezzi rimangono fermi..... insomma ......devo continuare ?????

La Reichlin sul Corriere e Boldrin non capiscono cosa sia il QE - Moderatore  

  By: Moderatore on Mercoledì 28 Gennaio 2015 01:32

Gli economisti non capiscono i fatti economici anche quando come nel caso del QE sono fatti monetari che sfuggono alla gente normale che ha una ditta o una professione e quindi toccherebbe a loro spiegarli al resto della popolazione ^Lucrezia Reichlin, ex-capo economista della BCE... sul Corriere di oggi spiiega il QE#http://www.corriere.it/opinioni/15_gennaio_27/scelte-giuste-bce-ma-ue-non-puo-avere-germania-contro-d461b362-a5fa-11e4-96ea-4beaab57491a.shtml^ #i#" ...Se il debito di questi Paesi [come l'Italia] dovesse continuare ad espandersi...gli scenari possibili sarebbero due. Nel primo, #F_START# size=3 color=darkred #F_MID#la Bce continuerebbe ad acquistare titoli, sostituendosi così al mercato: questo genererebbe però un aumento incontrollato dell’inflazione#F_END# e la perdita di credibilità della Banca centrale. Nel secondo scenario, invece, la Bce interromperebbe gli acquisti per non violare il suo obiettivo di inflazione e permetterebbe il default dei Paesi a rischio. In questo secondo caso, però, la Bce si troverebbe a pagare un prezzo elevato, particolarmente difficile da digerire per chi, tra i suoi azionisti, si trova nella condizione di creditore....".#/i# #b# Come 'azzo faccia il fatto che la BCE o Bankitalia comprino metà dei BTP sul mercato a far salire "in modo incontrollato" prezzi di olio, computer, automobili, divani e plastica non si sa #/b# ^Che non sia ovviamente vero lo dice Michele Boldrin su NoisefromAmerika#http://noisefromamerika.org/articolo/qe-non-qe-ovvero-inutile-dilemma#comment-103276^ #i# "Cos'è successo all'inflazione USA durante i periodi dei tre QE? La risposta breve è "nulla". ...L'inflazione viene quando famiglie ed imprese spendono soldi, ricevuti a credito o via trasferimenti, senza che a fronte vi sia una crescita della produzione di beni e servizi. Ora, a parte il fatto che in teoria il QE dovrebbe servire per far ripartire la produzione di beni e servizi, gli argomenti illustrati prima fanno dubitare che questa liquidità addizionale passi rapidamente da banche e governi a famiglie ed imprese. #/i# #b# Ma poi improvvisamente il prof. Boldrin immagina che la liquidità del QE la spenda il governo ????!#/b# #i#A meno che ... #F_START# size=3 color=darkred #F_MID#a meno che qualche governo buontempone non decida di lanciarsi in operazioni di spesa pubblica a go-go utilizzando tale liquidità ed aumentando fuori misura il proprio debito per fare trasferimenti....Ma, lasciando da parte il fatto che questo sarebbe comunque dannoso perché poi i debiti ti rimangono in groppa...#F_END# #/i# #b# E Boldrin immagina che i BTP che compra la BCE o Bankitalia sul mercato continuino ad essere un debito, anche quando lo stato se li è ricomprati in pratica lui ??!#/b# Per una volta ^ho provato mettere qualcosa sul blog di Boldrin#http://noisefromamerika.org/articolo/qe-non-qe-ovvero-inutile-dilemma#comment-103276^ per correggere questi errori e vedere cosa diceva (visto che ha un blog senza censura come altri) #b# i deficit non sono la stessa cosa del debito (pubblico) • giovanni zibordi •27/1/2015 01:04#/b# #F_START# size=3 color=blue #F_MID#....non si potrebbe anche ammettere che quando Bankitalia ora, per la prima volta dagli anni '80, può ricominciare a ricomprare i titoli di stato significa che il debito pubblico può scomparire come problema ? Cioè che il QE di Draghi dimostra che potremmo ridurre le tasse ed evitare l'asfissia all'economia scambiando moneta con debito, un operazione che non ha costi come tutti possono notare osservando Draghi. Alla fine della fiera il QE significa che lo Stato, tramite la Banca Centrale che agisce per suo conto, può decidere (se lo ritiene utile) di fare deficit, ma non debito. Con il QE il deficit pubblico può aumentare, ma non il debito visto che se lo può ora finalmente comprare Bankitalia la quale alla fine dell'anno gira le cedole al Tesoro, per cui E' COME SE IL DEBITO NON ESISTESSE una volta che entri nel suo bilancio. Questo è ovvio no ? Nei prossimi 12 mesi il Tesoro emetterà (al netto, come finanziamento del deficit del 3% famoso) circa 45 mld di titoli e Draghi comprerà circa 500 per l'eurozona intera di cui all'Italia spetteranno forse 80 mld (17% ?). Cioè con un deficit del 3% grazie al QE quest'anno il debito si ridurrà (ceteris paribus...) E se qualcuno si preoccupa di dove finiranno questi 80 mld di BTP che Bankitalia compra sul mercato...beh... quando scadranno lei può: a) comprarne altri o b) semplicemente dimenticarseli nel suo bilancio e non chiedere i soldi indietro al Tesoro. Non è magnifico ? Dopo 30 anni che si fanno Finanziarie su Finanziarie e si aumentano le tasse fino a far asfissiare l'economia in nome del Debito Pubblico ora finalmente si può ridurre o anche annullare questo debito. Senza alcun costo, nè diretto e neanche indiretto perchè, come si vede in giro per il mondo, i mercati non vanno contro una Banca Centrale che fa QE in modo massiccio. Insomma: 1) con il "QE", cioè con uno "swap" di debito con moneta, puoi ridurre il Debito Pubblico, 2) puoi fare un maggiore deficit pubblico senza aumentare il debito, 3) ergo, il QE va usato per ridurre le tasse senza aumentare il debito pubblico Visto che ora finalmente Draghi è riuscito far passare il principio e implementarlo, anche se in misura minima, perchè non spiegare alla gente che si può invece farlo su larga scala e così eliminare il debito pubblico e ridurre le tasse. .... ... Insomma è vero che il QE come lo si fa non serve quasi a niente perchè crei un "cash" che non può essere utilizzato da famiglie e imprese, che va solo a comprare BTP....e poi ritorna quasi tutto alla Banca Centrale come "riserve" che le banche le ridepositano..... Se invece rompi il tabù dell'eurozona e dici che il QE PERMETTE DI AUMENTARE I DEFICIT SENZA AUMENTARE IL DEBITO, che deve servire a finanziare una riduzione massiccia di tasse e lo usi solo per ridurre le tasse (non la spesa pubblica! )... allora servirebbe eccome #F_END# Forse il discorso era complicato perchè l'ottimo professore dell'Università di Kansas City ha risposto: #b# Difficile rispondere • michele boldrin •27/1/2015 - 05:47#/b# #i# Troppe affermazioni improbabili e senza fondamento. Ma proviamo. -#F_START# size=3 color=darkred #F_MID# La differenza fra finanziare deficit via emissione di debito o via emissione di moneta e' sottile ma, alla fine, non essenziale. In entrambi i casi, come abbiamo appreso 40 anni e passa fa da Sargent e Wallace, scambi beni e servizi reali per pezzi di carta. Nel caso del debito il pezzo di carta chiede di restituire beni e servizi reali in futuro (debito), nell'altro fa circolare pezzi di carta che si comprano beni e servizi reali in ogni caso. Questi ultimi, in entrambe le circostanze, spariscono dalla circolazione perche' sono stati usati. Detto altrimenti, quale illusione puo' far pensare che scambiare beni reali per pezzi di carta "rosa" (debito) abbia un effetto diverso da scambiare gli stessi beni per pezzi di carta "blu" (moneta")? Sempre pezzi di carta sono in cambio di beni veri!#F_END# Il resto che scrivi segue (privo di senso) dalle ipotesi (erronee) con cui cominci. Scambi debito per moneta, perfetto. E allora? La moneta circola (se circola, vedi sotto) e crea inflazione, perche' mica te la mangi o ci dormi con la moneta! La ricchezza reale se ne va in entrambi i casi. Ma, magari, la moneta non circola. Allora l'unica cosa che succede e' la seguente. Una qualche istituzione finanziaria, banca, prima aveva pezzi di carta rosa (debito) in cassaforte e poi ha pezzi di carta blu (moneta). Fine. Niente e' cambiato. In entrambi i casi lo stato ti ha dato pezzi di carta in cambio di un bene reale. Perdonami ma a leggere commenti come i tuoi tremano le vene ai polsi. Commenti cosi' fanno capire quanto importante sia studiare davvero, capire le cose davvero e non trasformarsi tutti in economisti da bar che pensano di fare miracoli con il gioco delle tre carte. Se fosse cosi' facile saremmo tutti ricchi come Bill Gates da tempo. Svegliatevi, questo e' l'unico consiglio che mi sembra di poter dare. Ma ci spero sempre meno.#/i# Data la risposta confusa ho riprovato: #b# la contabilità bancaria del QE! • giovanni zibordi •27/1/2015#/b# #F_START# size=3 color=blue #F_MID#.... La storia dei pezzi di carta rosa non capisco bene cosa c'entri, qui parliamo di passività e attività di bilancio, i titoli di stato sono conti di riserva presso la Banca Centrale a fronte dei quali questa segna al passivo delle "riserve" che sono un "cash", ma particolare perchè può essere usato solo per pagamenti tra banche. In altre parole parliamo di "pezzi di carta" (elettronica) CHE PER DEFINIZIONE NON VENGONO SCAMBIATI CON BENI REALI. Quando la Banca Centrale (come è successo in USA) aumenta da 500 a 4,000 mld di dollari sia il suo passivo che il suo attivo riempendo il primo di titoli di stato NON SUCCEDE NIENTE IN TERMINI DI ACQUISTI E VENDITE DI BENI REALI. Tutto il discorso del QE, così come delle operazioni di mercato aperto di cui è un estensione, si riferisce solo a "swap" di debito con cash, dove però detto cash può essere solo usato per accrediti e addebiti tra banche (e BC). Si tratta di un circuito contabile e monetario chiuso, che ha effetti sull'economia reale solo indirettamente, nell'indurre dei soggetti sul mercato finanziario ad aumentare o ridurre il loro debito (essenzialmente) Come riferimento per questo modo di ragionare, di tipo "non partigiano" userei "How the Economic Machine Works" di Ray Dalio di Bridgewater, http://bwater.com/Uploads/FileManager/research/how-the-economic-machine-..., che non è keynesiano o monetarista, ma uno che con questo tipo di schema è arrivato a creare dal niente il fondo hedge "macro" più grande del mondo. Questo solo per dire che non stiamo parlando di bizzarre teorie abbruzzesi. Anche la settimana scorsa a Davos ripeteva che il QE è utile perchè scambia debito con moneta, riduce il debito e aumenta la moneta, cosa che per la Banca Centrale (nel sistema monetario moderno post 1971, in cambi fluttuanti e nella propria moneta) è possibile. Non era possibile quando c'era il Gold Standard, non è possibile in cambi fissi e non è possibile verso il debito estero. Ma una banca centrale di oggi, con il debito pubblico del proprio stato, può farlo. Il problema è che negli ultimi 30 anni la quantità di debito è quadruplicata a fronte di una quantità di moneta essenzialmente invariata (fino al 2009) e di conseguenza ora devi ridurre il debito e con il QE dal Giappone agli USa alllo UK alla BCE fanno più o meno questo. I sistemi per ridurre il debito in generale sono tre: austerità cioè ripagarlo, default/svalutazione, inflazione cioè repressione dei rendimenti reali sotto zero. Nel caso del debito pubblico però c'è la quarta soluzione, discussa anche da Mike Woodford, Adlair Turner ecc.. cioè il QE, far ricomprare alla Banca Centrale i titoli di stato e POI TENERLI NEL SUO BILANCIO PER SEMPRE. Mike Woodford ha detto varie volte che se fai QE poi devi farlo fino in fondo e comunicare la decisione di non rivendere mai più il debito. Ma se la Banca Centrale compra i titoli sul mercato, con "riserve" che crea dal NIENTE e che non le costano niente e poi tiene i titoli comprati, gira le cedole al Tesoro e non li rivende mai.... allora la contabilità bancaria e il buon senso anche dicono che il debito è cancellato. Uno stato può cancellare il proprio debito pubblico. Non può cancellare quello in valuta estera, ma il suo sì. E quello che fa Draghi, in misura minima è esattamente questo. Con tutto il rispetto però, bisogna entrare nel merito dei bilanci e non supporre che ad ogni "pezzo di carta" monetario corrisponde per forza un bene reale. Nel caso dei conti presso la Banca Centrale non è vero... #F_END# Dopodichè nessuna risposta...

Da Marzo Bankitalia può stampare Euro - GZ  

  By: GZ on Martedì 27 Gennaio 2015 14:55

Con l'annuncio di Draghi di giovedì 22 gennaio 2015 per cui compreranno 45 mld al mese di titoli pubblici sul mercato, la clausola sul #F_START# size=3 color=darkred #F_MID#"risk-sharing"#F_END# dice che ^"...each central bank is responsible for buying the bonds of its own country.."#http://www.economist.com/blogs/freeexchange/2015/01/ecbs-momentous-meeting^, cioè BANKITALIA PUO' STAMPARE EURO ora. Perchè ovviamente i BTP che comprano li pagano con Euro che creano dal niente (Draghi si è dimenticato di dirlo perchè è un tipo un po' distratto per cui dobbiamo rimediare noi, ma ad esempio Ben Bernanke era stato chiaro in proposito) #ALLEGATO_1# Occorre scriverlo a chiare lettere e caratteri cubitali che in pratica ora Bankitalia stamperà Euro. I dettagli tecnici di come effettueranno gli acquisti mensili di 45 mld di titoli di stato sul mercato non li ho ancora trovati per cui non so se materialmente è il desk di Francoforte o quello della Bankitalia a Roma che opera, ma anche se fosse lo staff di Francoforte alla BCE che materialmente spinge i tasti sul bid e ask del BTP, poi questi BTP comprati saranno sul bilancio di Bankitalia (all'80%), non della BCE, a causa della clausola sul #F_START# size=3 color=darkred #F_MID#"risk-sharing"#F_END# Che vuole dire che Bankitalia avrà il rischio, cioè se i BTP vanno su guadagna e se vanno giù perde, in teoria. In pratica significa solo che stanno nel suo bilancio e quindi li ha comprati lei e quindi "trova i soldi" per comprarli lei. Dato che appunto Bankitalia "non ha i soldi" e comunque nessuna banca centrale al mondo li ha mai perchè non devono pagare con soldi che hanno già nel loro bilancio, ne segue che Bankitalia creerà dal niente miliardi di euro. Come ho mostrato tante volte quindi, digiterà sul lato del passivo una cifra, ad esempio... 15,000,000,000 con la dicitura "Riserve" e al lato dell'attivo digiterà la stessa cifra 15,000,000,000 con la dicitura "BTP". Fine. Sono numeri digitati nel foglio elettronico del computer della Banca Centrale e non costa niente, è l'equivalente elettronico e moderno dello "stampare" moneta In conclusione, da marzo #F_START# size=3 color=darkred #F_MID#BANKITALIA STAMPERA' EURO#F_END#. Bisogna spargere la voce. E poi discutere però perchè questi soldi vengano usati solo per comprare titoli sui mercati invece che per ridurre le tasse.

Con il QE Germania fa sparire il suo debito sul mercato in 9 anni e l'Italia in 20. Perchè non continuare per 20 anni ? - GZ  

  By: GZ on Martedì 27 Gennaio 2015 10:55

Con il QE la Germania ricomprerà 215 mld di titoli di stato sul mercato, quando ne emette solo 4 miliardi l'anno ora, cioè al ritmo di 11,3 mld al mese di acquisti, #b# la Germania farà sparire in un anno e mezzo 211 mld di titoli#/b#, su un totale che ha sul mercato di meno di 2,000 mld. In pratica, #b# se si tenesse questo ritmo di QE per nove anni circa, il debito pubblico tedesco sparirebbe#/b# dal mercato e finirebbe tutto in pancia alla Bundesbank. Niente più debito pubblico per la Germania ! Niente più regole di Maastricht, niente più fiscal compact, niente più limiti del 3% di deficit perchè paf!...il debito pubblico sarà cancellato. #ALLEGATO_1# Con il QE l'Italia ricomprerà titoli per 147 mld, quando ne emette (come saldo netto) per 62 mld, quindi con il QE di Draghi attuale a settembre 2016 il totale dei titoli di stato sul mercato italiani si sarà ridotto di (147-62=) 85 miliardi#/b#. Con l'Austerità di Mario Monti, Letta e Renzi il totale del debito pubblico è salito di più di 200 miliardi a prezzo di lacrime e sangue, hanno strangolato l'economia in nome della riduzione del debito pubblico e il risultato è stato che questo è salito di più di 200 mld a fronte di un PIL che è fermo in termini nominali da sei anni. #F_START# size=3 color=blue #F_MID#Con Draghi invece ora, senza chiedere una lira di tasse a nessuno, il debito pubblico si ridurrà di 85 miliardi in un anno e mezzo. Un Miracolo ?#F_END# A questo ritmo di QE il debito pubblico italiano sul mercato, cioè i BTP in sostanza (che sono circa 1,700 mld su un totale di 2,160 di debito totale) potrebbero sparire in circa venti anni (E il resto del debito pubblico che non sono BTP non da problemi) Dato che con il QE finirebbero in pancia a Bankitalia perchè non accellerare il ritmo del QE da 45 a 450 mld al mese e far sparire tutto il debito pubblico prima ? Per rispondere a questa questione occorre un piccolo approfondimento. Il problema da porsi ora è: #F_START# size=5 color=blue #F_MID# Perchè non continuare il QE per i prossimi venti anni allora ? #F_END# #ALLEGATO_3# Intanto, per liberarsi del problema del debito pubblico, non ci sarebbe nemmeno bisogno di accelerare il ritmo di QE. Comprare dieci volte tanto quello che Draghi ora compra, cioè 400 o 500 mld al mese di titoli sul mercato qualche contraccolpo lo darebbe, tipo far affondare l'Euro a 80 centesimi ad esempio. Ma basta molto meno. #b# Basterebbe che BCE/Bankitalia dichiarassero che continueranno indefinitivamente, come nuova politica ufficiale, a comprare titoli di stato sul mercato#/b#, al ritmo attuale di 45 mld al mese, cioè che non smetteranno nel 2016 come hanno annunciato. Potrebbero dichiarare che vogliono ridurre della metà ad esempio tutto il totale dei titoli pubblici nell'eurozona sul mercato o al famoso 60% di Maastricht. #b# Ci sono 6,800 mld di titoli pubblici sul mercato in Eurozona e ne stanno comprando 45 miliardi al mese e poi devi sottrarre i titoli emessi ora per coprire il deficit annuale, fai i conti e vedi che si parla di comprarne per venti anni..#/b# .). Dal momento però in cui la nuova politica della BCE è di comprare titoli per i prossimi 20 anni il mercato si comporta di conseguenza e spariscono tutti i problemi di costo del debito e di default. Anche se ogni singola banca centrale comprasse i suoi titoli di stato (come è ora la regola, all'80%) l'effetto sarebbe lo stesso una volta che diventi la politica ufficiale della BCE. Anche se ne comprano molto lentamente e impiegano venti anni a ricomprare metà del debito sul mercato l'effetto è garantito da subito. Esiste però una soluzione molto migliore #i# (Lo so che i tedeschi diranno di no, ma a questo ci arriviamo in fondo. Prima svolgiamo il ragionamento per il resto dell'Eurozona)#/i# Le Banche Centrali agiscono per metà attraverso la #b# dichiarazione delle loro intenzioni future#/b# , prova ne è stata Draghi nel luglio 2012 con la sua dichiarazione del "What ever it takes...". Quindi basterebbe dichiarare che la nuova politica ufficiale della Banca Centrale è comprare debito pubblico per anni e anni... Fino a quando ? Al momento Draghi ha detto: #i# fino a settembre 2016 in linea di massima, ma il nostro obiettivo è un inflazione al 2% per cui continuiamo fino a quando l'inflazione arriva al 2%. #/i# Quindi #b# Draghi e la BCE stessi hanno dichiarato che potrebbe continuare per anni.#/b# Bene, questo però non funziona perchè allo stesso tempo dichiarano anche che bisogna tenere i deficit sotto il 3%, nonostante il fatto che il loro QE dimostri praticamente che non esiste più nessun problema di debito pubblico Devono invece dichiaraRE ad esempio CHE CONTINUERANNO A COMPRARE TITOLI SUL MERCATO FINO A QUANDO L'ECONOMIA NON CRESCA AL 6%, nominale, di cui almeno il 3% reale. Oppure continueranno fino a quando non cresca del 5% nominale di cui almeno il 2% reale....Qualcosa del genere...(non è una mia idea balzana tra parentesi, ^ha anche un nome in letteratura#http://www.economist.com/blogs/freeexchange/2011/10/monetary-policy-3^) [Perchè enunciare che questa è la politica della BCE ha subito un effetto reale ? Perchè le Banche Centrali hanno un potere virtualmente illimitato di creare moneta e non hanno a differenza di chiunque altro vincoli finanziari, per cui se dicono che faranno qualcosa possono veramente mantenere la promessa, non hanno nessun ostacolo legale o finanziario davanti. Non sono governi eletti che cambiano con l'elezioni, non hanno vincoli legali e tecnici di bilancio e creare denaro non ha nessun costo e nessuna difficoltà tecnica. Quindi sono l'unica entità nel nostro mondo che può veramente mantenere le promesse se vuole per così dire e ha un potere assoluto sul denaro che è quello che muove il mondo] Quindi la BCE e Banckitalia (che effettua gli acquisti di titoli e se li tiene lei) dichiaranio che continueranno a comprarne per diciamo altri anni, anche per dieci o persino di più. A quel punto però si aprono due scenari: 1) se #b# gli stati mantengono i limiti attuali di deficit del 3% #/b# (che in realtà per Spagna, Francia, Portogallo e Grecia sono del 4-6%), il debito pubblico si riduce veramente perchè i rendimenti restano schiacciati dal QE e il mercato non osa andargli contro sapendo che durerà in eterno. L'economia però rimane depressa. Perchè per l'economia reale eliminare il debito pubblico che paga interessi significa ridurre una spesa pubblica e basta. Se non fai niente altro l'unico risultato è solo che lo stato spende meno e ceteris paribus deprime l'economia già depressa 2) Se invece #b# gli stati decidono di sfondare i limiti attuali di deficit del 3%#/b# e fare ad esempio 400 mld in più l'anno di deficit riducendo le tasse allora l'emissione di nuovi titoli sul mercato aumenta. Ma qui basta aumentare un poco il ritmo del QE, passare da 45 miliardi al mese a 90 miliardi al mese ad esempio, tieni lo stesso a bada il mercato e tieni schiacciati i rendimenti dei Bund e BTP. Quindi #F_START# size=3 color=blue #F_MID#il costo e l'ammontare del debito pubblico non aumenta anche se aumenti di 400 miliardi i deficit. Magico QE !!! #F_END# 1) qui ha una Depressione che continua per anni, perchè il QE sottrae un poco di reddito all'economia (meno pagamenti di interessi) e non hai niente in cambio, sempre austerità 2) se invece utilizzi il fatto che la Banca Centrale tiene sotto controllo il debito pubblico ora puoi aumentare i deficit, ridurre le tasse e l'economia si risolleva. Ci sono però controindicazioni ? Se con alcune centinaia di miliardi in più all'anno che circolano nell'economia europea l'inflazione sale troppo e i deficit esteri salgono troppo ti devi fermare subito. Ma l'inflazione oggi è zero e i surplus con l'estero dell'eurozona sono ora enormi, il doppio di quelli della Cina. Quindi prima che si creino problemi su quel versante ce ne vuole. Poi dipende anche se fai 400 mld di deficit per aumentare la spesa pubblica o per ridurre le tasse. Nel primo caso hai più inflazione e meno competitività (perchè non bisogna illudersi che vadano in infrastrutture più di tanto), nel secondo caso molto di meno e raggoiungi un limite (inflazione, deficit esteri...) molto più tardi Quindi: Magico QE ! Risolveresti il problema dell'economia se lo mantieni per altri dieci o quindici anni o per sempre ! Non sto scherzando più di tanto: ^Il QE consiste come spiega il CIO di Bridgewater questa settimana a Davos nello "scambiare debito con moneta"#http://www.bloomberg.com/video/bridgewater-s-greg-jensen-ecb-stimulus-too-slow-to-help-Y_DV5HW4Qfeu_8S9lfvt9g.html^, cioè elimini debito e lo sostituisci con moneta. In un economia satura di debito come quella attuale in eurozona con debito totale parti a al 350% del PIL puoi fare questa politica per quindici o venti anni di seguito senza problemi Sai perchè però ? Perchè nei 30 anni precedenti si è fatta la politica opposta: di sostituire moneta con debito, creare debito. Nei prossimi 20 anni facciamo l'opposto. Un ultima cosa. Perchè la Germania è contraria a queste politiche ? Non è perchè siano cattivi, ma perchè non è loro interesse, sono praticamente l'unico paese occidentale che ha evitato la bolla del debito

Il presidente Hollande a Natale con i bambini francesi - Moderatore  

  By: Moderatore on Venerdì 23 Gennaio 2015 14:58

Il presidente francese Hollande ha inaugurato in TV un albero di Natale all'Eliseo "circondato da bambini" come dice la TV. ^"Hollande inaugure le sapin de Noël de l’Elysée en compagnie d’enfants"#http://www.fdesouche.com/544639-hollande-inaugure-sapin-noel-lelysee-en-compagnie-denfants^ 12/12/201 #ALLEGATO_1# I bambini nel video intorno a Hollande sono africani o nordafricani, non c'è un solo bambino francese, li hanno scelti in base al "colore della pelle". Non era però un occasione in cui il presidente parlava del tema dell'immigrazione, era la celebrazione del Natale (ovviamente senza nessun presepio...) in Francia all'Eliseo. Non hanno scelto un gruppo di bambini un poco a caso, in cui a Parigi capita che statisticamente due su dieci siano immigrati, hanno escluso di proposito i bambini francesi, come ai tempi dell'aparhteid in Sudafrica. (Ovviamente se uno prendesse una foto della scuola che frequentano i figli di Hollande troverebbe che nella sua classe di bambini africani o nordafricani non ce ne sono, perchè a Parigi nei quartieri eleganti del centro dove vive l'elite di immigrati non ne abitano e quindi non c'è pericolo che vadano a scuola con i figli di Holande) La propaganda anti-francese (e anti-italiana, anti-inglese... anti-europei bianchi) è incessante come quella al tempo dell'URSS, deve instillare ogni volta che si può in Televisione, al cinema, nelle scuole, nelle occasioni ufficiali la nozione che i francesi non esistono più. E va corroborata con le incriminazioni per le frasi o gesti percepiti come potenzialmente razzisti ovunque, nella metropolitana, sui social network (in TV e sui giornali esiste già una censura ferrea da tempo). In Inghilterra ci sono stati circa 20mila casi di denuncia per espressioni o gesti razzisti sui social network ad esempio. Allo spettacolo di Natale del bimbo qui alla scuola elementare a Modena sembravano dispiaciuti perchè l'unica bambina o bambino non bianco si era trasferito in Inghilterra, visto che gli hanno fatto recitare per un ora e mezzo slogan contro il razzismo. Non avevano però bambini cinesi, nordafricani, africani o indiani nel gruppo (solo due albanesi che però nel recitare frasi contro "il colore della pelle..." non erano efficaci perchè sono indistinguibili dagli italiani). Quando dico "hanno recitato slogan", intendo proprio slogan, non poesie (salvo una di Ungaretti breve) e poche canzoni (quasi tutte sul tema delle razze e razzismo hanno pescato una canzione di Gino Paoli ad esempio sui negri). I poveri bambini hanno dovuto memorizzare non poesie di Pascoli, Leopardi, Quasimodo, Grazia Deledda ecc.. e non canzoni di natale di Bach o Mozart, ma soprattutto frasi scritte da una maestra sugli aborigeni, gli africani, gli indiani di america, tutti i mali del razzismo e le colpe dell'europa che ha fatto male appunto agli altri popoli. Dato che sfortunatamente nessun bambino nella classe era di pelle diversa dalla bianca, proiettavano allora film di bambini africani sul muro tutto il tempo per dare l'illusione che ci fossero anche loro. Come dire, gli facciamo però recitare tutti questi slogan sul fatto che dovrebbero essere di tutte le razze qui dentro, purtroppo qui in questa classe sono tutti dello stesso colore e allora gli africani e indiani e cinesi li proiettiamo

Il QE significa cancellare debito, ma per le banche è un costo, per cui riduce il credito - GZ  

  By: GZ on Giovedì 22 Gennaio 2015 19:04

Il QE significa essenzialmente che una parte del debito pubblico viene cancellata. Questo può essere positivo se lo stato ne approfitta per aumentare il deficit, ma se questo rimane bloccato al limite del 3% del PIL allora il denaro nell'economia con il QE non aumenta. Non solo, ma come vedremo qui con un calcolo numerico, nel caso dell'eurozona #F_START# size=3 color=blue #F_MID#avrai una riduzione di credito perchè alle banche il QE alla fine costa, è una specie di tassa#F_END# . Quello che si vuole mostrare qui è che per le banche un aumento di denaro dello stato ("outside money" o "cash"), denaro creato dalla Banca Centrale che gli viene depositato dall'esterno non serve per prestare e entro certi limiti risulta anche un costo. Un QE non accompagnato da aumento di deficit pubblico (come si è fatto invece in USA, UK, Giappone) in realtà riduce il denaro che circola perchè influenza negativamente il credito. C'è anche un altro effetto negativo rilevante di cui parla sempre Mosler, il crollo verso zero dei rendimenti dei titoli di stato dell'eurozona indotto dalla promessa del QE ha ridotto il reddito da cedole di intere fasce di risparmiatori e pensionati. In paesi come la Germania il deficit pubblico è sceso ora a zero grazie al calo della spesa per interessi per cui il deficit, il reddito disponibile delle famiglie e quindi la loro spesa sarebbe stato più elevato se gli interessi sul debito non fossero stati compressi a zero. Questo però è più ovvio e ci concentriamo sull'elemento più importante meno facile da capire cioè l'effetto sulle banche Il Quantitative Easing crea del denaro "cash" (chiamato "riserve bancarie"), ma questo si accumula solo nel bilancio della BCE che lo crea e lo usa per comprare titoli pubblici per cui il saldo del suo conto aumenta ("il bilancio della BCE si espande" come dice sempre Draghi). Alla fine del QE di Draghi ci saranno 1,100 mld di "cash" in più presso la Banca Centrale (al passivo) e 1,100 mld di titoli di stato in più presso la Banca Centrale (all'attivo). Nel resto dell'economia ci saranno 1,000 mld di titoli in meno e 1,000 mld di cash in più, saldo = zero. L'unico saldo che aumenta è presso la Banca Centrale. E ci sono 1,100 mld in meno di titoli pubblici sul mercato. La BCE agisce per conto dei governi dell'eurozona, come prova il fatto che storna le cedole che incassa dai titoli pubblici agli stati, come tutte fanno tutte le banche centrali. Per cui #F_START# size=3 color=blue #F_MID#il QE è una creazione di "cash" per conto dello stato con cui questi in pratica si ricompra il suo debito pubblico #F_END# #i# (anche se si cerca di offuscarlo e di fingere che serva ad altro...come combattere l'inflazione...) #/i# Per quanto riguarda le banche, con il QE si ha anche un un aumento del loro bilancio, perchè ricevono questo "cash" creato dalla Banca Centrale tramite i loro clienti che vendono i looro BTP o Bund alla BCE. #F_START# size=3 color=blue #F_MID#Le banche di questo cash che crea la Banca Centrale non se fanno niente, passa per il loro bilancio e "lo gonfia", ma poi ritorna alla Banca Centrale#F_END#. Per le banche questo denaro non è necessario per prestare, tanto è vero che in USA, come in Gran Bretagna, come in Giappone e come in Eurozona lo ridepositano alla Banca Centrale. Dato che rappresenta però per loro anche una passività costa loro qualcosa perchè è una passività da remunerare e richiede più capitale. Questo è quello allora che succede nei bilanci. Guarda innanzitutto la situazione iniziale di tutte le banche dell'eurozona (calcoli di Peter Stella). I titoli pubblici totali sul mercato sono circa 6,800 mld in eurozona (di cui circa 1,600 mld italiani) e di questi sono detenuti direttamente dalle banche europee 1,870 miliardi in totale (vedi la colonna dell'attivo del loro bilancio). #ALLEGATO_1# Qui hai il conto economico aggregato che mostra i loro ricavi e spese totali e un utile netto nell'eurozona per le banche di circa 200 miliardi in Eurozona #ALLEGATO_2# Ora prendiamo il QE annunciato oggi da Draghi di 1,100 mld e guardiamo la situazione finale dopo che questi soldi sono stati creati e spesi per comprare 1,100 di titoli pubblici sul mercato. Anche le banche venderanno dei titoli che hanno in portafoglio alla BCE cercando di realizzare dei guadagni in conto capitale. Se il QE è di 1,100 mld (come ha detto Draghi) esse ridurranno il loro ammontare di titoli di stato, che oggi è di 1,840 mld, ipotizziamo noi, ad esempio di 400 miliardi (può anche essere un poco di meno se ne vendessero in proporzione alla loro quota sul totale, ma sembra realistico pensare che siano più "speculative" della media e comunque non ha importanza riguardo all'effetto finale. Anzi se le banche ne vendono meno di titoli di stato di quanto ipotizzo l'effetto finale è peggiore come vedremo). Nel bilancio delle banche dell'eurozona vedi allora che da 1,870 i titoli di stato calano a 1,470 (-400) e i restanti 700 miliardi del QE saranno invece comprati dai loro clienti, quindi 400 li vendono alla BCE le banche e 700 li vendono alla BCE famiglie e imprese. Questi miliardi che la BCE crea nel suo bilancio ("riserve", che segna al passivo) diventano nel bilancio delle banche un attività di bilancio ("riserve" che loro segnano all'attivo) e corrispondono ovviamente alla variazione del saldo dei conti dei loro clienti. Cosa succede alle banche dell'eurozona se la BCE compra 1,100 mld di titoli, di cui 700 da privati e 400 venduti dalle banche stesse ? Innanzitutto #F_START# size=3 color=blue #F_MID#all'attivo delle banche appaiono 1,100 mld addizionali di "Depositi presso la BCE" cioè "riserve" o cash da tenere alla BCE. Al passivo appaiono i 700 mld dei clienti che hanno incassato 700 mld di BTP e altri titoli#F_END# (la differenza sono i 400 mld di titoli che le banche stesse vendono alla BCE) #ALLEGATO_3# Se Draghi con il QE compra 1,100 miliardi, ANCHE SE FOSSERO SOLO dei PRIVATI E NON LE BANCHE A VENDERGLIELI, IL BILANCIO DELLE BANCHE AUMENTA DI 1,100 miliardi. Se io vendo 100 mila di BTP che ho e la BCE li compra il bilancio della mia banca aumenta di 100 mila. Non li ha venduti la banca, ma lo stesso il suo bilancio aumenta, perchè io in pratica io "deposito" presso di lei (anche se faccio tutto restando in banca fisicamente) un saldo di 100 mila che era prima presso la Banca Centrale. Questi 100mila sono ora nel passivo della mia banca, la quale si deve segnare qualcosa anche all'attivo e ci scrive 100mila come "cash" ("Riserve"). Se non li usa li deve ridepositare alla BCE, che è la loro banca. I 1,000 mld che Draghi crea dal niente appaiono sia nel bilancio della BCE, al passivo e in modo corrispondente nel bilancio delle banche, all'attivo, chiamati "riserve". Le riserve sono equivalenti al denaro cash, ma differenza di quello normale non escono mai da un bancomat e non sono spendibili altro che per titoli finanziari. Questi 1,100 mld NON POSSONO USCIRE da questo circuito banche-banca centrale. #i# L'unico modo in teoria sarebbe se le banche inviassero dei furgoni blindati alla BCE chiedendo di convertire le loro riserve in banconote e poi iniziassero a fare prestiti tutti in contanti!#/i# #F_START# size=3 color=blue #F_MID#Si tratta di uno scambio tra BTP e "cash". Prima c'erano 1,000 mld di BTP e oggi c'è un 1,000 mld di "cash", ma cash che risiede alla Banca Centrale#F_END# . Per la precisione è cash che appartiene alle banche che lo depositano alla Banca Centrale, la quale non gli paga niente, anzi gli fa pagare un -0,2% annuo #F_END#. Le banche si ritrovano a bilancio un attività denominata "riserve" che consiste di un saldo presso la banca centrale (e costa loro qualcosina). Al passivo si ritrovano un corrispondente ammontare di "cash" nei conti dei loro clienti che hanno venduto BTP alla BCE, a cui devono remuneare in media qualcosa (poco, ma qualcosa costano). #F_START# size=3 color=blue #F_MID#I clienti hanno ora un saldo dei loro conti aumentato, di 700 mld nell'esempio, che impiegheranno in parte in conti risparmio o p/t, in parte comprando altri bonds o azioni e in parte lasceranno nel conto corrente. Nell'insieme su questi utilizzi le banche non guadagnano niente o gli costa alla fine qualcosa, perchè per loro sono passività. Ovviamente le banche guadagnano sulle loro attività di bilancio, dove prestano. Ma con il QE i 1,100 mld che segnano sulle loro attività di bilancio finiscono depositati alla BCE la quale non da niente (anzi fa pagare ora un -0,2% annuale)#F_END# Se Draghi ora compra 1,000 o 1,100 mld di titoli di stato (e altri titoli) i cittadini e le imprese che glieli vendono non vedono il saldo nel loro conto in banca aumentare, salvo per un guadagno in conto capitale di chi abbia comprato BTP a prezzi più bassi e ora li rivenda alla BCE. Dato però che i prezzi sono già a 155 per i Bund, a 144 per gli OAT francesi, a 140 per i Tesobonos e 138 per i BTP questi guadagni CI SONO GIA' STATI. A parte questo effetto di capital gain di chi ha comprato BTP in precedenza a prezzi più bassi e li rivende grazie a Draghi a prezzi più alti, non c'è un aumento di denaro in mano a nessuno, tutti #F_START# size=3 color=blue #F_MID#i 1,100 mld creati da Draghi ritornano di fatto alla BCE, vengono ridepositati alla BCE#F_END# Alla fine quindi ALLE BANCHE RICEVERE QUESTI 1,100 MLD HA UN COSTO. Quanto costa ? Intanto devono pagare un -0.2% annuo alla BCE sui 1,100 mld che si ritrovano all'attivo. Poi forse ad esempio un -0,5% medio annuo sulla cifra al passivo per i clienti (quanto esattamente dipende se i clienti girano questi soldi in pronti contro termine o depositi a risparmio oppure comprano altri bond o azioni o lasciano nei conti correnti. Dipende dalla allocazione che ne fanno i clienti. In pratica solo quando i clienti comprano altri bonds e azioni le banche hanno un utile). Più importante è che, a causa delle regolamentazioni sul rischio di Basilea, le banche devono mettere da parte del capitale addizionale a fronte di questi 1,000 miliardi di espansione del loro bilancio. Ad esempio in totale in base alle regole sul leverage totale può essere una cifra intorno al 5% dell'attivo. Per cui se si tratta di 1,100 mld di QE possono dover trovare capitale addizionale intorno a 50 mld e questo ha un costo opportunità #F_START# size=3 color=blue #F_MID#Il QE è negativo per le banche perchè le sottopone ad alcuni costi sia sul lato dell'attivo di bilancio che del passivo, senza per questo aumentare di un euro la loro capacità di prestare#F_END# la quale dipende solo dal capitale che hanno (e dal fatto ovviamente che trovino dei clienti in grado di pagare tassi di interesse e commissioni tali da compensare per le perdite eventuali in caso non paghino) Per l'economia ci sono poi anche altri due effetti, ma marginali. Uno come si è visto è il guadagno in conto capitale di chi ha venduto i suoi BTP alla BCE ad un prezzo più alto di quello che sarebbe stato senza QE. L'altro è la perdita di interessi su 1,000 mld di titoli pubblici, italiani, spagnoli, tedeschi, francesi ecc...che colpisce i risparmiatori più prudenti che si accontentano di titoli di stato e non speculano. La prima categoria ha un guadagno quando vende alla BCE i suoi titoli di stato e poi può reinvestire i soldi, ma se compra altri titoli di stato li paga di più (perchè ce ne sono di meno in giro). Se compra azioni, obbligazioni corporate o bonds asiatici o americani avrà dei rischi di cambio o di credito... Cioè potrà guadagnarci, ma anche perderci e non avrà un rendimento fisso sicuro nella propria valuta come con i titoli di stato. E' possibile comunque che la fetta di pubblico che ha guadagnato di più sui BTP grazie alla BCE che li ha fatti salire spenda un poco di più. Questo effetto positivo però c'è già stato negli ultimi due anni, quando i rendimenti erano al 5% o anche al 7%, oggi con i rendimenti dei titoli tra 2 e -0,4% e un quarto dei titoli che la BCE va a comprare che rendono 0% o meno di 0%, questi effetti sono minimi. La seconda categoria, quella dei pensionati e dei risparmiatori prudenti che hanno perso ora in pratica ogni rendimento nella maggior parte dell'eurozona, è rilevante e probabilmente più che compensa la prima perchè sono fasce sociali a reddito più basso che quindi spenderebbero anche di più in proporzione dei più ricchi. #F_START# size=3 color=blue #F_MID#In Germania ad esempio il deficit pubblico si è azzerato grazie al calo dei rendimenti dei titoli di stato dovuto alle promesse di Draghi, ma questo ha cancellato un reddito per molta gente#F_END# e tutta la stampa se ne lamenta. E lo stesso vale per metà dell'eurozona che non è al limite del 3% perchè ha ridotto il deficit e potrebbe tenerlo più elevato. L'effetto più rilevante è probabilmente quello per cui dover tenere 1,100 mld di cash è un UN COSTO per il sistema bancario. Il calcolo approssimato che mostro (basato su Peter Stella ) è che #F_START# size=3 color=blue #F_MID#1,100 mld di QE possano costare al sistema bancario dell'eurozona anche 20-30 mld alla fine, tra capitale addizionale, remunerazione di depositi risparmio e la piccola penalità del -0,2% per le riserve alla BCE#F_END# . La somma di questi costi è rilevante in un sistema bancario che oggi guadagna in totale circa 200 mld in Eurozona. Le banche come sappiamo non prestano soldi che prima devono raccogliere, ma li creano (tanto poi rimangono nel sistema bancario...). Hanno però due limiti: i) il requisito di capitale minimo intorno all'8% e ii) il trovare clienti adatti su cui guadagnare. E hanno ovviamente dei costi sulle loro passività cioè depositi e debito. #F_START# size=3 color=blue #F_MID#L'impatto del QE è di far ricevere alle banche una massa di denaro "dall'esterno" che a loro non serve per fare prestiti e invece richiede un poco più di capitale e che costituisce una passività che ha qualche costo di remunerazione. Di conseguenza alla fine il QE farà ridurre il credito.#F_END# ----------------------------------------------- Obiezione Perchè allora in USA e UK il QE sembra aver funzionato ? Innanzitutto perchè si è accompagnato con una aumento del deficit pubblico fino al 10% del PIL e qui in Eurozona si accompagna al contrario ad una riduzione dei deficit pubblici in media sotto il 3%... Poi perchè in USA si è accompagnato ad un aumento di più di 1,500 mld secondo molte stime del "sistema bancario ombra", cioè la rete di fondi e mega banche che operano fuori dal circuito bancario ipotecandosi a vicenda per 3 volte di seguito lo stesso pacco di bonds e facendo prestiti auto, mutui, prestiti a studenti, a piccole imprese... Cioè anche in USA e UK non è stato il QE di per se che ha funzionato, ma delle cose di contorno che qui da noi in Eurozona non si fanno

Il QE non serve alle banche - hobi50  

  By: hobi50 on Mercoledì 21 Gennaio 2015 01:31

Il nostro scambio di post è un lampante esempio di quanto questa materia sia per pochi. Anzi pochissimi. Lei è una persona intelligente, grande navigatore dei mercati finanziari da 40 anni,ed addirittura buon conoscitore dell'argomento ( il QE ) ma ....è totalmente fuori strada. Il motivo è che a Lei manca una montagna di informazioni che cambiano totalmente il quadro. Immagino che Lei abbia letto da qualche parte che il ratio minimo di solvibilità (Basel 3) è il 6% di patrimonio sul totale degli impieghi ponderati per la rischiosità. Sa quanto è risultato essere questo ratio dopo i recenti stress test nella media del sistema bancario europeo ? CIRCA IL 9 % !!!! Sa cosa comporta questo dato ? Comporta che se il sistema bancario aumentasse in un sol giorno del 50% i prestiti MANTENENDO INVARIATA LA RISCHIOSITA' MEDIA,starebbe a posto con il ratio del 6%. Considerando che gli attivi bancari del sistema europeo sono 10 trilioni di Euro ,i NUOVI prestiti potrebbero essere di 5 trilioni di Euro. Le do un altro dato . Banca Intesa ha un ratio di rischiosità inferiore al 12 %. Sa cosa significa ? ..che potrebbe RADDOPPIARE in un giorno i propri prestiti. Spero che ora le sia chiaro il mio continuo riferimento ai risultati degli stress test. Se sono veri ,il sistema bancario ha spazio per fare nuovi prestiti e non ha bisogno di essere alleggerito di alcun assets. Ma la pistola fumante è un altra e DEFINITIVA. Si sta parlando di acquisti di titoli sovrani da parte della BCE,no ? Bene TUTTI I BONDS SOVRANI hanno coefficiente di rischiosità NULLO : nullo vuol dire che non assorbono capitale di vigilanza e quindi gli acquisti da parte delle BC NON MIGLIORANO l'indice di rischiosità. Questo è lo stato dell'arte. Ma Lei si è messo in testa che il QE vuol far spazio nel bilancio delle banche. Metta il cuore in pace Traderoscar ...almeno questo problema non esiste. Hobi

Il problema con i Keynesiani - Moderatore  

  By: Moderatore on Domenica 18 Gennaio 2015 02:31

#b# I keynesiani sono quelli che dicono che aumentando la spesa pubblica, anche se finanziata con debito, l'economia riprende a marciare#/b#. In particolare dicono che questa è la ricetta è necessaria adesso che l'economia è depressa perchè la domanda (cioè la spesa) è troppo bassa e si potrebbe produrre di più se solo si spendesse di più. Per i keynesiani quindi lo stimolo migliore ad un economia debole o in recessione è che lo stato spenda di più. #i# ("...non basta che il barista prepari “100 caffè all’ora” e li poggi sul banco (con efficienza, produttività...): deve anche venderli. E perché mai la gente non dovrebbe comprarsi un buon caffè caldo, con freddo che fa? Sì, è così: perché ha paura poi di trovarsi in difficoltà economiche. Ma quanti sono i ‘caffè’ (ed altri beni e servizi) potenzialmente sul banco, non acquistati (quindi, neanche prodotti) per mancanza o di denaro o di fiducia? Quant'è il potenziale di offerta in eccesso rispetto alla domanda?...")#/i# E il deficit ? E il debito ? Niente paura. Con la crescita del PIL anche il rapporto tra debito e PIL si riduce. Se ad es. lo stato aumenta la spesa di 20 il PIL sale di una volta e mezzo circa, diciamo quindi di 30, le tasse aumentano quasi in proporzione, (supponiamo di 1/3) diciamo di 12 e quindi il debito aumenta, ma solo di (20-12 =) 8 mentre il PIL è aumentato di 30. Morale: il rapporto tra debito e PIL è calato, il debito aumenta di 8 e il PIL di 30. Tutto va bene, tutto funziona. Lo stato spende e si indebita di 20, ma questa spesa ha fatto aumentare il reddito e prodotto nazionale di più, di 30 e quindi tutto è finito bene: più reddito, più produzione (e occupazione) e meno debito (in % del PIL) Un ottimo esempio di questo discorso è in ^"Deficit e ripresa dei consumi: una domanda semplice ad Alesina e Giavazzi"#http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/01/15/deficit-e-ripresa-dei-consumi-una-domanda-semplice-ad-alesina-e-giavazzi/1341282/#^ di PierGiorgio Gawronski | 15 gennaio 2015, il Fatto dove tutto il discorso è riassunto benissimo in questa bella tabellina (Nota: nella tabella Gawronski fa il calcolo secondo tre ipotesi: che il "moltiplicatore" cioè l'impatto della spesa pubblica sul PIL, sia di 1, oppure di 1,6 oppure di 2. In tutti e tre i casi i risultati sono un incremento di PIL e una riduzione del rapporto debito/PIL) #ALLEGATO_1# Come si vede quindi per un aumento di 20 miliardi, un modesto 1,5% di aumento del deficit pubblico quindi dal 3 al 4,5%, si ottiene un incremento di PIL di 30 miliardi, mentre il debito pubblico in % del PIL cala. Nell'ipotesi "media", di un moltiplicatore del PIL di 1,6 (per ogni euro speso il PIl aumenta di 1,6 euro) il debito pubblico cala di 8 miliardi Gli economisti di sinistra o keynesiani in senso lato che sono per l'Euro fanno questo discorso ipotizzando che si trovi finalmente un accordo con la Troika e la Germania per aumentare il deficit di anche solo un 1,5% e come mostra Gawronsky tutti staremmo meglio. Chi sostiene il ritorno alla Lira "tout court" come ad esempio Bagnai fa anche lui questo discorso, tanto è vero che ipotizza che ritornando alla Lira oltre all'effetto positivo che ci si aspetta dalla svalutazione, consenta anche di aumentare la spesa pubblica di circa un 1% del PIL e questo abbia un effetto positivo (mi sembra) di 1,8 sul PIL. Questo perchè come tutti sanno l'effetto della svalutazione non dura sempre, dopo qualche anno si attenua (a meno di non continuare a svalutare) per cui ci si affida anche all'aumento di spesa pubblica Chi sostiene la soluzione dei Crediti Fiscali come il mio amico Cattaneo e gli altri che hanno firmato il Manifesto a riguardo, fanno anche loro questo discorso keynesiano classico, all'interno dell'Euro, ma sono più radicali perchè vogliono un deficit addizionale di 100 o 150 mld l'anno e non di 20 o 30 mld e tramite emissione di crediti fiscali e non di BTP. Ma ipotizzano che si possano ridurre le tasse e anche aumentare la spesa pubblica e avere un effetto "moltiplicativo" tra il 1,5 e il 2 sul PIL. Quindi emettendo 100 mld di crediti fiscali il PIL aumenta di 150 mld ad esempio Questi tre discorsi sono ovviamente molto diversi tra loro, perchè se torni alla Lira hai anche degli effetti complessi sul cambio, l'inflazione, i tassi di interesse, i crediti e debiti, le banche.... Se invece, per miracolo, la Troika e la Germania accettano di ampliare i deficit oltre il famoso 3% del PIL oppure, per miracolo, accettano che l'Italia emetta crediti fiscali eviti tutti i problemi di tasso di cambio, deficit estero, inflazione, tassi di interesse,... Bene. #F_START# size=3 color=blue #F_MID#Cosa c'è di errato nel concetto riassunto nella tabella dell'ottimo Gawronski, cioè nell'idea che aumentando la spesa pubblica finanziata con debito il PIL aumenta di più di quello che lo stato spende per cui tutto va bene, aumenta il reddito, la produzione, l'occupazione e il debito cala rispetto al PIL...?#F_END# allora ? nessuno risponde ? Dico nel merito dei numeri della tabella, la rimetto qui. #ALLEGATO_1# Si prega di evitare di partire per la tangente parlando di corruzione, casta o politica varia, ma di ragionare su cosa può essere errato nei numeri della tabella (la risposta alla prossima puntata, se la metto subito è meno interessante. Questa simulazione semplificata di Gawronski è bella perchè riassume il nocciolo del discorso "cheinesiano" classico. Che è non è corretto.) Un piccolo suggerimento almeno ? OK.... Una sola parola: "Giappone"

Sportelli bancari pressi d'assalto in Svizzer - Moderatore  

  By: Moderatore on Venerdì 16 Gennaio 2015 10:40

^Sportelli bancari pressi d'assalto in Svizzera#http://www.repubblica.it/economia/2015/01/15/foto/cambio_euro_svizzera-105012286/1/?rss#1^ dopo la decisione della Banca centrale di cancellare il cambio fisso a quota 1,2 con l'euro: si cambiano euro per franchi prime che l'eventuale manovra espansiva della Bce indebolisca ancora la moneta unica europea (reuters) 15 gennaio 2015 dedicato a quelli per cui puoi passare alla Lira convertendo dagli euro alle lire senza problemi

la Banca Centrale Svizzera oggi ha perso 60 mld..30 mld... no.. zero! - Moderatore  

  By: Moderatore on Giovedì 15 Gennaio 2015 19:05

La Svizzera, intesa come SNB la Banca Centrale Svizzera, oggi con il balzo in su del cambio Franco/Euro, avendo comprato circa 300 mld di Euro stampando 300 mld di Franchi Svizzeri, ha perso un poco di meno, forse 40 mld di euro Non ha però nessuna importanza perchè il bilancio della Banca Centrale può essere espanso a volontà, ci puoi far apparire 100 mld come 1,000 mld e tutto gratis. Il concetto che la Banca Centrale Svizzera ha perso oggi 30 o 40 mld sugli Euro che ha comprato è errato. Perchè quegli Euro non le sono costati niente. Non deve rivenderli, può anche tenerli in eterno a bilancio all'attivo e quindi non riconoscere mai le perdite. E sai perchè la Banca Centrale Svizzera può tenere in eterno i 300 mld di euro che ha comprato stampando franchi svizzeri ? Perchè questi 300 mld di Euro li ha all'attivo, finanziati dai corrispondenti franchi che ha messo nel bilancio al passivo. E questi non le sono costati niente

l'Ukraina attira gli stranieri - Moderatore  

  By: Moderatore on Mercoledì 14 Gennaio 2015 18:39

l'Ukraina è sempre più nei guai, si parla di 50 miliardi di dollari che le occorrono urgentemente, la valuta affonda, le riserve valutarie sono finite, l'inflazione è al 20%..., urge trovare soldi all'estero, Soros si è offerto con 100 milioni e la UE con 1 miliardo, ma ne occorrono molti di più I nuovo governanti ukraini non stanno però con le mani in mano. Il nuovo ministro delle Finanze ukraino ha assunto infatti come Chief Advisor per gli Investimenti esteri ^Jaanika Merilo#https://www.facebook.com/jaanika.merilo^, modella estone, la quale sulla pagina Facebook illustra il suo approccio per attirare gli investimenti esteri Della serie... il default arriva in ogni caso...almeno facciamo bisboccia

parla il governatore della Banca d'Italia Visco - Moderatore  

  By: Moderatore on Lunedì 12 Gennaio 2015 23:02

intervista rilasciata dal Governatore della Banca d’Italia ^Ignazio Visco l’11 Gennaio 2015 al giornale tedesco Welt am Sonntag#https://www.bancaditalia.it/media/notizia/intervista-del-governatore-al-welt-am-sonntag^; (l’originale della traduzione si trova nel sito della Banca d’Italia). #i# parla Ignazio Visco:"#b# ...la situazione è così critica. I comportamenti dei consumatori potrebbero adattarsi sempre di più a tassi d’inflazione molto bassi o addirittura negativi....Quando i tassi ufficiali scendono a zero, non resta che ampliare la quantità di moneta. Abbiamo diversi modi per farlo. Potremmo anche metterci per strada e distribuire banconote. Oppure, appunto, compriamo titoli di Stato. #/b#Si tratta di uno strumento standard della politica monetaria, che chiamiamo ‘non convenzionale’ soltanto perché per molto tempo in Europa non è stato usato... #/i# " #F_START# size=3 color=blue #F_MID#Non esiste nessuna prova che un inflazione zero o anche a -1% spinga la gente a consumare di meno. Visco dice che si rischia che il consumatori rimandino gli acquisti del frigo o dell'auto o di non so che, perchè pensano che TRA UN ANNO COSTERA' UN -1% DI MENO (?). Intanto la "deflazione" dei prezzi in Europa non è che sia così drammatica... #ALLEGATO_1# In pratica dice che il rischio è che la gente risparmi di più e spenda meno. Visco... la gente spende meno quando... ha meno soldi! Quando gli aumenti l'IVA o l'IMU! Non quando l'inflazione scende da 2% a 0%, che anzi ha l'effetto di far salire i redditi reali di chi ha stipendi, pensioni o incassa cedole... In Giappone dove l'inflazione è stata intorno a -1% per anni, il risparmio delle famiglie è sceso lo stesso, nessuno ha notato una tendenza a spendere di meno a causa di un -1% di inflazione... Nel XIX secolo l'inflazione è stata negativa per decenni e l'economia è cresciuta lo stesso... E' ancora più assurdo dire che l'acquisto ora con il QE, di 100 o 200 mld di BTP da parte della BCE farà salire l'inflazione. Questo lo ripetono tutti per cui è diventato un articolo di fede, penso che lo dicano anche a Messa e lo insegnino ai bambini. Visco dice cioè che sei i fondi, le banche e gli investitori esteri (che possiedono l'85% dei titoli di stato) venderanno i loro BTP a prezzi un attimo più alti alla BCE che glieli compra, poi saliranno i prezzi dei frigo, delle auto, dell'olio, dei vestiti, dei mobili, dei computer e degli altri beni di consumo. E' una balla. Ma perchè lo dice ? Perchè il motivo vero è che vorrebbero indurre a indebitarsi di più, ma questo non possono dirlo apertamente, anche perchè ormai è assurdo, visto che l'Euro è stato sostanzialmente un sistema per far indebitare tutti, per creare debito #ALLEGATO_2# Con il "QE" crei solo dei (piccoli) capital gain per gli investitori, i quali giocando d'anticipo hanno però già comprato i BTP e gli altri bond nei mesi scorsi, come ammette Visco che dice: "se ora non lo facciamo, i BTP franano perchè il mercato li ha già comprati, per rivenderli a noi della BCE...". Ma appunto, nonostante il rialzo di tutti i bonds indotto dall'aspettativa del QE in arrivo dei mesi precedenti, l'inflazione è scesa lo stesso... Perchè facendo scendere i rendimenti riduci anche il reddito invece di chi non ha BTP, cioè titoli a tasso fisso, ma invece conti a risparmio, bot, cct, buoni postali... No. Il motivo vero per il QE non si può dire, ma è che hanno creato una tale montagna di debito (vedi qui il totale dei bonds) che se non tengono i tassi vicini a zero e non fanno un poco di inflazione poi iniziano i default#F_END# #ALLEGATO_3# ---- intervista rilasciata dal Governatore della Banca d’Italia ^Ignazio Visco l’11 Gennaio 2015 al giornale tedesco Welt am Sonntag#https://www.bancaditalia.it/media/notizia/intervista-del-governatore-al-welt-am-sonntag^ -- Welt am Sonntag: In Germania si discute spesso su quale paese rappresenti oggi il maggiore problema per l’Unione monetaria: Grecia, Francia o magari Italia. Lei non pensa invece che il vero problema sia forse la Germania, visto che la Bce potrebbe intervenire molto di più senza le forti resistenze tedesche? Ignazio Visco: Non direi di nessun paese che rappresenta un problema. E non possiamo parlare nemmeno di un conflitto tra Germania e resto d‘Europa. Abbiamo un problema comune: attualmente i tassi d’inflazione sono dappertutto molto bassi. Welt am Sonntag: La maggioranza dei tedeschi è preoccupata non tanto dei bassi tassi d’inflazione quanto delle misure che la Bce potrebbe scegliere per combatterli. Ignazio Visco: Posso solo dire che non va sottovalutato il rischio macroeconomico. Se i tassi d’inflazione restano molto bassi per troppo tempo e l’economia praticamente non cresce più, rischiamo di scivolare in una spirale negativa che si auto-alimenta sempre più – e questo si chiama deflazione. Welt am Sonntag: La deflazione è considerata pericolosa soprattutto perché i consumatori, aspettandosi che i prezzi continuino a calare, non spendono più, per cui la crisi economica continua a peggiorare. Siamo già a questo punto, visto che a dicembre i prezzi dell’Eurozona sono scesi per la prima volta da cinque anni? Ignazio Visco: Si tratta di un dato solo che, però, arriva alla fine di una lunga serie di tassi d’inflazione molto bassi. Per questo la situazione è così critica. I comportamenti dei consumatori potrebbero adattarsi sempre di più a tassi d’inflazione molto bassi o addirittura negativi. Welt am Sonntag: Ultimamente, però, i prezzi sono scesi soprattutto per un motivo: per il calo dei prezzi del petrolio. Negli ultimi mesi la cosiddetta core inflation è stata piuttosto stabile. In passato il Consiglio direttivo non si faceva impressionare da simili movimenti dei prezzi dell’energia. Oggi questo principio non vale più? Ignazio Visco: In linea di principio lei ha ragione: il cambiamento una tantum del livello dei prezzi non può essere interpretato come tendenza inflattiva o deflattiva. L’ho sottolineato più volte, con i miei colleghi, quando i prezzi sono saliti una tantum, ad esempio a causa di aumenti di imposte. Attualmente, però, anche la core inflation è bassa: con meno dell’1 per cento è anch’essa nettamente inferiore al nostro obiettivo, che prevede tassi leggermente al di sotto al 2 per cento nel medio periodo. Se non agissimo non risponderemmo al nostro mandato. E più si prolunga il periodo in cui siamo molto lontani dall’obiettivo, peggio è. Secondo le attese degli operatori di mercato, torneremmo a un tasso d’inflazione vicino al 2 per cento soltanto nel 2025. Welt am Sonntag: I prezzi bassi del petrolio riducono, però, per la banca centrale la pressione a stimolare l’economia. Secondo il Presidente della Bundesbank. Weidmann si tratta di un programma congiunturale ‘regalato’ all’Europa. Ignazio Visco: Il basso prezzo del petrolio aiuta l’economia, non ci sono dubbi. D’altra parte, però, fa anche scendere i prezzi, e ciò è un problema quando i tassi d’inflazione sono già vicini a zero. Le aspettative d’inflazione rischiano di scendere ancora. Welt am Sonntag: Lei è quindi favorevole all’intervento della banca centrale. Significa necessariamente che si compreranno titoli di Stato oppure esistono delle alternative? Ignazio Visco: Nella situazione attuale l’acquisto di titoli di Stato è il mezzo più efficace. Nel Consiglio direttivo stiamo discutendo diverse possibilità, anche l’acquisto di altri titoli, ad esempio corporate bonds. Ma questo mercato non è molto spesso e inoltre vi si finanziano soprattutto i grandi gruppi, che già ora trovano liquidità a prezzi molto favorevoli. Welt am Sonntag: Perché è così ottimista riguardo all’efficacia dell’acquisto di titoli di Stato? Secondo le previsioni più rosee, anche predisponendo un programma per 1000 miliardi il tasso d’inflazione non aumenterebbe più di 0,4 o 0,5 punti percentuali. Ignazio Visco: Se riuscissimo ad aumentare l’inflazione dello 0,4 % sarei senz’altro soddisfatto: sarebbe un ottimo risultato. Saremmo su una via che potrebbe riportare l’inflazione vicino al 2 per cento già nel 2016. Welt am Sonntag: Secondo le previsioni più pessimiste, invece, l’inflazione aumenterebbe soltanto dello 0,1 per cento – sarebbe un effetto quasi trascurabile. Ignazio Visco: Le nostre stime sono più vicine allo 0,4 che non allo 0,1 per cento. Ammetto, tuttavia, che si tratta di un effetto difficilmente prevedibile. Molti pensano soltanto all’effetto sull’offerta di credito e questo non sarà molto grande. Il QE, però, agisce anche tramite altri canali, ad esempio fa scendere i tassi a lungo termine, un fenomeno che in America ha contribuito decisamente al successo degli acquisti di titoli di Stato. Welt am Sonntag: All’inizio del programma americano, però, i tassi erano sensibilmente superiori a quelli che registriamo attualmente in Europa. Ignazio Visco: Erano un po’ più elevati, è vero, ma soprattutto per un motivo: in una certa misura i mercati finanziari hanno oggi già incluso il QE nei prezzi attuali. Ora dobbiamo intervenire, altrimenti i tassi ricomincerebbero subito a salire. Welt am Sonntag: Rispetto al QE non va deciso soltanto il ‘sì’ o il ‘no’, ma anche il ‘come’. Si sta, ad esempio, discutendo su chi risponderà in caso di default di un paese – l’Eurosistema nel suo insieme oppure soltanto la relativa banca centrale. Ignazio Visco: È’ una domanda legittima. Ma se le Banche centrali nazionali acquistassero i titoli a carico del proprio bilancio, la frammentazione finanziaria nell’area potrebbe tornare ad ampliarsi rispetto alle condizioni attuali. Faremmo bene a mantenere le procedure che valgono per tutti i nostri interventi di politica monetaria: i rischi sono condivisi dall’Eurosistema nel suo insieme. Welt am Sonntag: A suo parere l’acquisto di titoli di Stato è quindi uno strumento monetario normale e la banca centrale non dovrebbe preoccuparsi troppo degli effetti collaterali? Ignazio Visco: Ovviamente dobbiamo considerarne gli effetti, ma in fin dei conti abbiamo un chiaro mandato: la stabilità dei prezzi. Lo strumento più importante per ottenerla sono in condizioni normali i tassi d’interesse. Quando i tassi ufficiali scendono a zero, non resta che ampliare la quantità di moneta. Abbiamo diversi modi per farlo. Potremmo anche metterci per strada e distribuire banconote. Oppure, appunto, compriamo titoli di Stato. Si tratta di uno strumento standard della politica monetaria, che chiamiamo ‘non convenzionale’ soltanto perché per molto tempo in Europa non è stato usato. Welt am Sonntag: Così facendo si potrebbero, però, provocare nuovi rischi, ad esempio bolle sui mercati delle attività finanziarie e reali. In Germania si teme un surriscaldamento del mercato immobiliare. Ignazio Visco: In linea di principio questo rischio esiste. Gli investitori sono sempre a caccia di rendimento e tassi troppo bassi potrebbero tentarli a ignorare i rischi. In passato ciò è successo. Attualmente, però, la situazione è un po’ diversa. Gli squilibri finanziari non sono ampiamente diffusi: sono locali e possono essere contenuti con misure mirate come, ad esempio, la definizione di riserve patrimoniali o di limiti alla quota mutuabile nel caso dell’acquisto di immobili. Welt am Sonntag: La Bce ha spesso criticato i governi per l’eccessiva lentezza nell’attuazione delle riforme e per i progressi insufficienti nel consolidamento delle finanze pubbliche. Non teme che i politici si lascino andare, appena la Bce deciderà un programma d’acquisto di titoli di Stato? Ignazio Visco: Questa questione non può essere determinante per noi, perché in fondo non è una questione di politica monetaria. Welt am Sonntag: Ma riguarda le conseguenze del vostro operato. Ignazio Visco: Quello che dobbiamo fare noi è creare moneta e assicurare che i tassi d’inflazione ricomincino a salire. I governi dovranno poi fare la loro parte. Le banche centrali non dovrebbero farsi limitare troppo. In ogni caso le riforme strutturali sono essenziali. Jens Weidmann e io siamo assolutamente d’accordo su un punto: la politica monetaria è certamente uno strumento forte, ma non può far salire la produttività o migliorare le strutture economiche. Questo è compito della politica economica. Welt am Sonntag: È soddisfatto delle riforme strutturali in Europa e, in particolare, in Italia? Ignazio Visco: Procedono a rilento, in Europa nel suo insieme e anche in Italia. La riforma delle pensioni varata nel 2012 è davvero eccezionale, ma da sola non basta. Un problema centrale in Italia è l’elevata incertezza, che dissuade le imprese dall’investire. I governi italiani cambiano spesso. Con ogni cambio c’è il pericolo che riforme varate in precedenza siano modificate o non siano attuate. Questo deve finire. Altri problemi, invece, non riguardano soltanto l’Italia. Welt am Sonntag: A cosa si riferisce concretamente? Ignazio Visco: Per troppo tempo l’Eurozona ha preso sotto gamba il cambiamento globale. Penso al progresso tecnologico, all’invecchiamento demografico o all’accesso a nuovi mercati. Servono riforme strutturali che rendano l’economia più flessibile. Penso all’istruzione, a un clima più favorevole alle imprese, a meno burocrazia. Viviamo in un’economia nuova. Dieci anni fa ci chiedevamo se poteva esistere una “new economy”. Oggi è diventata realtà. Welt am Sonntag: Pensa che l’Europa riesca a tenere il passo in questa nuova economia? Ignazio Visco: C’è un grande pericolo: la contrazione dell’industria manifatturiera europea. La Germania è la ‘fabbrica’ più importante del mondo: un lavoratore su cinque è occupato nel settore; in Francia è uno su dieci. Per compensare il calo dell’attività industriale dobbiamo trovare nuove strade per garantire i posti di lavoro. Stanno nascendo settori nuovi. L’Europa deve diventare più innovativa. Chi avrebbe pensato, dieci anni fa, che saremmo andati in giro con i tablets? Chi avrebbe pensato che una telefonata con gli USA sarebbe stata gratuita grazie a Skype? 42 anni fa, quando studiavo negli Stati Uniti, ci potevamo permettere di chiamare casa una volta al mese. Welt am Sonntag: L’Europa ha bisogno anche di un rinnovamento dell’Unione monetaria? Ignazio Visco: L’euro è una moneta senza Stato. Lo potrà restare ancora per un po’, ma questo non potrà essere lo stato finale. Il prossimo passo deve portare nella direzione di un’unione politica. Welt am Sonntag: Al momento non si va avanti, ma piuttosto indietro. In vista delle prossime elezioni ad Atene si specula di nuovo sull’uscita della Grecia dall’Eurozona. È preoccupato? Ignazio Visco: Le banche centrali non devono intervenire nel processo democratico. Una cosa è chiara, però: l’Unione monetaria va rafforzata, non indebolita. La maggior parte delle nostre azioni richiede fiducia. Naturalmente i paesi più deboli hanno una loro responsabilità. Ma ci vuole anche la comprensione dei paesi più stabili. Dobbiamo capire che la forza dell’Europa viene dal fatto che siamo uniti.