NUOVO SITO E FORUM (2)

 

  By: Esteban on Martedì 09 Gennaio 2007 20:10

Stupenda !!!!!!!!!! Cosa significa essere veramente grandi ! senza farsi pubblicità televisiva, scandali o sposare dei ricconi. Pensare quello che si ascolta in giro ora, vien da piangere ... Che Bambola meccanica ... ^Luciana Serra - Les Contes d'Hoffmann - Doll's# http://www.youtube.com/watch?v=IbsM5piF044^

 

  By: GZ on Martedì 25 Ottobre 2005 14:05

Il mondo sta diventando piatto? Scontro tra apocalittici e integrati (^5 agosto 2005 repubblica.it#http://www.repubblica.it/2005/b/rubriche/scenedigitali/friedman/friedman.html^) E' UN mondo piatto o "caleidoscopico"? Le metafore hanno la loro importanza nel modo in cui guardiamo il mondo. In questo caso o è piatto, e allora i popoli che sono i leader della globalizzazione (India e Cina) avanzano come un esercito invincibile, oppure esiste ancora per il mondo industrializzato il "vantaggio comparativo", una carta che può cambiare tutta la partita. Sono questi i termini di uno scontro intellettuale ormai già partito negli Stati Uniti, fra Thomas L. Friedman, premio Pulitzer e autore di "The World is Flat", e Jagdish Bhagwati, economista di fama internazionale, che in un intervento sul Wall Street Journal gli manda a dire che non ha capito niente. Lo scontro, che in realtà è un civile dibattito, non è una divergenza tra favorevoli e contrari alla globalizzazione, ma tra apocalittici e integrati del mondo globale che certamente ci sarà. Un contrasto tra chi, occidentale e giornalista, dice che ormai tutto è cambiato e che l'Occidente dorme del sonno della follia suicida (Friedman). E fra chi, indiano, economista, consulente per l'Onu sui paesi sottosviluppati, dice che quello in corso è solo un riequilibrio e che l'Occidente ha ancora in mano le chiavi del futuro (Bhagwati). Al centro di questo dibattito, la tecnologia, "l'internettizzazione del mondo". E la questione della lingua. L'intervento di Bhagwati è leggibile sul sito ma il libro di Friedman non è ancora tradotto in italiano, tuttavia un'efficace sintesi la si trova nel discorso tenuto dal giornalista al MIT qualche settimana fa e rivedibile in streaming sul sito dell'università. Per Friedman ci sono dieci processi chiave che stanno cambiando il mondo, dieci "flattener" o livellatori. Questi: Flattener 1: la caduta del muro di Berlino e la fine dei blocchi politico-ideologici. Flattener 2: il boom di Netscape in borsa che ha dato l'avvio all'innovazione tecnologica e ad investimenti in fibra ottica da un trilione di dollari nel mondo e che è la rete autostradale del futuro. Flattener 3 e 4: l'affermazione del free software, di sistemi e programmi compatibili, intercomunicanti e interoperabili. Il successo di Linux e dell'Open source, come elemento propulsore della collaborazione globale. Flattener 5-8: Outsourcing, Offshoring, Insourcing, Supply-Chain. Sono i processi che hanno reso possibile il più grande fenomeno di distribuzione geografica delle attività economiche e della diffusione di merci e servizi, che hanno cambiato dal di dentro aziende e attività economiche. Flattener 9-10: In. forming: Yahoo, Google e il mondo della ricerca stanno cambiando dal profondo il modo di pensare, produrre, comunicare. Se si cerca un comune denominatore negli elementi del quadro dipinto da Friedman, ci si accorge che è attorno alla "internettizzazione" della società, come riorganizzazione dei processi consentita dalla tecnologia, che si muove la sua riflessione. Dopo aver studiato a lungo l'Islam e il problema della democratizzazione, il focus di Friedman arriva allo scenario dove le cose sono già tutte in corso, dove il cambiamento avviene ogni giorno, dove denaro e informazione viaggiano sullo stesso canale e la capitale è Bangalore più che Manhattan o Londra......

 

  By: GZ on Martedì 25 Ottobre 2005 13:11

Siamo nel mezzo del più grande boom industriale dei paesi in via di sviluppo della storia, dal Messico al Brasile al Vietnam alla Cina al Sudafrica all'India la produzione e i consumi stanno aumentando in un modo mai successo prima in questi paesi negli ultimi duemila anni E' un fenomeno epocale ed è sotto gli occhi di tutti, ma in particolare di chi segue i mercati finanziari e delle materie prime e magari anche qualche dato economico. Poi ovviamente ai margini del trend storico c'è sempre qualcuno che non lo comprende e si lamenta (e sotto sotto rimpiange i tempi delle carestie in India o Cina)

 

  By: cisha on Martedì 25 Ottobre 2005 11:30

Magari avvenisse anche in Italia..... che le maggiori risorse del mondo affluissero anche qui a valanga.

 

  By: XTOL on Martedì 25 Ottobre 2005 02:40

Si limita a ribadire che mentre la morale rappresenta il mondo come vorremmo che sia, l'economia lo rappresenta così come è. ---------------------------------- assolutamente da leggere. magari assieme a questo ^Confessioni di un sicario economico#http://www.miserabili.com/2004/11/26/perkins_confessioni_di_un_sica.html^ (che pure dovrebbe uscire a giorni tradotto). "Negli USA è stato pubblicato un libro clamoroso di John Perkins che denuncia come gli ambienti finanziari abbiano utilizzato la Banca Mondiale, il FMI e una rete di sicari finanziari privati per aggredire e rovinare intere nazioni, risalendo fino al tempo in cui Kermit Roosevelt Jr. (nipote del presidente Theodore, da non confondere con il presidente Franklin Delano Roosevelt) orchestrò il rovesciamento del governo nazionalista di Mossadeq in Iran, nel 1953. Il libro è intitolato Confessioni di un sicario economico: come gli USA usano la globalizzazione per rubare migliaia di miliardi ai paesi poveri. Il 9 novembre Perkins è stato intervistato da Amy Goodman di Democracy Now!. Presentandosi in pratica come un "sicario economico" pentito, ha spiegato: "Essenzialmente fummo addestrati per costruire l'Impero Americano, come abbiamo poi fatto. Si trattava di creare una situazione in cui il massimo delle risorse possibile affluisse nel nostro paese, alle corporations e al governo, e in questo riuscimmo molto bene. Abbiamo costruito il più grande impero della storia ... Diversamente da ogni altro impero, questo è stato creato soprattutto attraverso la manipolazione economica, con l'inganno, con la frode, irretendo la gente nel nostro stile di vita, attraverso i sicari economici. Fui molto addentro a tutto questo."

Freakonomics: per sfidare pregiudizi e luoghi comuni - gz  

  By: GZ on Lunedì 24 Ottobre 2005 00:43

E' stato tradotto in italiano "Freakonomics" il libro rivoluzionario che riesamina i problemi sociali ed economici con il buon senso e i dati obiettivi senza partire dalle teorie economiche (^vedi anche il loro blog#http://www.freakonomics.com/blog/^ dove oggi sono rimasto male perchè la foto assomiglia molto a quello che abbiamo) E' diventata celebre la spiegazione del calo del crimine in america in termini di aborto (vedi qui sotto). Tra parentesi coincide (all'inverso) con quella del questore di Napoli che ha commissionato una ricerca sulle cause e ha trovato che le famiglie dei camorristi hanno 3 o 4 figli e quelle della classe media e della gente perbene in media uno e questo spiega il peggioramento della situazione ------------------------------------------------------------------ Un bestseller in arrivo dagli Stati Uniti, un «economista eretico» usa le cifre (e un po’ di fantasia) ^per sfidare pregiudizi e luoghi comuni «benpensanti»#http://www.lastampa.it/_settimanali/ttl/estrattore/Tutto_Libri/art8.asp^ 22/10/2005 Fiamma Arditi L titolo Freakonomics da' l'idea di uno scherzo, il sottotitolo «Il calcolo dell’incalcolabile» spiega che «un economista eretico gioca coi numeri» per esplorare «il lato nascosto del mondo in cui viviamo». L’economista è Steven D. Levitt, professore all'Università di Chicago, coautore con Stephen J. Dubner, giornalista del New Yorker e del New York Times. Il loro Freakonomics negli Stati Uniti ha già venduto oltre 700 mila copie e dilaga dal Canada all’Inghilterra, dall’Australia a Singapore. In Italia uscirà da Sperling and Kupfer (in libreria dal 25 ottobre, pp. 288, e17). Il professor Levitt ha cercato di dare vita alla sterilità delle cifre per comprendere quel che sta succedendo nella nostra società, ha scavato in una sfilza infinita di dati per dimostrare che dietro ci sono i fatti reali della vita di tutti i giorni. Un esempio? Negli Anni Novanta negli Stati Uniti il numero dei poliziotti pro capite crebbe del 14%. Basta questo a ridurre la criminalità? La risposta sembrerebbe ovvia, eppure non è facile. Quando la criminalità cresce, la gente protesta e chiede più protezione. Dunque vengono investiti più soldi nella polizia. Per cui se si guarda alle nude cifre, risulta, che c’è più crimine quando c'è più polizia. Questo non significa che la polizia è la causa della criminalità. Quando Rudolph Giuliani fu eletto sindaco di New York la percentuale di omicidi dal 30,7 ogni 100 mila persone nel 1990, crollò all'8,4 nel 2000. Diminuì quindi del 73,6 %. A guardare meglio date e cifre, vediamo, però, che a New York, già nel 1993 la criminalità era crollata del 20%, mentre Giuliani diventò sindaco solo nel 1994. E continuò a crollare anche quando dopo avere nominato capo della polizia William Bratton per il suo polso di ferro, lo fece dimettere perché offuscava la sua gloria. I dati ci dicono che nel corso degli Anni Novanta anche nel resto degli Stati Uniti la criminalità è diminuita. Persino a Los Angeles, famosa per la sua scarsezza di poliziotti. E allora? Andiamo indietro al 1970, quando lo Stato di New York, la California, Washington, l'Alaska e le Haway legalizzarono l'aborto, e furono seguiti a ruota da tutti gli altri. La Corte Suprema si era resa conto che se una madre non vuole un figlio è perché non è sposata, oppure ha un matrimonio in crisi, o è troppo povera per crescerlo, o è alcolizzata, drogata e ha paura di danneggiare il feto. Il risultato fu che subito dopo l'approvazione della legge negli Stati Uniti ci fu un aborto ogni 4 nascite. Nel 1980 il numero salì a 1 milione e 600 mila. Vale a dire un aborto ogni 140 americani. A questo punto Levitt fa due più due. Collega il crollo della criminalità all'aumento degli aborti. Dice che tutti i bambini americani che non sono nati, se fossero venuti al mondo, vent'anni dopo sarebbero diventati tutti criminali. Una conclusione assurda? Levitt ci arriva dati alla mano, con una considerazione molto semplice: i criminali escono quasi sempre da famiglie povere e nere. Lui non teme di apparire razzista, non si preoccupa dei moralisti, guarda i fatti senza pregiudizi da differenti punti di vista e ha anche il gusto dell'assurdo. Insomma, oltre che con le cifre, lavora con la fantasia per sollecitare il lettore a liberarsi dai preconcetti proposti, anzi imposti, dai mezzi di comunicazione di massa, che spesso usano fonti inquinate, oppure non sono capaci di stabilire cause ed effetti in maniera corretta. Vuol renderci tutti un po' più scettici, per ragionare con la nostra testa. Levitt ci ricorda che politici, analisti della Cia, professori, agenti immobiliari, giocatori di wrestling, membri del Ku Klux Klan possono mentire e imbrogliare quanto vogliono, ma le cifre no. Perciò dobbiamo liberarci dai percorsi obbligati di quello che appare e non è. Detto questo, non vuole insegnare niente a nessuno. Si limita a ribadire che mentre la morale rappresenta il mondo come vorremmo che sia, l'economia lo rappresenta così come è.

 

  By: pix on Giovedì 20 Novembre 2003 15:43

Grazie bello, E'sempre bello da imparare da chi ha cotanti argomenti e fonti. Mi darò all'alcool e mi esimerò dal dire la mia opinione. Che dici, forse fra gli alcolizzati di basso livello,fra un brindisi e l'altro, riusciremo a discutere senza prendere posizioni sfacciatamente faziose e integraliste.. ciao Pix

 

  By: gianlini on Giovedì 20 Novembre 2003 15:29

mi inserisco qui, perchè mi sembra più appropriato mi spieghi la sequenza dei giochi di questo 6-0 6-0 Noir?

 

  By: Noir on Giovedì 20 Novembre 2003 14:22

No hai ragione Crea danni irreversibili al Cervello.. e tu ne sei un esempio Vivente.. Un consiglio datti all'alcool almeno avrai qualche attenuante per le cose che dici.

 

  By: pix on Giovedì 20 Novembre 2003 13:46

Effettivamente penso che bisognerebbe cacciare fuori dal forum tutti questi disinformati. Tu Noir hai il solo problema che sei troppo avanti, pensa che solo ieri uno stupidotto come mè credeva che fumare hashish causasse danni cerebrali comprovati dalla medicina di tutto il mondo ( o solo dai medici faziosi e filo americani..) invece adesso che ho letto i tuoi post sò come stanno veramente le cose e lo urlerò davanti al mondo: la droga và liberalizzata , perchè fà lo stesso male del buon bicchiere di vino rosso al pasto che bevevano i nostri nonni, è un po' come la dieta mediterranea. Però vorrei anche suggerire un'altro argomento critico verso il governo. Questi politici dilettanti (siamo abituati a ben altro) hanno sbagliato tutto a prendersela con la droga: ci sono anche l'alcool, il fumo , la criminalità , gli incidenti stradali; meglio rifletterci,e non fare niente a ragion veduta.. ciao Pix