Delocalizzazione

Forchielli consiglia lo Sri Lanka per gli italiani - Moderatore  

  By: Moderatore on Venerdì 21 Agosto 2015 14:01

In un mondo ideale Alberto Forchielli dovrebbe essere il ministro dell'Economia al posto di gente come Padoan, Monti, Tremonti... Magari dovrebbe moderare il linguaggio ----- ^Alberto Forchielli è da poco tornato da una tournée lavorativa tra Sri Lanka#https://www.facebook.com/albertoforchielli/posts/691053304328428^ – dove ha anche partecipato al “Sri Lanka Economic Summit 2015” organizzato dalla Ceylon Chamber of Commerce – e Malesia. Alberto, per prima cosa, ti chiedo di un paio di foto che hai postato con dei granchi giganti in un ristorante. Granchi grandi come cinghiali… “Ero nel tempio mondiale del granchio, il ristorante ‘Ministry of Crab’, a Colombo, al grido di pappa vegana pussa via! Sono eccezionali. Io ho mangiato i Jumbo, perché i Crabzilla, granchi che pesano sopra i 2,5 chili e quindi sono chiamati granchi Godzilla, non c’erano. Poi ne è arrivato uno e sono riuscito a fotografarlo. Sono davvero buoni. #b#Quelle foto hanno fatto più di 850 mi piace. Uno impazzisce a raccontare di macro-economia e geo-politica e la gente va giù di testa per i Crabzilla. Fatevi inculare.”#/b# Cosa sei andato a fare? “È stato un viaggio di networking e di perlustrazione.” Quando fai il Sandokan nella giungla godo come un riccio. In che senso “perlustrazione”? “Nel senso che da gennaio sposto la mia base operativa da Hong Kong a Bangkok e stiamo valutando se tenere nella nostra mappa questi due Paesi: Sri Lanka e Malesia.” Che analisi hai fatto? “Ottima. Sri Lanka è l’India in bello. Per fare un paragone, l’India è un enorme Mezzogiorno. Sri Lanka no, si sta scrollando di dosso trent’anni di guerra contro i Tamil e sta finalmente decollando. Il Paese è magnifico e le persone sono carine ed evolute. Vedo molte opportunità nel campo turistico, nel settore delle costruzioni e nell’edilizia. Ed è sicuramente un Paese adatto a ospitare giovani italiani che abbiano voglia di fare, perché ci vogliono bene. In teoria può diventare un’altra Singapore perché è in una posizione strategica e può assurgere a nuovo ponte tra Occidente e Asia, con l’India attaccata. Insomma, potrebbe essere una perfetta base offshore finanziaria.” E la Malesia, tua vecchia conoscenza ai tempi di Finmeccanica Asia… “Sì, in Malesia ci ho vissuto quattro anni, dal 1994 al ’98 e ci sono tornato diverse volte da allora. Kuala Lumpur è una metropoli alla ‘Blade Runner’. Sono degli idioti perché poteva essere paradisiaca come Singapore e invece non hanno saputo integrare la città con la meravigliosa natura circostante. Perciò c’è zero verde. L’avidità e la stupidità l’hanno fatta diventare una città anomala. Detto ciò, la Malesia è aperta nei nostri confronti e si presta a iniziative nel campo agro-alimentare, nell’arredo, nel design, nell’agricoltura, nella ristorazione e nell’industria di nicchia.” In conclusione? “In entrambi i Paesi il costo della vita è ragionevole. Certo non si viene qui alla ricerca del posto fisso, ma per giovani con capacità imprenditoriali vedo opportunità a rischi e costi contenuti.” Su Facebook hai fatto questo invito: “Se avete idee interessanti sono curioso di sentirle, perché dall’anno prossimo questi due paesi ricadranno nel mio campo di operazioni in quanto sarò basato a Bangkok, con ufficio a Singapore, con un occhio attento a ciò che succede in South East Asia e South Asia. Avanti ragazzi, se volete fare qui ce n’è”. Che risposte hai avuto? “Lascia perdere, sono un coglione. È stata una inculata della madonna. Ho ancora il computer che scotta da decine e decine di iniziative in stile piadina e gelateria, senza che nessuno si fosse preso la briga di sapere se almeno la piada può piacere…” Ma da questa tua tournée non tiriamo fuori nessuna notizia in esclusiva? “Ma scherzi? Ho una bomba! Sul conto corrente del Primo ministro della Malesia hanno trovato 700 milioni di euro e lui si è giustificato dicendo che arrivano da una donazione. Dai, è un genio! E si è fatto beccare perché li ha spostati da una banca malese a una americana senza pensare che un movimento simile potesse dare nell’occhio. Guarda, arrivo a dirti che il problema non è nemmeno quello di rubare, a me sconvolge la stupidità e il senso di impunità. Nel mondo di oggi non servono primi ministri puri, servono bravi. Quando sono dei pirla sono inutili, sia puri che sporchi.” E anche oggi tutta questa informazione è gratis. I contributi pubblici all’editoria dovrebbero toglierli ai grandi giornali e darli all’Oblòg. Poi noi, che non ne abbiamo bisogno di tutta quella grana, la giriamo in Sri Lanka e Malesia per aprire catene di piadinerie e gelaterie. Avanti ragazzi, se volete fare qui ce n’è.

 

  By: pana on Mercoledì 29 Ottobre 2014 09:33

Ma in Senegal hanno una loro valuta sovrana? hanno una loro politica monetaria sovrana? perche leggo che hanno piazzato dei bond in dollari americani che pagano un 7% all'anno e allora si indebitano in una valuta straniera http://blogs.wsj.com/frontiers/2014/07/23/senegal-jumps-on-issuance-bandwagon-with-10-year-dollar-bond/

 

  By: gianlini on Martedì 28 Ottobre 2014 14:08

se pensi che una famiglia senegalese conterà come minimo 7-8 membri, i 2000 dollari diventano 14-16.000 a famiglia, più che in CAlabria.... a parte la battuta, non stiamo parlando di "qualsiasi casa in Senegal", mi pare, ma di quelle che verrebbero acquistate da chi, italiano o senegalese, si trasferisse o ri-trasferisse da qui a lì

 

  By: Gano di Maganza on Martedì 28 Ottobre 2014 14:05

Grazie Pana.

 

  By: pana on Martedì 28 Ottobre 2014 13:58

In Senegal il gdp pro capita e' sui 2000 $all'anno quindi quelle case saranno per i turisti o per i ricconi senegalesi

 

  By: gianlini on Martedì 28 Ottobre 2014 13:51

Gano, la statistica è ininfluente dovresti capirlo che gli immigrati che vengono a farsi il mazzo qui, quando tornano al paese e comprano casa non si accontentano certo di tornare ai tuguri da cui, forse, provengono, ma scelgono case di un certo livello e dovresti anche capire, che appena il venditore locale viene a conoscenza del fatto che il compratore è un senegalese che abita a Brescia, immediatamente gli raddoppia il prezzo....lo sai vero che in taluni paesi (del sud e centramerica) cercano di far sapere il meno possibile di avere parenti all'estero per paura di rapimenti e rapine con riscatto? cmq Bulfin pare aver parlato con loro di questo con i diretti interessati, e mi piacerebbe sentire cosa ha lui da dire

 

  By: Gano di Maganza on Martedì 28 Ottobre 2014 13:46

Gianlini, ma quelle case che si affittano a US$2,000 e si vendono a US$320,000, sono per quelli che vengono a fare i vu' cumprà in Italia o per i turisti stranieri che vengono dai paesi G8, anzi ora G7 + i russi, anche se ora hanno il petrolio a 80$ il barile? Hai una statistica/distribuzione degli affittuari/proprietari?

 

  By: gianlini on Martedì 28 Ottobre 2014 12:47

A volte Gano, dai davvero l'idea di credere che gli immigrati siano degli ingenui e stupidi selvaggi senza testa, appena usciti da un bananeto e che non hanno mai visto 10 euro in vita loro, per cui davanti ad una banconota da 50 euro sbavano come un cane davanti ad un boccone succulento.... Senegal's explosive property price rises Most of the year, the Senegal has a Californian climate. It has great beaches and a fast-growing tourist industry. Around 1.4 million tourists per annum visit Senegal, which has a population of only 10 million. Not surprisingly the housing market is doing well. “The housing market is flourishing, and transactions are taking place at an increasingly dizzying rate,” say M. Thierno Mamadou Kâne of the Notarial office Amadou Moustapha Ndiaye et Aida Diwara Diagne. Rental yields are good in Dakar, and even higher on the coast. A 250 square metre (sq. m.) apartment in Dakar would cost around US$320,000 to buy (or US$1,280 per sq. m.), and rent for around US$2,000 per month. This gives a yield of 7.5%. Beachfront property costs are around the same, but the rentals achievable are higher. A 300 sq. m beachfront property might cost around US$320,000, but could rent for US$2,800 per month, giving a yield of 10.5%

 

  By: gianlini on Martedì 28 Ottobre 2014 12:39

Gano, sai che non ho capito di cosa mi accusi? ti ho postato dei dati concreti riferiti ad un grosso centro vicino a Milano (quindi pieno nord industriale) di appartamenti assolutamente decenti a cifre (80-90 mila euro) piuttosto basse, che probabilmente non si discostano quindi molto da quanto costa in Marocco o Senegal o Egitto comprarsi casa (in genere comprano case grandi, multifamigliari, non il bilocale da 40 mq) se paragoni i prezzi i Milano o Siena con quelli del Marocco, sicuramente trovi che sono 4 volte tante, ma ho l'impressione che appena vai in provincia da noi, e NON in un posto "alla moda" dal punto di vista turistico (Liguria e Toscana su tutte) trovi prezzi che non presentano grandi differenze con quelli che servono nei paesi da cui provengono gli immigrati Per esempio gran parte dei filippini che abitano a Milano hanno costruito casa al loro Paese per la famiglia, si tratta quasi sempre di ville a due o tre piani, ben arredate e riccamente accessoriate - il prezzo unitario è sicuramente pari a quello di un medio appartamento italiano) ad esempio, vendi a Desio e compri a N'Gaparou: House for sale at N'Gaparou, Senegal. 90,000 Euros. Detached bungalow 70m² with private walled garden 290m². Two bedrooms with built in cupboards, salon, open kitchen, bathroom. Covered terrace of 40m² with adjacent swimming pool 40m². Independent studio with bedroom, kitchen and shower room. In a quiet area 300m from the road and 600m from a beautiful, sandy beach. Shops, restaurants and a daily market within walking distance. Electricity (plus battery system).Mains water with the option of using private well water for the house, at no cost. Also large water reserve of 1600 litres.The house is being sold fully furnished, kitchen appliances and crockery included. Car (18,000 kilometres) also included. Telephone, ADSL, Canal Plus

 

  By: Gano di Maganza on Martedì 28 Ottobre 2014 12:29

Gianlini, tu che sei bravo con i numeri impara a postare le statistiche. A furia di opinioni ed esperienze personali (o di immancabili amici) si finisce che si dice tutto e il contrario di tutto. Il web è pieno di dati statistici e con Google ne trovi quante ne vuoi. Su quelli si può discutere. Oramai post del tipo "un mio amico mi ha assicurato che vede il 30% in meno di camion sull' autostrada" nemmeno li leggo più. Anche il post di Bullfin, come il tuo qui sotto, lasciano un po' il tempo che trovano.

 

  By: gianlini on Martedì 28 Ottobre 2014 11:34

Una spiegazione è che a Belluno, dove sta Bullfin, le case costino poco, Gano, ma lo stesso avviene non appena ti sposti da centri nevralgici o turistici... ad esempio qui vicino a Desio (dove c'era l'Innocenti, ricordi?), 18 km da Milano, ormai un bilocale lo compri con 60 mila euro e un trilocale con 90 mila euro "In condominio signorile prettamente centrale alle spalle del duomo di Desio, comodo con stazione fs, comodo con tutti i servizi alimentari, scuole a 2 passi, parchetti sottostanti, proponiamo a 90.000 euro numero 2 appartamenti di 3 locali di ampia metratura e precisamente di 75 e 90 mq tutti con cucina abitabile o cucina semi abitabile, ripostiglio e servizio, balconi di cui uno sia in soggiorno che su camera, doppia o unica esposizione, panoramico, ascensore fino al piano, liberi entrambi da subito, buone condizioni interne, da vedere!!! " "Propone in Desio, comodo 3 locali al piano rialzato con ottima disposizione degli spazi interni. Ampia zona giorno, con cucinotto separato, che affaccia sulla balconata. Bagno con vasca, 2 camere, ripostiglio e n° 3 cantine. L'immobile è inserito in un contesto signorile con campo da tennis e piscina condominiale. Ridotte spese condominiali. Appartamento e n. 3 cantine a prezzo richiesto 98.000 Euro. Libero subito. Disponibilità box singolo a 15.000 Euro

 

  By: Gano di Maganza on Martedì 28 Ottobre 2014 10:22

GZ> "per risparmiare sul costo della vita" Gianlini> "dite che i prezzi sono allineati ai nostri" Che costino come da noi lo sento dire per la prima volta da Bullfin.

 

  By: gianlini on Martedì 28 Ottobre 2014 10:10

certo che ne avete di confusione in testa prima dite che gli immigrati vengono qui perché poi con 200 euro al mese mantengono la famiglia al paese, poi dite che i prezzi sono allineati ai nostri Bullfin, la ditta ha ingaggiato senegalese e marocchino perché così li paga meno?

 

  By: Bullfin on Martedì 28 Ottobre 2014 00:18

Ma, nella ditta in cui lavoro vi sono persone provenienti dall'Africa...un Senegalese e un marocchino-tunisino, non mi ricordo bene. Ebbene costoro non mi parlano di certo di prezzi di case meta' della meta'...ma molto vicini ai nostri. Sicchè al solito si scrivono cose senza sapere....Inoltre visto le orde religiose che vi sono da quelle parti...quasi quasi mi tengo Renzusconi :).

 

  By: Moderatore on Lunedì 27 Ottobre 2014 23:20

62 anni, di professione consulente aziendale, ^il figlio di Amintore Fanfani, si è trasferito a vivere in Tunisia#http://www.corriere.it/esteri/14_ottobre_27/fanfani-jr-lascia-l-italia-la-tunisia-non-piu-paese-che-penso-papa-c63afa2a-5d6e-11e4-abb7-a57e9a83d7e3.shtml^. Per risparmiare sul costo della vita, perchè c'è lavoro sembra e perchè.. «A 62 anni, col mio Paese ho chiuso. Mi dispiace usare parole così amare. Ma io ho avuto la fortuna d’essere il figlio d’uno dei padri fondatori della nostra Repubblica. E a vederla così conciata, guardi, proprio non ce la facevo più». L’uomo che fa accomodare nella sua villa con piscina sopra la Marsa, il quartiere residenziale di Tunisi che gli europei chiamano «il principato» e dove abitare costa la metà della metà che in Italia, ha un foulard al collo ed è appena uscito da un intervento alle corde vocali («c’è una sanità fantastica, medici di scuola francese e prezzi ridicoli: una visita specialistica in clinica privata, la paghi 21 euro»). Si chiama Giorgio Fanfani e fin da ragazzo, racconta, è cresciuto sentendo chiamare col suo cognome qualunque coetaneo privilegiato o viziatello: «Chi ti credi d’essere, il figlio di Fanfani?...», era una frase fatta d’allora. «Il figlio di Fanfani adesso, a 62 anni e dopo 42 di contributi, grazie alla riforma della ministra Fornero s’è ritrovato con una pensione ridicola». E per tirare avanti, per allontanarsi anche da qualche grana, è dovuto venire a vivere per sempre qui. Il taglio netto, sei mesi fa. «Ho fatto due conti e non me la sono sentita di restare a Roma, a fare una vita grama». Fanfani jr ha chiuso la sua società di consulenza e in una settimana, «basta la fotocopia del passaporto», l’ha riaperta a Tunisi, dove per i primi dieci anni le tasse non si pagano: assiste chiunque voglia iniziare un’impresa qui o in Burkina Faso, in Egitto o a Dubai, «nel frattempo aiuto le nostre aziende che ancora hanno da riscuotere i crediti dai tempi di Ben Ali». L’addio al Belpaese è una scelta irrevocabile: «Nulla, di quel che c’era nell’Italia pensata da mio padre, è riscontrabile nell’Italia di oggi. La Seconda Repubblica è stata molto peggio della Prima, i leader politici non si sono più visti». Meglio questa Tunisia «che ricorda molto i nostri anni ’50-’60, ma con più infrastrutture e più aiuti dall’estero: il tempo qui è dilatato, i ritmi sono meno forsennati. Mi sono iscritto a una palestra, studio l’arabo, cucino, ho più tempo per stare con la mia compagna Eleonora. Siamo a un’ora dall’Italia, ma è come se ci avessi messo in mezzo un continente». Legge la nostra politica, naturalmente. E di Arnaldo Forlani, un secolo fa il delfino del padre, che in un’intervista ha definito «un nipotino di Fanfani» il premier Matteo Renzi: «Che oggi si debba andare a rispolverare ancora quel ‘coniglio mannaro’, come lo chiamavano, mi dà il livello del dibattito – è tagliente Giorgio Fanfani -. Uno che è stato manifestamente incapace di governare la deriva tangentizia della Dc, s’è fatto passare sopra la testa di tutto…». Il paragone Matteo-Amintore non gli piace: «Ma di che parliamo? Qualcuno crede davvero che basti essere toscano, per venire accostato a Fanfani? Il primo atto di Renzi, quando s’insediò da sindaco a Palazzo Vecchio, fu l’andare a inginocchiarsi sulla tomba di Giorgio La Pira, che di Fanfani era uno stretto collaboratore. Ma non è sufficiente inchinarsi su una lapide, per essere un erede politico! Certo, Renzi è grintoso e iperattivo come lo era mio padre, ha bruciato la generazione dei cinquantenni ma almeno sta mettendo in mano ai nostri figli il loro destino. Uno come lui però se lo scorda, il pensiero e il disegno politico di Fanfani. Che sproletarizzò l’Italia, fece costruire le case e le diede da riscattare ai lavoratori, meccanizzò l’agricoltura, programmò le scuole, espropriò la nobiltà terriera, fece nascere l’Enel…». Fa il tifo per il premier, come no. E non gli sfugge che Renzi sia venuto proprio in Tunisia, per la sua prima missione all’estero: «E’ giusto che l’Italia diventi un punto di riferimento per gli amici del Nord Africa». Sul resto, però, sipario: «La ripresa non passerà per il Jobs Act e queste fregnacce di cui si riempie la bocca. Fanfani, stia sicuro, tante parole se le sarebbe risparmiate».