Next is Italy, La Prossima è l'Italia

Re: Next is Italy, La Prossima è l'Italia  

  By: antitrader on Venerdì 30 Novembre 2018 22:11

Oscar!

Lunedi' e' il D-day, se sale forte poi continua, i fondamentali fanno schifo, ma e' natale

tempo di bizzarrie sui mercati.

 

Re: Next is Italy, La Prossima è l'Italia  

  By: traderosca on Venerdì 30 Novembre 2018 21:04

ah i poveri NCC hanno ragione!!!!! tassisti una casta!!!


 Last edited by: traderosca on Venerdì 30 Novembre 2018 21:06, edited 1 time in total.

Re: Next is Italy, La Prossima è l'Italia  

  By: gianlini on Venerdì 30 Novembre 2018 20:11

Solidarizzare col nemico ? 🤔 

Re: Next is Italy, La Prossima è l'Italia  

  By: traderosca on Venerdì 30 Novembre 2018 20:04

per sostenere i giusti diritti degli NCC

Re: Next is Italy, La Prossima è l'Italia  

  By: gianlini on Venerdì 30 Novembre 2018 17:17

Perché dovrei, visto che sono un tassista?

Re: Next is Italy, La Prossima è l'Italia  

  By: traderosca on Venerdì 30 Novembre 2018 14:07

Gianlini, hai aderito allo sciopere degli NCC ?

Re: Next is Italy, La Prossima è l'Italia  

  By: Morphy on Venerdì 30 Novembre 2018 08:21

PALAZZINA ABUSIVA

 

Re: Next is Italy, La Prossima è l'Italia  

  By: traderosca on Venerdì 30 Novembre 2018 00:04

"Il Giappone non ha inflazione? ma cooooooome, eppure la BC sta stampando da 4 anni

com'era la storia del Venezuela e dello Zimbabwe?"

 

Shera, ma le basi della politica-economia e finanza le conosci? te la faccio semplice,semplice," c'è chi può e chi non può........"

Re: Next is Italy, La Prossima è l'Italia  

  By: Bullfin on Giovedì 29 Novembre 2018 23:20

Avete un'attivita' commerciale. Putroppo siete preda di furti continui, tanti.....6.....no anche 30 ......cosa fate?.....

Fate come il gommista oppure fate come quei coglioni di sinistra che dicono....ah poverino si è intruffolato nell'azienda armato di piccone spaccando la porta e ci ha rimesso la vita....poverino.....

 

 

 

Re: Next is Italy, La Prossima è l'Italia  

  By: shera on Giovedì 29 Novembre 2018 23:04

Il Giappone non ha inflazione? ma cooooooome, eppure la BC sta stampando da 4 anni

 

com'era la storia del Venezuela e dello Zimbabwe?

 

 

 

 

Re: Next is Italy, La Prossima è l'Italia  

  By: pana on Giovedì 29 Novembre 2018 20:23

interessante anche questo, nel 2004 pur avendo una coprporate tax rate del 40% (una delle piu al tempo)

l economia sommersa e' sempre stata abb bassam sull 8 % , niente a che vedere coi livelli bulgari, turchi o italiani

curioso

Re: Next is Italy, La Prossima è l'Italia  

  By: hobi50 on Giovedì 29 Novembre 2018 16:56

La crisi del Giappone iniziata nel 1989 è molto simile alla grande crisi finanziaria iniziata negli Usa nel 2007 ed ha coinvolto i rispettivi sistemi bancari.

Sostanzialmente un'orgia di prestiti  ha innescato una bolla di prezzi negli assets ( immobili , azioni ,e bonds soprattutto negli Usa)

La crisi è stata molto più grave in Giappone che negli Stati Uniti ma è stata curata da entrambe le BC con lo stesso criterio .

E cioè la volontà di PROTEGGERE i vari possessori di assets  pompando fondi ed alterando la struttura dei tassi di interesse per rendere sopportabili i debiti .

Si è praticamente ripetuto un caso Parmalat.

L'azienda era fallita da dieci anni ma si manteneva sul mercato perchè ogni anno venivano collocati nuovi prestiti obbligazionari.

La genialata della manovra monetaria per difendere le classi dominanti ha provocato questo effetto di lungo periodo.

Il Giappone che, alla fine degli anni 80 era una corazzata economica , destinata  a superare nel 2010 l'economia Usa ,ha avuto la crescita media più BASSA di tutti i paesi industrializzati.

Gli Usa invece hanno registrato la più bassa crescita della loro storia DOPO UNA RECESSIONE.

Il minimo comune denominatore di queste due crisi è stato l'entrata in gioco delle BC e l'allargamento del debito statale.

 

Hobi

Re: Next is Italy, La Prossima è l'Italia  

  By: pana on Giovedì 29 Novembre 2018 09:04

e vero che il giappone pur stampando sovranamente e lo stesso in stagnazione, ma se non avesse stampato sarebbe andato ancora peggio...

(questo e il teorema delle 2 porte di pana, sui cui lavoro e spero di pubblicare " the 2 doors theorem", in sintesi se ho davanti 2 porte e ne imbrocco una poi non posso dire cosa c era dietro l altro portono,)

qua dicono che le banche mentono sui collocamenti del coporatte  debt che non vanno bee per niente

A Big Secret in Japan Debt Market Is Getting Harder to Keep

https://www.bloomberg.com/news/articles/2018-10-21/a-big-secret-in-japan-s-credit-market-is-getting-harder-to-keep


 Last edited by: pana on Giovedì 29 Novembre 2018 09:08, edited 1 time in total.

Re: Next is Italy, La Prossima è l'Italia  

  By: Morphy on Giovedì 29 Novembre 2018 08:33

"Pur troppo s'è fatta l'Italia, ma non si fanno gl'Italiani"

 

Non ci possiamo ribellare per questo motivo. E per lo stesso motivo siamo oppressi da una classe politica fatta di incapaci e disonesti. Mi appresto a pagare ora l'anticipo IRPEF e il mese prossimo la seconda rata IMU. Dopo di che (assieme al registro, inps, assicurazioni e certificazioni varie) lo stato si è preso praticamente il 90% della rendita di 5 appartamenti. In un anno poi (fortuna vuole) che non ci sono state spese di manutenzione . E senza contare la svalutazione che negli ultimi 10 anni hanno avuto gli immobili a causa della stessa sciagurata classe poitica (attendo una bella patrimoniale per andare in territorio negativo).

 

Praticamente un paese ridotto in macerie sotto gli occhi di un popolo inerme senza identità.

 

Re: Next is Italy, La Prossima è l'Italia  

  By: Bullfin on Giovedì 29 Novembre 2018 08:26

dove eravamo rimasti con il Giappone???

La favola somarista della banca centrale giapponese

| 28 novembre 2018
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ll mirabolante ritorno alla lira, con la banca centrale che stampa denaro all’infinito per finanziare la spesa pubblica, è, per i partiti populo-sovranisti italiani, l’equivalente della Terra Promessa di biblica memoria. E per abbindolare gli adepti, la canea somarista porta ad esempio il caso del Giappone che ne dimostrerebbe l’efficacia.

 

Peccato che la ricetta non funzioni ed il Giappone sia in stagnazione dal 1991. Nel periodo 2000-2017 la crescita mondiale della ricchezza pro-capite è stata del 79,8% mentre quella del Giappone di appena il 17.8% come riportato nella sottostante tabella.

Il fenomeno della stagnazione economica nel Paese del Sol Levante, innescato dallo scoppio nel 1991 di una “bolla economica” che iniziò a gonfiarsi nel 1986 sul mercato azionario ed immobiliare, è ben noto in tutto il mondo. Nel futile tentativo di stimolare la crescita, il Giappone da tempo incrementa la spesa pubblica grazie alla propria banca centrale che acquista le obbligazioni emesse tramite la creazione di nuova valuta (senza tuttavia operare sul mercato primario). Ma tale strategia ha fallito, e infatti nel terzo trimestre del 2018 la crescita è stata negativa. E per di più il governo nipponico grazie alla stampa di moneta ha evitato di implementare politiche di riforme che affrontassero le maggiori criticità. Il debito giapponese è esploso fino al 250% del PIL, con la conseguenza di far eclissare gli investitori stranieri. Oggi circa il 90% del debito pubblico giapponese è finanziato internamente tramite fondi pensione e similari. Vale ribadire che il sistema pensionistico in Giappone è per lo più a capitalizzazione e non a ripartizione come quello italiano. La spesa pensionistica oltre ad avere un’incidenza sul PIL molto più bassa di quella italiana (quasi la metà), dirotta la raccolta dei contributi sociali, verso quei fondi pensione attraverso cui viene finanziato parte del debito giapponese.

Un’altra cruciale considerazione riguarda il calo demografico e l’invecchiamento della popolazione, con il conseguente impatto negativo sul PIL. Nel 2005 il tasso di natalità in Giappone, ha toccato un picco negativo di 1,26 nascite per donna ed il tasso di dipendenza degli anziani (rapporto tra numero di persone nella fascia di età 65+ e popolazione in età lavorativa 15-64 anni), viaggia verso il 50% previsto nel 2050 (per l’Italia la stima è addirittura del 67.7%, Ageing Report 2018), con un conseguente calo del PIL pro-Capite di diversi punti.

Quindi la situazione nel lungo periodo è destinata ad aggravarsi. La minore offerta di lavoro aumenterebbe poi il rapporto capitale/lavoro con un conseguente calo dei tassi di interesse (già estremamente bassi in Giappone, prossimi allo zero) determinato anche da minori consumi, con effetti diretti in termini di minore gettito fiscale. Ed a questo si deve aggiungere che il progressivo invecchiamento della popolazione provocherà un aumento di spesa pubblica medica e di assistenza agli anziani. Mentre altre nazioni hanno risolto simili trend accettando un flusso di immigrati per integrare nuova forza lavoro, l’Italia ed il Giappone sono gli unici paesi che rifiutano gli immigrati regolari. Infine, un altro elemento della crisi cronica giapponese, è una legislazione del lavoro caratterizzata da un vasto numero di contratti non regolari. Questo non consente ai cittadini giapponesi che peraltro hanno sempre nutrito un’alta propensione al risparmio) di nutrire una fiducia nel futuro che induca a maggiori consumi. Una nota di colore a tal proposito viene dagli stessi profeti delle virtù taumaturgiche del modello economico giapponese. La tesi della pseudo economia sovranista, sostiene che in realtà l’Italia è un paese virtuoso, ma frenato dai trattati europei e dall’euro. A sostegno adducono la somma di debito pubblico e debito privato presentandola come indicatore dello stato di salute di una nazione all’interno di un cruscotto comunitario. Tale tesi balzana sottende alla nozione che il governo possa disporre a piacimento della ricchezza privata, e quindi i politici possano espropriarla quando loro aggrada. Insomma apre la strada a patrimoniali, ergo prelievi forzosi più o meno gravosi, come del restoipotizzano numerosi esponenti di spicco dell’attuale governo. In conclusione, alla fine dell’itinerario somarista, costellato da fantasiose teorie di spacciatori di magiche ricette pseudo-economiche, si arriva sempre alle tasche dei risparmiatori onesti. Quelli che promettono l’eterna ricchezza nel paradiso della stampa illimitata della nuova lira con l’equazione fasulla “spesa + svalutazione = benessere”, spalancano la porta al destino venezuelano.