Next is Italy, La Prossima è l'Italia

Re: Next is Italy, La Prossima è l'Italia  

  By: Bullfin on Venerdì 10 Marzo 2017 14:21

E' inquitante per uno che ha scritto con numerosi interventi sul forum,le origini e le cause del nostro dissesto,probabilmente con lenzuolate inutili,

seguite da offese e incomprensioni,probabilmente mai lette...............è per questi motivi che non scriverò più analisi articolate e approfondite su

qualsiasi argomento,già tutto è inutile.E' poca cosa la soddisfazione che dopo molto tempo i detrattori dei miei interventi,mi diano ragione......

segue

 

 

 

Ecco qui si denota tutta la tua malafede che non andrebbe nemmeno commentata per non perdere tempo ma lo faccio per gli altri utenti.

a) senti chi parla con gli insulti

b) non ho detto che ho sbagliato perchè vi sono due concause.

c) l'avevo ammesso gia' oltre un anno fa.

d) questo tuo intervento di dire...non scrivo lenzuolate tanto non servono a niente...dopo che ho appena detto che la view delle spese degli anni settanta sono corrette è da persona fortemente provocatrice.

e) sul fatto che poi dici su Zibordi che legge solo chi vuole leggere, beh finisco come ho iniziato i vari punti....SENTI CHI PARLA...perchè uno puo' leggere quello che vuole, tutto ma poi se mentalmente non è aperto e predisposto ad assimilare tutto ma assimila solo quello che vuole come te....beh....

 


 Last edited by: Bullfin on Venerdì 10 Marzo 2017 14:52, edited 1 time in total.

Re: Next is Italy, La Prossima è l'Italia  

  By: Gano di Maganza on Venerdì 10 Marzo 2017 14:15

Antitrader> "gli fanno l'impeachment"

 

Leggo ora la storia. La Presidente e' figlia di Park Chung-hee che ha preso il potere in Corea con un colpo di stato militare nel 1961 e ha governato il paese in modo dittatoriale alternando periodi di legge marziale fino al 1979, quando e' stato ucciso. Un proiettile inteso per lui aveva precedentemente ucciso la moglie nel 1974. Uomo potentissimo e con agganci fortissimi sia a livello della grande industria locale che a livello politico internazionale, dal suo circolo del Grand National Party ha preso forma la vita politica della figlia. Questo tanto per dire il background della Presidente della Corea del Sud. 

 

Il fatto che le abbiamo fatto l'impeachment non significa che la' sono onesti. (eheh...). Solo che qualche potere piu' grosso ha semplicemente voluto toglierla di mezzo. Come con Dilma Rousseff.

 

Se erano onesti li' non ci arrivava.


 Last edited by: Gano di Maganza on Venerdì 10 Marzo 2017 14:21, edited 3 times in total.

Re: Next is Italy, La Prossima è l'Italia  

  By: traderosca on Venerdì 10 Marzo 2017 11:40

Gianlini
"Oscar è al solito il più equilibrato e vicino alla realtà;
innanzitutto in economia molte cose sono del tutto casuali; io sono ad esempio dell'idea ad esempio che il boom italiano degli anni '50 -'60 sia stato tutto tranne che intenzionale; una fortunata coincidenza di eventi che si è innestata sulla voglia di riscatto degli italiani dopo il disastro della guerra."

 

Oscar

Gianlini,sicuramente gli eventi che determinano i boom o i declini di una economia
sono in prevalenza del tutto casuali,ma spetta ai popoli,ai singoli individui,
ai governanti,sfruttare le circostanze favorevoli oppure accelerare il declino.....

 

Gianlini,quel dotto e bravuomo di Zibordi ha un piccolo difetto,legge solo e si
documenta su scrittori,storici,filosofi,economisti che si avvicinano più al suo
pensiero a volte a dir poco stravagante,tipo:il negazionismo,la versione
da fantascienza sull'attentato delle torri gemelle,seguire una setta "che basta
stampare moneta che si risolvono i problemi dell'umanità" oppure seguire gli
esaltanti nazionalismi di alcuni individui pericolosi.........ecc.ecc.ecc.
Se si vuole criticare in un dibattito profondo l'arte moderna o contemporanea,
bisogna conoscere la storia dell'arte le sue evoluzioni ed i contesti storici
che hanno dettato i cambiamenti a volte rivoluzionari di espressione dell'arte.
Anche in economia per analizzare i momenti positivi o negativi attuali bisogna
fare uno sforzo il più possibile oggettivo dei periodi passati che frequentemente
sono le cause dei boom o declini attuali che non sono mai responsabilità di un
solo punto preso in considerazione da chi fa analisi imparziali e soggettive con
esclamazioni di tipo:la causa dei nostri problemi derivano dal divorzio della
banca d'italia col tesoro oppure si andava meglio quando si poteva evadere!!!
ecc.ecc.ecc.nemmeno prendere in considerazione periodi di altre ere,greci,romani,
medioevo,ecc.Se si vuole analizzare le cause dei nostri problemi,possibilmente
non solo leggendo testi di storici a volte faziosi,ma facendo tesoro quando è
possibile dai ricordi ed esperienze vissute in modo diretto,bisogna partire
dal dopoguerra in poi e farne tesoro per poter attualizzare in chiave moderna
i periodi positivi e rimuovere le cause negative.

 

potrei riportare altri numerosi dibattiti,ma non mi sembra il caso........

 

 

 

Re: Next is Italy, La Prossima è l'Italia  

  By: traderosca on Venerdì 10 Marzo 2017 11:38

alcuni interventi che avevo memorizzato

 

"Lo SFACELO italiano è cominciato con il divorzio, quando si andò a finanziare il deb pubblico sul mercato dei capitali, foraggiando i rentiers tramite BOT che non erano nemmanco tassati"

 

Bullfin,Zibordi,Roberto e company

.non si può imputare lo sfacelo italiano solo al divorzio,i motivi e
le cause sono molteplici e vengono da lontano.Il debito pubblico non è solo l’elemento chiave del delicato momento politico che viviamo in Italia oggi. È il prodotto delle politiche economiche degli ultimi decenni.Bisogna fare una analisi
completa del periodo e bisogna anche averlo vissuto quel periodo,non ci si può
basare solo su dati e grafici,ve ne sono tantissimi che dicono tutto e il
contrario di tutto a secondo di come vuoi fare pendere l'ago della bilancia.

Gli anni 50-60 furono caratterizzati da un boom economico incredibile e forse
irripetibile dovuto a diversi fattori e concomitanze che sintetizzo certo di
saltare qualche passaggio.

1)Dopo la seconda guerra mondiale l’economia globale aveva cominciato a crescere rapidamente, trainata dalla locomotiva americana.

2)Agli inizi degli anni 50 il nostro paese era molto più povero dei grandi paesi
occidentali,un operaio guadagnava un sesto rispetto all'operaio,tedesco,francese,ecc.

3)Il Walfere quasi inesistente:le pensioni erano poche e insufficienti,gli anziani
venivano accuditi dai parenti,non esistevano ricoveri per anziani,asili per bambini,
non esisteva cassaintegrazione i disoccupati facevano la fame,gli ospedali erano
da anteguerra ed i ricoveri solo in casi gravi,la scuola era per pochi,le
infrastrutture da anteguerra..................quindi uno stato con pochissimi
debiti,ma con leggi fiscali tipo IGE,Vanoni che colpivano con aliquote pesantissime
i redditi se fossero stati denunciati!!!ma pagare le tasse era un optional per molti,
l'evasione era quasi totale,anche i dipendenti venivano retribuiti parzialmente
"fuori busta" ............

Neppure la grande riforma fiscale (Irpef progressiva) introdotta negli anni 70 contribuì ad aumentare le entrate,perchè non furono introdotti

nuovi criteri di controllo sull'evasione,situazione voluta per ovvi motivi dai governi .La spesa dello stato italiano più o meno era all'ineata

con gli altri stati europei,sicuramente con minore efficienza,ma sono proprio le minore entrate ad alimentare i disavanzi di bilancio del nostro

paese,lo si può notare dalla tabella in allegato.

4)il basso costo del petrolio (tra i 2 e i 3 dollari al barile) permetteva un basso costo dell’energia. Il basso costo dell’energia, sommato alla particolarita’ italiana dei bassi salari e il basso welfare ci dava un vantaggio competitivo, eravamo i cinesi d’Europa. In questo modo il nostro Pil comincio’ a crescere piu’ velocemente degli altri, la crescita del Pil italiano supero’ quella del Pil della Francia e della Germania sei volte negli anni ’50 e cinque volte negli anni ’60. Una situazione favorevole che permise all’Italia tra il 1950 e il 1973 di triplicare i redditi degli italiani e di sviluppare il settore industriale e gli investimenti.

5)Il potere di acquisto aumentò sensibilmente,elettrodomestici,tv,auto,stavano
diventando un fenomeno di massa,ma i maggiori benefici li ottennero i lavoratori
autonomi,dal più piccolo commerciante,artigiano,industriale,l'incremento dei
ricavi e dei profitti erano notevoli e senza pagare tasse,in quel periodo si
crearono patrimoni ingenti che fu poi una delle cause principali del declino
degli anni successivi,sino ai nostri giorni.

6)i governi erano prevalentemente monocolore DC con una forte opposizione comunista
che avendo il controllo sui sindacati alimentavano la protesta con rivendicazioni
salariali ed un welfare sempre più pressante.

7)gli anni 70 segnarono il declino inesorabile e la fine della competitività
Cominciarono alla fine degli anni ’60 e agli inizi degli anni ’70 le rivendicazioni salariali e gli scioperi. In questo modo tra il 1968 e il 1973 il livello dei salari degli operai raddoppio’ e triplicò quello dei lavoratori statali,bancari,ecc.Il secondo fattore produttivo che incremento’ il suo costo fu l’energia. Il prezzo del petrolio al barile passa in breve tempo da 3 dollari a 12 dollari.
Svaniscono cosi’ i vantaggi dell’Italia, raddoppiando i salari e quadruplicando il prezzo del petrolio. L’Italia a questo punto ha due strade da percorrere, operare una pesante riforma strutturale, cercando una nuova strada per la crescita, cercando di trovare la sua competitivita’ in altri fattori ad esempio, puntando alla soluzione dei suoi problemi. Oppure non affrontare il problema. Ovviamente sceglie la seconda strada, piu’ facile nel breve periodo, ma che si dimostrera’ disastrosa nel medio-lungo periodo.

L’inizio della fine

Se le imprese non possono piu’ affrontare costi di energia e lavoro cosi’ alti, arriva l’intervento pubblico a salvare chi strilla di piu’, o chi porta piu’ voti. Che siano essi pensionati, operai, piccole imprese,abitanti del Sud o evasori. Interventi che finiscono per pesare sul bilancio dello Stato. Ad aggravare il tutto vi era una classe dirigente formata da un partito di maggioranza relativa (Dc) che di volta in volta non potendo governare da sola si alleava con socialisti e socialdemocratici. In piu’ Dc e Psi erano grossi partiti formati da fazioni interne e correnti piu’ o meno forti, che pero’ minavano la stabilita’ delle maggioranze, riducendo di molto la vita media dei governi. Quindi una politica debole, che per reggersi doveva accontentare tutti e non scontentare nessuno. Rimandando all’infinito quelle riforme necessarie ma impopolari.

Nella politica dell’aiuto statale, della spesa alta, nacque nel 1970 lo Statuto dei lavoratori e nel 1975 la scala mobile venne estesa a tutti i lavoratori. In questo modo i lavoratori vedevano i loro salari crescere in base all’inflazione dell’anno precedente, facendo pero’ cosi’ aumentare l’inflazione di quell’anno e cosi’ via in una spirale prezzi salari che fece crescere l’inflazione in Italia a due cifre.

La competitivita’ ritrovata

Ecco dunque la grandiosa idea, usare la svalutazione della lira come vantaggio competitivo. Svalutando la lira si poteva riconquistare competitivita’ sui costi confronto ai Paesi in cui esportavamo i nostri prodotti. Recuperammo in questo modo competitivita’ e margini di profitto. Ma si tratta di un trucco che dura poco, basta infatti che lo utilizzino anche altri Paesi nostri concorrenti ed ecco svanire il vantaggio. Cosi’ con l’inflazione da una parte e la svalutazione dall’altra l’Italia riusci per qualche anno a continuare la sua crescita truccata accontentando tutti, imprese e lavoratori. Ma c’erano comunque imprese che non ce la facevano, dunque per loro aumentarono gli aiuti statali, con la cassa integrazione guadagni e i prepensionamenti. Anche le piccole imprese (che costituivano il 97 per cento del totale) ricevettero forti aiuti, sotto forma di incentivi. Imprese che avevano vantaggi a restare piccole. In questo periodo, tra la meta’ degli anni ’70 e la prima meta’ degli anni ’90 nacquero e si diffusero anche le pensioni non coperte dai contributi. Che aggravarono ulteriormente la gia’ drammatica situazione del bilancio pubblico

Troppa inflazione

Questo sistema permise di conservare la crescita (anche se in misura molto ridotta rispetto a prima) fino agli inizi degli anni ’80. In questo periodo il petrolio subi’ una nuova impennata e il tasso di inflazione sfioro’ il 20 per cento. Cosi’ prendendo finalmente atto della pericolosita’ dell’inflazione il 14 Febbraio 1984 il Governo Craxi taglio’ la scala mobile di 4 punti percentuali. Inoltre, nel 1981 ci fu anche il divorzio tra la Banca d’Italia e il Tesoro, la politica monetaria e il controllo dell’inflazione non erano piu’ facili armi politiche, e la Banca d’Italia non era piu’ costretta a sottoscrivere i titoli del debito pubblico. Da questo momento se il Tesoro voleva finanziarsi tramite l’emissione di titoli pubblici, l’avrebbe dovuto fare a prezzi di mercato.

Debito pubblico

Il fatto che il debito pubblico fosse diventato piu’ costoso non fermo’ pero’ la politica dell’indebitamento e della spesa pubblica. Cosi’ dopo il decennio dell’inflazione (anni ’70) arrivo’ il tempo del debito pubblico (anni ’80), proseguendo anche con le svalutazioni della lira, per non perdere troppa competitivita’.

 

GLI ANNI '70 – Gli anni della prima grande impennata del debito pubblico. Il paese era attraversato dalle rivendicazioni sociali, la protesta studentesca si andava saldando alle rivendicazioni operaie creando un’atmosfera molto tesa. Erano gli “anni di piombo”, e per superarli i politici italiani fecero una cosa semplice: cominciarono a distribuire soldi. Chiunque avesse delle rivendicazioni otteneva qualcosa: è in questo decennio che inizia il vero dissesto dei conti pubblici italiani, perché la spesa pubblica comincia ad aumentare in maniera vigorosa per assicurare la pace sociale ma, dall’altro lato, la crescita economica del paese subisce un grosso stop. Gli anni ’70 sono infatti gli anni delle crisi petrolifere, un brusco risveglio per tutto l’Occidente dopo trent’anni di crescita ininterrotta e vorticosa. Per i paesi che adottavano una politica di Spesa come quella italiana fu un colpo duro: la minore crescita economica significa meno entrate per lo Stato il che, combinato con un grosso incremento della Spesa pubblica, significa esplosione del debito: lo Stato emette bot (e altri certificati del tesoro) e raccoglie la liquidità di cui ha bisogno per finanziare strumenti perversi come la “scala mobile”. Si fanno i debiti, ma si trasferisce nel futuro la responsabilità di pagarli.

FAVOLOSI ANNI ’80 – Passati gli anni turbolenti della contestazione sociale si è inaugurato il periodo più edonista della storia recente. Gli anni ’80, un periodo di eccessi ricordati ancora oggi con rimpianto e riproposti in varie forme dalla televisione. I tempi non erano più quelli del trentennio d’oro  ma non era importante: c’era una nuova generazione di manager d’assalto che volevano tutto, il cui contraltare era una nuova generazione di politici, ansiosi di poter godere dei benefici del potere. Gli anni ’80, che vedono il tramonto dell’esclusività democristiana, sono gli anni della seconda grande impennata del debito pubblico italiano. La più insensata, la più dannosa. L’Italia negli anni ’80 ha conosciuto una grande stagione economica, fondata però in gran parte sui debiti. Non sono mancate le grandi avventure imprenditoriali in questo clima di fermento, ma il risultato finale si riassume nella risposta ad una semplice domanda: cosa è rimasto degli anni ’80? Niente. Lo Stato si è indebitato in una maniera tale da avergli chiuso ogni ulteriore spazio di manovra, ma non lo ha fatto realizzando grandi opere pubbliche, infrastrutture che avrebbero rappresentato in ogni caso un investimento per il futuro. Questo è il dato più incredibile: negli anni ’70 la spesa pubblica era stata un mezzo per mantenere la pace sociale. La scelta del debito, condivisibile o meno, aveva insomma una finalità ben precisa. Negli anni ’80, invece, una montagna di denaro è sparita, un carico insostenibile di debiti sono stati scaricati sulle nuove generazioni e non si trova niente che possa giustificarli.

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 Last edited by: traderosca on Venerdì 10 Marzo 2017 11:40, edited 1 time in total.

Re: Next is Italy, La Prossima è l'Italia  

  By: traderosca on Venerdì 10 Marzo 2017 11:37

"Oscar non sono come voi che non ammettete mai di sbagliare o le bravure altrui...sono un essere superiore a voi in tale e non solo tale senso."

 

Bullfin,mi fa piacere che tu riconosca i tuoi errori,ma "Errare humanum est, perseverare autem diabolicum"

 

E' inquitante per uno che ha scritto con numerosi interventi sul forum,le origini e le cause del nostro dissesto,probabilmente con lenzuolate inutili,

seguite da offese e incomprensioni,probabilmente mai lette...............è per questi motivi che non scriverò più analisi articolate e approfondite su

qualsiasi argomento,già tutto è inutile.E' poca cosa la soddisfazione che dopo molto tempo i detrattori dei miei interventi,mi diano ragione......

segue

Re: Next is Italy, La Prossima è l'Italia  

  By: Gano di Maganza on Venerdì 10 Marzo 2017 10:19

Antitrader> "gli fanno l'impeachment"

 

Schultz e' sempre li'. E ora si candida pure a cancelliere...

 

E il presidente della Corea, evidentemente disonesta, ha fatto COMUNQUE tutta la strada politica fino ad arrivare a diventare presidente (di una repubblica presidenziale). Le cose non sono mai cosi semplici Antitrader. Uno si puo' chiedere perche' Fillon venga colpito proprio ora che ci sono le presidenziali francesi, perche' gli scandali a carico di Schultz vengano fuori quando si candida a cancelliere (sono scandali legati ai fondi UE, eppure fino a che era presidente del Parlamento Europeo nessuno ha detto niente) o come sia possibile che il presidente della Corea -ma lo stesso discorso puo' valere anche per Dilma Rousseff- sia arrivato fino li' prima che qualcuno si accorgesse di qualcosa. Dipende quanto sei potente. Schultz e' un uomo MOLTO potente, e gli scandali lo lambiranno, ma vedrai che per lui non faranno nessun impeachment.

 

Secondo me te sei rimasto un po' troppo fissato con l' assessore di Canicatti' che fa la cresta di 200 euro. La tua e' sicuramente opera meritoria ma temo che  i problemi veri siano un po' piu' grossi. Da noi si comincia con mafia e camorra, che quella si' e' una particolarita' tutta nostra. Sono istituzioni potenti, efficienti, organizzate ed estremamente feroci, capaci di muovere miliardi e di indirizzare investimenti e strategie dello stato, oltre ad essere capaci di distruggere tutto quello che gli si pone davanti, fino ad arrivare a fare stragi.


 Last edited by: Gano di Maganza on Venerdì 10 Marzo 2017 11:31, edited 8 times in total.

Re: Next is Italy, La Prossima è l'Italia  

  By: antitrader on Venerdì 10 Marzo 2017 10:06

impeachment del presidente della Corea del Sud


Appunto somaro di uno, gli fanno l'impeachment.

Da noi la banda consip, lotti, renzi, marroni etc... sta tutta li'. In compenso pero' han rimosso i carabinieri che han scoperto le ruberie.

 

Re: Next is Italy, La Prossima è l'Italia  

  By: Gano di Maganza on Venerdì 10 Marzo 2017 09:40

Per l'esperienza che ho in giro per il mondo la corruzione e l'assessore ci sono dappertutto. Anche in Giappone o in Germania. In Belgio ora c'e' lo scandalo Publifin e in Francia dei fondi pubblici per la politica dati a pioggia a persone che non facevano niente dalla mattina alla sera. Anche il TeTesco Matin Schultz e' coinvolto in uno scandalo. -"...Il caso più eclatante è quello del suo aiutante Markus Engels, che dal 2012 aveva un contratto al Parlamento Europeo ma risiedeva a Berlino, e riceveva, oltre allo stipendio di 5200 euro, lievitato poi a 7mila, un’indennità per la trasferta esentasse"-.

 

La differenza italiana, ben piu' grave, e' che oltre a queste malversazioni comuni in tutto il mondo c'e' ANCHE una feroce, efficiente e potentissima criminalita' organizzata che oltre a controllare un terzo del territorio della nazione infiltra tutto, anche le istituzioni politiche.

 

Quello che mi meraviglia e' che la gente si preoccupi del geometra del comune o dell' assessore che fa la cresta di 500 euro e non della mafia e della camorra all' interno delle istituzioni che si appropria di decine e decine di miliardi.


 Last edited by: Gano di Maganza on Venerdì 10 Marzo 2017 09:50, edited 6 times in total.

Re: Next is Italy, La Prossima è l'Italia  

  By: Bullfin on Venerdì 10 Marzo 2017 08:15

Notizia fresca fresca....impeachment del presidente della Corea del Sud....giro di tangenti tra politici e imprenditori...

 

NOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO anche loro un popolo di cialtroni come gli italiani....chissa' il loro Pil e i loro conti pubblici che schifo faranno!!!??????????????

 

la dimostrazione che la corruzione non centra na mazza con l'economia.....il cui influsso è marginale.....

Re: Next is Italy, La Prossima è l'Italia  

  By: Bullfin on Venerdì 10 Marzo 2017 00:48

Oscar non sono come voi che non ammettete mai di sbagliare o le bravure altrui...sono un essere superiore a voi in tale e non solo tale senso.

Le motivazioni del nostro debito sono 2:

a) spesa anni settanta non pareggiata dalle entrate (notato dai dati messi ancora anni fa da Gian)

b) esplosione degli interessi e della spesa su essi avvenuta nel 1981 dovuta al divorzio.

Chinque dica cose diverse da queste è un mentitore, o è stupido.

 

Re: Next is Italy, La Prossima è l'Italia  

  By: traderosca on Venerdì 10 Marzo 2017 00:22

" Le analisi sulla contabilita' pubblica bene evidenziano infatti che la causa del debito è da trovarsi negli anni settanta dove ad una spesa tot non corrispondevano entrate che erano nettamente piu' basse..."

 

questa poi.....Bullfin dillo che sei andato leggere qualche mio intervento fatto nel passato.....non è mai troppo tardi......

 

Re: Next is Italy, La Prossima è l'Italia  

  By: Bullfin on Giovedì 09 Marzo 2017 22:02

Gano, sintesi perfetta....le tue parole illuminano un forum fatto di traditori, inquisitori su pulsioni di basso livello..

Re: Next is Italy, La Prossima è l'Italia  

  By: Gano di Maganza on Giovedì 09 Marzo 2017 21:44

Sono stati fatti tre grandi errori: le grandi ruberie degli anni settanta e ottanta (ma più che ruberie erano clientelarismi), l' ingresso nell' Euro e quindi la rinuncia ad una banca centrale sovrana in una condizione debitoria che non ci permetteva di farlo, e l' austerità (avanzo primario e deficit nel 3% del PIL) a tutti i costi. Quest' ultima scelta ci desertificherà ed è stata fatta da personaggi come Monti che conoscono l' economia solo per averla studiata sui libri.


 Last edited by: Gano di Maganza on Giovedì 09 Marzo 2017 21:45, edited 1 time in total.

Re: Next is Italy, La Prossima è l'Italia  

  By: Bullfin on Giovedì 09 Marzo 2017 21:39

Le analisi sulla contabilita' pubblica bene evidenziano infatti che la causa del debito è da trovarsi negli anni settanta dove ad una spesa tot non corrispondevano entrate che erano nettamente piu' basse...chi ascolta il terun diventa somarun!!.

Re: Next is Italy, La Prossima è l'Italia  

  By: Bullfin on Giovedì 09 Marzo 2017 21:38

http://video.ilgazzettino.it/nordest/nutria_bicicletta_profugo_si_porta_casa_la_nutria-2307217.html

 

Nello!!!!!!!!! varda acchi!!!........ROB DE MAT!!!....