Next is Italy, La Prossima è l'Italia

Re: Next is Italy, La Prossima è l'Italia  

  By: lmwillys1 on Lunedì 22 Febbraio 2021 07:45

L'unica cosa che può cambiare le dinamiche sopra descritte è che la magistratura faccia quello che ha sempre fatto, cioè intervenire sui candidati non del PD con indagini di ogni tipo per screditarli agli occhi del popolo bue. E' facile che nei prossimi giorni vedremo la macchina del fango (giornali e magistrati) tirar bordate di ogni tipo contro la Nana...

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certo che decenni di informazione del nanoporco mafioso hanno completamente rimbecillito un sacco di gente, questo Morphy è un esempio perfetto

 

come diceva goebbels 'ripetete una bugia cento, mille, un milione di volte e diventerà una verità'

Re: Next is Italy, La Prossima è l'Italia  

  By: Morphy on Lunedì 22 Febbraio 2021 07:03

Anti: "Non si governa con maggioranze arlecchinesche, sopratutto in momenti in cui devi fare cose molto impopolari quali il taglio delle pensioni e devi appioppare calci nel cul ai pubblici dipendenti."

 

Il fatto che (come avvisavo già oltre un anno fa), il comportamento mangereccio di tutti i partiti (lega compresa che si è dimezzata) avrebbe portato alla ribalta la Nana de Roma che tra l'altro è l'unica che non ha partecipato all'orgia governativa. Alla fine diventerà il primo partito e la Nana sarà la prima donna Premier della Repubblica. Per cui ci possiamo dimenticare (purtroppo) già da ora i calci in cul ai dipendenti pubblici.

 

L'unica cosa che può cambiare le dinamiche sopra descritte è che la magistratura faccia quello che ha sempre fatto, cioè intervenire sui candidati non del PD con indagini di ogni tipo per screditarli agli occhi del popolo bue. E' facile che nei prossimi giorni vedremo la macchina del fango (giornali e magistrati) tirar bordate di ogni tipo contro la Nana...

 

- TEMPI MODERNI. Nei Tempi Moderni, la casa automobilistica più capitalizzata del pianeta, produrrà auto che non si vedono in giro...

 

Re: Next is Italy, La Prossima è l'Italia  

  By: antitrader on Lunedì 22 Febbraio 2021 00:38

Draghi dura quanto un gatto in tangenziale, e, qualora la situazione italiana dovesse davvero

migliorare (cosa che escudo) dura ancora di meno.

Non si governa con maggioranze arlecchinesche, sopratutto in momenti in cui devi fare cose

molto impopolari quali il taglio delle pensioni e devi appioppare calci nel cul ai pubblici

dipendenti. Ci sara' la corsa a sfilarsi a partire da salvini. Gli unici che rimangono col cerino

in mano, come al solito, son quelli del PD.

Anche la stamperia, ci sono 1600 miliardi liquidi sui cc e 4500 miliardi di attivita' finanziarie,

eppure, il cavallo non beve. Gli italieni sapevano solo comprar bilocali, ma adesso han capito

che servono solo a perdere soldi em non comprano piu' nemmeno quelli (tranne Milano).

Infine, l'Europa che adesso sembra cosi' accomodante tornera' quella di prima apena il covid

finisce. Weidmann si e' gia' fatto risentire lamentandosi dell'inflazione ancora prima che arrivi.

Per me quel pezzo equivale a "non ce n'e' covvìddi'".

P.S. Il primo atto di Draghi e' stato il prolungamento di 30 gg del lock fra regioni.

 

 

Re: Next is Italy, La Prossima è l'Italia  

  By: lmwillys1 on Lunedì 22 Febbraio 2021 00:21

Draghi beneficia poi. come è ovvio a tutti, della fiducia istantanea che suscita tra gli imprenditori, managers e chiunque abbia qualche attività o responsabilità economica, specialmente grazie al confronto impietoso con i governi ultimi e in particolare l’ultimo che ha battuto tutti i record di incompetenza.

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Ci sono tutti gli indizi però che Draghi comprenda queste cose: lo testimonia quello che ha fatto alla BCE e le due dichiarazioni e articoli recenti citati

La soluzione che è probabile arrivi con il suo governo è quindi di:

a) mantenere deficit pubblico molto ampi, molto maggiori del 3% e probabilmente intorno all’8% del PIL per altri due anni

b) indurre le banche, come ha spiegato sul Financial Times, tramite una serie di iniezioni di capitale e garanzie pubbliche a riaprire i rubinetti del credito a imprese e famiglie.

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tacciare di incompetenza il governo Conte elogiato a livello planetario fa sganasciare ... un governo che ricordo si sta facendo REGALARE una quarantina di miliardi e ha ottenuto  gli eurobond

i due punti che il Mod annuncia come prevedibile novità del governo draghetto ESISTONO già, sono i FONDI DI GARANZIA del governo Conte-M5S incrementati dal decreto liquidità di giugno 2020

https://www.fondidigaranzia.it/dl-liquidita-le-misure-per-il-fondo-di-garanzia/

 

che una esondazione cartalista di denaro (la MMT non ha un emerito cazzo di novità, si chiama CARTALISMO ed è roba vecchia di UN SECOLO) possa in alcun modo risolvere la situazione OVUNQUE fa solo SCOMPISCIARSI DALLE RISATE , che sommergere il pianeta di denaro crei lavoro è una tale CAZZATA SESQUIPEDALE che non merita ulteriori commenti

 

comunque il mondo è bello perché vario, ognuno pensa quello che vuole

:-)

 

 

dimenticavo .. più si inonda di denaro azzerando totalmente la velocità di circolazione della moneta sparando in orbita l'indebitamento ecc. ecc. più sono felice perché si accelera ulteriormente la fine del capitalismo distruggendo ogni più minuscola normetta o consuetudine lo abbia regolato nei secoli dei secoli


 Last edited by: lmwillys1 on Lunedì 22 Febbraio 2021 00:30, edited 3 times in total.

Re: Next is Italy, La Prossima è l'Italia  

  By: Gano di Maganza on Domenica 21 Febbraio 2021 23:36

Grande pezzo GZ!!!

Re: Next is Italy, La Prossima è l'Italia  

  By: lutrom on Domenica 21 Febbraio 2021 23:18

SOMMO ZIBORDI!!!!

Draghi e la Fine del Partiti Politici in Italia (Draghi come “CEO”, la MMT, le Banche e il Credito)  

  By: G.Zibordi on Domenica 21 Febbraio 2021 18:39

 

Proviamo a spiegare, partendo dai problemi economici dell’Italia e la “soluzione Draghi”, come il nuovo premier governerà l’Italia per i prossimi anni e i partiti politici siano finiti, anche se ancora non lo sanno.

Questa tesi è già ora sostenuta intuitivamente da alcuni come ad esempio Dagospia, ma può essere articolata facendola discendere da un analisi della soluzione Draghi per l’economia italiana, che molti ancora sottovalutano e non capiscono, ma che si era provato a spiegare fin da marzo con un pezzo sul Sole24 ore con Paolo Becchi ad esempio L'unica e inevitabile soluzione è Mario Draghi - Il Sole 24 ORE (e poi altri).

E’ diffusa l’opinione che Draghi voglia restare premier solo un anno per poi concludere la sua carriera da Presidente della Repubblica, senza quindi incidere troppo nella vita politica italiana. E’ invece molto probabile che governerà l’Italia fino a quando l’età non si farà sentire e che i partiti politici attuali verranno ridotti ai margini da una nuova formazione politica che entro breve verrà creata per Draghi sul modello usato in Francia per Macron. Questo risultato è possibile e anzi molto probabile perchè Draghi non si limiterà a gestire meglio il Recovery Fund e mettere personaggi più capaci nei Ministeri chiave, ma risolleverà per la prima volta dal 2009 l’economia italiana in modo significativo sorprendendo molti.

Draghi innanzitutto beneficerà ora della fine del Lockdown, evidente dal fatto che in USA con Biden stanno riaprendo, cosa evidente sia dagli annunci dei politici in California e New York che dall'andamento stesso dei famosi "Casi" positivi 

 

 

In Italia improvvisamente sta succedendo sui media italiani, che per la prima volta in 11 mesi si invitano ovunque medici (Stramezzi, Mangiagalli..ad esempio) che spiegano che il Covid si cura senza molti problemi con una terapia di farmaci, senza bisogno di fermare il mitico contagio con l’assurdo lockdown (vedi www.ippocrate.org)

 

Draghi beneficia poi. come è ovvio a tutti, della fiducia istantanea che suscita tra gli imprenditori, managers e chiunque abbia qualche attività o responsabilità economica, specialmente grazie al confronto impietoso con i governi ultimi e in particolare l’ultimo che ha battuto tutti i record di incompetenza.

Queste due cose, finirla con il lockdown e avere la fiducia del mondo produttivo e finanziario (anche estero) da sole valgono alcuni punti di PIL che Draghi ha già in tasca, ma non bastano.

Se Draghi si limitasse a gestire meglio i soldi del deficit ora più ampio e quelli del Recovery Fund, data la perdita di PIL italiano stimata tra l’8% e 9% non risolleverebbe in modo significativo l’economia, specialmente a confronto con le altre europee.

Ma Draghi ha anche in mano una carta facile da giocare, che gli altri politici finora non hanno mai compreso, cioè creare denaro tramite il credito. Curiosamente Draghi lo ha scritto nero su bianco sul Financial Times due volte e però non sembra che si sia fatto lo sforzo di leggere quello che invece la stampa estera chiamava “Draghi Manifesto”. Come si vede qui da questo passaggio tradotto in italiano, Draghi è stato chiaro: 

 

Questo è un approccio alla soluzione della crisi di tipo finanziario e monetario. Ma è coerente con il fatto che appena prima di uscire dalla BCE nel settembre 2019, ha parlato della MMT  come di un’idea nuova da prendere in  seria  considerazione 

 

Molti si aspettano invece che Draghi farà cose come quelle che aveva indicato nel 2011 quando era governatore di Bankitalia (vedi la sua ultima relazione cf10_considerazioni_finali.pdf (bancaditalia.it) e cioè cercare di tornare al pareggio di bilancio con  tagli di spesa pubblica corrente e con le  mitiche “riforme strutturali” per aumentare la produttività e poi però gestire meglio di quanto potessero fare i politici gli investimenti del Recovery Fund.

Se si limitasse a questo l’effetto positivo sarebbe limitato dato lo stato di depressione della nostra economia, anche con l’effetto fiducia, maggiore efficienza gestionale diciamo così e fine del Lockdown. 

 

E’ invece logico che (senza dirlo ovviamente in modo esplicito), il nuovo governo per così dire “seguirà la MMT” come hanno fatto (implicitamente) quasi tutti i governi del mondo dopo il Covid e cioè creerà denaro in quantità per risollevare l’economia italiana. Come si sa, la MMT sta avendo successo nel mondo come ricetta perché la tesi fondamentale è che si possono, anzi si devono fare ampi deficit pubblici senza particolari problemi di inflazione e svalutazione. Nel noto libro di Stefanie Kelton, pubblicato ora in italiano, si mostra che l’austerità è priva di senso perché “non c’è una semplice relazione preordinata tra disavanzi pubblici e tassi di interesse” (pp. 188 e seguenti) e inflazione. Tutto dipende dalla disoccupazione e dall’ utilizzo delle risorse. Se molta gente che potrebbe lavorare non lavora e molte aziende hanno pochi ordinativi allora si può aumentare il denaro che circola tramite deficit pubblici. 

In Italia come si sa da Monti in poi abbiamo fatto il contrario perché si temeva il Debito Pubblico. I nostri professori di economia, in maggioranza, anche oggi continuano a ripetere che con ampi deficit pubblici prima o poi scoppierà l’inflazione e bisogna cominciare già ora a ridurli. Liquidano la MMT come una teoria confusa che ignora che aumentare la moneta fa sempre prima o poi aumentare l’inflazione. 

 

 

Si aspettano quindi che Draghi riporti i “conti in ordine” passata l’emergenza, cioè riduca il deficit pubblico italiano che è arrivato all’8% del PIL dall’anno prossimo.

Con il lockdown è però sotto gli occhi di tutti che tutti i governi del mondo hanno risposto facendo enormi deficit pubblici, dal 10 al 15% del PIL ovunque, dal Brasile al Giappone, al Canada,  allo UK,  agli USA e l’inflazione è mediamente zero (leggermente negativa Giappone, leggermente positiva in America e Cina). Per quanto riguarda la svalutazione i paesi che più hanno aumentato il debito pubblico sono il Giappone, gli USA e lo UK in percentuale e non si è vista nessuna particolare svalutazione di dollaro, yen e sterlina. Di conseguenza, se si scorrono ora il Financial Times o Bloomberg si trovano articoli a volontà sul fatto che i “governi fanno MMT” o le Banche Centrali hanno fornito supporto (con la loro politica di QE che finanzia in pratica i deficit pubblici in modo indiretto) ai proponenti della MMT (vedi ad esempio The Fed Has Given MMT Proponents Ample Ammunition (bloombergquint.com)

La realtà dell’economia attuale e dei mercati finanziari non scoraggia però i professori di economia che da decenni predicano i pericoli dei deficit, del debito pubblico e delle soluzioni monetarie e indicano le mitiche “riforme strutturali” e la mitica produttività come unica soluzione  

Purtroppo per i vari Gianpaolo Galli, Marattin, Bisin, Boldrin, Monacelli, DeRomanis, Mario Monti, Oscar Giannino e altri commentatori che occupano la pagine del Sole24ore o Corriere, la realtà li ha smentiti in modo clamoroso durante il 2020. il debito pubblico complessivo dei paesi avanzati è esploso, ha toccato il livello massimo dagli anni ‘40, ma ovunque l’inflazione è vicina a zero nonostante persino le Banche Centrali da anni dichiarino che il loro obiettivo è farla salire.

Mario Draghi sembra invece aver avuto una conversione se si guarda a quello che ha fatto come governatore della BCE. Come tutti sanno con il suo famoso slogan del “Faremo qualunque cosa necessaria” (“Whatever It Takes”) ha spinto e ottenuto qualcosa che non era previsto nei trattati UE e cioè ha fatto finanziare i deficit pubblici creando denaro dal niente.

 

 

Questi tre mila miliardi che la BCE ha messo nel suo bilancio con Draghi sono miliardi creati con il computer, dal nulla. E come si sa, hanno in pratica finanziato l’intero aumento di debito pubblico dell’eurozona perché è aumentato circa della stessa quantità. Draghi ha anche risposto in conferenza stampa a chi glielo chiedeva che la BCE ha una quantità illimitata di denaro a disposizione, che non ci sono vincoli per la BCE.

Quindi si è creato molto denaro, quasi 5mila miliardi dal 2014 ad oggi e quasi il 60% del PIL dell’eurozona complessivamente se si considera dall’inizio dell’euro, e lo si può anche fare senza vincoli. Non è denaro “stampato”, ma creato in forma digitale e non è distribuito direttamente alla popolazione, ma usato per comprare titoli sui mercati.

 

Dove si verifica allora questo “legame tra moneta e prezzi” di cui parlano professori come Franco Bruni, Tommaso Monacelli, Boldrin ecc… dove accade che la creazione di denaro porti ad un inflazione eccessiva e disastrosa per l’economia ? Certamente non nell’Italia delle ultime due generazioni.  

Dato che il debito pubblico sale sempre ed è oltre il 100% del PIL sembra che lo Stato spenda troppo.

In realtà è vero il contrario. Dal 1995, quindi da 25 anni, lo Stato sottrae denaro, moneta - diciamo potere d’acquisto per non invischiarci troppo nelle definizioni - all’economia, perché ogni anno tassa di più di quello che spende (“avanzo primario”). E siamo stati gli unici al mondo a ridurre in questo modo la quantità di denaro che circolava nell’economia a forza di tasse. Di questo dovrebbero tenere conto quelli che vorrebbero diminuire le tasse, ma guai a parlare di deficit pubblico. 

 

 

 

Il termine “avanzo primario” sta per “prima degli interessi” che lo Stato paga su BOT e BTP. Questo saldo “prima degli interessi” è quello che conta, perché gli interessi sono una spesa che per la maggior parte non torna ad imprese e famiglie. Negli anni dell’euro gli investitori esteri hanno comprato metà dei BTP (non dei BOT e CCT che rendono meno) e sono arrivati a incassare almeno un terzo delle cedole. Poi c’erano assicurazioni e banche italiane e Bankitalia che incassavano gli interessi e anche i loro non tornano alle famiglie per essere spesi. Solo una frazione di famiglie perlopiù benestanti che deteneva BTP e BOT tramite (quasi sempre) fondi riceveva una parte degli interessi. Di conseguenza, lo Stato italiano - caso unico al mondo come si vede dal grafico - da una generazione spende sempre di meno di quello che tassa. Per cui è da una generazione che lo Stato italiano sottrae denaro (e moneta che dir si voglia) all’economia reale.

 

Questo fatto basilare non figura praticamente mai negli articoli pubblicati sul deficit pubblico, ma è la chiave per capire perché in Italia le cose vadano male da più di venti anni. Se le famiglie e le imprese ogni anno pagano di tasse più di quello che lo Stato immette nell’economia spendendo, queste poi spendono e investono meno e il PIL non cresce. Inoltre il mercato immobiliare resta depresso, di conseguenza anche le banche (per le quali gli immobili sono il vero business) tagliano il credito e l’economia declina.

Ma perché abbiamo questo debito pubblico che è in effetti più alto di quello di quasi tutti i paesi industriali eccetto il Giappone?

Lo Stato ha pagato sempre tantissimi interessi da quando ha smesso di farsi finanziare dalla Banca Centrale nel 1981, ha pagato per la precisione 4,200 miliardi di interessi cumulativamente e dato che il debito pubblico è di 2,600 miliardi questo vuole dire che il debito è dovuto solo all’usura, per così dire, all’accumulo di interessi su interessi. Questo è un dato clamoroso, tutto il debito pubblico è dovuto solo agli interessi composti che si cumulano come succede con i prestiti usurai. Anche questo non appare mai negli articoli degli economisti ufficiali.

 

Prima del 1981 lo Stato pagava pochi interessi, anzi in termini reali, al netto dell’inflazione pagava interessi negativi perché si faceva finanziare dalla Banca Centrale che li calmierava. L’inflazione era arrivata al 10% e anche per un paio di anni al 15% ( peraltro come in buona parte del mondo).

In realtà però nei famigerati anni Settanta dell’inflazione in Italia, la crescita del reddito reale procapite era ottima, quasi uguale a quella degli anni Sessanta e pari a quella degli anni Ottanta. Non è nemmeno vero che una inflazione oltre il 10% soffoca l’economia perché un semplice sguardo all’andamento del reddito reale in Italia dimostra che non è così. Anzi, è stato il periodo di inflazione sempre più bassa degli ultimi venti anni che ha coinciso con una depressione e declino.

 

 

L’economia che si insegna oggi -e che purtroppo domina nella cultura economica italiana - sembra quindi di scarsa utilità pratica per chi non viva in Sudan o in Venezuela. Quando l’inflazione era intorno al 10% questo non ha impedito la crescita della produzione e del reddito reale. E da 40 anni però non si verifica più nessuna inflazione e i tassi di interesse nominali sono a zero e quelli reali anche sotto zero, nonostante ampi deficit ora monetizzati di nuovo da BCE e altre Banche Centrali

In Italia e l’evidenza storica, illustrata per esempio nella “Storia Monetaria d’Italia” di Fratianni e Spinelli, è che dal 1862 al 1980 lo Stato italiano ha finanziato il 54% dei suoi deficit complessivamente con moneta, con finanziamenti della Banca centrale. E fino a quando si è fatto così, fino ai primi anni Ottanta, l’economia è cresciuta alla pari e meglio delle altre. Anche nei periodi di inflazione elevata.

Perché famiglie e imprese di un paese siano in grado di spendere e investire occorre che si immetta una certa quantità di denaro nell’economia ogni anno, che si finanzi l’economia costantemente, o tramite deficit pubblici monetizzati o tramite denaro creato dalle banche tramite il credito. Questo non era vero nel Settecento quando si usavano monete metalliche, ma l’economia moderna, non quella del Sudan o dello Zimbabwe, si fonda sul credito e le banche e per poter pagare le rate e gli interessi ogni anno bisogna che i mezzi di pagamento aumentino.

 

Il motivo di questa situazione è che il debito complessivamente (tra Stato, famiglie e imprese) è nei paesi industriali pari a tre volte il PIL e se il denaro che circola non aumenta non si riescono a pagare rate e interessi. Nei tempi antichi o nei paesi con una economia più primitiva basata su cash è diverso, ma nei paesi avanzati quasi tutto il denaro che circola è anche debito. E perché si possano pagare rate e interessi ogni anno occorre che la quantità di denaro che circola aumenti. 

La controprova di questo concetto è in questo grafico del credito a famiglie e imprese. In Francia è più del doppio rispetto all’Italia per cui da loro circola denaro a sufficienza nell’economia e questo spiega come mai, pur avendo produzione industriale inferiore alla nostra e un deficit estero cronica la Francia abbia tenuto il passo in termini di PIL con la Germania

 

 

 

Questo spiega come mai la Francia pur avendo produzione industriale inferiore all’Italia, spesa pubblica al 56% del PIL, tassazione del lavoro elevata, deficit estero cronico, finora abbia aumentato il PIL e il reddito procapite anche con l’euro. Nel loro caso hanno finanziato l’economia con una continua espansione del credito più che con i deficit pubblici.

Il mondo occidentale (e non solo quello in realtà, perché la Cina ha aumentato da 7 mila a 40 mila mld in dollari i suoi aggregati monetari e il Giappone ha debito pubblico al 260% del PIL) ha usato un modello economico di continua espansione del credito e del debito. La quantità di denaro che circola è stata fatta sempre aumentare, con un massiccio intervento di creazione di moneta sia delle Banche Centrali che dalle banche. Soltanto in Italia si è voluto fare diversamente. 

Non c’è nessuna ragione per continuare con questa politica suicida degli avanzi di bilancio, cioè di un governo che tassa di più di quello che spende e riduce il denaro nell’economia ogni anno. Tanto più in un paese dove il sistema bancario da quasi quindici anni ha smesso di finanziare l’economia (per le imprese il credito è stato tagliato da 940 a circa 670 miliardi). Il problema numero uno in Italia non è la mitica “produttività”, ma lo scarso finanziamento all’economia. 

Andrebbe anche aggiunto che il vincolo di bilancio ha impedito allo Stato di intervenire a sostegno delle banche italiane in crisi dopo il 2008 come negli altri paesi lasciando che tagliassero il credito indiscriminatamente alle imprese italiane (-25% in dieci anni).

Nel mondo però ora i tassi di interesse sono scesi quasi a zero ovunque, anche un BTP a 5 anni ora costa zero e i governi di fatto hanno finanziato enormi aumenti di debito pubblico, indirettamente, tramite le Banche centrali, dimostrando che in caso di bisogno un governo può aumentare i deficit pubblici senza problemi. 

Solo la povera Italia è rimasta esclusa dalla soluzione che tutto il mondo pratica da tempo, cioè aumentare costantemente il finanziamento all’economia, anche se si traduce in aumento del debito complessivo, privato e anche pubblico.

 

Ci sono tutti gli indizi però che Draghi comprenda queste cose: lo testimonia quello che ha fatto alla BCE e le due dichiarazioni e articoli recenti citati

La soluzione che è probabile arrivi con il suo governo è quindi di:

a) mantenere deficit pubblico molto ampi, molto maggiori del 3% e probabilmente intorno all’8% del PIL per altri due anni

b) indurre le banche, come ha spiegato sul Financial Times, tramite una serie di iniezioni di capitale e garanzie pubbliche a riaprire i rubinetti del credito a imprese e famiglie.

 

Gestire qualche decina di miliardi all’anno del Recovery Fund in modo produttivo, ad esempio per infrastrutture snellendo la burocrazia può essere ovviamente utile. Ma se in più mantieni i deficit pubblici intorno a 100 miliardi l’anno e fai creare credito di tutti i genere alle banche per altri 100 miliardi allora hai veramente un impatto sull’economia italiano ora ridotto sui 1,500 miliardi di PIL.

Questo “combo” di tre cose, miliardi del Recovery fund, deficit pubblico molto ampi ancora per due anni almeno e riapertura del credito è qualcosa che si può tradurre in uno stimolo fiscale e creditizio come l’Italia non ha mai visto da decenni.

Questo assicurerebbe il successo di Mario Draghi perchè anche lui avrà bisogno di risultati concreti e non solo della reputazione e fama ottenuta nei suoi incarichi passati per convincere milloni di italiani che finora sono sempre stati delusi dai “tecnici” del passato come Dini, Ciampi, Prodi e Monti.

Ci sono però come abbiamo provato a spiegare tutti gli indici che Draghi arrivato alla fine della sua carriera abbia compreso che in questo momento puoi fare in Italia quello che dopo tutto si fa nel resto del mondo, creare denaro con tutti i mezzi, che siano ampi deficit pubblici monetizzati da Bankitalia con il QE e un aumento del credito.

Che sarà così lo vedi forse dalla reazione della borsa dove le società di costruzioni stanno salendo dal momento che Draghi è stato nominato e così anche le banche.

 

Se Draghi sfrutterà il suo enorme ascendente sul mondo economico e finanziario italiano ed estero e sui partiti attuali soggiogati ai suoi piedi, potrà avere un grosso successo in economia. I partiti lo hanno messo al potere sperando che togliesse le castagne dal fuoco nel momento in cui devono riprendere i licenziamenti, pignoramenti, sfratti, fallimenti. Ma la delusione e frustrazione degli italiani rispetto alla politica degli ultimi anni è profonda e così la preoccupazione per il futuro dell’economia. 

Draghi avrà successo immediato, partire dal Lockdown che a lui sarà facile togliere, e poi con grandi deficit che lui ha la credibilità di fare e per finire con far riaprire il credito alle banche. Tra un anno allora sarà un gioco da ragazzi per i grandi media di Cairo, Elkann, DeBenedetti e Berluscon parlare di un partito Draghi e i candidati non mancheranno, benedetti dal sommo artefice della rinascita economica italiana, Draghi Mario.

I partiti attuali verranno spodestati facilmente, molto più facilmente di quanto abbia fatto Macron in Francia con gollisti, socialisti e LePen. Perchè Draghi ha molta più esperienza e credibilità di Macron e i partiti italiani hanno lasciato marcire l’economia italiana per decenni e hanno molta meno credibilità di quelli francesi (dove tutto sommato l’economia è sempre cresciuta)

Se questo scenario economico è verosimile, stiamo entrando nell’era Draghi per i prossimi anni. I partiti verranno sostituiti dal “CEO” (grande manager) tecnico e finanziario, di grande esperienza e reputazione. Ma non perchè la gente creda ai curriculum passati, perchè poi all’atto pratico avrà effettivamente compiuto un piccolo miracolo economico rispetto ai danni che i vari politici eletti di destra e sinistra in tanti hanno hanno causato.

Ma questo miracolo non è in realtà un miracolo, perchè come abbiamo cercato di spiegare, tenere ampi deficit pubblici e farli monetizzare e far espandere il credito soprattutto, è la ricetta di tutti gli altri paesi avanzati, dagli USA alla Cina al Giappone allo UK alla Francia. Sono stati i nostri politici illetterati di economia moderna che si limitano a leggere i commenti ed editoriali su Corriere e Sole24ore e farsi dire cosa possono fare da Bruxelles che hanno scavato la fossa all’economia italiana. In Spagna, Portogallo e Francia tanto per fare gli esempi più vicini a noi, non si sono fatti intrappolare e hanno spinto sempre le banche a creare credito. In terminio pratici il credito a famiglie e imprese in Italia è il 110% del PIL e in Francia e altri paesi oltre il 200% del PIL. Come abbiamo visto, agire sul credito è il punto centrale di quello che Draghi ha proposto per l’Italia sul Financial Times. Non è quindi una ricetta radicale o miracolosa, ma quello che si fa nel mondo. Perchè creare denaro tramite la Banca centrale che monetizza deficit o tramite le banche che espandono sempre il credito è la ricetta su cui gira l’economia moderna.

 

Per motivi che sarebbe lungo discutere, questa nozione viene sempre oscurata nei commenti e analisi degli esperti economici italiani e poi i politici che si fanno condizionare da loro hanno risultati disastrosi. Ci sono invece indizi molto chiari che Draghi a 73 anni e con una grande carriera alle spalle non voglia rischiare la reputazione ripetendo i disastri di un Mario Monti o anche dei “tecnici” degli anni ‘90. E’ nel suo interesse personale sfruttare la reputazione e il credito acquisito per fare la cosa di buon senso, usare deficit pubblici e credito bancario per far circolare più soldi nell’economia. Ignorando tutto il nonsenso a cui da decenni siamo abituati sui pericoli di inflazione per le soluzioni monetarie. Le soluzione monetarie, creare più denaro, è quello per cui Draghi è passato alla storia alla BCE e quello che ha ora predicato nei suoi due articoli.

 

E’ logico aspettarsi che questa sia la strada del suo governo e come abbiamo spiegato funzionerà, per il semplice motivo che è quello che si fa negli altri paesi da decenni e che per una combinazione di ignoranza, incompetenza e servilismo anche in Italia i politici non hanno fatto.

Il risultato però sarà che il super-manager Mario Draghi con il suo improvviso successo economico che va anche oltre le aspettative, sarà poi il deus ex machina della politica italiana e al suo confronto i partiti attuali saranno d’ora in poi marginali

 

 

 


 Last edited by: G.Zibordi on Domenica 21 Febbraio 2021 21:38, edited 11 times in total.

Re: Next is Italy, La Prossima è l'Italia  

  By: Gano di Maganza on Domenica 21 Febbraio 2021 16:00

Che Draghi sia un "ammiratore" di Giavazzi e Alesina ci credo poco. Più probabile il viceversa.

 

A proposito, ma Draghi, non doveva mettere una patrimoniale? Secondo me non avete le idee molto chiare.

Re: Next is Italy, La Prossima è l'Italia  

  By: antitrader on Domenica 21 Febbraio 2021 15:55

Narra la Leggenda di come Draghi sia un acceso ammiratore di Giavazzi e (del defunto) Alesina.

I nostri son quelli che si inventarono l'austerita' "espansiva", e son quelli che sostengono la

riforma fiscale a mo' del fisco danese.

Cosa fecero i danesi? Abbassarono le aliquote per quelli piu' ricchi, l'aliquota max fu tagliata

dal 68% a poco piu' del 50.

Insomma, dovreste essere molto contenti, questo e' il governo piu' destrorso di tutti i tempi

tra le ovazioni dei pezzaculisti a loro insaputa. Praticamente un governo ultraliberista, fino a

sfiorare i max traguardo di aberrazione delle destre, il libertarismo.

Avere voluto questi qui ? E mo' i ristori li vedrete in cartolina (e anche il taglio delle tasse,

che invece ci saranno per i grossi palloni gonfiati).

E per i pezzaculisti ? Ah, per quelli ci son 50 milioni di cartelle sulla rampa di lancio.

 

 

 

 

Re: Next is Italy, La Prossima è l'Italia  

  By: Gano di Maganza on Domenica 21 Febbraio 2021 08:57

5 Stelle Scadenti, mi raccomando ;-)

Re: Next is Italy, La Prossima è l'Italia  

  By: lmwillys1 on Domenica 21 Febbraio 2021 08:54

Conte è caduto perché ad appoggiarlo sono i 5 Stelle

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Gianlini, Gano non ha sempre torto , una volta su un milione c'azzecca anche lui

:-)

 

ma insomma ... secondo voi si fanno questi benedetti Stati Uniti d'Europa diciamo entro massimo 5 anni ?

Re: Next is Italy, La Prossima è l'Italia  

  By: gianlini on Domenica 21 Febbraio 2021 08:35

Nonostante Di Maio agli esteri e tutto quello che avevi scritto sull'incapacità dell'Italia di muoversi politicamente nel Mediterraneo e che io ti contestavo?

Sei un po' masochista Gano......godere di aver avuto torto....

Ma poi come fa la Francia a vendere navi, se va fallita a breve (a dir la verità secondo te andava fallita già da un paio di anni)?


 Last edited by: gianlini on Domenica 21 Febbraio 2021 08:35, edited 1 time in total.

Re: Next is Italy, La Prossima è l'Italia  

  By: Gano di Maganza on Sabato 20 Febbraio 2021 21:57

Come ci godo...

 

L’Italia sfida la Francia: trattive in corso per vendere navi alla Grecia

Re: Next is Italy, La Prossima è l'Italia  

  By: Gano di Maganza on Sabato 20 Febbraio 2021 09:59

Conte è caduto perché ad appoggiarlo sono i 5 Stelle (S)cadenti....

 

 

 


 Last edited by: Gano di Maganza on Sabato 20 Febbraio 2021 12:34, edited 1 time in total.

Re: Next is Italy, La Prossima è l'Italia  

  By: lmwillys1 on Sabato 20 Febbraio 2021 08:18

il fatto quotidiano comincia a schierarsi contro il governo draghetto ... 

 

... e a Marco girano sempre le palle ... :-)

 

Perché è caduto Conte?

 

(di Marco Travaglio – Il Fatto Quotidiano)

 

– Dopo due giorni di travolgente emozione, commozione, brividi e pelle d’oca per i Grandi Discorsi di Draghi tra Senato e Camera, sobriamente celebrati dalla maggioranza politico-mediatica modello Pyongyang come il ritorno di Demostene e Cicerone fusi insieme, è finalmente chiaro ciò che il governo farà di buono e giusto (tutto) e di cattivo e sbagliato (niente). Un solo interrogativo resta inevaso: perché è caduto il governo Conte-2? Breve catalogo di opzioni.

Incapace. Conte era un premier incapace con ministri scappati di casa provenienti da partiti incompetenti ed è stato travolto dal “fallimento della politica” e dalla “crisi di sistema”? Draghi governa coi partiti incompetenti che appoggiavano Conte (più Lega, FI ecc.) e con 9 dei suoi ministri più 2 tecnici (Bianchi e Colao) che operavano con lui. Poi ci sono Brunetta, Gelmini, Giorgetti&C.

Recovery Plan. Conte aveva fallito sul piano, scritto coi piedi, in perenne ritardo e con una governance accentrata fra Mef, Mise e Affari Ue tipica dei dittatori, roba da cestinare e rifare da capo? Draghi dichiara al Senato che “il precedente governo ha già svolto una grande mole di lavoro sul Programma”, “finora costruito in base a obiettivi di alto livello” che ora “dobbiamo approfondire e completare, ma “le missioni del Programma resteranno quelle enunciate nei documenti del governo uscente”. Resta da fare ciò che due mesi di crisi impedirono a Conte di fare: “rafforzarlo per gli obiettivi strategici e le riforme che li accompagnano”. E la governance? Draghi l’accentra al Mef, molto più dell’accentratore Conte.

Pandemia. Conte ha fallito sulla gestione della pandemia, con le arlecchinesche Regioni a colori, le troppe chiusure, i ritardi sui vaccini, i disastri di Speranza, Arcuri e Cts? Draghi dichiara al Senato: “Ringrazio il mio predecessore Giuseppe Conte che ha affrontato una situazione di emergenza sanitaria ed economica come mai era accaduto dall’Unità d’Italia”. Conferma Speranza, il Cts e probabilmente Arcuri. E sui vaccini – salvo che riesca a fabbricarli in proprio – attende anche lui notizie dalla Commissione europea, quella dei competenti che si son fatti fregare dalle case farmaceutiche con contratti suicidi.

Prescrizione. Conte ha fallito perché non voleva cancellare la blocca-prescrizione di Bonafede? Draghi non la nomina, la Cartabia la rinvia a data da destinarsi e gli emendamenti contrari vengono ritirati da FI, Iv, Azione e +Europa che fino all’altroieri li ritenevano urgentissimi e decisivi.

Giustizia. Conte, presentando al Senato il suo secondo governo, annunciò “una riforma della giustizia civile, penale e tributaria, anche attraverso una drastica riduzione dei tempi”. E si dilungò sulla lotta alla mafia. Draghi promette di “aumentare l’efficienza del sistema giudiziario civile”; di penale e di mafia non parla, se non in replica; e aggiunge che la giustizia deve rispettare “garanzie e principi costituzionali che richiedono a un tempo un processo giusto e di durata ragionevole”. Ovvietà copiate dall’art. 111 della Costituzione e dai discorsi degli ultimi 30-40 predecessori. Per sua fortuna la relazione Bonafede, su cui è caduto il Conte-2, già prevede 16 mila nuovi assunti nei tribunali con 2,8 miliardi del Recovery.

Carceri. Conte non fece nulla contro il sovraffollamento delle carceri, Draghi sermoneggia fra le standing ovation sulle “carceri, spesso sovraffollate” e su chi ci vive “esposto al rischio della paura del contagio e particolarmente colpito dalle misure contro la diffusione del virus”. Ma il rischio Covid è molto più alto fuori che dentro (in un anno 12 morti in carcere su 100mila detenuti passati per le celle, contro i 95.223 morti fuori su 60 milioni: 0,00012% contro 0,00015); e Bonafede nell’anno del Covid ha ridotto l’affollamento dai 61mila presenti a marzo ai 52.515 di oggi.

Mes. Gli incompetenti Conte e Gualtieri, per compiacere la follia dei 5S, rifiutavano i 36 miliardi del Mes? Il competentissimo Draghi manco lo cita e chi lo invocava un giorno sì e l’altro pure – FI, Iv&giornaloni – ha improvvisamente deciso che non serve più.

Ponte sullo Stretto. Vedi Mes, una prece.

Scuola. Conte ha fallito sulla scuola per colpa dell’incompetente Azzolina? Draghi nomina ministro Bianchi (già capo della task force dell’Azzolina); promette di “tornare rapidamente a un orario scolastico normale” (difficile, con l’aumento dei contagi con varianti Covid) e di “recuperare le ore di didattica in presenza perse” con le scuole aperte fino a giugno. Ma questo l’aveva già detto la Azzolina che, dopo aver garantito in piena pandemia un numero di ore in presenza superiore alla media Ue (dati Unesco), vede elogiare la Dad da lei inventata un anno fa come “notevole e rapida” nella kermesse mondiale Google Education, in corso negli Usa.

Ambiente. Conte non era abbastanza ambientalista? Draghi ha dato fondo a tutti gli slogan sul tema. Conte già nel settembre 2019 parlò di “transizione ecologica”, “riconversione energetica, fonti rinnovabili, biodiversità dei mari, dissesto idrogeologico, economia circolare” e stop alle trivelle. E disse le stesse cose che avrebbe detto Draghi 17 mesi dopo anche su fisco, pagamenti elettronici, Sud, atlantismo, europeismo, ricerca, Pa, digitalizzazione e migranti. Quindi il giallo del premiericidio senza movente rimane irrisolto: perché è caduto il governo Conte?