Ologrammi di vita reale

 

  By: gianlini on Mercoledì 20 Luglio 2011 13:04

giovanni, di che anno anagrafico sei?

 

  By: Giovanni-bg on Mercoledì 20 Luglio 2011 13:03

Buongiorno sono laureato in Ing. gestionale e ai miei tempi anni '90 succedeva al politecnico di Milano che ti capitasse anche come docente di fisica 2 una allieva di Fermi che mediamente promuoveva 10 studenti su 200 alle prove di scritto. Poi ti poteva capitare anche un docente allievo di Amaldi in statistica che anche lui promuoveva mediamente 10 studenti su 200.. E magari lo stesso docente ti capitava anche in Analisi II Il tutto tanto per gradire nei primi 2 anni di corso così sapevi cosa ti aspettava dopo. Insomma non era un passeggiata. Però da qui docenti lì' forse sono quelli che mi hanno isnegnato di più cose che mi ricordo anche ora e che mi sonos tate utili nel lavoro e nella vita. Ciò che si diceva ai tempi è che il Politecnico era non sono una scuola di formazione ma anche una scuola di vita perché si imaprava a superare le diffcoltà. In media allora si laureava 1 su 3, ora non so che succede. Comunque da laureato e avendo anche superato l'esame di stato sono favorevolissimo all'abolizione del valore legale del titolo di studio e degli albi professionali.

 

  By: MLG on Lunedì 18 Luglio 2011 16:17

La ammiro anche io, pero' ci sono molte altre persone che ingoiano il rospo e accettano qualsiasi contratto pur di portare qualcosa a casa. Sono d'accordo con Giorgiofra che bisognerebbe insegnare a non accettare certe condizioni (come probabilmente lui ha fatto con sua figlia, al di la' del suo proprio carattere individuale) pero' questo approccio funziona se si dispone di condizioni minime per poter sopravvivere (altrimenti non ci sarebbero centinaia di milioni di persone sfruttate in ogni modo in tutto il mondo). La strategia va bene, ma la tattica deve essere diversa, adattata alla singola realta'. Io dall'Italia me ne sono andato ormai da parecchi anni, proprio per questi motivi. Mi e' capitato di vedere rifiutate opportunita' di lavoro (assicuro davvero ben retribuite) a ex colleghi che non volevano spostarsi di 300 km (da Milano in Svizzera) perche' la ragazza non era d'accordo (e poi non fiatavano se andavano a Roma in trasferta per sei mesi). Ripeto, non si trattava di andare a fare l'immigrato sottopagato (come suggeriva Giorgiofra in un altro blog) che lavora al nuovo tunnel del Gottardo, ma di crearsi un'esperienza professionale altamente qualificata con stipendi doppi o tripli di quello medio Svizzero. La colpa (o responsabilita') e' anche di chi, non avendo avuto genitori capaci come Giorgiofra, si trova a 30 anni con una laurea in mano che non serve a un caxxo (quando ci arriva) che ha delle ridicole aspirazioni e pensa che il miglior lavoro sia fare il paparazzo o la puttovelina. @Giorgiofra: mandi sua figlia all'estero o la aiuti a crearsi un'attivita' in proprio nella sua bellissima regione, come spiegava altrove: l'Italia e' persa, ma chi vale sa sempre trovare un posto al sole.

 

  By: lmwillys on Lunedì 18 Luglio 2011 14:23

ammiro la figlia di Giorgiofra è sicuramente una grande persona meritevole

 

  By: gianlini on Lunedì 18 Luglio 2011 14:20

certo che se si mettono alla ricerca di chi vince con una coppietta di 7.....figuriamoci cosa possono fare con il trading ...... AGENZIA DELLE ENTRAtE E GUARDIA DI FINANZA LANCIANO L'OPERAZIONE "ALL IN" IN TUTTA ITALIA Poker online, è caccia ai proventi «esteri» Anche le vincite conseguite oltreconfine sono tassate. E l'erario mette sotto la lente gli italiani «vincenti» Ipoker online, la nuova frontiera del web MILANO - Proprio mentre lo Stato - con il decreto Abruzzo - sdogana i tavoli verdi online, l'Agenzia delle Entrate e Guardia di Finanza alzano la posta con l'operazione «All in». E' scattata su tutto il territorio nazionale una campagna di controlli nel comparto del poker «live», sempre più diffuso in Italia. Le vincite riferibili a queste prove di abilità sono infatti «redditi diversi», e come tali integralmente tassabili. Dalle prime analisi risultano oltre 4mila giocatori italiani fortunati al tavolo verde che hanno già raccolto proventi per oltre 97 milioni di dollari (pari a circa 73 milioni di euro, al cambio attuale) senza però dichiararli al Fisco.

 

  By: Toms on Lunedì 18 Luglio 2011 13:36

Lelik, hai poi avuto modo di approfondire con il tuo commercialista, sulla questione del Quadro RW per quanto concerne i futures tradati intraday? Il mio sostiene che non devi annotare un bel nulla sul rigo III Come ti dicevo l'altra volta, se sposti o versi liquidità nel conto future estero dovrai solo sommare le varie movimentazioni che fai (ad esempio prelievi e versamenti), ma le operazioni di trading non vanno nel computo

 

  By: gianlini on Lunedì 18 Luglio 2011 13:28

lelik se a quell'università non han trovato di meglio del mio amico come docente........ a parte la battuta, tutti quelli che hanno a che fare con giovani ingegneri sono portati ad averne la stessa (cattiva) opinione non penso sia un caso

 

  By: Lelik on Lunedì 18 Luglio 2011 13:21

Gianlini, anche se rischio di tirarmi addossi strali e altro, devo ammettere che negli ultimi 2 anni dopo aver assunto 2 ingegneri laureati da quell'università da te citata (e con ottime votazioni) sono rimasto assolutamente deluso. Un po' forse dipende dal fatto che mi aspettavo una conoscenza pratica ben maggiore da un laureato oltre che maggiore "sveltezza" in ogni senso da un canditato teoricamente preparato, e poi che forse anche se ho solo 41 anni ragiono da vecchio (del tipo non ci sono più i laurati con gli attributi di una volta). Però ora dopo che entrambi se ne sono andati per reciproco accordo ("sicuramente ti troverai meglio altrove"), ho assunto un diplomato e per la progettazione meccanica non ho sentito grande differenza. Ok, forse già in partenza ho sbagliato a cercare un laureato (ma cavolo oggi se non ti presenti ai grossi clienti con un ing. che figura barbina ci fai?!?) ma credo che ci sia appunto dell'altro.

 

  By: gianlini on Lunedì 18 Luglio 2011 10:18

proprio venerdì sera ho rivisto un amico dell'università che non vedevo da qualche anno lui, laureato in ing. gestionale è un alto dirigente di un gruppo attivo nell'assistenza domiciliare, mi ha raccontato che ha tenuto un corso di tre mesi all'università di piacenza (tema economico) ed è rimasto scandalizzato sia dagli studenti ma ancor più dai professori, che lo invitavano sempre ad alzare e di molto le sue valutazioni mi diceva infatti che il meccanismo è che gli studenti danno un voto ai professori (che deve ovviamente essere il più alto possibile) e che i professori e l'univesrità vengono compensati in modo proporzionale al numero di iscritti, al numero di laureati e al livello delle valutazioni ricevute dai docenti dai loro studenti in pratica l'esatto contrario dei nostri tempi, quando i professori più bravi erano quelli (tipicamente di meccanica razionale) che bocciavano 9 studenti su 10 all'esame

 

  By: defilstrok on Lunedì 18 Luglio 2011 00:50

Ci sono ormai differenze abissali tra università ed università, scuole e scuole (private e pubbliche). Vedo (e vedevo) esami che in certe sedi universitarie sono difficilissimi, in altre quasi quasi basta la presenza .......................... Confermo, Lutrom. Ho seguito persone iscritte a Trento, Parma, Verona, Modena, Bologna e a quelle telematiche con sede a Roma. E ho visto differenze abissali! Ma quel che mi premeva riportare è che ci sono torme di persone (esseri umani), magari anche poco qualificati, che sono senza vie di fuga e che soggiacciono schiacciati a certi tipi di angherie che non hanno neanche lontanamente a che fare con la dignità della persona, un valore che nelle società occidentali ed "evolute", non dico si vorrebbe, ma si immagina che venga civicamente e spontaneamente rispettato. Invece delle sfruttamento della prostituzione si dovrebbero perseguire queste forme di sfruttamento della persona. Anche perché, nel caso Cepu come in quello dei Call Center e in altre decine di situazioni diverse, si potrà addebitare a chi "subisce" di non essere sufficientemente ed adeguatamente preparato, ma non certo che si fanno comunque un mazzo benché sottopagati

 

  By: lutrom on Lunedì 18 Luglio 2011 00:22

Si può anche essere favorevoli al mantenimento del valore legale del titolo di studio, però poi devi garantire un minimo di uniformità tra i diversi titoli, ma ciò ormai è solo una pia illusione. Ci sono ormai differenze abissali tra università ed università, scuole e scuole (private e pubbliche). Vedo (e vedevo) esami che in certe sedi universitarie sono difficilissimi, in altre quasi quasi basta la presenza. In realtà nessuno va a controllare il valore di un diploma di scuola superiore: infatti le decisioni valutative dei docenti sono praticamente insindacabili, e, quando si fa ricorso al TAR, ci si limita a questioni puramente formali: lo stesso dicasi per l'università, più o meno. I vari organi di valutazione dell'università e delle superiori, si limitano a controlli formali, a vedere se ci sono le aule, le attrezzature, se i docenti sono abilitati, ecc. ecc. ma sul valore effettivo della didattica praticamente non c'è controllo. Ad esempio si parla malissimo delle università telematiche, considerate una specie di "laureifici" a pagamento, il che è spesso vero: purtroppo, avendo io dovuto fare dei master per docenti (una pagliacciata che serve solo a finanziare le università, però servono per i punti in graduatoria), sono andato in 2 università statali ed in una privata telematica legalmente riconosciuta: l'esame finale in una università statale (a Roma, non in centro Africa!!) consisteva in un esame scritto, eravamo seduti uno vicino all'altro, attaccati e compressi, in pratica era più difficile non copiare che copiare; nell'aLTRA università statale (sempre a Roma) l'esame consisteva in un test svolto nelle stesse identiche condizioni, senza controllo, tutti coi libri sotto il banco. Invece nell'università telematica privata (sempre a Roma) l'esame consisteva in una verifica orale col professore: se proprio non sapevi niente ma niente potevi essere bocciato, ma c'è stato un caso su 300!! Alla fine, pagliacciata per pagliacciata, l'esame all'università telematica è stato il più... severo (severo per modo di dire!!!). Scuole ed università ricevono i soldi non tanto in base alla qualità della didattica ma in base alla quantità di iscritti, e quindi, logicamente, la qualità si abbassa, si cercano i numeri (di somari...): va riconosciuto che chi paga per tutto questo sono le persone preparate che vedono il proprio titolo svalutato (basti pensare che, studentesse che con me avevano la media del sei, ed io non sono certo un docente particolarmente severo, ora, all'università, hanno molti trenta: secondo me c'è qualcosa che non quadra in tutto questo...). C'è un mio amico commercialista che fatica a trovare collaboratori motivati e capaci -diplomati o laureati-: il mio amico dice che, se va bene, hanno una decente preparazione teorica, ma non pratica, inoltre hanno grandi pretese solo perché laureati, anche se poi devono ancora imparare il "mestiere"; vi posso assicurare, il mio amico non è sicuramente uno sfruttatore; la cosa che nota spesso è la mancanza di spirito di sacrificio e di senso pratico. Quindi è vero che in Italia c'è lo sfruttamento dei laureati, ma è anche vero che il valore di queste lauree è spesso basso. A questo punto o ci si sforza di avere un minimo di uniformità tra titoli di studio, oppure si elimina il valore legale del titolo di studio, tertium non datur!!!

 

  By: Esteban. on Domenica 17 Luglio 2011 23:53

Difatti ... sto facendo il corso di "finance and macroeconomics" e poi mi faccio assumere alla Goldman Sucks ... ma chi gliel'ha fatto fare di spaccarsi i marroni all'università per tutti quegli anni... Adesso con la Khan puoi puntare direttamente a posti di dirigenza esclusi agli universitari LOL

 

  By: Moderatore on Domenica 17 Luglio 2011 21:54

Si, però il CEPU non opera in un regime di monopolio o di concessione statale, in teoria non è difficile fare concorrenza nel suo settore dove per aprire una ditta non occorrono capitali e permessi particolari. Perchè non sorgono tante altre società che gli fanno concorrenza e attraggono gli insegnanti migliori, danno un servizio migliore a costi uguali e lo fottono ? Perchè i costi totali del business in Italia sono alti e i margini sono bassi per cui si va a spremere dove le condizioni di fatto e contrattuali lo consentono. (Con questo se si abolisse il valore legale del titolo di studio il CEPU fallirebbe domattina) Se si guadagnasse tanto a fare il business del CEPU allora perchè non aprono altre società concorrenti che offrono qualche lira in più ? Perchè quando l'economia privata declina nel suo insieme non c'è trippa per i gatti. Questo è il destino dei paesi in declino economico. In Sudamerica, Messico, Nordafrica, India e gran parte dell'Asia lo sfruttamento del lavoro dipendente (nel settore privato) è molto peggio che in Italia perchè la ricchezza nell'economia è minore (in parte perchè viene rubata e sprecata ovviamente) e quindi si sfrutta all'osso dovunque si può farlo. Noi andiamo nella loro direzione Comunque il futuro dell'educazione di supporto con il tutor, one-to-one e dell'educazione tout court è su internet tramite video, leggi qui la ^Khan Academy a cui ora danno fondi Bill Gates e quelli di Google#http://www.khanacademy.org/^. Altro che CEPU, producono video che coprono sistematicamente e gradualmente ogni argomento e in cui progredisci risolvendo gli esercizi e che ti gestisci tu. I risultati sono spettacolari e il costo ovviamente 1/10 delle scuole for profit come il Cepu o qui equivalenti americani

 

  By: giorgiofra on Domenica 17 Luglio 2011 20:22

Defilstrok, benchè io sia una persona fondamentalmente pacifica, di fronte a certe cose non posso esimermi dall'invocare l'uso della violenza. Chi propone un contratto come quello che lei ha mostrato dovrebbe essere massacrato di botte. Può sembrare cattivo ciò che sto per dire, ma io punirei in modo pesante non solo chi propone certi contratti, ma sopratutto chi li accetta. Mia figlia, che ha il mio stesso caratterino, qualche mese fa ha avuto dei colloqui di lavoro con alcune aziende tra le quali un noto marchio del lusso, tra i primi al mondo. Alla proposta assolutamente ridicola da parte dell'azienda, mia figlia si è alzata ed ha apostrofato in malo modo il dirigente dell'importante maison. " Egregio signore, lavorare alle sue condizioni è tanto disonorevole che in confronto, fare la puttana, appare qualcosa di nobile. Considerando, tra l'altro, che guadagnerei in un giorno quel che la sua azienda mi darebbe in un mese. Se siete tanto pidocchiosi da non potervi permettere del personale cercate di non rompere i coglioni alla gente, che ha cose molto più importanti da fare. Mi faccia la cortesia di cancellare il mio numero telefonico dalla sua rubrica, e di non disturbarmi mai più." Giuro che sono parole testuali. Purtroppo molti accettano condizioni di lavoro semplicemente offensive, nella speranza di riuscire ad entrare nel mercato del lavoro vero. Non ci riusciranno mai, perchè ci saranno sempre nuovi ingenui disperati che cadranno nella trappola.

 

  By: Esteban. on Domenica 17 Luglio 2011 20:03

Ciao Defil, Hai fatto bene ... Ma per quale motivo credi taglino i fondi alle università ? Uno dei modi per esercitare con successo il mestiere dello STROZZINAGGIO è essere certi che non ci siano concorrenti a prezzi più vantaggiosi e nel tuo caso , in grado di offire una preparazione adeguata ... Un po come in Italia, eviti una riforma economica dicendo di essere ottimisti e sorridere, lasci sparire il terziario per poi fare le figure che stiamo facendo ... e magari aggiungere che i giovani sono il nostro futuro mentre li lasciamo aqllo sbando a questi strozzini ... Bel futuro ... Come Buffett spiega, quando raggiungi il TOP produttivo ti accorgi che tutti adottano gli stessi sistemi per far soldi(innovazione) ma semplicemente l'unico che trae vantaggio è l'utente finale,perchè l'overproduzione o la troppa disponibilità fa crollare i ricavi, il sistema è saturo ... ed allora che fai ? speculi sulla manodopera e la sicurezza e Ti impianti in Cina (oppure fai strozzinaggio in un paese ove il buon senso è sparito)... Sino a quando non lo fanno tutti ... ed allora arrivano i default degli stati sovrani ...ma lo stiamo osservando in diretta :-) stiamo assistendo al fatto che non serve neppure una buona laurea perchè, l'intenzione non è quella di aumentare la concorrenza e l'economia in questo paese... quanto quella di lasciare i pochi dinusauri approfittare di ciò che resta del mercato ... L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. E sullo studio no ? ma che Cazzzz ...