Ologrammi di vita reale

 

  By: Gano* on Mercoledì 21 Agosto 2013 20:37

[Gianlini] Da domenica ad oggi solo un rist su 5 mi ha rilasciato ricevita. ---------------------- Gian, perdonami ma ci credo poco, perche' a) a me non e' mai successo, ho chiesto anche a mia moglie e lei non ricorda nemmeno di una volta che un ristorante non ci abbia fatto la ricevuta b) il rischio e' troppo grosso, dopo due volte che ti beccano ti chiudono l' esercizio. Ammesso che fosse vero, sarebbe allora tuo dovere denunciarli e non venire sempre a lamentarti sul forum. Gli unici con ancora un margins per l' evasione sono i piccolo artigiani, gli insegnanti con le lezioni private e poco piu'. Ma fanno poca roba. Secondo me quests storia Dei miliardi d' evasione e' una fola per il popolo bove e cornuto.

 

  By: giorgiofra on Mercoledì 21 Agosto 2013 19:39

Sfido Gianlini a venire al mio paese, e spendere in giro. Nonostante quello che si dice, nel mio depresso ed incivile paese, tutti, e dico tutti, fanno gli scontrini. Il fatto che al Gianlini 4 su 5 non abbiano fatto la ricevuta mi pare strano, davvero strano. Invito chiunque lo voglia a venire nella mia città. Quello che il Gianlini non sa è che i margini oramai sono talmente ridotti che, se anche non si facessero scontrini, ogni fine mese il commercialista obbligherebbe a farne per essere coerenti con gli studi di settore. La verità è che non c'è più trippa per gatti.

 

  By: giorgiofra on Mercoledì 21 Agosto 2013 19:32

Il nero in Italia si può dividere in ben determinate categorie. 1) Piccole attività marginali e redditi minimi da secondo lavoro. 2) Attività artigianali con fatturati minimi e che non necessitano di una sede fissa. 3) Attività commerciali e locali pubblici, ma solo in modo piuttosto limitato. 4) Liberi professionisti, in particolare medici, dentisti ed avvocati. 5) Criminalità organizzata. 6) Multinazionali. Proviamo ad analizzare ogni singola categoria. Le piccole attività marginali sono svolte prevalentemente da disoccupati che, in qualche modo, debbono portare la pagnotta a casa. I loro redditi non superano quasi mai lo stretto necessario alla sopravvivenza. Questi, se potessero, sarebbero felici di avere un lavoro regolare, con tanto di busta paga, assegni familiari, ferie, malattia, contributi. Purtroppo, ora più che mai, essere assunti è diventato arduo, sopratutto se si hanno più di 50 anni, o se non si è particolarmente qualificati, o ancora se si vive in zone notoriamente depresse. Ci sono poi quelli che svolgono un secondo lavoro, ma nella realtà traggono da esso poche centinaia di euro al mese. C'è la sartina che lavora in casa, la badante a 500 euro al mese, la casalinga che fa le pulizie a ore o che si prende cura dei bambini dei vicini che lavorano. I redditi di questa categoria sono talmente esigui che pretendere la regolarizzazione della posizione, sia a livello contributivo che fiscale, sarebbe immorale, oltre che assurdo. Infatti lo stato mai, da queste persone, prenderà nulla, così come accade in ogni altro paese del mondo, Stati Uniti compresi. La seconda categoria è composta da piccoli artigiani, come imbianchini, idraulici, muratori, falegnami, che lavorano in nero, ed i cui redditi sono limitati dal fatto di poter fare esclusivamente piccoli lavori ai privati. Per lavori più importanti occorrono certificazioni di vario tipo di cui, questa categoria, non dispone. Da questa categoria lo stato potrebbe ricavare qualcosa, ma meno di quanto si creda. La terza categoria è composta dai commercianti e dai locali pubblici. In questo caso la percentuale di nero è estremamente limitata, non fosse altro che occorre rispettare gli studi di settore, per cui i margini di manovra sono molto limitati. E' vero che basta omettere il 5% degli scontrini per dimezzare l'utile netto imponibile, ma è anche vero che questa pratica determina la convenienza a continuare l'attività. Se si dichiarasse tutto, al netto delle tasse spesso non si riuscirebbe a portare lo stipendio a casa. Sempre che qualcuno non creda che ci sia gente disposta a lavorare per la gloria. A parte i grossi commercianti, la gran parte delle attività commerciali in questo momento sopravvive a malapena. E posso assicurare che la gran parte di loro, semmai fosse possibile trovare un lavoro come dipendente, chiuderebbe immediatamente. Una serrata lotta all'evasione porterebbe ad una ecatombe delle attività, con conseguente diminuzione di gettito ed aumento della disoccupazione. Pochi prendono in considerazione il fatto che una certa percentuale di nero è lo strumento usato per portare la pressione fiscale reale a livelli sostenibili. Senza questo nero il peso del fisco sarebbe insostenibile. Nella quarta categoria si annida la vera evasione. Intendo dire che i redditi di queste categorie sono sufficientemente elevati da consentire il pagamento delle imposte ed una esistenza agiata. Spesso un medico dispone già del suo buon stipendio in ospedale, e le visite private che effettua portano reddito aggiuntivo. Anche lasciando il 50% allo stato, il reddito residuo consentirebbe una vita da benestanti. Per questo l'evasione di questa categoria è da condannare, ed è su di loro che si dovrebbe concentrare la lotta all'evasione. Si annovera la criminalità come fonte di redditi in nero di notevole entità. Si tratta, a mio parere, di un grave errore. I redditi della criminalità organizzata non vanno perseguiti a livello fiscale, data la loro natura. Quelli che sono considerati redditi sono frutto di predazione. Questi redditi non vanno tassati. Se lo stato facesse il suo dovere, questi redditi non dovrebbero esistere, semplicemente. La semplice idea che lo stato voglia tassare i redditi della criminalità organizzata, quasi legittimandoli, mi lascia sgomento. Uno stato serio non tollererebbe l'esistenza della criminalità organizzata. E se la criminalità organizzata non esistesse, non esisterebbero i suoi redditi. Inserire tali redditi nel computo complessivo del sommerso di un paese vuol dire prendere per i fondelli la gente. Il frutto di un'estorsione non si può considerare reddito, per cui non va tassato ma confiscato, o, meglio ancora, non dovrebbe semplicemente esistere. Il piccolo spacciatore si può mettere in galera, ma pensare di tassarlo è assurdo. I frutto della sua attività lo consuma per vivere. E uno che pratica lo spaccio di droga, secondo voi, si preoccupa dell'accertamento fiscale? L'ultima categoria è composta dalle multinazionali e dalle banche. Poichè sono queste entità che controllano lo stato, e non viceversa, è ragionevole aspettarsi che continueranno a pagare tasse esigue, non superiori a quelle che attualmente pagano. In conclusione: la quantità di redditi non tassati potrebbe anche corrispondere alle cifre sbandierate. Ma credere di poter trasformare questa massa in imponibile è semplicemente folle. Lo so io. lo sapete voi, lo sanno i governanti. Credo che, anche con una serrata e seria lotta all'evasione fiscale lo stato non potrà che racimolare una trentina di miliardi. Considerando l'aumento del debito pubblico in un anno, è evidente che da questa tanto sbandierata lotta all'evasione fiscale lo stato non ricaverà quanto occorre alle sue necessità. Ergo, lo stato fallirà. Sempre che non venga tagliata la spesa pubblica, stimolata la crescita, abbattuti gli interessi sul debito, stampata moneta. L'autunno prossimo molti nodi verranno al pettine. Credo che ne vedremo delle belle.

 

  By: pippa on Mercoledì 21 Agosto 2013 19:29

settimana scorsa,Liguria, 4 sere in pizzeria 1 al ristorante, decine di gelati, granite..pizze e panini,...albergo, ..tutto passato al registratore di cassa o ricevuta. il nero lo fanno se sei in confidenza, "roba tra amici" ....

 

  By: gianlini on Mercoledì 21 Agosto 2013 16:01

da domenica ad oggi, solo 1 rist su 5 mi ha rilasciato ricevuta, ....(1 cena e 4 pranzi)

 

  By: Gano* on Mercoledì 21 Agosto 2013 13:39

Nemmeno chi loca ad attività commerciali può fare nero, e chi affitta a privati rischia moltissimo con le normative introdotte da Tremonti. Per i professionisti ci sono gli studi di settore. Ma allora non venitemi a dire che tutti miliardi di nero italiani lì fanno i ristoranti cinesi, i muratori albanesi ed i barbieri, perché non ci credo. C'è qualcosa che non mi quadra.

 

  By: Giovanni-bg on Mercoledì 21 Agosto 2013 13:19

Gano il nero lo può fare solo che lavora con il privato (principalmente) Chi fa prodotti o servizi per l'industria non fa un euro di nero. Come il sottoscritto

 

  By: gianlini on Mercoledì 21 Agosto 2013 12:56

lavoro solo con studi professionali, professionisti e società, nessuno accetta un pagamento in nero, mai successo in 15 anni di attività, mai, per fare del nero, ci deve essere un'attività che "non lascia tracce"; nel mio caso ci sono documenti, file, mail, ogni cosa è facilmente rintracciabile e verificabile

 

  By: Gano* on Mercoledì 21 Agosto 2013 12:50

Scusa la domanda provocatoria, e perché non lo fai?

 

  By: gianlini on Mercoledì 21 Agosto 2013 10:38

il povero disgraziato spolpato dalle tasse e vessato dallo stato --------------- il Gianlini!!.. infatti io chiudo a dicembre 2014, Gano, l'anno migliore è stato il 2004, da allora è stato ogni anno peggio la cosa interessante (la famosa "bellezza del nero" non inteso come moro di Venezia) è che se il Gianlini riuscisse a fare anche solo un 5 % del proprio fatturato in nero, il suo utile netto crescerebbe del 45 % e se facesse un 10 % l'utile netto crescerebbe del 130 % capite perché un ristorante o bar basta che "salti" uno scontrino su 10 perché il povero ristoratore tanto poveraccio non sia...??

 

  By: Gano* on Martedì 20 Agosto 2013 19:34

Ebbeh? in Italia c'è sia il delinquente che il povero disgraziato spolpato dalle tasse e vessato dallo stato che fa il nero per non chiudere l'azienda. E allora?

 

  By: Gano* on Martedì 20 Agosto 2013 19:34

X

 

  By: gianlini on Martedì 20 Agosto 2013 15:42

fra i casi citati, questi: "a Torino, le Fiamme Gialle hanno scoperto una società di commercio all’ingrosso di abbigliamento che dopo aver occultato redditi per 24 milioni di euro ha simulato una crisi aziendale (in realtà inesistente), licenziando 60 dipendenti per nascondere le vendite in nero e mettere al riparo i beni in una nuova società appena costituita. a Treviso, invece, la Guardia di Finanza ha individuato due night club mascherati da associazioni culturali «no profit» che, invece di occuparsi, come dichiaravano, di promozione del tempo libero attraverso iniziative di natura culturale e ricreativa a carattere volontario e senza finalità di lucro, hanno impiegato 109 lavoratori in «nero» ed evaso le imposte per milioni di euro" quello che voi secondo me vi ostinate a non capire, è che dietro questi casi, quasi sempre si nascondono dei delinquenti veri e propri (non dei gano, o gianlini qualsiasi che vogliono pagare poche tasse); gente che probabilmente gira armata e non ha il minimo scrupolo....non sono cittadini normali, come sembrate sempre credere, ....

 

  By: fultra on Martedì 20 Agosto 2013 15:32

Allora il comunicato della finanza dovrebbe recitare: presi 5 evasori milionari e 4995 " evasori" -si fa per dire perchè son quelli della sopravvivenza- morti di fame . Ma si sa in che paese siamo, per cui oramai la cosa non fa più notizia manco tra i talebani della lotta all'evasore come untore della società.

 

  By: gianlini on Martedì 20 Agosto 2013 14:19

parlando con gli amici si diceva, che se vuoi rubare o fare una truffa, vale la pena farla solo per cifre milionarie Giorgio, non farti deviare dalla media (che rappresenta un numero assurdo se spalmato su 5000 persone) fra quei 5000 ci sarà qualch'uno che intermedia centinaia di milioni di euro (non ho detto che li guadagni, probabilmente è gente che fa false fatturazioni, triangolazioni, ecc.ecc. e a cui resta attaccato una frazione di queste cifre), e tanti poveracci come il tuo amico.... ad esemipo le truffe sull'IVA (una volta chattavo con una ragazza austriaca che lavorava proprio nell'ufficio statale che si occupava di stanarle) le fanno per cifre da 20-50-100 milioni di euro, non certo per qualche centinaio di migliaia .... prima che Gano mi attacchi, non sto quindi dicendo che i 17 miliardi siano cifre di guadagni reali, e che lo stato italiano possa recuperarli; sto dicendo che però è verosimile che chi opera da evasore totale, lo faccia intermediando cifre molto elevate