Stupidi Uomini Bianchi

Neo Malthusiani e Kyoto mostrino i calcoli ben fatti - polipolio  

  By: polipolio on Mercoledì 09 Febbraio 2005 13:01

Caro Xtol, In tema di gas serra mi pare che ci sia un notevole fiorire di contributi parziali ma poca chiarezza sistemica. Una prima famiglia di problemi ha a che vedere con la correttezza dei modelli; questi sono stati creati in parte sulla base di speculazioni teorico pratiche sulle dinamiche di assorbimento e riflessione delle varie frequenze dello spettro elettromagnetico da parte di molecole diverse e in parte sulla base delle misurazioni locali dei parametri atmosferici di temperatura e di composizione. Una seconda area di interesse riguarda le fonti o il bilancio del CO2:non sono riuscito a trovare una tabella chiara che mostri per ciascun elemento coinvolto nel processo(cause naturali, biologia animale, biologia vegetale, attività antropiche) le quantità prodotte o consumate per anno né tantomeno una serie storica. La terza infine è semplicemente legata alle prime due e riguarda le azioni da porre in atto. Il sillogismo è abbastanza semplice: la terra si sta scaldando, la colpa è dei gas serra, i gas serra li produce l'uomo dunque basta togliere l'uomo; se questo è politicamente inopportuno sarà sufficiente limitare l'attività antropica. Evidentemente non sono in grado di giudicare i modelli né di valutare se sono o meno consistenti con i dati di realtà. Sono però sorpreso di leggere nell'articolo che citi che nel passato(remoto) abbiamo avuto concentrazioni di gas serra 20 volte superiore all'attuale. 20! Un buon modello che prevede che incrementi tutto sommato limitati di Co due possono dare aumenti di temperatura di 11° dovrebbe anche dar contezza di variazioni ben più significative e, inutile dictu, deve essere anche in accordo con i relativi dati di realtà. Credo che una maggior chiarezza migliorerebbe la qualità del dibattito ed eventualmente sarebbe in grado di mobilitare le persone molto più che parole d'ordine e profezie di cataclismi. Infine giusto per ricordare alcuni catastrofismi, mi ricordo quando portavo i calzoni corti, mi si diceva che la sovrappopolazione (a quei tempi si usavano termini più coloriti come per esempio bomba demografica) avrebbe reso impossibile la vita sulla terra con oltre 3 miliardi di abitanti, oppure che nel giro di vent'anni il petrolio si sarebbe esaurito. Era il 1978.

 

  By: XTOL on Mercoledì 09 Febbraio 2005 12:51

se andassimo tutti (auto e riscaldamenti)a metano produrremmo ugualmente co2 in questa misura ? ------------------------------ No (da una rapida ricerca on line): "Benefici ambientali effettivamente riscontrati ad anni o mesi dalla verifica: Il gas naturale è un combustibile a basso tenore di carbonio che non contiene composti aromatici, zolfo e piombo. Il favorevole rapporto Idrogeno/Carbonio della molecola del metano, suo principale componente, determina un’emissione di CO2 inferiore di circa il 25% rispetto alla benzina, contribuendo così alla riduzione dell’”effetto serra”. Il gas naturale presenta il vantaggio fondamentale di evitare le emissioni più critiche come il particolato, il benzene e, più in generale, i composti aromatici e le olefine che promuovono la formazione di ozono. I veicoli alimentati a metano producono minori quantità di monossido di carbonio (CO), ossidi di azoto (NOx), idrocarburi non metanici (NMHC). Gli idrocarburi incombusti emessi allo scarico del motore sono, per la quasi totalità, costituiti da metano, gas non tossico, e per questa ragione, non considerato dalla normativa USA tra le emissioni nocive degli autoveicoli. Gli idrocarburi incombusti, ad esclusione del metano, hanno effetti dannosi per la salute umana. Quelli più reattivi (olefine, aromatici e aldeidi), in presenza degli ossidi di azoto e di luce solare, possono generare ozono a bassa quota; gas molto irritante per le vie respiratorie e promotore dello smog fotochimico. Inoltre, il benzene ed alcuni altri idrocarburi policiclici aromatici (IPA) sono considerati cancerogeni. Grazie alle moderne soluzioni tecnologiche applicate ai motori, le emissioni di tali sostanze prodotte dai veicoli a metano sono trascurabili o, come nel caso del benzene, praticamente assenti. Le emissioni di SO2 prodotte dai veicoli alimentati a metano, a confronto con gli altri principali combustibili, sono ancora una volta trascurabili. Infine, le sue caratteristiche lo rendono adatto all’impiego motoristico senza necessità di aggiunta di additivi nocivi per la salute umana."

 

  By: pix on Mercoledì 09 Febbraio 2005 12:19

caro XTOL, penso che occorra prendere delle decisioni a livello europeo o globale. Ma non è tanto facile, io vivo a milano e domani devo cavarmela ad andare al lavoro senza macchina, come da qualche giovedì a questa parte. Per mè non è una grande rinuncia, ma penso che purtroppo la soluzione sia più difficile.. By the way: se andassimo tutti (auto e riscaldamenti)a metano produrremmo ugualmente co2 in questa misura ?

 

  By: XTOL on Mercoledì 09 Febbraio 2005 11:37

questo thread mi sembra adatto a ospitare qualche notiziola sul CO2, fresca fresca dal sito de ^le scienze#http://www.lescienze.it/index.html^ (si sconsiglia, come sempre, la lettura ai soci della compagnia dell'allegro inquinamento): 1- I gas serra potrebbero far salire le temperature globali di più del doppio rispetto al massimo riscaldamento finora considerato probabile dall'Inter-governmental Panel on Climate Change (IPCC). Lo suggeriscono i risultati del più grande esperimento di previsione climatica del mondo, pubblicati sulla rivista "Nature". I primi dati di climateprediction.net, un esperimento globale che sfrutta il tempo di calcolo di migliaia di utenti che hanno partecipato allo studio, mostrano che le temperature medie potrebbero salire anche di 11 °C, anche se i livelli di biossido di carbonio nell'atmosfera venissero limitati al doppio di quelli precedenti la rivoluzione industriale. Ci si aspetta che livelli simili vengano raggiunti attorno alla metà di questo secolo, a meno che non vengano effettuati forti tagli alle emissioni di gas serra. "Il nostro esperimento - commenta il principale ricercatore dello studio, David Stainforth dell'Università di Oxford - rivela che l'incremento dei livelli di gas serra potrebbe avere un impatto sul clima molto maggiore di quanto si pensava finora". Secondo il coordinatore del progetto, David Frame, la possibilità di una così grande risposta al biossido di carbonio nell'atmosfera ha profonde implicazioni: se i dati fossero corretti, anche gli odierni livelli di gas serra sarebbero già pericolosamente alti. Il progetto climateprediction.net, finanziato dal Natural Environment Research Council della Gran Bretagna, è tuttora in corso e coinvolge più di 95.000 partecipanti di 150 nazioni. Scuole, uffici e privati di tutto il mondo possono scaricare il software gratuito che incorpora il modello climatico del Met Office, ed eseguirlo in background durante i momenti di inattività dei loro computer. 2- I critici che contestano l'importanza dei gas serra come causa dei cambiamenti climatici hanno perso un'altra battaglia: in un nuovo studio pubblicato sulla rivista "Geology", alcuni scienziati hanno trovato ulteriori prove del ruolo svolto dai gas serra nel modificare il clima della Terra. Secondo i ricercatori dell'Ohio State University, un'era glaciale del passato si sarebbe verificata dieci milioni di anni prima di quanto si pensava finora. La nuova datazione elimina un'inconsistenza che perseguitava da anni le ricerche sui cambiamenti climatici. "Delle tre ere glaciali verificatesi negli ultimi 500 milioni di anni, - spiega il geologo Matthew Salzman - la prima rappresentava un problema per gli scienziati". Alcuni studi avevano suggerito che questa particolare glaciazione fosse avvenuta in un periodo che avrebbe dovuto essere molto caldo, quando i vulcani su tutta la superficie terrestre stavano emettendo biossido di carbonio (CO2) e altri gas serra nell'atmosfera. Con livelli di CO2 fino a venti volte più elevati di quelli odierni, il tardo periodo Ordoviciano (460-440 milioni di anni fa) non sembrava il periodo adatto per una glaciazione. I critici hanno considerato questa inconsistenza come una prova che le attuali teorie sui cambiamenti climatici fossero sbagliate. Secondo gli scienziati, infatti, gli odierni cambiamenti globali sono causati in parte dall'accumulo di biossido di carbonio nell'atmosfera in seguito all'uso dei combustibili fossili. Ma se il CO2 davvero innalza le temperature globali, come è possibile che ci sia stata un'era glaciale quando l'effetto serra era molto maggiore di oggi? Adesso c'è una risposta: quella particolare glaciazione non cominciò quando il CO2 era al suo picco, ma dieci milioni di anni prima, quando i livelli di biossido di carbonio erano al minimo. "I nostri risultati - commenta Salzman - sono consistenti con l'ipotesi che le concentrazioni di CO2 regolino il clima".

 

  By: GZ on Venerdì 04 Febbraio 2005 12:23

Stiamo a 'scherzà... la pensione Fiat (o Pirelli) non fa schifo paragonata a quelle polacche o turche. All'Enel o alla Telecom sì, lì pagano pensioni DOPPIE di quelle Fiat, ma gli operai e impiegati in italia se non fanno accordi extra contratto e molti straordinari come in certe piccole aziende sono pagati assai male La pensione dovrebbe essere circa il 70% di un salario Fiat che al momento è il più basso salario NETTO nell'industria manifatturiera dell'OCSE e molto meno della metà di un salario netto General Motors Tenendo in sottofondo CFN sento un esperto della Norislk discutere le pensioni italiane: nel 2014 tutte le riforme dei governi Amato, Prodi, D'Alema e Berlusconi che sono sempre a scoppio ritardato per evitare la piazza entreranno in vigore al 100%. Bene, a regime il dipendente privato riceverà MENO DEL 50% del salario corrente come pensione contro il 70% attuale, in certi casi solo il 40% !. Gente che guadagna 1.300 euro al mese riceverà 600 euro di pensione e andranno a rubare. Prova a pensare: i salari reali sono fermi da anni, come salari netti sono sempre stati più bassi di quelli del nord-europa e in più le pensioni da adesso in poi caleranno sistematicamente del 30 o anche 40% dai livelli attuali., E' scritto nelle leggi approvate negli anni '90, ma il trucco è che l'effetto è stato dilazioniato in modo graduale in modo che colpisca il lavoratore senza che se ne accorga troppo (i politici diranno: "... sono leggi approvate nel 1993 o 2001...cosa c'entriamo noi ?...") Il fatto è che anche se nessuno lo discute sui media inconsciamente la gente queste cose le sente ed è per questo che se fanno il sondaggio a Davos gli italiani risultano i più pessimisti del mondo

 

  By: Andrea on Venerdì 04 Febbraio 2005 12:04

Gianlini, la pensione media di cui parla lei incamera le cosiddette pensioni sociali, quelle erogate a chi, come la buon anima di mia nonna che abbiamo sepolto ieri, non aveva mai versato un contributo in vita sua e da quasi 40 anni percepiva la pensione ... Se ci limitassimo a una media delle pensioni percepite da chi ha lavorato e versato contributi, le cose cambierebbero. Mia madre dopo 37 anni di part-time nel commercio è in pensione con ben più di quello che scrive lei. Ribadisco il part-time (e il livello infimo al quale era assunta). Peraltro l'adagio citato da Zibordi della "pensione Fiat" è roba trita e ritrita. Non esiste la pensione Fiat e quella di un metalmeccanico con 35 o 40 anni di contributi non fa poi schifo come vorrebbero Diliberto e, oggi, Zibordi. Ed è netta ... ovvero, sono state tolte le tasse alla fonte.

 

  By: GZ on Venerdì 04 Febbraio 2005 11:22

La sostanza è che : a) General Motors a lungo termine è ridotta peggio della Bolivia finanziariamente b) in genere in USA però ci sono pensioni private pagate dall'azienda che versa assieme al dipendente e a suo nome, che sono un problema gestibile a livello di ogni singola azienda Invece alla General Motors è un poco diverso perchè è uno degli ultimi posti in cui esiste ancora un sindacato (nel settore privato il 90% non sono più sindacalizzati ormai) e hanno ancora un sistema collettivo "pay as you go" in cui chi lavora oggi finanza la pensione di chi smette 20 anni fa a GM fa lavoravano un milione di persone e ora la concorrenza giapponese, la delocalizzazione in Messico e la robotizzazione li hanno ridotti a 200 mila per cui ovviamente in base ai loro contributi non riescono più a pagare le pensioni di cui si sono assunti l'obbligo con il contratto collettivo per 1.1 milioni di pensionati Di conseguenza i bonds GM sono ora più pericolosi di quelli turchi o brasiliani e il mercato tutti i giorni li osserva per vedere se danno segnali che General Motors stia andando in bancarotta. Altro che assumersi tutta Fiat auto, GM lotta per sopravvivere. Se ad esempio la borsa perdesse il -30% dato che buona parte dei suoi fondi pensionistici sono investiti in azioni e che GM assume un rendimento medio nominale del 9% annuo, se questo scomparisse per le perdite in borsa GM è fritta Ma è abbastanza un eccezione: alla Disney o all'Intel la pensione è AZIENDALE è privata e di tipo INDIVIDUALE cioè ognuno ha i suoi versamenti, a cui l'azienda contribuisce e la pensione è la SUA, non è che lui paga ora per il pensionamento di qualcun altro e così via. Inoltre tutte le aziende a differenza dello stato si adattano velocemente e stanno passando da piani a "beneficio definito" a quelli a "contributo definito" dove l'azienda paga un tot, ma non garantisce il rendimento totale finale come a GM. Nell'insieme si stima che i casi come GM assommino a circa 200-300 miliardi di "gap" delle pensioni aziendali rispetto ai benefici promessi che sono bei soldi, ma il PIL Usa sono 10.000 miliardi. (Inoltre le pensioni tipo GM sono del tipo 2-3mila dollari al mese per cui anche se le tagliassero del 20% resterebbero il doppio di una pensione Fiat...)

 

  By: gianlini on Venerdì 04 Febbraio 2005 11:17

facevo riferimento agli atipici perchè è un settore che conosco, e perchè forse è anche un po' più chiara e trasparente la voce "ritenute previdenziali" per quanto riguarda i pensionati, io ho parecchi parenti all'estero sparsi e tutti gli over 60 fanno una vita di grandi divertimenti gli over 60 che conosco in italia (e di pari profilo professionale precedente) o sono rimasti a fare i consulenti o fanno i nonni a tempo pieno.... forse è una questione culturale e non economica... per carità però mi sembra che la pensione media erogata in italia sia di 800 euro netti al mese o giù di lì, il che è francamente pochissimo

 

  By: Andrea on Venerdì 04 Febbraio 2005 11:09

Gianlini, gli atipici, per definizione, non dovrebbero essere il punto di riferimento delle discussioni. Quando, presto temo, saranno la maggioranza dei lavoratori, allora li useremo come parametro. Per adesso limitiamoci ai "tipici". Una considerazione che è stata fatta e sulla quale ho fin qui sorvolato, è che i pensionati statunitensi col Social Security giochino a golf ecc. È una panzana clamorosa. L'assegno erogato dal Social Security è così basso (simil pensione minima italiana) che il golf non lo si può nemmeno vedere in televisione. Per avere un'ottima pensione (a integrazione del Social Security) occorre avere la previdenza integrativa. È prassi comune, per le aziende grosse e serie, contribuire col dipendente. Non è comunque un obbligo. Il dipendente USA se intende garantirsi (per modo di dire, ricordate il fallimento di Orange County?) al pari di quello italiano (previdenza, assistenza, ecc.) spende quanto e a volte più di quello italiano. E, ripeto, il fatto che qualche azienda (GM, ad esempio, ma molte altre tra le grandi) abbia programmi a favore dei dipendenti, non deve confondere le idee o far gridare al miracolo.

 

  By: gianlini on Venerdì 04 Febbraio 2005 10:24

in genere il datore di lavoro versa due volte quanto versa il dipendente come ritenute pensionistiche ad esempio per i contratti atipici del commercio, l'aliquota dei contributi pensionistici è del 17,80 %, ripartiti per un terzo a carico del lavoratore e due terzi a carico del datore di lavoro cmq visto che ormai il periodo trascorso in pensione è pari ad almeno metà del periodo trascorso lavorando, l'aliquota anche del 18 % risulta probabilmente insufficiente ma l'America non è quel posto in cui ti devi pagare anche il pronto soccorso???? non gliel'hanno ancora detto a quelli della GM??? forse che sono ancora impegnati ad ammirare l'eleganza di Montezemolo??

 

  By: Andrea on Venerdì 04 Febbraio 2005 07:55

Zibordi, tutto bene quello che dice, ma dallo stipendio netto sono state tolte le tasse sul reddito, i contributi pensionistici E ANCHE l'iscrizione all'INAIL. Quindi, nuovamente, il confronto col lordo USA e con la tassazione di quello andrebbe fatto un po' più scientificamente.

 

  By: Moderator on Venerdì 04 Febbraio 2005 01:04

D'altrocanto esistono poi situazioni inverse come leggevo da un articolo , che dà l'idae che alcuni settori della grossa industria siano incastrati in situazioni all'italiana ( e naturalmente noi abbiamo rapporti proprio con loro): " Per General Motors il peso dell´assicurazione sanitaria è insostenibile. L´anno scorso ha dovuto pagare 5,2 miliardi di dollari solo per garantire l´assistenza sanitaria a 1,1 milioni di persone: gli attuali dipendenti, i loro familiari a carico, gli ex-dipendenti in pensione e le loro mogli. La spesa per cure e medicinali aggiunge 1.400 dollari di sovrapprezzo su ogni automobile venduta dalla Gm. Il quadro peggiora se si considera l´onere della previdenza aziendale. In questo campo la Gm è penalizzata nei confronti con il suo principale rivale, la Toyota. L´azienda giapponese ormai produce negli Stati Uniti molti dei modelli che vende in loco ma le sue fabbriche sono giovani, e i dipendenti pure. Consumano meno cure sanitarie. I pensionati americani a carico della Toyota si misurano in poche centinaia. La General Motors deve mantenere 422.000 anziani a fronte di 170.000 dipendenti in servizio. Fra pensioni e sanità, la differenza di costi "sociali" che pesa sul prezzo di listino tra un modello Toyota e un modello Gm arriva fino a 3.000 dollari. Per questo non è un paradosso affermare che il principale business della General Motors ormai è il Welfare.

 

  By: GZ on Giovedì 03 Febbraio 2005 23:12

In USA è il 6% per il lavoratore dipendente e il 15% per l'autonomo (^vedi qui tutto il prospetto storico#http://www.ssa.gov/OACT/ProgData/taxRates.html^ che mostra anche che fino a pochi anni fa era molto meno) In America la gente ragiona "al lordo", quando chiedi quanto guadagni ? dicono "40mila dollari.." e intendono prima di pagare qualunque tassa. In Italia si ragiona al netto sia delle trattenute che di ogni altra imposta pagata a monte dal datore di lavoro, uno che dice "...1500 euro al mese" intende DOPO che sono stati versati SENZA CHE LUI NEMMENO SAPPIA QUANTI, tutti i contributi e le tasse dall'azienda. Il "cuneo" fiscale tra quello che costa all'azienda e quello che arriva in tasca al dipendente è circa il 50% per redditi medio-bassi e arriva al 70% per i dirigenti. Se ricevi 30 mila euro netti, l'azienda ne paga circa 65 mila annui e puoi stimare che almeno il 30% dei 35mila addizionali (che tu non vedi passare) sono tasse e trattenute per le pensioni (di altri).

 

  By: Andrea on Giovedì 03 Febbraio 2005 22:39

La trattenuta per il Fondo Pensione Lavoratori Dipendenti è 8,89% per i lavoratori del settore privato e pochissimo sopra il 9% per i lavoratori pubblici. Questo è quanto "scompare" dalla busta paga del dipendente. Poi c'è probabilmente altrettanto o quasi per il datore di lavoro, ma serve conferma di qualcuno più informato. Non sò come dipendente, ma come "professionista" negli USA ho versato circa il 15%. Alle volte i numeri sono sparati un po' a caso ...

 

  By: gianlini on Giovedì 03 Febbraio 2005 13:47

e la cosa divertente è che in america vanno in pensione e poi a giocare a golf o a pescare da noi vanno in pensione e fanno il secondo lavoro....;)