700 km in sette giorni fino a Bagdad

 

  By: Paolo Gavelli on Martedì 25 Marzo 2003 21:43

"...i giornali titolano ''pozzi in fiamme'' anche se in fiamme sono dieci su circa mille grazie al fatto che hanno attaccato senza bombardare prima"... Qui si è dimenticato: "per non uccidere civili" ..."e li stanno già spegnendo."

700 km in sette giorni fino a Bagdad - gz  

  By: GZ on Martedì 25 Marzo 2003 21:09

Quando si leggono cronache scritte all’epoca oppure capita di parlare con gente che era presente in momenti “ storici” si nota che chi c'era non se ne era accorto. Solo quando tutto converge verso un esito finale spettacolare, come il crollo del muro di berlino ad esempio, la maggioranza nota che è successo ''qualcosa'', ma difficilmente nel corso della vicenda. Quindi forse è normale che ora stia accadendo lo stesso. Da giovedì sera, nel mezzo del medio oriente, a semila kilometri dall'italia e all'altro capo del mondo rispetto a new york ci sono circa 80 mila americani e inglesi sui 20-30 anni che stannno spingendo una colonna di camion e di carri per 700 km nel deserto verso Bagdad (gli altri 200 mila rimangono indietro per altri compiti). Ognuno dei loro carri Abraham consuma 400 litri di benzina al giorno e i soldati non stanno in piedi con meno di 2 litri d'acqua a testa per la disidratazione per cui ogni unità della colonna viene rifornita di continuo da una linea di convogli di supporto che parte dal Kuwait. A differenza però di ogni altra guerra conosciuta gli alleati continuano a lasciarsi alle spalle intere città ancora controllate dal nemico e non si fermano a distruggere ponti, strade, depositi di carburante, linee telefoniche e centrali elettriche che questo può utilizzare. Gli irakeni fedeli al regime si vestono da civili e fanno imboscate ai convogli di sussistenza, a volte alzano la bandiera bianca per potersi avvicinare e poi sparano gli Rpg. I ragazzi americani che sono caduti in imboscate feriti sono stati ammazzati con un colpo in testa (come si è visto bene domenica sui cadaveri mostrati ghignando in TV che erano stati tutti finiti). I rimasti li esibiscono in diretta tv . Molti genitori si preoccupano da noi di dove sono i figli ventenni nel weekend, qui ce ne sono alcune decine di migliaia che guidano camion e tranks nel deserto verso Bagdad e i genitori vengono a sapere esattamente dove sono quando appaiono malconci alla Tv irakena. E queste migliaia di americani continuano da giovedì a spingere i loro camion e tank per fare i loro 700 km di deserto fino a Bagdad. Da ieri notte questi si sono fermati per combattere a Kut, un 100 km prima di Bagdad e poi ora devono passare ora il tigri e eufrate. Per i prossimi tre giorni ci sono tempeste di sabbia per cui devono fermarsi e proteggere molti equipaggiamenti con teli quando le tempeste sono al massimo. Le immagini oggi mostravano che la visibilità era praticamente zero. Queste colonne devono arrivare vicino a Bagdad tra domani e dopodomani, quindi sei giorni dopo la partenza dal confine kuwaitiano e cinque giorni dopo che la guerra aerea è iniziata (venerdì sera) per scontrarsi con le unità fedeli al regime dotate di T-54 e artiglieria. Ci sono rumor che possano usare gittate con gas nervino, e tutti sanno che le hanno perchè le hanno usate in passato con i kurdi e con gli iraniani. Il genrale Patton in francia e germania alla fine 1944 compì una marcia rimasta alla storia di 400 km in quattro mesi, Montgomery in africa impiegò più di due mesi (ma DOPO aver vinto a El Alamein) per arrivare a tripoli. Sono paragoni esagerati ? I tedeschi erano senza aviazione, bombardati giorno e notte e allo stremo dopo cinque anni di guerra. I quattro mesi e 400 km della marcia di Patton sono paragonabili ai 700 km in sette giorni di John Abizaid. Intorno ci sono pozzi di petrolio incendiati dai fedeli del regime e i giornali titolano ''pozzi in fiamme'' anche se in fiamme sono dieci su circa mille grazie al fatto che hanno attaccato senza bombardare prima e li stanno già spegnendo. Intanto piovono dei missili scud sulle basi in kuwait (c'era un embargo da 10 anni, ma il regime i missili li ha) e l'onu chiede di fare arrivare tonnellate di viveri nelle città dove sono asseragliati quelli di Saddam che si fanno scudo di civili. Per portare i viveri bisogna passare per i porti che sono stati minati però e li si sta sminando, man mano che gli altri si arrendono, ma li devi colpire senza prendere i civili in mezzo ai quali si nascondono. I giornalisti titolano sulla crisi umanitaria a bassora, e altri ragazzi del galles o del kansas invece di andare verso Bagdad stanano i cecchini a bassora a uno a uno, sminano e fanno arrivare viveri per decine di migliaia di persone. I media lamentano che ci si è illusi di una vittoria facile, che l'operazione è ora in difficoltà, le perdite sono ''inaspettate'', Blair è in pericolo, i turchi scatenano una crisi, la strategia che contava sulla defezione di tutti gli ufficiali non sta funzionando, la piazza araba è in rivolta, la russia ostile e il mondo opposto alla guerra. E che non si sono trovate le armi di distruzione di massa. I loro coetanei a roma o parigi di ritorno dalla manifestazione di protesta per la pace di saddam sono stressati per esser stati nel traffico e non aver trovato parcheggio da nessuna parte. Ma queste migliaia di americani da giovedì continuano a spingere i loro camion e i loro tank per fare in sette giorni 700 km fino a Bagdad. Edited by - gz on 3/26/2003 0:25:33