Genesi di un crash

Re: Genesi di un crash  

  By: XTOL on Mercoledì 15 Gennaio 2020 17:12

così, tanto per fare le pulci ai giustizialisti

 

Travigo e Davaglio: balla per balla smascheriamo i leader del giustizialismo italiano

 

Memorabile intervista di Travaglio a Davigo: per salvare la giustizia aboliamo la difesa

Re: Genesi di un crash  

  By: lmwillys1 on Mercoledì 15 Gennaio 2020 16:45

in risposta a quella schifezza umana di rizzo (e con questo il buon Morphy ha fatto il pieno di tutti i cessi in circolazione) ...

 

"Romanzi d’evasione" Editoriale di Marco Travaglio sul Fatto Quotidiano 15 Gennaio 2020 La sapete l’ultima? Craxi era un “romanziere”. E pure un “poeta ermetico”. La scottante rivelazione si deve al Corriere e al Messaggero. Il primo ha avuto in anteprima un brano del “thriller inedito di Craxi, curato dalla fondazione presieduta dalla figlia Stefania” e pubblicato da Mondadori (e da chi se no?). Il secondo lo ha recensito col rilievo che merita il Simenon socialista (definito “esule”), in un’intera pagina impreziosita da due liriche (anch’esse inedite) composte dal Petrarca di Hammamet e “trovate tra le sue carte dal figlio Bobo”. Ora, se questi capolavori letterari sono rimasti inediti per vent’anni, un motivo ci sarà. E chi vuol bene alla Buonanima dovrebbe porsi una domanda semplice semplice: perché Craxi non le ha mai né diffuse né pubblicate? E darsi una risposta altrettanto elementare: perché aveva il senso del limite e del ridicolo e non voleva svilire la sua notevole carriera politico-criminale con quella sottoletteratura di quart’ordine. Va detto infatti, senza tema di smentita, che sia il “romanzo thriller” sia le “poesie ermetiche” sono delle cagate pazzesche. La prosa di Parigi-Hammamet è di una banalità e di una sciatteria imbarazzanti, roba che neanche un impiegato del catasto. E la trama, che il Messaggero promuove a “spy story” di “Bettino il romanziere”, “plot gonfio di trame e misteri, storie d’amore e di tradimenti, vendette e paure”, “romanzo che sembra avere una sua forza”, è un improbabile frittomisto di complotti internazionali di una Spectre russo-american-tedesca contro l’immacolato “Ghino”. Cioè Ghino di Tacco, lo pseudonimo che si era scelto Craxi (ovviamente un bandito). Quanto alle poesie, basta citare quella intitolata (non stiamo scherzando) “Contabilità”: “Lasciando le mie rime e i miei racconti a mezza strada/ eccomi a chiedere i conti del genere umano /per mettere sul gran libro Il Capitale/ io mi dedico agli scritti del giornale/ io passo dalla cassa della merce/ venduta in contanti /dignità, lealtà, sincerità /vecchio, stanco, a un tanto”. Roba da controllo antidoping o da perizia psichiatrica, che spiega perché Craxi tenesse quella robaccia nascosta nei cassetti: non poteva sospettare che quei geni dei figli l’avrebbero data alle stampe, contribuendo al suo definitivo sputtanamento postumo. Ora, prima che cedano a qualche settimanale la lista della spesa vergata di suo pugno, i suoi calzini usati e i fondi dei suoi caffè come le reliquie di Padre Pio, si spera in un bell’incendio doloso che incenerisca gli effetti personali rimasti. Ma, nel manicomio in cui viviamo, è improbabile che qualcuno provveda a quel gesto pietoso. Ieri, per dire, La Stampa lacrimava perché “il Pd sarà l’unico assente ad Hammamet” alle “celebrazioni” del pregiudicato latitante e così “consegna Craxi alla destra” (testuale). E l’altroieri il sindaco di Bergamo Giorgio Gori, che non sembra ma è del Pd, ha pubblicato sul Foglio una pompa funebre a Craxi. Il titolo “E adesso diamo a Craxi quel che è di Craxi” ne ricorda uno celeberrimo di Cuore su Previti: “Diamo a Cesare quel che è di Cesare: la galera”. A 16 anni, invece di pensare alle ragazze, Gori stravedeva per Craxi “innovatore coraggioso” e “fu grazie a lui che divenni – e tuttora sono – un socialista liberale”. Il terzo fratello Rosselli. Poi purtroppo nel ’92 “arrivò la bufera”, detta anche “rivoluzione dei giudici” (meglio non parlare di Tangentopoli e di tangenti) e Craxi finì “all’indice come il peggiore dei ladri” (infatti rubava). E il piccolo Gori che fece? “Vacillai”. Perbacco: “non seppi leggere la torsione della democrazia nascosta dietro lo scontro tra i poteri” (cioè i processi per le mazzette che Craxi si faceva portare sul letto o versare sui tre conti svizzeri personali Northern Holding, Constellation Financière e Arano). Ora però ha capito e vuole “restituirgli un po’ di quello che da lui ho ricevuto” (il verbo “restituire”, applicato a Craxi, è decisamente affascinante). “Se ho le idee che ho”, tipo sulla “redistribuzione della ricchezza, lo devo a Bettino”. Che purtroppo di ricchezza ne redistribuì pochina, a parte i 40 miliardi nascosti in Svizzera e redistribuiti fra il barista Raggio, la contessa Vacca, il figlio Bobo (villa a Saint Tropez), il fratello Antonio, un’amante e soprattutto sé medesimo. Insomma “Berlinguer aveva torto e Craxi aveva ragione” (Berlinguer, colpevolmente, non rubava). Che ideone “l’elezione diretta del presidente della Repubblica” (da un’idea di Licio Gelli), “la battaglia per salvare Moro” (trattando sottobanco con le Br), “quella della scala mobile” (abolita per scendere l’inflazione a spese dei lavoratori), “il no agli Usa sulla consegna dei terroristi dell’Achille Lauro a Sigonella” (con l’impunità al capo del commando Abu Abbas, mandante dell’omicidio di un ebreo paralitico, sottratto alla giustizia e spedito in omaggio a Saddam). E soprattutto “l’apertura alle tv private”: così Gori chiama pudico i due “decreti Berlusconi” per legalizzare l’illegalità delle tv Fininvest contro i sequestri dei pretori e la legge Mammì, tagliata su misura del monopolio berlusconiano e imposta da Craxi mentre B. gli sganciava 23 miliardi sui conti svizzeri di cui sopra. Ma Gori non ne parla, forse perché di quelle tv illegali fu per 17 anni dirigente e poi amministratore, con lauti stipendi pagati dal noto corruttore. Delle condanne di Craxi, invece, non s’è accorto: parla di “inchieste”, peraltro “strabiche” perché – tenetevi forte – “tutti sapevano, ma solo alcuni sono stati colpiti”, ergo Mani Pulite “fu un’operazione di giustizia politica”. Non male, come alibi: è come se un rapinatore di banche colto in flagrante pretendesse di non essere processato perché in giro è pieno di rapinatori a piede libero. Una minchiata che nessun rapinatore serio userebbe mai a sua discolpa: infatti la usa il compagno Giorgio Gori.


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Re: Genesi di un crash  

  By: Morphy on Mercoledì 15 Gennaio 2020 15:42

Ho inserito il video solo per i primi minuti in cui Rizzo sostiene che in Italia i nostri politici non possono prendere decisioni autonome su problemi importanti...
 
 

 


 Last edited by: Morphy on Mercoledì 15 Gennaio 2020 15:47, edited 1 time in total.

Re: Genesi di un crash  

  By: Morphy on Martedì 14 Gennaio 2020 01:02

 

Re: Genesi di un crash  

  By: gianlini on Lunedì 13 Gennaio 2020 21:51

ai tempi di Sala invece si inaugurano negozi come questo (i muri sono miei, attività aperta insieme a due giovani ragazzi molto volenterosi, la ragazza è la biondina con il maglione chiaro)

Re: Genesi di un crash  

  By: Morphy on Lunedì 13 Gennaio 2020 21:11

Invece io ai tempi di Craxi lavoravo molto a Milano e avevo una Alfa 164, bellissima...

 

Re: Genesi di un crash  

  By: Gano di Maganza on Lunedì 13 Gennaio 2020 20:26

Comunque ai tempi di Craxi avevo la Lancia Delta 1600...

 

 

Re: Genesi di un crash  

  By: gianlini on Lunedì 13 Gennaio 2020 16:19

Comunque in Italia mai sarebbe nata una televisione privata senza il duo Craxi Berlusconi. 

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e probabilmente a questo punto avremmo un QI di almeno 5 punti superiore, Morphy.

e forse anche più nascite....;))

 

" E forse ha ragione Gianlini a dire che non si ricorda nulla di importante fatto da Craxi"

Io non ricordo niente, ero troppo giovane. e al mio liceo (privato) si parlava solo di calcio e coppe europee (ti potrei citare almeno 50 squadre dell'ex Patto di varsavia). Sono andato su wikipedia a guardare che cosa avesse fatto.

A casa mia non si parlava praticamente mai di politica. Pensa che ho scoperto (su wikipeida) solo qualche minuto fa, che l'ing. Mazzanti, amico nonchè coetaneo di mio padre e suo collega in Montedison, uno che si sentivano una volta al mese, è stato implicato in  un grosso scandalo (ENI-Petronim).  Ai tempi nessuno me l'aveva detto. Così si cresceva nella brianza lehghista, purtroppo. 

Riprendendo il discorso di Tuco, io senz'altro col senno di poi, avrei fatto il liceo a Milano e rigorosamente pubblico. (non è che l'avessi scelto io, ovviamente, era stata mia mamma che era preoccupata che a Milano e nelle scuole pubbliche erano tutti comunisti e sindacalisti e volle il collegio dei preti dei figli di papà brianzoli per me)

 


 Last edited by: gianlini on Lunedì 13 Gennaio 2020 16:33, edited 8 times in total.

Re: Genesi di un crash  

  By: Morphy on Lunedì 13 Gennaio 2020 16:15

Comunque in Italia mai sarebbe nata una televisione privata senza il duo Craxi Berlusconi. Ci avevano tentato altri imprenditori (nati ricchi) ma senza successo. Ci fu uno scontro duro sulle norme che regolavano il settore e Berlusconi pur di rimanere in piedi in quel periodo mi sembra che arrivò addirittura a simulare la diretta (dato che era vietata) inviando a tutte le sue filiali televisive di zona delle cassette video identiche che venivano fatte partire simultaneamente.

 

E' stata una cosa importante la battaglia sulle televisioni. E poi una delle migliori cose che i politici possono fare per il proprio paese è quella di fare il meno possibile. E forse ha ragione Gianlini a dire che non si ricorda nulla di importante fatto da Craxi, e infatti l'economia volava...

 

 

Re: Genesi di un crash  

  By: gianlini on Lunedì 13 Gennaio 2020 15:50

Se sei di natura un parolaio, non serve davvero a niente laurearsi.

Anzi, più studi più rischi di rovinare l'istintiva indole a sparare cazzate.

 

Ieri Gano attribuiva a Cinghialone Craxi il merito di aver abbattuto la scala mobile. Peccato che abbia semplicemente copiato il provvedimento del collega (di partito) socialista francese Jacques Delors datato 1982.  E poi ha introdotto i tuoi amati registratori di cassa.

Altro di significativo di lui non ho trovato (tranne ovviamente l'aiuto all'amico Berlusconi).

 

 


 Last edited by: gianlini on Lunedì 13 Gennaio 2020 15:57, edited 2 times in total.

Re: Genesi di un crash  

  By: Morphy on Lunedì 13 Gennaio 2020 15:47

Oddio uno si laurea se ha intenzione di fare studi tecnico-scientifici, anche se pure in questo caso forse uno su duecento esce con competenze matematiche solide, tali da potergli garantire di lavorarci poi con quelle competenze. Questo rapporto vale anche in medicina dove la stragrande aggioranza dei medici al massimo ti fanno dire trentatre e ti danno la pillola delle industrie per cui lavorano come venditori.

Per il resto se uno deve laurearsi per studiare, filosofia, sociologia, psichiatria, è meglio che lasci perdere dedicandosi così da subito al lavoro, che può essere anche la carriera politica. Anzi nel caso uno poi decida di non laurearsi il mio consiglio è quello di fare solo la scuola dell'obbligo, meno leggi libri e meno ti instupidisci.

Re: Genesi di un crash  

  By: gianlini on Lunedì 13 Gennaio 2020 15:29

Deve portar bene per la politica fare il liceo classico e poi non laurearsi.....

 

 

Re: Genesi di un crash  

  By: Morphy on Lunedì 13 Gennaio 2020 15:06

 

Re: Genesi di un crash  

  By: Morphy on Giovedì 09 Gennaio 2020 23:37

Quando leggo Hobi di solito capisco molto poco. E quel poco che capisco (o credo di capire) mi fa paura.

 

https://www.youtube.com/watch?v=XqUwr-Nkq9g

 

Re: Genesi di un crash  

  By: XTOL on Giovedì 09 Gennaio 2020 14:18

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