Genesi di un crash

 

  By: gianlini on Giovedì 08 Novembre 2007 15:24

l'impressione è che nessuno sia in possesso di azioni, per cui non c'è mai nessuno che le vende la presenza di potenziali acquirenti infatti, pur credibile e giustificabile, avrebbe momenti di pausa, periodi di incertezza tali da renderli non attivi sul mercato invece anche stamattina si era già esaurita la fila dei venditori

 

  By: andreax66 on Giovedì 08 Novembre 2007 15:18

Non volevo dire questo Gianlini, solo che se ad inizio anno mi avessero fatto leggere le notizie di ieri, avrei detto che gli indici sarebbero stati almeno un -20% (non credo di dire un'eresia...cioè stiamo parlando di una parte del sistema finanziario mondiale che va in pappa), ed invece a parte massacri su specifici settori, abbiamo mediamente un nulla di fatto. Per stare al ribasso bisogna solo sperare su un meteorite gigante, oppure cominciare a pensare che forse ci abbiamo capito poco o ancora che semplicemente non è il momento giusto per affondare...

 

  By: gianlini on Giovedì 08 Novembre 2007 15:03

si andreax gli orsi hanno avuto le solite 3 ore di gloria..... adesso si riparte

 

  By: andreax66 on Giovedì 08 Novembre 2007 14:56

Il future nasdaq ha fatto 30 pt secchi da stamattina...

 

  By: andreax66 on Giovedì 08 Novembre 2007 14:49

Mah....gli indici sono tornati sui livelli di ieri mattina ed i future Usa sono addirittura un pò estesi in intraday, ma evevano perso di più...fine della tempesta??

quota novanta - gz  

  By: GZ on Giovedì 08 Novembre 2007 14:09

mah... i grafici delle azioni italiane danno pochi segni di vita l'euro è a 1.46$, 1.67 yen e 10.8 yuan sopravvalutato dal 30 al 50% a seconda di pareri (cioè nessuno lo vede sopravvalutato meno del 30%) questa è in pratica una politica deflattiva, simile a quella di Mussolini nel 1927 di portare la lira da 150 a 90 sulla sterlina, cioè di rivalutarla del 50% (la borsa italiana crollò mi sembra del 30-35%) --------------- ... quel tempo il cambio era di 153 Lire per una Sterlina e l'obiettivo, promosso da Mussolini durante il discorso di Pesaro del 18 agosto 1926 sembrò fin da subito azzardato. Ma dall'opera di risanamento della Lira, dipendeva l'esito delle trattative avviate con Washington per ottenere prestiti utili sia al risanamento della situazione finanziaria italiana, sia per l'accesso agli investimenti esteri di cui l'industria italiana aveva bisogno La stabilizzazione della Lira a quota 90 suscitò reazioni contrastanti negli ambienti industriali. La confindustria si era dichiarata più volte a favore di una stabilizzazione della moneta. Ma lo stesso Volpi desiderava un allineamento ad una quota più bassa (100-110 Lire per Sterlina), mentre i principali consorzi industriali, come per esempio la FIAT, avrebbero optato per una lira a quota 120, nel timore che una Lira più forte avrebbe potuto danneggiare le esportazioni. "Quota 90" viene raggiunta nella primavera del 1927, fissando il cambio lira-sterlina a 92,46 e lira-dollaro a 19 e portando la moneta nazionale all'interno del Gold Exchange Standard. Venuto meno l'ossigeno dell'inflazione selvaggia, i prestiti americani consentirono in compenso all'industria italiana di superare quella fase recessiva provocata dalla stabilizzazione monetaria. Tuttavia le conseguenze furono differenti a seconda dei vari settori. A subire i colpi più gravi della politica deflattiva furono soprattutto l'edilizia e le piccole imprese produttrici di beni di consumo. Nell'ambito della grande industria la rivalutazione della moneta non provocò una rallentamento delle tendenze espansive. In generale la manovra ottenne sanzioni drastiche per l'economia nazionale e la scarsa circolazione del denaro provocò una stagnazione della produzione con la conseguente riduzione dei salari e del potere d'acquisto dei cittadini. In più La crisi americana del 1929 peggiorò la situazione dell'economia italiana.

 

  By: hobi on Giovedì 08 Novembre 2007 13:31

Penso che se si è in grado di resistere a pressioni ribassiste dovute all'attuale clima,i migliori titoli da comprare sono i bancari italiani. Al contrario mi sembra che le utility siano sopravvalutate causa il flight to quality ,anche nelle azioni. Hobi P.S. Sono curioso di vedere i risultati che comunicherà oggi MPS

 

  By: andreax66 on Giovedì 08 Novembre 2007 12:57

Sono d'accordo su Stm e segnalerei anche Mediaset. In entrambi i titoli il peggio potrebbe essere alle spalle, anche perché tutti, ma proprio tutti sono strascarichi e basta un report di utili non così infame come ci si attendeva, che partono le corse alle ricoperture.

strano come esperimento - gz  

  By: GZ on Giovedì 08 Novembre 2007 12:57

Dal 1998 i debiti delle famiglie sono aumentati in america di circa 8.000 miliardi di dollari, da 7.000 a 13.000 miliardi e di cifre proporzionalmente maggiori in Europa (minori ovviamente in valore assoluto) Sono stati accumulati più debiti dal 1998 ad oggi di quanti ne siano stati accumulati negli ultimi 200 anni Questo è un esperimento mai fatto prima nella storia, non è mai successo dagli egiziani in poi che le famiglie si indebitassero allo stesso modo dello stato e delle imprese, è sempre stato che le famiglie risparmiavano e compensavano i debiti dello stato e delle imprese Oggi in America e buona parte d'Europa hai che lo stato è indebitato, le imprese sono indebitate e le famiglie sono indebitate e in percentuale del reddito le famiglie sono le più indebitate Il motivo per cui è strano come esperimento è che le famiglie a differenza delle imprese non hanno "asset" (capannoni, impianti, terreni, magazzini) da liquidare in caso di guai e a differenza dello stato non possono semplicemente aumentare le tasse a qualcuno

 

  By: hobi on Giovedì 08 Novembre 2007 12:47

Citibank e Merril Lynch hanno da poco cambiato Ceo. Non ci vorrà molto perchè i nuovi facciano pulizia. Se non emergeranno grosse novità il credit crunch avrà fine perchè si conoscerà lo stato dell'arte delle due istituzioni finanziarie + coinvolte nell'attuale marasma. Nel frattembo possiamo fare due considerazioni. Dei 200 miliardi( ultime stime) di dollari di perdite attese sui mutui subprime ,circa 50 miliardi sono stati spesati in questo trimestre. Inoltre il backlog dei prestiti LBO ancora sui bilanci del sistema bancario è parecchio diminuito ( di circa 100 miliardi di dollari) e le relative perdite sono state assorbite. Oltre al credit crunch c'è in ballo la possibile recessione negli USA. Qui le cose sono incerte e non mi pronuncio anche se, forse, il calo del dollaro li salverà ma al prezzo,finalmente,di una minore ricchezza del popolo americano che ha consumato troppo. Hobi

 

  By: gldm on Giovedì 08 Novembre 2007 12:33

Mi sembra che alcuni (ribadisco soltanto alcuni) dati macro americani AD OGGI non siano favorevoli ad alimentare una discesa più veloce: tutto qui. Rimane la view che l'impostazione dei mercati sia al ribasso ( il nostro future da fine maggio : massimo del 21 maggio 43905 - minimo di oggi a 38790 : quasi -12%). Vi sono sempre dei movimenti contrari ad un trend principale al ribasso o al rialzo. Certo che se uno si aspetta cadute frequenti del 2%... beh solitamente esse avvengono alla fine di un trend ribassista. Se andate a vedere storicamente le volte che l'indice perde più di 1 punto percentuale vi accorgerete che nella seduta successiva sono altissime le probabilità che l'indice chiuderà in verde. Nessuno mai potrà imporre la propria view ai mercati: sono sempre i mercati che ti sbattono sul viso la loro tendenza: i prezzi non sono mai troppo alti o troppo bassi (finchè non vengono almeno messi in dubbio da qualche configurazione tecnica). Cercare di anticipare l'entrata sul ragionamento che il prezzo è troppo alto o troppo basso è semplicemente stupido e il più delle volte letale per il portafogli: ma questo lo sanno tutti, poi però .... Concordo con il buy stagionale di fine anno, anche un po' strong e nervoso (volatilità), con molte cautele (stop loss stretti e rigidi) considerato che mi sembra chiara l' impostazione al ribasso di diversi indici dei mercati. Occhio a STM (che ora quota circa 11,56, mi sembra un buy che può dare soddisfazione: segnale su base settimanale, soprattutto con un stop stretto sotto 11,35)

 

  By: GZ on Giovedì 08 Novembre 2007 12:14

il future cinese a Hong Kong di cui parlo sempre, HHI dal massimo del 18 ottobre a 20.800 ha perso fino a 17.433 che sarebbe un -16% anche come grafico sembra un top, prego confucio per un rimbalzo sui 19.000 punti per metterlo short meglio

 

  By: GZ on Giovedì 08 Novembre 2007 12:13

 

  By: gianlini on Giovedì 08 Novembre 2007 11:49

ieri lo paragonava ad una battaglia ad accerchiamento la tattica è sicuramente corretta, ma ho l'impressione che le milizie degli orsi siano così poco numerose da dover attendere almeno un rimpinguamento delle fila per scendere in campo.....

 

  By: GZ on Giovedì 08 Novembre 2007 11:44

può darsi che mettendo fuori rumors di un imminente taglio dei tassi tutto venga rimandato di un altro mese, ma il conto alla rovescia è cominciato, siamo ora ufficialmente alla fase II quella della CONTRAZIONE DEL CREDITO il settore finanziario in America è giù del -22% dai massimi che è la % ufficiale per dire che è iniziato un mercato orso secondo vari report citati nel Financial Times le banche europee si sono mangiate con queste perdite sui mutui americani almeno un 20% del capitale e quelle americane qualcosa di più e stanno mettendo da parte riserve per le perdite su CDO, CLS e altre porcherie questo significa che lira più lira meno devono ridurre gli affidamenti e le esposizione di bilancio di un 20% circa, in america leggevi ieri della riduzione del credito al consumo nonchè immobiliare e per le piccole imprese che è in atto La fase I è iniziata a luglio e consisteva nella rivelazione di perdite per fondi e banche legate al deterioramenteo dei mutui americani ma il suo impatto pieno ancora non si sente per il fatto che molti di questi derivati non sono segnati a bilancio al prezzo di mercato, piuttosto le banche possono fare finta di niente e non segnare le perdite contando sul fatto che non sono trattati e sono difficili da calcolare come valore corrente La fase II inizia ora e consiste nella riduzione del capitale delle banche a causa delle riserve che obbligatoriamente devono mettere da parte e questo necessariamente significa la contrazione del credito nell'economia. L'impatto sul consumatore che in occidente spende grazie al credito al consumo e sulle piccole imprese comincia a sentirsi ora, guarda il settore grande distribuzione e consumo al dettaglio in america come cola a picco da Target a Nordstrom a Sears Persino in Cina gli ultimi dati indicano un calo dell'export verso gli USA e qui arriviamo alla fase III La fase III che deve ancora iniziare è lo scoppio della bolla del credito più grossa che è in Cina. Deve scoppiare per un motivo diverso, l'inflazione che sta esplodendo dopo 4 anni di boom delle materie prime e con i salari che salgono nelle città del 20%. Il partito comunista cinese blocca i siti internet dei professori ed esperti che scrivono dalla Cina come Michael Petis che è stato invitato ad insegnare a Pechino, ma quando fa commenti sull'inflazione o altro in Cina ^gli bloccano il sito in modo che nessuno lo possa vedere in Cina#http://piaohaoreport.sampasite.com/default.htm^ e lui tramite dei suoi studenti riesce a fatica a far leggere i suoi commenti in occidente. Questo perchè stanno mentendo a tutti e hanno paura di quello che succederà quando perdono il controllo IL PCC sta inflazionando il credito da anni manipolando i tassi che tengono al 3.5% con l'inflazione ufficiale al 6.5% e quelle reale probabilmente all'8 o 9% e manipolando la valuta che tengono sottovalutata del 50% minimo e hanno paura delle conseguenze perchè non possono fermarsi, devono continuare fino al giorno del crac, come del resto ha fatto l'immobiliare americano