Genesi di un crash

Re: Genesi di un crash  

  By: Gano di Maganza on Mercoledì 04 Dicembre 2019 14:13

Mi spiego. 

 

Quando sei in un'area di moneta unica senza banche centrali nazionali ti trovi di fatto all'interno di un gold standard (grazie Tuco). A questo devi aggiungere che quest'area è anche un'area di libero mercato, cioè un'area dove merci e capitali possono circolare liberamente e senza dazii.

 

A questo punto per procurarti i soldi per la crescita hai due alternative: o li prendi dal saldo commerciale (positivo) (per l'esattezza dalla posizione patrimoniale netta, che per la Francia è negativa e per la Germania è positiva) o li prendi a debito. Di qui non si scappa. Non li puoi stampare, né puoi svalutare, né mettere dazii all'interno dell'area di libero scambio per rovesciare la tua posizione commerciale.

 

Ma mentre non c'è un limite superiore alla dimensione del tuo saldo commerciale (o della tua posizione patrimoniale netta), esiste ovviamente un limite superiore al debito che puoi contrarre, specialmente in mancanza di una banca centrale che funga da prestatore di ultima istanza (Giappone).

 

Quando i paesi come la Francia arriveranno a questo limite superiore l'Euro salterà per aria.

 

PS. Ho usato Francia e Germania e non Italia perché altrimenti non se ne cavano le gambe. Conosco fin troppo bene i miei polli. Si comincia a parlare (recriminare?) di Salvini, Berlusconi, Monti, Andreotti... e indietro, passando per Benito Mussolini e il Re d'Italia, fino a Mario e Silla. :)

 

 


 Last edited by: Gano di Maganza on Mercoledì 04 Dicembre 2019 14:17, edited 1 time in total.

Re: Genesi di un crash  

  By: Morphy on Mercoledì 04 Dicembre 2019 14:02

Gano: "Quanto potranno andare avanti nell'Euro i paesi come la Francia? "

 

Non molto credo. Dal 2008 le economie europee si sono inchiodate. L'unica che si salva è la Germania che ha fatto faville rispetto al resto d'Europa ma non certo rispetto al resto del mondo (tutti i pil europei dal 2008 non crescono o fanno finta di crescere). Tant'è che il centro del mondo ora è il Pacifico. L'Europa rimane un grosso mercato di buoni consumatori, ma c'è davvero da chiedersi, e non solo per la Francia, quanto questo possa durare...

 

https://www.google.it/publicdata/explore?ds=d5bncppjof8f9_&met_y=ny_gdp_mktp_cd&idim=country:ITA:ESP:DEU&hl=it&dl=it#!ctype=l&strail=false&bcs=d&nselm=h&met_y=ny_gdp_mktp_cd&scale_y=lin&ind_y=false&rdim=region&ifdim=region&tstart=597193200000&tend=1512342000000&hl=it&dl=it&ind=false

 

Re: Genesi di un crash  

  By: antitrader on Mercoledì 04 Dicembre 2019 14:00

Camerata Muschio,

te necessiti si un reset totale della crapa, reset hardware (quello che azzera proprio tutto),

Il ministero del tesoro fissava i tassi al 20/21%? Ma te sei fuori come un balcone (e in

balia dei cazzari).

Ti ricordo che fummo costretti a chiedere 20.000 miliardi di prestiti alla Germania, e alcune

centiania anche al FMI, quest'ultimo prestito (seppur piccolo) fu fatto al solo scopo di

far cagare addosso la cialtrneria.

P.S. ti do un consiglio di vita, quando incroci un individuo che, su una materia ne sa 100

volte piu' di te (ed ha ben altri strumenti), non ti mettere a fare il pirla, ma ascolta in religioso

silenzio, magari (forse) impari qualcosa.

 

 

Re: Genesi di un crash  

  By: antitrader on Mercoledì 04 Dicembre 2019 13:52

Camerata Muschio,

andare a ripetizione, non dico di matematica che e' una cosa seria non alla tua portata, ma di

aritmetica elementare no eh?

Le proporzioni sono implicite nel concetto di percentuale, se aumenti il debito di 30 punti percentiali

la proporzione e' rispettata in maniera implicita.

E che cazzzz! Manco l'ABC, solo le stornzate che ti hanno messo nella crapa (bacata) B&B.

 

 

Re: Genesi di un crash  

  By: Gano di Maganza on Mercoledì 04 Dicembre 2019 13:51

'n hai capito. Nell' Eurozona esistono paesi come la Francia  che con una valuta (l'euro) troppo forte  per la loro economia non riescono ad avere un saldo commerciale positivo e crescono a debito, e altri paesi come la Germania che con una valuta (l'euro) troppo debole per la loro economia hanno un saldo commerciale fortemente positivo e crescono a credito.

 

Quanto potranno andare avanti nell'Euro i paesi come la Francia? 


 Last edited by: Gano di Maganza on Mercoledì 04 Dicembre 2019 13:52, edited 2 times in total.

Re: Genesi di un crash  

  By: muschio on Mercoledì 04 Dicembre 2019 13:48

Negli anni '70 i tassi di interesse erano decisi dal Mnistero del Tesoro!

Fatelo tacere per cortesia!!!!

Re: Genesi di un crash  

  By: muschio on Mercoledì 04 Dicembre 2019 13:46

Se il cane di Mustafà fosse veramente un ingegnere, io passo a ritirare il Nobel per la Fisica.

Roba da pazzi!

Re: Genesi di un crash  

  By: antitrader on Mercoledì 04 Dicembre 2019 13:44

Poi bisogna fare una considerazione sulla faccenda degli interessi, anche qui si fa una confusione

pazzesca. Intanto non e' vero che vanno all'estero, il saldo tra interessi su asset finanziari (italiani

ed esteri) incassati  e quelli pagati e' positivo e questo perche' l'italia e' un paese ad alto

risparmio (siamo pieni di dane' a danno dello stato).

E adesso la domanda delle cento pistole: come mai quando,alla fine degli anni 70, il costo degli

interessi che arrivo' al 15% del pil non era un problema mentre adesso pagare il 3 sembra un

disastro epocale?

Negli anni 70/inizi 80 gli interessi venivano tutti instascati dai cittadini, i fondi in Italia manco c'erano,

per cui andavi al banco di Napoli, pagavi i BOT a 80 e, dopo un anno, incassavi 100 puliti. Questo

finanzio' il boom immobilare degli anni 70.

Adesso invece cosa succede? Vanno tutti nei fondi i quali usano gli interessi sui BTP per

compensare perdite sul altre ciofeghe che si comprano (come ben noto in borsa nessuno

sa un cazzzz!) per cui, alla fine, il risparmiatore, quando va bene, piglia 3 cocomeri e un

peperone.

E negli anni in cui va particolarmente bene? In quel caso si fottono tutto i palloni gonfiati

del fondo (le chiamno fee) e al sottoscrittore rimangono 4 dita negli occhi (invece che 2).

Questo e' il vero problema degli interessi, lo stato li paga ma nessuno li piglia, in parte

vanno persi nei mercati e in parte abbubbati dal sistema finanziario mediante le commissioni

piu' bizzarre.

 

 

 

Re: Genesi di un crash  

  By: muschio on Mercoledì 04 Dicembre 2019 13:43

Morphy, ti assicuro che i francesi rubano quanto in italia: la differenza è che i loro amministratori sono veramente capaci ed agguerriti (diciamo: motivati, sostenuti).

PS: ciò detto e ricordato soprattutto per quei cretini che gridano: onestà!

Re: Genesi di un crash  

  By: muschio on Mercoledì 04 Dicembre 2019 13:40

"Basta prendere i numeri per verificare che dal 2007 al 2018 l'aumento del debito e' stato lo stesso in Italia e in Francia, noi siamo passati dal 100 al 135 e la Francia dal 70 al 100."

Ma stai zitto ch nemmeno le proporzioni sai fare!

Re: Genesi di un crash  

  By: Gano di Maganza on Mercoledì 04 Dicembre 2019 13:38

Verissimo che noi nell'ultimo decennio non abbiamo potuto fare lo stesso debito della Francia perché avevamo molto più debito pregresso, e infatti siamo cresciuti di meno quei famosi 500 miliardi. Per altro la Francia continua ad avere un rate di crescita del debito maggiore del nostro. Ma in ogni caso non vedo cosa questo cambi ai fini del discorso.

 

Se tu avessi letto con attenzione, se non il post mio almeno quello di Zibordi, avresti visto che nell'Eurozona, zona di libero mercato a moneta unica, vi sono paesi che crescono facendo debito (la Francia) ed altri invece diminuendo il debito (la Germania). 

 

La domanda era: fino a quando paesi come la Francia potranno andare avanti nell'Euro? Secondo me non per molto. 

 

 


 Last edited by: Gano di Maganza on Mercoledì 04 Dicembre 2019 13:44, edited 3 times in total.

Re: Genesi di un crash  

  By: Morphy on Mercoledì 04 Dicembre 2019 13:32

E' vero. E' il settore pubblico che ha sbragato i nostri conti. A casa mia passa periodicamente un infermiere per le cure domiciliari di mia mamma e un pò alla volta, racconta tu che racconto io, sono venuto a sapere come girano le cose attorno alla sanità. Lui è un dipendente di una cooperativa il cui titolare so chi è (un politico con il pelo sullo stomaco, un trafficone, un'imbroglione). Mi ha spiegato le condizioni di lavoro, le regole, le procedure. Non c'è nulla che sia in funzione dell'ammalato e del personale che lavora in prima linea e che spesso se lavora bene lo fa per spirito di carità verso ammalati gravi (tant'è che io mi sento in obbligo di riconoscergli periodicamente "una mancia", (e qui sento già willys che mi accusa di evasione fiscale e di antipatriottismo)).

 

Il settore pubblico è un covo di imbroglioni, e di traffici fatti ai confini della legalità. E' uno schifo a cui NESSUNO metterà mai mano. E' per quello che io tifo per l'impossibile uscita dal'euro.


 Last edited by: Morphy on Mercoledì 04 Dicembre 2019 13:33, edited 1 time in total.

Re: Genesi di un crash  

  By: antitrader on Mercoledì 04 Dicembre 2019 13:10

Quando si parla del futuro si puo' farlo con la panza, quando si parla del passato no, la panza e' fuori

gioco superata dai fatti e dai numeri veri.

La storia della Francia che ha superato la crisi facendo debiti e n vece l'Italia non li ha fatti (i debiti),

e' una delle tante strozate propagandate dai vari e noti giornali di destra e sovranisti, con l'aggiunta

dei soliti siti rettiliani (ma quelli li prendono sul serio solo i piu' somari di tutti).

Basta prendere i numeri per verificare che dal 2007 al 2018 l'aumento del debito e' stato lo stesso in Italia

e in Francia, noi siamo passati dal 100 al 135 e la Francia dal 70 al 100.

Ma allora perche' la Francia ci ha lasciati indietro di altri 500 miliardi di pil? Per un motivo molto semplice,

Perche' noi avevamo sul groppone il debito dell'era andreottiana-caxiana (anni 80 come si vede dal grafico),

ma, ancora di piu', perche' fare debiti significa gonfiare il settore pubblico, mentre pero' il settore pubblico

francese e' ben gestito (e' addirittura il 53% del pil!),  quello italiano (che e' "solo" il 48%) e' infestato da

estrema corruzione e sconfinate ruberie, questo si ripercuote anche sul settore privato, quando a un'azienda

basta prendere una commessa pubblica per scialacquare chi glielo fa fare a ben gestirsi?

Il danno maggiore fatto da B&B e' l'aver messo dentro la crapa di milioni si somari che le ruberie son solo

aria fresca.

 

 

 

Re: Genesi di un crash  

  By: Gano di Maganza on Mercoledì 04 Dicembre 2019 12:22

Su un punto (uno solo) sono d'accordo con Antitrader, che ha detto una cosa fondamentalmente giusta: "Peccato che la BCE non possa comprare titoli di una sola nazione". È proprio questo il problema, il MES assolve a un compito che dovrebbe invece essere assolto dalle banche centrali.

 

Infatti il MES non copre l'area Unione Europea, ma solo l'area Euro, laddove cioè non esistono più banche centrali. 

 

Come diceva Tuco siamo in un certo senso in un "dollar standard" col problema che abbiamo libero scambio senza però fiscalità unificate tra i paesi fra i quali vige il libero scambio. Mi spiego, ci sono paesi ricchi e produttivi come la Germania e poveri ed arretrati come la Grecia, e non c'è passaggio di ricchezza dai paesi ricchi a quelli poveri. Anzi in realtà avviene il contrario, la Germania vende liberamente le sue Audi ai greci (e ai francesi) che pagano con una valuta che per loro è molto forte (l'Euro) e si impoveriscono ulteriormente. La cosa non può funzionare nel lungo tempo.

 

Non sono invece d'accordo sul resto che ha scritto (anche depurandolo degli immancabili sbrodolamenti politici su Salvini e i sovranisti), in modo particolare sui "10 anni di pezze al culo". Sono frasi ad effetto che però lasciano il tempo che trovano. Infatti un'uscita unilaterale dell'Italia è impossibile.

 

Guardate che il post di Zibordi è importante, e dice molte delle stesse cose che dico io ta tempo, soprattutto che i 500 miliardi di crescita di PIL della Francia sono una crescita fatta a debito, a differenza per es. di quella molto più sana della Germania. Dal 2007 ad oggi la Francia ha aumentato il suo debito del 50% (noi del 30%, dal 100% al 130% del PIL) lì sono i 500 miliardi di differenza). La Germania invece nello stesso tempo ha diminuito il suo debito, pur crescendo con lo stesso ritmo. Questa differenza è fondamentale ed è un punto importante che dovete capire se volete avere un'idea di quello che sta succedendo intorno a voi e io continuerò a martellarvici anche in futuro. Fra l'altro mi sembra che non abbiate capito nemmeno il post di ZIbordi, che vi costringerei a rileggere almeno 5 volte. 

 

La domanda da porsi quindi è: per quanto tempo un paese come la Francia può crescere a debito? Non all'infinito. Si arriverà alla fine alla resa dei conti e la Francia è la Francia, con tutto il suo peso politico (e militare), non è la Grecia. Lì potrebbe suonare la fine dell'Euro o comunque cambiamenti molto importanti nella struttura dell'Eurozona.

 

Dicevo che ritengo impossibile un'uscita unilaterale dell'Italia dall'Euro, ma se per pura ipotesi questa avvenisse l'Euro stesso finirebbe dopo tre giorni e noi andremmo sicuramente a stare meglio. 

 

 

 

 


 Last edited by: Gano di Maganza on Mercoledì 04 Dicembre 2019 13:29, edited 9 times in total.

Re: Genesi di un crash  

  By: Tuco on Mercoledì 04 Dicembre 2019 12:19

RITRATTI

DELLE COSE DELL’ALAMAGNA

N.MACHIAVELLI

 

(...)

Perchè li popoli in privato sieno ricchi, la ragione è questa, [p. 150 modifica]che vivono come poveri; non edificano, non vestono, e non hanno masseri­zie in casa. Basta loro lo abbondare di pane, di carne, ed avere una stufa, dove rifuggire il freddo: e chi non ha dell’altre cose fa senza esse, e non le cerca. Spendonsi in dosso duoi forini in dieci anni, ed ognuno vive secondo il grado suo a questa proporzione, e nissuno fa conto di quello gli manca, ma di quello che ha di necessità, e le loro necessitadi sono assai minori che le nostre. E per questi loro costumi ne risulta, che non escono danari del paese loro, sendo contenti a quello che il loro paese produce, e nel loro paese sempre entrano, e sono portati danari da chi vuole delle loro robe lavorate manualmente, di che quasi condi­scono tutta Italia. Ed è tanto maggiore il guadagno che fanno, quanto il forte che perviene loro nelle mani è delle fatture e opere di mano, con poco capitale loro d’altre robe. E così si godono questa loro rozza vita e libertà; e per questa causa non vogliano ire alla guerra, se non soprappagati; e questo anche non basterebbe loro, se non fussino comandati dalle loro comunitadi. E però bisogna ad un Imperatore molto più danari che ad un altro principe, perchè quanto meglio stanno gli uomini, peggio volentieri escono alla guerra.

(...)

 

Non è cambiato molto da allora...

Per chi fosse interessato, questo è il testo completo:

 

RITRATTI

DELLE COSE DELL’ALAMAGNA

COMPOSTI PER

NICCOLÒ MACHIAVELLI


DElla potenzia dell’Alamagna alcuno non debbe dubitare, perchè abbonda di uomini, di ricchezze e di armi. E quanto alle ricchezze, non vi è comunità che non abbia avanzo di danari in pubblico: e dice cia­scuno che Argentina sola ha parecchi milioni di fiorini. E questo nasce perchè quelle non hanno spese che tragghino loro più danari di mano che quelle fanno in tenere vive le munizioni; nelle quali, avendo speso un tratto, nel rinfrescarle spendono poco, e hanno in questo uno ordine bellissimo, perchè hanno sempre in pubblico da mangiare, bere, e ardere per uno anno; e così da lavorare le industrie loro per potere in una ossidione pascere la plebe e quelli che vivono delle braccia, per uno anno intero sanza perdita. In soldati non spendono, perchè tengono uomini loro armati e esercitati; e li giorni delle feste, in cambio di giuochi, chi si esercita collo scoppietto, chi colla picca, e chi con una arme, e chi con una altra, giocando tra loro onori, e simili cose. I quali tra loro poi si godono in salari, e in altre cose spendono poco. Talmente che ogni comunità si trova in pubblico ricca.

Perchè li popoli in privato sieno ricchi, la ragione è questa, [p. 150 modifica]che vivono come poveri; non edificano, non vestono, e non hanno masseri­zie in casa. Basta loro lo abbondare di pane, di carne, ed avere una stufa, dove rifuggire il freddo: e chi non ha dell’altre cose fa senza esse, e non le cerca. Spendonsi in dosso duoi forini in dieci anni, ed ognuno vive secondo il grado suo a questa proporzione, e nissuno fa conto di quello gli manca, ma di quello che ha di necessità, e le loro necessitadi sono assai minori che le nostre. E per questi loro costumi ne risulta, che non escono danari del paese loro, sendo contenti a quello che il loro paese produce, e nel loro paese sempre entrano, e sono portati danari da chi vuole delle loro robe lavorate manualmente, di che quasi condi­scono tutta Italia. Ed è tanto maggiore il guadagno che fanno, quanto il forte che perviene loro nelle mani è delle fatture e opere di mano, con poco capitale loro d’altre robe. E così si godono questa loro rozza vita e libertà; e per questa causa non vogliano ire alla guerra, se non soprappagati; e questo anche non basterebbe loro, se non fussino comandati dalle loro comunitadi. E però bisogna ad un Imperatore molto più danari che ad un altro principe, perchè quanto meglio stanno gli uomini, peggio volentieri escono alla guerra.

Resta ora che le comunitadi si unischino con li principi a favorire le imprese dell’Imperatore, o che loro medesime lo vogliano fare, che basterebbeno. Ma nè l’una, nè l’altra vorrebbe la grandeza dell’Imperatore, perchè qualunque volta in proprietà lui avesse stati, o fusse potente, domerebbe ed abbasserebbe i principi, e gli ridurrebbe ad una ubbidienza di sorte, da potersene valere a posta sua, e non quando pare a loro; come fa oggidì il Re di Francia, e come fecie già il Re Luigi, il quale con le armi, ed ammazzarne, qualcuno, gli ridusse a quella ubbidienza che ancora oggi si vede. Il medesimo interverrebbe alle comunitadi, perchè le vorrebbe ridurre in modo, [p. 151 modifica]che le potesse maneggiare a suo modo, e che avesse da loro quello che chiedesse e non quello che pare a loro. Ma s’intende la cagione della disunione tra le comunitadi, e gli principi essere i molti umori contrarj, che sono in quella provincia, che venendo a due disunioni generali, dicono che i Svizzeri sono nimicati da tutta l’Alamagna, e li principi dall’Imperatore. E pare forse cosa strana a dire, che gli Svizzeri e le comunitadi sieno nimiche, tendendo ciascuno ad un medesimo segno di salvare la libertà, e guardarsi dai principi. Ma questa loro disunione nasce, perchè gli Svizzeri non solamente sono nimici alli principi, come le comunitadi, ma eziandio fono nimici alli gentiluomini, perchè nel paese loro non è dell’una specie nè dell’altra, e godonsi senza distinzione alcuna d’uomini, fuori di quelli che seggono nelli magistrati, una libera libertà. Questo esempio degli Svizzeri fa paura alli gentiluomini, che sono rimasti nelle comunitadi, e tutta l’industria de’ detti gentiluomini è in tenerle disunite, e poco amiche loro. Sono ancora nimici de’ Svizzeri tutti quelli uomini delle comunitadi, che attendono alla guerra, mossi da una invidia naturale, parendo loro d’essere meno stimati di quelli; in modochè non se ne può raccozzare in un campo sì poco, nè sì gran numero, che non si azzuffino.

Quanto alla nimicizia delli principi con le comunitadi e con gli Svizzeri, non bisogna ragionare altrimenti, fendo cosa nota, e così di quella fra l’Imperatore e detti principi. Ed avete ad intendere, che avendo l’Imperatore il pricipal suo odio contro ai pricipi, e non potendo per se medesimo abbassarli, ha usato i favori delle comunitadi; e per questa medesima cagione da un tempo in quà ha intrattenuti i Svizzeri, con li quali pareva già esser venuto in qualche confidanza. Tanto che considerato tutte queste disunioni in comune, ed aggiuntovi poi quelle, che fono tra l’un principe e l’altro, e l’una comunità [p. 152 modifica]e l’altra, fanno difficile questa unione dello Impero, di che uno Imperadore avrebbe bisogno. E benchè chi fa le imprese della Magna gagliarde et riuscibili, pensi che non è nella Magna alcuno principe che potesse o ardisse opporsi alli disegni di uno Imperadore, come hanno usato di fare da qualche tempo indietro, tuttavolta non pensare, che a uno Imperadore è assai impedimento non essere da’ principi aiutato ne’ suoi disegni: perchè chi non ardisce farli guerra, ardisce negarli aiuti; e chi non ardisce negargliene, ha ardire, promissi che li ha, non li osservare; e chi non ardisce ancora questo, ardisce differire tanto le promesse, che non sono in tempo che se ne vaglia; e tutte queste cose impediscono et perturbano li disegni. E si conosce così essere la verità, quando lo Imperadore la prima volta volle passare, contro alla volontà de’ Veneziani e Francesi in Italia, che li fu promesso dalle comunitadi della Magna nella dieta tenuta in quel tempo a Gostanza sedici mila persone, tre mila cavalli, e non se ne essere mai potute mettere insieme tante che agiugnessino a cinque mila; e questo perchè quando quegli d’una comunità arrivavano, quelli d’un’altra si partivano per avere finito, e qualcuna dava in cambio danari: i quali, per pigliare luogo facilmente, e per questa e per l’altre ragioni, le genti non si raccozzavano e l’impresa andò male.

La potenza della Magna si tiene certo esser più assai nelle comunitadi, che nelli principi, perchè li principi sono di due ragioni, temporali o spirituali. Li temporali sono quasi ridotti ad una grande debilità, parte per loro medesimi (sendo ogni principato diviso in più principi, per la divisione equale delle eredità ch’egli osservano), parte per averli abassati l’Imperadore con il favore delle comunitadi, come è detto: talmente che sono inutili amici. Sonvi ancora li principi Ecclesiastici, i quali se le divisioni ereditarie non gli hanno annichilati, gli ha ridotti al basso l’ambizione delle comunitadi loro, ed il [p. 153 modifica]favore dell’Imperatore, in modo che gli Arcivescovi Elettori, ed altri simili non possono niente nelle comunitadi grosse proprie. Di che ne è nato, che loro nè intra le loro terre, sendo divise insieme, non possano favorire le imprese dell’Imperatore quando bene volessino. Ma vegnamo alle comunitadi franche et Imperiali, che sono il nervo di quella provincia, dove sono danari, e l’ordine. Costoro per molte cagioni sono per essere fredde nella loro libertà, non che di acquistare imperio; e quello che non desiderano per loro, non si curano che altri lo abbia. Dipoi, per essere tante, e ciascuna fare capo da per sè, le loro provisioni, quando le vogliono fare, sono tarde, e non di quella utilità che si richiederebbe. E in esempio ci è questo, che non molti anni sono gli Svizzeri assaltarono lo stato di Massimiliano e la Svevia. Convenne sua maestà con queste comunitadi per reprimerli, e loro si obbligarono tenere in campo xiv. mila persone, e mai vi se ne accostò la metà; perchè, quando quelli di una comunitadi venivano, li altri se ne andavano. In modo che l’Imperadore, disperato di quella impresa, fece accordo con li Svizzeri e lasciò loro Basilea. Ora se nelle imprese proprie gli hanno usato termini simili, pensate quello farieno nelle imprese d’altri. Donde messe queste cose tutte insieme, fanno questa loro potenza tornare piccola, e poco utile all’Imperadore. E li Veneziani per il commercio ch’egli hanno colli mercanti delle comunità della Magna, in ogni cosa ch’egli hanno avuto a fare o trattare con l’Imperadore, l’hanno intesa meglio che nessuno altro, e sempre sono stati in sull'onorevole. Perchè s'egli avessino temuto questa potenza, avrieno preso qualche sesto o per via di danari o col cedere qualche terra, e quando egli avessino creduto che questa potenza si potesse unire, non se li sarieno opposti. Ma sapendo questa impossibilità, sono stati sì gagliardi, sperando nelle occasioni. E però se si vede che in una città le cose che appartengono a molti sono stracurate, tanto più debbe [p. 154 modifica]intervenire in una provincia. Dipoi sanno le comunitadi che lo acquisto che si facesse in Italia o altrove, sarebbe per li principi, e non per loro, potendoseli godere personal­mente, il che non può fare una comunità. E dove il premio abbia ad essere inequale, li uomini malvolentieri equalmente spendono. E però la potenza è grande, ma in modo da non se ne valere. E se chi ne teme discorressi le sopraddette cose, e li effetti che ha fatti questa potenza da molti anni in quà, vedria quanto fondamento vi si potesse fare suso.

Le gente d’arme Tedesche sono assai ben montate di cavalli, ma pesanti, ed altresì sono molto bene armate in quella parte che usano armare. Ma è da notare che in un fatto d’arme contro ad Italiani o Francesi non farieno prova: non per la qualità degli uomini, ma perchè non usano a’ cavalli armadura di alcuna sorte, e le selle piccole, deboli e senza arcioni, in modo ch’ogni piccolo urto li caccia a terra. Ecci un’altra cosa che li fa più deboli: cioè che dal corpo ingiuso, cioè coscie e gambe, non armano punto; in modo che non potendo reggere al primo urto, in che consiste la importanza delle genti e del fatto d’arme, non possono anche poi reggere con l’arme corta, perchè possono essere offesi loro e li cavalli nelli detti luoghi disarmati, ed è in potestà d’ogni pedone con la picca trarli da cavallo, o sbudelarlo loro, e poi, nello agitarsi i cavalli per la gravezza loro male reggono.

Le fanterie sono buonissime, ed uomini di bella statura, al contrario delli Svizzeri, che sono piccoli, e non puliti, nè belli personaggi; ma non si armano, o pochi, con altro che colla picca, o daga per essere più destri, espediti e leggieri. Ed usano dire, che fanno così per non avere altro nimico che le artiglierie, dalle quali un petto, o corsaletto, o gorzarino non gli difenderia. Delle altre armi non temono, perchè dicono tenere tale ordine, che non è possibile entrare fra loro, nè accostarseli quanto è la picca lunga. Sono [p. 155 modifica]ottime genti in campagna a far giornata, ma per espugnare terre non vagliono, e poco nel difenderle; ed universalmente dove non possano tenere l’ordine loro della milizia, non vagliono. Di che si è vista la isperienza, poichè hanno avuto a praticare Italiani, e massime dove hanno avuto ad espugnar terre, come fu Padova, ed altri luoghi, in che hanno fatto cattiva prova; e per l’opposito dove si sono trovati in cam­pagna, l’hanno fatto buona. In modo che se nella giornata di Ravenna tra li Francesi e gli Spagnuoli, i Francesi non avessino avuto i Lanzichinec, avrieno perso la giornata; perchè, in mentre che l’una gente d’arme coll’altra erano alle mani, gli Spagnuoli avevano di già rotte le fanterie Francesi e Guascone, e se gli Alemanni colla ordi­nanza loro non le soccorrevano, vi erano tutte morte e prese. E così si vide che ultimamente, quando il Cattolico Ee ruppe guerra a Fran­cia in Ghienna, che le gente Spagnuole temevano più di una banda di Alamanni che aveva il Re di dieci mila, che di tutto il resto delle fanterie, e fuggivano le occasioni del venire seco alle mani.


 Last edited by: Tuco on Mercoledì 04 Dicembre 2019 12:21, edited 1 time in total.