Genesi di un crash

Re: Genesi di un crash  

  By: antitrader on Domenica 15 Marzo 2020 19:16

Bisogna capire il motivo del'altissima mortalita' in Italia, basta con la balla "perche'

siamo piu' vecchi". Quando hai una mortalila' 10/20 volte superiore alla concorrenza

cosa c'entra l'eta'?

O da noi c'e' un virus diverso opure in ospedale ci arrivano solo quelli gia' mezzi morti.

Non vedo altre possibilita'.

 

Re: Genesi di un crash  

  By: Gano di Maganza on Domenica 15 Marzo 2020 18:53

Ne ero certo Tuco.

 

Ma che palle con questa storia.

 

 

Re: Genesi di un crash  

  By: antitrader on Domenica 15 Marzo 2020 18:52

Re: Genesi di un crash  

  By: Tuco on Domenica 15 Marzo 2020 18:44

Re: Genesi di un crash  

  By: Morphy on Domenica 15 Marzo 2020 18:41

Si è già detto tutto e di più. Io mi limito ad aggiornare questa tabella. Tanto il governo Casalino è imbalsamato e non riesce a fare nulla di tangibile. Figuriamoci fanno i bandi di appalto per mascherine e respiratori, roba che non trovi manco a pagarla a peso d'oro. Alla fine, in maniera inconsapevole, faremo come gli inglesi, solo che per loro è stata una scelta strategica per noi un evento sopra le nostre possibilità d'azione...

 


 Last edited by: Morphy on Domenica 15 Marzo 2020 18:42, edited 1 time in total.

Re: Genesi di un crash  

  By: Gano di Maganza on Domenica 15 Marzo 2020 18:24

Un so voi, ma io mi son belle e rotto i coglioni.

 

 

Re: Genesi di un crash  

  By: Morphy on Domenica 15 Marzo 2020 18:14

 

Re: Genesi di un crash  

  By: Tuco on Domenica 15 Marzo 2020 17:34

Il modello inglese è semplicemente più brutale, per risolvere rapidamente la faccenda, ma nella realtà non credo potrà essere implementato come Boris pensa.

Pure il modelle Italiano, coreano, cinese, prevede l’apri e chiudi, per far defluire, regolare, l’onda dei contagiati.

Chi scrive codesto articolo dimostra solo la propria ignoranza di epidemiologia.

Re: Genesi di un crash  

  By: Morphy on Domenica 15 Marzo 2020 17:31

https://pagellapolitica.it/blog/show/627/i-tagli-alla-sanit%C3%A0-ci-sono-stati-oppure-no

 

Re: Genesi di un crash  

  By: Resilienza on Domenica 15 Marzo 2020 17:29

La vita a volte mette di fronte a scelte terribili, lo scenario di reparti ospedalieri costretti a scegliere chi intubare e chi no è terribile.

Ma c'è una cosa a mio giudizio ancor piu terribile, perchè a monte stava un governo che la doveva prendere prima di costringere tutti gli altri ad arrivarci.

Ed era scegliere terribilmente il minore dei mali..,, lasciare morire coloro non piu in grado di respirare autonomamente ma salvaguardare economia e futuro..o cercare di tutelare i malati bloccando l'intero paese.?

E' stato scelto il secondo caso, i numeri dicono (se lasciamo parlare quelli relativi ai decessi) che in condizioni economiche come quelle pari allo scorso anno circa 4000 persone si sono tolte la vita.Certo non tutte le motivazioni potrebbero essere legate alla crisi,ma anche il numero dei morti di cui riceviamo continui aggiornamenti sui media sono strettamente legate al covid19 a causa di patologie pregresse.

Con l'aggravante che la crisi economica a seguito di questo blocco facilmente causerà aumento esponenziale dei suicidi, senza calcolare le ripercussioni sullo stile di vita della popolazione già ai limiti del sostenibile.

Una tabula rasa ben peggiore di qualsiasi infezione covid19 

Ma,chissà,forse di quella correranno ad occuparsene tutti quei carri armati americani che hanno circolato per le strade riempiendole al posto di chi è rimasto arrestato a domicilio.

Gran somaro e BABBEO di COBRAF.COM

Re: Genesi di un crash  

  By: XTOL on Domenica 15 Marzo 2020 16:38

interessante, copio e incollo:

 

Stiamo descrivendo l’approccio inglese alla Covid-19 come “non fare nulla e lasciarla passare come un influenza”. Ecco, manco per niente. Si tratta di una strategia complessa, tremendamente sofisticata, ai limiti dell’azzardo, forse quella che mostra più consapevolezza della complessità dei fattori in gioco. Tutto il contrario di “non fare nulla”, anzi richiederà un controllo della situazione che finora probabilmente non ha ancora sperimentato nessuno.

Quando c’è un onda di piena lungo un fiume, il muro va costruito lungo gli argini, in modo che la piena scorra via non facendo danni, e non di traverso sul fiume, per trattenere l’acqua di là. E se si costruisce un muro di traverso, ovvero una diga, è necessario aprire e chiudere le chiuse nel momento giusto, per consentire all’acqua di defluire nel momento in cui gli argini sono in grado di contenerla. Ecco, il sistema inglese è un complesso sistema di argini, dighe e chiuse che si propone di far defluire Covid-19, in quanto non è possibile arrestarlo una volta per tutte con uno sbarramento.

L’ambizione è quella di mantenere il numero dei ricoverati in equilibrio con quello dei dimessi, al di sotto dei limiti del sistema sanitario nazionale, e allo stesso tempo fare in modo che il maggior numero possibile di soggetti non a rischio si infetti, in modo che progressivamente il numero degli immunizzati superi quello dei suscettibili. Le “chiuse” da aprire e chiudere per regolare questo ambizioso sistema idraulico sono le scuole. Le scuole potranno essere aperte o chiuse, così come potranno essere previste misure più o meno restrittive di contenimento sociale, nei momenti in cui si vorrà rallentare il contagio e quindi abbassare la pressione sugli ospedali.

Non spetta a me giudicare se sia un buon sistema, naturalmente. Ci sono diverse scommesse che potrebbero non funzionare. I guariti sono davvero immuni? Sembra, ma ci sono ancora alcuni dubbi al riguardo. E la reazione sociale sarà ordinata, o ci saranno momenti di panico complicati da gestire, che imporranno cambi di strategia? Sono tutte domande che valgono però anche per noi. E per noi ce ne è anche un’altra: cosa succederà quando usciremo di nuovo di casa, ovvero quando riapriremo la diga? Non è da escludere che il modello inglese, se funzionasse, possa diventare il “nostro” modello in seguito, quando il lockdown avrà allentato sufficientemente la pressione (si spera presto) sugli ospedali del Nord.

Re: Genesi di un crash  

  By: shera on Domenica 15 Marzo 2020 16:36

Siori, siori è tutto sotto controllo...  in una democrazie il governo era già dimissionario...

https://www.youtube.com/watch?&v=p3IlVzMVuTE

 

 

"Attenti a giocare al ribasso a questi prezzi. La situazione dei virus si va stabilizzando." 04/03/2020 Antitrader

Re: Genesi di un crash  

  By: fultra on Domenica 15 Marzo 2020 09:49

C'è' un napoletano in giro che soffre di doppia spersonalizzazione al quadrato.Napoletano-milanese al quadrato ,per cui si gira in milanese-napoletano.  Non sa bene dove collocarsi ,perché da un lato usa  il cuore ma dall'altro la razionalità ,per cui vive eternamente in altalena. Caso curioso da studiare ,anche se piuttosto raro.Il consiglio sarebbe di segarsi uno dei due rami su cui sta appollaiato a fare il veggente, si dimezzerebbero le castronerie.


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Re: Genesi di un crash  

  By: XTOL on Domenica 15 Marzo 2020 07:29

unica soluzione: secessione a go-go

Re: Genesi di un crash  

  By: antitrader on Domenica 15 Marzo 2020 00:26

Questi confidano in san Gennaro.

Ma rob de matt!


Le scene che arrivano oggi da diverse zone di Napoli lasciano a bocca aperta, ci si chiede come sia possibile che proclami, appelli, e nemmeno la “minaccia” delle conseguenze penali siano servite. Lungo il vico Tiratoio, ai Quartieri Spagnoli, sembra un normale sabato mattina: in una foto, scattata in tarda mattinata, si vede la stradina invasa di persone. Qualcuno ha la mascherina, ma la distanza di almeno un metro non esiste. Motorini parcheggiati ai lati del vicolo, persone che parlano tranquillamente tra loro, gente che si attarda dopo i (consentiti) acquisti di alimenti.

Folla anche alla Pignasecca e non è da meno Materdei: anche lì i negozi, quelli che in base al decreto possono rimanere aperti, continuano ad attirare gente che amabilmente passeggia e si gode questa giornata di sole di marzo. E non fa eccezione neanche Capodimonte: il Bosco è chiuso, ma le panchine all’esterno rimangono un comodo posto dove sedersi per passare la giornata.