Ragionamenti del nano da giardino

 

  By: fultra on Mercoledì 09 Novembre 2011 19:33

Ho scorso un poco il diktat postato da Zibordi , a discolpa di chi lo ha emesso potrei ammettere che se "ai nostri" non dai per bene i compitini da fare a casa, poi finisce come ha mostrato la Gabanelli a Report : questi a Roma non si stressano di certo per far quadrare alcunchè. Penso che ad esser colonia tedesca , allo stato di come siam ridotti ci sarebbe solo da guadagnare.

 

  By: Gano* on Mercoledì 09 Novembre 2011 19:31

Muoia Sansone con tutti i Filistei. Si salti per aria noi con tutte le banche tedesche e francesi (e quindi con Francia e Germania). Ora ho capito perche' quando si decise di fare l' euro gli americani non ci mandarono i B52. Rimasi infatti molto sorpreso che ce l' avessero consentito. Ora finalmente ho capito: sapevano come sarebbe andata a finire.

 

  By: muschio on Mercoledì 09 Novembre 2011 19:25

Il commento di Zibo è sottoscribile in toto. D'accordo, come italiani non siamo dei stinchi di santo, ma qui c'è del neocolonialismo.

 

  By: fultra on Mercoledì 09 Novembre 2011 19:18

A voi non so, a me pare di vivere un incubo , come italiano s'intende , perchè personalmente mi verrebbe da sbattermene visto che "han fatto tutto loro". E qui ci metto tutti coloro che avevano in mano una parte di comando affidatagli dall'elettorato negli ultimi 30 anni.

 

  By: Paolo_B on Mercoledì 09 Novembre 2011 19:17

Deltazero, che colpa ne ha la bandiera ? La situazione è una conseguenza dei nostri che non hanno saputo, pdl e pdmenoelle insieme, realizzare le riforme in italia per far crescere il pil. Uno preoccupato di salvarsi dai processi e gli altri, nei rari momenti in cui non pensavano a berlusconi, che nel 2009 invocavano più spesa pubblica - debito - per far riprendere l'economia. Tutti insieme invece a votarsi gli stipendi, pensioni e a piazzarsi le amanti di qui e di là.

 

  By: deltazero on Mercoledì 09 Novembre 2011 19:09

se brucio la bandiera europea mi mettono dentro?

 

  By: Paolo_B on Mercoledì 09 Novembre 2011 19:06

a parte il chiaro commissariamento che umilia meritatamente la nostra classe politica, la cosa invece più importante è un'altra. Non c'è alcun contenuto di per sé in grado di sistemare la situazione attuale. Credono che l'economia si riprenda o che tutti si mettano a comprare btp togliendo orari ai negozi e liberalizzando il lavoro di tassista e gondoliere ? O fanno al volo quello che ha detto Soros o qui si fa la storia surclassando il 29.

la lettera-diktat - GZ  

  By: GZ on Mercoledì 09 Novembre 2011 19:01

Questa è la ^lettera-diktat del "Consiglio Europeo" al governo italiano#http://www.lettera43.it/upload/files/questionario_ue_l43.pdf^. Non si farebbe prima a chiudere Parlamento, Senato, Presidenza del Consiglio e Presidenza della Repubblica e nominare alcuni tributaristi, ragionieri e esperti legali che prendono le direttive del "Consiglio Europeo" e le applicano ad una ad una ? Mettiamo che domani si voti, poi cosa cambia visto che tutto quello che deve fare un governo italiano è dettato provvedimento per provvedimento con già dentro i numeri dall'estero --------------- Richiesta di chiarimenti relativi alla lettera indirizzata dal primo ministro Silvio Berlusconi al presidente del Consiglio europeo e al presidente della Commissione europea Domanda generale: 1. Per favore fornite una versione postillata della lettera che indichi, per ciascun provvedimento/misura se: i. È già stato varato, e in caso di risposta affermativa indicare i progressi ottenuti tramite la sua attuazione; ii. È già stato adottato dal governo, ma non ancora da Parlamento; in caso di risposta affermativa chiarire i tempi necessari all’approvazione da parte del Parlamento e alla sua entrata in vigore; in caso contrario, iii. È un nuovo provvedimento: in questo caso fornire un piano d’azione concreto per l’adozione e la sua applicazione, comprensivo di scadenze e di tipologia dello strumento legislativo che il governo intende utilizzare. Si prega di indicare anche, ove appropriato, l’impatto stimato sul bilancio di ciascun provvedimento/misura e i mezzi con i quali lo si finanzierà. Finanze pubbliche sostenibili 2. La lettera conferma l’impegno del governo nei confronti di un consolidamento fiscale programmato e ammette la necessità di una immediata azione aggiuntiva correttiva “qualora il deteriorarsi del ciclo economico portasse a un peggioramento del deficit”. Ciò per noi equivale a dire che saranno adottate ulteriori misure di consolidamento non appena dovesse palesarsi una minima deviazione rispetto all’iter fiscale tracciato. Poiché noi riteniamo che nell’attuale contesto economico la strategia fiscale programmata non garantisca il raggiungimento di un pareggio di bilancio entro il 2013, si renderanno necessari ulteriori provvedimenti per raggiungere gli obiettivi fissati per il 2012 e il 2013. Si stanno predisponendo sin d’ora a tal fine delle misure aggiuntive? Se è così, di che tipo di misure si tratta? Potrebbero esse assumere la forma di ulteriori tagli alla spesa pubblica, sulla base dei risultati ottenuti da un’accurata revisione della spesa? 3. Il governo è in grado di illustrare nei dettagli i piani che intende attuare per procedere a una dismissione dei beni di proprietà statale? Il governo sta prendendo il considerazione l’idea di vendere quote azionarie di grandi aziende di proprietà statale? Gli stimati introiti di 5 miliardi di euro l’anno per i prossimi tre anni prenderanno in considerazione dividendi più bassi e spese più alte sugli affitti che ci si può aspettare in conseguenza di tali transazioni? 4. Il governo è in grado di delineare un piano di riduzione del debito lordo che le autorità intendono lanciare a partire dal 31 dicembre 2011, con l’assistenza della commissione ad hoc e di alto livello di cui si parla nella lettera? Quali misure si stanno contemplando, oltre e in più rispetto all’entrata di 5 miliardi di euro l’anno derivanti dalla vendita di asset, di cui sopra? 5. Nella lettera, il governo descrive l’impatto dell’attuale legge pensionistica, inclusa l’applicazione, anticipata e decisa di recente, di un collegamento automatico all’aspettativa di vita e di un livellamento graduale dell’età pensionistica per le donne nel settore privato che, in base alle proiezioni disponibili per l’aspettativa di vita, dovrebbe portare a 67 anni entro il 2026 l’età obbligatoria per le pensioni di vecchiaia. Tuttavia, l’età della pensione per le donne nel settore privato resterà inferiore a quella degli uomini per molti anni a venire (contrariamente a quanto accadrà nel settore pubblico). Oltre a ciò, nei prossimi anni le norme che regolano l’andata in pensione consentiranno di fatto di farlo in età ancora relativamente giovane. Il governo sta studiando – per poter affrontare e risolvere queste lacune della recente riforma – dei provvedimenti adeguati, per esempio una restrizione ulteriore dei criteri di esigibilità della pensione di anzianità, o addirittura una loro abrogazione totale, e una più rapida transizione verso il livellamento tra i generi dell’età pensionistica standard? 6. Nella lettera si ribadisce l’ambizione a introdurre nella Costituzione la regola del pareggio di bilancio, ma non ci sono riferimenti di sorta a uno strumento legislativo collaterale che è per altro necessario a rendere tale norma operativa e coerente con quanto prevede l’UE in tema di bilancio. Qual è la scadenza prevista per tale strumento legislativo secondario? Come garantirà di essere conforme a ciò che prevede l’UE in tema di bilancio? In particolare: il governo prende in considerazione l’“approccio asimmetrico” quando deve occuparsi di cicli (deviazione rispetto all’obiettivo del pareggio di bilancio consentita soltanto in fase negativa), al momento esposto nella proposta di emendamento costituzionale riguardante il bilancio pubblico che dovrà essere sempre coerente e soddisfare i requisiti di debito dell’UE e il raggiungimento dell’MTO (Medium Term budgetary objective)? È previsto a tale proposito un fondo aggiustamenti (“control account”) per valutare i costi di transazione expost con una chiara clausola che controbilanci l’accumularsi di tali slippage in un arco di tempo ben definito? È prevista una regola di spesa che integri a livello operativo il requisito del pareggio di bilancio? Come sarà attuato il requisito di pareggio di bilancio a livello di governi sottonazionali (regionali e locali, NdT)? Quali istituzioni/meccanismi di monitoraggio sono previsti a tal fine? Si prega di prendere nota che i servizi della Commissione sono disponibili a fornire assistenza tecnica per tutte le domande di cui sopra. 7. Con la riforma fiscale e dell’assistenza sociale, come intende il governo spostare l’onere fiscale dal lavoro ai consumi e alla proprietà immobiliare? Il governo sta forse prendendo in considerazione di reintrodurre l’ICI, o tassa di proprietà sulla prima casa? Creazione delle condizioni strutturali favorevoli alla crescita Fondi strutturali 8. In che modo l’Italia intende accelerare l’assorbimento dei fondi UE? In particolare: quali misure si prevede di varare per migliorare la capacità amministrativa nelle regioni della Convergenza? 9. In che modo il governo pensa di aiutare le regioni che di recente si sono viste sospendere i finanziamenti UE per scarsi adempimenti? 10.Il governo sta predisponendo di concentrare la spesa dei finanziamenti UE per l’educazione, la banda larga, le ferrovie. In quali aree il governo ha previsto di ridurre i finanziamenti per controbilanciare questi? 11.Quali saranno le implicazioni per il budget della revisione strategica pianificata per i programmi cofinanziati dai fondi strutturali dell’UE per il 2007-2013? Qual è il tasso di riduzione del cofinanziamento nazionale previsto dal governo? 12.Il governo può fornirci maggiori dettagli sul programma Eurosud per lo sviluppo del Mezzogiorno? Quali sono le garanzie messe in atto per assicurare che i fondi saranno utilizzati in modo appropriato e in conformità con le intenzioni politiche? Capitale umano 13. Quali caratteristiche avrà il programma di ristrutturazione delle singole scuole che hanno ottenuto risultati insoddisfacenti ai test INVALSI? 14.Come intende il governo valorizzare il ruolo degli insegnanti nelle singole scuole? Quale tipo di incentivo il governo intende varare? 15.Il governo potrebbe fornirci ulteriori dettagli su come intende migliorare ed espandere l’autonomia e la competitività tra le università? In pratica, che cosa implica la frase “maggior spazio di manovra nello stabilire le tasse di iscrizione”? 16.Per quanto riguarda la riforma dell’università, quali misure e quali provvedimenti devono essere ancora adottati? Mercato del lavoro 17.Quali misure concrete sta prendendo in considerazione il governo per promuovere l’occupazione dei giovani e l’occupazione femminile? Il governo sta prendendo in considerazione di intervenire nell’ambito degli accordi e dei contratti esistenti o sta programmando di introdurne di nuovi? In questo caso, che tipo di accordi e contratti prevede di introdurre? 18.Come funzionerà il “credito fiscale per le imprese che offrono lavoro nelle aree più svantaggiate”? Quali aziende ne avrebbero diritto? Si tratterebbe di una misura temporanea o permanente? 19.Per quanto riguarda le previste “nuove norme di licenziamento per ragioni economiche nei contratti di assunzione a tempo indefinito”, interesserebbero la legge che dispone licenziamenti individuali o collettivi? Quali parti della legge il governo sta pensando di rivedere e correggere, e in quale modo? In quali modi concreti la nuova legislazione contribuirà ad affrontare la segmentazione del mondo del lavoro tra lavoratori a tempo indefinito protetti e lavoratori precari? E a questo proposito, esistono piani volti a ridurre l’alto numero (46) delle tipologie di contratto di lavoro oggi esistenti? 20.La prevista applicazione di condizioni più rigide nell’uso di contratti parasubordinati implica cambiamenti dei tassi di contribuzione all’assistenza sanitaria-sociale o anche alle leggi sul lavoro? Se si prevedono cambiamenti anche in questi ultimi, saranno graditi ulteriori dettagli sulle revisioni specifiche che il governo intende introdurre. 21.Nella dichiarazione del summit dei paesi dell’euro del 26 ottobre 2011 si parla espressamente di “impegno […] a rivedere il sistema dei sussidi di disoccupazione oggi molto frammentario entro la fine del 2011, prendendo in considerazione i vincoli di budget”, ma di questo non si fa parola nella lettera. Quali intenzioni ha dunque il governo italiano a questo proposito? Competitività 22. Come intende il governo rafforzare gli “strumenti di intervento dell’Authority per la concorrenza con l’obiettivo di evitare la mancanza di coerenza tra la promozione di una situazione di concorrenza paritaria e le regolamentazioni a livello regionale e locale”? 23.Per quanto riguarda la legge annuale sulla competitività, la lettera sottolinea che tramite strumenti legislativi diversi dall’adozione di questa legge annuale si sta pensando di regolamentare il settore della distribuzione dei carburanti e il settore dell’assicurazione obbligatoria degli autoveicoli. Ciò equivale a dire che la legge sulla competitività stessa, che già copre i servizi postali e i trasporti (per esempio le ferrovie, le autostrade e gli aeroporti), nonché la distribuzione dell’energia elettrica, non sarà adottata? 24.La lettera parla di “misure atte a rafforzare l’apertura delle professioni e i servizi pubblici locali”. Il governo potrebbe fornire ulteriori dettagli sui contenuti di queste misure e sui settori che ne sarebbero interessati? Abbiamo compreso bene che c’è l’intenzione di rimuovere le barriere di ingresso alle professioni? Oltre a ciò, nella dichiarazione del summit dei paesi della zona euro del 26 ottobre 2011 si riferisce che l’Italia si impegna a “abolire le tariffe minime nei servizi professionali”, ma di ciò non si parla nella lettera. Quali sono le intenzioni del governo italiano a questo proposito? 25.È possibile ottenere maggiori informazioni che spieghino quali provvedimenti di riforma si pensa di varare nel settore delle acque, malgrado i risultati del recente referendum? Imprenditoria e innovazione 26.Quali misure il governo prevede di adottare per promuovere la capitalizzazione delle imprese? Abbiamo compreso bene che il governo sta prendendo in considerazione l’introduzione di un Allowance for Corporate Equity? Se è così, sarà limitata solo ai nuovi investimenti? 27. Come si tradurrà in misure concrete l’ambizione del governo di “trasformare le aree critiche in aree di sviluppo”? 28.È possibile ottenere maggiori informazioni sulle misure concrete finalizzate a stimolare l’attività nell’ambito della ricerca e dello sviluppo delle piccole e medie imprese, compreso il loro previsto impatto sul bilancio? Semplificazione legislativa e amministrativa 29. È possibile ottenere ulteriori informazioni sulle misure concrete di semplificazione legislativa (in particolare nei confronti delle piccole e medie imprese) che sono state previste per individuare e rimuovere le normative legislative e amministrative superflue, e sulle modalità concrete con le quali si intende migliorare la qualità delle leggi e dei regolamenti esistenti? 30.Quale sarà esattamente il ruolo del “Ufficio locale del governo”? Modernizzazione della pubblica amministrazione 31.Quando sarà pienamente operativa la Commissione per la valutazione, la trasparenza e l’integrità della pubblica amministrazione? Di che cosa sarà incaricata esattamente tale Commissione? 32.Quando diverranno pienamente operative le misure riguardanti il personale della pubblica amministrazione (mobilità obbligatoria del personale; lavoro part-time; verifica e controllo del numero del personale)? Può il governo fornirci ulteriori dettagli su come saranno concretizzate tale misure? In particolare, il governo potrebbe descrivere gli accordi transitori dei quali si parla nella lettera per il trasferimento nelle regioni e nei comuni del personale occupato nelle Province? 33. È possibile ottenere ulteriori informazioni sui progressi conseguiti dall’attuazione della riforma “Brunetta” in termini di: i) introduzione di stipendi collegati alla performance individuale e avanzamenti di carriera e obbligo per le amministrazioni di rispondere del loro operato per ciò che concerne i risultati; ii) possibilità di intentare causa con una class action contro le inefficienze del settore pubblico? Giustizia 34.È possibile ottenere ulteriori informazioni sulle misure specifiche che sono state messe a punto per migliorare l’efficienza dell’amministrazione della giustizia civile? 35.È possibile ottenere ulteriori informazioni sul mandato del gruppo tecnico presso il Ministero della Giustizia? Infrastrutture e costruzioni 36. È possibile redigere meglio ed esporre chiaramente la politica scelta dal governo per ciò che concerne aeroporti, strutture portuali e trasporto eccezionale su strada? Riforme costituzionali 37.Il governo può fornirci ulteriori dettagli sulle caratteristiche delle riforme previste (diverse rispetto all’introduzione dell’obbligo di pareggio di bilancio nella Costituzione, di cui si parla nella domanda 6)? 38. In che misura le riforme delle istituzioni politiche implicheranno risparmi di spesa? 39.Il governo potrebbe fornirci ulteriori dettagli sulle misure finalizzate a migliorare la governance del paese tramite la riduzione del numero dei membri del Parlamento e il miglioramento dell’intero iter decisionale, come pure del ruolo del governo e della maggioranza?

 

  By: aras on Lunedì 10 Ottobre 2011 14:57

In merito alla questione pu¨° interessare la lettera del giudice Salvini sulle riunioni per eliminare il giudice Forleo pubblicata da Carlo Vulpio sul suo blog http://carlovulpio.wordpress.com/2011/10/05/ecco-il-testo-integrale-della-lettera-con-cui-il-giudice-guido-salvini-denuncia-le-riunioni-segrete-nel-palazzo-di-giustizia-di-milano-per-far-fuori-il-gip-clementina-forleo-il-csm-ha-aperto-un-proce/ ¡°Caro Cosimo e cari colleghi, anch¡¯io sono contento, anche sul piano umano, per la sentenza del Consiglio di Stato (quella che conferma la prununcia del Tar del Lazio e annulla la decisione del Consiglio superiore della magistratura di trasferire da Milano a Cremona, per ¡°incompatibilit¨¤ ambientale¡±, il gip Clementina Forleo, che quindi ora pu¨° tornare a Milano ¨C ndr). Non conosco a fondo il caso UNIPOL e dintorni ma avevo letto la sentenza redatta dal consigliere Fabio Roia e l¡¯avevo trovata povera sul piano giuridico e riferita a fatti del tutto inconferenti per un giudizio di ¡°incompatibilit¨¤ ambientale¡± che per un giudice ¨¨ quasi la morte civile. Una sentenza di quattro paginette, concepita con la supponenza con cui di frequente il CSM motiva decisioni importanti ritenendo di aver comunque sempre ragione. Aggiungo che sono stato testimone diretto dello sviluppo dell¡¯azione ¡°ambientale¡± contro la collega (cio¨¨, la Forleo ¨C ndr) dato che all¡¯epoca ero anch¡¯io GIP presso il Tribunale di Milano. Ho assistito a scene desolanti quali l¡¯indizione con passa parola di riunioni pomeridiane in alcune stanze per discutere la ¡°strategia¡± contro la collega, guidate dai maggiorenti dell¡¯ufficio tra cui un paio di colleghi ¡°Verdi¡± pi¨´ rancorosi di tutti, come spesso accade, anche se del tutto estranei al caso. Da simili iniziative, che mi ricordavano le ¡°Giornate dell¡¯odio¡± descritte da George Orwell nel romanzo ¡°1984¡å, mi sono dissociato. Non ci si comporta cos¨¬ tra magistrati ed ¨¨ facile e privo di rischi accerchiare una persona in un ufficio e magari in questo modo anche portarla a sbagliare, visto anche il carattere poco ¡°diplomatico¡± della vittima. L¡¯incompatibilit¨¤ ambientale, che si ignora cosa in realt¨¤ sia di preciso, e che spesso ¨¨ semplicemente l¡¯accanimento dell¡¯ ¡°ambiente¡± contro una singola persona, ¨¨ quasi sempre una procedura barbara e prettamente inquisitoria. Il suo raggio d¡¯azione, per fortuna, con le modifiche che conosciamo, si ¨¨ ridotto, ma dovrebbe esserlo ancora di pi¨´, sopratutto nella pratica, sino a quasi scomparire come dovrebbe scomparire la prassi, in qualche modo speculare, delle ¡±pratiche a tutela¡±. Un caro saluto a tutti Guido Salvini (domenica 19 giugno 2011, 23:09)

 

  By: duca on Lunedì 10 Ottobre 2011 14:20

Sempre a proposito di finanza Rossa e dei guai che ha portato all'Italia....... Se uno ha voglia di collegare un po' di fili capisce tutto. Ricapitoliamo: 1)Negli anni 90 Colaninno, Geronzi, Marcegaglia, Consorte e Sacchetti trafficavano insieme in affari immobiliari poco chiari Come dimostrato dalla sentenza del Tribunale di cui al post sotto. 2) non sto a dire qui se la condanna è giusta o no.....ma è evidente che i vari soggetti costituivano già allora un bel comitato d'affari. 3) Guarda caso i nomi degli stessi soggetti compaiono poi molto dopo in una serie di affari italiani molti dei quali hanno anche risvolti politici. 4) L'affare più grande è quello della Telecom dove un pool di investitori capitanati da Colaninno e finanziati dalle banche danno la scalata alla Telecom nel cui CDA di allora entra Sacchetti (uomo coop e figlio del ben noto all'ora Walter Sacchetti senatore PCI e grande capo di molte coop di Reggio Emilia) (vedi nel post allegato anche tutte le situazioni e tangenti Telecom) http://finanzapolitica.blogspot.com/2006/09/telecom-una-privatizzazione-sbagliata.html 5) Sempre Sacchetti e Consorte sono presenti nell'affare Unipol BNL Sarà un caso?

 

  By: duca on Domenica 09 Ottobre 2011 19:49

X Moderatore e per quelli che vogliono approfondire la finanza Rossa: Seguite le tracce di Sacchetti (in consiglio di amministrazione Unipol e in passato telecom e insieme a Consorte deux ex machina delle coop rosse, nonchè figlio del senatore Sacchetti per anni dominus del PCI di Reggio Emilia che insieme a Modena e Siena sono il cuore del PCi/PDS/DS ) Ecco un mio vecchio post molto interessante per capire. Bisogna arrivare in fondo all'articolo per capire gli intrecci Sacchetti Lega Coop e finanza corrotta. http://finanzapolitica.blogspot.com/2006/12/i-furboni-del-quartierone.html

 

  By: Moderatore on Domenica 09 Ottobre 2011 00:23

Anche noi modenersi riusciamo ad arrivare in prima pagina ! E' l'ex-sindaco di Sassuolo ! -------------------- A Sassuolo non sentivano parlare di ^Gian Paolo Salami#http://www.modenatoday.it/persone/gian-paolo-salami/^ da vent’anni. Poi in luglio il suo nome finisce su tutti i giornali: l’illustre concittadino è coinvolto nell’inchiesta sulle presunte tangenti dell’ex area Falck, a Sesto San Giovanni. L’indagine che ha travolto Filippo Penati, ex presidente della Provincia di Milano e dominus lombardo del Pd, accusato di concussione, corruzione e finanziamento illecito ai partiti. Il 25 agosto 2011 sono stati arrestati l’ex assessore all’Edilizia di Sesto, Pasqualino Di Leva, e l’architetto Marco Magni. Tangenti in cambio di favori e appalti: il pm di Monza Walter Mapelli è convinto che la mancata riqualificazione dell’enorme zona industriale dismessa alle porte di Milano nasconda un complesso e lucrosissimo sistema di mazzette, servite a finanziare la sinistra. Alcune dazioni dimostrerebbero il coinvolgimento di un livello corruttivo più alto. Nel 2002 la Aesse e la Fingest, due società di Salami e dell’avvocato palermitano Francesco Agnello, indagati per concorso in concussione, avrebbero incassato 2,4 milioni di euro per consulenze inesistenti. Soldi che, ha spiegato il costruttore sestese Luca Pasini, servivano «a garantire la parte romana del partito». Fino a oggi il ruolo di Salami è rimasto però sullo sfondo: solo un imprenditore in ottimi rapporti con le cooperative. Anche se in molti si sono chiesti chi fossero i consulenti superpagati per entrare nella partita. In realtà questo signore bassino e pienotto è molto di più. Fidatissimo uomo del Pci: assessore e poi sindaco a Sassuolo. Poi amministratore di due coop di partito, fra cui una che ancora oggi gestisce beni del Pd: esperienze che lo portano a lavorare al fianco di compagni poi coinvolti in un’inchiesta sui fondi neri al Pds. Infine socio di numerose aziende con cui si aggiudica appalti e consulenze in tutta Italia, spesso a fianco delle coop. Ai tempi dell’«affare» Falck, Salami agisce nell’oscurità muovendo milioni di euro su più fronti, tutti collegati alla politica. La prima operazione è quella annotata dalla procura di Monza: tra aprile e dicembre 2002 le sue aziende ricevono 2,4 milioni di euro su indicazione delle cooperative che dovevano entrare nell’affare. L’altra emerge dai bilanci della Cooperativa immobiliare modenese, di cui Salami presiede il cda: il 31 marzo 2003 la cooperativa che lui guida (riconducibile al partito) versa 2,1 milioni agli stessi Ds di Modena per acquistare una quota di una srl di partito, la Società immobiliare modenese. Un anno dopo, la partecipazione si è svalutata quasi del 40 per cento. Intrecci sorprendenti, anche se al momento non c’è alcun nesso tra i due movimenti di denaro. Dalle carte giudiziarie e societarie emerge però una sorta di Giano bifronte. Da una parte abilissimo a incassare onerose consulenze. Dall’altra amministratore disposto a svenarsi con i Ds, per avere una piccola quota di un’azienda già «di famiglia». Ma Salami non è un grigio burocrate di provincia. Anzi, le sue tracce portano dritto al cuore dell’ex Pci. Prima di dedicarsi ad amministrare i beni della Quercia, il compagno S. in realtà è stato un pezzo grosso del partito nella provincia di Modena. Nato nel 1950, laureato in sociologia, comincia presto a mettersi in luce. Dopo gli studi, alla metà degli anni Ottanta viene inviato per conto del partito all’Università Patrice Lumumba di Mosca: un percorso riservato ai quadri più svegli e devoti, quelli su cui bisogna investire. Una scuola in cui sono finiti i comunisti di mezzo mondo. Salami resta in Unione Sovietica per un semestre, ricordano oggi gli avversari politici del tempo. Nel 1978, nemmeno trentenne, diventa segretario del Pci a Sassuolo. Due anni dopo entra in giunta come assessore all’Urbanistica. In quel periodo la capitale della ceramica è una delle città più ricche d’Italia. Salami rimane in carica fino a marzo 1988, quando diventa sindaco per 400 giorni. «Ho un piacevolissimo ricordo del mio mandato» ha ricordato in un’intervista al sito Sassuolooggi «soprattutto per il rapporto che avevo con la gente, tanto da rifiutare la mia indennità». «Serio», «dialogante», «disponibile»: i giudizi dei suoi vecchi duellanti concordano. «Un vero comunista» è la sintesi più frequente. L’ascesa politica di Salami s’interrompe nel 1990. Ha 39 anni: «inabissato», «eclissato», «sparito nel nulla». Comincia a lavorare per la Quercia, ma nell’oscurità. Nel 1991 viene nominato presidente di una coop che fa capo al partito, la Rinascita e Affini Colira. Consigliere è l’allora tesoriere del Pds di Modena, Franco Vezzali, che nel 2000, in primo grado, sarà condannato a 10 mesi per falso in bilancio e violazione del finanziamento ai partiti nel processo sui fondi neri al Pds modenese: un terzo di un appalto da 3,8 miliardi di lire, secondo i magistrati, passa dalle casse della Coop Generica, azienda di pulizie, a quelle del partito. Nel 1993 la coop Colira viene però assorbita dalla Cooperativa immobiliare modenese, una delle casseforti dei beni della Quercia. Salami, che siede già nel cda, diventa presidente sette anni dopo: nel 2000. Anche qui il suo nome si intreccia con quello di un altro funzionario di peso coinvolto nell’inchiesta sui fondi neri al partito: Libero Severi, tesoriere provinciale alla fine degli anni Novanta. Che nel marzo 1999 lascia la poltrona di numero uno dopo avere patteggiato sei mesi nello stesso processo di Vezzali, a ottobre del 1998. La Modenese, a questo punto guidata da Salami, è una società ricca: ha un attivo di oltre 5 milioni di euro, destinato a raddoppiare negli anni seguenti. Case e palazzi sparsi in tutta la provincia, affittati al partito, circoli Arci, istituti di cultura. Mentre assume ruoli di crescente responsabilità nelle «aziende rosse», Salami avvia anche un’attività parallela: nel 1996 crea una società di consulenza a Modena, la Fingest. Il 50 per cento è suo. L’altra metà è di Agnello, con cui creerà un reticolo di società, da Trieste a Favignana, che oggi si occupano prevalentemente di affari immobiliari. Spesso per le coop. Nell’inchiesta di Monza, Agnello e Salami sono indagati per concorso in concussione. L’imprenditore dei trasporti Piero Di Caterina, il costruttore Giuseppe Pasini e suo figlio Luca hanno riferito ai pm una versione quasi identica, anche nelle sfumature. Agnello e Salami, hanno spiegato, erano «uomini delle cooperative», quindi «del partito». Luca Pasini racconta: nella discussione sullo sviluppo dell’area, Penati e Giordano Vimercati, il suo ex capo di gabinetto alla Provincia di Milano, «spiegarono che la parte residenziale doveva andare alle cooperative». Aggiunge Pasini: «In tale contesto, Vimercati disse che le coop avrebbero garantito la parte romana del partito». Interessato alla fallita riqualificazione c’è, appunto, il Consorzio cooperative costruzioni (Ccc) di Bologna: il vicepresidente Omer Degli Esposti, sostengono i tre, avrebbe definito gli accordi assieme a Salami e Agnello. Il 23 febbraio 2001 la Cascina Rubina di Pasini s’impegna con una scrittura privata a pagare una consulenza di 1,8 milioni in tre tranche alla Aesse, società fondata appena un anno prima da Salami e Agnello. Ragione dell’onerosa parcella sarebbero le loro «particolari esperienze nella commercializzazione in Italia e all’estero di aree industriali dismesse di notevoli dimensioni». Nel 2005, però, l’Aesse cambia oggetto sociale, virando sull’ affitto di piccole imbarcazioni, pedalò compresi. Un’altra «falsa prestazione», scrivono i pm, viene pagata alla Fingest. Mentre ottiene ricchi incarichi, Salami continua la scalata ai vertici delle società diessine, con colleghi d’avventura bene introdotti nel partito. Nel 2000 diventa presidente della Cooperativa immobiliare modenese. Gli altri due membri sono il tesoriere provinciale, Paolo Amabile, e il suo successore, Alfonsino Simoni. Amabile, qualche anno dopo, diventerà responsabile dei grandi eventi per i Ds: uomo di fiducia dell’ex segretario Piero Fassino, oggi sindaco di Torino, e dell’ex tesoriere nazionale Ugo Sposetti, ora senatore del Pd. Come Salami, anche Amabile metterà a frutto l’esperienza. Oggi è proprietario e amministratore unico della Goodlink, la società che organizza Manifutura: il festival economico di Nens, l’associazione fondata nel 2001 dal segretario del Pd Pier Luigi Bersani e dall’ex ministro delle Finanze Vincenzo Visco. All’inizio del 2002, quindi, Salami ricopre una doppia veste. Come socio al 50 per cento della Aesse e della Fingest riceve, secondo il pm, 2,4 milioni di euro di consulenze farlocche. Contemporaneamente guida una cooperativa immobiliare dei Ds, che ha addirittura sede all’indirizzo storico del Pci modenese: via Fontanelli, 11. In aprile, luglio e dicembre 2002, la Cascina Rubina, proprietaria dell’area Falck, esegue tre bonifici da 619.748 euro all’Aesse. Sempre a fine anno, Penati trasferisce altri 620 mila euro alla Fingest. In totale, sono 2,4 milioni. Tre mesi dopo la Cooperativa immobiliare modenese di Salami acquista un ulteriore 13 per cento della Società immobiliare modenese, sempre dei Ds, di cui già detiene il 9,33 per cento: la quota sale così al 22,33. Il 31 marzo 2003 nelle casse della Quercia modenese entrano 2,1 milioni, versati da Salami. Che il 10 maggio esce dal cda. Dieci mesi dopo, però, il nuovo consiglio d’amministrazione renderà conto della compravendita nel bilancio 2003. Il valore delle quote dell’Immobiliare possedute dalla coop cala da 3,7 a 2,3 milioni: una svalutazione quasi del 40 per cento. Ottimo affare per i Ds. Pessimo per la cooperativa, che ha strapagato una quota di minoranza di una srl già in mano alla galassia rossa di cui fa parte. Dopo questa operazione, Salami esce di scena. Si dedica allo sviluppo di altri business immobiliari. Nessun collegamento diretto con il partito, quasi per un decennio. A Sassuolo, dove ancora abita, l’ex sindaco si vede di rado: al massimo una passeggiata in compagnia del cagnolino. I compaesani si erano quasi dimenticati di lui. Fino a quando non è riemersa dal passato l’ombra del «compagno S».

con questi le cose cambiano - Moderatore  

  By: Moderatore on Domenica 21 Agosto 2011 03:21

Mi raccomando, appena ci sono le elezioni votiamo questi che così le cose cambiano Solo due milioni di euro hanno intascato a Milano i Diesse per far comprare dalla Regione la Serravalle, con un sovraprezzo di un 20 milioni di euro, in modo che poi Marcellino Gavio usasse parte di questi milioni regalatigli dalla Regione, per partecipare ancne lui alla scalata della BNL assieme a loro, con la Unipol dei compagni di Consorte (ricordi la famosa scalata a BNL del 2005, che Fassino nelle intercettezioni diceva : "allora, abbiamo la banca. ?..") ---------- - SERRAVALLE “MI SONO IMPEGNATO CON FASSINO E D'ALEMA” - 2– LO SOSTIENE L'EX ASSESSORE LOMBARDO GOGGI IN UNA LETTERA DEL 28 APRILE 2006 CONSEGNATA DALL’EX SINDACO MENEGHINO GABRIELE ALBERTINI ALLA PROCURA DI MILANO E CONFLUITA NEL FASCICOLO APERTO IN SEGUITO ALLA DENUNCIA PER DIFFAMAZIONE PRESENTATA DA PENATI CONTRO L'EX SINDACO (INCHIESTA ARCHIVIATA DAI PM) 4- 2005, FASSINO È SEGRETARIO ("ABBIAMO UNA BANCA!") E D'ALEMA È PRESIDENTE DS - 5- ^PENATI STRAPAGÒ LE AZIONI DELLA SERRAVALLE E GAVIO, OGGI SCOMPARSO, IMPIEGÒ PARTE DELLA CUCCAGNA ACQUISENDO TITOLI NELLA SCALATA BNL-UNIPOL DI CONSORTE#http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/1-serravalle-delle-mie-brame-gavio-dixit-mi-sono-impegnato-con-fassino-e-d-28878.htm^ Angelo Mincuzzi per Sole 24 Ore «Mi sono impegnato con Fassino e D'Alema». Era il luglio 2005 quando l'imprenditore piemontese Marcellino Gavio avrebbe pronunciato questa frase - riferita alla vendita del 15% delle azioni della Serravalle alla Provincia di Milano guidata da Filippo Penati - in un incontro con Giorgio Goggi, ex assessore ai Trasporti del Comune di Milano della giunta di Gabriele Albertini. Lo sostiene lo stesso Goggi in una lettera del 28 aprile 2006 consegnata da Albertini alla Procura di Milano e confluita nel fascicolo aperto in seguito alla denuncia per diffamazione presentata da Penati contro l'ex sindaco. L'inchiesta è stata poi archiviata su richiesta del Pm. BRUNO BINASCO BRACCIO DESTRO DI GAVIO Nell'estate del 2005 Piero Fassino è segretario dei Democratici di sinistra e Massimo D'Alema è il presidente del partito. Interpellati dal Sole-24 Ore, sia Fassino che D'Alema smentiscono seccamente questa ricostruzione e affermano di non conoscere Goggi né di aver mai avuto incontri di nessun tipo con Gavio. Lo stesso Goggi, del resto, nella sua missiva ad Albertini esprime perplessità «all'idea di produrre una relazione scritta per riferirti quanto già ti avevo detto a voce. Infatti - aggiunge - gli incontri (con Gavio, ndr) si sono sempre svolti senza testimoni e le frasi pronunciate non sono state registrate da altro che dalla mia memoria». L'imprenditore piemontese è scomparso nel 2009 e così nessuno è più in grado di confermare se le cose siano andate davvero così.
In quel luglio 2005 da giorni si rincorrono voci su una possibile vendita alla Provincia di Milano delle azioni della Serravalle controllate dal gruppo Gavio. Nella lettera allegata al fascicolo giudiziario, Goggi scrive di aver chiesto a Gavio se fosse disposto a rinnovare l'offerta (già avanzata nei mesi precedenti) di rilevare il 18,6% della società autostradale in quel momento nelle mani di Palazzo Marino. «Gavio - scrive l'ex assessore - mi rispose che era ormai troppo tardi. La vicenda aveva avuto una soluzione diversa e non era più possibile tornare alle precedenti proposte. In quella sede Gavio aggiunse anche: "Mi sono impegnato con Fassino e D'Alema" spiegando che, per quella parte politica, il controllo della Serravalle, e la conseguente possibilità di incidere sulle infrastrutture in Lombardia, era considerato essenziale ai fini della futura campagna elettorale. Io evitai di fare altre domande e chiedere ulteriori spiegazioni». L'ex assessore ripercorre il periodo tra la fine del 2004 e il 29 luglio 2005, giorno in cui Penati acquisisce il 15% della Serravalle pagandolo 240 milioni di euro e valutando le azioni 8,831 euro ciascuna. In quel lasso di tempo Goggi afferma di aver visto due volte Gavio. Nel primo incontro l'imprenditore piemontese gli avrebbe comunicato di essere disponibile ad acquistare il pacchetto della Serravalle detenuto dal Comune e di essere disposto a pagare fino a dieci euro per azione. Nel secondo appuntamento, richiesto dallo stesso Goggi, Gavio avrebbe fatto retromarcia affermando di essersi impegnato con Fassino e D'Alema a vendere le proprie azioni alla Provincia di Milano. Questa, almeno, la ricostruzione fornita da Goggi. Una ricostruzione che può essere confermata solo dall'ex assessore. Sulla vendita del pacchetto di azioni Serravalle ha indagato la procura di Milano dopo una denuncia presentata da Albertini. L'inchiesta è in via di archiviazione, ma nei giorni scorsi i Pm di Monza Walter Mapelli e Franca Macchia, che indagano sulle presunte tangenti che sarebbero state versate a Penati da due imprenditori di Sesto San Giovanni, hanno chiesto l'acquisizione Il motivo è il coinvolgimento nell'inchiesta di Bruno Binasco, per decenni braccio destro di Gavio e oggi capo azienda del gruppo piemontese, indagato per aver versato due milioni di euro attraverso una finta caparra a uno degli imprenditori che oggi accusano Penati ma che in passato gli sarebbero stati vicini. Soldi che secondo i magistrati sarebbero finiti nella disponibilità dell'esponente del Pd

 

  By: giorgiofra on Sabato 06 Agosto 2011 19:20

Aderisco con entusiasmo. Si tratta di proposte velocemente fattibili. Aggiungerei 2 norme costituzionali: un limite massimo al prelievo fiscale il diritto alla sopravvivenza, ovvero una free tax area tale la consentire la sopravvivenza di una famiglia.

 

  By: Guallag on Venerdì 05 Agosto 2011 22:52

Hai hai hai, conoscendo i nostri politici stà norma qualunquista del pareggio di bilancio in Costituzione, senza un'altra norma costituzionale che fissi un massimo al prelievo fiscale complessivo, stabilendo che ogni ulteriore impegno dev'essere finanziato da tagli di spesa di pari importo, con una possibile eccezione solo in caso di guerra (vera e non finanziaria), diventerà un comodo paravento per bastonare sempre quelli .... l'Europa la vuole, la Patria chiama, Dio stesso pare la richieda e via vaneggiando. Pari pari quello fatto col paravento di Biagi, precarizzare il lavoro senza gli ammortizzatori sociale che tale manovra avrebbe richiesto. Sembra un invito a difendersi spostando all'estero i risparmi.