Iraq, Afganistan, Tunisia, Yemen, Egitto

 

  By: GZ on Venerdì 07 Marzo 2003 18:25

No, non siamo al tempo del re sole o di cesare borgia Oltre alla Gran Bretagna e Australia che combattono ci sono 10 o 11 paesi europei che appoggiano l'intervento in modo indiretto, più il giappone e poi turchia, kuwait e emirati e giordania che intervengono in modo diretto e altri come arabia e egitto che cercano di essere neutrali nonostante l'opinione pubblica avversa tutta questa gente deve essere convinta e tenuta assieme e poi devi avere l'appoggio della maggioranza del congresso e dei leader politici americani e della maggioranza dell'opinione pubblica se fai un passo falso tra due anni non ti eleggono e se non ti eleggono da persona più potente della terra diventi nel giro di qualche giorno un pensionato come il padre Bush senior che perse nel 1992 o Al Gore che ora conta zero o Johnson che fu eletto nel 1964 con la maggioranza più schiacciante della storia e nel 1968 non si presentò nemmeno per la rielezione perchè si era bruciato in vietnam

 

  By: gianlini on Venerdì 07 Marzo 2003 18:07

io noto sostenitore dei guerrafondai non posso non notare che Bush è il peggiore fra tutti (i guerrafondai) questa guerra si poteva fare a inizio gennaio, senza tante risoluzioni Onu e blix fra i piedi, nessuno ne avrebbe parlato per più di 3 giorni e oggi avremmo una situazione tutto sommato tranquilla i 300.000 disoccupati in più sono tutta gente il cui posto di lavoro è in attesa esito guerra... (ce ne sono altrettanti in Italia, ma questi da noi sono semplicemente invitati a prendersi ferie e permessi retribuiti accumulati negli anni scorsi, e che in tempi normali mai avrebbero potuto nè voluto godersi)

 

  By: Luigi Luccarini on Venerdì 07 Marzo 2003 17:19

Oplà... trovato il modo per risollevare le sorti dell'umanità! Arrestano un memro della famiglia Bin Laden ed un personaggio di contorno alla settimana!!! Fantastico, chissà cosa ne pensano gli azionisti di Intel e Parmalat!

 

  By: Joseph on Venerdì 07 Marzo 2003 16:00

In quel di Cernobbio, in data odierna anche il duro Luttwak a sorpresa ha espresso dubbi sull'attacco all'Iraq, pur condividendo in parte la position dell'Amm.ne Usa ( costi/rischi/benefici non tornano a favore di un conflitto immediato ). Nel frattempo lo SCOMMETTITTORE G.Bush riesce a mentenere il price Oil a 37 Dlrs barile e le tasche e l'economia globale vengono svuotate, l'incertezza perdurante e le dichiarazioni estremamente aggressive hanno permesso in 2 anni circa un apprezzamento dell'Oil dell'80/85% circa ( Grazie a George ), il quale ha operato per arrivare a tali prezzi/quotazioni per 3 vie : Ignorato sprezzantemente la questione Palestina Tentativo di destabilizzazione/colpo di stato in Venezuela 12 mesi di PREannunci su imminente guerra Iraq. Complimenti ! Nel frattempo " il famoso motto PACE DURATURA " si sta rivelando un incubo a livello mondiale, con possibile trasformazione in GUERRA DURATURA. Il tutto condito da un affrancamento delle regole internazionali da parte degli Usa . Non c'è che dire siamo di fronte ad un enfant prodige, poi basta scorrere il curriculum vitae dell'esimio G.Bush e....... vengono i brividi dai tanti fallimenti che emergono.

 

  By: banshee on Venerdì 07 Marzo 2003 15:29

Vero! L'unico che se la passa benissimo è il divino, che è d'accordo con tutti (da Bush al Papa passando per la Commissione UE e Putin), e che sta celebrando il successo di una crescita economica allo +0,4%, dopo averla prevista al 3,1%. Tanto che gli frega? La guerra per lui è solo un'ottima occasione per distrarre la gente da certe cosucce che vanno a scadenza tra poco, e per sferrare l'attacco definitivo in Parlamento (sotto l'inaudita forma di un maxi-emendamento) onde portare anche la magistratura requirente sotto il controllo del governo. Cioè il suo! Un mito! P.S. - Per quanto riguarda l'ossessione comunista e staliniana, mai provato con sedute d'analisi, o gruppi di racconto sul tipo degli alcolisti anonimi?

 

  By: Paolo Gavelli on Venerdì 07 Marzo 2003 15:21

ehm, posso suggerire a qcn di cambiare fornitore? 2ali

 

  By: Leofab on Venerdì 07 Marzo 2003 14:06

Europa ? Non esiste. Il cacelliere tedesco è strafinito politicamente. Sta perdendo sonoramente tutte le elezioni regionali. Grande errore della Germania dell' Est rieleggerlo. Se votassero adesso crollerebbe peggio del Nikkey. Chirac è ugualmente alla frutta. Rendendosi conto di perdere l' asse franco-tedesco e soprattutto i miraggi del potere assoluto in Europa. Un bombarolo venerato adesso dalla ciurma kefiata: non quando esplose ripetutamente qualche bomba nucleare nel sottosuolo di Mururoa. UN pacifismo che sta diventando pura violenza. A differenza del Vietnam i componenti dei movimenti sono diversissimi: eterogenei. La massa reagisce però sempre allo stesso modo: nell' insieme lo spirito stalinista sta prendendo il sopravvento e molte persone miti si ritrovano con bombe incendiarie per le mani.

 

  By: Luigi Luccarini on Venerdì 07 Marzo 2003 13:11

Ma Zibordi, ma che fa, prende per i fondelli? Le borse americane si sono svalutate da un 15 a un 30% rispetto a quasi tutte le monete del globo e lei mi parla di tenuta? Anche il Nerval è andato su, ma con il peso che aveva perso il 3/400%, sai che soddisfazione per chi aveva i soldi sulla borsa argentina. Ma via, facciamo le persone serie... L'unica cosa che mi deprime è non aver investito a tempo debito nel Sudafrica (come i manuali insegnavano in caso di recessione) perchè ogni volta che intendevo farlo c'era qualche broker che mi dissuadeva: "ma là ci sono i negri che comandano...". Questa è la cultura finanziaria dominante, altro che storie. almeno lei se ne tiri fuori, per cortesia.

 

  By: GZ on Venerdì 07 Marzo 2003 13:00

Ma com'è che il mercato volge le spalle a Bush ed ai suoi accoliti? E com'è che lei non sembra mai farci caso? ----------------------------------- i) Lei non ha guardato i grafici del 1991 al tempo del Kuwait. Fino al momento dell'inizio dei combattimenti, da agosto 1990 al 17 gennaio 2001, le borse continuarono a perdere e questo nonostante si fosse in un mercato toro decennale. Ripeto, fino all'inizio dei combattimenti, perchè il mercato soffre l'incertezza ecc... i) le borse europee ad oggi perdono in media (indice eurostoxx) -64% dal massimo del marzo 2000 e nel caso peggiore (indice tedesco DAX) -70%. Nemmeno il Nikkei è riuscito a perdere tanto quanto le borse europee e tedesca in particolare durante il suo mercato orso così in fretta. Le americane perdono in media meno del 50%, sul 45-47% per l'S&P 500, Wilshiire 5000 o NYSE che comprendono quasi tutti i titoli La differenza di rendimento non è diminuita negli ultimi 12 mesi, da quando si parla di guerra, anche tenendo conto del cambio. E non è solo un effetto psicologico perchè la Germania ad es è in recessione ufficialmente da gennaio secondo gli ultimi dati e la sua disoccupazione ha toccato ora il record negativo degli ultimi 6 o 7 anni. I dati industriali e di consumo europei sono vicini allo zero come crescita. A giudicare dalle borse, visto che l'europa che non è coinvolta e anzi si distanzia, si dovrebbe pensare che perderebbe di meno e non di più. Sembra che ci sia qualcosa di marcio in europa in particolare, oltre alla paura di guerra. iii) una guerra per liberare il mondo da Saddam Hussein e le sue armi chimiche, biologiche o nucleari, che possono essere passate a terroristi che hanno mostrato di volerle usare, è una cosa piuttosto seria, come Tony Blair cerca di spiegare Modificato da - gz on 3/7/2003 12:9:9

 

  By: DOTT JOSE on Venerdì 07 Marzo 2003 13:00

luccarini questo e un sito di borsa dove si dovrebbe parlare di borsa.. sei off topic..

 

  By: Luigi Luccarini on Venerdì 07 Marzo 2003 12:39

Il punto è che - inadeguato o no - la gente si è stancata di alzarsi la mattina e vedere in TV le castronerie che qualche potente di laggiù detta ogni notte... non se ne può più, neanche fosse quello l'unico problema al mondo. La gente deve risolvere ben altri e superiori problemi e avrebbe desiderio di vederli ogni tanto trattati dai media che invece sguazzano in questa pagliacciata. Se poi uno deve anche farsi carico di studiare come speculare su questa faccenda... (come sui titoli turchi, ma via!) vuol dire che siamo proprio arrivati alla frutta. Il mercato è defunto davvero.

 

  By: Joseph on Venerdì 07 Marzo 2003 12:16

Apprezzo le considerazioni di L.Luccarini ( che leggo sempre con soddisfazione ), il mondo intero ( quasi ) teme l'inadeguatezza del leader Usa, che ogni giorno che passa dal suo insediamento si fa sempre più EVIDENTE, non a caso in quel di Davos la leadership mondiale finanziaria ha fischiato la politica di Mr. Bush ( e questi mica sono comunisti! ). Quando si vede un Pres. Usa fare discorsi che rasentano e surclassano il fondamentalismo religioso, vien da chiedersi : La mente di quest'uomo è ...... ? -MAR 08:18 Iraq: Bush, "Prego per i soldati americani e per avere consiglio per la pace" WASHINGTON - George Bush non fa che pregare. Prega per i soldati americani nel Golfo e per i civili innocenti in Iraq. Prega per avere consiglio sulla crisi irachena e per la pace. Lo ha detto lo stesso presidente statunitense durante una conferenza stampa alla Casa Bianca. (Agr)

 

  By: Luigi Luccarini on Venerdì 07 Marzo 2003 11:52

Vedo che tutta questa pagliacciata continua a divertirla molto Zibordi... Ma ha dato un'occhiata a quello che sta succedendo sui mercati finanziari? Le sembra che dal 1991 fino ad adesso - con Saddam stabilmente al potere - avessero subito reagito male come in questi mesi? Ma il mercato non aveva sempre ragione? Ma com'è che il mercato volge le spalle a Bush ed ai suoi accoliti? E com'è che lei non sembra mai farci caso?

TURCHIA - gz  

  By: GZ on Venerdì 07 Marzo 2003 11:16

Se quello che scrive Debka è vero i titoli turchi (alcuni quotati a Francoforte e NY) rimbalzeranno dopo il crac di una settimana fa. Sabato scorso la Turchia ha votato l'ingresso delle truppe americane con una maggioranza legale insufficiente e questo ha dilazionato i piani bloccando 60 mila soldati americani di due divisioni pronti a sbarcare. La borsa turca è affondata subito dopo con la telecom turca a NY ad es che ha perso il 15% istantaneamente Quello che succede ora è che il 9 marzo il capo del partito islamico che ha vinto le elezioni, Erdogan può finalmente diventare primo ministro perchè il bando che gli impediva di essere deputato scade il 9. In pratica finora il primo ministro era Gul che non era quello che aveva vinto le elezioni per una questione legale. Erdogan ora sembra abbia garantito che, prendendo il suo posto di primo ministro il 9 marzo, farà subito approvare entro un paio di giorni l'ingresso delle truppe alleate e farà dimettere i ministri che hanno guidato l'opposizione. Inoltre i militari turchi hanno già ammassato 100 mila soldati loro alla frontiera per entrare in iraq ignorando il voto del parlamento. In conclusione secondo debka Erdogan consentirà di aprire il fronte nord dalla Turchia entro l'11 o 12 marzo e la turchia tornerà in ballo. ------------------------------------------------------ Turkey Is Back in the Northern Front The latest news coming in from Turkey as we closed this issue of DEBKA-Net-Weekly is that since Wednesday night, March 5, US supplies management teams of the US 1st Cavalry Division have been posted at four Turkish sea harbors, taking delivery of the equipment of the US 4th Infantry Division discharged after a long wait at sea. For some weeks, twenty-six US cargo ships, carrying the division’s tanks and heavy equipment, have been sitting over the horizon off Turkish shores. Now, they are unloading their cargoes directly onto railcars heading out to the Turkish-Iraqi frontier. Tens of thousands of 4th division troops are still aboard the freighters, except for the units flown in by air. According to a US war command estimate, those troops will need three days to reach the Iraqi frontier from the moment the signal to land is flashed by the Ankara government. That signal may come as soon as next week in the light of a certain political machination, to which the Chairman of the Joint Chiefs of Staff, Gen. Richard Myers, referred obliquely when he said on Wednesday, March 5: “US forces will open a second front from the north against Iraq, with or without Turkey’s help.” This is what he meant. Recep Tayyup Erdogan was banned from running for election last November although his Justice and Development Party won a landslide victory. That ban has expired and he will run for a seat in parliament on behalf of the southeastern Siirt Province in the provincial election next Sunday, March 9. From there, he will jump straight into the prime minister’s seat as head of the ruling party. DEBKA-Net-Weekly’s Ankara sources quote prime minister Abdullah Gul as informing confidants that he has agreed to step down and serve as deputy prime minister and foreign minister in the Erdogan government. It is all settled between them. We are also informed that Erdogan has meanwhile informed Washington that, a week after taking office, he will have completed the process for gaining a parliamentary majority to allow US troops to use Turkey as a launch pad into Iraq, thereby overruling the defeat of that motion last Saturday, March 1. This would mean that the second front, which was thrown in doubt by the first vote, can go into operation by mid-March. This word from Ankara was pivotal to President George W. Bush’s decision to set a date for the US offensive. According to DEBKA-Net-Weekly’s sources in Washington and Ankara, the United States received a promise from Erdogan and the Turkish chief of staff, General Hilmi Ozkok that all 62,000 US troops and the equipment needed to open a second front against Iraq would be permitted to operate from Turkey, whatever the political situation in Ankara. Laying out his plan of action for the US presidential envoy for Iraq, Zalmay Khalizad, Erdogan said that he would immediately sack the five cabinet ministers who led the opposition to military cooperation with the US war on Iraq as soon as he took office. Even if the political process dragged out, he would not hold Washington hostage to Turkish politics. American action could press forward from Turkey under standing strategic accords between the two countries. Turkish troops, he promised, would fight alongside American units and those units could count on Turkish bases. General Ozkok this week wholeheartedly endorsed that pledge after overcoming his trepidation over the threat of a Turkish-Kurdish confrontation in northern Iraq igniting a Kurdish revolt in Turkey. Erdogan only asked that US troops landing in Turkey maintain a low profile and act like participants in Operation Northern Watch, which enforces the no-fly zone over northern Iraq. He also requested that the arrival of US forces – tanks crews and soldiers of the 4th Infantry Division – be kept low key and inconspicuous until next weekend. American soldiers in civilian clothes will continue to be ferried by commercial planes into Turkish air bases. To collect their gear, they will head out to US camps being thrown up in southern Turkey or Turkish military facilities placed at US disposal. Both Erdogan and his chief of staff are putting their careers on the line in a far from certain ploy. Turkish politicians are unlikely to formally endorse American troop landings until the US campaign in northern Iraq is a fait accompli. However, although Turkey stands in desperate need of the multibillion financial package promised by the Bush administration for Ankara’s participation, Erdogan is additionally influenced by another consideration. DEBKA-Net-Weekly’s sources and experts stress that the future prime minister wants a military presence in northern Iraq as leverage for a say in the US military administration of the region and especially its oil fields, just in case Washington reneges on its pledge of $2 billion a year in oil revenues and guarantee that Iraqi Kurdistan will not be granted independence. Modificato da - gz on 3/7/2003 10:25:50

 

  By: gianlini on Giovedì 06 Marzo 2003 18:24

Quanto vale un tick della vita di Saddam?