Ukraina, Russia, Bielorussia, Est...

 

  By: lutrom on Giovedì 10 Aprile 2014 23:15

Ottimo articolo, Moderatore!! Speriamo (ma ci credo poco) che articoli del genere possano aprire la mente ai vari creduloni raglianti che albergano in abbondanza ovunque e che si fermano solo all'etichetta!! Purtroppo credo però che i creduloni raglianti cambieranno idea solo quando sentiranno i morsi della fame causa crisi!

 

  By: Moderatore on Giovedì 10 Aprile 2014 21:42

ELEZIONI IN UNGHERIA - OCCHIO ALLE ETICHETTE ! 09 aprile DI NEIL CLARK rt.com Da una parte c'è un governo che ha rinazionalizzato le aziende, si è scontrato con le imprese energetiche straniere, è riuscito a far crescere i salari reali e ad abbassare la disoccupazione. Ma questo governo ha anche imposto una tassa alle banche e ha preso altre misure per aiutare la gente - come un taglio sulle bollette energetiche - per decreto governativo. Dall'altra parte, c'è una alleanza di opposizione che vuole altre privatizzazioni, vuole più politiche a favore degli "investitori globali", è spudoratamente a favore dei banchieri e della globalizzazione, dove il partito maggiore dell'alleanza, quando fu l'ultima volta al governo, fece drastici alla spesa pubblica, distrusse le aziende statali, tra cui la compagnia di bandiera Malev, lasciando milioni di persone disperate. Ora, qualcuno potrebbe pensare che il governo di cui parliamo fosse un governo "socialista" o "di sinistra" e che l'opposizione fosse "conservatrice". Ma in realtà, è tutto il contrario. Il governo ungherese, che è appena tornato al potere con circa il 45% dei voti, ha indubbiamente fatto più per la gente comune che i “socialisti” dell'opposizione, quando erano al potere nel 2002-10 (e lo dico io che da sempre sono stato socialista, non amo Fidesz). L'Ungheria ci fa capire che dobbiamo stare "attenti alle etichette" quando si arriva alle elezioni in questa era di neoliberalismo e di globalizzazione. Perché qualche volta è un partito “conservatore” quello che può – e vuole – dare alla gente comune molto più di quanto possono e vogliono dare i “socialisti”, o meglio, quelli che dicono di essere “di sinistra” o di “centro-sinistra”. In tutta Europa negli ultimi anni abbiamo visto i partiti della cosiddetta "sinistra" o "centro-sinistra" appoggiare le guerre illegali della NATO, privatizzare tutto il privatizzabile, imporre "austerità e riforme", tutto per il bene dell'1%. Quando in Francia la gente ha votato socialista alle elezioni presidenziali del 2012, probabilmente non pensava che stava votando per un presidente, ancor più guerrafondaio di Nicolas Sarkozy, quello che aveva bombardato la Libia, ma è questo esattamente quello che ha eletto. Come non potevano immaginare, gli elettori britannici che votarono Laburista nel 1997 che Tony Blair avrebbe portato il paese in una serie di guerre di aggressione illegali, o che, con i laburisti al governo, il divario tra ricchi e poveri potesse continuare a crescere come sotto i conservatori. E neppure i tedeschi che votarono per il Partito Socialdemocratico (SPD) nel 1998, avrebbero creduto che il partito avrebbe introdotto riforme neo-liberali che andavano oltre quanto aveva fatto la precedente amministrazione democristiana. La sinistra europea certamente non è più quella che era 40 anni fa, quando esistevano partiti autenticamente socialisti guidati da autentici socialisti. Quando oggi andiamo a votare alle elezioni dobbiamo essere pienamente consapevoli che esiste un "falso di sinistra" e che i partiti della sinistra in Europa, negli ultimi anni, sono diventati la "longa manu" dei guerrafondai e dei globalisti, cioè delle forze pro-neoliberiste che hanno la missione di distruggere tutte le ultime vestigia del socialismo e della democrazia sociale - per uniformare la politica estera del paese con quella degli Stati Uniti, mentre dichiarano fedeltà agli accordi UE e danno un forte sostegno alla politica di Israele. Free Image Hosting at www.ImageShack.us Il Primo Ministro Ungherese Viktor Orban (C) chiacchiera con gli scrutatori, mentre sua moglie Aniko Levai (D) prende le schede al seggio elettorale di una scuola nel 12° distretto di Budapest il 6 April, 2014. (AFP Photo / Attila Kisbenedek) Per non farci ingannare, è importante non giudicare i politici o partiti dal nome che si danno, ma da quello che fanno. Mentre la "destra" ungherese del Primo Ministro Viktor Orban stava riprendendosi le imprese del settore energetico privatizzato, l'ex premier Gordon Bajnai, il suo avversario della "sinistra liberale", protestava perché si tornasse ad una "politica-razionale" (Cioè ad una politica economica estera più aperta ai bisogni del Capitale). "Dobbiamo proporre affari per gli investitori: Offrire tagli alle tasse per far tornare gli investimenti", ha detto Bajnai. E mentre il Ministro dell'Economia ungherese, Mihaly Varga, avvertiva che le sanzioni alla Russia non avrebbero favorito gli interessi nazionali dell'Ungheria (cosa evidente) Bajnai e altri membri della Alleanza Unita “progressista-liberale-di sinistra”, hanno condannato la latitanza del governo per non aver fatto "sentire la sua voce” a favore dell'Ucraina contro la Russia. L'agenda dell'opposizione ungherese è a disposizione di tutti. Gli ungheresi, va detto a loro merito, non sono stati tanto pazzi da credere ai globalisti delle grandi imprese mascherati da “progressisti” alle elezioni: tutto il blocco dell'opposizione ha preso solo il 25%. La reazione internazionale per il risultato elettorale ungherese sta rivelando il trucco. Già abbiamo visto una quantità di tweet e di articoli di commentatori occidentali esprimere l'allarme per la crescita di Jobbik, un partito ultra-nazionalista radicale, che ha preso circa il 20% dei voti, mentre era al 4% fino a quattro anni fa. Però, curiosamente, la stessa banda di commentatori, che ci mettono in guardia sui pericoli di Jobbik in Ungheria, solo poche settimane fa appoggiava un colpo di stato violento guidato da una estrema-destra/neo-Nazista contro un governo democraticamente eletto nella vicina Ucraina. Sembra come se NOI non ci fossimo resi conto del problema che costituisca avere al governo in Ucraina, dei razzisti, antisemiti e omofobi. Al contrario dovremmo passare notti insonni per non sentirci colpevoli di non opporci a Jobbik in Ungheria, anche se Jobbik non metterà dentro il governo tanti estremisti di destra come hanno fatto quelli di Kiev. Free Image Hosting at www.ImageShack.us Supporters del partito FIDESZ dopo la vittoria alle elezioni parlamentari del 6 Aprile 2014 a Budapest.(AFP Photo / Attila Kisbenedek) L'IMPOPOLARE POPOLARE Perché questa doppia morale? Beh, Jobbik è anti-EU, ma non è anti-russo, a differenza dei gruppi ultranazionalisti radicali in Ucraina. In altre parole, le élite occidentali basano le loro opinioni sui partiti ultranazionalisti non su una valutazione obiettiva degli stessi gruppi, e su quanto essi siano realmente estremisti e neo-nazisti, ma sulla loro posizione nei confronti della Russia e se questi partiti possono essere utili per raggiungere i loro obbiettivi geo-strategici. Dovremmo odiare Jobbik per vendicarci, ma non dobbiamo odiare i gruppi della destra più estrema e più violenta, che mettono le maschere, che lanciando molotov e che rovesciano con la violenza un governo democratico in Ucraina. NON dovremmo nemmeno farci caso a questi. La copertura mediatica negativa fatta dalle elite occidentali contro il governo ungherese, ha gli stessi motivi. Il governo ungherese ha tutta la stampa avversa, perché è diventato sempre più scettico verso l'UE, ha messo da parte il neo-liberismo, ha imposto tasse sulle multinazionali straniere e - forse il suo più grande " crimine " - ha allacciato più stretti legami finanziari ed una maggiore cooperazione con la Russia. La politica di Orban vuole rimanere nella UE, ma vuole anche respingere il bullismo della UE e fare quello che è meglio per l'Ungheria. E' un atteggiamento chiaramente popolare con gli elettori, ma non con Bruxelles. Le élite occidentali odiano non solo il socialismo - come il socialismo puro di tipo venezuelano - ma qualsiasi governo che combini un moderato nazionalismo con il populismo economico, come fa Orban. Le multinazionali straniere ebbero vita facile in Ungheria nel periodo 2002-2010 quando i "socialisti" erano al potere, quando svendevano il patrimonio del paese e chiedevano prestiti dal FMI anche se il paese non ne aveva bisogno. Adesso il Capitalismo-globale non è tanto contento che l' Ungheria abbia preso una strada più indipendente. Lungi dall'essere contento di vedere un governo "conservatore" in Ungheria, chi si sente veramente "di sinistra" dovrebbe essere felice che LA FALSA SINISTRA sia stata sonoramente sconfitta ancora una volta, come lo fu nel 2010. C'è una speranza, adesso che si crei una vera opposizione anti-imperialista, anti-globalista, anti-neoliberale e anti-elitaria di sinistra, una opposizione che voglia sfidare il governo e Jobbik da una posizione socialista alle prossime elezioni. In ogni caso, dando uno sguardo agli ultimi 12 anni, è possibile che un governo Fidesz possa dare alla gente comune più di quello che avrebbe avuto se avesse vinto l'opposizione. Dando uno sguardo al quadro generale, la speranza è che la distruzione di una FALSA SINISTRA, in Ungheria possa portare alla distruzione della falsa sinistra anche in altri paesi; con i partiti socialisti-progressisti-falsi che possano essere sostituiti da quelli originali, da partiti che mettano in primo piano gli interessi della maggioranza. In Germania, questo processo è ben avviato con Die Linke (il partito di sinistra) che costituisce una sfida forte per la SPD collaborazionista. Nel frattempo, possiamo aspettarci che l'attacco occidentale contro l'Ungheria continui. Dopo tutto è il solito trattamento previsto per tutte le nazioni, dove alle elezioni non vincono quelli dell'1%. Neil Clark Fonte: http://rt.com

 

  By: pana on Martedì 01 Aprile 2014 09:32

gianlini ma quel tuo zio che era andato in Venezuela, in che settore operava? e tornato in Italia perche la manca la cara igienica ? Lo hai avvertito dei tanti cambiamenti in Italia ?

 

  By: gianlini on Lunedì 31 Marzo 2014 22:52

ce l'ha già detto... sentito decine di volte questa frase da parte di immigrati....non ce ne è uno / una che io conosca che sia realmente tornata...vedi l'ottimo post di Giorgio su Parigi per avere riferimenti...(bellissimo Giorgio!, a proposito) forse per due mesi d'estate....ma stai tranquillo che come si sta da noi, in pochissimi posti al mondo...e non sono in ucraina o russia....

 

  By: tonaus on Lunedì 31 Marzo 2014 22:48

Torna,torna. Tra 6/7 anni ci abbandona. Ce l'ha già detto. Giusto il tempo di guadagnare il necessario per comperare un altro appartamento. Annualmente manda a casa circa 12000 € netti. Forse sono le uniche che riescono a mettere via soldi.......

 

  By: gianlini on Lunedì 31 Marzo 2014 21:52

Tonaus da queste tabelle, prese dal sito ufficiale dell'Inps russo, http://www.pfrf.ru/ot_en/setting_conditions/ ricavo che la pensione media in Russia nel 2011 era di 8273 rubli; probabilmente aumentata di un 10 percento l'anno per l'effetto della inflazione, oggi è quindi intorno a 10000 rubli dal cambio euro-rublo ricavo che 10.000 rubli sono circa 200 euro credo che i valori siano mensili (spero....) capisci perché la badante a cui fa tanto schifo l'Europa, non torna cmq dal suo amato Putin?

 

  By: tonaus on Lunedì 31 Marzo 2014 19:42

E perché le cose dovrebbero andar male in Crimea ? La badante a casa dei miei viene da un paese a 50 km da Sebastopoli, la zona più "calda" della Crimea. Suo marito è ancora li, e durante le manifestazioni si era schierato con i filoeuropei. Ovviamente la moglie, un filino più informata su come l'europa distrugge i paesi, è filorussa. Ben prima del referendum i soldati russi sono passati a stracciare i passaporti ucraini promettendo quelli russi a breve. Il marito ha ricevuto una lettera che dal mese prossimo la sua pensione non sarà più erogata in grivnie, ma in rubli. Ed entro un paio di mesi si troverà anche l'aumento dell'importo pensionistico, perché Putin vuole adeguare le pensioni della Crimea a quelle dei russi, un po' più alte. Il sentore è che la stagione turistica sarà migliore delle precedenti, per l'arrivo massiccio di ricchi russi sulle coste della Crimea. La gente per le strade non è infastidita dai soldati russi. Anzi. Oggi il marito della signora adora Putin.

 

  By: gianlini on Lunedì 31 Marzo 2014 17:27

Zibordi è sempre molto piacevole, interessante e divertente da leggere, sia per le notizie che scova che per le sottolineature forti con cui le riporta si può tuttavia senz'altro affermare che, volontariamente o meno esagera, in negativo, la realtà...il che rende il racconto avvincente, ma poco adatto a formulare strategie.. leggo ora infatti che il campionato ucraino di calcio è perfettamente funzionante, e non si notano grandi sconvolgimenti data la situazione.. anzi...proprio oggi c'è un video di un giocatore del Dnipro che salva il capitano della Dinamo Kiev....

Mafiya in Ukraina - Moderatore  

  By: Moderatore on Mercoledì 19 Marzo 2014 14:51

L'aspetto comunque che è completamente assente nei giornali è il quello della "mafiya", il fatto che forse ^il più importante criminale del mondo oggi, Semion Mogilevic#http://www.fbi.gov/wanted/topten/semion-mogilevich^, proveniente da Lviv in Urkaina, sembra controlli la società del gas ukraino (RosUkrEnergo) e molte delle cose che vi succedono. ("believed by European and United States federal law enforcement agencies ...^the "boss of bosses" of most Russian Mafia syndicates in the world..."#http://organizedcrimeencyclopedia.wikia.com/wiki/Semion_Mogilevich^) Qui un ^articolo scritto da Lasha Darkmoon#http://www.darkmoon.me/2013/the-judeo-russian-mafia-and-the-bloodbath-to-come-by-dr-lasha-darkmoon^ che non sto a riassumere o tradurre perchè è un attimo estremo, ma che era riportato anche da Paul Craig Roberts (Lasha Darkmoon è una che scrive sotto pseudonimo, per motivi che si comprendono leggendola, diciamo che sottolinea l'origine etnica dei criminali della mafia dell'est....) Mogilevich era inizialmente uscito dall'URSS a fine anni '80 quando concessero i visti a centinaia di migliaia di ebrei russi e aveva impiantato la "mafyia" in America, basata a Brooklyn. Posso testimoniare che avendo vissuto un poco a Brooklyn è vera la reputazione di Brighton Beach come un enclave di immigrati dall'URSS legati al crimine. C'è un libro terrificante che racconta tutto, ^Red Mafiya", qui in versione gratuita online#http://ebookbrowsee.net/red-mafiya-how-the-russian-mob-has-invaded-america-pdf-1792475-pdf-d643701757^, dell'eroico giornalista Robert Friedman, morto subito dopo averlo pubblicato. qui un ^video della BBC su Semion Mogilevic#https://www.youtube.com/watch?v=UDkIYu3UqrM^, che da una dozzina di anni è uno dei criminali più ricercati dell'FBI, grazie ad una lunga serie di omicidi, commessi anche con le sue mani (come si vede fisicamente sembra il protagonista dei "Sopranos"). Mogilevich ha iniziato in Ukraina, poi si è spostato a Brooklyn, poi in Israele, poi in Ungheria e ora opera dall'Ukraina e dalla Russia, ma specialmente dall'Ukraina... Mogilevich però non è solo un bruto che gestisce (sembra) la maggior parte della tratta delle prostitute dall'ex-URSS), aveva studiato e preso un master in Economia in Ukraina, lo chiamato "il cervello" ("Brainy Don"), in America ha orchestrato anche una ^truffa in borsa da 150 milioni di dollari#http://www.fbi.gov/wanted/topten/semion-mogilevich^ defraudando decine di migliaia di azionisti se leggi il mandato di cattura. Su di lui leggi che controlla anche buona parte del traffico di vodka dall'est europa, che era protagonista del traffico di armi quaando era in Ungheria, che ha una specie di esercito a sua disposizione, che la NATO stessa lo ha mennzionato come una minaccia alla stabilità europea... Comunque opera appunto nel gas ukraino ed è dietro a molto di quello che succede in Ukraina, alcuni del nuovo governo sono legati a lui...

 

  By: Moderatore on Mercoledì 19 Marzo 2014 14:39

Nessuno nel 1990 avrebbe immaginato che dalla Jugoslavia sarebbero nate Serbia, Croazia, Slovenia, Montenegro, Macedonia, Kosovo, che dall'URSS sarebbero nate quindici repubbliche, dalla Bielorussia al Kirgizistan, e che dalla Cecoslovacchia Repubblica Ceca e Slovacchia. Parliamo di paesi che hanno anche solo due o tre milioni di abitanti, meno del Piemonte o della Puglia. Oggi si fa fatica a rendersi conto che in Belgio i partiti separatisti fiamminghi crescono, che la Scozia è seria nel voler staccarsi dalla Gran Bretagna nel referendum in settembre 2014 (in cui il voto indipendentista sta arrivando al 50%) e che dall'Ukraina nasceranno come minimo due stati.... (bisogna solo che anche l'Italia si dia una mossa e il Veneto che ha di fianco Slovenia e Croazia che gli danno l'esempio può essere quello che parte, grazie proprio alla devastazione creata dalla crisi)

 

  By: Ferpa on Mercoledì 19 Marzo 2014 13:46

La Crimea che (forse) non è il Kosovo La vicenda che più si avvicina a quanto sta accadendo in Crimea è quella del Kosovo, come qualcuno ha notato finalmente anche in Italia (Riccardo Pelliccetti, Il Giornale, 12/3). In Kosovo gli albanesi, divenuti maggioranza negli ultimi decenni, reclamavano la secessione dalla Serbia. Gli indipendentisti, foraggiati e armati dagli americani, facevano guerriglia e anche uso di terrorismo, l'esercito serbo e le milizie paramilitari ('le tigri di Arkan') rispondevano con durezza. C'erano due ragioni a confronto: quella degli indipendentisti albanesi e quella della Serbia a conservare l'integrità dei propri confini. Gli americani decisero che le ragioni stavano solo dalla parte degli indipendentisti e per 72 giorni bombardarono una grande città europea, Belgrado, capitale di un Paese, la Serbia, che, fra le altre cose, aveva il grave torto di essere rimasto l'unico paracomunista in Europa. I morti sono stati 13 mila, 5500 sotto le bombe il resto negli scontri che ci furono in Kosovo fra albanesi e serbi. Nel 2008 gli albanesi proclamarono unilateralmente l'indipendenza che non è da tutti riconosciuta giuridicamente ma lo è di fatto. Nel frattempo in Kosovo si è realizzata la più grande 'pulizia etnica' dei Balcani, dei 360 mila serbi che ci vivevano ne sono rimasti 60 mila. Fra la vicenda della Crimea e quella kosovara ci sono però alcune differenze. Il Kosovo, considerato 'la culla della patria serba', appartiene da secoli, storicamente e giuridicamente, alla Serbia, la Crimea fa parte dell'Ucraina solo da qualche decennio, gentile regalo di Kruscev all'interno della Federazione sovietica. La Crimea, abitata in maggioranza da russi o da russofoni, confina con la Russia. L'America, con tutta evidenza, non confina col Kosovo, sta a diecimila chilometri di distanza. Il democratico Bill Clinton per spiegare ai suoi connazionali le ragioni dell'intervento dovette prendere una carta geografica e indicare dove mai fosse questo Kosovo di cui gli americani ignoravano l'esistenza. L'aggressione americana alla Serbia non aveva alcuna giustificazione, nè materiale nè, tantomeno, giuridica e infatti l'Onu non l'avallò. Insomma pare difficile sostenere che la violazione della sovranità dell'Ucraina è «illegittima», mentre quella della Serbia, che aveva molte meno giustificazioni, anzi nessuna, invece non lo è. Gli americani hanno anche sostenuto che il referendum sull'indipendenza della Crimea «viola la Costituzione dell'Ucraina». Ma spetterà o no agli ucraini decidere se un referendum all'interno del proprio Paese viola o no la loro Costituzione? O spetta agli americani? Intanto mentre gli F-35 e gli Awacs della Nato volano minacciosi per i cieli dell'Europa dell'Est, il Corriere si chiede, comicamente, se per caso «non sia cambiata la sua natura». Il Patto Atlantico nasce come mutuo soccorso ogni volta che sia «minacciata l'integrità territoriale, l'indipendenza politica o la sicurezza» di uno dei Paesi membri. Era quindi un Patto difensivo, ma è da quel dì che, violando il suo stesso statuto, si è trasformato in offensivo. Minacciava forse qualche Paese della Nato la Serbia di Milosevic? O l'Iraq di Saddam? O la Libia di Gheddafi? La Nato è diventata semplicemente «il poliziotto del mondo». Chi gliene abbia dato la patente non si sa. Massimo Fini

 

  By: shabib on Mercoledì 19 Marzo 2014 13:38

infatti .... basta guardare gli indici e gold e $ e si vede che e' una manovra pianificata e tanto smoke in ours eyes....

 

  By: Paolo_B on Mercoledì 19 Marzo 2014 13:01

A me spiace perché Putin mi sta simpatico, ma la stampa sta fingendo che sia una vittoria russa, quella della Crimea. Invece l'hanno fregato. L'Ucraina c'entra poco o niente. Gli volevano solo f o tt ere il mercato del gas europeo. Il senso dell'operazione sta nel fatto che gli USA hanno una sovrapproduzione di shale gas e vogliono venderlo agli europei sottraendo il mercato ai russi. Occorreva litigare con la russia. http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2014-03-18/shale-gas-atomica-nuova-guerra-fredda-cosi-usa-vogliono-liberare-europa-ricatti-putin-202515.shtml?uuid=AB19Az3 I due perdenti dell'operazione saranno la Russia e i cittadini europei (questi ultimi dovranno pagare il gas americano di più e la colpa sarà addossata a Putin).

 

  By: gianlini on Mercoledì 19 Marzo 2014 08:53

Riassumiamo velocemente qualche ragazzotto, spinto secondo molti da dei neocon americani che per non lasciar traccia si fanno intercettare pure al gabinetto, fa casino a Kiev....tempo qualche settimana il presidente filorusso fugge improvvisamente in Russia in borsa calma praticamente piatta La Russia dichiara il colpo di stato (strano che un presidente regolarmente eletto che faceva gli interessi degli ucraini stia tanto a cuore a dei russi ma sono solo quegli stupidi guerrafondai di neocon che non capiscono nulla) e fa un po' di rumore con qualche carrarmato stile Risiko L'America si indigna profondamente e così pure l'UE...venti di guerra.... salta fuori che i cecchini filogovernativi sparavano proprio sui filogovernativi..o su tutti... in borsa calma praticamente piatta Qualche giorno dopo fanno un referendum in Crimea (l'avevano già in programma o l'hanno realizzato a tempo record?) che ovviamente si risolve in un plebiscito russo... Putin il giorno dopo incamera con una firmetta su un foglio di carta la Crimea, è sicuro qualche frase a voce alta di sdegno ad ovest e a est ma in borsa calma praticamente piatta come ho detto da molto tempo....è tutto stato orchestrato bilateralmente, nessun atto di una parte che l'altra non sapesse...il fine quello di ridisegnare un po' l'Ucraina e gli equilibri in quella regione... i russi erano partecipi in misura uguale agli americani e europei infatti in borsa calma praticamente piatta PS dimenticavo! guarda caso poco prima di tutto questo...vengono improvvisamente liberati da Putin Khodorkovsky e le Pussy Riot.... a me sembra abbastanza palese che Putin ha avuto ciò che voleva (la Crimea) in cambio di quanto ha concesso (la ucraina ovest all'UE e qualche antagonista caro all'ovest libero)

 

  By: gianlini on Martedì 11 Marzo 2014 11:45

“Arseniy Yatsenyuk is not Jewish, but he is a very nice person and definitely a good candidate,” Rabbi Yaakov Dov Bleich, chief rabbi of Ukraine, told JTA. Read more: http://www.jta.org/2009/08/10/news-opinion/world/ukrainian-jews-want-mayor-charged-for-slurs#ixzz2ve6abf9D http://www.jta.org/2009/08/10/news-opinion/world/ukrainian-jews-want-mayor-charged-for-slurs