Si Schianta Tutto

 

  By: Gano* on Domenica 18 Agosto 2013 13:38

E allora dividiamoci. Stacchiamo il Nord, il Centro e il Sud. Purtroppo anche la nordica Lega, quella dei polentoni lombardi e veneti, al di là dei bei discorsi che tanto impressionano il Gianlini, è precipitata nell' ottica del magna-magna, con fior di diamanti e di terreni in Africa, Bossi che si è dimesso, il Trota pure... per cui non saprei nemmeno più chi è ora a portare avanti le istanze separatiste-indipendentiste. I partiti sono tutti impegnati a portare avanti le istanze del proprio potere e del proprio potafogli. Comunque è vero quello che dici tu: c'è un' intera classe parassitaria statale che succhia le risorse a chi in Italia ancora produce qualcosa, che -per lo più- si trova al nord. Quando dico che pagando le tasse si ingrassa il maiale intendo dire PROPRIO questo. Con il tuo email Gianlini mi hai fatto ridere, perché mi è ritornato in mente quel famoso giudice di Cassazione che ha rilasciato l' intervista in dialetto da vicolo napoletano. Quello che è lì perché ha fatto "o' concuorso".

 

  By: foibar on Domenica 18 Agosto 2013 13:38

Gano, ottimo lo spunto di "appendere ai lampioni delle città tutte le caste che abbiamo in Italia"; chissà chi sarà il primo e come reagiranno gli altri? Effettivamente queste persone, i vertivci di queste caste, si sentono gli illuminati;-))) godetevi questa giornata di sole e Buona Domenica.

 

  By: gianlini on Domenica 18 Agosto 2013 13:31

Gano, tu parli come se l'Italia fosse sotto l'occupazione di un paese straniero, le famose "Caste" -e c'è un grande fondo di verità in questo è quello che sosteneva la Lega (di una volta)... via da Roma Padrona era lo slogan, che sottintendeva proprio che ci fosse una legione straniera di stanza dalle parti della pianura padana e che succhiava le risorse che i padani producevano; La Lega diceva esattamente quello che dico io: i meridionali (i disonesti e non rispettosi delle regole - vedi panegirico di Giorgio di poco fa) succhiavano le ricchezze che i padani (polentoni ma tutto sommato onesti, puntuali e rispettosi delle norme) producevano PS Giorgio, a scanso di equivoci, non sto dicendo che tu sia disonesto; tra l'altro mi sembra di poter dire che i pugliesi sono quelli che una volta al nord, più facilmente perdono le cattive abitudini acquisite in patria....;)

 

  By: Gano* on Domenica 18 Agosto 2013 13:25

Gianlini, non ho capito un' acca della tua giunta posticcia sui giudici e sulle cause che durano anni. Potresti spiegarti in italiano decente, magari in quello che si parla da noi e che insegnano al Liceo coi Promessi Sposi? Le aziende che si spostano nell' Est-Europeo non credo lo facciano per far viaggiare un po' i macchinari. Se se ne vanno dall' Italia -purtroppo- temo che vi siano ragioni piuttosto gravi. Perché non hanno avvertito i dipendenti all' ultimo momento? Non lo so, ovviamente. Non credo però per farsi beffe dei dipendenti. L' unica ipotesi che mi viene in mente è per timore di essere bloccati dai sindacati, con il risultato di non lavorare più né qui né là.

 

  By: Gano* on Domenica 18 Agosto 2013 13:13

Ma nessuno dice di no. E verissimo quello che dici tu Gianlini. Lo insegnano a educazione civica dalla terza elementare. Solo che per ottenerlo dovresti appendere ai lampioni delle città tutte le caste che abbiamo in Italia, cosa che vedo molto difficile, perché si tratterebbe probabilmente di numeri molto alti disposti a difendersi fino all' ultima goccia di sangue. Ricordo il vigile urbano che quando lo inquisirono (cosa sacrosanta) perché non timbrava regolarmente il cartellino (cosa che lui invece riteneva un diritto acquisito) andò a sparare al sindaco, al giudice e a tutti gli altri esponenti della casta che ai suoi occhi abusavano degli stessi privilegi (penso che avesse pure ragione) e dai quali si sentiva tradito: bene moltiplicalo per, diciamo, dieci milioni... Secondo te chi prende 30.000 euro il mese di pensione che NESSUNO in tempo di spending review riesce a tagliare e che si fa un baffo di quelli con le pensioni di sopravvivenza che tanto fanno piangere la Fornero permette ad un Gianlini qualsiasi di far sì che le regole in Italia vengano rispettate? Ma per favore.... Piuttosto che tagliarsi la pensione ti fa tagliare l' uccello (a TE Gianlini). La Corte Costituzionale è stata messa lì apposta per cassare qualsiasi iniziativa che possa inficiare i diritti delle caste... In un paese così non è sorprendente che il cittadino non sia spinto a rispettare le regole. E' una forma di ribellione. Ma tu non li facevi mai gli espropri proletari da ragazzetto? A quel tempo il nemico era il capitale. Oggi è lo stato rapace. Oppure l' altra soluzione sarebbe di dividerci. Per quanto ne so e per quanto ne ho letto al tempo del Lombardo-Veneto, della Toscana Asburgo-Lorena e del Regno di Napoli le regole venivano rispettate.

 

  By: gianlini on Domenica 18 Agosto 2013 12:51

l'onestà e rispetto di patti, regole, norme, parole date è un valore economico che io ritengo di grandissimo pregio, se a voi non sembra, fatti vostri, io, di fronte ai dati che provengono dall'osservazione, rimango della mia idea che la causa vada avanti 6 anni dimostra che i giudici (e gli avvocati, pensi che loro vorrebbero fare 2 udienze e via?) non sono affatto onesti, e quindi mi sembra che tu, col tuo esempio, dia ragione a me (secondo te, nella casta della magistratura, sono più quelli che vengono dal Friuli o dalla regione di Giorgio?)

 

  By: Gano* on Domenica 18 Agosto 2013 12:38

Gianlini, non fare sempre quello che casca dal pero. Sai benissimo che il pesce comincia a puzzare dalla testa. Sai benissimo che in Italia chi comanda -le caste- usa i suoi privilegi nel modo più sfacciato possibile. Senza nemmeno la vergogna di nascondersi, perché per loro sono diritti acquisiti. Sai benissimo che dei soldi che paghiamo in tasse mezzi vengono mangiati a livello centrale, a Roma mentre lo stato si fa strame dei diritti dei cittadini. Una causa civile in un piccolo tribunale tocano mi è andata avanti sette anni che ancora non aveva raggiunto il primo grado (non lo ha mai raggiunto, ma siamo arrivati -dopo sette anni- ad un accordo). Peccato che nel frattempo avevo un' attività che rischiava di chiudere. Dieci anni di attesa mi sono costati diverse migliaia di euro. Per pudore non dico quante. Ci credo che molti si spostano all' estero... Ti meravigli di quello che sposta tutto in Romania? Con uno stato così non mi stupisco che i cittadini non rispettino le regole. Ed e' quello che dice Gorgiofra. Il pesce comincia a puzzare sempre dalla testa.

 

  By: Gano* on Domenica 18 Agosto 2013 12:38

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  By: Gano* on Domenica 18 Agosto 2013 12:38

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  By: Gano* on Domenica 18 Agosto 2013 12:38

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  By: gianlini on Domenica 18 Agosto 2013 11:49

giorgio, quante balle! se non capisci il valore del rispetto delle regole (quello per cui quando è verde sai che puoi passare a 50 kmh perchè nessuno ti investirà, mentre se non puoi contarci rallenti fino ai 25-30, controlli che non ci sia nessun pirla che passa dall'altra parte, e poi riaccelleri - benzina, tempo, energie sprecate!), non ci posso far niente.... ecco un esempio di disonestà e sregolatezza costruttive.... Modena, l’azienda manda i lavoratori in ferie e intanto si trasferisce in Polonia Succede alla Firem di Formigine. Il 2 agosto è iniziata la pausa estiva, il giorno dopo ha preso il via il trasferimento delle attrezzature. I 40 dipendenti in presidio per impedire la partenza dell'ultimo macchinario. I sindacati: "Ci hanno detto che chi vuole avrà il suo posto di lavoro nel paese dell'Est Europa". I proprietari non rispondono più al telefono, nemmeno al sindaco che chiede spiegazioni

 

  By: giorgiofra on Sabato 17 Agosto 2013 19:03

fateci caso: non esiste paese al mondo in cui le leggi, l'onestà e le regole civili sono rispettate, che sia povero ----------------------------------------------------------------------------------------- Gianlini, siamo certi che sia il rispetto delle regole a generare prosperità, oppure che non sia la prosperità a favorire il rispetto delle regole? Faccio un esempio: il cittadino di un certo paese, rimasto disoccupato, riceve dallo stato quanto necessario alla sopravvivenza, si iscrive al collocamento ed aspetta un nuovo lavoro che, con grande probabilità, arriva entro pochi mesi. Si astiene, quindi, dal lavorare in nero. Il cittadino di un altro paese, rimasto disoccupato, viene completamente abbandonato dallo stato, e pur essendo iscritto al collocamento, mai verrà chiamato per un nuovo lavoro. Nel frattempo cerca di sopravvivere lavorando in nero. Se l'onesto cittadino del primo paese si trovasse nel secondo, siamo certi che non cercherebbe anch'egli di sopravvivere? Magari lavorando in nero? Che poi quello italiano sia un popolo dall'indole anarchica, è vero. Ma questo è il risultato di due millenni di storia. Cambiare mentalità, sempre che sia conveniente, richiede secoli, e non certo qualche decreto legge. E poi occorre vedere cosa si intende per civiltà. Che quello tedesco sia un popolo con un senso civico maggiore del nostro è lapalissiano, ma questo non vuol dire che sia più civile. Senso civico e civiltà sono cose molto diverse. L'italia, nelle sue varie espressioni territoriali e politiche, nonostante l'anarchia, il disordine, la debolezza politica e militare, ha dato al mondo, nel corso dei secoli, molto più di ogni altro paese. I primati degli italiani sono numerosissimi, nonostante tutto. Per cui, forse, sarebbe il caso di prendere coscienza della propria diversità ed unicità, e farne tesoro, piuttosto che vivere in questo perenne senso di inferiorità rispetto agli amici tedeschi. Mi pare che, nonostante la nostra approssimazione, il nostro anarchismo e tutti i difetti che ci addebitano, l'Italia, nei 40 anni successivi alla fine della seconda guerra mondiale, ha costruito un'economia fra le prime 7 al mondo. Sebbene fosse un piccolo paese privo di materie prime, nonostante le ruberie, la corruzione e l'inefficienza della pubblica amministrazione. L'industria italiana, prima del declino, era leader in innumerevoli settori. Se pensiamo al cinema, alla moda, al design, all'agroalimentare, allo sport, dobbiamo dedurne che forse, un certo spirito anarchico, ha i suoi lati positivi. Francamente, alla noia un po stoica di una capitale scandinava, preferisco di gran lunga l'anarchia epicurea di una città come Roma. Il genio, almeno in certi ambiti, vuole sregolatezza, e non disciplina.

 

  By: Fr@ncesco on Sabato 17 Agosto 2013 17:13

Gano, sì: una volta era uso comune di tradurre i nomi stranieri nella propria lingua, vedi noi con "Carlo Marx", "Abramo Lincoln", etc (oggi l'usanza è rimasta per le dinastie monarchiche). Per cui ti chiedo di scusarmi, ho scritto una scempiaggine perché è evidente che all'epoca della stesura di quel rapporto tradurre i nomi era pratica accettata e diffusa.

 

  By: Gano* on Sabato 17 Agosto 2013 14:23

[Fr@ncesco] il fatto che gli autori del medesimo non siano evidentemente a conoscenza che il nome proprio di Hitler è scritto "Adolf" con la "f" alla fine e non - come invece avviene nella lingua inglese - "Adolph" con il "ph" ------------------------------------------------------------------------------------------- La questione che sollevi mi ha incuriosito. Possibile che esperti dell' OSS fossero così sprovveduti? Ho dato una rapida occhiata. Nelle lingue anglosassoni il nome "Adolfo" è scritto Adolph, così come nelle lingue scandinave da cui trae origine. Il nome originario di Hitler era probabilmente Adolph (come il Re di Svezia il cui nome latinizzato è Gustavus Adolphus e da cui verosimilmente deriva) da lui germanizzato in "Adolf". Non vorrei ora entrare troppo in un' analisi etimologica del nome, ma l' uso "Adolph" per il Führer doveva essere a quei tempi molto diffuso e accettato nel mondo anglosassone, tanto che il Time Magazine del 2 gennaio 1939 dedica la copertina al ^Man of the Year "Adolph Hitler"#http://www.time.com/time/covers/0,16641,19390102,00.html^. E al di là di questi fatti marginali e tutto sommato ben poco importanti, ho trovato quel profilo psicologico estremamente interessante.

 

  By: Fr@ncesco on Sabato 17 Agosto 2013 02:53

[Gano] Analysis of Adolph Hitler +++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++ Grazie della segnalazione di questo testo, il cui contenuto è sicuramente interessante e intrigante, ma il fatto che gli autori del medesimo non siano evidentemente a conoscenza che il nome proprio di Hitler è scritto "Adolf" con la "f" alla fine e non - come invece avviene nella lingua inglese - "Adolph" con il "ph" alla fine mi fa già passare la voglia di leggerlo.