Letture consigliate per la salute

 

  By: pana on Lunedì 11 Maggio 2015 09:57

un ottimo esempio di coscienza civile ed ecologica quella del sindaco DE BLASIO che vuole finalmente spegnere tutte questi neo,insegne,lui lucine lucette un orgia di watt sprecati vergognosa ma pensiamo a tutto il carbone,petrolio e gas che vengono sprecati solo per illuminare la notte ! ASSURDO La settimana scorsa si è riunito il consiglio municipale della città di New York per discutere una proposta di legge, sostenuta dall’amministrazione del sindaco Bill de Blasio, che ha l’obiettivo di diminuire l’impatto ambientale di New York. La legge obbligherebbe, infatti, migliaia di edifici commerciali a ridurre in certe or e della notte l’illuminazione sia interna che esterna – in sostanza, a spegnere le luci quando si va via. La proposta, in linea con la promessa di Bill de Blasio di fare di New York una città più verde ha, com’era prevedibile, sollevato animate reazioni da parte dei cittadini: da un lato, tra i favorevoli, gli ambientalisti e amanti della natura, che temono per le migrazioni notturne di uccelli e sognano notti più stellate; dall’altro, tra i contrari, quelli che associano la luce a un’idea di prosperità, di ostentata bellezza, di attrattiva turistica e, in qualche modo, a un senso di sicurezza.

 

  By: shabib on Giovedì 23 Aprile 2015 15:11

GANO caro , fossero solo gli ormoni ... per mia fortuna o sfortuna io sono un rivelatore di ogm , mi vengono attacchi di allergia appena mangio uno di quei prodotti o mi trovo vicino ad un campo coltivato perversamente , ma la frode ai consumatori , dopo ttpi sara' immensa sia sotto il profilo qualita' che quantita' del lavoro impiegato in agricoltura per ottenere cibi genuini ...

 

  By: MR on Giovedì 23 Aprile 2015 15:09

#i#Che il paese piu' corrotto e marcio del mondo possa avere l'alimentare piu' sicuro e' una convinzione davvero pittoresca. A furia di sentirlo ripetere molti (anche all'estero) ci credono, su quali evidenze non e' dato sapere.#/i# Sei grottesco. Nemmeno quando si parla di cucina riesci a toglierti questo livore anti-italiano da quell'orifizio grondante diarrea che utilizzi come bocca. Ma rilassati.

 

  By: Gano di Maganza on Giovedì 23 Aprile 2015 14:32

Sicuramente l' alimentare italiano è più sicuro di quello americano che vi imporranno presto con il TTIP, quando diventerete tutti obesi da ormoni come loro.

 

  By: antitrader on Giovedì 23 Aprile 2015 13:33

Che il paese piu' corrotto e marcio del mondo possa avere l'alimentare piu' sicuro e' una convinzione davvero pittoresca. A furia di sentirlo ripetere molti (anche all'estero) ci credono, su quali evidenze non e' dato sapere. Perche' ci sono i controlli? sisi, ve li raccomando quelli, come quelli fiscali, abbiamo il fisco piu' invasivo del mondo e l'elusione imperversa tramite trucchetti subdoli e fantasiosi. Non c'e' motivo di ritenere che le stesse tecniche (quelle fantasiose) non siano applicate alle produzioni alimentari con tutte le conseguenze del caso che e' facile immaginare.

 

  By: shabib on Giovedì 23 Aprile 2015 12:14

POI , per quanto ci si possa prefiggere di sfuggire grassi, ogm , nitriti e nitrati , coloranti e solfiti etc , c'e' il resto .... Report: vitelli dopati e consumatori ingannati Le rassicurazioni del ministro Lorenzin in vista dell’EXPO, la solita retorica del cibo italiano sicuro e migliore degli altri. Rassicurazioni che si poggiano su un sistema inefficace. Anticipazione di un'inchiesta che andrà in onda a Report domenica alle 21.45 su Rai3 - Sabrina Giannini /CorriereTv Proprio ieri il ministro Lorenzin ha parlato in un convegno di falsi miti scientifici da sfatare. Cominciamo da quello che di recente ha veicolato lei affermando che “l’Italia è leader per sicurezza degli alimenti”. Partendo da un caso di corruzione di un veterinario del servizio sanitario di Cuneo e da una inchiesta che ha condannato lui (perché ha ammesso la corruzione) e due grandi allevatori di vitelli a carne bianca (per il reato di adulterazione e sofisticazione di alimenti e per corruzione del funzionario) si apre uno scenario inquietante su un sistema in cui tutti, dai grossisti ai macellatori, erano a conoscenza delle siringhe contenenti steroidi sessuali per aumentare il peso degli animali, quindi i guadagni. Gli unici all’oscuro di tutto (non a caso) erano e sono i consumatori. L’inchiesta pregevole della Guardia di finanza di Cuneo condotta dal Procuratore capo Francesca Nanni svela come il sistema dell’allevamento intensivo sia un sistema di inciviltà verso gli animali (mal)trattati come macchine, i quali non possono che presentare il conto a chi li mangia. D’altro canto basta domandarsi perché serva un’indagine degna dell’antimafia (intercettazioni, pedinamenti) quando ogni giorno viene decantato dai nostri ministri un sistema di controllo efficace. Infatti non lo è. Il dramma è che sia gli allevatori che i ministri e soprattutto i loro funzionari strapagati lo sanno. Gli unici che non devono saperlo siamo noi consumatori, rassicurati (non ultimo dal ministro Lorenzin proprio sulla sicurezza dei nostri prodotti grazie al capillare sistema di controllo). Intanto senza due inchieste della magistratura di Cuneo oggi migliaia di vitelli di una sessantina di stalle finirebbero sulle tavole contenenti anabolizzanti. Ma i consumatori vanno rassicurati: perché se sapessero cosa si nasconde dentro quelle stalle, se sapessero dell’uso sistematico dei farmaci (lecito), dell’incapacità del sistema di controllo (europeo e quindi italiano) a scovare i trattamenti illeciti, se vedessero come la politica europea ha consentito di aggiungere di tutto al latte artificiale… Se sapessero, allora non comprerebbero più. Dunque il sistema di controllo è inefficace volutamente per agevolare l’industria dell’allevamento intensivo. http://video.corriere.it/report-vitelli-dopati-consumatori-ingannati/1a3ba028-e908-11e4-88e2-ee599686c70e

 

  By: lutrom on Mercoledì 22 Aprile 2015 17:50

Quella, Oscar, fa BENISSIMO se non si soffre di cuore (altro che il muso scheletrico di gente come rigor e simili), fa malissimo se uno ha il cuore un po', ehm, debole (si rischierebbe di morire a... "cavallo", eh eh eh... Certo, meglio che morire mentre, rincoglionito, ti puliscono il cul. in un ospizio, cioè, scusate, in una struttura residenziale assistenziale, come li chiamano, ipocritamente, oggi...). Io, comunque, NON soffro di cuore, eh eh eh eh eh eh................................................................... (nascondo sotto i molti puntini i miei SUINISSIMI pensieri!!!!) Ringrazio nuovamente tutti per i complimenti: anche a me piacerebbe conoscervi, ma purtroppo io abito nel Lazio al sud di Roma. Si fece un incontro a Pescara ma io non son potuto andare: si cercò di organizzarne un altro nel centro Italia ma poi non si è fatto nulla. Per me partecipare agli incontri che invece si sono fatti al Nord è praticamente (quasi) impossibile (moglie, figli, lavoro, ecc. ecc.). Comunque anche io per un anno (scolastico) ho gravitato in area lombarda, infatti sono stato supplente annuale al liceo scientifico di Clusone in provincia di Bergamo (sono ormai passati circa 15 anni da allora...). Mi trovai benissimo, meglio che nelle mie zone (!!!): ero convinto di restare lì (anzi, VOLEVO restare là!), però, i casi della vita, ebbi subito dopo il posto di ruolo vicino casa nel Lazio (di solito accade il contrario!!) e sono tornato giù; guarda caso ho conosciuto mia moglie appena tornato da Bergamo e quindi è sfumata definitivamente l'idea del Nord: quando si dice i casi della vita...

 

  By: traderosca on Mercoledì 22 Aprile 2015 17:05

Lutrom,questa fa male o bene?

 

  By: MR on Mercoledì 22 Aprile 2015 13:59

Lutrom bravo est :)

 

  By: Gano di Maganza on Mercoledì 22 Aprile 2015 12:46

Soprattutto Lutrom, a differenza della moltitudine dei forumisti qui sopra, è dotato di un sano e pungente buon senso.

 

  By: shabib on Mercoledì 22 Aprile 2015 09:34

Lutrom caro , non e' troppo , e' frutto della stima , e fortunatamente , oltre te , ci sono anche alcune altre persone che stimo e ringrazio di cuore di stare qui , perche' e' stato fin'ora un ritrovo di persone di valore , con loro ci incontriamo perche' e' semplice gravitando tutti in lombardia . se possibile sarei felicissimo di conoscere anche te. intanto buona giornata.

 

  By: lutrom on Martedì 21 Aprile 2015 23:53

Beh, che dirti Shabib, se non grazie per i complimenti??... Però, "grazie di essere qui con noi", è troppo...

 

  By: shabib on Martedì 21 Aprile 2015 14:25

LUTROM caro , apprezzo sempre i tuoi input mentali su qualsiasi argomento proponi . certo oggi forse e' sempre piu' difficile dipanarsi in questa matassa dove , non dico il caso che qui citi , ma normalmente case farmaceutiche , dottori o produttori di cibi cercano di sedurre il pubblico con nuove idee provate sul bene o male di un prodotto alimentare . ecco perche' con l'eta' do retta all'esperienza e diffido , E RIPETO NON RIFERITO A TE O VERONESI O ALTRI , delle trovate della nuova scienza. l'esperienza mi dice che se un organismo e' sano , quindi geneticamente non portatore di mali tipo diabete o altro , attenedosi ad una dieta dove in medio stat virtus , puo' vivere bene e a lungo. non credo che sia giusto , ripeto per una persona non portatrice di problematiche , indirizzarsi solo verso un cibo , ma equilibrare tutti i cibi naturali il piu' possibilmente che il mercato puo' offrire... sono quindi contro ogni prodotto frutto di manipolazione commerciale , perche' penso che il giusto di pane o pasta o pesce o carne o latticini e verdure e frutti sia la dieta ideale per tutti , condito da un po ' di buon vino. non bisogna esagerare mai con grassi e olii cotti , o con carni bruciate per ovvi problemi oncologici .... e parliamo di mangiare , perche' credo se parlassimo di ambiente , allora sarebbe molto piu' difficle trovare soluzioni ... GRAZIE DI ESSERE QUI CON NOI. ti abbraccio

 

  By: lutrom on Martedì 21 Aprile 2015 00:14

Al solito chi dice una cosa (come ad esempio Veronesi: mangiate verdure, no alla carne! Anzi, oggi sta quasi diventando una moda essere vegetariani...) e chi dice l'ESATTO contrario... -------------------------------- Carboidrati: sì o no? di Elisabetta Ambrosi su www.repubblica.it Secondo lo studioso statunitense David Perlmutter l'assunzione dei carboidrati provocherebbe un grave declino cognitivo e gravi patologie cerebrali, come la sindrome di Alzheimer. Colpa della capacità di questi alimenti di far aumentare la glicemia (colpevole a sua volta di livelli elevati di insulina). Il consiglio è dunque di adottare una dieta priva di carboidrati. Anche se le critiche non mancano: le diete iperproteiche, infatti, sarebbero foriere di diversi problemi di salute: dai calcoli renali all'osteoporosi. Le disfunzioni del nostro cervello? Nascono dal pane quotidiano: in altre parole, da tutti i cereali moderni, persino quelli integrali, che ingeriamo ogni giorno. Lo sostiene, in un poderoso studio scientifico appena tradotto in italiano, La dieta intelligente. Perché grano, carboidrati e zuccheri stanno minacciando il nostro cervello, (Mondadori), il neurologo David Perlmutter. Secondo lo studioso statunitense, l’assunzione, anche controllata, di questi ingredienti provocherebbe “un grave declino cognitivo e patologie cerebrali conclamate, irreversibili, non trattate e incurabili”, come la sindrome di Alzheimer, oltre a disturbi dell’attenzione e iperattività, ansia e stress cronico, mal di testa ed emicrania, depressione, diabete, epilessia, patologie infiammatorie come l’artrite, insonnia, problemi intestinali, tra cui celiachia e sensibilità al glutine. E il problema nasce proprio da quest'ultimo, una sostanza che nella quasi totalità degli individui scatenerebbe una risposta infiammatoria dannosa per l’organismo. Ma cosa succede esattamente al nostro organismo quando introduciamo carboidrati? Secondo Perlmutter, il problema di questi alimenti è la capacità di far aumentare la glicemia. Dando luogo a livelli elevati di insulina. Più quest'ultima aumenta, più le cellule diventano meno reattive al suo segnale, costringendo il pancreas a uno sforzo ulteriore per abbassare la glicemia: sforzo che produce un ulteriore incremento dell’insulina. Questo aumento, spiega il neurologo, resta comunque insufficiente. A causa dell’assunzione massiccia di carboidrati, infatti, le cellule saranno ormai divenute incapaci di rispondere al segnale dell’insulina (si tratta del fenomeno della insulinoresistenza), con conseguente aumento della glicemia, che a sua volta favorisce lo sviluppo del diabete di tipo 2 (anche se, secondo l’autore, non è necessario avere il diabete per soffrire di iperglicemia cronica, una patologia comunque da curare con la dieta). Pur non essendo ancora stato dimostrato un legame diretto tra diabete e morbo di Alzheimer, secondo lo studioso le due malattie hanno la stessa origine, derivano cioè “da un’alimentazione che costringe il corpo a sviluppare vie biologiche che portano a un malfunzionamento e, in un secondo momento, a patologie”. L’altra tesi che lo scienziato critica con forza nel libro è quella secondo cui il colesterolo sarebbe dannoso. I grassi saturi, quelli che compongono il latte materno, dovrebbero al contrario far parte della dieta, perché riducono la minaccia di patologie cerebrali e aumentano la longevità, come dimostrato da numerosi studi citati nel testo. Meglio burro e uova del pane Il piano di azione suggerito da Perlmutter è duplice. Il primo passo, anzitutto, è sottoporsi al controllo del livello di insulina a digiuno, un esame che il neurologo suggerisce a tutti i pazienti arrivati nel suo studio che lamentano sintomi di problemi neurologici e cerebrali. Il secondo è una modifica radicale della nostra alimentazione che ci faccia tornare alla dieta dei nostri antenati, ricca di cacciagione, grassi, poca frutta e senza carboidrati. Molto meglio dunque, per quanto possa suonare paradossale, sostituire il pane con burro, carne, formaggio e uova, oltre che con verdure in grande quantità. Assumendo inoltre al tempo stesso alcuni integratori specifici per la salute del cervello, insieme a probiotici e a spezie specifiche come la curcuma. Oltre a numerose ricette, nel libro c’è anche un esempio di menù settimanale che dà l’idea del cambio suggerito dall’autore: uova e verdure, oppure salmone e formaggio per colazione; pollo, salmone o tonno e verdure per pranzo; bistecca, agnello, filetto, pesce al forno con verdure e dessert per la cena. Quella consigliata dal neurologo rientra nell’ambito delle cosiddette diete iperproteiche. Sulle quali, però, gli esperti si dividono, con tanto di studi che dimostrano le conseguenze nefaste di un’eccessiva assunzione di proteine animali per il nostro organismo. È il caso, ad esempio, delle nutrizioniste spagnole Terica Uriol e Ana Marìa Pascual, di cui proprio in questi giorni esce in Italia, per Corbaccio, il libro W i carboidrati. Nato come un saggio rivolto soprattutto contro la moda, e i danni della Dieta Dukan, il libro è in generale un atto di accusa alle diete troppo ricche di proteine animali a favore di un’alimentazione che contenga anche i carboidrati e, in particolare il pane. Secondo le due studiose, non si contano ormai gli studi che dimostrano gli effetti nocivi di tali regimi alimentari, tra cui seria costipazione, aumento delle malattie cardiovascolari, tumori, problemi renali, osteoporosi, problemi gastrici. Queste diete, e in particolare quella Dukan, fanno parte infatti della categoria delle cosiddette diete chetogeniche, basate cioè sul meccanismo della chetosi, “una condizione di eccezionalità e sofferenza del corpo”, dovuta alla riduzione dei carboidrati (o idrati di carbonio). Riducendo i carboidrati sotto gli ottanta grammi al giorno, si arriva infatti a una condizione di ipoglicemia, che costringe l’organismo a utilizzare le riserve di grasso per trasformarle in glucosio (il che spiega la rapidissima perdita di peso che rende queste diete così appetibili), con affaticamento del fegato e conseguente produzione di corpi chetonici. I quali, quando si accumulano, possono provocare l’acidosi, una reazione gravissima che richiede un urgente intervento in ospedale. Oltre ad affaticare il fegato, inoltre, questi regimi sottopongono a uno stress notevole anche i reni, con il rischio reale di insorgenza di calcoli renali. Le diete iperproteiche, infatti, creano un accumulo di acido urico, responsabile di malattie come la gotta, calcoli renali, artrite e sofferenze cardiache. Ma sono responsabili, secondo le due nutrizioniste, anche dell’osteoporosi, a causa della perdita di calcio dalle vie urinarie provocata appunto da un grande consumo di proteine. La dieta del “panino” In breve, scrivono Terica Uriol e Ana Marìa Pascual, il glucosio, lungi dall’essere dannoso, è indispensabile per il nostro cervello e il nostro organismo. E non è un caso che l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) consigli una percentuale quotidiana di carboidrati oscillante tra il 45 e il 60% mentre l’Organizzazione Mondiale della sanità (Oms) indica una cifra ancora superiore, tra il 55 e il 75%. La dieta più equilibrata sarebbe dunque quella basata sulla classica piramide alimentare mediterranea, che suggerisce il consumo di una o due porzioni di frutta e verdura e una o due porzioni di prodotti a base di cereali a pasto, più due porzioni di carne e due di pesce a settimana e fino a quattro uova settimanali. Ecco dunque il piano tipo proposto dalle due nutrizioniste. Per colazione, latte scremato, caffè e pane, poi spuntino di frutta o yogurt. Per pranzo, invece, un’alternanza di riso con pesce e verdure, zuppe di verdure con carne, insalate con pesce alla piastra o al forno. Per cena, sono consentite invece fino a quattro fette di pane in cassetta per le donne e sette per gli uomini (o 15-20 centimetri di baguette per le donne e 25-40 per gli uomini), accompagnate da pesce bianco, pollo o tacchino, salmone, frittata o prosciutto. Due diete opposte, due punti di vista diversi che portano a sostegno delle proprie tesi poderosi studi scientifici. Orientarsi in una tale divergenza di pareri non è affatto facile. Leggere e informarsi per farsi un’idea della serietà delle argomentazioni è fondamentale, ma la valutazione finale, in base alle nostre inclinazioni e ai nostri valori, resta sempre personale. E forse è un bene che sia così, specie se si opta per evitare fondamentalismi e ossessioni che sempre di più, purtroppo, riguardano ciò che mangiamo, con conseguenti rischi di comportamenti sbagliati e sofferenze psicologiche. Evitabili con un po’ di riflessione e un pizzico di relativismo: in fondo, poter scegliere cosa mangiare resta sempre un lusso, come la storia, e la geografia, ci ricordano costantemente.

 

  By: lutrom on Lunedì 17 Novembre 2014 15:00

Indovina indovinello, chi su questo forum (e sono in molti...) ha contratto questo virus??...