Solo oro, petrolio , acqua, detersivi , birra

 

  By: Moderator on Sabato 25 Settembre 2004 21:06

Il ciclo (curva di Coppock )sarebbe di 36 anni , 19,7 ascendente 16,3 discendente ,l' inizio della fase discendente sarebbe dal 2000. Se lo piglia posto il grafico di Traderh.Potrebbe anche non calare ,come dal 65 all' 80 , ma se si calcola l' inflazione di quegli anni è calato anche allora

 

  By: Gilberto on Sabato 25 Settembre 2004 17:17

dovremo aspettarci nuovi minimi sul Dow verso 6400 ----------------------------------------------------------- A me una fattucchiera e una cartomante hanno parlato di 6,250 per il Dow .... magari le tue erano più ottimiste ......

 

  By: Leofab on Sabato 25 Settembre 2004 15:50

I commercials sul nasdaq100 stanno pisciando di fuori all'improvviso?

 

  By: Leofab on Sabato 25 Settembre 2004 15:27

Anche qui da noi.... Si individuano abbastanza bene i cicli a 15 anni e 30 anni. Proprio per questo, è agevole intuire che per gli anni 2006-2007 dovremmo avere la chiusura del ciclo a 15 anni, ma non solo, anche il 30 ennale deve chiudere in quella data. Lo si evince dalla partenza congiunta dei cicli nel 1977 (1977+30=2007), avvenuta negli anni a seguire in modo scoppiettante, come già ricordato. Inoltre, il ciclo ancora maggiore sarebbe prossimo a svoltare verso il basso. Da questo, cosa si può dedurre: - se l'onda che ha chiuso il ciclo a marzo 2000 è la 5, allora, siamo entrati in correzione di lungo periodo, e quella che si è chiusa (o ancora non chiusa) a settembre 2001 non è che un piccolo assaggio di quello che deve ancora avvenire - dopo il crollo fino al 2007, seguirebbe una ripresa identificabile come onda B della correzione (partenza del terzo ciclo a 15 anni, che però genererebbe un top inferiore al marzo 2000), con chiusura nel 2037 del ciclo a 60 anni.............mi fermo qua perché mi rendo conto che stiamo ipotecando un futuro che forse neanche vedremo. Ci sono però molte probabilità che questa generazione abbia visto il massimo dei massimi e possa di conseguenza iniziare a cavalcare, abbastanza dall'inizio il grande downtrend. Dopo aver messo insieme tutti i pezzi del puzzle, mi sono ricordato anche che nel 2000 circa si diveva chiudere un ciclo Kondratieff.

 

  By: Leofab on Sabato 25 Settembre 2004 15:05

Sembra che diversi analisti in america stiano rispolverando il ciclo di lungo, per dire che il mercato é arrivato e dovremo aspettarci nuovi minimi sul Dow verso 6400 e Nasdaq 1000. Ma anche nelle fasi "autunnali" di kondratieff vediamo come ci siano stati movimenti opposti alle aspettative.

 

  By: panarea on Martedì 16 Marzo 2004 18:01

lo stesso pezzo era sul corriere economia di ieri....

 

  By: XTOL on Martedì 16 Marzo 2004 15:26

per correggere l'effetto malefico di Usamlab ---------------------------- malefico o premonitore? il pendolo oscilla: XTOL FED ALLE BANCHE: FATE ESERCITAZIONI ANTICRAC di Renato Ferraro 16 Marzo 2004 0:17 MILANO «Stress testing», una prova di sicurezza simulando condizioni estreme: la consigliano alle banche tanto la Federal Reserve americana quanto la Bis di Basilea, la banca centrale delle banche centrali. Lo scopo è di mettere a punto i piani di difesa degli istituti di credito nell'eventualità di uno choc imprevisto, perché c'è il timore che una scossa, provocata ad esempio da un improvviso movimento dei cambi o dei tassi, possa far implodere un gruppo bancario, affondando a catena altre grandi banche fino a produrre un disastro globale. E’ solo uno scenario. Ma, come ripete Alan Greenspan, il governatore della Fed, «non vanno ignorati gli scenari che sembrano poco probabili, qualora comportino conseguenze catastrofiche». Difficile da valutare ma concreto, il pericolo d'un collasso sistemico discende soprattutto dall'uso su larghissima scala di strumenti che dovevano invece ridurre i rischi finanziari, i derivati. Se interessa l'intero articolo: http://www.wallstreetitalia.com/articolo.asp?ART_ID=205576

le magliedilana sono teste di cazzo che sacrificano le vite altrui nella speranza di guadagnare spiccioli di sopravvivenza

Ma ci sarebbe anche un sottofondo di benessere - gz  

  By: GZ on Lunedì 15 Marzo 2004 23:31

Humm...qua per correggere l'effetto malefico di Usamlab ecco un pezzo dell'Economist di ieri l'altro che da la versione benefica dei dati. Spiega con esempi e numeri esatti quello che ho provato a dire qua anche io e cioè che la borsa è sopravvalutata e c'è molto debito che si accumula, ma al momento per quello che riguarda l'america non sono mai stati così bene, una cosa facilmente verificabile andandoci specie se uno c'è già stato anche anni fa In assenza di un crac del dollaro o di ansia per terrore come quello di Madrid riemergerà un SOTTOFONDO DI BENESSERE cose come la ricchezza totale che ha toccato il record di 44 miliardi di dollari superando quella del 2000, la disponibilità di case e vani per abitante che è doppia di quella europea, l'assistenza sanitaria high tech spettacolare che ha portato tra le altre cose a una mortalita infantile dimezzata nonostante 20 milioni di messicani appena entrati, 25 miliardi di dollari all'anno spesi solo per barche e motoscafi... Personalmente la cosa che mi stupisce di più è l'assistenza sanitaria di lusso di massa: gli ospedali che ho visto somigliano ormai tutti a alberghi di prima categoria, non c'è ad esempio nessun odore in giro che ne dia l'idea, i giornali pubblicano le hit parade degli specialisti sulla base delle referenze date dai pazienti per cui prima di sceglierne uno tra quelli che ti da la tua assicurazione consulti le classifiche, li chiami a qualunque ora e dopo mezzora il medico ti richiama a casa o ti richiamano a casa di loro iniziativa per sapere come stai... Il tutto costa cifre folli, la spesa sanitaria è il 17% del PIL e lo stato e le aziende si svenano anche perchè ogni medico è coperto da cinque milioni di dollari di assicurazioni che vanno messe nel conto, ma in qualche modo la cosa continua e contribuisce parecchio al senso generale di benessere ------------------^dall' Economist#http://www..com/printedition/displayStory.cfm?Story_ID=2501977^ ------------------------ ANOTHER month, another dismal set of job figures. America pulled out of its last economic recession way back in November 2001, yet the country's “jobs recession” finished only last autumn, by when 2.7m jobs had been lost since the start of the slowdown. Now, though economic growth has bounced back, new jobs refuse to do the same in this, the third year of recovery. In February, a mere 21,000 jobs were created, according to the official payroll survey, at a time when George Bush's economists forecast 2.6m new jobs for 2004. Mounting alarm at the White House, and increased calls for protection against what a growing number of Americans see as the root of most ills: the “outsourcing” of jobs to places like China and India. Last week the Senate approved a bill that forbids the outsourcing of government contracts—a curious case of a government guaranteeing not to deliver value-for-money to taxpayers. American anxiety over the economy appears to have tipped over into paranoia and self-delusion. Too strong? Not really. As The Economist has recently argued—though in the face of many angry readers—the jobs lost are mainly a cyclical affair, not a structural one. They must also be set against the 24m new jobs created during the 1990s. Certainly, the slow pace of job-creation today is without precedent, but so were the conditions that conspired to slow a booming economy at the beginning of the decade. A stockmarket bubble burst, and rampant business investment slumped. Then, when the economy was down, terrorist attacks were followed by a spate of scandals that undermined public trust in the way companies were run. These acted as powerful headwinds and, in the face of them, the last recession was remarkably mild. By the same token, the recovery is mild, too. Still, in the next year or so, today's high productivity growth will start to translate into more jobs. Whether that is in time for Mr Bush is another matter As for outsourcing, it is implausible now, as Lawrence Katz at Harvard University argues, to think that outsourcing has profoundly changed the structure of the American economy over just the past three or four years. After all, outsourcing was in full swing—both in manufacturing and in services—throughout the job-creating 1990s. Government statisticians reckon that outsourced jobs are responsible for well under 1% of those signed up as unemployed. And the jobs lost to outsourcing pale in comparison with the number of jobs lost and created each month at home. Even here, the rate of job “churn” has, for unclear reasons, been falling since mid-2001. Waiting for the job recovery might be a good time to take a broader measure of the material well-being of Americans. Their condition is widely held to be perilous. The economy, it is said, is being “hollowed out” by international competition and the connivance of business and political elites, creating “two Americas”, one rich, one poor. Median income of American households, commentators often say, has been stagnant, though census figures give a rise of one-fifth since 1980. Lou Dobbs, on CNN's “Lou Dobbs Tonight”, is just one media fabulist who makes his living by claiming that, as America is being “exported”, so the well-being of middle Americans is in a parlous state. It is a good story, but false on many levels. For a start, this slow growth in median income overlaps with a scale of immigration into America outpacing all immigration in the rest of the world put together. Many immigrants have come precisely to take up the lowest-paid jobs. As a result, in the 20 years to 1999 some 5m immigrant households were added to those defined as below the poverty level. Yet among native-born Americans, poverty rates have declined steadily since the 1960s. In the case of black families, median incomes have recently been rising at twice the pace for the country as a whole. Strip out immigrants, and the picture of stagnant median incomes vanishes. Indeed, for the nine-tenths of the population that is native-born, middle-income trends continue their improvement of the 1950s and 1960s. For these people, inequality is not rising, but falling. Gregg Easterbrook cheekily points out in his excellent recent book, “The Progress Paradox” (Random House), that if left-leaning Americans seriously want better statistics about middle-income gains, then they should simply close their borders. Mr Easterbrook points to something else about the figures for median household income. A quarter-century ago a typical household had three members. Today, it has just 2.6 members. Simply by this effect, median households have seen their real incomes rise by a half. Another measure of improved well-being is increased access to jobs. Between 1980 and 2002 Americans in work rose by over 40%, a far brisker pace than the 26% growth in the population. Some three-quarters of the adult population are now in work, close to a record and some ten percentage points higher than in Europe. One reason is more teenagers in work: over the same period, teenage employment grew by nearly two-thirds. As Andrew Hacker points out in the New York Review of Books, teenagers are a significant source of low-paid labour in supermarkets, shopping malls and fast-food franchises. Exploitative? Hardly, since it helps them buy cars and independence. Yet the chief reason for higher participation is more women in work, notably married women. Very roughly, in the past half-century the average weekly hours worked by married women have tripled, while hours worked by men and single women have stayed about constant. The usual reason given is that married women have had to work so that families can make ends meet. A recent study* by three economists, Larry Jones, Rodolfo Manuelli and Ellen McGrattan, published by the Federal Reserve Bank of Minneapolis, punctures that notion. They find that the tripling of married women's hours can be explained entirely by a gender wage-gap that has narrowed. That is, a smaller pay differential between men and women gives married women sufficient incentive to invest in education and careers. Of course, many American households struggle to survive on minimum-wage jobs with employers who do them few favours. We will look at low-paid work in a future week. What this piece attempts to argue is that the middle is far from being hollowed out. As Mr Easterbrook emphasises, most Americans have at least two cars and their own house, and they send their children to college. Certainly a bigger share of household income is being spent on things that did not feature 50 years ago, such as high-tech health care. But it has brought the benefit of a longer and better life, and not just for the old: since 1980, infant mortality has fallen by 45%. At the end of last year, America's household wealth, at $44 trillion, passed the previous peak set in early 2000. With Americans wealthier than ever, why are many so anxious? Perhaps they think prosperity will vanish in a puff of terrorist smoke or a housing-market collapse. Perhaps, tentatively, the suburbs, in which half of Americans live, are to blame. For the suburbs fulfil the American dream, but at a price. On the one hand comes greatly increased space: the typical American dwelling now has two rooms per person, double Europe's level or America's half a century ago. On the other hand, expectations grow for every family member to have her own computer, DVD player—and another car. Pile on top of that an annual family holiday by plane, a bass-fishing boat (Americans spend $25 billion a year on boats and jet-skis) and regular meals out (Americans now spend nearly half their food dollars in restaurants). The American dream may cost less than it used to, but it still comes dear. And in a sated society, there is less and less new to look forward to.

 

  By: Bardamu on Venerdì 05 Marzo 2004 09:55

ba' dipende. Apprezzo molto quel sito e chi ci scrive. Non dà però consigli operativi, non dice stai short equity ora, etc etc, ma fa delle importantissime e + che valide (secondo me) riflessioni.Quindi dici giustamente farsi influenzare (in maniera sbagliata direi io), non seguirlo. Perchè a leggerlo attentamente i soldi si sarebbero fatti lo stesso e anche tanti (es:c'è qualcuno, non ricordo chi,del forum che ha un portafoglio in forte gain senza aver un titolo nasdaq?)

 

  By: tkopf on Giovedì 04 Marzo 2004 23:42

Per chi è interessato a tesi catastrofistiche e di complotto della Federal R. può leggere siti come questo: http://www.usemlab.com/html/home.asp Però attenzione, ad averlo letto ed a esserne stati influenzati nel 2003, faceva perdere un anno irripetibile di GAIN di borsa !!! ;) cmq è interessante !

 

  By: GZ on Mercoledì 03 Marzo 2004 15:45

il fatto che la scuola a cui sei andato sia importante dipende anche dal fatto che la gente cambia sempre citta' e stato e che e' un paese troppo grande dove arriva sempre gente nuova ero a cena con un amico nel greenewich village e gli dicevo: "..perche' non torni sulla west coast che qua a NY assomiglia sempre di piu' al terzo mondo ? guarda i buchi nelle strade sconesse, la spazzatura che la raccolgono una volta alla settimana, le macchine che ti tagliano la strada con i poliziotti che assistono ai lati..." e lui fa: "...no, sono andato al college ad Amherst qui, ci sono le persone che conosco .." "Ma sei andato al college quasi 30 anni fa !" "Ah.. e' lo stesso, qui c'e' la mia network di gente che era ad Amherst con me e che posso incontrare a cena..."

 

  By: michelino di notredame on Mercoledì 03 Marzo 2004 11:52

a proposito di cospirazione e cricche, il Corriere di ieri faceva curiosamente notare che VENGONO TUTTI DA YALE. Bush padre da Yale, Clinton laureato in legge a Yale, Bush figlio Yale, Kerry da Yale anche lui, Lieberman un altro da Yale, Howard Dean sempre Yale, aspettando Hillary Clinton ovviamente Yale. ora, peccato che io non sappia nemmeno dove si trova Yale. senno' ci scriverei un bell'articolo, su Yale.

 

  By: GZ on Mercoledì 03 Marzo 2004 00:45

....alle 4:15 del mattino... beh no, bisogna sottrarre 6 ore di fuso orario, per me a NY erano solo le 22:15

 

  By: michelino di notredame on Martedì 02 Marzo 2004 22:05

cmq oggi ero all'edicola che compravo focus c'erano 2 che ghignavano e dicevano hai sentito bossi?, ha fatto bene a dirglielo a quello stronzo del papa, che siamo noi che gli dobbiamo pagare lo stipendio, vaffanculo.

 

  By: michelino di notredame on Martedì 02 Marzo 2004 21:54

forse non e' ancora andato a dormire. anch'io quando seguivo ny avevo il fuso di ny. poi mi sono fuso da solo ma e' un'altra storia.