Black out (Fusione Fredda, Andrea Rossi....)

 

  By: Fortunato on Sabato 10 Marzo 2007 19:01

Ciao Esteban, E' DIFFICILE FAR CAPIRE QUALCHE COSA A UN UOMO SE IL SUO STIPENDIO DIPENDE PROPRIO DA QUESTO SUO NON RIUSCIRE A CAPIRE . Se questa sciocchezza è riferita a quelle persone che dubitano sui catastrofisti, che attualmente stanno cercando di prevalere suglialtri, allro ti dico che ha sbagliato categoria e persona. Ciò premesso ti incollo l'ultimo intervento del Nostro che è proprio di due giorni orsono, evidentemente si continua a confondere ciò che ci fanno percepire con ciò che effettivamente è la realtà (a tal proposito qualche tempo fa ho anche inserito illink del CNR il cui Dipartimento di Climatologia è di retto dal Prof. Franco Prodi, fratello del Presidente del Consiglio del nostro paese. Ad ogni modo pichè sono convinto che "REPETITA IUVANT" (NON VOGLIO AGGIUNGERE A CHI SOLO PER STILE, NON CERTO PER ALTRO) eccoti accontentato. ------------------------------------------------------------------- "Il riscaldamento globale è la religione dei nostri tempi di Richard Lindzen Il mondo è destinato alla catastrofe ambientale. O almeno, questo è quanto ci viene incessantemente ripetuto da politici e sedicenti esperti. Costoro ci avvertono che, se non saremo capaci di attuare drastici cambiamenti, la Terra verrà devastata dai mutamenti del clima e dal riscaldamento globale. Intere specie andranno perdute, le coltivazioni saranno annientate, alluvioni e carestie spazzeranno il pianeta e le economie del mondo occidentale precipiteranno nella più nera delle recessioni. Oggi, 8 marzo, Channel 4 trasmetterà un programma intitolato “The Great Global Warming Swindle” (La grande truffa del riscaldamento globale), che cercherà di spiegare come questo argomento sia diventato una tale “vacca sacra” da far sì che le altre possibili spiegazioni del mutamento climatico non vengano adeguatamente prese in considerazione. Come tutti sanno, vi sono state numerose profezie di sventura su scala globale. Tra di esse, forse nessuna ha raggiunto le vette retoriche del rapporto di Sir Nicholas Stern sulle conseguenze economiche del mutamento climatico. Con una convinzione scevra da dubbi, l’autore afferma che: «Le prove scientifiche sono ormai preponderanti. Il cambiamento del clima presenta gravissimi rischi su scala globale ed esige una urgente risposta sulla medesima scala». Lo studio, commissionato dal governo britannico nel luglio del 2005 e pubblicato con grande clamore nell’ottobre del 2006, appariva particolarmente autorevole, in quanto Stern, Direttore del Government Economic Service, è uno dei funzionari statali di maggior livello in Gran Bretagna. Le sue conclusioni, inoltre, apparivano estremamente solide dal punto di vista scientifico, giacché la ventina di funzionari incaricati di stilare il rapporto aveva consultato una vastissima gamma di dati e studi pubblicati. Tony Blair ha definito il rapporto Stern come il documento più importante mai realizzato nel corso dei dieci anni del suo mandato come Primo Ministro e si è appellato affinché il piano d’azione delineato nel rapporto, che prevede una maggiore regolamentazione e un aumento della tassazione, venga adottato in toto. «Questo disastro non si verificherà in un lontano futuro fantascientifico, ma nel corso della nostra vita» ha detto Blair, che ha proseguito affermando che «al mondo non esiste un problema più grave, più urgente e più arduo da affrontare del mutamento climatico». Tutto ciò ha contribuito a far sì che il rapporto Stern si trovasse al centro del dibattito. Il leit motiv del rapporto consiste nell’asserzione che nella comunità scientifica esista un consenso pressoché unanime in merito ai pericoli posti dal cambiamento del clima. Questa asserzione, in realtà, è falsa: tra gli scienziati non esiste alcuna unanimità. In tutte le 550 pagine del suo rapporto, Stern mostra una baldanzosa sicurezza, come se in merito alle questioni affrontate non esistesse alcun dubbio. E tuttavia, questa sicumera non è in alcun modo giustificata dalla realtà scientifica. Per Stern e i suoi alleati politici sarà una scomoda verità, ma in realtà i fatti concreti a sostegno delle sue tesi di così ampio respiro sono a dir poco esigui. In una recente dichiarazione, Stern ha candidamente ammesso che, quando il governo britannico gli ha commissionato lo studio, aveva una vaga idea di cosa fosse l’effetto serra, ma non era del tutto sicuro. Questa incapacità di comprendere la scienza del clima traspare da ogni pagina del rapporto. Stern equivoca il significato dei dati, distorce le prove al fine di conformarsi ai dogmi dei suoi mandanti politici, spara più o meno a casaccio cifre di ogni tipo, suscita allarmismo invece di favorire una discussione razionale e inventa di sana pianta la storia del clima terrestre. Il rapporto Stern è costellato di fondamentali errori concettuali. L’autore sembra essere convinto che la previsione del clima sia una scienza ormai matura, nata sul principio del Diciannovesimo secolo. Questo abbaglio è certamente la causa del tono di certezza dei suoi pronunciamenti. In realtà, quella della previsione del clima è una disciplina relativamente recente, nata da pochi decenni grazie, almeno in parte, allo sviluppo dei calcolatori elettronici. Non vi sono certezze sul passato, né tanto meno sul futuro. Stern dichiara baldanzosamente che l’innalzamento delle temperature globali recentemente registrato non ha precedenti negli ultimi mille anni di storia. In realtà non è possibile avere alcuna certezza in merito, in quanto i dati relativi ai secoli passati sono del tutto inaffidabili. Nella migliore delle ipotesi, abbiamo a disposizione misure accurate per gli utlimi cinquant’anni. Le sole misurazioni attendibili della temperatura su scala globale sono fornite dai palloni meteorologici, a partira dal 1958 e dai sistemi di misurazione a microonde, a partire dal 1978. I dati desunti da questi sistemi indicano una blanda tendenza al riscaldamento, ben lungi dall’avvicinarsi alle profezie apocalittiche di Sir Nicholas. Per giunta, questa leggera tendenza potrebbe tranquillamente essere causata da irregolarità, quali eruzioni vulcaniche o fenomeni meteorologici come El Niño (consistente in una considerevole fluttuazione delle temperature oceaniche del Pacifico, che ha conseguenze sul clima). A sostegno delle sue cupe profezie, Stern – come tutti i fanatici del riscaldamento globale – ignora tutte le prove che non si adattano alla sua ideologia. Stern glissa sul fatto che, sulla base di una serie di resoconti storici, nel Medioevo l’Europa era decisamente più calda di quanto non sia oggigiorno, mentre nel Diciassettesimo secolo la temperatura era inferiore, causando la cosiddetta “Piccola Era Glaciale”, durante la quale spesso il Tamigi rimaneva gelato per mesi di fila. Stern, peraltro, parla di un «notevole scioglimento dei ghiacci e un aumento del ghiaccio galleggiante nelle acque circostanti la Groenlandia, causato dall’innalzamento globale della temperatura». Con tutto ciò, diversi studi scientifici di impeccabile serietà hanno mostrato come in realtà la massa della calotta glaciale della Groenlandia si stia ampliando, mentre Stern, per giunta, omette il fatto che oggigiorno le temperature della Groenlandia sono inferiori a quelle registrate nel 1940 e hanno esibito variazioni minime dagli anni Ottanta del Settecento, quando iniziò la registrazione di tali misurazioni. Agli ambientalisti piace toccare le corde più sentimentali, mostrando immagini di orsi polari in affanno su ghiacci che, ci viene detto, sono sempre più ridotti. Quello che non ci viene detto è che oggi si stima che vi siano 22.000 orsi bianchi, rispetto ai 5.000 del 1940. Peraltro non possiamo essere certi che i mutamenti di lungo periodo del clima siano dovuti all’umanità. Esistono svariate altre possibili spiegazioni; il programma televisivo di stasera, ad esempio, esaminerà l’ipotesi che la causa principale del mutamento climatico siano le radiazioni solari. In effetti il clima può fluttuare anche in assenza di una qualsivoglia causa esterna, altra considerazione bellamente ignorata dal rapporto Stern, che preferisce ripetere l’idea di moda che il capitalismo occidentale sia l’unico responsabile di ogni siccità e ogni disastro che si abbatte sul pianeta. Peggio ancora, Stern non tiene in nessuna considerazione la capacità dell’umanità di adattarsi all’ambiente e di migliorarlo. Sarebbe difficile mettere in discussione l’asserzione che, più di un secolo dopo il culmine della Rivoluzione industriale, la Gran Bretagna è oggi un Paese più pulito, più sano e meno inquinato di quanto non fosse sul finire dell’epoca vittoriana, quando imperavano smog, malattie e bassifondi degradati. La scienza autentica consiste nel raccogliere dati e nel mettere alla prova le proprie teorie, e non nel fare da claque per questa o quella ideologia. È questo l’aspetto che più turba dell’attuale dibattito in tema di riscaldamento globale. Il salutare scetticismo, che dovrebbe trovarsi al cuore di ogni indagne scientifica, viene trattato con disprezzo. Lungi dall’essere il solido capolavoro che vorrebbe Blair, il rapporto Stern è manifestamente inadeguato. Si tratta di una ripetizione del “dodgy dossier” (il famoso rapporto dei servizi segreti britannici che asseriva l’esistenza di arsenali di armi di distruzione di massa nell’Iraq di Saddam Hussein), nel quale ogni asserzione viene presentata come se fosse un fatto assodato e i dati vengono distorti per favorire un ben preciso obiettivo politico. Personalmente sono d’accordo con quell’economista che ha osservato: «Se un mio studente mi presentasse questo rapporto per la sua tesi di Master, se fossi di umore buono gli darei un voto appena sotto la sufficienza per l’impegno dimostrato, ma più probabilmente lo cestinerei senza tanti complimenti». Ormai ci stiamo allontanando dalla scienza per entrare nel regno del fanatismo religioso, dove i seguaci della fede, colmi di indignazione e certi della propria rettitudine, sono convinti di possedere una verità superiore. Come una religione, l’ambientalismo è pervaso da un odio per il mondo materiale e, come la religione, pretende dai suoi seguaci devozione, e non rigore intellettuale. L’ambientalismo non tollera il dissenso: chi mette in dubbio le profezie di sventura viene considerato alla stregua di un eretico, di qualcuno che “nega il mutamento climatico”, per servirsi di un’espressione ormai comune e che riecheggia l’accusa di “negare l’Olocausto”. Inoltre, proprio come avviene per numerose religioni, la via per la salvezza consiste nell’esecuzione di rituali superstiziosi, come sostituire una lampadina con una a basso consumo o piantare un albero dopo un viaggio in aereo. L’aspetto veramente tragico, tuttavia, è in modo in cui questa ideologia di dubbio valore ha raggiunto una prosizione predominante nella nostra vita pubblica. I politici adorano l’ordine del giorno dei verdi, com’è ovvio che sia, in quanto seguirne le raccomandazioni significa più controlli, più regolamentazione, più tasse, più incontri al vertice e più occasioni di mettere in mostra con il dovuto sussiego il proprio zelo. La tragedia è che gente come Sir Nicholas Stern si serva di una scienza fasulla per perseguire i propri scopi. Richard Lindzen è Ordinario di Meteorologia presso il Massachusetts Institute of Technology. Da The Daily Mail, 8 marzo 2007" --------------------------------------------------------------------- RIPETO NON SOLO NON E' IL SOLO, PARLANDO DI SCIENZIATI VERI, SERI E REALI. HO TROVATO INTERESSANTE QUANDO SPIGA CHI DOVREBBE ESSERE IL VERO SCIENZIATO, COSA NE PENSI? Fortunato

 

  By: Esteban on Sabato 10 Marzo 2007 18:07

Ciao Fortunato, Upton Sinclair "It is difficult to get a man to understand something when his salary depends upon his not understanding it" E' DIFFICILE FAR CAPIRE QUALCHE COSA A UN UOMO SE IL SUO STIPENDIO DIPENDE PROPRIO DA QUESTO SUO NON RIUSCIRE A CAPIRE . Ora non è per essere pesanti , ma al di là di teorie, di chi sia o no la colpa, penso sia un problema di fare quel che si può per evitare di inquinare il + possibile. Cioè il contrario di ciò che si sta facendo ... Possiamo mettere in gioco tutti i ma e tutti i se del caso , ma quando ti vedi un documentario come "An Inconvenient Truth" dove ti fanno vedere le foto degli anni 60 dei maggiori ghiacciai del mondo , come erano e come ... son spariti ... sono passati appana 40 anni ed i ghiaccioli son finiti ... Voglio dire lo rilevano dalle carote ... e da dati "Veri" che questi ultimi 50 anni sono "Strani" ... e l'unica cosa che cambia mi sembra sia l'inquinamento e tutto ciò che Noi abbiamo alterato ... Che siano gli esperimenti Nucleari sotto la crosta terrestre ? Ti rendi conto di come tutte le teorie di esperti del mondo non centrino una Minkia !!! Persino un bimbo lo capirebbe che piuttosto di rischiare di sbagliare previsione meglio fare il possibile per salvare il salvabile. Poi se risulta che dipendeva da altro pazienza ... Ma se invece è proprio l'inquinamento il motivo di tali cataclismi ? Cosa credi si possa fare quando sarà troppo tardi ? Eppure a me non è parso così normale tutto quello che è accaduto di recente ... vedi india austria america etc ... in rete ..... I cambiamenti climatici? Solo effetti naturali, l'uomo non c'entra! L'ospite di punta del convegno era Richard Lindzen, fisico dell'atmosfera al MIT di Boston esponente della numericamente ridotta ma influente corrente dei climatologi scettici, sulla quale tuttavia grava il sospetto di connessione con le compagnie petrolifere (4), il quale ha affermato che: “la responsabilità dell'uomo in materia di cambiamenti climatici è solo una remota possibilità”. Pur ammettendo come la temperatura planetaria sia in aumento e i gas serra in atmosfera siano in crescita, Lindzen ha concluso che tali segnali “non implicano l'evidenza di un surriscaldamento pericoloso”. 4) I segreti della EXXON; si veda pure GELBSPAN R., 1998 – Clima rovente. Baldini & Castoldi. e anche ^FACTSHEET: Richard Lindzen#http://www.exxonsecrets.org/html/personfactsheet.php?id=17^ ^THE HEAT IS ON: The warming of the world's climate sparks a blaze of denial by Ross Gelbspan.#http://dieoff.org/page82.htm^ Lindzen, for his part, charges oil and coal interests $2,500 a day for his consulting services; his 1991 trip to testify before a Senate committee was paid for by Western Fuels, and a speech he wrote, entitled "Global Warming: the Origin and Nature of Alleged Scientific Consensus," was underwritten by OPEC.

 

  By: Fortunato on Sabato 10 Marzo 2007 13:13

Sei sicuro delle tue affermazioni Norton? Mi permetto di darti un suggerimento, prova a leggere quanto scritto da Richard Lindzen, Ordinario di Meteorologia presso il Massachusetts Institute of Technology. Sono sicuro che tutta questa sicurezza da te mostrata scomparirà come per incanto. Fortunato

 

  By: Moderator on Sabato 10 Marzo 2007 13:05

ascoltare i catastrofisti dilungarsi su teorie del tutto stravaganti ----------------Fortunato-------- non sono affatto teorie stravaganti , sono molto semplici. Stravaganti sono quelli che negano teorie di fisica note da oltre un secolo

 

  By: Fortunato on Sabato 10 Marzo 2007 12:38

Grazie dell'informazione Norton, personalmente non ero a conoscenza dell'unità d misura da te gentilmente postata. Fortunato

 

  By: Fortunato on Sabato 10 Marzo 2007 12:28

Ciao Esteban, hai scritto: "E' come dire che indirettamente pure chi li legge si allinea a quel livello ... ma va be ... son punti di vista , ed Io rispetto i tuoi." Non ho affermato mai un concetto del genere e nè mai pensato. Mentre è stata mia intenzione riaffermare che personalmente sono stanco di dover ascoltare i catastrofisti dilungarsi su teorie del tutto stravaganti che, sino ad ora,sono state regolarmente smentite dai fatti. E' dagli inizi degli anni'60 che hanno iniziato con il problema demografico e abbiamo potutto assistere tutti alla fallacia di quelle teorie che anche allora come ora erano dimostrate con formule matemtiche. Personalmente sono sempre stato convinto che analizzare fenomeni così complessi cercando di standardizzarli con algoritmi matematici non solo è impossibile ma addirittura pazzesco solo pensarlo. Anche a me piace leggere di tutto ma quando si raggiunge l'assurdo io dico basta. Essendo di scuola liberale (quella vera) e non un liberale dell'ultima ora come amano definisrsi attualmente i più, secondo me, a spoposito in quanto non ne conoscono neanche i fondamenti di tale dottrina filosofica e politica, so bene che l'uomo può migliorarsi attraverso congetture e confutazioni. Ciò che sta accdendo ora è davvero pazzesco, ciò che viene affermato da certi ministri "verdi" su determinati problemi da risolvere mi fa veramente incazzare poichè sono palesemente bislacche, superficiali e sceme le proposte avanzate per la risoluzione dei vari problemi. E ancora. Odio quando i media affermano che gli "esperti" dicono questo o quello mentre invece sono solo alcuni e non tutti come vorrebbero far credere, stesso linguaggio dei politici o politicanti quando si permettono di dire gli italiani, gli americani e così via. Per favore torniamo ad essere seri se vogliamo migliorare veramente. Fortunato

 

  By: Moderator on Sabato 10 Marzo 2007 10:55

è sbagliata l'unità di misura che adoperate . La temperatura media globale non si calcola guardando la temperatura atmosferica della giornata o della stagione o dell'anno, ma l'unità di misura è 30 anni , un pò come la media mobile

 

  By: Gano* on Sabato 10 Marzo 2007 10:24

Beh, voglio dire, anche a livello divulgativo, da ^National Geographic#http://magma.nationalgeographic.com/ngm/0409/feature1/^ a ^Scientific American#http://www.sciam.com/article.cfm?articleID=000DA7C0-FBE9-1239-BBE983414B7F0000^ gli scienziati mettono in guardia noi poveri mortali sui rischi del global warming e dell' effetto serra. Le ragioni che portano mi sembrano tutto sommato abbastanza obiettive e ragionevoli e la cosa mi sembra sufficientemente preoccupante. Perche' non dovremmo credergli, essendo fra l' altro loro e non noi gli esperti della materia? Per fare un favore politico a Bush che non vuole firmare il protocollo di Kyoto? Mi sembrerebbe un po' poca cosa di fronte ad un cambiamento climatico permanente, dagli effetti disastrosi a lungo termine e ancora difficilmente prevedibili...

poveri orsi - gz  

  By: GZ on Sabato 10 Marzo 2007 02:25

dilibè'.... quest'anno le assicurazioni, vedi ad esempio quelle di Warren Buffett, hanno triplicato gli utili perchè è stato l'anno con MENO cicloni, uragani, tsunami inondazioni varie degli ultimi 15 o 20 anni. Quando c'è un ciclone tutti lo linkano al global warming e quando non ce ne sono ? Peccato che negli Stati Uniti questo febbraio sia stato il più freddo degli ultimi cinque anni e che in Cina ci sia un ondata di freddo eccezionale quest'anno. Ma un poco di riscaldamento globale fa bene, qui in norditalia ad esempio un inverno come questo è quasi l'ideale e l'estate non è stata più calda io non ho quasi usato il condizionatore nel 2006 Persino ^gli orsi polari sono triplicati#http://www.telegraph.co.uk/news/main.jhtml?xml=/news/2007/03/09/wpolar09.xml^ grazie a quel grado in più di temperatura che sembra ci sia ora al Polo Nord (ma attenzione che il polo Sud invece ^negli ultimi 20 anni si è raffreddato#http://www.realclimate.org/index.php?p=18^, non riscaldato, come ammettono tutti gli scienziati, anche quelli che sposano la teoria del Global Warming)

 

  By: Esteban on Venerdì 09 Marzo 2007 15:50

Vero ... Pensare che in "An Inconvenient Truth" spiegano che le automobili americane sono quelle meno tecnologiche e + dispendiose da mantenere ... In un grafico le riportano all'ultimo posto sotto pure a quello cinesi(che son + svegli). Non vengono acq. dai paesi stranieri per via di consumi e inefficienze varie che Kyoto richiede. Eppure stanno lì a far salire General Motors e a chiedersi del perchè di questa crisi ...

 

  By: diliberto on Venerdì 09 Marzo 2007 15:04

Sapete alla fine poi qual'è il vero dato ed il vero motore del cambiamento: IL DISASTRO AMBIENTALE Vedrete come correranno "gli umani intelligenti....specialmente quelli scettici" ad inventare (ed a tirare fuori dai cassetti alla velocità della luce) nuove tecnologie e sistemi per prdurre energia, non appena cicloni, tornado, uragani e quant'altro cominceranno a colpire le CITTA' RICCHE ed affollate tipo NEW YORK o Londra......così come del resto è successo per i terremoti con le nuove tecnologie per le costruzioni antisismiche; appena gli stati hanno capito di avere città situate in zone a rischio sismico hanno anche capito che l'alternativa era sparire, sloggiare definitivamente o cambiare. Lo stesso accadrà per il petrolio non appena le coscienze verranno colpite, non solo nella coscienza, ma proprio nella scienza e nel fisico. Allora, "quando le acque si saranno ritirate" gli uominii costruiranno centinaia di centrali fotovoltaiche sparse nei più disparati angoli della terra.

 

  By: Esteban on Mercoledì 07 Marzo 2007 10:48

Ciao Fortunato , E' come dire che indirettamente pure chi li legge si allinea a quel livello ... ma va be ... son punti di vista , ed Io rispetto i tuoi. Vedi il fatto è che per esperienze personali, metto sempre sul piatto i diversi punti di vista ... Mi permette di farmi una idea complessiva. Chiaro che le notizie nuove apportano novità ... Ora certo, questo Leggett magari esagera ... il problema è che con lui sono la maggior parte di chi, quel lavoro lo ha fatto per una vita, nella pratica e non stando davanti ad un compure e manipolando dati come ora risulta semplice fare. Non dò per scontate nemmeno le idee che provengono dagli "stupidi". Della Saras , ad ascoltare gli esperti (quelli che ad esempio ti dicono che non c'è problema di petrolio),sembrava una perla l'hanno quotata ad i massimi e poi si è vista la fine che ha fatto. Quella storia la sapevo da una vita , ho semplicemente parlato con delle persone del posto che mi hanno spiegato bene .... Chiaro che non ho dato importanza troppo alla cosa , ma nemmeno ho provato ad entrarci ... Per dirla pure in altri modi .... Pure Zibordi 1 anno fa diceva che lo yen invertiva ... lo ha fatto invece 1 anno dopo, Lui ha avuto ragione 1 anno dopo(e stiamo ancora a vedere come vanno le cose). la fiaba dell' "al lupo, al lupo" mi ha permesso di seguire questa storia e capire che i risolti son sempre molto "incerti". "Hanno cominciato nel '74 (anche prima per la verità) a dire che le risorse naturali sarebbero presto finite. Nei tardi anni '70 c'era petrolio sino agli anni '90" per fortuna che gli ho dato retta ... e pure ora anche se avolte mi metto in contrasto è per puro interesse nel cercare di andare a fondo alle situazioni, per cercare di risparmiare cioè quell'"anno di incertezza". A volte si buttano lì delle motivazioni che puntualmente vengono smentite , da altre notizie che non avevamo considerato. Si continua a dire che questi signori fanno propaganda , che quindi il petrolio non ha problemi , eppure non ho letto notizie che mi dicono ad esempio che sonostati scoperti nuovi giacimenti .... Le notizie positive quali sono ? Se i Pozzi americani son praticamente prosciugati (è un dato di fatto), vi pare che nel resto delle terre emerse ci possa essere tanto petrolio da soddisfare il problema ... senza considerare cina ed india ?

 

  By: Gano* on Mercoledì 07 Marzo 2007 10:17

E meno male che non trivellano piu'. Perche' oramai e' il caso di rivolgersi verso altre forme di energia, meno inquinanti, prima di aver distrutto compleamente il pianeta con le esalazioni.

 

  By: Fortunato on Martedì 06 Marzo 2007 23:33

Il male della democrazia, che amo inmodo viscerale e intellettuale, è la libertà che hanno anche gli idioti di poter pubbicare libri in cui viene affermato tutto e il contario di tutto! La domanda che mi sono sempre posta è la seguente: esiste una vergogna nel trovare qualsiasi strada pur di pubblicare pensieri deltutto "stavaganti", preferisco usare un eufemismo in questa occasione. Esteban non è certamente riferito a te. Fortunato

 

  By: polipolio on Martedì 06 Marzo 2007 23:08

Este, non so se hai presente la fiaba dell' "al lupo, al lupo" Hanno cominciato nel '74 (anche prima per la verità) a dire che le risorse naturali sarebbero presto finite. Nei tardi anni '70 c'era petrolio sino agli anni '90. Si vede che dal '90 ad oggi l'ha sintetizzato Sai Baba (noto santone indiano) direttamente dal nulla con la confricazione delle dita ...