Black out (Fusione Fredda, Andrea Rossi....)

Re: Black out (Fusione Fredda, Andrea Rossi...)  

  By: Onan il barbaro on Sabato 15 Aprile 2017 21:31

> evitiamo tutti di giochicchiare col sito, però

Immagino sia un'autoesortazione. Credo anch'io che se lei smettesse di fingere che Avalon51/Anthropos/Pdrgnn/Pariolino/Moderatore2 sono più di una persona (quando è dimostrabile il contrario) questa discussione si rilasserebbe parecchio. Ciò per quanto mi riguarda non le impedirebbe di usare tutti i nick che preferisce, basta che rimanga chiaro che sono emanazione della stessa persona.

E magari non sarebbe male se lei stesso proponesse a Zibordi un ulteriore moderatore di parte scettica, al fine di garantire massima trasparenza e collaborazione tra le parti almeno sul piano della forma (io proporrei Lo Spinoso, che dal punto di vista formale è così corretto da starmi quasi antipatico).

Infine mi sentirei di aggiungere che secondo molti far capire una volta per tutte a Melchior che lo spam è una brutta pratica potrebbe forse risanare una volta per tutte questo thread.

Saluti premurosi

«Our philosophy is to give back the money we earn as much as possible to cure cancer in ******** in the World»
-- Andrea Rossi

Re: Black out (Fusione Fredda, Andrea Rossi...)  

  By: Moderatore. on Sabato 15 Aprile 2017 20:06

Caro Canto e raspo come un Flipper

 

lei è perdonato per questa piccola venialità....  evitiamo tutti di giochicchiare col sito, però.

 

Della fine che ha fatto Levi francamente poco o niente ce ne cale...

 

Nel mio precedente post le ho indicato la mail a cui indirizzare la sua domanda.

 

Saluti cordiali

Regolamento del thread

 

 

Re: Black out (Fusione Fredda, Andrea Rossi...)  

  By: Moderatore. on Sabato 15 Aprile 2017 19:24

Cari signori

 

Notizia sicuramentel di vostro nullo interesse, ma la stessa domanda che qui viene posta spesso è  stata "injected" tempo fa nel sito, comparendo quando si accedeva al thread, (istruzione "Alert"), e mi giunge voce che gli amministratori tecnici del sito abbiano identificato l'IP del PC da cui è stato effettuato l'exploit......

 

Quanto alla seconda domanda, le consiglio di rivolgerla direttamente all'indirizzo e-mail  22passi@gmail.com

 

 

Regolamento del thread

 

 


 Last edited by: Moderatore. on Sabato 15 Aprile 2017 19:42, edited 2 times in total.

Re: Black out (Fusione Fredda, Andrea Rossi...)  

  By: Lo_Spinoso on Sabato 15 Aprile 2017 01:36

"Tutta la storia in cinque minuti"

 

Dal 2012, almeno.

 

Buona Pasqua a tutti

 

ps:

Anche a Rossi piace la Pasqua. A IH un po' meno, ma due settimane di vacanza se le fa volentieri

 

da http://coldfusioncommunity.net/wp-content/uploads/2017/01/0258.0_Rossi_amended_M_for_time.pdf

 

da http://coldfusioncommunity.net/wp-content/uploads/2017/01/0259.0_IH_resp_Rossi_Mf-time.pdf

 


abbiamo un Regolamento in questo thread

Re: Black out (Fusione Fredda, Andrea Rossi...)  

  By: Onan il barbaro on Sabato 15 Aprile 2017 00:39

Tutta la storia in cinque minuti :)

 

Fusione fredda: il grande “artista della stangata”

La causa intentata da Andrea Rossi ai suoi finanziatori rivela come si diventa milionari con quattro boiler e un po' di creatività.

 

Pubblicati su 14 aprile 2017 da Sylvie Coyaud in IL PARCO DELLE BUFALE

 


Articolo di Raffaele Panizza, Panorama 12 novembre 2014

 

IL PARCO DELLE BUFALE – Nell’agosto 2012, Tom Darden, John Vaughn e Craig Cassarino dell’Ampenergo (nota 1) creano il fondo d’investimento Industrial Heat in cui raccolgono 12,5 milioni di dollari propri e altrui. Tre mesi dopo, comprano per 1,5 milioni di dollari l’E-cat, un insieme di scaldabagni nucleare a fusione fredda da 1 MW, inventato da Andrea Rossi e promosso da un’ottantina di blog in Italia e all’estero. Fra questi, il Journal of Nuclear Physics, sul quale Rossi conversa con gli ammiratori dal 2010, dotato di “consulenti” quali

 

 

che sfidano coraggiosamente insieme a lui il ridicolo e le leggi di conservazione dell’energia.

Il 29 aprile 2013 Industrial Heat acquista per 10 milioni di dollari la proprietà intellettuale di Andrea Rossi, della sua Leonardo Corporation e di eventuali consociate: decine di brevetti richiesti con insistenza, per ora senza successo (nota 2).

Nel comunicato stampa che annuncia il lieto evento, Industrial Heat rimanda ai risultati strepitosi appena ottenuti a Ferrara, durante un collaudo effettuato da Rossi, narrato da Giuseppe Levi dell’Università di Bologna, e firmato da professori dell’Università di Uppsala e del Real Politecnico di Stoccolma, due dei quali avevano fatto una capatina in città all’inizio dei lavori.

Il container se ne va a Raleigh, North Carolina, e l’inventore a Miami Beach, Florida. Mentre Industrial Heat tenta invano di estrarre energia in eccesso dagli E-cat del container e da nuovi modelli di dimensioni più ridotte, in trasferta a Lugano nel 2014 insieme al perito elettronico Fulvio Fabiani, Rossi ottiene risultati meno eclatanti, narrati dall’amico Levi e firmati da un minor numero di professori svedesi.

Da quel momento, Rossi “lavola, lavola, lavola” con oltre 60 tecnici e operai specializzati messi a sua disposizione da Industrial Heat, dice, e spesso dorme su una branda nella “magnificent factory“. I fan favoleggiano di finanziamenti miliardari e di fabbriche in Cina che si trasformano via via in una interamente robotizzata da costruire in Svezia.

Nessuno fermerà il Rinascimento della fusione fredda.

Il 5 aprile 2016, lo frena Andrea Rossi intentando una causa a Industrial Heat alla quale chiede 267 milioni di dollari per violazione del contratto: il 31 marzo non gli aveva versato 89 milioni di dollari pattuiti in cambio di un “Guaranteed Performance Test” dell’E-cat da 1 MW e del rapporto che ne certificava una produzione di energia almeno sei volte maggiore di quella consumata.

Nel 2015 i rapporti con i finanziatori si erano un po’ raffreddati, si apprende dalle indagini preliminari consensuali, dette “process of discovery“. Gli atti depositati fin qui al tribunale di Miami-West (nota 3), scoprono infatti lievi divergenze tra quanto confidato da Rossi ai suoi ammiratori e le testimonianze sotto giuramento, sue incluse, per non parlare delle perizie commissionate dalle parti in causa.

Per esempio, l’accordo sul Test andava sottoscritto da Industrial Heat, Ampenergo e Rossi (nota 4). Il 3 luglio 2014 Ampenergo conferma il proprio disinteresse (245-22). Industrial Heat ne informa subito Rossi e gli chiede cosa intende fare.

 

La stangata

(245-21) Il 5 luglio 2014 risponde di aver pronto un “capolavoro”. Ha trovato un “secret customer“, una multinazionale della chimica che per 1000 dollari al giorno noleggerà l’E-cat da 1 MW di Industrial Heat, rimasto inattivo a Raleigh. Per tre anni ne userà il vapore nella fabbrica che sta allestendo appositamente vicino a casa sua, nella periferia di Miami.

Ogni mese, la multinazionale manderà la somma dell’energia consumata a Industrial Heat che gliela fatturerà. Serviranno 200 000 dollari per l’installazione e la manutenzione, “ma si ripagheranno in poco più di sei mesi”, è un affare, un esperimento su scala industriale e vedere l’impianto in funzione convincerà nuovi investitori. Fin dai primi giorni, sarà necessaria la presenza dell’ingegnere Fabio Penon (245-20), venuto appositamente da Abano Terme con i propri strumenti per misurare la prestazione e, per la parte informatica, quella di Fulvio Fabiani della United States Quantum Leap (nota 5), entrambi retribuiti metà da Leonardo e metà da Industrial Heat.

(doc. 245-4) Il 7 agosto 2014, Henry Johnson, il notaio di tutte le ditte di Rossi in USA, certifica che il cliente è la JM Chemical Products, di cui è presidente, una nuova succursale di

 

un ente formato nel Regno Unito e nessuno di Leonardo, né Dr. Andrea Rossi, né Henry W. Johnson né alcuna delle rispettive sussidiarie, o loro direttori, legali rappresentanti, agenti, impiegati, affiliati, significant others [fidanzati, ndr], o parenti consanguinei o per matrimonio ha alcun interesse proprietario nella JMC.

 

(doc. 245-26) Il 1 settembre 2014 Rossi informa Johnson e la propria commercialista, nonché madre del suo avvocato difensore, di aver affittato fino al 30 agosto 2017 a nome della Leonardo un magazzino in cui sorgerà la fabbrica (“very beautiful“) della JMC e chiede loro di preparare un contratto di subaffitto per metà del magazzino alla Leonardo. Da mandare a IH in conto spese, come tutti i costi sostenuti per attrezzare la metà-Leonardo.

(doc. 245-28) Il 19 febbraio 2015, Rossi scrive a Industrial Heat che l’E-cat è avviato:

 

Il cliente mi ha detto che ha ricevuto il vapore e che la produzione è iniziata bene. In particolare il loro direttore mi ha detto che consumano pochissima elettricità rispetto al solito.

 

“WOW”, congratulazioni, esclama Darden, il presidente di Industrial Heat che aggiunge

 

E un promemoria a tutti quanti di accrescere ora la nostra confidenzialità e il nostro silenzio. Dobbiamo tenere per noi quest’importante notizia per proteggere noi stessi, Johnson Matthey e la località segreta della fabbrica. I vari troll di internet e le spie industriali ci staranno alle costole.

 

Grazie delle buone parole, risponde Rossi

 

Sono totalmente d’accordo, l’indirizzo di JM deve restare un segreto molto ambito. Se diventa cibo per i troll, i danni potrebbero essere devastanti.

 

Nel giro di poche settimane, la foto del magazzino e l’atto di formazione della JMC in Florida mandano i troll in solluchero.

(245-27) Il 27 febbraio 2015, Rossi scrive ai suoi mecenati che il direttore della JMC gli ha telefonato per dirgli che è molto contento di risparmiare energia:

 

hanno misurato la resa dell’E-cat leggendo il loro wattmetro per quanto riguarda l’elettricità consumata mentre l’energia termica è misurata intrinsecamente dal fatto che ottengono una produzione piena, ma hanno anche termometri e flussometri. Non conosco i particolari né voglio chiederli. (nota 6)

 

(doc, 245-40) Il 16 marzo 2015, Rossi chiede a Johnson di cambiare il nome della sua ditta da JM Chemical Products a “JM Products – Advanced Derivates of Johnson Matthey Platinum Sponge“. Per due volte aveva ordinato 10 kg di spugne di platino alla Johnson Matthey, e chiede come preventivo una fattura pro-forma, senza comprare nulla.

A più riprese Darden chiede di incontrare un responsabile della Johnson Matthey – una vera multinazionale della chimica che Rossi aveva menzionato a voce e poi corretto per iscritto in Johnson Matthew – magari nel Regno Unito dove sta per convincere Neil Woodford – il “fund manager più rispettato” del reame per dirla con il Financial Times – di finanziare ricerca e sviluppo della fusione fredda. Ogni volta Rossi lo dissuade: se la notizia filtra, il “secret customer” chiuderà baracca e burattini.

Quando aspetta visitatori nella metà-Leonardo del capannone, per un pugno di dollari chiama un signor Bass a fungere da “direttore tecnico” di JMC, ordinandogli di presentarsi in giacca e cravatta e di non rispondere a domande sui prodotti aziendali.

(doc. 245-35) Nel settembre 2015, Rossi vieta personalmente – non attraverso la JMC – a Joseph Murray, un ingegnere assunto da Industrial Heat, di entrare nella “fabbrica”. In settembre, Industrial Heat chiede al presidente della JMC di autorizzarne la visita. Johnson rifiuta perché non intende

 

venir coinvolto in una disputa legale tra la vostra società e la Leonardo Corporation.

 

I legali di Industrial Heat risolvano prima la questione con l’avvocato Annesser, il figlio della commercialista di Rossi.

Non la risolvono.

(doc. 245-36 ) Nell’interrogatorio in videoconferenza perché si trova a Santo Domingo, Penon racconta che si recava in Florida ogni quattro mesi o forse ogni due, non misurava nulla con i propri strumenti contrariamente a quanto stabilito dal suo contratto, ma preparava rapporti bimestrali con i dati che Rossi e Fabiani gli mandavano ogni tanto.

(doc. 245-40) Nell’interrogatorio in videoconferenza perché si trova in Russia, Fabiani dice che in 18 mesi non ha mai notato alcun segno di attività dall’altro lato della parete: “si vedeva che era tutto vuoto”.

Non proprio. Un mese fa, Murray e Rick Smith (235-10, ci sono altre foto negli Exhibit successivi) fanno un sopralluogo e nella fabbrica trovano una “scatola nera” con dentro una manciata di serpentine. Forse facevano da termosifone e disperdevano parte del calore dell’acqua a circa 70 °C generata dai “Big Frankie”, i boiler che si vedono sopra il container celeste partito da Ferrara. Durante l’installazione infatti, i 18 E-cat stagnolati “avevano avuto problemi elettrici”.

Ai primi di marzo 2016, Fabiani è andato a riprendere i propri attrezzi, laptop compreso, buttati in un angolo da Rossi. In 5 giorni erano sparite sedie, tavoli, scaffali e i sistemi di ventilazione e che dovevano impedire a lui, a Rossi e ai visitatori di venir bolliti dal vapore che l’E-cat avrebbe dovuto produrre.

Un vapore pari a 50 volte l’energia in entrata, stima Penon nella sua “Validazione” finale, senza accorgersi che nei suoi rapporti precedenti i boiler consumano sempre la stessa quantità di elettricità, perfino quando l’azienda erogatrice non la fornisce o vengono spenti per manutenzione.

Nel tentativo di rispettare la legge di conservazione dell’energia, la “scatola nera” disperdeva forse 20 kW su mille, e resta l’unica traccia della fabbrica (“very beautiful“): niente fori nelle pareti per prese elettriche, cavi, condutture, niente tracce cape aspiranti, o di macchinari pesanti sul pavimento.

Dal 26 novembre 2012 al 5 febbraio 2016 (245-41) Industrial Heat ha versato a Rossi 17.634.213,39 dollari e dal 1 settembre 2014 al 1 febbraio 2016 355.659,10 dollari a Fabiani che è riparato in Canada e poi in Russia invece di ritirare l’ultimo stipendio mensile di 11.870 d0llari. Lo aveva sollecitato, ma in cambio avrebbe dovuto consegnare tutti i dati dell’esperimento. Purtroppo, li aveva cancellati con cura dai computer un mese prima.

I due araldi internazionali del Rinascimento Alain Coetmeur e Jed Rothwell sono rispettivamente “dolente, non vi dico dove”, e “nauseato” da queste piccole discrepanze. Per Rothwell, “la fusione fredda ha perso la poca reputazione che le restava” dopo 27 anni di esperimenti mai replicati:

 

Non serve a niente o a nessuno fingere che ci siano fondi, ricerche e rinascita della fusione fredda. Il settore è moribondo. […] E Rossi ha causato direttamente gran parte del guaio, ha calamitato tutti i fondi, tutta l’attenzione, attirato altri artisti criminali della stangata come Defkalion.

 

Ma la Scuola Superiore Santa Rita, riconosciuta dal Ministero per l’Istruzione, l’Università e la Ricerca, ha pronto un corso post-universitario in fusione fredda e dal 2 ottobre 2013, l’onorevole Ermete Realacci interpella mensilmente la titolare del MIUR per sapere come intende favorire la ricerca e lo sviluppo di nuove stangate, citando proprio quella della Defkalion.

Il pessimismo non sembra giustificato.

 

Note

  1. Ampenergo aveva finanziato il generatore termo-elettrico di Andrea Rossi, a danno del Dipartimento della Difesa statunitense.
  2. Il brevetto concesso a Rossi nel 2015 riguarda uno scaldabagno meno efficiente di quelli attuali a pompa di calore.
  3. Il pace-monitor non permette i link ai singoli documenti. Per facilitare la consultazione si rimanda a quelli allegati all’ultima mozione.
  4. In realtà esistono due Leonardo, una in Florida e una nello New Hampshire, entrambe appartenenti al Florida Energy Trust di Andrea Rossi.
  5. Nel 2013-2015, la United States Quantum Leap versa 75 000 euro a Giuseppe Levi, quale consulente in programmazione digitale dei flipper. Appartiene anch’essa al Florida Energy Trust di Andrea Rossi.
  6. Nel febbraio scorso, Rossi ammette di essere il direttore della JMC, la quale apparterrebbe al Platinum American Trust, fondato dal suo amico Francesco Di Giovanni lo stesso giorno della JMC e del quale Henry Johnson è il legale rappresentante.

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-- Andrea Rossi

BUONA PASQUA!!!!!  

  By: Moderatore. on Venerdì 14 Aprile 2017 09:34

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Re: Black out (Fusione Fredda, Andrea Rossi...)  

  By: Lo_Spinoso on Martedì 11 Aprile 2017 22:42

L'utente Anthropos non c'è più, si rassegni Onan.

 

 

Piuttosto, in tema di sparizioni, va dato atto a Rossi di essere parecchio più bravo di Copperfield: nemmeno te lo deve far vedere il trucco, gli basta raccontarti che è successo e che ci ha pensato lui o un suo "contractor".

 

Poi non solo spariscono gli impianti a tempo di record, ma si perdono pure tutti i testimoni dei fatti anche apparentemente di poco conto che potrebbero confermare dettagli dell'evento miracoloso (ovvero, sconfessandoli, dimostrare che certi lupi il vizio proprio non lo perdono) .

 

Comunque è ancora tutto lì (lo dice Rossi), solo destinato ad un uso diverso - contractor a scomparsa compreso.

 

"Altro giro, altro regalo" viene spontaneo.

 

 

 

 

 

 

 


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 Last edited by: Lo_Spinoso on Martedì 11 Aprile 2017 22:52, edited 5 times in total.

Julian Schwinger  

  By: Francois on Martedì 11 Aprile 2017 20:14

http://infinite-energy.com/iemagazine/issue1/colfusthe.html

 

Nobel laureate Julian Schwinger’s talk at the Fourth International Conference on Cold Fusion, ICCF4, Maui, Hawaii, December 1994. Because Julian was not able to attend ICCF4, his presentation was read to an evening session by Eugene Mallove. This was the second talk that Schwinger had delivered to a cold fusion conference, the first having been in Salt Lake City in March 1990 at the First Annual Conference on Cold Fusion. –Ed.

Re: Black out (Fusione Fredda, Andrea Rossi...)  

  By: Onan il barbaro on Martedì 11 Aprile 2017 19:37

Melchior,

le propongo un giochino così né lei né Pdrgnn vi annoiate. Perché non vi scambiate le password dei nick che create?

Chessò… lei dà le credenziali di Francois ad Avalon51 e Avalon51 dà a lei le credenziali di EnergyManager. Dopodiché mentre voi vi divertite a giocare a nascondino noi chiediamo a Ptorr di tornare a farci Tarzan e magari si spedisce pure una lettera non newtoniana al Laureti e gli si fanno gli scherzetti.

Che ne dite?

Non è bellissimo?

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-- Andrea Rossi

Carlos Moedas  

  By: Francois on Martedì 11 Aprile 2017 19:20

http://www.europarl.europa.eu/sides/getAllAnswers.do?reference=E-2016-009616&language=IT

 

Interrogazioni parlamentari
27 febbraio 2017
E-009616/2016
Risposta di Carlos Moedas a nome della Commissione

La Commissione è a conoscenza dei risultati positivi che sarebbero stati ottenuti nel campo delle reazioni nucleari a bassa energia (LENR).

Come indicato dall’onorevole deputato, questo settore comprende un’ampia gamma di fenomeni apparentemente non correlati che sembrano prefigurare la possibilità di eventi nucleari a livelli di energia relativamente bassi, tuttavia ciò è ancora oggetto di discussione nella comunità scientifica e non vi è accordo unanime sui meccanismi alla base dei risultati sperimentali. Ciononostante, una parte di questi risultati sarebbero stati recentemente replicati, in alcuni casi da ricercatori o laboratori rinomati.

In linea di principio tali ricerche potrebbero essere sostenute dalle cosiddette azioni «bottom-up» del programma Orizzonte 2020(1), ad esempio nell’ambito del Consiglio europeo della ricerca(2) e delle tecnologie future ed emergenti(3), ma la crescente quantità di prove e di investimenti da parte delle imprese e dei governi al di fuori dell’Europa potrebbe in effetti richiedere una revisione e valutazione approfondite dei risultati ottenuti fino ad oggi al fine di decidere se finanziare la ricerca in questo settore.

 

(1) Programma quadro dell'UE per la ricerca e l'innovazione (2014-2020).
(2) https://erc.europa.eu/
(3) http://ec.europa.eu/programmes/horizon2020/en/h2020-section/future-and-emerging-technologies

 

Parliamentary questions
27 February 2017
E-009616/2016
Answer given by Mr Moedas on behalf of the Commission

The Commission is aware of the claimed successes in the field of Low Energy Nuclear Reactions (LENR).

As mentioned by the Honourable Member, this domain includes a vast array of apparently unrelated phenomena that seem to point to the possibility of nuclear events at relatively low levels of energy, but this is still debated by the scientific community and there is no unanimous agreement on the mechanisms behind the experimental findings.

However, apparently some of these results have been replicated lately, in a few cases by reputed scientists or laboratories.

Such research could in principle be supported by the bottom-up parts of Horizon 2020(1), such as the European Research Council(2) and Future and Emerging Technologies(3), but the mounting body of evidence and the growing investment by companies and governments outside Europe might indeed require an in-depth review and assessment of results to date in view of deciding whether research funding should be granted in this domain. .

 

(1) The EU Framework Programme for Research and Innovation (2014-2020)
(2) https://erc.europa.eu/
(3) http://ec.europa.eu/programmes/horizon2020/en/h2020-section/future-and-emerging-technologies

 

Carlos Moedas  

  By: Francois on Martedì 11 Aprile 2017 19:20

http://www.europarl.europa.eu/sides/getAllAnswers.do?reference=E-2016-009616&language=IT

 

Interrogazioni parlamentari
27 febbraio 2017
E-009616/2016
Risposta di Carlos Moedas a nome della Commissione

La Commissione è a conoscenza dei risultati positivi che sarebbero stati ottenuti nel campo delle reazioni nucleari a bassa energia (LENR).

Come indicato dall’onorevole deputato, questo settore comprende un’ampia gamma di fenomeni apparentemente non correlati che sembrano prefigurare la possibilità di eventi nucleari a livelli di energia relativamente bassi, tuttavia ciò è ancora oggetto di discussione nella comunità scientifica e non vi è accordo unanime sui meccanismi alla base dei risultati sperimentali. Ciononostante, una parte di questi risultati sarebbero stati recentemente replicati, in alcuni casi da ricercatori o laboratori rinomati.

In linea di principio tali ricerche potrebbero essere sostenute dalle cosiddette azioni «bottom-up» del programma Orizzonte 2020(1), ad esempio nell’ambito del Consiglio europeo della ricerca(2) e delle tecnologie future ed emergenti(3), ma la crescente quantità di prove e di investimenti da parte delle imprese e dei governi al di fuori dell’Europa potrebbe in effetti richiedere una revisione e valutazione approfondite dei risultati ottenuti fino ad oggi al fine di decidere se finanziare la ricerca in questo settore.

 

(1) Programma quadro dell'UE per la ricerca e l'innovazione (2014-2020).
(2) https://erc.europa.eu/
(3) http://ec.europa.eu/programmes/horizon2020/en/h2020-section/future-and-emerging-technologies

 

Parliamentary questions
27 February 2017
E-009616/2016
Answer given by Mr Moedas on behalf of the Commission

The Commission is aware of the claimed successes in the field of Low Energy Nuclear Reactions (LENR).

As mentioned by the Honourable Member, this domain includes a vast array of apparently unrelated phenomena that seem to point to the possibility of nuclear events at relatively low levels of energy, but this is still debated by the scientific community and there is no unanimous agreement on the mechanisms behind the experimental findings.

However, apparently some of these results have been replicated lately, in a few cases by reputed scientists or laboratories.

Such research could in principle be supported by the bottom-up parts of Horizon 2020(1), such as the European Research Council(2) and Future and Emerging Technologies(3), but the mounting body of evidence and the growing investment by companies and governments outside Europe might indeed require an in-depth review and assessment of results to date in view of deciding whether research funding should be granted in this domain. .

 

(1) The EU Framework Programme for Research and Innovation (2014-2020)
(2) https://erc.europa.eu/
(3) http://ec.europa.eu/programmes/horizon2020/en/h2020-section/future-and-emerging-technologies

 

Re: Black out (Fusione Fredda, Andrea Rossi...)  

  By: Onan il barbaro on Martedì 11 Aprile 2017 18:57

> Basta, dai, l'utente Anthropos non c'è più....

Che peccato! E io che speravo che lottasse ancora insieme a noi…





C'è solo una cosa che non capisco, Anthropos/Avalon51/Pdrgnn/Pariolino/Moderatore2: perché prendersela proprio con Zibordi? Potrei capire se ce l'avesse con me, con lo Spinoso, col Sergente, o persino con Nevanlinna… Ma Zibordi che le ha fatto?

Saluti premurosi (ma anche parecchio onanistici)

P.S.:

> Qualcuno può commentare questa (presunta) replica?

Quale replica?

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 Last edited by: Onan il barbaro on Martedì 11 Aprile 2017 19:07, edited 1 time in total.

Re: Black out (Fusione Fredda, Andrea Rossi...)  

  By: Onan il barbaro on Martedì 11 Aprile 2017 17:28

> A proposito di COP, qui si afferma (?) un COP 8....

 

Eccerto :) Perché non dà loro una mano, Anthropos?

 

> What we need to do to ensure independent evaluation
>
> • Raise money for duplicate production
> • Raise money for testing team to participate in verification
> • Ideally secure an SEM/EDX to do fuel / ash analysis without having to wait on or rely on the data from, third parties.

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Re: Black out (Fusione Fredda, Andrea Rossi...)  

  By: Lo_Spinoso on Martedì 11 Aprile 2017 00:09

"perchè dice che l'argomento fotovoltaico è off topic?"

 

"Black out (Fusione Fredda, Andrea Rossi...)"

 

Il tra parentesi non è un optional,bensì l'argomento chiave del thread.

Specifica che al black out (a venire, a causa della fine dell'era del petrolio), si pensa a dare una soluzione a base di fusione.

 

E non una fusione qualunque, ma specificamente quella di Rossi.

Qui, a voler essere stringenti, sono fuori luogo persino i fili di Celani - figurarsi Iter e, a maggior ragione, fotovoltaico o eolico.

 

Il punto che qui si dibatte è Rossi e il suo (supposto) trovato, perché qualcuno (illo tempore) credeva che fosse l'Unico, il solo in grado di scuotere un settore che si attestava sul "non chiaro" e "al limite dell'errore" da decadi senza cavare un ragno dal buco.

 

Un vero peccato che lo stesso abbia abbandonato la causa -si vede che, dopo anni, la foglia l'ha ben dovuta mangiare: Rossi non ha dimostrato altro che quel che già si sapeva da tempo - a buttare la rete, qualche merluzzo che si crede più furbo degli altri e che pensa di fare soldi truffando il prossimo, mentre finisce (lui per primo) truffato, si trova sempre.

 

Poi ci sono i danni collaterali: quelli che davvero credono che COP 22 mila (o anche 200, ma persino 1,2 se è per quello) sia realmente possibile. E' per loro che alcuni di noi spendono tempo a mostrare gli assurdi e le incongruenze ( che i merluzzi finiti nella rete lo sanno benissimo, anche che poi facciano gli gnorri).

 

Ovviamente ben poco possiamo giocando con chi spera di mantenere vivo un imbroglio o l'altro perché di denaro c'è sempre bisogno, fosse pure solo per l'amico caro che deve ben poter far ricerca un anno in più (che la pensione non solo è lontana, ma è anche da fame)

 

Ci saluti l'amico, con immutata stima - esattamente quella che avevamo prima di lui, comunque volesse farsi chiamare.

 

 

 

 

 


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 Last edited by: Lo_Spinoso on Martedì 11 Aprile 2017 00:13, edited 3 times in total.

Re: Black out (Fusione Fredda, Andrea Rossi...)  

  By: Lo_Spinoso on Lunedì 10 Aprile 2017 21:49

"il rapporto tra l'energia impiegata per produrre un pannello e il rendimento in termini di energia ottenibile"

 

1) c'è un errore nelle sue premesse;

 

2) il solare (come pure l'eolico) qui è parecchio OT - non risultano (per ora) E Cat fotovoltaici, per quanto nulla escluda un futuro anche a vela, se necessario esporre modelli sempre nuovi.

 

Tornando sui binari, come diceva CCCP?

 

 

"Ma vi sembra normale architettare tutto questo per una truffa? Commenti all'allegato e a quanto scritto da Engineer48?

Engineer48 • 2 hours ago There were 4 insulated pipes leaving the JM Black Box, going up the wall and across the roof as attached(...)".

 

 

Profetico, è dir poco: stesse foto, deduzioni e conclusioni ben diverse Dipenderà dall'occhio di chi guarda...Queste però lei non le ha mostrate - vengono poco dopo le altre...

(di passaggio: troppo complesso, CCCP? Ogni anno vengono realizzati presepi meccanici - persino tra i montanari -  che sono lavori ben più complessi di questo)

 

 

 

 

 

 


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 Last edited by: Lo_Spinoso on Lunedì 10 Aprile 2017 22:16, edited 5 times in total.