Re: Fotovoltaico, auto elettriche e autonome, eolico

Re: Re: Fotovoltaico, auto elettriche e autonome, eolico  

  By: shera on Lunedì 13 Maggio 2019 20:56

lo sbarco sulla Luna un falso e le piramidi egizie costruite da giganti e ciclopi.

 
 

Tre i leratori presenti in sala: l'ingegnere elettronico Agostino Favari, palermitano, Albino Galuppini da Brescia e Calogero Greco, siciliano, ma da tempo residente in Germania... smontano una ad una le teorie scientifiche delle ultime centinaia di anni.

Il Sole sarebbe "una lampadina che gira sopra la terra piatta percorrendo una spirale ed è per questo che cambiano le stagioni". Gli altri pianeti, invece, sarebbero solamente degli ologrammi. Smontate anche le teorie di Einstein, Pitagora e Darwin, ritenuti due Massoni, come tutti gli altri scienziati ufficiali, che avrebbero complottato per anni, per costruire un'enorme fake news, che riguarderebbe la forma della Terra e tutte le leggi che ne derivano.

...e lo sbarco sulla Luna sarebbe un'invenzione messa in scena da "bravi attori al servizio della Nasa".

Sono convinti che la Terra sia piatta e non abbia una forma sferica e, al convegno di ieri a Palermo, hanno portato quella che per loro sarebbe una prova inconfutabile di tale teoria: una foto, che ritrae l'Isola d'Elba, scattata dal porto di Genova. Non solo. La "vera Roma" sarebbe in Turchia e le piramidi egizie sarebbero state costruite dai giganti. Ma perché gli scienziati avrebbero costruito un muro di falsità?

 

A detta dei terrapiattisti, dietro alle manipolazioni ci sarebbero i poteri forti, Soros e America in testa, da cui dipenderebbe persino Papa Francesco.

Re: Re: Fotovoltaico, auto elettriche e autonome, eolico  

  By: lmwillys1 on Lunedì 13 Maggio 2019 13:57

“Grandpa, did you really have to plug in your car when you were young?”

altro esperimento di ricarica in movimento, questo a Lund in Svezia e non wireless, carino il nome scelto, elonroad, giusto omaggio al fuoriclasse sudafricano

https://cleantechnica.com/2019/05/12/elonroad-ev-charging-system-to-get-first-trial-in-sweden/

Re: Re: Fotovoltaico, auto elettriche e autonome, eolico  

  By: lmwillys1 on Lunedì 13 Maggio 2019 09:14

Shera ha trovato la soluzione ... creiamo denaro a sfare e lo diamo a tutti indistintamente, tutti ricchi senza bisogno di fare un tubo

geniale

sottoscrivo

 

le fossili inquinano ma anche le batterie sono un grosso problema di riciclo, vw pensa di riciclare a fine vita (almeno dopo un ventennio di utilizzo) il 97% dei materiali, https://media.vw.com/releases/1156


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Re: Re: Fotovoltaico, auto elettriche e autonome, eolico  

  By: gianlini on Lunedì 13 Maggio 2019 09:11

Shera, non pensare che tutti si lascino abbindolare dalle tue semplificazioni.

queste sono le classiche frasi da comizio o da intervento a Porta a Porta che in realtà non vogliono dire nulla:

"dovrebbe farlo per salvare i cittadini "

Quali cittadini? e in che misura li dovrebbe salvare? e per quanto tempo? e a che condizioni? e di quali stati?

 

 

 

 


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Re: Re: Fotovoltaico, auto elettriche e autonome, eolico  

  By: lmwillys1 on Lunedì 13 Maggio 2019 09:10

ciao giovanna

 

dopo l'ecobonus per auto e moto elettriche in arrivo in Italia anche il V2G , https://www.qualenergia.it/articoli/vehicle-2-grid-lavori-in-corso-per-un-decreto-ad-hoc/

 

sembra passato un secolo dall'ebete a braccetto col maglione ambulante, capovolgimento totale, direzione diametralmente opposta

:-)

 


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Re: Re: Fotovoltaico, auto elettriche e autonome, eolico  

  By: shera on Lunedì 13 Maggio 2019 08:42

Il problema è che se la BCE può stampare moneta e non succede nulla, invece di farlo per salvare le banche, dovrebbe farlo per salvare i cittadini, ovvero in misura 4 volte superiore, per abbassare il carico fiscale.

La MMT in due righe, spiegata anche a Hobi.

Re: Re: Fotovoltaico, auto elettriche e autonome, eolico  

  By: XTOL on Lunedì 13 Maggio 2019 08:41

e io sono giovanna d'arco

Re: Re: Fotovoltaico, auto elettriche e autonome, eolico  

  By: lmwillys1 on Lunedì 13 Maggio 2019 08:37

Giggino è un fuoriclasse politico assoluto

Re: Re: Fotovoltaico, auto elettriche e autonome, eolico  

  By: XTOL on Lunedì 13 Maggio 2019 08:23

Di Maio e' il piu' grande statista

 

anti, tornare in patria ti ha confuso le idee, forse volevi dire statalista


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Re: Re: Fotovoltaico, auto elettriche e autonome, eolico  

  By: lmwillys1 on Lunedì 13 Maggio 2019 08:22

dopodomani Elon spara in orbita col suo razzo 60 suoi satelliti per il suo starlink, ora ne prevede in totale 12.000, 200 lanci e avrà la sua rete satellitare globale

https://www.teslarati.com/spacex-starlink-satellites-tease-revolutionary-design/

la capacità produttiva nel settore batterie prosegue benuccio , https://insideevs.com/news/348605/march-2019-battery-deployment-increased-94/

certo, per vivere bene tutti bisognerebbe piantarla di sussidiare con 5.200 miliardi (2017) le fossili e indirizzare questa montagna enorme di denaro in modo decente, https://www.imf.org/en/Publications/WP/Issues/2019/05/02/Global-Fossil-Fuel-Subsidies-Remain-Large-An-Update-Based-on-Country-Level-Estimates-46509

 

resto ottimista per il mio decennio e poi basta capitalismo


 Last edited by: lmwillys1 on Lunedì 13 Maggio 2019 08:30, edited 1 time in total.

Re: Re: Fotovoltaico, auto elettriche e autonome, eolico  

  By: Bullfin on Domenica 12 Maggio 2019 20:49

Il piu' grande C. dell'universo dalla venuta dell'umanita'...

 

 

Re: Re: Fotovoltaico, auto elettriche e autonome, eolico  

  By: antitrader on Domenica 12 Maggio 2019 19:51

Non litigate troppo ragazzi,e, soprattutto, attenti alle boiate.

Saluti dalla Terronia Felix (cosi' la chiamavano i romani).

P.S. Il terrone Di Maio e' il piu' grande statista dai tempi del ratto delle sabine.

 

 

 

Re: Re: Fotovoltaico, auto elettriche e autonome, eolico  

  By: Bullfin on Domenica 12 Maggio 2019 19:10

Grazie Xtol è un bell'articolo e lo incollo proprio tutto....ne emerge che Draghi è da farlo santo subito e che gia' fa quello che chiedono i sovranisti e i cobrafiani un po' tanto somari....

 

 

SPY FINANZA/ I nuovi indizi sui guai in arrivo per l’Italia

10.05.2019, agg. alle 20:01 - Mauro Bottarelli

L’Italia è sempre più isolata ad affrontare i suoi problemi. Anche quelli del sistema bancario dopo l’addio di BlackRock a Carige

Chissà se ora Carige la salveranno i cinesi. Nel caso sareste contenti? Vi sentireste tranquilli, in caso ne foste dipendenti, azionisti, obbligazionisti o correntisti? Perché signori, il messaggio arrivato da BlackRock è stato chiaro. Hanno mostrato interesse per l’istituto genovese, approntato un piano di investimento che mettesse la banca al sicuro con un’esposizione relativamente bassa (almeno per un soggetto finanziario di quel livello, visto che si parlava di un impegno che non superasse i 400 milioni), fatto mettere lo champagne in ghiaccio a casa Malacalza e poi, sul più bello, bye bye. Ieri mattina presto, prima che la Borsa aprisse e mentre tutti i talk-show facevano professione di antifascismo militante, disquisendo su Salone del Libro e Casal Bruciato, ecco che arriva la doccia fredda: BlackRock si ritira dall’affare. Ora non resta che il salvataggio di Stato (chiunque solo avanzi l’ipotesi della mitica “alternativa di mercato” o l’ennesimo aumento di capitale mente, sapendo di mentire), ora non resta che prendere atto di un’altra Mps da mettersi sul groppone. Oppure, vedremo, del primo caso di ingresso di capitale cinese in una banca sistemica del territorio. In ogni caso, auguroni.

D’altronde, quando il tuo sistema bancario è sanissimo, succedono queste cose. Ma il problema reale non è nemmeno questo, è il messaggio politico che sta dietro quel cambio di rotta a dover preoccupare. Carige non è la prima, né sarà l’ultima banca decotta con cui questo Paese dovrà fare i conti. Il problema è avere degli incompetenti totali al governo, un pensionato in servizio attivo a capo della Consob e, in compenso, un ministero dei Rapporti con l’Ue totalmente assente, stante l’interim fallimentare del primo ministro. Ed ecco i risultati. In meno di sei mesi, ci siamo totalmente isolati in ambito europeo, ci siamo inimicati gli Stati Uniti e abbiamo dato vita a un’alleanza con la Cina che, fino a oggi, ha portato in dote due container di arance da spedire a Pechino. Il tutto, in piena escalation di guerra commerciale fra i due principali players globali e con la nostra economia che resta sopra il pelo dell’acqua della contrazione solo grazie all’export. Una sfilza di errori e idiozie strategiche simili penso che non si riesca a inanellare nemmeno mettendosi d’impegno: il governo del cambiamento ce l’ha fatta, chapeau.

D’altronde, Giuseppe Conte chiamava Trump “amico Donald”, ricordate? Faceva la ruota da pavone durante le photo opportunities alla Casa Bianca, millantando cabine di regia a guida italiana per la Libia, altro capitolo che abbiamo visto come sia andato a finire. E, infatti, uno dei soggetti finanziari statunitensi più operativi in assoluto si era mosso per mettere una pezza alla situazione non più procrastinabile di Carige. Salvo sfilarsi proprio sul più bello, tramutando un problema serio in uno monumentale, visto anche i pessimi rapporti con l’Ue e i paletti che potrebbero venire imposti da Bruxelles e Francoforte a operazioni di salvataggio statale. Non tanto per gli ammontare in denaro e nemmeno per il precedente, vista la sfilza di istituti disfuzionali cui si è messo mano in questo Paese e grazie al mea culpa tardivo e un po’ paraculesco della commissaria Vestager in merito (attenzione, però, perché potrebbe scattare l’aut aut europeo pre-elettorale, cioè la scelta fra via libera ai risarcimenti per i presunti truffati dalla banche o salvataggio di Carige). Bensì per il fatto che, a oggi, siamo una banderuola in balia del vento. Né carne, né pesce. E nel momento peggiore possibile: con un Governo che attende solo il 27 maggio per mandarsi a quel Paese e alla vigilia di una Legge finanziaria 2020 che Dio solo sa come verrà approntata e da chi, visto che solo un pazzo o un professionista delle missioni impossibili si prenderà la briga di mettere mano a un Def che parte da quota -23 miliardi, solo per le clausole di salvaguardia da disinnescare, onde evitare l’aumento dell’Iva dal 1 gennaio prossimo.

Temo che l’Iva aumenterà e, occorre ammetterlo, sarà il male minore, quantomeno anche gli evasori pagheranno un po’ di tassazione indiretta, facendo benzina, la spesa o shopping. Magra consolazione, lo so, ma tant’è, questo passa il convento. Perché da qui al prossimo anno saranno ben altri i grattacapi con cui avremo a che fare, statene certi. In primis, ciò di cui vi parlavo nel mio articolo di ieri: l’addio di Mario Draghi alla guida della Bce e la possibilità che il nuovo arrivato, in caso la recessione venga smorzata sul nascere dall’azione congiunta di Fed e Pboc, deciderà che è ora di farla finita con il trattamento di favore verso il nostro debito. Perché signori, proprio l’altro giorno, un’istituzione finanziaria di primo livello come Jefferies, anch’essa statunitense come BlackRock, casualmente pubblicava un report nel quale veniva messo in evidenza come la variazione della capital key nel reinvestimento titoli della Bce, già oggi stia schermando l’Italia ben oltre quando fosse stato statutariamente pattuito in seno al board, anche dopo le modifiche di forward guidance monetaria occorse il novembre scorso. Lo certifica questa tabella contenuta nel report: il ribilanciamento interno alle detenzioni di bond sovrani doveva vedere una graduale prevalenza di Bund sui nostri Btp, invece da inizio anno la Bce ha aumentato il controvalore di titoli italiani a bilancio a discapito di quelli tedeschi. Scudo anti-spread in toto, di fatto un Qe che prosegue “sotto copertura”.

Non vi stupirà sapere che questo studio ha fatto molto rumore sulla stampa tedesca, soprattutto su Die Welt che vi ha dedicato il suo seguitissimo podcast economico-finanziario della sera. Il segnale è chiaro: un’istituzione finanziaria Usa di primo livello svela, nel momento politico più delicato per l’Italia, che il Re del trattamento di favore di Draghi nei nostri confronti è nudo. Poche ore dopo, BlackRock lascia in braghe di tela Carige. E i tedeschi, contro i quali abbiamo lanciato accuse di ogni genere negli ultimi trimestri – alcune sacrosante, altre semplicemente ridicole – stanno a guardare, con i pop corn in mano. E ben felici che sui radar delle sale trading ci finisca – e con motivazione emergenziale – l’istituto genovese e non più Deutsche Bank, almeno per un po’.

Ma noi siamo furbi, siamo il Paese con il Governo del cambiamento! Quello che in un eterna riedizione dell’8 settembre, prima sposa incondizionatamente la linea della Casa Bianca, pur di farsi comprare Btp. Poi, quando scopre che gli Usa non hanno un fondo sovrano che statutariamente può sostenerci come fa la Bce (e i Primary Dealers servono ad altro, soprattutto a reggere Wall Street attraverso il Plunge Protection Team di reaganiana memoria e istituzione), poi si sposta verso la Russia, millantando ipotetiche garanzie governative del Cremlino sul nostro debito (capirai che garanzia, un governo che sta comprando oro fisico come se stesse per scoppiare la Terza guerra mondiale, a vostro modo di vedere per diversificare compra Btp?) e infine gioca la carta disperata della Cina, prima con il viaggio del ministro Tria e poi con l’azzardo supremo del memorandum sulla Nuova Via della Seta. Risultato? Senza la Bce, avremmo lo spread a 500. Già oggi. In compenso, non abbiamo più mezzo alleato che ci ritenga credibili e sia pronto a soccorrerci. Se non, appunto, quella Francoforte che il Governo giallo-verde riempie di contumelie populiste a ogni piè sospinto. Ma attenzione, perché la sabbia nella clessidra sta scorrendo velocemente. Sempre più velocemente.

Guardate questo altro grafico, ci mostra come le dinamiche anche del debito pubblico mondiale e delle sue detenzioni estere e strategiche siano cambiate. All’asta di Treasuries statunitensi a 10 anni di mercoledì si è operato in modalità disastro, visto che la domanda è stata la più bassa dal 2009. Inevitabilmente, il rendimento che si è dovuto offrire è salito. E parecchio. Si è pagato lo yield massimo del 2,479% visto che la ratio bid-to-cover è scesa dal 2.55 al 2.17.

Chi è mancato all’appello per quei 27 miliardi di controvalore di carta da parati Usa? La Cina, ovviamente e la sua domanda di debito estero, essendo in pieno svolgimento la pagliacciata dell’escalation della guerra commerciale. Pensate che in America siano preoccupati? Per nulla. Anzi. Loro vogliono tassi più alti sul debito, altrimenti con quale maledetta scusa al mondo – stante le balle che raccontano sui dati macro dell’economia – la Fed sarebbe giustificata a tagliare i tassi? Per l’inflazione all’1,6% ritenuta troppo bassa, forse? E, a vostro modo di vedere, con una situazione strutturale simile, gli Usa si metteranno a comprare Btp come millantavano i geni del sovranismo, una volta che la Bce cambierà guida e quindi anche guidance?

Signori, ieri è stato il giorno del trailer, abbiamo visto l’anticipazione succosa, ma ancora in sedicesimi di ciò che ci aspetta. Anzi, di ciò che aspetterà chi dalla prossima estate prenderà il posto del Governo attuale nella disperata missione di governare il Paese. O, forse, si dovranno attendere le prime brume d’autunno, poiché il copione dei tonfi agostani del 2011 è risultato talmente efficace e credibile da dover per forza essere ripetuto. Quantomeno, per offrire platealmente a Mario Draghi l’ultima, emergenziale scusa per intervenire in seno al board per piegare la politica monetaria verso un’angolatura smaccatamente espansiva, quasi da ritorno tout court agli acquisti diretti. Saremo noi il canarino nella miniera dell’eurozona, statene certi.

E per chi crede alla vulgata in base alla quale questa Commissione Ue verrà spazzata via dal voto di fine mese, faccio notare che il prolungamento dell’agonia del Brexit, dovuto proprio alla partecipazione del Regno Unito alle europee, in caso di risultato poco gradito, potrebbe spingere Ppe e Pse (insieme, sicuramente con la maggioranza die seggi in mano) a chiedere una proroga del mandato alla presidenza Juncker, proprio al fine di portare a termine l’operazione di addio all’Europa di Londra, visto che i tempi contingentati poco vanno d’accordo con quelli morti che l’insediamento di un nuovo esecutivo comporterebbe. Insomma, il conto post-voto l’Italia lo pagherebbe tutto. E a portarcelo sarebbero ancora i vari Juncker, Dombrovskis e Moscovici. Attenti, non è un’ipotesi così peregrina. Anzi.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

 

Re: Re: Fotovoltaico, auto elettriche e autonome, eolico  

  By: XTOL on Domenica 12 Maggio 2019 18:01

vengono da questo articolo, se vuoi leggerlo:

I nuovi indizi sui guai in arrivo per l’Italia

Re: Re: Fotovoltaico, auto elettriche e autonome, eolico  

  By: Bullfin on Domenica 12 Maggio 2019 17:20

Shera non so se hai scritto te quelle parole, ma direi che vanno messe a carattere piu' grande di quello che hai postato così possono leggerle tutte le teste di c. grilline del forum...

 

In meno di sei mesi, ci siamo totalmente isolati in ambito europeo, ci siamo inimicati gli Stati Uniti e abbiamo dato vita a un’alleanza con la Cina che, fino a oggi, ha portato in dote due container di arance da spedire a Pechino. Il tutto, in piena escalation di guerra commerciale fra i due principali players globali e con la nostra economia che resta sopra il pelo dell’acqua della contrazione solo grazie all’export. Una sfilza di errori e idiozie strategiche simili penso che non si riesca a inanellare nemmeno mettendosi d’impegno: il governo del cambiamento ce l’ha fatta, chapeau.

D’altronde, Giuseppe Conte chiamava Trump “amico Donald”, ricordate? Faceva la ruota da pavone durante le photo opportunities alla Casa Bianca, millantando cabine di regia a guida italiana per la Libia, altro capitolo che abbiamo visto come sia andato a finire. E, infatti, uno dei soggetti finanziari statunitensi più operativi in assoluto si era mosso per mettere una pezza alla situazione non più procrastinabile di Carige. Salvo sfilarsi proprio sul più bello

 

Ma noi siamo furbi... in un eterna riedizione dell’8 settembre, prima sposa incondizionatamente la linea della Casa Bianca, pur di farsi comprare Btp. Poi, quando scopre che gli Usa non hanno un fondo sovrano che statutariamente può sostenerci come fa la Bce (e i Primary Dealers servono ad altro, soprattutto a reggere Wall Street attraverso il Plunge Protection Team di reaganiana memoria e istituzione), poi si sposta verso la Russia, millantando ipotetiche garanzie governative del Cremlino sul nostro debito (capirai che garanzia, un governo che sta comprando oro fisico come se stesse per scoppiare la Terza guerra mondiale, a vostro modo di vedere per diversificare compra Btp?) e infine gioca la carta disperata della Cina, prima con il viaggio del ministro Tria e poi con l’azzardo supremo del memorandum sulla Nuova Via della Seta.