W l'Italia...l'Italia che lavora (De Gregori)

 

  By: GZ on Martedì 30 Ottobre 2007 12:16

a proposito di immigrazione, reuters riporta che sembra abbiano stabilito definitvamente l'origine dell'AIDS, ^è arrivato tramite alcuni immigrati di Haiti in Florida nel 1969#http://www.reuters.com/article/topNews/idUSN2954500820071029?feedType=RSS&feedName=topNews&rpc=22&sp=true^ i quali a loro volta lo avevano preso ad Haiti da gente proveniente dall'Africa dove avevano mangiato schimpanzee infetti --------------- ...This genetic analysis allowed the scientists to calibrate the molecular clock of the strain of HIV that has spread most widely, and calculated when it arrived first in Haiti from Africa and then in the United States. The researchers virtually ruled out the possibility that HIV had come directly to the United States from Africa, setting a 99.8 percent probability that Haiti was the steppingstone. "I think that it gives us more clear insight into the history of it (the AIDS epidemic) and what path the virus took -- and hard objective evidence, not just armchair thinking," Pitchenik said in a telephone interview. Studies suggest the virus first entered the human population in about 1930 in central Africa, probably when people slaughtered infected chimpanzees for meat. AIDS has killed more than 25 million people and about 40 million others are infected with HIV. .

 

  By: gianlini on Martedì 30 Ottobre 2007 11:26

Finalmente dei dati che avvalorano l'impressione visiva e di tutti i giorni! dati della Caritas Italia, è boom di immigrati Sono 3 milioni 700 mila i regolari in Italia. Un numero aumentato del 21,6% in un anno ROMA- Sono 3 milioni 700 mila gli immigrati regolari in Italia. Un numero aumentato del 21,6% - pari al 6,2% sulla popolazione complessiva (nell'Ue è il 5,6%) - in un anno e tale da collocare l'Italia, per ritmo di crescita, al vertice europeo. Lo stima il 17/o rapporto sull'immigrazione redatto dalla Caritas Italiana e dalla Fondazione Migrantes, presentato martedì. Nel 2006 il trend di crescita (700 mila in un anno) è stato tale che, se sarà confermato, farà arrivare fra 20-30 anni gli stranieri a 10 milioni ed oltre. Novità di quest'anno, la presenza paritaria delle donne rispetto agli uomini (49,9%) e tale da essere maggioranza. Le uniche ad avere una prevalenza maschile sono solo Lombardia e Puglia. I minori sfiorano le 700 mila unità (18,4% del totale). Ogni 10 immigrati, 5 sono europei (la metà comunitari); 4 suddivisi fra africani e asiatici, 1 americano. L'aumento di 700 mila unità in un anno (un sesto rispetto all'anno precedente) è il numero complessivo di stranieri contati appena 5 anni fa, nel 2002. I rumeni, col 15,1% di presenza, è la comunità più numerosa; segue i marocchini (10,5%), gli albanesi (10,3%), gli ucraini (5,3%). Sei immigrati su 10 si trovano al nord; al centro c'è il 26,7%, al sud il 10,2% e nelle isole il 3,6%. In sei anni, dal 2000 al 2006, gli immigrati dall'Est sono saliti di 14 punti mentre l'Africa ne ha persi 5 e l'America 2. Il rapporto segnala che negli ultimi due anni, la crescita «è stata fortissima» anche in assenza di regolarizzazioni ma facendo leva sulle quote di ingresso. Ad avere impresso questo ritmo sono il fabbisogno delle industrie e delle famiglie di manodopera aggiuntiva (540 mila domande), i ricongiungimenti familiari (poco meno di 100 mila) e le nuove nascite tra gli immigrati (quasi 60 mila). Se il ritmo di crescita continuerà anche nel biennio 2007-2008, la Lombardia passerebbe da 850 mila ad oltre un milione di presenze; il Veneto, l'Emilia Romagna e Roma supererebbero il mezzo milione di unità; il Piemonte sfiorerebbe le 400 mila, la Toscana le 350 mila. Sotto le 100 mila unità resterebbero solo il Trentino Alto Adige, l'Abruzzo, la Sardegna, la Basilicata, il Molise e la Valle d'Aosta.

 

  By: Ferpa on Lunedì 29 Ottobre 2007 14:27

Condivido ogni parola e ogni segno di punteggiatura della tua analisi, caro Ferpa. ......................................................................................................... Grazie Bearth e ben tornato, io cmq l'articolo mi sono limitato a copiarlo ovviamente conidvidendolo.

 

  By: bearthatad on Lunedì 29 Ottobre 2007 00:06

Ciao Fortunato, anche se non posto spesso, leggo sempre con interesse i contenuti che tu e gli altri mettete nel forum. Un saluto cordiale a tutti.

 

  By: Fortunato on Domenica 28 Ottobre 2007 23:31

Ciao Bear, ti rileggo volentieri per condividere in ogni meandro ciò che gentilmente ha postato Ferpa. Altro che storie! Fortunato

Autodifesa ed evasione fiscale - polipolio  

  By: bearthatad on Domenica 28 Ottobre 2007 14:33

Condivido ogni parola e ogni segno di punteggiatura della tua analisi, caro Ferpa. L'evasione fiscale in Italia mette le radici nel disgusto con cui per decenni gli italiani hanno visto i loro soldi predati da uno stato che impegnava tutte le sue risorse per arricchire politici, parenti, amici, compari, soci, lacchè e clienti. Nascondere parte del proprio reddito è diventato nella mentalità della gente (non delle categorie elencate sopra) semplicemente autodifesa. Se oggi la propensione a evadere degli italiani (imprenditori, commercianti, artigiani, professionisti, ma anche una larga fetta dei dipendenti che a tempo perso fanno gli idraulici, gli imbianchini, gli elettricisti, i falegnami, i muratori, i meccanici ed elettrauto, i commercianti, ma danno anche ripetizioni private a studenti, fanno la sarta, la baby sitter, la badante, la commessa, l'infermiera a domicilio, la guida turistica etc etc) sembra immutata, è perchè con l'attuale classe politica (e segnatamente con l'attuale governo) la sensazione è che nulla, e sottolineo nulla, sia cambiato da parte dello stato.

Milton Friedman dichiarò che se il nostro paese si regge ancora è grazie al mercato nero - gz  

  By: Ferpa on Venerdì 26 Ottobre 2007 20:38

L'evasore fiscale è un patriota ! L'autore dell'articolo è Marco Faraci, mi pare scriva sull'Indipendente. "In una intervista del 2001 il premio Nobel Milton Friedman dichiarò che se il nostro paese si regge ancora è grazie al mercato nero ed all'evasione fiscale che sono in grado di sottrarre ricchezze alla macchina parassitaria ed improduttiva dello Stato per indirizzarle invece verso attività produttive. In qualche modo, sostiene Friedman, "l'evasore in Italia è un patriota". Ci sembra che le parole del famoso economista colgano straordinariamente nel segno. Viviamo in un paese in cui ogni giorno che passa il peso dello Stato nelle nostre vite sembra aumentare. Lo Stato ci sottrae una fetta sempre crescente della nostra libertà e dei nostri sudati guadagni. Molti sosterranno che che lo Stato ha giustamente bisogno dei nostri soldi perché svolge una serie di funzioni di notevole importanza. "Allora lo Stato è utile e necessario? - scriveva H.L. Mencken - Anche il medico lo è. Ma lo chiameremmo se ogni volta che viene a curarci un mal di pancia o un ronzio alle orecchie si arrogasse il diritto di fare razzia dell'argento di famiglia, di usare il nostro spazzolino da denti e di esercitare le droit de seigneur sulla domestica?" E' fondamentale, del resto, la differenza che passa tra gli operatori economici, i privati, che producono nuova ricchezza e gli operatori politici che si servono del complesso armamentario dello Stato per confiscare tale ricchezza. Mentre i soggetti privati si procurano le proprie entrate attraverso transazioni volontarie, come donazioni oppure acquisti volontari di servizi da essi offerti sul mercato, lo Stato è l'unico soggetto che si procura le proprie entrate tramite l'estorsione, chiamata con l'elegante eufemismo di tassazione. Lo Stato, nella pratica, ti punta una pistola e ti intima "o la borsa o la vita". Mentre i soggetti privati cercano di convincere i potenziali clienti cercando di offrire servizi migliori della concorrenza a prezzi inferiori, lo Stato non ha bisogno di offrire un prodotto valido e conveniente perché ha il potere di imporre con la forza ai cittadini l'acquisto dei suoi servizi. Le tasse quindi si configurano come lo strumento attraverso il quale lo Stato costringe i suoi cittadini a sostenere dei progetti che essi non sosterrebbero volontariamente nel libero mercato. Per di più solo una piccola parte del denaro che viene strappato ai cittadini produttivi viene effettivamente utilizzato dallo Stato a loro beneficio. La più grossa parte degli introiti delle tasse serve a mantenere la stessa macchina statale oppure viene speso in interventi assistenziali e clientelari nei confronti di classi improduttive che tuttavia si presentano come validi serbatoi di voti. Una volta riusciti a liberarci della retorica statalista che ci è stata inculcata fin da piccoli ed una volta compresi i veri meccanismi della predazione statale e del trasferimento arbitrario delle ricchezze dai ceti produttivi ai ceti parassitari, la figura dell'evasore fiscale, dipinto come il nemico pubblico numero uno nei reboanti discorsi dei nostri politici, comincia ad apparire sempre meno sgradevole. Chi è in definitiva l'evasore fiscale? Egli è semplicemente qualcuno che rivendica il sacrosanto diritto di tenersi quello che è suo, il prodotto del suo lavoro e del suo sacrificio. E' qualcuno che rivendica il diritto di offrire nel mercato servizi a persone consenzienti che decidono volontariamente di acquistarli, senza che lo Stato pretenda il pizzo su ogni transazione. E' qualcuno che rivendica il diritto alla sua privacy finanziaria per non essere obbligato a rendere pubblico quanto ricava, quanto spende e con chi fa affari. E' qualcuno che non tollera le leggi demeritocratiche di questo paese secondo cui chi produce di più, offre servizi migliori e fa di più per gli altri deve essere penalizzato di più. La tradizione politica autenticamente libertaria, che ispirò i padri fondatori americani e che, con grande ritardo, ha cominciato da poco a muovere i primi incerti passi anche nel nostro paese, nell'enunciare i diritti naturali ed imprescrittibili dell'uomo vi ha sempre incluso il diritto di resistenza all'oppressione. Di fronte ad una classe politica che si sente autorizzata a gabellare oltre la metà di quello che con tanta fatica riusciamo a mettere da parte ci sembra che non sia fuori luogo invocare questo diritto."

 

  By: polipolio on Venerdì 19 Ottobre 2007 00:51

Questi son quelli che uso io http://www.zacks.com/research/screening/custom/index.php Zacks.com - Stock Screening Tools - Custom Stock Screenerhttp://msncaps.fool.com/Ticker.aspx?ticker=PLA http://www.stockpickr.com/members/home/ Stockpickr! Your Source for Stock Ideas http://uk.finance.yahoo.com/p?v&k=eupf_3 Portf http://articles.moneycentral.msn.com/Investing/Extra/StockScouterTop50.aspx?wa=wsignin1.0 Mitico StockScouter Top 50 MS MONEY http://stockcharts.com/def/servlet/SC.scan?s=TSA[t.t_eq_s]![t.e_eq_n]![as0,20,tv_gt_40000]![as0,50,tc_gt_as0,200,tc]![as1,50,tc_le_as1,200,tc] Stock Scan: Bullish 50/200-day MA Crossovers (NASDAQ) http://screener.reuters.com/Screener/ScreenBuilder.aspx?cid=dropDwn1&messagedata= PowerScreener 3.0 Screen Builder http://screener.finance.yahoo.com/newscreener.html Stock Screener - Yahoo! Finance

 

  By: andreax66 on Giovedì 18 Ottobre 2007 20:13

Visto che purtroppo mi trovo a seguire la normativa Mifid, volete sapere cosa faranno la maggior parte delle banche italiane? Faranno firmare un contratto di (pseudo)consulenza al cliente nel quale si specifica che tale supporto sarà messo in pratica soltanto attraverso i prodotti finanziari collocati dalla banca medesima. Vale a dire tutto il contrario di quello che dice la normativa Mifid! Le cose sono due: o hanno le spalle ben coperte nei confronti di Consob e Banca iTalia, o non hanno capito niente. Siccome sono propenso a sposare la prima ipotesi, consiglierei a tutti i clienti delle banche di cercarsi un buon avvocato e cominciare a pestare ben bene!

 

  By: Esteban on Giovedì 18 Ottobre 2007 14:56

Mah ... C'è l'utility in java di yahoo ^Stock Screener#http://screener.finance.yahoo.com/newscreener.html^ che ti estrare le società a seconda dei parametri che imposti .... Ma non è così sicura ... nel senso che non è un servizio professionale ... probabilmente c'è di meglio pure free

 

  By: diliberto on Giovedì 18 Ottobre 2007 14:43

Visto che ho liquidato molte posizioni sto ricostituendo un portafoglio da medio/lungo periodo chiedevo ai più esperti (a parte ovviamente dott.Zibordi) se esiste un sito che impostando i dati fondamentali di una società quotata mi da in automatico uno screen di società. Avevo cercato quello famoso di businessWeek ma non riesco a ritrovarlo anche forse perchè han cambiato tutta l'impostazione del sito. Sarebbe interessante.

 

  By: pix on Mercoledì 17 Ottobre 2007 18:21

A proposito di Reggio, fa meraviglia che non abbiano ancora indagato il poliziotto violento che ha posto fine alla sparatoria abbattendo l'albanese..

 

  By: Ferpa on Mercoledì 17 Ottobre 2007 18:00

il tasso di recidiva tra chi ottiene misure alternative è sotto il 20%, per gli altri è il 60-70%. -------------------------------------------------------------------------------------------------------- Ho l'impressione che qui giochino con i numeri. Una mia amica che lavora al tribunale di sorveglianza di Reggio mi dice sempre che i magistrati le misure alternative le concedono a cani e porci, per ottenerle in pratica basta non commettere atti di violenza in carcere. Quindi dire che il tasso di recidiva tra chi ottiene misure alternative è sotto il 20%, per gli altri è il 60-70% non significa affatto come sembrebbe che le misure alternative aiutino a ridurre la propensione a commettere nuovi reati, perchè i 2 gruppi a confronto non sono omogenei . Nel primo infatti ci sono i criminali normali che basta che in carcere non accoltellino nessuno che riceveranno tutti i benefici, nel secondo solo le bestie pericolose a cui i benefici non verranno mai concessi. Quindi quei numeri non dimostrano nulla, ci confermano solo che su 5 scarcerati anticipatamente grazie alle misure alternative uno tornerà di sicuro a farsi beccare di nuovo, mentre qualcuno degli altri 4 commetterà anche lui reati ma sarà abbastanza fortunato da non farsi riprendere. A proposisto, sempre la mia amica stamattina dopo la sparatoria mi diceva che nel tribunale non erano previste misure di controllo di nessun tipo, della serie in Italia una discoteca è più sicura di un tribunale.

 

  By: GZ on Mercoledì 17 Ottobre 2007 11:36

gli psicologi già lanciano l’allarme per il rischio di rivolte... ...le consulenze sui problemi dei detenuti sono un business e giustamente cercano di incrementarlo il problema è che l'opposizione in mano ad uno che da dieci anni rischia di andare in carcere per cui quando fanno uscire dei condannati non lo vede come un problema --------------------- Aumentano di 1.000 al mese i 47mila detenuti nelle carceri. Tra un anno e mezzo ritorneranno a essere quanti erano prima dell’indulto: 63mila, per 43mila posti regolamentari. Sovraffollamento in crescita, insomma, se non ci saranno interventi strutturali. E gli psicologi già lanciano l’allarme per il rischio di rivolte. Ma al ministero della Giustizia hanno trovato l’uovo di Colombo: utilizzare gli agenti penitenziari anche per sorvegliare i detenuti che ottengono i benefici della legge Gozzini, e farne uscire dalle celle il più possibile. «È una sperimentazione - spiega il capo del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, Ettore Ferrara - che avvieremo presto in alcune città, per indurre i magistrati di sorveglianza a fare più spesso uso di misure alternative alla detenzione. La strada è questa: il tasso di recidiva tra chi ottiene misure alternative è sotto il 20%, per gli altri è il 60-70%. Oltretutto, ogni detenuto nei penitenziari costa allo Stato una grossa cifra e se stanno fuori di più, ci potranno essere maggiori risorse per assumere nuovi agenti». Ferrara è accanto al ministro della Giustizia, alla conferenza-stampa convocata per replicare alle polemiche seguite all’inchiesta del Giornale,ai servizi tv di Striscia la notizia e a interventi di altri quotidiani, sui penitenziari inutilizzati. A Clemente Mastella chiedono se c’è contraddizione su questo premere sull’acceleratore delle misure della Gozzini e il «pacchetto sicurezza», che prevede un giro di vite sui benefici penitenziari, almeno per reati che destano allarme sociale come rapine, scippi, incendi boschivi. «La cosa più importante - replica il Guardasigilli - è garantire la certezza della pena, o in carcere o con misure alternative. L’idea che ci sia una differenza tra micro e macrocriminalità è una sciocchezza, la criminalità è una sola». Ma chi dovrebbe lasciare il carcere in misura maggiore? «Tra i detenuti ci sono spacciatori, drogati ed extracomunitari

 

  By: GZ on Martedì 16 Ottobre 2007 02:05

Veltroni + Berlusconi va bene se hanno ragione i tori sull'economia e non devi fare assolutamente niente se per altri cinque anni l'economia nel mondo continua a tirare con l'Asia che fa +8% di crescita media, sudamerica, russia, est europa e medioriente pure e anche in europa ed america non c'è nessuna crisi e si tira avanti con le borse e gli immobili su questi livelli e nessuna incrinatura dell'euro e tassi di interesse sempre bassi ... avrai ancora Veltroni o Berlusconi o Prodi in diverse combinazioni e grazie al denaro facile e a un poco di ricaduta dal boom globale la casta politica se la cava se invece hai una vera crisi finanziaria globale allora forse cambia qualcosa ed esce qualche movimento politico nuovo Berlusconi ha 71 anni ormai ed è uno che prima di abbandonare il posto di presidente a maggio ha fatto una legge per avere una mega scorta di 4 auto blindate e 15 o 20 poliziotti a spese dei contribuenti come ex-presidente...chi se ne frega di quello che può fare ----------------------- Veltroni..... Per il bisogno di una sinistra moderna, che risponda in modo nuovo alle molteplici richieste della soscietà. Perché, vedete... la sinistra è apparza impriggionata in schemi che l’hanno fatta apparire vecchia e conzervatrice, schiava di blocchi ideologgisci, incapasce di coniugare costruttivamente apparenti diverzità, ognuna, a un esame più disinibbito, portatrisce di valori positivi. Per questo noi vogliamo un’Italia nuova... Un’Italia progressista... MA ANCHE conservatrice. Vedete... guardate... si parla tanto di valori... non zi penzi che per noi qualche valore possa restare escluso. Noi vogliamo la libbertà, base della democrazia, MA ANCHE la schiavitù, che badate, è uno stimolo forte, se vista senza paraocchi ideologgici... Noi siamo per la giustizia MA ANCHE per l’ingiustizia... siamo per una società felice, MA ANCHE depressa, per quella convergenza tra identità opposte, che è sempre fonte di pacato avanzamento proggettuale. Vedete... guardate... sentite... pacatamente... serenamente... in questi mesi ho girato molto l’Italia, ho incontrato gli elettori, i cittadini, gli italiani e le italiane... ho fatto incontri, dibbattiti, tavole rotonde, al Nord, al Zud... e a Roma la domanda di tutti era... Walter, ma ar Comune chi cce sta? E oggi pacatamente, serenamente voglio ringrazziare tutte le liste che hanno contribbuito a questa affermazzione... Sinistra per Veltroni, Destra per Veltroni, Centro per Veltroni, Sopra per Veltroni, Sotto per Veltroni, Di Lato per Veltroni, senza dimenticare i Khmer Rossi per Veltroni, le Orzoline per Veltroni. Vedete... guardate... potrei fermarmi qui, MA ANCHE continuare a ringrazziare... per esempio gli Imprenditori per Veltroni, oltre a Odontotecnici per Veltroni e naturalmente Banchieri per Veltroni... Noi democratisci vogliamo dire «sono sposato, MA ANCHE scapolo», «sono alto, ma anche basso» o come fanno molti validi imprenditori... «sono ricchissimo, MA ANCHE bisognoso dei soldi dello Stato»... Noi democratici siamo pacatamente convinti che non bisogna farzi mancare gnente per colpa di ideologie desuete, per cui vogliamo essere riggidi, MA ANCHE flessibbili, bruni, MA ANCHE biondi, di sinistra, MA ANCHE di destra, perché non possiamo permetterci il lusso di lasciare la destra alla destra. Noi dobbiamo lottare contro l’evasione fiscale MA ANCHE difendere gli evasori, figure da rivalutare da nuove angolazioni, in fondo compagni che sbagliano. Perché, guardate, non possiamo lasciare gli evasori alla Lega... Noi dobbiamo stare sempre dalla parte dei debboli, MA ANCHE dalla parte dei forti. Dobbiamo dire «I care, mi interessa», MA ANCHE «I don’t care», che vuol dire «nun me ne po’ fregà de meno»... Non possiamo lasciare il qualunquismo ai qualunquisti. Noi siamo per uno Stato laico MA ANCHE per una serena, pacata ingerenza della Chiesa nella vita dei cittadini. Noi siamo per la cultura, MA ANCHE per l’ignoranza crassa, in quanto espressione dell’animo umano da cui imparare con umiltà. Perché è ora di dirlo: non c’è sostanziale differenza tra le tre righe di una poesia di Quasimodo e i 3 metri sopra il cielo di Federico Moccia. Noi vogliamo un Paese normale, dove tutti possano apprezzare il cinema colto, il cinema d’autore, MA ANCHE Bombolo, dove si possa apprezzare il lavoro del reggista impegnato, MA ANCHE Franco e Cciccio... dove un uomo, una donna, un bambino possano dire serenamente «questa sera vado al festival del cinema MA ANCHE alla sagra della porchetta di Ariccia»... Dobbiamo convincerci che le scelte nette sono fuori tempo... Immagine tratta da WWW.BEPPEGRILLO.IT Non si penzi, amici, che il percorzo sarà facile... Si parla tanto delle politiche della famiglia... Ecco, questo va detto con chiarezza: noi siamo per il matrimonio, MA ANCHE per le coppie di fatto, siamo per la fedeltà, MA ANCHE per l’adulterio, perché siamo convinti che da ambedue queste istanze così umane nasca sempre qualcosa di positivo, come accade in tutte le società evolute... ...Si parla tanto di riforme istituzzionali, di legge elettorale. È importante, certo, ma non zi penzi che una strada sia meglio di un’altra... Noi preferiamo il zistema tedesco, MA ANCHE guardiamo con zerenità a quello francese, siamo per le preferenze MA ANCHE per le liste chiuse, siamo per la democrazzia MA ANCHE per un zano totalitarismo. Vedete, bisogna avere le idee chiare MA ANCHE un po’ confuse... Guardate, in ogni famiglia emergono divergenze di opinione, ma bisogna sempre avere la capacità di risolverle per il meglio... Vogliamo andare al mare MA ANCHE in montagna... vogliamo prendere un cane MA ANCHE un gatto...vogliamo la carne MA ANCHE il pesce... Inzomma, io credo che pacatamente, qui, oggi, sta nascendo un progetto grande, che definiamo Partito Democratico, ma che io definirei, in quanto rappresentativo di tutte le istanze del Paese, Partito MaAnchista Italiano. Un’idea nuova, MA ANCHE vecchia. INNO DEL PARTITO DEMOCRATICO (sulle note dell’Internazionale) Compagni, avanti gran partito Noi siamo dei lavoratori Ma anche degli imprenditori Stiamo un po’ di qua e di là! Noi non siamo più nelle officine O nei campi a lavorar Siamo in banca oppure alle anteprime Oppure in chiesa per pregar! Noi veniam da lontano E lontano si andrà Con stile e in aereoplano Viaggiando in business class! Su lottiam l’ideale Nostro alfine sarà Ma non è chiaro quale Ma che importanza ha?