W l'Italia...l'Italia che lavora (De Gregori)

 

  By: Moderator on Mercoledì 12 Settembre 2007 19:53

chi ha introdotto gli studi non conta molto , il fatto è che - Se i conti son fatti bene nessun problema, e la volta dopo non ci saranno problemi- è scritto da uno che proprio non vive nel mondo reale : fra stress, rischi di errori , blocco dell'attività lavorativa , anche perdita d'immagine se si vede la finanza rovistare in giro, la gente considera meno costoso e rischioso adeguarsi. E poi nella realtà spesso ti avvisano che devi , mettiamo , 6000 euro ; vai con i libri , ti dicono che non gli interessano e che se versi 4000 la cosa è finita , ma comunque devi pagare. Se vengono loro la cosa si fa pesante.

 

  By: GZ on Mercoledì 12 Settembre 2007 19:52

in austria in albergo spesso non ti chiedono i documenti, in italia hanno cominciato a chiedere anche il codice fiscale (da trasmettere al fisco) non capisco perchè, perlomeno a nord di Roma, si accetti la propaganda masochista per cui "in Italia si evade...mentre in America (Germania, Francia...) invece..." come se nessuno non fosse mai stato a new york e non avesse notato che nei ristoranti in cucina sono tutti, ma dico tutti immigrati clandestini ecuadoregni (zero contributi, nero totale) e lo stesso nei cantieri, lavori di giardinaggio e ristrutturazione e domestici, tutti settori dove di contributi non ne vedi come se nelle dichiarazioni dei redditi autonomi americani, dato il margine discrezionale ampio che lo stato americano riconosce per dedurre le spese, non si buttasse dentro tutto il possibile, dall'affitto di casa all'uso dell'auto a viaggi e ristoranti, assai più che da noi come se i meccanici americani accettassero mai qualcosa di diverso dai bigliettoni verdi contanti anche se il conto è di 1.500 dollari... come se i due terzi delle società americane grandi e piccole non fossero localizzate in due o tre stati per ragioni fiscali (in Nevada ad esempio non hai tasse sul reddito)... Pagherei per vedere qualcuno in TV dire almeno una volta che perlomeno a Milano o Bologna o Firenze si evade o eludono le tasse quanto a Klagenfurt, Marsiglia, New York e Los Angeles cioè nella misura fisiologica di ogni paese industrializzato (salvo gli scandinavi che non fanno testo)

 

  By: Esteban on Mercoledì 12 Settembre 2007 19:40

Botta e risposta .... Karim Gorjux scrive: Seguo il tuo blog perché abbiamo molte cose in comune, l’unica differenza è che io ho iniziato solo quest’anno quindi niente tasse. Spero che il governo cada e torni Berlusca, alla fine si stava meglio con lui. (e ho votato sinistra!) Artemio scrive: 1) Gli studi di settore li ha introdotti il governo Berlusconi, allora non te ne lamentasti. 2) In Italia chi ha partita iva, eccetto rari casi o categorie particolari, in un modo o nell’ altro evade, e su questo, a meno di non essere in malafede totale, non si discute. Ritieni che ti facciano pagare più del dovuto? Fai serenamente l’ accertamento. Se i conti son fatti bene nessun problema, e la volta dopo non ci saranno problemi. E ricorda che anche l’accertamento induttivo fu introdotto dal precedente governo, allora non te ne lamentasti. Non ti piace l’attuale governo? Liberissimo, ma delle tante colpe che ha, non addossargli quelle ereditate, non ti sembra? ^link#http://www.pseudotecnico.org/blog/2007/06/07/studi-di-settore-2007-il-furto/^

 

  By: gianlini on Mercoledì 12 Settembre 2007 19:14

norton hai ragione, ma sai cosa mi da i nervi? che su questo argomento vige un'ignoranza abissale in particolare mi piacerebbe conoscere come cavolo fanno in germania o francia o inghilterra dove scrivono i conti sui tovaglioli, dove chiedere una fattura in un albergo o ristorante provoca di solito una sorta di rito di iniziazione per il povero impiegato che ti guarda estereffatto e che usa per la prima volta la funzione "Kostenrechnung" sul PC della cassa e sopratutto dove non vedi molti Steuerberater come da noi sarebbe interessante se qualcuno che magari conosce queste cose per averle vissute potesse scrivere in merito

 

  By: Moderator on Mercoledì 12 Settembre 2007 19:09

ogni settore ha i suoi problemi di valutazione , le varianti di zona di residenza , ecc ecc , ma il problema è che o fai un rapporto semplificato col fisco , e metti dei parametri di settore minimi o fai tenere la contabilità più ossessiva e cervellotica del mondo e la devi accettare. Non si può semplificare per il fisco e complicare per il contribuente , come avviene da noi. Se il fisco vuole semplificazione la deve offrire anche ai contribuenti : mi dai tot. e ti lascio in pace come procedure e cavilli contabili

 

  By: gianlini on Mercoledì 12 Settembre 2007 19:00

era per dire che non so per altri settori, ma per quello in cui casco io, i parametri di settore sono sotto il mio livello di reddito di sopravvivenza...... cioè finchè ho 17.000 euro per lavoro dipendente e 17.000 euro per lavoro autonomo, mi sento di dire anche io che l'evasione è imperante i nr dovrebbero essere 17.000 e 40.000 per essere credibili

 

  By: Mr.Fog on Mercoledì 12 Settembre 2007 18:29

io sono circa a 4 volte i parametri dello studio di settore --------------------------------- Gian, ogni attivita' e' diversa. Nel commercio contano molto le superfici adibite alla vendita, il magazzino, il numero di dipendenti, se fai o non fai pubblicita', se consegni, quanti mezzi hai,... se vai al bagno 2 o 3 volte al giorno. Se ci pensi bene, tutto cio' non implica che il mercato e le vendite crescano ogni anno, che si guadagni sempre piu', ma per questi DEVE essere cosi'.

 

  By: gianlini on Mercoledì 12 Settembre 2007 17:50

io sono circa a 4 volte i parametri dello studio di settore visto che non ingrasso in modo particolare, sono preoccupatissimo per i miei concorrenti, non vorrei fossero quei loschi tipi che risiedono a frotte accanto ai semafori.....

 

  By: Moderator on Mercoledì 12 Settembre 2007 17:40

lo studio di settore vale per tutti , puoi scostartene ma entri nella lista dei controllati e se hai guadagnato meno del supposto devi dimostrarlo . Non sono loro che devono dimostrare che hai guadagnato di più , sei tu che devi dimostrare che hai guadagnato meno . In pratica devi avere le scrittura contabili a posto , ma non contano nulla

 

  By: temistocle2 on Mercoledì 12 Settembre 2007 17:28

la contabilita' va tenuta, con annessi e connessi. Gli studi di settore sono come un primo controllo ********************* Ebbè, va tenuta chiaro, ma mi sembrava che "l'adesione" agli studi di settore fosse facoltativa, o no? e se lo è, che differenza comporta? ciao

 

  By: omero on Mercoledì 12 Settembre 2007 16:40

Ah Julien, sai che manna poter dare tutto lo stipendio al dipendente...nemmeno immagini i costi per tenere i conti di tutta quella carta e nemmeno immagini quanto piu' contento sarei se i miei collaboratori sapessero esattamente quanto costano all'azienda. ---------------------- Questo é proprio un problema. Bisognerebbe che tutti i contributi transitino anche solo per 10 minuti nelle mani dei dipendenti perché tutti si rendano conto di quanto diamo in "gestione" allo stato. Molti pensano che i contributi riguardino solo il datore di lavoro

 

  By: Mr.Fog on Mercoledì 12 Settembre 2007 16:36

No Temi, la contabilita' va tenuta, con annessi e connessi. Gli studi di settore sono come un primo controllo dello stato: congruo o non congruo. Nulla a che fare con gestioni semplificate o a forfait.

 

  By: temistocle2 on Mercoledì 12 Settembre 2007 15:25

Se il mio imponibile viene aumento( studi di settore) ma e' in realta' piu' basso... ************************** Scusa, non so come funziona, ma se accetti di utilizzare gli studi settore non è un modo per "patteggiare" semplificando la gestione fiscale? Quindi un vantaggio rispetto a dichiarare tutto (quando è poco) o evadere con rischio controllo? (sapendo bene che anche se sei onesto, da un controllo rischi lo stesso, perchè non lo sanno ormai nemmeno i finanzieri come fare correttamente la dichiarazione delle tasse) ciao

 

  By: Mr.Fog on Mercoledì 12 Settembre 2007 14:51

Maremma ragazzi.... irpef, non irpef, vattelapesa, tasse sulle aziende...e' l'imponibile quello che conta. Se non posso detrarre dall'imponibile, ma spendo cmq... Se il mio imponibile viene aumento( studi di settore) ma e' in realta' piu' basso... Se, Se.... Cmq il 60% era una percentuale cosi', a cappella, per rendere piu' facili i conti e far passare il concetto: Tasse piu' basse ---> nessuna remunerazione per il rischio (evasione) ---> piu' gente paga ---> piu' facile fare i controlli su chi rimane. Ah Julien, sai che manna poter dare tutto lo stipendio al dipendente...nemmeno immagini i costi per tenere i conti di tutta quella carta e nemmeno immagini quanto piu' contento sarei se i miei collaboratori sapessero esattamente quanto costano all'azienda. P.S. a volte ne parlo con loro, ma ho come l'impressione che non tutti mi credano fino in fondo...

 

  By: gianlini on Mercoledì 12 Settembre 2007 14:24

si ma l'unica cosa di cui si parla sempre e soltanto solo le famose aliquote irpef, tant'è che gli evasori sono in genere evasori solo di quest'ultime e in misura minore dei contributi inps (se a titolo personale, minori contributi significa soltanto minore pensione erogata fra 30 anni, il che più o meno si compensa)