W l'Italia...l'Italia che lavora (De Gregori)

 

  By: gianlini on Mercoledì 12 Settembre 2007 17:50

io sono circa a 4 volte i parametri dello studio di settore visto che non ingrasso in modo particolare, sono preoccupatissimo per i miei concorrenti, non vorrei fossero quei loschi tipi che risiedono a frotte accanto ai semafori.....

 

  By: Moderator on Mercoledì 12 Settembre 2007 17:40

lo studio di settore vale per tutti , puoi scostartene ma entri nella lista dei controllati e se hai guadagnato meno del supposto devi dimostrarlo . Non sono loro che devono dimostrare che hai guadagnato di più , sei tu che devi dimostrare che hai guadagnato meno . In pratica devi avere le scrittura contabili a posto , ma non contano nulla

 

  By: temistocle2 on Mercoledì 12 Settembre 2007 17:28

la contabilita' va tenuta, con annessi e connessi. Gli studi di settore sono come un primo controllo ********************* Ebbè, va tenuta chiaro, ma mi sembrava che "l'adesione" agli studi di settore fosse facoltativa, o no? e se lo è, che differenza comporta? ciao

 

  By: omero on Mercoledì 12 Settembre 2007 16:40

Ah Julien, sai che manna poter dare tutto lo stipendio al dipendente...nemmeno immagini i costi per tenere i conti di tutta quella carta e nemmeno immagini quanto piu' contento sarei se i miei collaboratori sapessero esattamente quanto costano all'azienda. ---------------------- Questo é proprio un problema. Bisognerebbe che tutti i contributi transitino anche solo per 10 minuti nelle mani dei dipendenti perché tutti si rendano conto di quanto diamo in "gestione" allo stato. Molti pensano che i contributi riguardino solo il datore di lavoro

 

  By: Mr.Fog on Mercoledì 12 Settembre 2007 16:36

No Temi, la contabilita' va tenuta, con annessi e connessi. Gli studi di settore sono come un primo controllo dello stato: congruo o non congruo. Nulla a che fare con gestioni semplificate o a forfait.

 

  By: temistocle2 on Mercoledì 12 Settembre 2007 15:25

Se il mio imponibile viene aumento( studi di settore) ma e' in realta' piu' basso... ************************** Scusa, non so come funziona, ma se accetti di utilizzare gli studi settore non è un modo per "patteggiare" semplificando la gestione fiscale? Quindi un vantaggio rispetto a dichiarare tutto (quando è poco) o evadere con rischio controllo? (sapendo bene che anche se sei onesto, da un controllo rischi lo stesso, perchè non lo sanno ormai nemmeno i finanzieri come fare correttamente la dichiarazione delle tasse) ciao

 

  By: Mr.Fog on Mercoledì 12 Settembre 2007 14:51

Maremma ragazzi.... irpef, non irpef, vattelapesa, tasse sulle aziende...e' l'imponibile quello che conta. Se non posso detrarre dall'imponibile, ma spendo cmq... Se il mio imponibile viene aumento( studi di settore) ma e' in realta' piu' basso... Se, Se.... Cmq il 60% era una percentuale cosi', a cappella, per rendere piu' facili i conti e far passare il concetto: Tasse piu' basse ---> nessuna remunerazione per il rischio (evasione) ---> piu' gente paga ---> piu' facile fare i controlli su chi rimane. Ah Julien, sai che manna poter dare tutto lo stipendio al dipendente...nemmeno immagini i costi per tenere i conti di tutta quella carta e nemmeno immagini quanto piu' contento sarei se i miei collaboratori sapessero esattamente quanto costano all'azienda. P.S. a volte ne parlo con loro, ma ho come l'impressione che non tutti mi credano fino in fondo...

 

  By: gianlini on Mercoledì 12 Settembre 2007 14:24

si ma l'unica cosa di cui si parla sempre e soltanto solo le famose aliquote irpef, tant'è che gli evasori sono in genere evasori solo di quest'ultime e in misura minore dei contributi inps (se a titolo personale, minori contributi significa soltanto minore pensione erogata fra 30 anni, il che più o meno si compensa)

 

  By: GZ on Mercoledì 12 Settembre 2007 14:21

irpef, contributi inps o inail o ici o iva va tutto nello stesso calderone, il bilancio dello stato è come lo stomaco, qualunque cosa mangi e in qualunque ordine e preparazione alla fine viene tutto decomposto e mischiato assieme

 

  By: gianlini on Mercoledì 12 Settembre 2007 14:05

di tasse sul reddito in italia se ne pagano poche mi sembra che in media siano 3000 euro a lavoratore (dato che il reddito lordo medio è 17000 euro, più o meno uguale fra lavoratori dipendenti e autonomi, i conti tornano) per questo è ridicolo parlare di riduzioni delle tasse se queste si riferiscono al solo irpef sono tutte le altre TASSE (indirette o camuffate sotto altre voci) che sono pesanti, pesantissime ma l'irpef è sostanzialmente a livelli dell'irlanda (anzi io avevo fatto i calcoli, è INFERIORE all'Irlanda)

 

  By: julien3 on Mercoledì 12 Settembre 2007 14:01

100.000 lordo ---> tasse 60% ---> 40.000 netto ----------------------------------------------- Sempre li andiamo a parare... vorrei capire come l'impresa paga il 60% di tasse. Quando fai un'assunzione, tu mi devi dichiarare quanto è il lordo che ricevero! In USA funziona così, in Gran bretagna pure! Questo è un concetto fondamentale per costruirci sopra ragionamenti. Questo comporta che se il governo riduce o aumenta o diversifica il progressivo irpef io ne vedo direttamente nella mia busta paga le conseguenze. Quelle, sono tasse che pago io! Il mio lavoro quindi per intenderci, non vale 2000 euro netti, ma 2800 lordi! E' su questo che mi fai l'ingaggio, su questo che usufruisco di deduzioni, detrazioni e compagnia bella. Queste non si possono considerare Tasse d'azienda, perchè non è così, non è così nemmeno in USa e nemmeno in GB. Poi...sui miei 2800 euro lordi al mese, per 14 mensilità fanno...39200 euro annui, tu, azienda metti da parte oltresì il 6.91% ( circa altri 2700 euro lordi!)per il TFR del lavoratore, ( che tra l'altro usi per finanziarti a costi irrisori) ma anche questa è una cosa solo italiana, negli altri stati il tfr non esiste, in teoria quei soldi li dovresti aggiungere in busta paga se non fossimo in Italia...e neanche queste sono tasse!!! Poi paghi anche circa il 20%, sempre del lordo (circa 8000 euro/anno!) per la previdenza sociale, la pensione in parole povere...e quelle sono tasse? Anche lì, se fosse sviluppato un sistema di assicurazioni privati per la pensione, questi soldi me li dovresti dare in busta paga, altrimenti con che ci pago i contributi per la pensione? No, perchè se non mi dai i miei contributi e ognuno dovrebbe mettere da parte il 20% del netto dello stipendio per pagarsi la pensione privata, allora si che i consumi andrebbero a picco! Attenzione quindi a distinguere bene quali sono effettivamente tasse per l'azienda e quali no. Non possiamo mettere tutto nello stesso pentolone... BEne, questo dal mio punto di vista, mi spiagate tolte queste che NON sono tasse per l'impresa come si arriva al 60% di tasse? Se poi partiamo dal punto di vista che comunque tutti quelli sono soldi che escono dalle tasche dell'imprenditore, allora torniamo ad un discorso diverso, al discorso che facevo prima sulle gioiellerie, il part time ecc...ma quello non è essere imprenditori...assomiglia più, forse, alla cina! Julien

 

  By: gianlini on Mercoledì 12 Settembre 2007 13:48

esistono diverse "culture", i lavoratori giapponesi e coreani sono un attimo più diligenti A PARITA' DI INCENTIVI dei lavoratori messicani e nigeriani, i datori di lavoro tedeschi e inglesi A PARITA' DI LEGGI sono più corretti di quelli cinesi o arabi o anche italiani e così via ---------- appunto per come è stato introdotto e per le caratteristiche di furbizia che contraddistinguono gli italiani, il lavoro interinale è stato sfruttato più per abbassare i costi che per fornire reale flessibilità non solo alle imprese ma anche ai lavoratori i quali ora come ora in italia ne subiscono pressochè solo i lati negativi (ha mai incontrato qualcuno in italia non plurimiliardario che si sia preso un anno sabbatico come succede a qualsiasi fisico o ingegnere meccanico o elettricista britannico, svedese o svizzero?)

 

  By: julien3 on Mercoledì 12 Settembre 2007 13:38

Del pari se i tuoi 2 amici fatturano 15k € al giorno (fa più di 3 milioni l'anno, 100 volte più della media, probabilmente un 6 sigma di scarto), non ci vorrebbe molto (anzi assai poco) a incastrarli: oltre a non fare gli scontrini, dovrebbero falsificare regolarmente bolle di consegna e -anche con contabilità semplificata- credo avrebbero qualche problema a descrivere il magazzino. Ma le bolle falsificate significano fatture non emesse dai loro fornitori ecc. ------------------------------------------------------------- Me lo ha detto proprio uno dei due, che guadagna in media 11.000 euro al giorno. Ma io sono contento per lui! Io non so cosa mette in dichiarazione, spererei tutto, oppure magari evade un 20, 30%, o forse paga tutto...ma non ti lamentare di mettere gli impegati in regola, che se non lo fai non ci sono calcoli, è solo perchè vuoi il più possibile per te! Soltanto questo dico. E non fare la morale al personale che ti chiede un aumento, magari annuo, magari solo del 2% giusto per adeguarsi all'inflazione dicendo che per ogni 100 euro che dai di aumento ne devi sborsare altrettanti...fai l'imprenditore serio!!!

 

  By: GZ on Mercoledì 12 Settembre 2007 13:35

esistono diverse "culture", i lavoratori giapponesi e coreani sono un attimo più diligenti A PARITA' DI INCENTIVI dei lavoratori messicani e nigeriani, i datori di lavoro tedeschi e inglesi A PARITA' DI LEGGI sono più corretti di quelli cinesi o arabi o anche italiani e così via i motivi di queste differenze nel comportamento di base affondano nella notte dei tempi, quando 100mila anni fa un gruppo di umanoidi provenienti (sembra) dall'etiopia passò in medioriente e da lì popolò gradualmente l'europa, l'asia, poi passando in alaska anche l'america ecc.. e nel corso dei millenni questi gruppi si differenziarono per colore della pelle, tipo di capelli, dimensioni dei genitali e poi anche tante caratteristiche comportamentali ma queste differenze etniche vanno date per scontate perchè appunto riflettono 1.000 o 10.000 anni di storia e forse anche mutazioni genetiche secondo ricerche recenti e non cambieranno per altri 1.000 anni probabilmente

 

  By: gianlini on Mercoledì 12 Settembre 2007 13:07

Il padrone o datore di lavoro è identico in tutti i paesi del mondo, si comporta in base agli incentivi e vincoli che i governi gli creano, la moralità in economia non c'entra niente e idem per il lavoratore ------------ non sono d'accordo i datori di lavoro in italia sono datori di lavoro "più piccoli" e si instaura un rapporto più personale e meno istituzionalizzato, in cui i lavoratori sono più deboli; i lavoratori italiani pur essendo molto più di sinistra si vendono molto peggio dei lavoratori americani o olandesi o tedeschi questi ultimi "chiedono un certo ingaggio" al datore di lavoro, da noi i lavoratori attendono che il "padrone" gli dica quanto darà loro la mentalità è assai differente io ho un collaboratore statunitense che ogni due mesi mi chiede un aumento, quelli italiani, in alcuni casi, non ne hanno chiesto uno che sia uno in 4 anni poi magari, fatti quattro conti, decidono che è meglio stare a casa dalla mamma piuttosto che andare in fabbrica a stampare acciaio, ma questo è un altro discorso (resta il fatto che in italia solo uno su tre mediamente lavori, quindi non di numeri ma di mentalità alla fine si tratta)