W l'Italia...l'Italia che lavora (De Gregori)

Re: W l'Italia...l'Italia che lavora (De Gregori)  

  By: lmwillys1 on Martedì 01 Ottobre 2019 17:36

dopo le fesserie del post precedente ....

il wto dice che gli usa di trump hanno il diritto di mettere un pò di dazi agli europei

oggi arriva qui pompeo per vedere se metterli a noi o no

noi siamo bravi, siamo gli unici ad aver sottoscritto la belt and road ... https://www.pv-magazine.com/2019/10/01/belt-and-road-to-bring-1-gw-of-solar-to-italy/ ...

trump si sa che con Xi non va d'accordissimo ha chiarito alle sue aziende di non fare affari coi cinesi ... tutti hanno obbedito, il bravo Elon è andato direttamente in Cina ad aprire una fabbrica

periodo interessante

 

 

io dico che ci sono buone possibilità di riuscire finalmente a fare gli Stati Uniti d'Europa a guida italiana , altro che quello scemo di salvini che voleva portarci alla rovina totale

:-)

 


 Last edited by: lmwillys1 on Martedì 01 Ottobre 2019 17:56, edited 1 time in total.

Re: W l'Italia...l'Italia che lavora (De Gregori)  

  By: Bullfin on Domenica 29 Settembre 2019 15:06

UN'ALTRA PERLA DELLA SCIAGURA DEI 5S. L'ITALIA NON MERITAVA TUTTO CIO', TUTTA COLPA DI UN 33% DI CRETINI....

 

Bonafede, la prescrizione e la distruzione dello Stato di diritto

by Valerio Way28/09/2019

Cambia l’esecutivo, ma non la furia giustizialista. Con l’insediamento del nuovo Governo si ripropone il tema annoso della riforma della giustizia, cavallo di battaglia del ministro Bonafede, convinto, bontà sua, di aver messo mano a una “rivoluzione epocale”. Come sappiamo quello della giustizia è stata una delle tante contraddizioni dell’esecutivo giallo-verde, tanto che il suddetto disegno di legge fu licenziato con la ambigua formula “salvo intese”, prima che si aprisse lo scontro finale tra Lega e M5S.

Nella proposta del ministro Bonafede infatti mancava (e continua a mancare) tutto ciò che possa definirsi una svolta radicale nel sistema giudiziario italiano, punto di partenza cruciale per ogni riforma che miri allo sviluppo economico e sociale del nostro Paese. Del resto nessun  provvedimento pentastellato è mai servito a incoraggiare gli investimenti, a tutelare il credito e la proprietà privata, ma solo a mettere dei freni alla nostra crescita. Il ministro Bonafede si limita  a lanciare slogan, promettendo che con la nuova riforma i processi dureranno al più quattro anni, dimenticando però di dirci come, e giocando sulla pelle di famiglie ed imprese rovinate dalla mala giustizia. Grave, ma non è tutto.

Il vero sopruso sta nell’intenzione tutta grillina di voler abolire la prescrizione dopo il primo grado di giudizio, annullando così ogni garanzia rimasta a chi subisce un processo o ne ha da 10 anni. Del resto non ci si poteva aspettare molto altro dal partito del ‘si è colpevoli fino a prova contraria’, ma stavolta non c’ è solo il rammarico per non aver affrontato i veri nodi della giustizia italiana, c’è anche lo sconforto per una misura che lede le garanzie personali e che va contro gli stessi problemi che si prefiggeva di risolvere.

La prescrizione infatti non è solo un istituto di garanzia per i cittadini, ma è anche un utile strumento per consentire ai giudici di concentrarsi sulle indagini che, per importanza o casistica, possono arrivare a sentenza dopo il primo grado, lasciando cadere in prescrizione quei processi che mai vedranno una fine. Insomma, una mano enorme per snellire le lungaggini giudiziarie. Bonafede invece a quanto pare vuole ingorgare ancora di più le corti di appello con fascicoli che si trascineranno per chissà quanti anni. Meno garanzie, più costi,  tempi giudiziari allungati: un capolavoro.

Sulla Giustizia la Lega ha lasciato campo libero a M5S, ennesimo autogol di Salvini, come farà il Pd di Zingaretti che ha abbandonato a se stesso il ministero di Via Arenula dando la sensazione di aver appaltato la questione Giustizia ai 5 Stelle come prezzo da pagare per la formazione del nuovo esecutivo. Insomma, battaglie per il potere sì, battaglie di libertà e democrazia neanche a parlarne. La giustizia diventa il terreno di saldatura del peggior giustizialismo. Una deriva che va fermata! Se ne parlerà il 16 ottobre a “Fare Giustizia”, la conferenza del Centro studi Pop Up, nella cornice del Tempio di Adriano a Roma.

In conclusione? Dobbiamo arrenderci al paradosso per cui bisogna sperare che il Governo Pd-M5S blocchi tutto come il precedente? Che non si decida alcunché? Se l’alternativa all’immobilismo sono misure come l’abolizione della prescrizione, forse è meglio così, in attesa di tempi migliori. In Italia c’è bisogno di riformare la Giustizia, certo, ma va impedito a chi invoca la forca di annientare lo Stato di diritto.

 

 

Re: W l'Italia...l'Italia che lavora (De Gregori)  

  By: muschio on Domenica 29 Settembre 2019 13:38

Vai Vai, vai insieme ai tuoi amichetti Bersani Monti D'alema....ah, dimenticavo Prodi. Questi sono quelli che tu hai idolatrato; in confronto Casapund è un covo di Bolscevichi.

 


 Last edited by: muschio on Domenica 29 Settembre 2019 13:46, edited 1 time in total.

Re: W l'Italia...l'Italia che lavora (De Gregori)  

  By: antitrader on Domenica 29 Settembre 2019 12:58

Camerata Muschio,

quando ci siamo "conosciuti" mi ha tratto in inganno la faccenda di Democrazia Proletaria,

pero' la panza si ribellava, e mi suggeriva che c'era qualcosa di anomalo.

I fascisti di ritorno sono peggio degli originali, almeno quelli avevano il duce che li conduceva

(alla catastrofe), quelli moderni invece son dei ridicoli nostalgici del periodo peggiore caduto

sulla testa dei cialtroni di Cialtronia e ne sentono addiritura la mancanza.

Trattasi si semianalfabeti a largo spettro e senza speranza di redenzione.

ciao ragazzi! (devo andare).

 

 

Re: W l'Italia...l'Italia che lavora (De Gregori)  

  By: muschio on Domenica 29 Settembre 2019 12:39

ecco che esce fuori il piddino disperato AHAHAHAHAH

 

Re: W l'Italia...l'Italia che lavora (De Gregori)  

  By: antitrader on Domenica 29 Settembre 2019 12:36

si fa sentire l'opposizione. «Di Maio è passato agli Esteri, ma i danni che ha lasciato al Mise continueremo a pagarli a lungo» commenta la capogruppo forzista Mariastella Gelmini, anche Fdi sottolinea il fallimento di Di Maio e chiede leggi a tutela dei marchi storici nazionali.


Ecco,

ci mancava il "pensiero" della mariatella grande "esperta" di realta' aziendali, e anche quello

dei fascisti, in questo caso, VERI esperti di manganelli e produzione di olio (di ricino).

 

Re: W l'Italia...l'Italia che lavora (De Gregori)  

  By: Bullfin on Domenica 29 Settembre 2019 12:16

  HAHAH E QUESTI SONO I NUOVI DIRIGENTI DEL NOSTRO POVERO PAESE...AHHAHAHAHA...(SPIACE PER I DISOCCUPATI, PURE PRESI IN GIRO DA GIGGINO)...

 

Salta anche il salvataggio della Pernigotti. E Di Maio fa un'altra figura da cioccolataio

 

Gigino aveva promesso nessun esubero, invece è allarme per i 100 addetti

- Dom, 29/09/2019 - 09:02

Abbiamo salvato la Pernigotti, non ci saranno esuberi» esultava Di Maio ad agosto, distribuendo cioccolatini per festeggiare la soluzione «in tempi record» (così disse) della crisi dell'azienda dolciaria piemontese.

 

Invece quello della Pernigotti potrebbe essere l'ennesimo fallimento della stagione di Luigi Di Maio (in foto) allo Sviluppo, dove ha lasciato aperte più di 150 crisi aziendali ancora in alto mare a partire dalla Whirlpool di Napoli, a rischio chiusura dopo le promesse dell'allora titolare del Mise.

L'accordo preliminare che doveva salvare la Pernigotti e che doveva chiudersi entro domani, è di fatto saltato. La nuova proprietà turca, il gruppo Sanset Gida controllato dalla famiglia Toksoz (che opera anche nei settori farmaceutico ed energetico ed è il maggior produttore di nocciole al mondo), ha rescisso il contratto preliminare con la Spes di Torino, la cooperativa che secondo la bozza di intesa doveva rilevare la produzione di cioccolato e torroni. Lo stesso destino pare segnato anche per la cessione dell'altro ramo d'azienda, la IP, divisione Pernigotti che produce semilavorati per gelateria e pasticceria e che doveva passare all'imprenditore romagnolo Giordano Emendatori. L'incontro che doveva tenersi al Mise il 15 settembre scorso era stato già annullato e rinviato al 2 ottobre. Uno stop che aveva già fatto capire che la trattativa aveva preso una brutta piega, come confermato dalla marcia indietro della Sanset che rimette così in discussione il posto di lavoro di circa 100 dipendenti, quelli che secondo Di Maio erano salvi grazie all'impegno del Mise. «Avevamo capito che l'accordo tra Emendatori e Pernigotti fosse gravemente compromesso - commenta il presidente di Spes, Antonio Di Donna - ma speravamo che si trovasse una soluzione e che comunque l'accordo tra Pernigotti e Spes, non avendo evidenziato criticità, si potesse chiudere nel rispetto degli impegni sottoscritti. Sono profondamente deluso e dispiaciuto». La questione verrà affrontata al Mise il 2 ottobre, dove ci sarà il successore di Di Maio, Stefano Patuanelli, anche lui M5s. A coadiuvare il neoministro, almeno per ora, c'è lo stesso staff di tecnici dell'epoca Di Maio. In primis il capo di gabinetto Vito Cozzoli (che fu allontanato da Calenda perché troppo vicino al «giglio magico» renziano e subito richiamato da Luigino), quindi l'ex candidato M5s non eletto Giorgio Sorial, più vari compaesani di Pomigliano fatti assumere da Di Maio al ministero dello Sviluppo. Sul flop Pernigotti si fa sentire l'opposizione. «Di Maio è passato agli Esteri, ma i danni che ha lasciato al Mise continueremo a pagarli a lungo» commenta la capogruppo forzista Mariastella Gelmini, anche Fdi sottolinea il fallimento di Di Maio e chiede leggi a tutela dei marchi storici nazionali. La lista di tavoli lasciati senza soluzione al Mise è lunghissima. Ci sono le crisi di Mercatone Uno, Blutec, Alitalia, Almaviva. C'è l'Ilva, altro cavallo di battaglia grillino trasformatosi in disfatta politica. Poi ancora l'ex Embraco, con i lavoratori che hanno annunciato uno sciopero dimostrativo il 3 ottobre davanti al ministero dello Sviluppo, mentre il 23 è previsto un (ennesimo) tavolo. Dove troveranno Patuanelli, non più Di Maio, che al suo erede ha lasciato solo grane.

 

 


 Last edited by: Bullfin on Domenica 29 Settembre 2019 12:16, edited 1 time in total.

Re: W l'Italia...l'Italia che lavora (De Gregori)  

  By: lmwillys1 on Domenica 29 Settembre 2019 12:14

'gretini' ... ha parlato er discepolo di battaglia scienza sallusti sgarbi e poche altre 'menti' imbarazzanti ....

:-)

Re: W l'Italia...l'Italia che lavora (De Gregori)  

  By: muschio on Domenica 29 Settembre 2019 12:11

Questi non sono di sinistra: sono gretini.

Re: W l'Italia...l'Italia che lavora (De Gregori)  

  By: Bullfin on Domenica 29 Settembre 2019 12:05

E' incredibile come i sinistri riescano a farmi piacere Trump e pure Muschio...

Il sistema era quello Uillis, so bene che te vorresti imporre e non rispettare le regole...

 

 

Re: W l'Italia...l'Italia che lavora (De Gregori)  

  By: lmwillys1 on Domenica 29 Settembre 2019 12:04

beato te che ce credi, un altro paio di massaggi da Xi e Greta ed è grasso che cola se prende la metà dei voti di qualunque dem (notoriamente da sempre maggioritari in yankeonia, trump fu eletto con 2,9 milioni di voti in MENO di una notoria assassina)

:-)


 Last edited by: lmwillys1 on Domenica 29 Settembre 2019 12:06, edited 1 time in total.

Re: W l'Italia...l'Italia che lavora (De Gregori)  

  By: muschio on Domenica 29 Settembre 2019 11:57

Mano male che per un altro lustro ci sarà LUI!

Re: W l'Italia...l'Italia che lavora (De Gregori)  

  By: lmwillys1 on Domenica 29 Settembre 2019 11:56

Muschio, dopo un centinaio di brindisi al clima avemo capito, avresti anche ammorbato ....

Re: W l'Italia...l'Italia che lavora (De Gregori)  

  By: muschio on Domenica 29 Settembre 2019 11:48

Resti eternamente il cane di Mustafà: quello che pensava che stava a scopà, ed invece se lo stavano ad inculà!

Re: W l'Italia...l'Italia che lavora (De Gregori)  

  By: muschio on Domenica 29 Settembre 2019 11:43

Anti non raschiare il vetro: il fib sconta i dividendi, quindi un fib comprato a gennaio (quando mib è a 22000) con scadenza settembre non costa 20000 punti ma di meno (ovvero, devi sottrare gli stacchi di dividendo previsti durante la vita del future).

Willis, trovo becero mischiare il trading e\o i suoi tecnicismi con la differenza di vedute su altre questioni. Lo stesso squallore usato da Hobi a suo tempo proprio sui future. Tanto più che non scrivi di trading, non venire anche su questo 3D ad ammorbarci con i tuoi vaniloqui deliranti.