W l'Italia...l'Italia che lavora (De Gregori)

Re: W l'Italia...l'Italia che lavora (De Gregori)  

  By: Gano di Maganza on Venerdì 10 Agosto 2018 13:57

Bullfin, continui a non capire. E' un concetto troppo sottile per te?

 

Un tempo il popolo aveva "i padroni" contro i quali protestare, scendere in piazza e fare sciopero, gli Agnelli, Olivetti, Pirelli, i Riva, le grandi aziende manifatturiere... e riuscivano ad ottenere qualcosa in termini di diritti e di salari.

 

Ora contro chi scioperano? Contro chi scendono in piazza?

 

Contro "i mercati"? Contro gli "investitori europei ed extra europei"? Dopo essere stati convinti che  "i mercati" hanno la verità in tasca e che "globalizzazione è bello?"

 

I primi ad essere stati fottuti dalla globalizzazione sono stati proprio "i proletari" , "il popolo" che si sono riempiti la bocca con "i mercati"  e "ce lo dice #Leuropa". E il fatto che Il Manifesto scriva articoli del genere significa che la sinistra ha capitolato su tutti i fronti

 

 

MAL VOLUTO NON È MAI TROPPO

Re: W l'Italia...l'Italia che lavora (De Gregori)  

  By: Bullfin on Venerdì 10 Agosto 2018 13:40

???????????? grappe all'una del pomeriggio? quali fonti, quali verita'....

NON PARLARE CON UN GRILLINO....E' TEMPO PERSO...

Re: W l'Italia...l'Italia che lavora (De Gregori)  

  By: Tuco on Venerdì 10 Agosto 2018 13:36

Bull, visto che conosco le fonti di Gano, ti confermo che quel che dice è la verità.

Re: W l'Italia...l'Italia che lavora (De Gregori)  

  By: Bullfin on Venerdì 10 Agosto 2018 13:34

certo certo...dopo aver cambiato 6 volte il post...certo....non capisco niente....

NON PARLARE CON UN GRILLINO....E' TEMPO PERSO...

Re: W l'Italia...l'Italia che lavora (De Gregori)  

  By: Gano di Maganza on Venerdì 10 Agosto 2018 13:31

Bullfin, non hai capito una mazza di quello che ho scritto. Non mi riferivo a quello che faranno i mercati (possibilissimo che puntino contro il governo) ma alla linea de Il Manifesto.

Re: W l'Italia...l'Italia che lavora (De Gregori)  

  By: Bullfin on Venerdì 10 Agosto 2018 13:27

Gano che cazzo dici.....i mercati hanno puntato contro giggino

 

NON PARLARE CON UN GRILLINO....E' TEMPO PERSO...


 Last edited by: Bullfin on Venerdì 10 Agosto 2018 13:27, edited 1 time in total.

Re: W l'Italia...l'Italia che lavora (De Gregori)  

  By: Gano di Maganza on Venerdì 10 Agosto 2018 13:13

Legge di bilancio, i mercati hanno già i fucili spianati (Il Manifesto)

 

Quando un giornale storico di sinistra come Il Manifesto titola come Il Sole24Ore dando la colpa ai "mercati" significa che il proletariato è stato definitivamente fottuto.

 

«Vuole sapere come la penso? Questo governo sta giocando con il fuoco. Gli investitori europei e extraeuropei hanno acceso i riflettori sull’Italia e non si accontenteranno delle dichiarazioni tranquillizzanti di Luigi di Maio o di Matteo Salvini».

 

Pazzesco. "gli investitori" "si sta giocando con il fuoco"... Il Manifesto per difendere la sua tesi sul "nervosismo dei mercati finanziari" riporta (ovviamente) il pensiero di un "broker milanese, che per motivi professionali preferisce l’anonimato".

 

Un articolo che potrebbe averlo scritto Ferruccio de Bortoli.

 

Poi mi piace l' "europei ed extraeuropei"  messo lì per la stupefazione del popolo bove de' noantri che manco sa cosa c'è ad ovest di Pistoia. #Leuropa.

 

Povero popolo. Un tempo almeno avevate i padroni contro i quali andare in piazza a protestare. Oggi coi mercati vi hanno abbindolato e fregato una volta per tutte.

 

MAL VOLUTO NON È MAI TROPPO

 

Ma di queste cose me ne accorgo solo io?

 

 

 


 Last edited by: Gano di Maganza on Venerdì 10 Agosto 2018 13:30, edited 6 times in total.

Re: W l'Italia...l'Italia che lavora (De Gregori)  

  By: pana on Venerdì 10 Agosto 2018 12:53

emergenza criminalita causa migranti

Mafia: confiscati beni per 400 milioni a un ex deputato siciliano

 

INDOVINATE con quale partito era diventato deputato ??

dai dai  non e difficile

beni per un valore stimato di 400 milioni di euro sono stati confiscati dalla Dia all'ex deputato regionale siciliano Giuseppe Acanto, 58 anni, ritenuto legato ai vertici del clan mafioso di Villabate (Palermo).

Re: W l'Italia...l'Italia che lavora (De Gregori)  

  By: lutrom on Lunedì 06 Agosto 2018 12:38

Ottimo, Gano!

Morphy, cerca di non fare l'elogio dell'ignoranza (del somaro) come fa Anti.

Poi stiamo attenti a parlare di gente che sa Aristotele a memoria (o cose del genere): un tempo dalle facoltà di lettere si usciva di solito con una ottima preparazione, oggi invece escono spesso dei somari all'ennesima potenza, che altri ignoranti come Anti rtitengono che sanno a memoria Aristotele ma in realtà non sanno un capz (l'università è diventata una azienda -a cazz. aggiungo io-, quindi per attirare clienti tende a promuovere cani e porci). Altra conseguenza è che si è riempito di laureati in lettere e materie uminisctiche che non sanno e non servono ad un capz: se gli studi fossero seri e severi come dovrebbe essere, avremmo pochi laureati che servono effettivamente (insegnanti, qualche giornalista, qualche avvocato, ecc.).

Per fare un esempio un medico senza una buona formazione umanistica di base, non può essere un bravo medico. Il discorso sarebbe troppo lungo,  ma mente pancia e corpo sono legati in modo strettissimo, e per la mente serve l'umanesimo (un esempio; stanno vedendo -ma a voi non lo dicono- che il glutine non di rado influenza anche malattie della mente e la psicologia-),  Bisogna trovare la causa, mentale e/o fisica e/o alimentare e/o di carenze, ecc., spesso le cose si sovrappongono. Ma la maggior parte dei medici ti danno solo la pasticchina per esempio per la pressione (e le case farmaceutiche brindano -alla faccia dei rettiliani alla anti-), ma dovresti fare attività fisica, risolvere problematiche psocologiche, curare l'alimentazione (invece vi dicono solo di mangiare senza sale, altra strunzata, in realtà ci sono altri squilibri: io prima mangiavo senza sale e avevo pressione alta da pasticchina, adesso mangio salato risolvendo i problemi veri e la ho bassa).

Lo sapete per esempio che pochissimi medici illuminati alle persone con problematiche mentali fanno fare prima analisi accurate (non quelle che vi dà il medichicchio dell mutua), poi dicono di curare l'alimentazione, e solo così si hanno miglioramenti anche del 20-30% delle problematiche. Ma la storia sarebbe lunghissima, sintetizzo perché non ho tempo, però io ci ho messo centinaia di ore per cercare di iniziare a comprendere (ed evitare i grandi dottoroni che conoscono solo pasticchina e 150 euro a visita -tipo zoccola- Ma tanto lo so, la pasticchina è così comoda da rpendere... L'uomo per natura è pigro...). 


 Last edited by: lutrom on Lunedì 06 Agosto 2018 14:19, edited 3 times in total.

Re: W l'Italia...l'Italia che lavora (De Gregori)  

  By: Gano di Maganza on Sabato 04 Agosto 2018 14:07

Uno che sa fare un motore elettrico, un tecnico tanto per intenderci, prende 30-50.000 euro l'anno, direi, in Italia.

 

Uno che sa fare un motore elettrico, avendo fatto ingegneria elettrica, ma sa anche quando è il momento giusto per metterlo in produzione, dove, quale tipologia, con quale costi, con che tipo di azienda, con quali finanziamenti e con quali mercati... prende 500.000 euro l' anno. Anche se di fatto probabilmente avrebbe ora dei problemi a metterci direttamente le mani sopra.

 

Morpy, non facciamo finta di non capirci. Non ho detto che la cultura classica da sola serva.  La cultura classica ed umanistica da sola non serve a niente (se non a se stessi). Studiare chimica o ingegneria o informatica o matematica o fisica o medicina è fondamentale. Ma costruire la conoscenza tecnica e scientifica con basi culturali anche classiche ed umanistiche ti abitua a pensare in modo astratto e generale. Ti apre la mente. Ti aiuta quindi nei processi di scelta. Che sono quelli che vengono pagati. 

 

Ma è ovvio che non puoi prescindere dalle conoscenze tecniche e scientifiche.

 

 

 


 Last edited by: Gano di Maganza on Sabato 04 Agosto 2018 21:23, edited 8 times in total.

Re: W l'Italia...l'Italia che lavora (De Gregori)  

  By: Morphy on Sabato 04 Agosto 2018 13:02

Gano nel dopoguerra avevi gente che non sapeva ne leggere ne scrivere, e che dai campi migrava nelle fabbriche. C'era il boom economico per cui la cultura umanistica contava molto perchè oggetivamente serviva negli uffici amministrativi. Nei decenni non ci siamo accorti che il concetto di cultura cambiava, gli oggetti intorno a noi cambiavano e c'era il bisogno di allineare la nostra conoscenza (la nostra cultura) proprio al mondo che ci circondava. Ancora oggi si crede che la cultura, quella vera, sia quella umanistica. E lo si crede non senza un pò di puzza sotto il naso. Oggi ti puoi trovare un acculturato che sa tutto di Aristotele ma che crede che la corrente elettrica sia una fonte di energia primaria che sgorga magari dai muri di casa. In sostanza un tonto...

 

Re: W l'Italia...l'Italia che lavora (De Gregori)  

  By: Tuco on Sabato 04 Agosto 2018 12:44

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PS Marchionne ha fatto filosofia...

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Gano, prima viene l’Uomo, poi l’istruzione, che è solo un potenziamento di qualità innate.

Marchionne non lo ha fatto “Filosofia”, ma la sua biologia, poi sua madre e suo padre.

 

Io dico che bisogna stare attenti a raccomandare alle persone di pensare con la propria testa, ad avere opinioni...

Ben pochi hanno le qualità per pensare cose sensate o un po’ lungimiranti, e ne verrebbe fuori un patatrac.

Sono per le Elites, ebbene sì!


 Last edited by: Tuco on Sabato 04 Agosto 2018 12:56, edited 1 time in total.

Re: W l'Italia...l'Italia che lavora (De Gregori)  

  By: Gano di Maganza on Sabato 04 Agosto 2018 12:16

D'accordissimo con Morphy con l'importanza della matematica al giorno d'oggi. I miei figli contrariamente al mio consiglio hanno voluto fare il Liceo Scientifico (e per me fu come un lutto che dovetti elaborare) e col senno del poi mi rendo conto che hanno fatto bene, specialmente in vista degli esami di ammissione alle univeristà. Se fai il Classico arrivi che nemmeno sai cosa sia un integrale. Purtroppo mi rendo conto che il Liceo Classico non è più una scuola adatta ai giorni nostri. Lo studio della matematica è troppo importante.

 

Detto questo, se hai il cervello sufficientemente allenato, la matematica la impari. L'importante -secondo me- è che da ragazzino il cervello si apra. E' qui l'importanza di fare *anche* studi umanistici. Il cervello sta formandosi e deve abituarsi a *pensare*. A elaborare idee. Anzi, a elaborare opinioni. E' questo che non insegna più la scuola. 

 

Ho visto ottimi chimici uscire dagli istituti tecnici. All'inizio quadagnavano anche 1500 o 1800 euro il mese (faccio i conti a valuta attuale), ma poi generalmente si fermavano poco più in là. Restavano ottimi chimici, ottimi tecnici, ma pur sempre tecnici (salvo varie eccezioni). Eppure di esperienza l'avevano maturata. Ma quelli che avevano fatto i licei e poi chimica all'Università, cominciavano a guadagnare ovviamente più tardi e con salari spesso più bassi (1400 - 1500 euro, un  neolaureato non sa fare niente, è inutile, anzi è un impiccio) ma poi salivano di grado e di salario, fino a poter diventare AD o direttore tecnico o direttore della ricerca o addirittura partners nella proprietà dell'azienda.  Perché? Perché avevano fatto un percorso di studi che li aveva abituati "a pensare". Se sei abituato a pensare non solo poi impari qualsiasi cosa, ma sei capace di fare scelte. E' questo il punto importante.

 

Fategli studiare tanta matematica, ma anche materie che gli insegnino a sviluppare "opinioni". La mente del ragazzino mentre si plasma deve imparare a "spaziare". Ricordatevi che il mondo paga l'opinione. Paga la scelta, che ovviamente deve avere solide basi tecniche e scientifiche. Non paga la sola competenza tecnica.

 

 

Una nota che vorrei fare: gli esami di ammissione alle università, in Italia ma specialmente all'estero, hanno anticipato la specializzazione nelle scuole. Se vuoi entrare in una buona ingegneria non fai il Classico, e se fai una scuola di stampo anglosassone non metti latino, storia e filosofia nel piano di studi, ma tanta matematica e fisica. Non so se sia un bene...

 

 

PS Marchionne ha fatto filosofia...

 

 

 

 

 


 Last edited by: Gano di Maganza on Sabato 04 Agosto 2018 12:33, edited 10 times in total.

Re: W l'Italia...l'Italia che lavora (De Gregori)  

  By: Morphy on Sabato 04 Agosto 2018 11:30

Gianlini non sto parlando di cultura classica (che io proprio non ho) ma di cultura scientifica che è poi alla fine quella più conta sotto ogni aspetto. E in particolare conta la matematica perché questo poi significa essere ingegneri, chimici, informatici, fisici, etc. Capita la matematica, studiare poi fisica, per esempio, diventa una sorta di esercizio notarile. Ed è proprio sull'insegnamento della matematica che io critico la scuola, non per il resto. Adesso che ho un figlio che va alle medie vedo i programmi e capisco che sono non corretti. Sono troppe le materie, si cerca di fare tutto, per cui si fa tutto male. Anzi malissimo.

 

Io ogni giorno andavo a scuola fino alle superiori con non più di 3 chili di libri (mi ricordo avevamo una cinghia per tenerli). Mio figlio ci va con 12 chili (in media) messi in uno zaino da sherpa che deve essere molto resistente. Il MIUR, tra le tante, indica due regole particolari, una è che devi andare a scuola con 12 kg di libri e l'altra è che lo zaino di mio figlio non deve superare i 5 kg lordi. E questa la dice già lunga sugli effetti della "cultura" nella società. Scherzi a parte, ci si concentra troppo sulla quantità delle cose per cui si trascura la qualità.

 

Alla fine cosa succede? Che fino ai 18 anni la scuola genera studenti con una cultura media cioè dei mediocri. Poi vanno all'università con la testa intontita nel tempo e cercano di specializzarsi in qualcosa. Ma per il mondo del lavoro mediocre eri e mediocre rimarrai (salvo alcune eccezioni). Non lo dico io lo dice il mercato. Per esempio il problema principale delle software house  è proprio quello di non trovare abbastanza cultura informatica in giro. Lo diceva Zuckerberg in un intervista "il problema non è quanti ingegneri ci servono il problema è riuscire a trovare ingegneri capaci". Ho un amico che ha un'azienda informatica e in un'intervista gli chiedevano se gli studenti delle nostre scuole sono per lui preparati. Lui ridendo disse "vuole la risposta secca?". Ma basta guardare i dati, nel primo anno dopo la laurea c'è un tasso di disoccupazione intorno al 35% e c'è da dire che il 65% che lavora lo fa perchè prende una paga media di 1.100 euro e magari fanno lavori che nulla hanno a che vedere con gli studi fatti.

 

Allora, secondo me un uomo di buona cultura oggi deve sapere come si fa un impianto elettrico, come si smonta e ripara una lavatrice o un frigorifero, come si installa un impianto fotovoltaico, come si costruisce un pannello solare, come si toglie un virus dal pc, come si installa un sistema operativo, come si intalla un sistema di videosorveglianza. Se uno sa tutte queste cose un posto di lavoro lo trova e magari anche ben pagato. Insomma mancano gli occupabili e la scuola non aiuta. E se la scuola non aiuta allora che cultura sta insegnando?

 

Re: W l'Italia...l'Italia che lavora (De Gregori)  

  By: Gano di Maganza on Sabato 04 Agosto 2018 08:37

 

Dipende, la scuola italiana è ua bestia strana. I miei figli stesso liceo, sezioni diverse, grossa differenza.

 

Infatti uno ha cambiato scuola (ora fa la scuola internazionale), l'altro ha continuato felicemente il liceo scientifico. E direi che alla fine l'esperienza sia stata formativa per tutti e due.

 

 

Morphy> "per lo studio lo sforzo non conta molto, anzi è deleterio."

 

Non è vero. Ricordo che passavo le ore al tavolino a studiare Sant'Agostino, Omero, le elegie... Mi è servito. Mi ha formato il cervello, il modo di pensare. Anche il carattere. Ancora me le ricordo, ho impresso Saffo, Tramontata è la Luna, col suo finale stupefacente ἔγω δὲ μόνα κατεύδω (e mentre la studiavo ero innamorato della vicina di banco), le avventure di Ulisse dal multiforme ingegno "πολύτροποs", che è restato un mito nella mia fantasia di ragazzino (fondamentalmente mi ci sentivo io), l'avventura dei greci nell'Anabasi, "pecca fortiter, sed ama fortius" di San Agostino... Platone, Cicerone... e poi la filosofia... e la letteratura.. Leopardi.. E' un viaggio nella cultura dell'Uomo. Un viaggio difficile ma affascinante, molto impegnativo, che ogni ragazzo intelligente dovrebbe fare (il QI qui direi che sia necessario), e che mi ha sicuramente poi reso facile la laurea, il dottorato e tutto quello che ho fatto dopo nella vita. Ma anche comprendere la vita stessa. E saperla affrontare con la necessaria determinazione. La stessa con la quale ho dovuto affrontare Hegel.


 Last edited by: Gano di Maganza on Sabato 04 Agosto 2018 09:51, edited 6 times in total.