W l'Italia...l'Italia che lavora (De Gregori)

Re: W l'Italia...l'Italia che lavora (De Gregori)  

  By: muschio on Martedì 05 Novembre 2019 16:20

Mi spiace per tuo Zio, ucciso dai comunisti.

Re: W l'Italia...l'Italia che lavora (De Gregori)  

  By: gianlini on Martedì 05 Novembre 2019 15:51

È quello che dice sempre mio zio, morto a 19 anni in Russia. Con Lui, zero problemi 

Re: W l'Italia...l'Italia che lavora (De Gregori)  

  By: muschio on Martedì 05 Novembre 2019 15:21

Con Lui, la questione ILVA non sarebbe nemmeno nata!

Re: W l'Italia...l'Italia che lavora (De Gregori)  

  By: XTOL on Martedì 05 Novembre 2019 15:01

visto di passaggio de masi (il socialistissimo sociologo ospite fisso): "l'imprenditore cerca il proprio utile, lo stato cerca il bene di tutti"... cosa volete che succeda in un paese così?

succederà la cosa peggiore possibile: lo stato farà l'imprenditore per il bene di tutti, buttando nel water una montagna di soldi (alitalia docet), e tirerà l'acqua con tutti dentro.

non è mica colpa dei 5seghe, poverini (vista la meloni dire "bisogna salvare alitalia perchè un paese come l'italia deve avere una compagnia di bandiera"), la colpa è vostra che ancora andrete a votare. coglioni


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Re: W l'Italia...l'Italia che lavora (De Gregori)  

  By: muschio on Martedì 05 Novembre 2019 14:52

....e cosa pretendi, figliuolo?!

Quando ti accingi a goverare un paese, seppur con una maggioranza imbarazzante, hai bisogno prima di rassicurare il contesto; del resto, la Lega non è rivoluzionaria (come, invece, lo fu il Fascismo).

Re: W l'Italia...l'Italia che lavora (De Gregori)  

  By: gianlini on Martedì 05 Novembre 2019 14:06

E bravo Salvini.. ha capito  che se non lecca i punti giusti....

 

In una intervista al 'Corriere della sera' a chi gli chiedeva se avesse qualcosa da dire a Balotelli, vittima di cori razzisti nella partita con il Verona, Salvini aveva detto: 'Se devo incontrare qualcuno penso a Liliana Segre'. Una persona, ha detto, che: 'merita tutto il mio rispetto e le chiederò quanto prima un incontro'.

Re: W l'Italia...l'Italia che lavora (De Gregori)  

  By: muschio on Martedì 05 Novembre 2019 14:05

Willis e antitrader, per nostra fortuna è evidente che non avete amministrato mai nemmeno un condominio. Siete da manicomio criminale AHAHAHAHAH

Re: W l'Italia...l'Italia che lavora (De Gregori)  

  By: antitrader on Martedì 05 Novembre 2019 13:02

Son tutte scuse,

la tragica verita' e' che Ilva perde 6/700 milioni/anno, per cui gli indiani vogliono darsela a gambe levate.

Quelle produzioni (intrinsecamente inquinanti), non si possono piu' fare in occidente, specialmente in

Italia dove vogliamo fare la cultura (la cultura de che?).

In ogni caso, il fatto che non si trovi una soluzione "italiana" per ilva e alitalia la dice lunga sulle condizioni

del paese. Industrali pieni di liquidita' ce n'e' una mezza dozzina ma se ne guardano bene dal cacciarsi

in un simile pantano. Tra le altre cose, quando hai una forza lavoro costituita in gran parte da ultra50enni

hai un costo del lavoro a valori storici che ti mettono fuori mercato, l'acciaio e' un prodotto "povero" (e

anche i biglietti aerei).

Prima gli italiani! Si si, a fare i froci col cul degli altri.

 

 

Re: W l'Italia...l'Italia che lavora (De Gregori)  

  By: lmwillys1 on Martedì 05 Novembre 2019 12:58

toh, un operaio ilva dice che la fabbrica va chiusa e gli operai impiegati nella bonifica

 

care teste di cazzo dell'informazione servile a reti unificate e della politica ... TUTTI I TARANTINI sono col M5S ... divertente vedere la puttana de la7 imbarazzata ....

:-)

Re: W l'Italia...l'Italia che lavora (De Gregori)  

  By: lmwillys1 on Martedì 05 Novembre 2019 12:37

comunque rimetto quello che diceva ieri Emiliano presidente regione Puglia contro l'ilva ed ex magistrato ....

"Il nostro ordinamento - evidenzia Emiliano - già prevede la non punibilità di chi osserva la legge, e ricordo a me stesso che l'Aia (Autorizzazione integrata ambientale) in Italia è legge dello Stato e che tutti gli atti per il suo adempimento sono legittimi per definizione e quindi immuni dal diritto penale".

c'è un piano ambientale di risanamento valido fino a tutto il 2023, non si può sistemare immediatamente l'ilva, ci vuole tempo, arcelormittal aveva sottoscritto e doveva fare opere di bonifica varie fino al 2023 secondo un determinato cronoprogramma, rispettando il cronoprogramma arcelormittal e tutti i suoi dipendenti sono IMPUNIBILI PENALMENTE , articolo 51 del codice penale che recita

'Art51. Esercizio di un diritto o adempimento di un dovere. L'esercizio di un diritto o l'adempimento di un dovere imposto da una norma giuridica o da un ordine legittimo della pubblica autorità, esclude la punibilità.'

la banale verità è un'altra , arcelor non voleva rispettare l'accordo, quello che si è bocciato votando l'emendamento Lezzi è la non punibilità QUALSIASI COSA FACESSE ARCELORMITTAL

è una pretesa di non punibilità assoluta solo per qualcuno INESISTENTE IN QUALSIASI ORDINAMENTO GIURIDICO DEL GLOBO

Re: W l'Italia...l'Italia che lavora (De Gregori)  

  By: lmwillys1 on Martedì 05 Novembre 2019 12:09

Anti, in effetti questo microcosmo di forum rappresenta bene la stato avvilente del mio BelPaese

il M5S fa tutto quello che può per sollevare dalla melma l'Italia

io adoro i miei movimentini, continuano ad andare avanti come un treno schiacciasassi e se ne fregano di quello che dice l'informazione e del futuro politico loro e del M5S , si fa quello che si deve e che è giusto e sticazzi delle conseguenze personali o politiche, si fa quello che fa bene agli italiani

Re: W l'Italia...l'Italia che lavora (De Gregori)  

  By: antitrader on Martedì 05 Novembre 2019 12:02

Will,

non c'e' niente da fare, solo aspettare che questo ces di paese vada completamente a mignotte.

Non vedi i somari qui sotto che parlano di "incompetenti" come un sallusti o un giordano qualsiasi?

e dove sarebbero mai stati quelli "compententi"? Quelli che ci avrebbero apparecchiato un ces

di paese?

Questi fanno anche l'apologia della plastica, il materiale piu' lurido che sia mai stato prodotto.

Il fatto che poi abbiano i salari piu' bassi d'Europa e i palloni gonfiati piu' pagatin del mondo non

gliene fotte na' minghia, quelli meritano perche' sono "competenti", si si, competenti a rubare.

 

 

Re: W l'Italia...l'Italia che lavora (De Gregori)  

  By: lmwillys1 on Martedì 05 Novembre 2019 11:57

nessuno odia la plastica

si odia la plastica da petrolio NON BIODEGRADABILE

SI TASSA SOLO QUELLA

io compro bicchieri di plastica biodegradabile

elementare

Re: W l'Italia...l'Italia che lavora (De Gregori)  

  By: lmwillys1 on Martedì 05 Novembre 2019 11:39

su la7 un quarto d'ora di 'M5S merda' in studio, primo collegamento a Taranto, una madre col figlio morto a 16 anni di tumore 'ilva va chiusa e gli operai impiegati nella bonifica della città, siamo stufi di morire per quella fabbrica, e non muoiono solo gli operai ma tutti i tarantini qualsiasi attività abbiano'

imbarazzo in studio , anche in quella puttana della conduttrice ... un paio di minuti di commiserazione per i tarantini e poi si ricomincia 'M5S merda'

 

:-)

 

oggi a Taranto c'è vento, una mamma si sveglia la mattina e decide se mandare il proprio figlio a scuola o tenerlo a casa con le finestre chiuse, col vento si alzano più polveri mortali da quella merda di acciaieria


 Last edited by: lmwillys1 on Martedì 05 Novembre 2019 11:49, edited 1 time in total.

Re: W l'Italia...l'Italia che lavora (De Gregori)  

  By: XTOL on Martedì 05 Novembre 2019 11:27

uno legge questo e automaticamente capisce che siamo governati da una banda di incompetenti tassatori:

 

La professoressa Kim Ragaert dell’Università di Ghent lavora in un team di ricercatori che si occupano di lavorazione dei polimeri e scienza dei materiali.
È una specialista nel settore dell’“uso sostenibile e riciclaggio di polimeri e compositi”.
Nella sua conferenza non solo “difende” la plastica dalla sua inconsulta demonizzazione, ma, dati alla mano, dimostra che si tratta in molti casi del materiale più ecologicamente sostenibile.
RISPARMIO DI CIBO
Ecco alcune informazioni che vi sorprenderanno. Gli imballaggi alimentari: sono davvero inutili?
La professoressa Ragaert dimostra il contrario con qualche esempio: “occorrono meno di due grammi di plastica per confezionare un cetriolo. La confezione prolunga la durata di conservazione, ovvero il tempo per il quale si conserverà in frigorifero, di undici giorni. La durata di conservazione di una bistecca diventa di 26 giorni”.
Da questi due esempi si può calcolare quale montagna di cibo evitiamo di sprecare grazie alla plastica e quanta CO2 evitiamo di emettere, dal momento che “in media la quantità di CO2 emessa per produrre questo imballaggio di plastica è inferiore al 10% della quantità di CO2 già emessa per produrre quel cibo”.
Impedendo lo spreco di cibo, l’imballaggio evita anche emissioni di CO2 che sarebbero “cinque volte superiori a quella emessa per produrlo”.
La professoressa considera poi le alternative alla plastica.
Gli scienziati fanno il confronto non solo considerando la quantità di materiali utilizzata, ma anche calcolando la quantità di suolo, acqua ed energia consumati per fabbricare il prodotto.
Tutto questo si traduce in “un’impronta”.
Si possono infatti calcolare, per ogni prodotto, “le emissioni di CO2, le conseguenze sulla salute umana, sullo strato di ozono, sulla qualità della terra e dell’acqua”.
La plastica – ci dice la specialista – “è un materiale resistente e leggero. Ha metà della densità del vetro, più o meno la stessa densità della carta. Ma grazie alla sua resistenza possiamo fare imballaggi più sottili rispetto agli altri materiali. Nella quasi totalità dei casi l’imballaggio di plastica consumerà molto meno risorse e sarà molto più efficiente in termini di trasporto”.
BOTTIGLIE E SACCHETTI
Consideriamo, ad esempio, le bottiglie: “usiamo circa 24 volte più vetro della plastica per confezionare la stessa quantità di liquidi. E poiché il vetro è più pesante spendiamo quasi il doppio per trasportarlo”.
Anche considerando il riuso, la convenienza della plastica è evidente. Infatti nell’ipotesi peggiore “usiamo sei volte più vetro che plastica”.
Il riutilizzo del vetro inoltre ci pone di fronte a una quantità enorme di materiale per cui occorre utilizzare energia, acqua ed emettere CO2: “il vetro fonde a 1500 gradi centigradi, mentre la plastica usata per le bottiglie fonde a 300. La quantità di energia necessaria per produrre bottiglie di vetro è sbalorditiva”.
Passiamo ai sacchetti di plastica per la spesa. In molte città sono ormai proibiti. Ma anche qui il confronto con gli altri materiali è sorprendente.
Prendiamo lo scenario peggiore per la plastica: un sacchetto nuovo che poi gettiamo dopo un solo uso. Contrapponiamolo al migliore scenario della carta: un sacchetto fatto di carta riciclata che verrà nuovamente riciclato dopo l’uso.
“Il sacchetto di plastica” spiega la professoressa “pesa 20 grammi, quello di carta 50. La carta richiede molta più energia per essere prodotta e riciclata, inoltre consuma acqua, terra e alberi. Se calcoliamo l’impronta di quel minuscolo sacchetto di plastica che buttiamo via è così piccola che sarebbe necessario riutilizzare il sacchetto di carta ben 4 volte perché fosse ecologico come il sacchetto di plastica. E nessuno usa quattro volte lo stesso sacchetto di carta”.
E allora il robusto sacchetto di cotone? Anche in questo caso la professoressa fornisce dati stupefacenti: “la produzione di cotone richiede un utilizzo così intensivo di terreno e di acqua che sarebbe necessario riutilizzare quel sacchetto di cotone oltre 170 volte per giungere a un punto di pareggio ambientale. Oltre tre anni consecutivi di spesa”.
La scelta migliore è la borsa di plastica riutilizzabile: “quelle più robuste raggiungono il punto di pareggio ambientale dopo 20 utilizzi. Dopo i sei mesi tutto quello che segue è un guadagno per l’ambiente”.
BANDIRE LA PLASTICA?
Tuttavia, si dirà, i rifiuti di plastica sulle spiagge e negli oceani fanno orrore. Vero. Ma la colpa è della plastica o degli uomini?
Se cominciassimo a gettare in mare le vecchie auto, l’inquinamento che produrremmo dovrebbe indurci a smettere di fabbricare auto o a cambiare la pessima abitudine di gettarle in mare?
La professoressa ci dà un’ultima informazione: “gli scienziati hanno calcolato che se dovessimo vietare tutti gli imballaggi di plastica e sostituirli con alternative di carta, vetro e alluminio, la quantità di materiali richiesti, la quantità di energia e le emissioni di CO2, sarebbero immense. Quindi vietare la plastica non è certamente la strada da seguire”.
Ma – si obietta – la plastica non si degrada. “E perché dovrebbe?” chiede la professoressa. “Neanche i metalli si degradano. La plastica è una risorsa funzionale e preziosa come i metalli. Si può riciclare e recuperare”.
Le vie del riuso sono infinite. Dunque si può smettere di odiare la plastica. Non va messa al bando la plastica, ma l’irragionevolezza.
ORGOGLIO ITALIANO
La plastica è una straordinaria invenzione che ha migliorato la nostra qualità della vita e bisogna ringraziare di ciò specialmente un italiano, l’ingegnere chimico Giulio Natta, del Politecnico di Milano, che si guadagnò il premio Nobel nel 1963 proprio per i suoi studi nel campo della tecnologia dei polimeri.
Aveva “scoperto il polipropilene”, uno degli idrocarburi insaturi ricavabile dal petrolio. Natta è stato definito per questo “il papà della plastica” ed è l’unico italiano ad aver ricevuto il Nobel per la chimica. Dovremmo esserne orgogliosi.

 

https://www.youtube.com/watch?v=8pvtzlYoFN4


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