la Storia rivista

 

  By: Gano di Maganza on Martedì 01 Settembre 2015 21:49

#i#"Quelle credenze nefaste"#/i# Vedi Anti, io sarei un mangiapreti se non sapessi che ci sono molte persone che della religione ne hanno bisogno.

 

  By: antitrader on Martedì 01 Settembre 2015 20:28

Smontare per via scientifica le boiate delle religioni serve a ben poco. Quelle credenze nefaste si nutrono dell'ignoranza di molti e della cialtroneria di pochi. Non c'e' speranza di venirne fuori.

 

  By: Ferpa on Martedì 01 Settembre 2015 20:17

^Qualche settimana fa la ricercatrice italiana Alba Fedeli ha annunciato la scoperta della più antica copia del Corano che si conosca. Il "problema" è che l'esame del carbonio 14 avrebbe dimostrato che è stata scritta prima della predicazione del profeta islamico, vissuto tra il 570 e il 632 dopo Cristo. Una scoperta che potrebbe avere effetti devastanti sull’Islam, che considera il Corano un libro scritto o dettato da Maometto sulla base di una rivelazione divina. Gli storici britannici hanno definito la scoperta dell’italiana Alba Fedeli “destabilizzante” per le sue implicazioni: una scoperta che dà credito all’ipotesi che Maometto e i suoi seguaci usassero un testo già esistente, che poi modellarono in base alla propria visione politica e teologica. Una spiegazione che va a smontare la versione ufficiale secondo cui il Corano venne scritto da Maometto sulla base di una rivelazione divina.#http://www.liberoquotidiano.it/news/esteri/11823874/Islam--il-Corano-piu-antico.html^

 

  By: pigreco-san on Mercoledì 05 Agosto 2015 19:44

Dottore ti facevo più serio. Ecco un ulteriore esempio della serie "per la legge dei grandi numeri" è colpa dell'euro. Per fortuna che il baretto cobraf non conta un c.asso. la madre perde un figlio per incidente stradale e muore di dolore. della serie non andiamo più in macchina perchè si può morire.

 

  By: DOTT JOSE on Mercoledì 05 Agosto 2015 19:14

Ma che bella ripresa ! A rimini un padre di 3 figli si impicca nel retro del suo bar perchè oberato dai debiti A San Giorgio Jonico, Paola, madre di 3 figli muore stroncata dalla fatica e dal caldo la magistratura valuta tutto questo come "normale" Paola lavorava per 27 euro al giorno, la metà della paga contrattuale. Riteneva questa remunerazione da elemosina comunque indispensabile per tirare avanti la faiglia. La ripresa arriverà ma ci saranno 6 bambini orfani in più chissa come saranno felici senza i loro genitori http://contropiano.org/lavoro-conflitto/item/32227-il-lavoro-pagato-poco-uccide-una-madre

 

  By: pigreco-san on Martedì 04 Agosto 2015 09:24

peccato che nel 2012 sia ricominciato il crollo fino al 2014 vediamo se con il 2015 va meglio.

 

  By: pana on Lunedì 03 Agosto 2015 18:49

Miglior risultato dal 2011 per io manifatturiero italiano! e si riparte http://www.repubblica.it/economia/2015/08/03/news/pmi_manifatturiero-120334706/?ref=HREC1-9

 

  By: pana on Lunedì 03 Agosto 2015 09:33

i superprecisi treni giapponesi si affidano alla tecnologia italiana della Mermec! alla faccia dei catastrofisti...l italia che funziona Giappone: shinkansen punta tecnologia italiana Mermec Accordo sistemi misura ferrovia. Pertosa, c'è Sud che funziona Scrivi alla redazione Gli shinkasen, i treni ad alta velocità delle ferrovie nipponiche, sfrecceranno adesso grazie alla tecnologia italiana: il colosso JrWest ha firmato l'accordo di fornitura di "sistemi di misura" della Mermec, leader mondiale con sede a Monopoli, in Puglia. "Dopo tutto quello che s'è detto e si dice, c'è un Sud che funziona", dice all'ANSA il patron Vito Pertosa.

Il costo della diversità è il declino della fiducia reciproca e della solidarietà - GZ  

  By: GZ on Giovedì 30 Luglio 2015 13:16

Intanto andrebbero inclusi i costi addizionali dei tribunali, polizia, penitenziari dovuti al fatto che qui in nord-italia commettono la maggioranza dei reati, i costi di mediatori culturali, interpreti, insegnanti di sostegno vari sparsi per le pieghe del sistema pubblico (qui in Emilia si traducono in 20 lingue documenti comunali di vario genere e si pagano interpreti apposta), il degrado dei quartieri o caseggiati abitati solo da immigrati nordafricani o africani o rumeni (non albanesi o cinesi o ukraini però), la concorrenza tutta in nero delle aziende cinesi di Prato alle aziende italiane che a causa loro chiudono, ^i 4,5 miliardi di euro in nero trasferiti in Cina su cui indaga la magistratura#http://t.co/1ZYctVsc2c^ (ma di cui i giornali parlano il meno possibile da quando la Bank of China ha comprato quote in tutte le maggiori banche italiane) In generale però il costo maggiore dell'immigrazione non è misurabile in modo quantitativo ed è costituito da una quantità di frizioni che si creano nella vita di tutti i giorni e dalla #F_START# size=4 color=black face=Helvetica #F_MID#generale diminuzione del senso di solidarietà e fiducia reciproca, documentata dagli studi universitari a riguardo#F_END#, come quelli della famosa ^super-star Robert Putnam dell'Università di Harvard#http://infed.org/mobi/robert-putnam-social-capital-and-civic-community/^. Il quale celebre studioso, considerato a volte il più importante al mondo nelle scienze sociali, aveva condotto un colossale studio empirico su 41 diverse comunità negli Stati Uniti. E il risultato era stato che ovunque una città o quartiere sia composto da gente di diverse etnie il grado di fiducia reciproca, di mutua solidarietà e il senso civico declinavano. Robert Putnam è una celebrità in sociologia perchè ha inventato il concetto di "capitale sociale", inteso appunto come il mix di fiducia reciproca, di mutua solidarietà e di senso civico di una comunità. La vicenda della ricerca di Robert Putnam è abbastanza nota perchè il professore ha ammesso che per cinque anni anni non ha voluto pubblicare i risultati di queste sue ricerche sugli effetti della diversità etnica, in quanto contrastavano con la sua visione politica "liberal" #i# “His research shows that the more diverse a community is, the less likely its inhabitants are to trust anyone – from their next-door neighbour to the mayor. … `In the presence of diversity, we hunker down,` he said. `We act like turtles. The effect of diversity is worse than had been imagined. And it`s not just that we don`t trust people who are not like us. In diverse communities, we don`t trust people who do look like us.`” ^[Study paints bleak picture of ethnic diversity October 8, 2006, Financial Times#http://www.ft.com/intl/cms/s/0/c4ac4a74-570f-11db-9110-0000779e2340.html?ft_site=falcon&desktop=true#axzz3hMlQ5fdx^] #F_START# size=4 color=black face=Helvetica #F_MID#“Professor Putnam told the Financial Times he had delayed publishing his research until he could develop proposals to compensate for the negative effects of diversity, saying it `would have been irresponsible to publish without that.`”#F_END# #/i# Cioè Putnam ha ammesso in questa intervista che completata questa costosa ricerca per cinque anni non l'hanno pubblicata perchè prima volevano trovare il modo di compensare il risultato empirico rilevato ("la diversità etnica è negativa per la società") con proposte per migliorare. Ovviamente questo risultato empirico è la realtà documentata dallo studio, le proposte per migliorare in futuro questa realtà negativa creata dalla mescolanza di etnie sono ipotesi. --- bibliografia veloce ---- ^"Diversity Is Strength! It`s Also…Oh, Wait, Make That “Weakness”#http://www.vdare.com/articles/diversity-is-strength-its-also-oh-wait-make-that-weakness^ #b# (per gli altri articoli di seguito non ha la pazienza di mettere tutti i link, ma li trovate se interessa su Google)#/b# Robert Putnam interview with Madeleine Bunting of the Guardian (7/18/07) The downside of diversity (International Herald Tribune, Boston Globe, 8/5/07, Michael Jonas), which also discusses Scott Page's interesting research Erica Goode's Home Alone (New York Times Sunday Magazine, 6/17/07) Capital ideas: His latest research shows ethnic diversity reduces social solidarity, trust and happiness. So why is Robert Putnam so optimistic we can all get along? (Guardian, 7/18/07) Madeleine Bunting's, Immigration Is Bad For Society, But Only Until A New Solidarity Is Forged (Guardian, 6/18/07) Diversity may not be the answer (Gregory Rodriguez Op-Ed, Los Angeles Times, 8/13/07) The bottom line on diversity's 'uncomfortable truth' (Clarence Page, Houston Chronice, 8/15/07) Erin Hoover Barnett, More Diversity, Less Trust (Oregonian, 6/18/07) The Wall Street Journal claims the 'Death of Diversity' (8/16/07) People 'Hunker Down Like Turtles' in Diverse Communities (ABC News, 8/15/07) So diverse, yet adverse to reaching out(Houston Chronicle, Lisa Gray, 8/30/07) More Bowling Alone in America (Canadian Broadcasting Corporation, Richard Handler, 8/22/07) and follow-up article here.

 

  By: gianlini on Giovedì 30 Luglio 2015 11:52

No, Gano non è la distinzione fra regolari e clandestini ad ingannare, ma il fatto che mediamente si tratta di persone in giovane età e buona salute Pertanto, per loro spendiamo poco in sanità, pochissimo in pensioni e relativamente poco anche per l'istruzione (hanno iniziato da pochi anni a mandare i figli a scuola qui) Ma fra 20 anni i conti saranno totalmente diversi (perchè come giustamente hai sottolineato tu tante volte, la maggior parte i quello che risparmiano finisce nei paesi di origine) "Questa differenza tra "immigrati" ed "irregolari" un Giocologa dovrebbe conoscerla. " PEnso che la giocologa conosca benissimo questa differenza, avendo avuto un passato di clandestina anche lei. Quello che tu, GAno, ti ostini a non capire, è che quasi tutti (e per quasi tutti intendo almeno un 98 %) gli stranieri sono arrivati qui da clandestini, e che solo successivamente si sono regolarizzati. Non esistono stranieri arrivati con un permesso di lavoro già rilasciato prima di venire qui. Gli unici arrivi regolari sono i ricongiungimenti famigliari. Pertanto la differenza fra immigrati e clandestini è molto sfumata, essendo la clandestinità per tutti l'anticamera alla regolarità

 

  By: Gano di Maganza on Giovedì 30 Luglio 2015 10:07

#i#Il gettito fiscale e contributivo riconducibile alla presenza straniera in Italia supera i 16,5 miliardi di euro. Mentre la spesa pubblica complessivamente rivolta agli immigrati è stata stimata in 12,5 miliardi di euro. #/i# ----------------------------------------------------------------------------------------- Questo dato è effettivamente vero. Ma gioca con la dabbenaggine del lettore che non conosce la differenza tra "immigrati" e "clandestini" (questi ultimi catalogati anche come "profughi" o come "irregolari") ed è perciò tanto più irritante. Il gettito è prodotto dagli "immigrati", molti dei quali sono romeni, cioè cittadini "comunitari", membri della UE, oppure stranieri regolarmente provvisti di visto, lavoro regolare e permesso di soggiorno. Sono loro che producono reddito. Non l' "irregolare" che arriva in Italia "irregolarmente" e butta via la pizza che gli viene offerta. E poi magari si mantiene con lo spaccio. Questa differenza tra "immigrati" ed "irregolari" un Giocologa dovrebbe conoscerla. Non dico che dovrebbe conoscerla il popolo bove, il popolo bove pensa che Monti sia stato un gran Presidente del Consiglio, ma una Giocologa sì. Che reddito produrrà per es. questo signore qui? ^Padova, libico accoltella due carabinieri: sentenza choc, il giudice lo libera#http://www.ilmessaggero.it/PRIMOPIANO/CRONACA/padova_accoltella_carabinieri_libero/notizie/1167501.shtml^ #i#"Quattro espulsioni alle spalle, mai ottemperate, 3 pagine di precedenti penali, dalla rapina, allo spaccio, alla violenza, il tutto condito da numerosi alias. L’uomo, un libico di trentacinque anni, l’altra notte dopo aver tentato di vendere cocaina a due carabinieri in borghese, a Padova, è stato arrestato. ..."#/i#. Il signore in questione fa parte "degli irregolari" non della nobile e produttiva schiera degli "immigrati". Ma se con un PhD in Giocologia non si arriva a sapere questo, o peggio, non si informano i lettori della differenza, è quando veramente si dice che i media italiani NON fanno informazione. PS Ma se Gano, Lutrom, Gianlini, Antitrader... con 3 pagine di precedenti penali alle spalle, avessero accoltellato due carabinieri mentre spacciavano cocaina, cosa ci avrebbero fatto? Ci avrebbero dato il "divieto di dimora"?

Iside Gjergji sociologa cioè quando l'austerità è necessaria. - Moderatore  

  By: Moderatore on Giovedì 30 Luglio 2015 03:25

Questa signora Iside Gjergji albanese ^ha una colonna sul Fatto Quotidiano#http://www.ilfattoquotidiano.it/blog/igjergji/^ perchè è una sociologa, con un dottorato in Giocologia all’Università del Salento (non è un errore di stampa, dottorato in Giocologia). Cosa ha studiato al dottorato e cosa spiega sul Fatto ? Che esistono le notizie di carattere razzista, cioè fatti avvenuti realmente, ma catalogati come razzisti. Se non puoi censurarli perchè qualcuno li pubblica cosa fai ? Impieghi la sociologa che te li spiega (^"Migranti, lo ‘scandalo’ del cibo rifiutato" di Iside Gjergji#http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/07/29/migranti-lo-scandalo-del-cibo-rifiutato/1918018/^ | 29 luglio 2015, Il Fatto): #F_START# size=4 color=black face=Helvetica #F_MID#Il rifiuto del cibo, del resto, è anticamente descritto, in diversi testi, come un momento di affermazione e dell’orgoglio dei soggetti. Anche Achille, nell’Iliade, saputo della morte di Patroclo e delle resistenze di Ulisse e degli altri nell’attaccare Agamennone, si rifiuta di mangiare con gli altri, cioè rifiuta il cibo per rendere noto agli altri la sua anima ferita e la sua non accettazione del mondo che lo circondava.#F_END# Cioè, questi vengono dall'Africa per via della miseria, ma poi arrivati qui celebrano con i il loro buttare via la pastasciutta degli atti rituali simboli mitologici che ci riportano agli eroi dell'antica Grecia. Occorre inviare un email a quelli della Spending Review perchè mettano il dottorato in Giocologia all’Università del Salento nella lista delle spese da tagliare e segnalarlo anche alla Troika, perchè in questo caso l'austerità è assolutamente necessaria. ---- ^"Migranti, lo ‘scandalo’ del cibo rifiutato" di Iside Gjergji#http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/07/29/migranti-lo-scandalo-del-cibo-rifiutato/1918018/^ | 29 luglio 2015, Il Fatto Leggere oggi sui quotidiani del Nordest pagine intere dedicate alla ‘notizia’ che alcuni profughi dislocati in Veneto e in Friuli abbiano rifiutato, gentilmente e pacatamente, di mangiare la pasta col sugo o, come accaduto a Udine, qualche giorno prima, ‘perfino’ la pizza al forno (che, come ci segnala ansioso un giornalista, emanava profumo di pomodoro e origano, come a dire “ma come si può mai rifiutare una tale bontà?”) non solo fa indignare per l’ennesima manifestazione di odio, di rifiuto e di razzismo nei confronti dei profughi da parte dei media e dei politici col braccio destro perennemente teso, ma fa anche sganasciare dalle risate. Che si tratti di una campagna razzista senza precedenti se ne sono accorti anche su Kepler-438b, a distanza di milioni di anni luce dal Veneto e dal Friuli. Ma non mi dilungherò molto a spiegare il carattere razzista della “notizia” riportata e commentata da politici, operatori caritatevoli e “cittadini indignati”, non perché l’argomento non meriti di essere trattato adeguatamente, ma perché ritengo molto più divertente soffermarmi sul complicatissimo rapporto degli italiani con il cibo. Sul carattere razzista della notizia, fondata sostanzialmente sul principio “e noi paghiamo!” . In primo luogo, – e mi diverte molto in questo momento frantumare i luoghi comuni razzisti che albergano nelle teste dei più -, non sono gli italiani a pagare per l’accoglienza dei profughi, né di questi di oggi, né di quelli di ieri. Ma come, direte, ci sono i militanti dal braccio teso e dal misto accento padano-romano, che ci hanno spiegato che quei soldi li tolgono ai pensionati e ai disoccupati italiani per darli ai “negri”. Non è vero! E’ banale, ma è così. Il gettito fiscale e contributivo riconducibile alla presenza straniera in Italia supera i 16,5 miliardi di euro. Mentre la spesa pubblica complessivamente rivolta agli immigrati è stata stimata in 12,5 miliardi di euro. Dunque, vi è un saldo positivo nazionale di circa 4 miliardi di euro. Cioè, per parlare più chiaro, ci sono circa 4 miliardi di euro che lo Stato italiano prende, attraverso la tassazione nazionale e locale, agli immigrati e che non spende per loro. Ecco, quindi archiviamo questa balla gigantesca secondo cui sarebbero gli italiani a pagare per l’accoglienza. Semmai, sono gli immigrati che vivono in questo paese a pagare per i servizi (pensioni, sanità, ecc.) degli italiani (o anche a salvare le banche italiane). E non aggiungo qui i fondi europei per l’accoglienza di cui da anni usufruisce l’Italia, perché credo basti la forza dei numeri citati sopra per chiudere serenamente la discussione. E non sto neanche ribadendo il fatto che si tratta sempre di soldi che alimentano e mantengono in vita il terzo settore (mafioso e non) in Italia e che di certo non finiscono nelle tasche degli immigrati, i quali, il più delle volte, scappano – non lo si deve dimenticare mai – da guerre innescate, volute, alimentate o combattute da questa parte del mondo. Ma c’è un altro sottotesto negli articoli dedicati a questo “scandaloso” rifiuto del cibo da parte dei profughi, che è il seguente: “come osano questi a rifiutare il nostro cibo, il miglior cibo del mondo, ingrati!”. Ecco, sulla questione del cibo, come sulla mamma, l’italiano medio si offende, si indigna, e persino capace di fare rivolte e di ribellarsi. Senza mai considerare che le abitudini alimentari sono il tratto più importante della cultura d’origine anche degli altri. Spogliarsi di questo elemento profondo della propria cultura, cioè del proprio cibo, nella fase dello choc dell’immigrazione, ovvero nei primissimi tempi, quando si è sopraffatti dalla malinconia incolmabile di un ritorno impossibile, significa spogliarsi dell’identità individuale e collettiva, significa entrare in una fase di alienazione. Gli studiosi hanno paragonato le abitudini alimentari alle lingue materne, perché sono i primissimi elementi attraverso cui ci relazioniamo con il mondo. E proprio per questo motivo sono difficili da abbandonare. Sarebbe come pretendere che qualcuno, di colpo, non parli più la lingua madre. Gli italiani, del resto, sanno bene di cosa parlo, visto che, più di altri popoli, preferiscono ordinare la pasta o la pizza all’estero, invece che assaggiare altri piatti. C’è una scena molto bella del film Bianco rosso verdone che descrive molto bene questo problematicissimo rapporto degli italiani con il cibo. Di fronte alla colazione a base di wurstel e uova fritte preparata dalla moglie tedesca (“mangia ora, che chissà che ti fanno mangiare in Italia”), Pasquale Ametrano di Matera non pronuncia alcuna parola, ma la sua faccia eloquente ha già detto tutto. Degli immigrati italiani negli Stati Uniti, agli albori del ‘900, diversi giornali dicevano che puzzavano d’aglio, stigmatizzando in questo modo le loro abitudini alimentari. Continuare a mangiare italiano, rifiutando di mangiare altri cibi locali, significava allora per gli italiani emigrati affermare la propria identità, il proprio legame con il passato, con la famiglia, con gli affetti abbandonati. Quante storie, tra l’altro, si raccontano in Friuli su certi traffici di vero e proprio contrabbando di salumi (di San Daniele, ecc.) in Nord America, da mandare agli emigrati italiano. #F_START# size=5 color=black face=Helvetica #F_MID#Il rifiuto del cibo, del resto, è anticamente descritto, in diversi testi, come un momento di affermazione e dell’orgoglio dei soggetti. Anche Achille, nell’Iliade, saputo della morte di Patroclo e delle resistenze di Ulisse e degli altri nell’attaccare Agamennone, si rifiuta di mangiare con gli altri, cioè rifiuta il cibo per rendere noto agli altri la sua anima ferita e la sua non accettazione del mondo che lo circondava.#F_END# Insomma, visto che i soldi sono degli immigrati e visto che non sono desiderosi di alienarsi, perché non chiedere a loro cosa preferiscono mangiare? Senza offendersi per la pasta, per il sugo, per le polpette e per l’origano profumante non apprezzato. Iside Gjergji Sociologa e Giurista Dopo un’infanzia, in quel di Durazzo, passata a pensarmi come rivoluzionaria dandy che saliva sulle barricate vestita di fucsia, ho attraversato i mari nel 1991 diventando una delle tante italiane a venire. Dall’altra parte, ad attendermi, c’era chi sapeva che il mio arrivo avrebbe potuto sparigliare le regole del gioco. Le regole, però, bisognava prima conoscerle. E così, alcuni anni dopo, mi sono laureata in regole all’Università di Bari. E il gioco? Presa dai soprassalti della coscienza, ho conseguito un dottorato in giocologia all’Università del Salento. E ora, dopo aver abbondantemente studiato, passo la vita a immaginare giochi nuovi e a capire quali e quante regole cambiare.

 

  By: pana on Sabato 25 Luglio 2015 10:40

ma quando vedremo i cittadini che bloccano le stra,de e protestano contro la camorra che incendia, cosi come protestano controi profughi che non li vogliono? come mai? cosa danneggia d piu? il profugo che ti chiede la carita all uscita del supermercato oppure tonnellate di schifezze radioattive interrate dove poi si semina ? ROB DE MATT http://www.avvenire.it/Cronaca/Pagine/terra-dei-fuochi-camorra-brucia-azienda.aspx

 

  By: pana on Lunedì 20 Luglio 2015 10:58

pare che l emrgenza profughis sita montata ad arte per scopi politici http://www.repubblica.it/cronaca/2015/07/20/news/_sbarchi_in_aumento_solo_dell_8_i_veri_numeri_sull_emergenza_profughi-119435964/

 

  By: pigreco-san on Domenica 19 Luglio 2015 10:24

se i 5seghe vogliono aver più successo devono lasciare stare il Pupillo.