mercati

 

  By: cisha on Martedì 04 Ottobre 2005 17:14

Per esempio una occasione di acquisto potrebbe essere proprio PARMALAT: una società pulita, senza più la "monnezza" intorno poichè ristrutturata finanziariamente. Il prodotto è già conosciuto ed apprezzato quindi ....quì si riparte da zero.

non sono più a buon mercato - gz  

  By: GZ on Martedì 04 Ottobre 2005 16:08

A forza di salire le società medio-piccole non sono più a buon mercato Ad esempio in Italia quelle incluse nell'indice "Star" sono state le migliori Abbiamo ordinato i titoli in base alla performance degli ultimi 12 mesi (12m Per) e evidenziato il prezzo/utili Si notano casi di 199 volte gli utili come la Actelios..., ma anche la ottima ^ERG#^ è salita del 300% negli ultimi 12 mesi e del 700% dal 2002 non perchè guadagni 7 volte quanto faceva nel 2002. Semplicemente nel 2002 il titolo era valutato sette volte l'utile ed ora il mercato paga 29 volte l'utile corrente (con Microsoft, Cisco, Nokia, Intel che costano meno di 20 volte l'utile...)

 

  By: Andrea on Venerdì 26 Novembre 2004 10:20

Ancora un volta, dopo un po' di iterazioni, ci troviamo sostanzialmente d'accordo. Sono, infatti, d'accordo con lei Zibordi quando dice che CBS e la trasmissione "60 minutes" sono modelli di professionalità e correttezza ed è uno "scandalo" quando derogano a questa regola. E sono d'accordo quando, più o meno, dice che Fox/O'Reilly sono al contrario manifestamente biased (per non essere scurrili e usare espressioni più colorite ed adeguate) e quindi non deve scandalizzare nessuno che siano di parte anche a costo di doversi inventare prove e panzane, come fanno. Inoltre, nonostante ciò che ho scritto nei giorni scorsi, non credo che O'Reilly debba giustificazioni o scuse a nessuno per aver mentito e per essere un molestatore sessuale perché alla statura morale della gente, ormai, credo non abbocchi quasi più nessuno. Però a questo punto preferisco di gran lunga (e qui calo l'asso di briscola) il nostrano Emilio Fede che è un Bill O'Reilly depurato delle ipocrisie religioso/morali/sessuali, che non si vergogna di perdere (o vincere) soldi al gioco e che quando c'è una bella ventenne in giro non esita a corteggiarla. Evviva la faccia, perlomeno!

 

  By: GZ on Venerdì 26 Novembre 2004 10:17

va beh... leggi l'economist allora, nessun altro ha falsificato documenti

 

  By: polipolio on Venerdì 26 Novembre 2004 10:14

Se altri giornalisti mentono o millano documenti che non esistono dovrebbero dimettersi o essere allontanati. Credo che Andrea ti facesse notare la tua predilezione per uno solo ...

 

  By: GZ on Venerdì 26 Novembre 2004 10:08

Cosa c'entra se altri giornalisti hanno fanno critiche sballate o hanno pregiudizi ? Il motivo per cui Nixon è stato fatto dimettere al Watergate non era che aveva commesso crimini enormi, ma che c'erano DOCUMENTI (le registrazioni) che dimostravano che aveva mentito e approfittato del suo potere per coprire un atto illegale commesso da collaboratori. Su una scala minore Clinton ha avuto problemi legali perchè c'era un evidenza documentale che aveva mentito deliberatamente. CBS, la prima catena tv d'America, usando il programma più rispettato di attualità, ha presentato documenti completamente falsi su un candidato presidenziale un mese prima dell'elezione. Non è la stessa cosa che fare critiche partigiane come fa O'Reilly. In America c'era un programma che stabiliva la "verità" in un certo senso con le sue inchieste che era "60 Minutes" perchè non aveva mai dato bufale (finora). Ma in questa vicenda su internet dopo 24 ore ti dicevano che era tutto falso e CBS ha ammesso che erano falsi dopo dodici giorni e solo perchè è stata costretta dalla valanga internet. Se non ci fossero stati i siti internet avrebbero tenuta viva la storia fino all'elezione. In questo modo hanno dato un colpo pesantissimo alla credibilità dei grandi media. In parallelo il fatto che CBS, CNN, ABC, il New York Times (e tutti i media europei) hanno ignorato per mesi ^i "Veterani per la Verità"#http://www.swiftvets.com/index.php?topic=SwiftPhoto#^ che hanno iniziato con colo un sito internet e hanno alla fine dato il colpo decisivo all'elezione nonostante questo boicottaggio (io seguo CNBC ogni giorno, un canale "business" tra l'altro, e in un anno li hanno menzionati credo una volta). Ma sto solo ripetendo cose evidenti ed è tra l'altro la stessa ^versione dei fatti che da ad anche l'Economist#http://www.economist.com/people/displayStory.cfm?story_id=3428729^ e le stesse conclusioni. I media tradizionali (al 90% progressisti come tutti sanno) dopo questi eventi e scandali e l'esito delle'elezione in cui hanno giocato un ruolo decisivo i "Blog" indipendenti stanno perdendo credibilitò nei confronti dei nuovi media internet ------------------------------------------------------------ ....Mr Rather claimed to have documents proving that Mr Bush had violated a direct order to take a physical examination, and also that his superiors had been put under pressure to “sugarcoat” his evaluation. But within 14 hours internet sleuths had shown that the documents were forgeries. Mr Rather stood by his story for 12 excruciating days, while his supporters arrogantly contrasted the network's rigorous fact-checking with “a guy sitting in his living room in his pyjamas writing”. But the pyjama guy turned out to be right. Mr Rather's retirement epitomises two broader shifts of power. First, the old media are losing power to the new. And, second, the liberal media establishment is losing power to a more diverse cacophony of new voices. For most of the post-war era the American media were dominated by a comfortable liberal consensus. The New York Times was the undisputed king of the print news, while the network anchors lorded it over TV news. That consensus is now under siege. The attacks are partly coming from the cable networks—particularly from conservative Fox News. (Charles Krauthammer once quipped that Rupert Murdoch had spotted a niche market—half the country. Sure enough, Fox is now America's top-rated cable news network.) But old media also face a newer and more unpredictable source of competition—the blogosphere. Bloggers have discovered that all you need to set yourself up as a pundit is a website and an attitude. All through the recent election campaign, the new media outsmarted the old media when it came to setting the news agenda. Republican strategists admit that the Swift Boat veterans' attacks on John Kerry, largely ignored by the old media, would never have got anywhere without the online Drudge Report. Drudge was also instrumental in turning the “60 Minutes” story into an embarrassment for the Democrats, not Mr Bush. Local bloggers also had an effect; in South Dakota, for instance, they repeatedly highlighted Tom Daschle's partisan record in Washington, DC, something that the Democratic Senate majority leader's friends in the local print media had never laboured to expose. The bloggers have often been at their most devastating when they have been criticising the old media for bias. Their favourite target has long been the New York Times, where they helped to remove the paper's previous editor, Howell Raines. But CBS is also a juicy target. Why, the bloggers are now demanding, is Mr Rather being allowed to keep a full-time job working for “60 Minutes”, the very programme whose reputation he has besmirched? “This is not a victory,” proclaims Rathergate.com, before declaring its intention to keep attacking CBS.

 

  By: Andrea on Venerdì 26 Novembre 2004 08:59

Bene, adesso che abbiamo esaminato la distribuzione percentuale delle opinioni di voto (che non cambia la sostanza del mio discorso) rimaniamo in attesa di vedere Bill O'Reilly che va in TV e annuncia di ritirarsi in un bel ranch con Rush Limbaugh. O anche solo che ammette di essersi sbagliato (diciamo pure di aver mentito spudoratamente millantando prove di cui non disponeva).

 

  By: GZ on Giovedì 25 Novembre 2004 19:40

I media non sono divisi metà a destra e metà a sinistra, Dan Rather di qua e O'Reilly di là e siamo più o meno pari. Il managing editor di Newsweek Evan Thomas ha persino detto in un intervista famosa quest'anno che l'appoggio dei media valeva ^15 punti percentuali per il candidato democratico #http://www.fairpress.org/pblog/archives/cat_newsweek.htm^ (e poi ha cercato di ritrattare ma sempre ammettendo che i grandi giornali volevano farlo vincere) Negli USA c'è una sproporzione che è stata misurata tante volte e non è più nemmeno materia di discussione. Uno può dire :"... indipendentemente dalle opinioni personali cercano di essere obiettivi..", ma in ogni caso i giornalisti personalmente 5 volte su 6 sono pro-democratici e progressisti su ogni tema importante, contro l'intervento in iraq, pro-Onu, pro-Kyoto, anti-Sharon ecc... Ogni sondaggio mostra che più dell' 85% dei giornalisti votano democratico o si indentificano con "liberal/progressive" e meno del 10% con repubblicano e "conservative". E' un fenomeno mondiale ed è vero alla BBC, alla TV5 in Francia o alla ZDF in Germania. (alle elezioni precedenti al sondaggio ha risposto l'89% per Clinton contro il 7% per Bush...)

 

  By: Andrea on Giovedì 25 Novembre 2004 17:46

OK, siamo d'accordo sull'utilità di internet. Posso essere d'accordo col fatto che, data l'eccezionalità del caso, la sera dopo invece di mandare in onda un telefilm nel primo dopo cena avrebbero fatto bene a mostrare un contrito Dan Rather ... o, meglio ancora, a sbudellarlo in diretta. E per il resto, come la mettiamo? Le panzane di O'Reilly sono esenti da questo genere di revisione? I vari "... qualcuno dice che la vittoria di Kerry sia un regalo a Bin Laden ..." ..... o i "... anche la nostra redazione ha raccolto indipendentemente prove della presenza di WMD ..." ... forse quelle sono dimostrazioni di sano e onesto giornalismo? Lasciamo pur perdere le altre vicende, più private e personali, che capisco che vadano usate solo per alcuni. La sostanza, Zibordi, è che non è che Dan Rather, da solo, abbia voluto provare a condizionare il voto. Ci hanno provato quasi tutti direi. E non c'è poi molto di male, quando lo si fa attenendosi a qualche regola base e senza ipocrisie. Tra chi non ha seguito le regole o usa l'ipocrisia come stile di vita, qualcuno ha pagato, altri no.

 

  By: GZ on Giovedì 25 Novembre 2004 17:29

....60 minutes" ha ammesso l'errore, lo ripeto, nella puntata SUCCESSIVA. Ovvio che non andando in onda un'ora dopo ma la settimana appresso, per diversi giorni è mancato il follow up, per così dire. Ma c'è stato alla prima occasione. Se Lerner dicesse un'eresia al sabato sera, fino al sabato dopo non credo farebbero un'edizione straordinaria della sua trasmissione solo perché lui si potesse scusare. La redazione della trasmissione e l'emittente, a mio avviso, sono incolpevoli. Non credo ci fosse un disegno di CBS contro Bush.. ------------------------------------------------------------------- Dato che la TV da notizie ora per ora in tempo reale, come è possibile che per una settimana intera solo su internet io potevo leggere che si trattava di un falso anche se non c'era un solo esperto che confermasse i documenti e rispondesse alle critiche ? I media ufficiali siano stati zitti per giorni, se uno leggeva solo il NY Times e sentiva CBS dopo una settimana sapeva solo che c'erano dubbi sui documenti e dopo due che erano falsi. Su internet dopo 24 ore io lo sapevo ed era utile perchè, come si è visto, dall'esito dell'elezione dipendeva anche in buona misura la borsa. Insisto che non è proprio vera la dinamica dei fatti. La modalità "fiume in piena" che adotto fornisce un contesto di informazioni che servono, a mio avviso, a notare che non si può ragionare nei termini della TV italiana. Nella quale accade ad esempio che nel programma di attualità più seguito (quello di Santoro) il sindaco di Palermo Leoluca Orlando accusi davanti a milioni di persone improvvisamente un maresciallo dei carabinieri (Lombardo) di essere mafioso, nessuno in trasmissione trovi da ridire, quando un ufficiale dei carabinieri chiama in diretta non si accetti di farlo parlare, questo maresciallo dopo qualche giorno si suicidi e nessuno subisca conseguenze. Rispetto a questo standard accusare con documenti falsi sotto elezioni il presidente e dopo una settimana ammettere che ci sono dei dubbi sull'autenticità è OK. Rispetto invece allo standard di verifica dei fatti di "60 minuti" o del "Post" o del "Times" che vantano da sempre di avere diversi livelli indipendenti di controllo, attaccare il presidente a un mese dall'elezione con documenti palesemente falsi è clamoroso e fa pensare a un disegno politico, Per come funziona la campagna elettorale americana sono decisive le ultime settimane e conta quale tema tiene la prima pagina, i telegiornali e i talk show. CBS nell'usare il celebre e riverito "60 minuti" per attaccare uno dei due candidati a 5 settimane dal voto sapeva di poter decidere l'elezione e di fare una cosa non è mai successa salvo per il Watergate. Dato che la storia del servizio nella guardia nazionale è del 1973 ed era stata discussa già in ogni elezione di Bush degli ultimi 20 anni, la giustificazione per sollevarla di nuovo prima del voto nel programma TV numero uno consisteva unicamente nella scoperta di documenti. Dopo poche ORE dalla messa in onda, decine di esperti indipendenti, gente che lavora ad Adobe o Microsoft in editing, hanno immediatamente inondato i siti internet di dimostrazioni online del falso tipografico. Io tengo aperte tutto il giorno in sottofondo CNBC e un poco CNN e se ascoltavo solo queste che era tutto falso (non che c'erano "alcune critiche") lo imparavo dopo almeno dieci giorni

 

  By: Andrea on Giovedì 25 Novembre 2004 16:51

Zibordi, nel mio post ho parlato di 60 minutes e Dan Rather. Di "finalmente", Bruno Vespa e di O'Reilly. Non ho parlato di CNN, ABC o NYT. O sbaglio? La modalità "fiume in piena" potrà ottenere un certo effetto ma non è il sistema più preciso di rispondere a delle riflessioni/considerazioni altrui. Per questo nei miei post cerco l'approccio opposto. Sennò è come ascoltare 10 voci contemporaneamente in altrettante lingue diverse. Un gran casino, tutto rumore e niente segnale. In breve: "60 minutes" ha ammesso l'errore, lo ripeto, nella puntata SUCCESSIVA. Ovvio che non andando in onda un'ora dopo ma la settimana appresso, per diversi giorni è mancato il follow up, per così dire. Ma c'è stato alla prima occasione. Se Lerner dicesse un'eresia al sabato sera, fino al sabato dopo non credo farebbero un'edizione straordinaria della sua trasmissione solo perché lui si potesse scusare. La redazione della trasmissione e l'emittente, a mio avviso, sono incolpevoli. Non credo ci fosse un disegno di CBS contro Bush. Dan Rather e alcuni collaboratori che hanno organizzato quel servizio lo sono, a mio parere. E infatti sono stati messi da parte o retrocessi. Chi subito, chi un paio di giorni fa (l'anzianità di servizio gli ha forse garantito qualche giorno in più, ma poi ha pagato). Dan Rather è il più schierato, si dice, dei giornalisti americani. Senz'altro non nasconde certe opinioni. Ma il paragone con Vespa e Lerner è atroce. A Clinton, ad esempio, leccava il didietro in diretta ma mica si metteva a piangere perché riceveva una sua telefonata in studio... Sarà anche il più vergognoso dei giornalisti americani (opinione che non condivido) ma certi nostri italiani sono ancora saldamente in testa. Infine, a dispetto di quel che pensa lei, sono al corrente delle buone abitudini delle testate più serie di controllare le fonti. E rilevo come, di fronte agli errori, si prendano provvedimenti. In CBS, perlomeno. Chiedo a lei: Fox News dove la mettiamo? Quante affermazioni smentite hanno fatto da quando sono saliti alla ribalta? E quante ammende pubbliche? E in quanti hanno perso il posto? Serve un "finalmente" anche per loro allora? Le segnalo che circa 3 anni orsono, comodamente spaparanzato in poltrona davanti alla TV via cavo, mi sono goduto Bill O'Reilly che sbranava in diretta Dan Rather. La ragione? L'appoggio incondizionato di quest'ultimo a Clinton, uno che si faceva fumare il sigaro in ufficio. Un pervertito. Uno che mente in televisione alla nazione e alla moglie. Alla considerazione di Rather ("Tutti mentono qualche volta nella vita") il buon vecchio Bill O'Reilly ribatte che lui non mente. Mai. Che lui non è un pervertito così come non lo sono gli americani, così mal rappresentati da Clinton, quel porco. Le chiedo: cosa dovrebbe fare O'Reilly adesso? Suicidarsi in diretta? Non sono telefonate fatte da me quelle le cui trascrizioni sono finite in tribunale perché a metà della notte si parlava di vibratori, docce ecc. a una persona non interessata e che chiedeva di darci un taglio. E non sono neanche andato io in TV a dire che la mia redazione aveva raccolto prove indipendenti di WMD in Irak. Tutto qui. Insomma, come lei festeggio quando qualcuno paga. Però rimango convinto che ne rimangono parecchi con dei conti in sospeso e forse sarebbe ora che, "finalmente", passassero anche loro alla cassa. E mi convinco sempre più che per poter fare i moralisti, i bacchettoni, gli irreprensibili, i timorosi di Dio, ecc. bisogna davvero avere una vita senza ombre ... e verificare che dall'altra parte del telefono non ci sia un registratore acceso ...

 

  By: GZ on Giovedì 25 Novembre 2004 16:20

"... mentre CBS faceva finta di niente ..." Il far finta di niente è consistito nell'andare in onda, nella puntata SUCCESSIVA (quindi non mesi o anni dopo), con una dichiarazione ufficiale di aver sbagliato, di aver accreditato fonti rivelatesi non affidabili e facendo una bella pulizia. Peraltro alla luce del sole, non dietro le quinte. ------------------------------------------ Non è proprio vero. Evidentemente lei legge ancora solo il NY Times e guarda CBS e forse non ha presente lo standard di "Verifica dei Fatti" che hanno i media americani CBS "60 minuti" è il programma numero uno in America, quello che aveva contribuito a far dimettere Nixon con le rivelazioni del Watergate: se attacca il presidente un mese prima del voto con documenti originali che provano che ha mentito o ha approfittato della sua posizione è un evento da prima pagina, in grado da solo forse di decidere un elezione. Non è mai successo con i presidenti precedenti tanto per dire e una storia del genere muove i sondaggi immediatamente e sposta tutto il tono della campagna presidenziale nel giro DI QUALCHE ORA Il motivo per cui vengono presi così sul serio è che i grandi giornali e i programmi di politica importanti hanno un reparto "Verifica dei Fatti" (c'è un romanzo di Jay McInerney che lo racconta) dove ogni affermazione dell'autore del servizio viene ricontrollata in dettaglio. E in effetti il WSJ o il Washington Post o "60 minuti" non pubblicano praticamente mai qualcosa di falso e si sono costruiti una reputazione che fa sì che tutti li ascoltino. Dan Rather ha fatto questo servizio con supposte rivelazioni clamorose sotto elezioni mostrando documenti riguardo a Bush che sarebbero stati battuti a macchina nel 1973. Invece erano stati scritti su pc in WordPerfect di recente, ovviamente il pc nel 1973 non esisteva e praticamente tutto era inventato nel servizio (la segretaria dell'ufficiale in questione ha testimoniato che non scriveva a macchina, ma solo a mano...) Dopo poche ore sono apparsi interventi critici di esperti di editing e software su siti internet, ma per almeno tre giorni CBS, CNN, ABC e il resto li hanno ignorati: CBS ha ripetuto che i documenti erano "credible and reliable" e il resto dei grandi media non li ha criticati, solo i siti internet hanno sollevato dubbi. Lo so perchè seguivo l'elezione da vicino giorno per giorno e vedevo i siti internet che dicevano "tutto falso!!" e il NY Times che taceva. Nel giro di una settimana però non si è trovato un solo esperto di editing che confermasse i documenti e anzi quelli interni di CBS hanno risposto di non esser stati interpellati o di aver avvertito che non volevano confermare la veridicità. Invece di ammettere che i documenti erano falsi e scusarsi Dan Rather ha usato la TV per dire che anche se "non poteva confermare l'autenticità" dei documenti (non ha affatto detto che erano falsi)la storia poteva essere vera lo stesso e che il presidente doveva rispondere lo stesso alle accuse ! Nessuno a quel punto lo ha seguito e dopo almeno dieci giorni finalmente CBS ha fatto le scuse ammettendo che erano proprio un falso e cessato di insistere con tutta la storia.

 

  By: polipolio on Giovedì 25 Novembre 2004 15:42

"????? Zibordi ?????" Andrea, nel richiamare Zibordi, gli hai dato ragione della sostanza: Internet è intrinsecamente democratica, in senso etimologico, e non perdona gli errori, o, meglio, li corregge immediatamente.

 

  By: cisha on Giovedì 25 Novembre 2004 14:30

Decommercializzare la RAI???? E chi mantiene poi quella banda di post-comunisti impiegati RAI entrati solo grazie alle spinte ed il nepotismo (certamente non illuminato) dei vari autori, registi, giornalisti e politici vari???? Chi mantiene la Venier o Bonolis o ancora quella analfabeta della Ventura a suon di miliardi l'anno per condurre trasmissioni senza alcun contenuto logico??? E ancora i 3 telegiornali fotocopia, con gli stessi servizi ripetuti poi solo in audio nelle 3 emittenti fm??? L'unica soluzione in un era dove le tv satellitari in tutte le lingue dilagano, dove internet è in ogni punto del globo dove accade qualcosa di "curioso" mi sapete dire che ce ne facciamo di una tv pubblica che deve produrre, per mantenere i suoi ascolti, trasmissioni come "l'isola dei famosi"???.

 

  By: Andrea on Giovedì 25 Novembre 2004 12:46

>In settembre il più quotato programma di attualità "60 Minutes" ha >accusato Bush riguardo al suo servizio militare con documenti che erano >falsi. dopo 24 ore dozzine di siti internet e radio li dichiaravano un >falso, mentre CBS faceva finta di niente e il NY Times e le maggiori >reti TV stavano zitti. Alla fine è stato uno scandalo e ieri Dan Rather >l'equivalente italiano di Bruno Vespa o Gad Lerner si è finalmente >dimesso da CBS ????? Zibordi ????? "... mentre CBS faceva finta di niente ..." Il far finta di niente è consistito nell'andare in onda, nella puntata SUCCESSIVA (quindi non mesi o anni dopo), con una dichiarazione ufficiale di aver sbagliato, di aver accreditato fonti rivelatesi non affidabili e facendo una bella pulizia. Peraltro alla luce del sole, non dietro le quinte. "... Dan Rather l'equivalente italiano di ..." Forse intendeva dire l'equivalente statunitense ... ma, ad ogni modo, fossi in un giornalista come Rather mi turberei un attimo a vedermi paragonato a Vespa o Lerner. D'accordo, ha osato criticare Bush e questo è sufficiente per entrare nella sua lista nera, ma Rather mi sembra un pelo più professionale, meno schierato e ideologico (e piaggio) dei due buffoni da lei elencati. "... finalmente dimesso da CBS" Innanzitutto non si è dimesso da CBS ma "retrocesso". Continuerà a lavorare per l'emittente con un ruolo e una responsabilità ridotte perché, giustamente, si è applicato il principio della responsabilità dell'errore. Anche 40 anni di carriera onorata non lo hanno messo al riparo dall'assumersi le sue responsabilità (cosa che Biagi per la famosa puntata pre elettorale con Benigni ...). Il finalmente, poi, credo sia la sua soddisfazione personale nel vederne un altro fuori dai piedi. Chi tocca Georg-y muore, insomma ... ;) È curioso perché io e lei siamo d'accordo sul fatto che chi commette un errore debba pagare. Ma mi dica un po' come mai lo stesso non debba accadere, "finalmente", con O'Reilly, la Coulter, o Limbaugh. E dire che di idiozie in video e per radio ne hanno dette tutti e tre, sono stati smentiti e hanno anche fatto ammenda (WMD anyone, caro O'Reilly?). Anzi, il buon vecchio Bill il moralizzatore (che vergogna i sigari di Clinton, eh?) ha appena dovuto risarcire una collaboratrice in una causa per sexual harassment, con tanto di telefonate oscene che le faceva nel corso della notte. Due pesi e due misure ... "finalmente" ... Un caro saluto bipartizan.