greenspan

 

  By: banshee on Venerdì 21 Febbraio 2003 13:06

Quindi non è suo compito controllare o stare dietro ai mercati finanziari ________________________________________ Appunto! Allora perchè diavolo lo fa? PPT, ESF, abbassamento dei tassi quasi esclusivamente in funzione dei mercati finanziari........

 

  By: banshee on Venerdì 21 Febbraio 2003 13:00

Perchè esiste un banchiere centrale? Per 2 compiti: vigilare sul mercato monetario (nel senso di autorizzazioni, controllo insieme a Consob/Sec ect) e, soprattutto, stampare la quantità di moneta su cui ha la sovranità monetaria. ___________________________________________ La mia domanda era: a che serve un banchiere centrale se non è altro che la longa manus del potere politico (secondo l'assunto di Zibordi)? Quando dico che per me non serve a niente, mi riferisco ad un regime monetario supportato da riserve di metalli preziosi. In tale regime una tale figura è sostanzialmente inutile, anche se potrebbe pure essere conservata con funzioni di ragioniere. In un regime di fiat money certo che è invece necessaria, ma per regolare e salvaguardare il sistema (impresa molto delicata vista la mancanza di limiti nel sistema), non per fare quello che vuole il politico di turno.

 

  By: panarea on Venerdì 21 Febbraio 2003 11:16

Greenspan, non lo voglio difendere ma 2,3 cose vanno dette, x onestà 1 - Perchè esiste un banchiere centrale? Per 2 compiti: vigilare sul mercato monetario (nel senso di autorizzazioni, controllo insieme a Consob/Sec ect) e, soprattutto, stampare la quantità di moneta su cui ha la sovranità monetaria. La moneta è l'olio del motore dell'economia: se ce ne è troppo affoga, se poco si brucia e non cresce. Scopo vero è quindi quello di dare la giusta quantità di moneta (olio) rispetto alla crescita del mercato sia in termini di aumento del Pil sia in aumento assoluto delle dimensioni del mercato (scambi, popolazione). Quindi non è suo compito controllare o stare dietro ai mercati finanziari, che sono solo e soltanto una delle componenti dell'economia reale. Se una massa di persone crede che una società che fa presse industriali solo perchè ha un sito web diventi una web company (caso emblematico di Idrapresse) e aumenti del 10% è colpa sua? Se milioni di persone comprano Cisco non sapendo cosa è, non leggendo i conti, è colpa sua? I bilanci non sono mai stati così pubblici e criticati come ora (in italia, su tutti, socquot). Quindi la bolla non è colpa di Greenspan. Ma di noi stessi. Se poi sono mancati controlli societari è un problema di vigilanza, non di politica monetaria. 2 - L'aumento del PIL e di M3 L'accusa di chi ha studiato (che sa quindi che il banchiere non vigila sui prezzi delle azioni) è che il banchiere americano ha immesso + M3 di quanto il PIL sia cresciuto. Ossia il mercato è cresciuto, ma non così tanto come la liquidità, che ha intasato e nascosto i reali problemi, di fatto ipotecando il futuro con rischi immensi di credit crunch. Questo è in parte vero, ma da più parti vengono notate 2 cose: A la sovranità di Greenspan non si limita agli USA, la propria moneta (m3) si estende anche a tutta l'america dal Texas fino alla Patagonia, e, soprattutto, in Cina (il cui cambio fisso obbliga i cittadini a detenere grandi quantità, anche fisiche di dollari). In pratica chi misura M3 e poi il Pil usa sbaglia, perchè se la M3 è usata e detenuta da milioni di altre persone, dovrebbe includere nel PIL anche la Cina!! Greenspan l'ha iniettata forse sempre tanta, ma per la prima volta nella storia un paese di un miliardo di persone (la Cina, l'america del sud è sempre stata dollarizzata) fa e usa il biglietto verde come moneta. Il motore è cresciuto, per questo hanno messo + olio. B - Greenspan nei mercati moderni (tesi pura di Chicago) non ha nessun vantaggio informativo rispetto ai suoi concorrenti, ossia al mercato monetario. In pratica non è il solo a decidere i tassi, la finanza è così globalizzata che il suo peso in % sul mercato della liquidità si è ridotto. E quindi anche la sua influenza, nel bene o nel male. 3 - La mancanza di alcuna connessione tra moneta e dollaro, ossia l'accusa è che la moneta (inflazionata) non ha + alcun poter di tesaurizzazione, di riserva di ricchezza, come invece l'aveva ai tempi dell'oro. L'accusa è che la Moneta con la maiuscola dai tempi dei faraoni, l'ORO non è possibile che non valga +, lo sganciamento con la moneta è stato volutamente studitato per stampare proprio + moneta, liberamente. Anche qui la tesi di Chicago è interessante: fino al 1900-1920 si pensava che tra gli atomi ci fosse un elemento chiamato etere, poi dimostratosi una bufala. Perchè nel 2003 un elemento chimico certo bello, ma non così' raro, dallo scarso valore strategico (si paragoni a petrolio e uranio), dovrebbe essere il metro x l'economia mondiale moderna? I Maya utilizzavano il cacao come moneta, altri le conchiglie. Perchè noi dovremmo continuare a usare l'oro? L'oro è sempre stato un metallo apprazzato anche da chi aveva cacao e conchiglie, ma non era lo standard monetario. La moneta serve x facilitare gli scambi e così migliorare il sistema, non x conservare valore. Dovremmo insistere ed essere + scemi dei Maya ristabilendo un legame fisso tra un metallo e un sistema globalizzatio di 6/7 miliardi di persone?

 

  By: Luigi Luccarini on Giovedì 20 Febbraio 2003 15:49

Ehi che mi sono perso... Ma come? L'uomo del mezzo punto in più a maggio 2000 che sembrava che l'inflazione dovesse diventare il moloch dei poveri bimbi (anche di quelli irakeni...) e che dopo si è tolto persino le mutande per inventarsi l'M3 che neppure nel Bengodi... L'uomo che non fa altro che dire "Ah... la produttività, non ci fosse quella" senza contare che con due milioni di lavoratori in meno è piuttosto facile pensare che a parità di fattori - diciamo che il GDP è in pareggio, va... - non potrebbe essere altrimenti e poi si cruccia "mancano gli investimenti", etticredo con la produttività al top e chi ha interesse ad investire? L'uomo che parla di esuberanza irrazionale dei mercati (tanto lui investiva in bonds nel frattempo) e di quella dei magazzini si è preoccupato punto per tutti gli anni del suo mandato? Un uomo buono per tutte le stagioni, un bel suonatore di Jazz... massì, improvvisiamo, per quel che costa il dollaro oggi... Facciamo un conto vero Zibordi: quanto vale quello S&P in rapporto all'indebitamento estero degli USA? E, mi scusi, se qualcuno osasse ad un certo punto dire: "ehm, Mr. Greenspan, mi restituisce un po' dei soldi che mi deve? Ma non in dollari, sa, ho ancora una calcolatrice che funziona..", cosa facciamo? Una risoluzione ONU e via con i bombardieri? Luke

 

  By: banshee on Giovedì 20 Febbraio 2003 15:12

Il banchiere centrale fa quello che gli chiedono altrimenti non gli rinnovano il mandato, i politici hanno sempre chiesto sia in america che in europa "più liquidità... tassi più bassi...". ________________________________________ In questo caso, qualcuno cortesemente mi spieghi a che ***** serva un banchiere centrale! Voglio dire, per me non serve a nulla, ma se non è indipendente dal potere politico, la sua inutilità è ancora più palese, fino ad essere imbarazzante. Una foglia di fico, insomma! E comunque, almeno in Europa, le cose non mi sembra che stiano così. A partire dall'eccesso opposto che abbiamo in Italia, con un Governatore inamovibile, un Papa monetario in sostanza. Ma in generale nel buon vecchio continente le Banche Centrali sono sempre state poco malleabili verso le richieste dell'idiota politico di turno. Basti pensare al mitico Tietmayer ed alle lacrime di sangue che ha fatto versare ai politici tedeschi, e non solo tedeschi. Anche in Italia si piangeva amaramente, quando si leggeva "la BUBA non taglia....."! Come piange e smania di rabbia il commercialista Fininvest perchè non riesce a mettere le mani sulle grasse riserve d'oro della Banca d'Italia.

 

  By: GZ on Giovedì 20 Febbraio 2003 15:02

... Se nel 1996, quando avvertiva dell'esuberanza irrazionale, avesse agito di conseguenza, e lo stesso negli anni successivi, se .... --------------------------------------- A Modena si dice: ".. se me nona avess al rodi 'a sarevv un carioulèin..." Al mondo la gente la giudichi rispetto non all'ideale delle favole, ma rispetto a: i) quello che hanno fatto gli altri in situazioni simili (vedi le altre banche centrali) ii) come stavano le cose prima, cioè devi guardare (nel caso specifico di cui si parla o chiunque altro) come era messa l'economia quando Greenspan è stato nominato, nel 1987 e come è oggi. Se lo fai vedi che alla FED sbagliato delle cose nel 1999-2000, ma ne ha fatto altre giuste, insomma niente di di cui eccitarsi tanto Modificato da - gz on 2/20/2003 14:4:14

 

  By: usemlab on Giovedì 20 Febbraio 2003 14:53

---POST UNA TANTUM--- Banshee, conosciamo tutti l'avversione quasi isterica dell'ometto col pigiama a stelle e strisce nell'ammettere gli errori compiuti dai suoi miti (miti oramai in decadenza e intrappolati in forti trend ribassisti come quello del grafico che ci mostra l'uomo che non si perde MAI in discussioni oziose... a proposito, pensa il massimo della BEFFA: il mercato bear che termina intorno a 250 di S&P, impossibile? non direi proprio!). In ogni caso riporto sotto il grafico del silicone economico. La meraviglia che emerge dal confronto di questo grafico con quello dell'S&P e' che mentre il chart dell'S&P e' in pauroso declino, il grafico della M3 e' in crescita esponenziale e non mostra segni di inversione. Chi riesce a capire capisca, chi non ci arriva si "facci" un corso di economia austriaca. Francesco

 

  By: banshee on Giovedì 20 Febbraio 2003 14:40

E' infantile pensare che se ci fosse stato qualcun altro o avesse alzato i tassi o non so che altro le cose sarebbero andate in modo molto diverso. ______________________________________ Beh, allora io sono molto infantile! Se nel 1996, quando avvertiva dell'esuberanza irrazionale, avesse agito di conseguenza, e lo stesso negli anni successivi, se avesse lasciato andare in malora quello che DOVEVA andare in malora, invece di aggiungere bolla a bolla, probabilmente oggi staremmo in una posizione migliore. Una recessione bella tosta, ma poi via, si riparte! Invece, dopo 3 anni ed indici dimezzati, ancora annaspiamo in un'economia che ha bisogno di dosi sempre più massicce di droga solo per tirare avanti. In attesa della dose tagliata male, o della consunzione naturale del tossicodipendente.

 

  By: banshee on Giovedì 20 Febbraio 2003 14:28

in termini assoluti la sua "gestione" è in attivo ________________________________ Anche Pamela Anderson ha delle gran belle tette........ peccato che contengano vagonate di silicone!

 

  By: GZ on Giovedì 20 Febbraio 2003 13:40

i politici nominano Greenspan e non viceversa ad es ora in giappone c'è una grossa discussione perchè il primo ministro sta cercando di spingere la banca centrale a espandere la liquidità e sta nominando dei nuovi membri della banca centrale ecc..

 

  By: rael on Giovedì 20 Febbraio 2003 13:28

Il banchiere centrale fa quello che gli chiedono altrimenti non gli rinnovano il mandato, i politici hanno sempre chiesto sia in america che in europa "più liquidità... tassi più bassi...". _____________________________________________ Come dire che anche in una materia delicata come quella monetaria, decidono i politici che notoriamente sono più preoccupati della stabilità del propria base elettorale che di quella monetaria. Consolante.

 

  By: GZ on Giovedì 20 Febbraio 2003 12:41

Come diceva quel tale su internet sono sempre le tesi più colorite e estreme che vanno per la maggiore, peccato che non siano vere. Come banchiere centrale Alan Greenspan ha fatto meglio dei suoi colleghi alla Bank of Japan o alla Banca Centrale Europea e in termini assoluti la sua "gestione" è in attivo E' infantile pensare che se ci fosse stato qualcun altro o avesse alzato i tassi o non so che altro le cose sarebbero andate in modo molto diverso. Il banchiere centrale fa quello che gli chiedono altrimenti non gli rinnovano il mandato, i politici hanno sempre chiesto sia in america che in europa "più liquidità... tassi più bassi...". Metà degli esperti critica la banca centrale europea perchè non taglia i tassi e non pompa più liquidità e l'altra metà critica Greenspan perchè ha tagliato troppo o imesso tropppa liquidità. Si vede che non hanno niente da fare

 

  By: DOTT JOSE on Giovedì 20 Febbraio 2003 11:24

vi ho gia deliziato con la mia dritta sul manchester juve..60 % di rendimento in poche ore!! sono allibito dall inefficenza dei quotisti.. altro che futures!! ora finisco la gazzetta dello sport poi mi leggo il tuo post.

 

  By: banshee on Mercoledì 19 Febbraio 2003 14:10

Leggiti pure questo, DOTTORE, e ti prego deliziaci ancora col tuo acume sopraffino. __________________________________________ La paura dell'oro (19/02/03) “L’avversione quasi isterica nei confronti del gold standard è un atteggiamento che unisce tutti gli uomini di governo”. Comincia così il saggio di Greenspan Gold and Economic Freedom la cui traduzione italiana è disponibile sul nostro sito già da qualche mese. Il saggio, ricordiamo, è del 1966. Molte cose sono cambiate da allora. Quando si considerano le relazioni tra l’oro, la moneta storica per eccellenza, e gli operatori economici, intesi nella loro accezione più ampia, sono due i cambiamenti di rilievo, avvenuti nelle economie occidentali, che meritano particolare attenzione. Il primo è un cambiamento che possiamo definire duplice. Da una parte ha visto affermarsi la piena autonomia, in materia di politica monetaria, delle banche centrali dal governo, mentre dall’altra ha visto sparire del tutto i vincoli posti alle stesse politiche monetarie dalle riserve metalliche. Il secondo cambiamento, che ha avuto una evoluzione molto rapida nel corso degli ultimi anni, riguarda invece la diffusione di massa delle attività mobiliari (azioni e obbligazioni) e la parallela partecipazione istituzionale a strumenti finanziari sempre più sofisticati. Questa evoluzione, peraltro molto complessa ed estremamente ramificata, costituisce l’attuale sovrastruttura economica che caratterizza, oltre le sue necessità, i moderni sistemi economici e che trova splendida definizione nella cosiddetta “finanza strutturata”, studiata meglio di chiunque altro da Doug Noland (www.prudentbear.com , Credit Bubble Bullettin) E’ facile, considerando questi due cambiamenti, estendere il numero di quei soggetti, limitati allora da Greenspan ai soli uomini di governo, che oggi nutrono un’avversione quasi isterica nei confronti del gold standard o, se vogliamo semplificare il concetto, nei confronti dell’oro stesso come puro valore monetario. Relegato a un ruolo di banale commodities e disprezzato come inutile reliquia barbarica, l’antico metallo di ogni re e imperatore, ha cominciato due anni fa a ribellarsi a ogni pressione di vendita in grado di calmierarne il prezzo. Mentre nel 1999 il mondo impazziva inseguendo titoli azionari rappresentativi di sogni, illusioni, speranze, follie e quant’altro, la moneta storica per eccellenza trovava un primo fondo naturale. Quello che è diventato “The Ultimate Bottom” di un lungo mercato bear cominciato nel lontano 1980 e durato quasi venti anni. Circa due anni dopo, dopo un rialzo troppo frettoloso seguito all’accordo di Washington delle Banche Centrali Europee, si riavvicinava abbattuto e bastonato ancora una volta, a quei minimi segnati due anni prima. La tenuta di quei livelli e la nuova inversione di trend segnavano la fine del mercato bear. Da allora e fino a due mesi fa il prezzo della reliquia barbarica è salito con moderazione, generalmente ignorato da ogni commento dei media ma sotto gli occhi degli osservatori più attenti, mosso dai primi consistenti flussi di denaro intelligente. A febbraio dell’anno scorso, quando facemmo notare la nascita del mercato bull sull’oro, le attenzioni rivolte al metallo giallo erano ancora minime. La maggior parte degli operatori, allora come oggi, era concentrata esclusivamente a chiamare, invocare, strillare, pubblicizzare l’inversione definitiva del trend ribassista che da inizio 2000 caratterizza i mercati azionari. Sforzi allora sicuramente vani e inutili come molto probabilmente lo sono ancora oggi. Da qualche mese, dopo un rally di oltre il 30% dai minimi, il mercato dell’oro è riuscito finalmente a richiamare le attenzioni di giornali e televisioni. Ma non nel senso che sarebbe logico e razionale. Al contrario, il rientro dell’oro sul palcoscenico finanziario si è ricoperto sin dall’inizio di commenti e connotazioni molto negative. La folla che preme per dichiarare già morto, finito, kaputt, il mercato bull cominciato appena due anni fa è enorme ed è cresciuta parallelamente alla salita del prezzo. Le tensioni sulla guerra dell’Iraq sono state avanzate come le uniche motivazioni sottostanti il rialzo in corso. Lo stesso Greenspan la settimana scorsa ha dichiarato nella sua testimonianza: “The 17 percent rise in oil prices since the first of the year and a 12 percent jump in gold prices are ``clearly war related and not fundamental… ”. E’ molto probabile che l'avanzata rapida e veloce del recente rialzo, peraltro già seguita da un abbondante storno su valori più bassi, abbia trovato la spinta di consistenti flussi speculativi, fomentati forse dalle stesse errate giustificazioni che si rifanno alla crisi irachena. Tuttavia il mercato bull dell’oro è nato, come abbiamo detto, nei primi mesi del 2001, quando ancora terrorismo e guerra erano solo fantasie di qualche scrittore o di qualche soggetto appassionato (e preveggente) di Conspiracy Theories. In questa prima fase il metallo è stato accumulato con un'ottica di lungo termine dagli operatori più intelligenti, consci che il valore del metallo, appena entrato nella seconda fase del proprio mercato bull, abbia ancora enormi spazi di apprezzamento (se non assoluto, perlomeno relativo alla maggior parte degli investimenti cartacei alternativi) La stupidità del genere umano è straordinaria e sicuramente degna di studi approfonditi, tema che peraltro trova diversi appassionati (vedi ad esempio le Teorie di Carlo Cipolla sulla stupidità umana). Seguendo forse la spinta di questo impulso, gli esperti si accalcano per dichiarare finito un mercato bull, con tutte le caratteristiche (fondamentali e tecniche) per essere un mercato bull pluriennale, mentre dall’altra parte disperdono incredibili energie e quantità di denaro ancora più vaste (per loro fortuna, molto spesso, non proprie) per cercare di cogliere il fondo di un mercato bear appena iniziato e con tutte le caratteristiche (fondamentali e tecniche) per essere un mercato bear pluriennale, ben più severo di qualunque altro mercato bear che l'ha preceduto nell'ultimo secolo. Ma non si tratta di una stupidità gratuita. Tutt’altro. Il motivo di questo atteggiamento quasi isterico risiede proprio nei cambiamenti citati in apertura. I nemici dell’oro non sono più solo gli uomini di governo. Il numero di soggetti che nutrono “un’avversione quasi isterica” nei confronti dell’oro è oggi molto più ampio e si estende, proprio in virtù di quei cambiamenti, quasi indistintamente a tutti coloro che fanno della gestione dei valori cartacei la loro fonte di (indebita) ricchezza più che di (onesto) reddito. Ciò non toglie, tuttavia, che questa stupidità combinata ad altri fattori possa avere effetti devastanti. Non a caso, per la prima volta nella storia, siamo di fronte a una combinazione unica di fattori che rischiano di sfociare nella peggiore tempesta finanziaria di ogni tempo. Una sorta di anni 30 e anni 70 riuniti in un unico scenario combinato. La pressione in continuo aumento sul fronte valutario, su quello dei mercati finanziari e sul fronte economico rischia di dare luogo a uno degli eventi finanziari più traumatici della storia economica. E’ chiaro come in uno scenario del genere, azioni, obbligazioni e mercato immobiliare (i cui recenti cicli virtuosi si fondano principalmente sul debito e quindi sull’effetto leva) siano destinati a trovare correzioni di prezzo molto significative. Ed è altrettanto chiaro come in tale contesto il migliore rifugio sarebbe offerto da ogni tipo di metallo prezioso, di cui l’oro è per diversi motivi il più importante ma non l’unico. La loro qualità primaria è rappresentata infatti dal non essere contropartita di alcun debito, di essere se stessi e niente altro, valore monetario assoluto senza confini di spazio e di tempo. Ecco i motivi che alimentano il numero elevatissimo di nemici dell’oro presenti oggi sulla scena finanziaria. L’oro come abbiamo ripetuto non produce interessi, non è un investimento in senso stretto, rappresenta solo la difesa ultima del capitale da ogni confisca del valore, che essa sia governativa (quella a cui si riferisce Greenspan), piuttosto che inflativa (quella esercitata delle banche centrali), piuttosto ancora che deflativa (quella derivata dal crollo di prezzo degli asset finanziari e immobiliari). Considerato all’interno di un sistema monetario metallico, l’oro pone dei vincoli molto rigidi sia alle politiche fiscali che a quelle monetarie. Considerato nello scenario di cui sopra si rivela il migliore mezzo di rifugio dalla tempesta. Un mezzo di rifugio tuttavia limitato, scarso, non stampabile, intorno al quale i margini di profittabilità trattenibili dalla finanza strutturata sono ridottissimi, “nulla cosa” rispetto agli ampi margini derivanti dalla gestione della carta finanziaria (stampabile e moltiplicabile a volontà). Si pensi ad esempio che il totale della capitalizzazione di tutte le aziende minerarie della terra equivale a molto meno della capitalizzazione della sola Microsoft. Si pensi anche che meno del 3% di tutti i risparmi dei giapponesi potrebbero comprare ai prezzi attuali tutte le riserve delle banche centrali attuali. In altre parole una torta troppo piccola per ricoprire di facili ricchezze, come avvenuto negli ultimi dieci anni, tutti gli operatori che controllano e fanno girare, a ritmi sempre più veloci, i meccanismi della finanza strutturata. Ecco quindi che l’oro fa paura. Non a molti soggetti. A troppi, davvero troppi. Fonte: Usemlab.com

 

  By: DOTT JOSE on Martedì 18 Febbraio 2003 19:56

non c'e riconoscenza nella borsa come nel calcio..leggete qua che scrive usemlab( e lo stesso che scriveva qua ?).."economica americana. Tra le opinioni espresse ci sentiamo di condividere ancora una volta la posizione di Bill Fleckenstein, meravigliosamente sintetizzata dalle seguenti parole: “His ineptness is overshadowed only by his lack of shame”: “la sua inettitudine è eclissata solo dalla sua mancanza di vergogna”. La situazione nella quale il banchiere centrale peggiore della storia (sempre definizione di Fleckenstein che condividiamo appieno) si è spinto, è rappresentabile da un vicolo cieco nel quale ogni possibilità di fare marcia indietro è oramai preclusa. Coerentemente a questa impasse, anzi che ammettere gli errori compiuti e accettarne le responsabilità, l’atteggiamento di Greenspan, peraltro sempre molto arrogante, persiste nella rappresentazione immaginaria di uno scenario economico..etc..et..c. ma come fino a 3 anni fa aveva il "tocco magico " e ora niente ? non era gressnspan che avvertive tutti dell irrazionalita dei mercati ? e la maniera in cui ha salvato i mercati nell 87 ? no io NON CI STO!.. w greenspan..