Dividendi in Italia

 

  By: GZ on Lunedì 14 Ottobre 2002 20:06

il motivo profondo può essere importante, ma al momento il fatto nudo e crudo è che un industriale che abbia qualche miliardo ad es riceve un 6 o 7% di dividendo (a meno di eventi imprevisti e che sono stati nascosti nelle comunicazioni societarie) da 30 o 40 titoli italiani. Se mette questi soldi in pronti contro termine o altra liquidità anche sofisticata riceve la metà. Non è mai successo da quando io sono al mondo. Tutto qui.

 

  By: rael on Lunedì 14 Ottobre 2002 19:47

Immagino che lei faccia confronti tra rendimento dei decennali e rendimento delle azioni, no? Dire che i dividendi non sono mai stati così competitivi rispetto al reddito fisso quando quest'ultimo rende poco come (mai?) poche volte ha reso rende l'analisi un po' approssimativa. Soprattutto perché se il decennale rende così poco un motivo ci sarà (e qui mi fermo visto che parlo di deflazione da mesi e mesi).

 

  By: GZ on Lunedì 14 Ottobre 2002 19:14

???

 

  By: rael on Lunedì 14 Ottobre 2002 18:57

...quella italiana paga ora dividendi che non sono mai stati così competitivi rispetto al reddito fisso !!!! -------------------------------------------------------- Zibordi, mi ricorda l'ultima volta che un decennale ha reso il 3.9% in Italia? Thanks

Dividendi in Italia - gz  

  By: GZ on Lunedì 14 Ottobre 2002 18:35

Copio e incollo in attesa di tornarci sopra: ci sono ben tre articoli sul corriere economia del lunedì, la pubblicazione di borsa secondo me migliore in italia, sui titoli risparmio e sono incuriosito da IPI che in effetti andando a vedere velocemente il bilancio sembra valere in borsa meno della sua cassa. Ed è un immobiliare non un tecnologico fresco di IPO che se la sta mangiando ogni giorno... Per il resto il fatto che si raccomandino tanti titoli risparmio probabilmente non indica che è il loro momento, ma da un idea della distorsione del mercato. In italia I DIVIDENDI DA 15 O FORSE 30 ANNI NON SONO MAI STATI COSI' ALTI, SOPRATTUTTO SE PARAGONATI AL RENDIMENTO OBBLIGAZIONARIO Ma la cosa curiosa è che la borsa italiana è giù del -55% dai massimi perchè tutti seguono (amplificandola) la caduta della borsa americana. Ed è caduta perchè sopravvalutata. E uno dei motivi principali per dire che la borsa americana deve scendere ancora o comunque è giusto che sia scesa è che il dividendo medio è molto basso rispetto agli ultimi 30 anni (cosa vera in Usa). Quindi tu hai la borsa depressa in italia molto di più di quella americana (12 punti percentuali in più dai massimi) perchè quella americana è sopravvalutata (misurata sui dividendi). Ma quella italiana paga ora dividendi che non sono mai stati così competitivi rispetto al reddito fisso !!!! -------------- dal corriere economia di oggi ------- ....gravi distorsioni e casi clamorosi di sottovalutazione. Montefibre, che nel quinquennio 1997-2001 ha distribuito dividendi per il 71% del valore del titolo secondo il gestore è uno di questi. L’azienda ha fatto forti investimenti e recentemente ha scorporato la divisione polimerizzazione che rappresenta circa il 10% del fatturato. «E’ possibile che questa operazione preluda ad una vendita della nuova società. Se così fosse l’operazione avverrebbe a prezzi grosso modo equivalenti alla capitalizzazione attuale dell’intero gruppo. A questi prezzi il titolo ordinario rende il 6% e le risparmio il 9%» conclude Pacchiani. Tra i casi più evidenti di distorsione il gestore cita anche Ipi, azienda di servizi immobiliari che oltre a buone prospettive di crescita futura dispone di una liquidità pari a 3,75 euro per azione. Ma ne quota soltanto 3,40, meno della cassa che contiene. D ividendi ricchi e stabili. E’ l’accoppiata che tutti sperano di centrare quando investono in Borsa. Le tabelle pubblicate qui sopra ed elaborate da Caboto IntesaBci raccolgono le prime dieci società del Mibtel ordinate sulla base del monte dividendi distribuito tra il 1997 e il 2001 per le categorie delle blue chip, delle small cap e delle azioni di risparmio. Come si vede le performance dei titoli nei cinque anni sono state molto variabili e non sempre a un alto livello del dividendo corrisponde una crescita delle quotazioni. In prima fila per le performance reddituali figurano le azioni di risparmio. Luigi Crosti , amministratore delegato di Etra sim segnala Merloni rnc , un rendimento del 5,7% contro il 2% delle ordinarie. E Marco Pisanti , responsabile della ricerca azionaria di Caboto IntesaBci , se da un lato esprime qualche dubbio sulla continuità dei dividendi di Pirelli rnc , segnala Unipol Privilegio , uno yield dell’8% e una quotazione del 60% inferiore al titolo ordinario come una delle migliori occasioni tra i titoli di risparmio Per le blue chip, a parte le buone prospettive del comparto telecomunicazioni a cominciare da Tim e Telecom Italia occorre selezionare attentamente. «Mondadori , quest’anno ha distribuito un maxi dividendo pari al 10% del valore del titolo ma difficilmente potrà offrire in futuro una remunerazione così elevata agli azionisti», afferma Paolo Banfi , direttore investimenti di Euroconsult sgr . Più stabile, in prospettiva, il flusso dei dividendi pagati dalle banche popolari. «La Popolare di Milano ha una buona redditività ma la considero una seconda scelta rispetto a un gruppo che ha maggiori potenzialità di crescita come la Popolare di Verona e Novara », osserva il gestore. Qualche cautela anche verso Milano Assicurazioni , che in cinque anni ha distribuito un monte dividendi pari al 17% ma che «potrebbe risentire delle difficoltà del settore assicurativo e della svalutazione della partecipata Swiss Life», secondo Marco Pisanti . Nel vasto universo delle società a piccola e a media capitalizzazione molti consensi raccolgono Interpump e Autostrade To-Mi. «Ma a questo titolo preferisco il gruppo autostradale Sias che nel 2002 ha pagato un dividendo del 5%», afferma Alessandro Pacchiani , responsabile azionario Italia di Banca Ifigest . Prudente invece il giudizio del gestore su Sog efi, un monte dividendi del 23,5% in cinque anni. «E’ una società in utile e ben gestita, ha fatto recentemente acquisizioni importanti, ma opera nel difficile settore della componentistica auto». Linificio , con un monte dividendi del 22% rappresenta invece il tipico titolo «sottile», quotato a Piazza Affari. Una capitalizzazione di appena 17 milioni di euro, scarso flottante e il rischio di un delisting. Valutazioni favorevoli per il Banco di Chiavari e per la Popolare di Bergamo , esprime invece Luigi Crosti di Etra Sim . «La prima è una banca locale redditizia che nel futuro potrebbe essere assorbita dalla controllante IntesaBci. Se questa ipotesi si realizzasse gli azionisti minori potrebbero trarne vantaggio. La seconda è invece un campione di lungo corso nella distribuzione di dividendi e l’unica minaccia nel breve termine è rappresentata da una eventuale fusione con la meno redditizia Popolare commercio e industria », osserva Crosti. Edited by - gz on 10/14/2002 16:43:12