MERCATI EMERGENTI

 

  By: pana on Venerdì 07 Giugno 2013 10:40

brasile russia india cina, saranno circa 3 miliardi di persone, 10 americhe che in futuro diventeranno il mercato principale... solo questione di tempo il mondo e' fatto a scale, chi le scende e chi le sale

 

  By: Vaicru on Venerdì 07 Giugno 2013 09:16

La crisi si abbatte anche su di loro. D'altronde se i paesi avanzati non consumano loro entrano in crisi visto che la loro domanda interna è generalmente debole. Vedremo ...

 

  By: Moderatore on Venerdì 07 Giugno 2013 03:08

Due delle cinque banche europee più grandi, HSBC e Societe Generale, hanno indicato di liquidare tutte le posizioni in bonds di paesi emergenti ----------- ... HSBC is liquidating much of its EM debt and retreating into US Treasuries, “the least bad apple in the barrel”, fearing that the global credit cycle has rolled over. “We are out of virtually all our EM bonds. It is the end of the bull market," said Benoit Anne from Societe Generale

 

  By: GZ on Sabato 31 Dicembre 2011 14:30

la carne di ^pollo in USA costa oggi 88 centesimi di dollaro a pound#http://www.marketwatch.com/story/us-chicken-producers-on-the-mend^ 1 pound = 0.45 Kg quindi il pollo costa 1.86$ al chilo, cioè 1.4 euro al chilo l'acqua minerale Evian costa 1.9$ per 1.5 litri, praticamente come il pollo

 

  By: lutrom on Sabato 31 Dicembre 2011 10:01

Ma se un uovo costa mezzo euro come fanno a vendere il pollo gia' arrostito a 3/4 euro??? Prima devi far nascere il pulcino, poi deve crescere, gli devi dar da mangiare, poi lo devi spennare, cuocerlo a metterlo in vetrina. E come fa a costare cosi' poco??? AH, saperlo! ------------------------------------- Beh, diciamo che un singolo uovo costa 50 centesimi circa se è di discreta qualità: infatti le uova costano al kilo da circa 3 euro fino a circa 7 euro (ora non ricordo con precisione, però): dipende da come sono state allevate le galline e da cosa hanno mangiato e/o se provengono da allevamenti biologici. Idem per il prezzo del pollo: io i polli e la carne nei supermercati non la prendo mai, è carne orrenda, sembra carne di animali "diversi", "strani". La carne -ma anche le verdure- le prendo o in un'azienda che produce prodotti biologici oppure in un'azienda non biologica ma che produce carni di qualità (Chianina) oppure in un paio di macellerie che vendono carne un po' più decente di quella del supermercato (il sapore è diverso, si sente) oppure prendo qualcosa da parenti di mia suocera che producono in proprio per consuno familiare (prima mia suocera faceva lo stesso, produceva cose ottime, i pomodori che faceva lei, non so perché, erano più buoni di quelli di qualsiasi azienda biologica, ma ora mia suocera sta poco bene e quindi non fa più nulla). Però la carne, SOPRATTUTTO nell'azienda biiologica, ha tutto un altro sapore: ormai a casa mia siamo talmente "viziati" da prodotti biologici o comunque di qualità che ormai non possiamo andare nella maggior parte dei ristoranti e dobbiamo evitare quasi sempre i supermercati, per acquistare le cose da mangiare dobbiamo ordinare e fare kilometri e kilometri, mentre vedo amiche ed amici che vanno tranquillamente nei supermercati e con pochissimo tempo e poca spesa acquistano carne e verdura (eh, ma che differenza...). Certo, naturalmente io spendo spesso di più rispetto a chi va al supermercato, anche se, per risparmiare, non sempre prendo le cose ottime dell'azienda biologica che è la migliore, ma comunque spendo spesso di più rispetto al supermercato. Non sempre: ad esempio dai parenti prendo cose buone spendendo meno rispetto al supermercato, però i parenti non sempre hanno molte cose; poi se vai direttamente da buoni produttori logicamente il prezzo è minore, anche se magari non è biologico. Ad esempio l'olio biologico lo prendo da una azienda che sta ad una trentina di kilometri da casa mia; è un'azienda che mi vende un ottimo olio a extravergine di oliva biologico a 7 euro al litro -è un olio che è stato premiato in molte "competizioni" nazionali ed internazionali e che è considerato uno dei migliori oli italiani-: l'azienda può fare questo prezzo perché io vado direttamente da loro ed acquisto confezioni di almeno 5 litri di olio; naturalmente se poi vai nel negozietto della grande città distante dall'azienda centinaia di kilometri, una bottiglia da un litro dello stesso olio magari lo paghi, non so, 14 euro... Il problema è spesso, oltre al costo, il tempo che manca per correre dietro ai prodotti buoni, tempo che non sempre c'è. Sinceramente a me piacerebbe allevare ad esempio polli e galline, ma mi manca il tempo e poi abito in zona centrale, è scomodo anche se ho spazio, poi ci sarebbero le lamentele dei vicini, ecc. ecc.; però un mio parente che alleva polli -diciamo che sono di una famiglia quasi contandina, e comunque di origini pienamente contadine...- dice che oltre a mangiare cose buone risparmia anche, logicamente.

 

  By: Paolo_B on Sabato 31 Dicembre 2011 01:38

Qui anti hai tutto sui costi dei fattori di produzione di uova e pollame: http://www.crpa.it/media/documents/crpa_www/Pubblicazi/Opuscoli-C/Archivio_2011/CRPA_1_2011.pdf

 

  By: None on Sabato 31 Dicembre 2011 01:37

Qui Anti ti togli tutte le curiosità sul costo delle uova e degli altri fattori di produzione fissi e variabili: http://www.crpa.it/media/documents/crpa_www/Pubblicazi/Opuscoli-C/Archivio_2011/CRPA_1_2011.pdf In teoria sarebbe un lavoro facile ma mi farei paturnie riflettendo su tutta questa vita ammassata nei capannoni e uccisa. Suppongo poi dovrei ucciderla io stesso. Il pollo lo mangio ugualmente e volentieri ma preso pronto dal macellaio sembra che lo facciano già così. Da bimbo avevamo due galline e mi ero affezionato. Figurarsi come uno si potrebbe affezionare poi a un maialino. Ho sentito dire che i maiali sono più intelligenti dei cani.

 

  By: antitrader on Sabato 31 Dicembre 2011 00:18

Ma se un uovo costa mezzo euro come fanno a vendere il pollo gia' arrostito a 3/4 euro??? Prima devi far nascere il pulcino, poi deve crescere, gli devi dar da mangiare, poi lo devi spennare, cuocerlo a metterlo in vetrina. E come fa a costare cosi' poco??? AH, saperlo!

 

  By: Bobugo on Sabato 31 Dicembre 2011 00:09

Questa storia dei polli di Zibordi mi dà il destro per segnalare e veicolare (senza richiedere abbonamenti) un investimento a ciò correlato, e che si potrebbe dimostrare vincente per l'entrante 2012: il wheat, che, tra l'altro, ha cominciato a muoversi in questa ultima settimana recuperando quota 650. Tenere in evidenza.

 

  By: alberta on Venerdì 30 Dicembre 2011 19:25

Auguroni a tutti e......

L'investimento più eccitante del 2012 - GZ  

  By: GZ on Venerdì 30 Dicembre 2011 18:50

Prima che termini il 2011 occorre introdurre qui l'investimento forse più eccitante per il prossimo anno : il Pollo in Asia. Va premesso che è già stato l'investimento più eccitante del 2010 e 2011, se guardi il grafico sotto come un esempio del tipo di titolo di cui si parla da 400 è salito a 5.000 e rotti e ora è sui 4.000 quando l'oro da 700 è salito a 1.800 e ora è sui 1.600. Il boom non è finito perchè, in estrema sintesi, ^in India, Pakistan o Indonesia mangiano da 2 a 5 kg a testa e possono salire verso i 30-40 kg dei paesi del medio oriente più benestanti#http://www.themeatsite.com/articles/974/global-poultry-trends-rising-human-population-and-per-capita-consumption-in-asia-boost-total-chicken-demand^, visto che i musulmani non mangiano maiale, il vitello costa sempre il triplo e il tenore di vita sale Alcuni dati: 1) il consumo di carne di pollo nei maggiori paesi del sud-est asiatico va da 1 a 5 kg pro capite (india, pakistan, indonesia...) e anche negli altri si arriva al massimo a 12 kg, mentre nei paesi arabi più ricchi e in Israele si va dai 40 ai 70 kg procapite 2) dato che il pollo è molto meno costoso del vitello, appena la popolazione abbia un minimo di denaro oltre la sussistenza, nei paesi musulmani dove il maiale è verboten il suo consumo è quello che esplode per primo. Pecora, vitello e pesce possono anche essere preferiti dalle culture locali in alcuni casi e in parte, (vedi nei paesi arabi agnello e pecora e in indonesia, malesia e filippine il pesce), ma il pollo costa sempre, salvo che in alcune zone di pesca, almeno un terzo di meno di qualunque altro alimento proteico 3) la produzione di pollame è quella che si può ^industrializzare in stile americano#^ più facilmente di tutte rispetto a vitello, maiale, pesce e il resto e una volta introdotte le orribili fabbriche di polli industriali, (coi capannoni dove i polli sono pressati gli uni sugli altri senza quasi muoversi e gli si taglia il becco perchè non si massacrino a vicenda visto che impazziscono) la produzione di pollame decuplica rispetto all'allevamento tradizionale e i costi si riducono a 1/5 del pollo allevato tradizionalmente. ^Negli Stati Uniti dal 1900 la produzione è aumentata di più di 100 VOLTE, lo stock di pollame in America è di 2 miliardi di polli#http://www.epa.gov/agriculture/ag101/poultrybackground.html^. Nel 1900 il pollo era un piatto solo per la domenica e non per tutti, oggi costa meno della Pepsi ed è ovunque. Una volta che la produzione industriale di pollame prenda piede, diventa l'alimento proteico animale a buon mercato per eccellenza 4) Allo stesso tempo però, quando i produttori di pollame in stile industriale cominciano a raggiungere delle masse critiche di produzione di scala, dell'ordine dei 300 milioni di polli all'anno, arrivano a dominare il mercato completamente, sul modello di quello che è successo in America con le varie Conagra, ^Tyson Food#http://www.tyson.com/^, IBP, Pilgrim.... Nella produzione di carne industriale a ciclo integrato i primi due o tre produttori che si impongono arrivano a controllare tutto, la produzione di mangimi, i produttori locali a contratto, i i trasporti, logistica e macellazione e eliminano velocemente coi loro costi bassissimi la concorrenza. Hai un processo per cui si creano dei semi-monopoli per cui riescono a mantenere i profitti e margini grazie alla dimensione di scala e al dominio di tutta la filiera. Inoltre il pollame a differenza della carne di vitello non ha, per ragioni ovvie, un grosso mercato di export-import, prevalgono quasi sempre le produzioni in loco per cui non devi temere molto la concorrenza esterna. Senza contare che in Asia non hanno problemi a mettere tariffe MORALE: INVESTIRE NEI MAGGIORI PRODUTTORI DI POLLAME NEL SUD-EST ASIATICO (qui un esempio di un titolo azionario di un mega produttore di pollame asiatico salito da 200 circa nel 2007 (prima della crisi!) a 5.600 nel 2010. Dal 2007 è salito di 25 volte, 1000 dollari diventavano 25mila dollari. Ora ha corretto sui 3.800 per cui dal 2007 anche con questa correzione è sempre 15-20 volte sopra i prezzi di borsa del 2007 (non rivelo il nome e simbolo perchè è ^un idea super-segreta che ovviamente si vende a caro prezzo#http://www.cobraf.com/abbonati/trading.php?type=ce&id=37840#37840^... Prego notare che nel parlare di questo investimento, a differenza di altri, ci si basa anche su un solido background tecnico, perchè qui alleviamo circa quindici polli, per averne le uova. Non si esagera nel dire che le idee di investimento sul pollame in Asia che stanno venendo fuori sono da sole una ragione sufficiente per abbonarsi)

 

  By: Trucco on Lunedì 05 Dicembre 2011 12:00

intervento inserito 2 volte rimosso. approfitto per aggiungere che poi sicuramente ha ragione GZ e torto io, quindi non desistete dal comprare sti BTP-warrant argentini per via del mio scetticismo se gli argomenti vi avevano convinto. a proposito, qualcuno nel frattempo ha trovato un bond in tugrik o ancora niente? almeno su IB si può comprare il tugrik come valuta che voi sappiate? quasi quasi rispolvero la mia card IB e provo a entrare nel sistema se mi ricordo come fare (ma non credo)

ma va la l'Argentina... - Trucco  

  By: Trucco on Lunedì 05 Dicembre 2011 11:59

GZ: "Ovviamente non mancano gli scettici quando sentono parlare di Argentina, di un paese che svaluta, ha dato un default, stampa moneta per pagare debiti e spende. Ma i numeri sono che l'Argentina ha debito pubblico/PIL del 32%, meno di qualunque altro paese occidentale eccetto la Norvegia e pari all'Australia" - - - io mi associo agli scettici al 100% L'Argentina, e forse pure il Perù, sembra si siano associati alla moda del "nord"-America-Latina, il socialismo di Venezuela ed Ecuador che mette in fuga le società minerarie che dovrebbero investire in esplorazione, dato che non vale la pena rischiare, perché ormai qui tira una brutta aria: ^hanno appena promulgato un decreto facendo piazza pulita di una precedente legge del 2004#http://en.mercopress.com/2011/10/27/argentine-insurance-companies-ordered-to-repatriate-foreign-investments^ che autorizzava a detenere i ricavi oltre-frontiera, per cui d'ora in poi eventuali ricavi da produzione e vendita di minerali e/o combustibili e/o commodity agricole, debbono essere rimpatriati e convertiti in pesos sul locale mercato dei cambi. Non ho approfondito, perché a parte SSRI non ho esposizione significativa sull'Argentina ad oggi, ma sembra che il mercato abbia colpito parecchio i titoli minerari/petroliferi che operano in Argentina temendo che il passaggio successivo sia la fissazione di un cambio ufficiale fittizio di cambio pesos-dollaro, come avviene in Venezuela, dove il cambio ufficiale sopravvaluta il bolivar locale del doppio (^e ad esempio il produttore di oro Rusoro che deve vendere l'oro alla banca centrale venezuelana pagato in bolivar ha questo grafico#http://tmx.quotemedia.com/charting.php?qm_page=51173&qm_symbol=RML^!). Queste manovre nell'immediato creano maggiori entrate e "dollari facili", ma nel medio-lungo termine fanno scappare gli imprenditori e gli investitori stranieri, il che difficilmente è un bene. E certo che hanno un debito del 32%, hanno fatto default della Madonna poco tempo fa e dopo un evento simile (ed il fatto che hanno offerto di ripagare META' di quanto avrebbero ragionevolmente potuto offrire indetro, cioè un 60% secondo me) chi minkia li rifinanzia a questi, tranne Zibo che si lascia stuzzicare dalla promessa di extra-rendimenti molto sospetti o i fondi pensione PRIVATI degli argentini che sono stati OBBLIGATI a investire in buoni argentini??? qui c'è gente del posto che cerca in ogni modo di far uscire dollari dal paese (73 miliardi stimati negli ultimi 4 anni) o imboscarli nelle cassette di sicurezza come fossero monete d'oro, e noi dovremmo offrir loro i NOSTRI dollari in prestito, dopo il modo in cui hanno dimostrato di trattare i creditori italiani l'altro ieri? GZ ma sei fuori di melone? E dillo prima che a Rimini ti portavi dietro il fumo di quello buono, che venivo anche io no? la Kirkner sta probabilmente facendo una politica nazionalista-socialista che giustamente può piacere al nostro ottimo ospite, che forse potrebbe anche giovare al popolo argentino (anche se ho i miei dubbi, queste cose forse possono funzionare, ma possono anche degenerare in uno scenario boliviano/venezuelano/ecuadoregno) come potrebbe giovare una politica zibordiana fatta in Italia che sostituisse l'emissione di debito con lo "stampaggio" controllato (?) di lire (lo confesso, è un argomento troppo complesso per me per comprendere se abbia ragione l'eretico GZ o l'estabilishment plutocratico), come probabilmente già ha giovato loro fare default al 70% e rifiutare l'aiuto del FMI, ma che questo possa giovare anche ai detentori stranieri di debito argentino, suggerirei di domandarlo agli italiani incappati nei tango-bond. Se questi pagano il 30% di profitto a spese dei creditori bruciati cui hanno rimborsato il 30%, MA DEL CAPITALE PERò, allora oltre al danno si aggiunge la beffa (e no, per chi se lo chiedesse, non ho investito in tango bond, sono solo un pò indignato come italiano, sapendo che i nostri connazionali è risaputo fossero i principali detentori del debito argentino dopo gli indigeni.

 

  By: alberta on Lunedì 05 Dicembre 2011 02:45

Al momento ci sono dubbi che l'Argentina pagherà il prossimo warrant ("Argentina May Not Make 2013 GDP Warrant Payment, BofA Says) per cui le quotazioni stanno cedendo. Il momento esatto in cui provare a comprarli NON è questa settimana a mio avviso. Gli investitori esteri li stanno vendendo da un paio di mesi. Ma se li prendi ad un prezzo più basso e, come è inevitabile, la FED e la BCE stamperanno moneta entro un mese o due, allora può funzionare bene di nuovo _________________________________- Scusi Zibordi, ma applicando il modello qui da Lei proposto, e che condivido integralmente http://www.cobraf.com/blog/default.php?idr=324812#324812 Sarebbe il momento di uscire e stare fuori lontani mille miglia, da un paese del genere. La rivalutazione di TUTTO è stata esponenziale, si sta esaurendo l' effetto del default e della svalutazione competitiva, durati quasi un decennio, quindi si rischia seriamente di entrare in un top di periodo, mentre ci sono decine di settori, Paesi e mercati oggi massacrati ed ai minimi storici. Seguendo questo suggerimento, si rischia di fare la figura del risprmiatore P.irla che entra su un Fondo ben gestito quando vede alcuni anni di risultati fenomenali (Argentina 2002/2011), pronto a prendersi tre/quattro anni pessimi ed uscire sfiduciato.... proprio quando si dovrebbe rientrare (visto che è chiaro che i BRIC rappresentano complessivamente i mercati che cresceranno di più nei prossimi decenni) Direi che si tratta di un ottimo suggerimento, ma con un pessimo tempismo. Poi mi sbaglierò.... ma visto che lei ci ha preso benissimo nel 2011, e lo ha scritto qui, spesso è stato il timing a non essere il massimo...... Con invariata stima....

 

  By: gianlini on Domenica 04 Dicembre 2011 20:16

non mi sono alterato ma sei tu che davanti ad un grafico impressionante (una crescita del 400 % dell'italia rispetto alla'rgentina) sei riuscito ad andare a guardare l'ultimo pezzettino (forse gli ultimi 3 anni....) la CEE come CECA non è stata fondata nel 1956? ricordo male? cmq se hai altre idee di come popoli simili siano potuti evolvere in modo così differente, ben vengano! è una paura intima e continua quello che ho di finire come l'argentina, per cui sapere del perchè abbiamo per fortuna avuto una storia tanto diversa mi interessa molto lo dico sinceramente (e non volevo certo offenderti! era come quando si sveglia in modo un po' brusco una persona appisolata!)