dollaro e inflazione spiegati

 

  By: pana on Lunedì 30 Dicembre 2013 08:43

e anche in Italia la definitiva affermazione del BITCOIN prosegue, 23 gennaio a MIlano MASTER CLASS BITCOIN https://www.eventbrite.it/e/registrazione-masterclass-bitcoin-9440152751

 

  By: pana on Sabato 28 Dicembre 2013 09:27

L India ha vietato le transazioni in BITCOIN dopo soli 2 giorni dal debutto della borsa bitcoin indiana UNOCOIN, https://www.unocoin.com/ credo il tutto sia legato al contrabbando di oro dal Pakistan come ben sappiamo ora con COINABUL si puo convertire oro in bitcoin e viceversa ( alcuni economisti prevedeono una convergenza oro bitcoin 1:1) cmq ha retto bene la botta a siamo gia sui 750 !

 

  By: pana on Venerdì 27 Dicembre 2013 09:09

Ma basta con questo BITCOIN ! alzo bandiera bianca ! troppo veloce troppo dinamico da seguire, mi fa venire il mal di testa ogni giorno punta una bandierina da qualche parte Mobile Nations, a leading provider of ‘all things mobile’, started accepting bitcoin payments in early December. So far, the currency has proved to be a success for the retailer. Mobile Nations operates store fronts such as ShopAndroid, ShopCrackberry, Windows Phone Central and, of course, the iMore Store. All four stores have been accepting bitcoin since 3rd December. PS visto Overstock come vola ? +4 %!!!! e' dovuto al fatto che accetteranno BITCOIN ddal 2014 !!!

 

  By: pana on Martedì 24 Dicembre 2013 20:04

e anche in Australia il BITCOIN comincia a fare breccia " troppo inarrestabile" troppo veloce e dinamico per stargli dietro!!! la National Australian Bank ha pubblicato un report che sta scuotendo la piazza finanziaria locale "Il BITCOIN rimpiazzera' il dollaro australiano " qua si fa la storia e si cambia il mondo BE BITCOIN !! http://www.scribd.com/doc/192730349/National-Australia-Bank-Bitcoin-to-replace-AUD

 

  By: pana on Giovedì 19 Dicembre 2013 08:35

Storico accordo tra Singapore ed Hong Kong pr aprire un mercato futures sullo YUAN che in soli 2 anni e' passato dal 2 al 10% e rubera la scena al dollaro , la cui egemonia oramai e' agli sgoccioli.. mentre da noi urlano "usciamo dall'euro" ci sono 3 miliardi di persone che urlano "usciamo dal dollaro" e chiaramente poi partitanno corporate bond, materie prime, etc..tutto quello che ora e' in dollari sara quotato in YUAN ! http://www.zerohedge.com/news/2013-12-14/yet-another-massive-nail-dollars-coffin QUESTO SI CHE E' VERO CAMBIAMENTO ! the dollar’s market share in international trade decreases, it will mean the end of US financial privilege. No longer will the US be able to print money without repercussions. ( no print no party ? ahi ahi ahi) And as so many other nations have learned the hard way, when you print money with wanton abandon and indebt your nation to the hilt, there are severe consequences to pa

 

  By: pana on Venerdì 13 Dicembre 2013 07:42

nasce un altra moneta comune, ma allora ci sono anche vantaggi penso.. Gli economisti dicono che con una unione monetaria dei paesi del Golfo potranno combattere meglio i rischi di inflazione e le crisi economiche. http://www.forexminute.com/bitcoin/switzerland-mulling-a-plan-to-recognize-bitcoin-as-a-legitimate-foreign-currency-21020 (o forse sono stati convinti dai miei posto PRO EURO ) Arabia Saudita, Qatar, Kuwait e Baharain certo l uomo della strada non le capisce queste cose e si chiede Ma perche il loro petrolio lo venodno in dollari e non in euro? perche cedono la loro sovranita facendosi pagare in una valuta non loro ? dopo tutto il 70 % del petrolio lo esportano in Europa mica in america...che ci azzecca il dollaro con l europa e i paesi arabi ? http://gulfnews.com/business/economy/four-gcc-countries-to-announce-common-currency-by-end-december-1.1262037 everal economists in the Gulf have been calling for dropping the GCC countries’ long-entrenched peg to the dollar and consider moving to a more flexible exchange rate that will help them better face highly possible inflation risks and economic crises

 

  By: pana on Martedì 10 Dicembre 2013 09:26

Eccoli serviti i criticoni di OBAMA, (dicevano che era un servo delle banche di wall street) Molti piu controlli e regolamentazione ! GRANDE OBAMA ! che abissale e galattica differenza rispetto all oligarca guerrafondaio bush che tagliava le tasse al 1% stra.ricco per togliere soldi al 99% povero http://www.corriere.it/notizie-ultima-ora/Economia/Banche-Usa-arrivo-norme-piu-stringenti-nuova-versione-Volcker-Rule/04-12-2013/1-A_009433166.shtml A, WASHINGTON – La Volcker Rule verso il via libera definitivo. La controversa norma inclusa nella riforma di Wall Street sarà esaminata e votata martedidalle autorit� americane: si tratterà di una versione rivista e inasprita rispetto alla proposta iniziale, con l’obiettivo di mettere al bando il proprietray trading, di imporre regole più stringenti su quello che le banche possono fare con le loro risorse e quello di una maggiore supervisione di Wall Street.

 

  By: pana on Mercoledì 27 Novembre 2013 07:42

Questo Papa e' mandato dalla Provvidenza per risvegliare le anime intorpidite dal materialismo Grande Bergoglio !

L'ultimo socialista, il Papa - Moderatore  

  By: Moderatore on Mercoledì 27 Novembre 2013 01:06

L'ultimo socialista, il Papa ---- ^ESORTAZIONE APOSTOLICA EVANGELII GAUDIUM DEL SANTO PADRE FRANCESCO#http://www.vatican.va/holy_father/francesco/apost_exhortations/documents/papa-francesco_esortazione-ap_20131124_evangelii-gaudium_it.html#No_alla_nuova_idolatria_del_denaro^ AI VESCOVI AI PRESBITERI E AI DIACONI ALLE PERSONE CONSACRATE E AI FEDELI LAICI SULL' ANNUNCIO DEL VANGELO NEL MONDO ATTUALE I. Alcune sfide del mondo attuale 52. L’umanità vive in questo momento una svolta storica che possiamo vedere nei progressi che si producono in diversi campi. Si devono lodare i successi che contribuiscono al benessere delle persone, per esempio nell’ambito della salute, dell’educazione e della comunicazione. Non possiamo tuttavia dimenticare che la maggior parte degli uomini e delle donne del nostro tempo vivono una quotidiana precarietà, con conseguenze funeste. Aumentano alcune patologie. Il timore e la disperazione si impadroniscono del cuore di numerose persone, persino nei cosiddetti paesi ricchi. La gioia di vivere frequentemente si spegne, crescono la mancanza di rispetto e la violenza, l’inequità diventa sempre più evidente. Bisogna lottare per vivere e, spesso, per vivere con poca dignità. Questo cambiamento epocale è stato causato dai balzi enormi che, per qualità, quantità, velocità e accumulazione, si verificano nel progresso scientifico, nelle innovazioni tecnologiche e nelle loro rapide applicazioni in diversi ambiti della natura e della vita. Siamo nell’era della conoscenza e dell’informazione, fonte di nuove forme di un potere molto spesso anonimo No alla nuova idolatria del denaro 55. Una delle cause di questa situazione si trova nella relazione che abbiamo stabilito con il denaro, poiché accettiamo pacificamente il suo predomino su di noi e sulle nostre società. La crisi finanziaria che attraversiamo ci fa dimenticare che alla sua origine vi è una profonda crisi antropologica: la negazione del primato dell’essere umano! Abbiamo creato nuovi idoli. L’adorazione dell’antico vitello d’oro (cfr Es 32,1-35) ha trovato una nuova e spietata versione nel feticismo del denaro e nella dittatura di una economia senza volto e senza uno scopo veramente umano. La crisi mondiale che investe la finanza e l’economia manifesta i propri squilibri e, soprattutto, la grave mancanza di un orientamento antropologico che riduce l’essere umano ad uno solo dei suoi bisogni: il consumo. 56. Mentre i guadagni di pochi crescono esponenzialmente, quelli della maggioranza si collocano sempre più distanti dal benessere di questa minoranza felice. Tale squilibrio procede da ideologie che difendono l’autonomia assoluta dei mercati e la speculazione finanziaria. Perciò negano il diritto di controllo degli Stati, incaricati di vigilare per la tutela del bene comune. Si instaura una nuova tirannia invisibile, a volte virtuale, che impone, in modo unilaterale e implacabile, le sue leggi e le sue regole. Inoltre, il debito e i suoi interessi allontanano i Paesi dalle possibilità praticabili della loro economia e i cittadini dal loro reale potere d’acquisto. A tutto ciò si aggiunge una corruzione ramificata e un’evasione fiscale egoista, che hanno assunto dimensioni mondiali. La brama del potere e dell’avere non conosce limiti. In questo sistema, che tende a fagocitare tutto al fine di accrescere i benefici, qualunque cosa che sia fragile, come l’ambiente, rimane indifesa rispetto agli interessi del mercato divinizzato, trasformati in regola assoluta. No a un denaro che governa invece di servire 57. Dietro questo atteggiamento si nascondono il rifiuto dell’etica e il rifiuto di Dio. All’etica si guarda di solito con un certo disprezzo beffardo. La si considera controproducente, troppo umana, perché relativizza il denaro e il potere. La si avverte come una minaccia, poiché condanna la manipolazione e la degradazione della persona. In definitiva, l’etica rimanda a un Dio che attende una risposta impegnativa, che si pone al di fuori delle categorie del mercato. Per queste, se assolutizzate, Dio è incontrollabile, non manipolabile, persino pericoloso, in quanto chiama l’essere umano alla sua piena realizzazione e all’indipendenza da qualunque tipo di schiavitù. L’etica – un’etica non ideologizzata – consente di creare un equilibrio e un ordine sociale più umano. In tal senso, esorto gli esperti finanziari e i governanti dei vari Paesi a considerare le parole di un saggio dell’antichità: « Non condividere i propri beni con i poveri significa derubarli e privarli della vita. I beni che possediamo non sono nostri, ma loro ».[55] 58. Una riforma finanziaria che non ignori l’etica richiederebbe un vigoroso cambio di atteggiamento da parte dei dirigenti politici, che esorto ad affrontare questa sfida con determinazione e con lungimiranza, senza ignorare, naturalmente, la specificità di ogni contesto. Il denaro deve servire e non governare! Il Papa ama tutti, ricchi e poveri, ma ha l’obbligo, in nome di Cristo, di ricordare che i ricchi devono aiutare i poveri, rispettarli e promuoverli. Vi esorto alla solidarietà disinteressata e ad un ritorno dell’economia e della finanza ad un’etica in favore dell’essere umano.

 

  By: defilstrok on Venerdì 19 Ottobre 2007 14:19

Bisogna riconoscere che quando Leutohold dichiarò "l'inflazione è morta" ebbe una view eccezionale. Sono passati più di dicei anni da allora ed indubbiamente (nonostante tutte le manfrine dal campione, ai pesi all'uso delle medie geometriche - a cui si ricorre per comprimerla nelle rilevazioni ufficiali) ora sta risalendo, con le banche centrali in brache di tela perché lo sanno ma vedono pure l'economia reale a rischio capitombolo. Però in merito alla risalita dei bonds ci sarebbe, per l'appunto, un'altra spiegazione: il safe haven. Ovvero che stanno risalendo perché temono un crash dell'azionario. O no?

 

  By: Fortunato on Venerdì 19 Ottobre 2007 13:16

Zibo, Deo Gratias; finalmente si tornerà alla vera economia e finanza. Fortunato

 

  By: GZ on Venerdì 19 Ottobre 2007 12:36

I bund e i bond stanno risalendo ad ogni dato economico europeo e americano debole in base all'idea cretina che se cala la produzione industriale o il consumo o gli investimenti automaticamente cala l'inflazione Per tutti gli anni '70 è stato vero il contrario ad esempio, ma per ora il mercato è fissato che se le borse cedono un poco perchè c'è un altro dato di costruzioni o vendite di case o vendite al dettaglio americano pessimo (e sono pessimi) allora l'inflazione cala, la FED taglia i tassi e compri i bonds Steve Leuthold è uno che gestione e ricerca da 40 anni e che quando i tassi di interesse erano al 14% in america nel 1980 scrisse un libro "il mito dell'inflazione" per predire che sarebbero scesi al 4% Ora sta dicendo il contrario, che il costo delle materie prime triplicato, l'utilizzazione della capacità industriale all'82.5% e anche ora gli aumenti dei salari (per la prima volta dal 2000 saliti del 4%) indicano inflazione. Dice che devi comprare società legate all'inflazione, auriferi e materie prime come negli anni '70 ---------------------------------- Steve Leuthold is one of my favorite investment analysts... I discovered Leuthold a few years ago through his book, The Myths of Inflation. He published it in 1980. We had an old copy on our bookshelf. It used to belong to a public library. It still has the stamped checkout card inside the front cover. It's out of print now. I don't think it was ever a popular book, because secondhand copies are very hard to come by. The book made a big impression on me. When Leuthold wrote it, interest rates in the U.S. were above 15%, and the public was busy preparing itself for a huge Zimbabwe-style inflationary spiral. Yet Leuthold's book predicted inflation would collapse and interest rates would return to 5%. This idea would have sounded preposterous at the time and might explain why the book didn't sell more copies. Anyway, Leuthold has been around the markets for five decades, managing money and publishing some of the best stock research in the world. Today, I received the latest piece of research from his team. It includes this comment about inflation... "Inflation is just about everywhere... at least, outside of the reported inflation numbers." Since 2002, inflation has averaged 2.8% and has never climbed above 4.7%. That's according to official statistics. Leuthold argues the official statistics are "badly misleading" and inflation is much higher than most people realize. Leuthold has his own way of measuring inflation. He calls this indicator the "Diffusion Index." To calculate his Diffusion Index, Leuthold notes the prices of 70 different commodities every week. Then, he checks how the prices of these commodities changed over the previous 52 weeks. He takes an average of the results. For example, a 10% Diffusion Index reading in October 2007 means that the prices of the 70 commodities are up on average 10% since October 2006. A 50% Diffusion Index reading means the commodities are up an average of 50%. Now here's the shocker: Right now, Leuthold's Diffusion Index has passed 90% for the third time this year. Leuthold adds that gold, oil, and nonenergy commodities are all leading indicators of inflation. They have all broken out to new highs this month. Gold is up $90 an ounce since the Fed's surprise rate cut four weeks ago. Next, Leuthold looks at the "industrial capacity utilization rate." The idea is, when an economy is running at maximum capacity, supply cannot increase, so prices have to rise to find a new equilibrium between buyers and sellers. The old rule of thumb says a capacity utilization rate greater than 82 signals inflation. Right now, it's at 82.5. Finally, Leuthold follows wage inflation. Wages have risen at 4% over the past year. By the time higher prices start inflating wages, it's difficult to stop the train. In sum, Leuthold thinks inflation is much stronger than the official numbers report. He doesn't know when the official numbers will reflect the true situation, and he doesn't care. It's creating an opportunity. All you have to do, he says, is buy the sectors that are already inflating. And that's energy and materials. In the 1970s, these sectors rose 373% and 181%, respectively. In the current cycle, energy and materials have risen 236% and 138% so far. "The best approach to the stock market," concludes Leuthold's report, "has been to forget all about the Fed and the core CPI and to own the traditional inflation-sensitive stock groups. Your Dad's late 1970s stock portfolio probably would have been perfect..." This is the opposite advice he gave in his book many years ago... and I expect it will prove to be just as accurate

 

  By: defilstrok on Mercoledì 11 Luglio 2007 12:52

Forse che l'ISTAT abbia introdotto nel paniere anche queste, per tenere basso il CPI? : DROGHE: CALANO PREZZI; FERRERO, ALLA PORTATA DI TUTTE TASCHE (ANSA) - ROMA, 11 LUG - Il costo delle sostanze illecite - che mostrano anche un grado inferiore di "purezza" - sta costantemente diminuendo. Dal 2001 al 2006, la media dei prezzi per la cocaina è passata da 99 a 83 euro; per l'eroina da 68 a 52 euro per quella nera e da 84 a 78 per quella bianca. La tendenza - rilevata dalla Relazione annuale sullo stato della tossicodipendenza inviata al Parlamento - fa dire al ministro della solidarietà sociale, Paolo Ferrero, che le droghe sono "alla portata di tutte le tasche". "Proprio la sua maggiore accessibilità economica, oltre alla ampia disponibilità di reperimento sul mercato illegale - aggiunge il ministro - le rende ancor più popolari".

 

  By: defilstrok on Mercoledì 11 Luglio 2007 11:49

Io credo che Zibordi abbia visto giusto anche sul tema dei prezzi. Non so quanti di voi vadano a fare la spesa e la facciano con l'ottica della massaia. Io sì. Per motivi organizzativi in famiglia me ne occupo io e lo faccio da brava donnina di casa, guardando alla qualità e ai prezzi. E posso garantire che oltre ad essere leggermente saliti negli ultimi mesi, sono stati prepotentemente corretti al rialzo nelle ultime settimane, freschi e confezionati. Il brent è a 77, il crude a 73... ma l'inflazione "è sotto controllo". Sarà. Ma a me viene in mente la poesia di Trilussa: LA STATISTICA Sai ched'è la statistica? È 'na cosa che serve pe' fa' un conto in generale de la gente che nasce, che sta male, che more, che va in carcere e che sposa. Ma pe' me la statistica curiosa è dove c'entra la percentuale, pe' via che, lì, la media è sempre eguale puro co' la persona bisognosa. Me spiego: da li conti che se fanno seconno le statistiche d'adesso risurta che te tocca un pollo all' anno: e, se nun entra ne le spese tue, t'entra ne la statistica lo stesso perché c'è un antro che ne magna due. Trilussa (Carlo Alberto Salustri), 1871-1950

 

  By: defilstrok on Martedì 10 Luglio 2007 18:43

Eh sì, carissimo Zibordi. A cui aggiungerei un'altra potenziale bomba ad orologeria. Sarà bene stare mooolto attenti questi tre giorni, oggi si parla della probabilità di una correzione al ribasso del rating da parte di S&P su "12 billions of bonds backed by subprime mortgages". Al di là, quindi, di un possibile, per quanto contenuto, credit crunch, tutto sembra congiurare per una possibile caduta del biglietto verde. E be', e qui son cavoli davvero, dopo che abbiamo trascorso praticamente un secolo intero a considerarlo come un dio. Crisi del dollaro, signori! Ma stavolta non solo contro le valute occidentali, stavolta c'è il rischio di un megarimpatrio cinese, coreano, mediorientale, etc. Per non parlare poi di un eventuale rewind del carry trade dello yen. Io voglio ancora non pensarci, credere che si combatterà sul fondo, chessò magari mandando l'euro a 1,38 (target tecnico) per poi far scendere euro e sterlina e aussie e nzd vs chf e yen. Ma queste sono mie fantasie. Se invece dovesse aprirsi la botola, sarà bene riflettere approfonditamente sulla portata epocale del fenomeno. A furia di 'chiamare' un Plaza2, criticare Bush o puntare il dito contro i deficit gemelli siamo tutti narcotizzati, ma non è detto che stavolta i mercati non decidano di chiedere il conto tutto assieme.