Meno tassi e Dividendi ==> Toro - gz

 

  By: Paolo Gavelli on Martedì 07 Gennaio 2003 21:14

Il dubbio mi pare che debba essere: la notizia è già stata scontata? Mi pare che nel discorso bush ha solo dato conferma a notizie già anticipate (io però ho letto solo i lanci di agenzia). 2ali

Meno tassi e Dividendi ==> Toro - gz  

  By: GZ on Martedì 07 Gennaio 2003 21:00

Chi non guarda le notizie perchè confondono solo o simili può cambiare subito topic, ma a me ogni tanto capita dal vedere il flusso di notizie di avere un impressione netta e decisa e decidere in base a quella. Qua oggi la cosa evidente con questo pacchetto del governo americano è che per anni si diceva ad es che la borsa avrebbe beneficiato se (a NY) si fosse eliminata la DOPPIA TASSAZIONE dei dividendi che in america fa sì che si arrivi a pagare più del 30% sui dividendi (a volte anche 40%) e che spinge le aziende a evitarli Bene, arriva dopo 10 o 20 anni il giorno in cui questo desiderio viene esaudito e la reazione prevalente qual'è ? Bleah! E solo per i ricchi, è inutile, è insufficiente, è persino sbagliato in questo momento ecc.... Non c'è nessuno dei principali commenti sui media a parte il solito WSJ che non sia negativo o sprezzante. E il commento dei trader è che è un "classico sell the news" e aspetti appena che Bush abbia finito di parlare e vendi short tranquillo. E' un caso evidente di pessimismo fuori controllo ed è quasi ridicolo vedere tutti questi commenti sempre scontenti di tutto ch aspettano qualsiasi notizia per dire che non va bene (e non si capisce cosa invece servirebbe allora). Una cosa utile è una cosa utile e pagare meno tasse sui dividendi è meglio che pagarne di più. E così per tagliare le tasse, una cosa che in europa nessuno può provare a proporre (in germania la canzone numero uno da natale è la "SteuerSong" che sfotte Schroeder per le tasse) Io qui scommetto invece che si sbagliano. (N.B. uso un topic già esistente come al solito anche se non è strettamente una risposta al post qui sotto) Modificato da - gz on 1/7/2003 20:4:40

 

  By: lutrom on Lunedì 25 Novembre 2002 16:48

Dividendi e tassi di crescita -------------------------- da www.soldionline.it La stanza del promotore 25 novembre 2002 10.00 di Antonio Lucenti Su "ll foglio" ho trovato un articolo con uno spunto interessante, che ritengo possa essere utile commentare. D. Nissim e A. Zvi, della Columbia University, esaminando i titoli quotati sul mercato americano (presumibilmente) sono giunti alla conclusione che le società che distribuiscono dividendi ai propri soci, hanno, in questi 130 anni di intervallo, evidenziato tassi di crescita superiori rispetto a quelle che reinvestono tutto l'utile. Le conclusioni, pubblicate sul Journal of Finance, sono state confermate, recentemente, da un'analoga ricerca effettuata da R. Arnott e C. Asness, e riportate dal Financial Analist Journal. È rilevante che sia stato individuato questo risultato, perché è opinione corrente che il reinvestimento degli utili nella azienda sia una strategia creatrice di sviluppo. Questa interpretazione è in effetti quella che potrebbe aver mosso Vincenzo Visco nella detassazione degli utili reinvestiti (Dit). Per citare personaggi di altro vigore rappresentativo (non me ne voglia il dottor Visco), anche la strategia di W. Buffett conforta questa visione. Tuttavia, mentre l'obbiettivo di Visco era di aumentare la capitalizzazione delle aziende con un incentivo fiscale, quello di Buffett (mille miglia lontano) è di ottenere un maggior vantaggio per il risparmiatore azionista. Si innesta quindi il corollario di Buffett: il dividendo reinvestito in azienda deve produrre un rendimento maggiore di quello che produrrebbe investito sul mercato monetario, altrimenti tanto vale che venga distribuito. Rimane quindi alla direzione decidere come mantenere il buon rapporto con l'azionista e con il mercato. Dalla ricerca, che in effetti ha intenti ancora diversi da quelli di Visco e di Buffett, risulta invece che le aziende che distribuiscono gli utili, proprio per questo motivo, devono essere molto più precise nella contabilità "preventiva". Il fatto di doversi approvvigionare di denaro dall'esterno, crea la necessità di preparare e rispettare con più accuratezza i piani di sviluppo e di investimento, e mette la direzione nella condizione di essere sempre sotto esame da parte del mercato dei capitali, cosa che non succede a chi utilizza solo risorse proprie e quindi potrebbe avere un controllo meno stringente, perché più soggettivo. (...) ----------------------------