Gli insider ora comprano - gz

 

  By: usemlab on Lunedì 12 Agosto 2002 16:15

>L'economia è sempre "politica": così si studia all'Università e così deve essere considerata. Creativa, non descrittiva. >Luke Mi trovo ben d'accordo con questo intervento di Luke. E' che da buon ottimista che sono (perche' in fondo lo sono, e' che in molti ingannati dalle mie previsioni negative non lo percepiscono ) e pure un d'animo puro onesto e un po' minkione (rimprovero sempre ai miei: con l'onesta non si arriva in alto, se volevate che avessi successo nella vita avreste dovuto educarmi diversamente!) sono quasi convinto che l'implosione sara', comunque cerchino di arrestarla, incontrollabile. Tutti i salvataggi e le manipolazioni hanno funzionato bene nel circolo virtuoso terminato a marzo del 2000. Adesso si possono prolungare o rimandare, ma non piu' di tanto, non funzionera' come prima. Se non si ribella il mercato stesso, si ribelleranno altre "nature". Per me oramai non e' tanto sapere "se" il sistema cosi' com'e' implodera'... ma "quando" implodera' e con "quali" effetti. Francesco

 

  By: GZ on Lunedì 12 Agosto 2002 15:55

le materie prime sono mercati (con i futures)anche migliori del Fib30 per fare degli "investimenti" cioè per mantenere una posizione per settimane. Ora il caffè (e petrolio, gas naturale) hanno anche i contratti "mini" ad es. per chi vuole fare un investimento minimo. Il loro bello è che rispondono alla domanda e offerta mentre in borsa è più difficile capire cosa sia la domanda (liquidità ?) e l'offerta (il flottante - i buyback + le IPO...) La domanda di caffè è stabile o leggermente crescente causa maggiore preoccupazione per la salute e i soft drinks L'offerta invece sale sempre perchè è facile piantare caffè Ad es il Brasile è il maggiore produttore mondiale e esporta come 10 anni fa e produce di meno. Di conseguenza il prezzo scende. Modificato da - gz on 8/12/2002 13:57:10

 

  By: Luigi Luccarini on Lunedì 12 Agosto 2002 13:59

Beh, il grafico non lo direbbe, visto che il caffè - per esempio - ha dimostrato di sapere anche salire, anzi di muoversi (come in genere gran parte delle commodities) in relazione alle fasi del ciclo economico. D'altra parte il fatto che il livello massimo di prezzo sia stato raggiunto a metà del 1997 conferma quanto ho sostenuto in altre sedi circa il fatto che la fase espansiva del ciclo economico (quello decennale) fosse stata raggiunta molto prima rispetto ai massimi del mercato azionario e che questi ultimi abbiano piuttosto funzionato da "motore" per un meccanismo di tipo autoreferenziale - creazione di ricchezza puramente monetaria e quindi di aggregati macreconomici svincolati dal loro valore reale - che ha esteso l'espansione delle attività fino al punto da generare una crisi da sovraproduzione che è ancora ben lontana dall'essere stata assobita. Quando lamentavo i danni generati dalle teorie di Friedman sul sistema economico intendevo questo: deputata dall'inflazione determinata dall'aumento di costi delle materie prime - che a mio giudizio sono stati artificialmente compressi con azioni dirette sul mercato dei futures - la massa monetaria circolante si può moltiplicare generando l'illusione di ricchezza e nel contempo alimentando il meccanismo della produzione oltre ogni limite e sicuramente senza alcun rapporto con la domanda. In effetti, se le commodities rimangono sempre ad un prezzo costante, quale danno può derivare dall'aumento degli aggregati monetari? Nessuno, ecco perchè negli USA neppure si guardano ed ecco perchè in Europa negli ultimi mesi si sono lasciati andare, dal momento che il guadagno della valuta locale sul dollaro ha eliminato gran parte dei possibili rischi indotti dai prezzi all'importazione. D'altra parte, affermare che le materie prime per definizione hanno un prezzo in trend secolare discendente significa poco: bisogna vedere in cosa è misurato il prezzo, nel nostro caso in dollari; ed allora bisogna capire quale valore ha il dollaro (che io certo non sostituirò al mattina con la mia miscela di caffè). In questo caso, il dollaro è in una fase deflattiva, per cui le diminuzioni di prezzo delle commodities appaiono ancora più penalizzanti per i paesi che vivono di quel commercio. Che poi il caffè oggi si produca anche in Vietnam fa parte di quella politica di compressione dei prezzi di cui parlavo poc'anzi e che in questo caso (proprio alimentando la produzione in un paese a basso costo di manodopera, ma anche con prodotto di qualità largamente inferiore) consentono al "cartello" cui accennavo di fare il bello e cattivo tempo in sede di formazione di prezzi di approvvigionamento. E il sistema così può sopravvivere a sè stesso, con un "colpetto" ai tassi ogni tanto e generando autentici monopoli di fatto. Per fortuna non sempre il gioco funziona, vedi ad esempio il cacao. Ma a quello potrebbero pensare OGM e biotecologie.

Solo il Legno è un investimento - gz  

  By: GZ on Lunedì 12 Agosto 2002 12:27

ci sono sempre più paesi che coltivano caffè (ad es il Vietnam) e dato che è facile farlo il prezzo scende... Tutte le materie prime da 100 anni a questa parte tendono a scendere fatto salvi problemi di raccolto temporanei Anche mais e frumento che sono per 2/3 made in USA In linea di massima il ribasso sulle materie prime è il trend fondamentale quasi sempre Nei prossimi 2 o 3 anni ad es andare short il Petrolio che ora è tenuto su artificialmente dai problemi del medio oriente sarà un grande investimento perchè il trend fondamentale è al ribasso L'unica che ha speranze di salire nel lungo periodo è il LEGNO perchè difficile da ricreare e soggetta a una domanda senza sostituti Se qualcuno volesse studiare un attimo il Legno (Timber e Lumber) sarebbe interessante come investimento di lungo periodo Modificato da - gz on 8/12/2002 10:28:45

 

  By: Luigi Luccarini on Lunedì 12 Agosto 2002 12:15

Non ho alcuna voglia di entrare in polemica, ringrazio per il complimento rivoltomi ("persona intelligente"), però invito a riflettere su quanto dico, prima di affermare che sia solo parto di mia fantasia. Ho parlato del caffè come commodity, ovvero come materia prima allo stato grezzo e non come prezzo della tazzina al bar. Propongo un grafico che evidenzia come il prezzo della materia prima sia sceso da 320$ ai 50$ attuali (e sono in eccesso rispetto a quelli correnti) dal 1997 ad oggi. Il perchè è tutto in un cartello di proporzioni vergognose che affama intere popolazioni, agendo sulle quantità di approvvigionamento, i futures, persino le basi della produzione e garantisce per sè margini di profitto illimitati - oltre che un potere sui prezzi al dettaglio tipico dei monopoli di fatto. Di esso fa parte PG che non a caso è una delle società che ha meglio resistito ala crisi dei mercati (insieme al "mistero" 3M). Modificato da - luigi luccarini on 8/12/2002 10:18:11

 

  By: gianlini on Domenica 11 Agosto 2002 23:58

luke è persona intelligente, indiscutibilmente, ma almeno altrettanto fantasiosa: è arrivato infatti a teorizzare il monopolio che tiene volontariamente bassi i prezzi. e che gradisce farci bere tanto caffè con una spesa contenuta.... Per il resto mi affascina che ci sia qualcuno che riesce a comprendere qualcosa nel marasma totale del nostro mondo globalizzato. Alla fine mi sembra che la borsa è dove è perchè io non compro e neanche luke, e qualcun altro le vende (solo perchè gli avevano detto che avrebbe guadagnato e ora vede che ha perso, nessuna elucubrazione più profonda).

il sistema resta zoppo - luigi luccarini  

  By: Luigi Luccarini on Sabato 10 Agosto 2002 11:42

Friedman purtroppo ricorda un altro Friedman, ben più arrogate e petulante e la scuola di economisti di Chicago che Dio sa solo quanti danni sta arrecando al mondo intero. Bush ha finanziato il debito del Brasile con moneta stampata direttamente dalla Fed, che a questo punto - sempre indirizzata da assurde teorie economiche - è convinta che lasciare gli aggregati di massa monetaria fuori controllo può bastare ad eludere gli effetti di una crisi che è sistemica, ma che ancora si materializza con effetti solo regionali (altro che globale!). Il punto di equilibrio, sottile, ma ancora individuabile, sul quale si regge tutta l'impalcatura creata con l'abiura della parità oro/dollaro è rappresentato dal prezzo delle commodities che viene tenuto a freno in ogni modo: o agendo direttamente sul mercato dei derivati (che guarda caso si trova proprio a Chicago) oppure con spaventosi accordi di cartello tra le majors del settore - ce n'è uno sul caffè che fa orrore solo a parlarne... - attivi soprattutto sulla fase dell'approvvigionamento. Alcune volte mi trovo a chiedere se la crisi improvvisa della Enron non sia stata "voluta" proprio dai centri del potere finanziario, visto che gli intermediari stavano sfuggendo al controllo di chi conta in questi mercati, alimentando rincari dei prezzi svincolati dalla realtà. Un po' come accade nel calcio dove i procuratori e vari agenti saranno ora messi alla porta, per contenere i costi di quel settore e garantire ai cartelli anche lì operanti potere di contrattazione e formazione dei prezzi sempre più illimitati. Rifkin notava a metà degli anni '80 che la corsa (allora appena agli albori) alle biotecnologie rischiava di seppellire alcune economie del pianeta, quelle povere per definizione perchè traggono il loro sostentamento dalla vendita di materie prime allo stato grezzo. Più o meno soltanto la paura di veder riprodotte "in vitro" le stesse cose che esistono in natura calmiera i prezzi: se ciò non vale per il petrolio è solo perchè in questo particolare settore gli USA hanno il predominio commerciale con accordi di cartello ben saldi tra le loro imprese ed i paesi produttori - aldilà delle (finte) beghe in politica estera. Così il sistema resta zoppo (perchè il dollaro non è un valore ma solo una misura di esso) ma può sopravvivere ed allora un colpetto ai tassi basta anche a far reggerne le fondamenta. Ecco perchè l'oro non decolla più. E' un sistema che traccia una terza via, di sintesi, tra il collettivismo di stampo comunista e l'imperialismo economico realizzato attraverso i monopoli di fatto: il dogma dell'inflazione zero è in fondo un simbolo dell'egualitarismo di massa ed era un postulato dei piani quinquiennali ed altre amenità programmate nelle economie di stampo post-marxista. Il punto è che il benessere (fittizio, perchè massificato) che così viene regalato alle economie USA dipendenti - tra cui soprattutto quelle europee - produce come conseguenza l'impoverimento di oltre metà del pianeta e può diventare un fattore di implosione sempre più incontrollabile. Emigrazione indotta dalla povertà, regimi tiranneggianti in zone delicate del mondo e per di più uno sfruttamento indiscriminato delle risorse, perchè non più regolato dalle leggi domanda/offerta, stanno anche generando strane reazioni della natura, alle quali non si presta la dovuta attenzione ma che indicano che il sistema - in un modo o nell'altro - è giunto al limite. Le borse - a mio giudizio - registrano gli eventi e soprattutto soffrono la mancanza di leadership capaci di offrire modelli nuovi di equilibrio e sviluppo: prolungare gli assetti esistenti non può e non potrà entusiasmarle più di tanto. L'economia è sempre "politica": così si studia all'Università e così deve essere considerata. Creativa, non descrittiva. Luke

 

  By: furibes on Venerdì 09 Agosto 2002 23:51

di colpo il forum ha,con estremo piacere,elevato il suo livello: mi riferisco al ritorno di personaggi quali funes e lu.luke. per ciò che concerne il suo ultimo intervento spero che il futuro ci riservi delle sorprese positive come lei sostiene ma mi fà un pò paura il suo atteggiamento estremamente toro (non è certo una novità) ma forse credo che a forza di chiamarlo, il bestione con le corna, possa veramente farsi rivedere.

La Camicia di Forza d'Oro del mercato - gz  

  By: GZ on Venerdì 09 Agosto 2002 21:50

Le borse non sono più un fenomeno a latere dell'economia, ma sempre più il il tessuto connettivo dell'economia che da una parte si riflette nei mercati e dall'altra ne è mossa perchè i mecati a loro volta costringono i governi a muoversi. Ormai si chiede agli economisti della FED cosa pensano dei consumi o degli investimenti, sperando da questo di capire come andranno le borse. E questi rispondono "... beh... i consumi e gli investimenti delle imprese dipendono molto se questo rimbalzo dei mercati continua..." ! Quindi è un cerchio in cui è difficile dire qual'è l'uovo o la gallina, o il gatto che si morde la coda o se si vuole essere più sofisticati il concetto di riflessività inventato da George Soros. Gli esempi sono tanti. Se le borse non crollavano tanto gli arresti a raffica di managers e l'obbligo dell' a.d. ora in America di giurare (!) sul bilancio pena 20 anni di galera non li avevamo. Ho letto che in Malesia dove avevano accusato i mercati finanziari di essere causa della loro rovina ora dopo la crisi del 1997 aggiornano via internet in tempo reale le loro riserve valutarie 24 ore al giorno per paura di non essere abbastanza trasparenti. Ieri Bush ha offerto un mega programma di aiuto al Brasile per 30 miliardi di dollari perchè aveva paura che le borse crollassero e di perdere le elezioni. Glielo ha imposto il mercato (lascio in sospeso se alla fine sia stato un bene o un male). E ha fatto l'opposto di quello che l'amministrazione aveva intenzione di fare. Thomas Friedman ad es. ( ^la Lexus e l'Ulivo, il testo fondamentale sulla globalizzazione#http://www.amazon.com/exec/obidos/ASIN/0385499345/qid=1028915314/sr=2-2/ref=sr_2_2/104-4576811-8153511^), mostra come il mercato finanziario è diventato la "golden straitjacket", cioè la Camicia di Forza D'Oro che impone ai governi a comportarsi un poco meglio. Alcuni sono meno reattivi al mercato come i giapponesi e gli italiani e altri di più come i coreani, singapore, malesia, thailandia e poi america e inghilterra. Il mercato è fatto di gente avida e nevrotica presi uno per uno e giorno per giorno. Ma tutti assieme e presi su un periodo di 12 mesi invece indicano la realtà economica. In generale i governi che dal punto di vista economico (la morale al prossimo topic) fanno meno danni sono quelli che non possono fare a meno di dargli retta. La Corea è l'esempio più stupefacente: una ripresa incredibile dopo la crisi finanziaria speculativa del 1997-98: ha cacciato politici corrotti (primo ministro arrestato), ha spazzato via regolamentazioni e cartelli, aperto all'estero il sistema finanziario, rimosso i vertici di tante banche. La sua borsa ora è diventata la migliore del mondo e l'economia idem. A mio avviso i mercati globali del 2000 sono molto più potenti, immediati e intolleranti di quello che potevano essere in qualunque altro periodo e costituiscono un fenomeno interamente nuovo nella storia. E un fenomeno che impedisce che l'economia globale vada a finire male come negli anni 30. Il mercato finanziario globale è sempre più forte dei governi ormai e li rimette in riga. Questo perchè, ad esempio, i mercati sono come King Kong, pesano ora per 25 o 30 trilioni di dollari quando 30 anni fa pesavano fore per 1 trilione di dollari !!!. E vi siamo tutti collegati, sempre più gente, sempre, anche il 9 di agosto. Più che i singoli politici conta il meccanismo globale, la Camicia di Forza D'Oro dei mercati che punisce e premia in tempo reale e in modo pesante. Ora il mercato ha speso quasi tre anni a punire gli eccessi commessi a fine anni 90 e lo ha fatto in modo violento per ottenere risultati immediati come è sempre la natura di un meccanismo speculativo. E proprio per questo però dovrebbe essere in grado ora di cominciare a premiare di nuovo. Modificato da - gz on 8/12/2002 1:0:16

 

  By: GZ on Venerdì 09 Agosto 2002 19:13

Mentre scrivevo mezzora fa, mi sono detto: "..vediamo se cito luke qui che magari appare...". Presentimento. Già che c'ero potevo citare anche michelino. Tornando ora un attimo, mi spiace per i post spariti. Modificato da - gz on 8/9/2002 19:49:14

 

  By: Luigi Luccarini on Venerdì 09 Agosto 2002 19:12

Luccarini, non Lucarini. Altrimenti per par condicio dovrà nominare Massimo Pepe

 

  By: GZ on Venerdì 09 Agosto 2002 19:08

credo che sia stata inviata una mail a diverse persone che negli ultimi due mesi avevano inserito una "risposta" nel forum come NUOVO UTENTE Per un errore stupido che ho scoperto solo per caso tre giorni fa, da due mesi nessuno qui si accorgeva dei nuovi messaggi di nuovi utenti che non fossero Topic Nuovi, ma che fossero risposte a Topic già esistenti. Una situazione molto antipatica per chi ha scritto dei messaggi come nuovo utente e non li ha visti apparire pensando magari che fossero stati cestinati apposta. Ma anche molto antipatica per chi qui spende tempo e un poco anche risorse per tenere su il forum e si ritrova che l'accesso viene ristretto a sua insaputa per un errore tecnico Colgo l'occasione per scusarmi oggi con chiunque (anche se immagino oggi sia in spiaggia) sia incorso in questo inconveniente, come Luccarini qua a fianco 3 Modificato da - gz on 8/9/2002 17:14:26

 

  By: Luigi Luccarini on Venerdì 09 Agosto 2002 19:02

Mhhh... ho sbagliato thread, però. Si vede che sono fuori allenamento.

intanto mi sto girando long - luigi luccarini  

  By: Luigi Luccarini on Venerdì 09 Agosto 2002 18:58

Anzitutto spero che questo post compaia e non faccia la fine degli altri (cestinati, ahimè). Saluto Funes, tornato in incognito, ma sempre in ottimo stile (raffinato come le sue performances, vedo). Il thread era interessante di per sè, senza che si sentisse (penso) la necessità di citarmi: la qual cosa mi rende sempre un po' incerto se laisser faire come dicevano i liberals dell'ottocento, oppure intervenire per difendere un senso di rigore morale che è ciò che mi riconosco sopra ogni altra cosa (il resto può anche essermi contestato...). Perchè appiccicare l'etichetta di "felice-dei-ribassi-di-borsa" è un po' come attirare il pubblico ludibrio contro qualcuno (perchè la gente è euforica quando la borsa sale e quindi guarda in cagnesco il "ribassista") e la caccia alle streghe in questo senso è aperta da un pezzo - aspetto solo l'editto Napoleonico, dopo il gran ciarlare su hedge funds e altre amenità. Avendo per giunta un po' di robetta (quasi il 40% del pf) investito in stocks, dichiararmi felice dei ribassi di borsa - sui quali pochi invero guadagnano e qui ha ragione Massimo Peppe - significa emulare quel tale che per indispettire la moglie si tagliò il batacchio (gergo mutuato dalle traduzioni di un bel libro di Ellroy). Altro discorso è sostenere che quando il trend è al ribasso entare sui vari dips è un suicidio e io aspetto ancora la risposta al "che fare?" richiestole dopo la rottura di 29600 di mibtel. Ma non voglio far polemica: piuttosto agevolare il compito del povero Banshee che sta cercando di spiegare come il concetto di "euforia" associato ai rialzi non può essere reso un puro atto di fede. Ci sarà "euforia" quando arriveranno le condizioni perchè la gente possa avvertire quella sensazione di benessere diffuso che ne è il presupposto. Che poi lei (e qualcun altro) abbia associato il concetto di "benessere" alla presenza di certi personaggi al vertice della scala dei poteri planetario o anche soltanto di casa nostra rappresenta una scelta che alla prova dei fatti si è rivelata errata. Molte polemiche con il sottoscritto potevano essere evitate se non si fosse ridotto in certe occasioni il forum ad esercizio di agiografia politica. Ad ognuno poi le simpatie verso questo o quel personaggio, ma la Storia sta gia dimostrado che le tre B (Bush, Blair e Berlusconi) non saranno certo ricordati come statisti di prim'ordine (eufemismo...). Ad ogni buon conto io sono euforico quando guadagno: al rialzo, o al ribasso non fa differenza. Ho solo sperato (in cuor mio) che la crisi di questi ultimi mesi potesse far mutare qualche orientamento in certe politiche economiche e non che stanno riducendo il pianeta ad una latrina, con troppa gente costretta a leccare gli escrementi alrui per sopravvivere. Non è acaduto: pazienza. Vorrà dire che il rialzo sarà meno lungo del previsto. Ma intanto mi sto girando long - lo sono da oggi - e sarò felicissimo di vedere i terminali tutti colorati di verde, ci può scommettere. Fino a quando non mi girerò al ribasso, ovvio. Ad maiora.

Gli insider ora comprano - gz  

  By: GZ on Giovedì 08 Agosto 2002 12:26

Moreland ha un servizio che calcola quanto comprano gli insiders (management e azionisti di controllo) delle azioni della propria società e per la prima volta da non so quanto la media a 4 settimane degli acquisti è salita di colpo