La Camicia di Forza d'Oro del mercato - gz
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By: GZ on Venerdì 09 Agosto 2002 21:50
Le borse non sono più un fenomeno a latere dell'economia, ma sempre più il il tessuto connettivo dell'economia che da una parte si riflette nei mercati e dall'altra ne è mossa perchè i mecati a loro volta costringono i governi a muoversi.
Ormai si chiede agli economisti della FED cosa pensano dei consumi o degli investimenti, sperando da questo di capire come andranno le borse.
E questi rispondono "... beh... i consumi e gli investimenti delle imprese dipendono molto se questo rimbalzo dei mercati continua..." !
Quindi è un cerchio in cui è difficile dire qual'è l'uovo o la gallina, o il gatto che si morde la coda o se si vuole essere più sofisticati il concetto di riflessività inventato da George Soros.
Gli esempi sono tanti. Se le borse non crollavano tanto gli arresti a raffica di managers e l'obbligo dell' a.d. ora in America di giurare (!) sul bilancio pena 20 anni di galera non li avevamo.
Ho letto che in Malesia dove avevano accusato i mercati finanziari di essere causa della loro rovina ora dopo la crisi del 1997 aggiornano via internet in tempo reale le loro riserve valutarie 24 ore al giorno per paura di non essere abbastanza trasparenti.
Ieri Bush ha offerto un mega programma di aiuto al Brasile per 30 miliardi di dollari perchè aveva paura che le borse crollassero e di perdere le elezioni. Glielo ha imposto il mercato (lascio in sospeso se alla fine sia stato un bene o un male). E ha fatto l'opposto di quello che l'amministrazione aveva intenzione di fare.
Thomas Friedman ad es. ( ^la Lexus e l'Ulivo, il testo fondamentale sulla globalizzazione#http://www.amazon.com/exec/obidos/ASIN/0385499345/qid=1028915314/sr=2-2/ref=sr_2_2/104-4576811-8153511^), mostra come il mercato finanziario è diventato la "golden straitjacket", cioè la Camicia di Forza D'Oro che impone ai governi a comportarsi un poco meglio.
Alcuni sono meno reattivi al mercato come i giapponesi e gli italiani e altri di più come i coreani, singapore, malesia, thailandia e poi america e inghilterra.
Il mercato è fatto di gente avida e nevrotica presi uno per uno e giorno per giorno. Ma tutti assieme e presi su un periodo di 12 mesi invece indicano la realtà economica.
In generale i governi che dal punto di vista economico (la morale al prossimo topic) fanno meno danni sono quelli che non possono fare a meno di dargli retta.
La Corea è l'esempio più stupefacente: una ripresa incredibile dopo la crisi finanziaria speculativa del 1997-98: ha cacciato politici corrotti (primo ministro arrestato), ha spazzato via regolamentazioni e cartelli, aperto all'estero il sistema finanziario, rimosso i vertici di tante banche. La sua borsa ora è diventata la migliore del mondo e l'economia idem.
A mio avviso i mercati globali del 2000 sono molto più potenti, immediati e intolleranti di quello che potevano essere in qualunque altro periodo e costituiscono un fenomeno interamente nuovo nella storia. E un fenomeno che impedisce che l'economia globale vada a finire male come negli anni 30. Il mercato finanziario globale è sempre più forte dei governi ormai e li rimette in riga.
Questo perchè, ad esempio, i mercati sono come King Kong, pesano ora per 25 o 30 trilioni di dollari quando 30 anni fa pesavano fore per 1 trilione di dollari !!!. E vi siamo tutti collegati, sempre più gente, sempre, anche il 9 di agosto.
Più che i singoli politici conta il meccanismo globale, la Camicia di Forza D'Oro dei mercati che punisce e premia in tempo reale e in modo pesante.
Ora il mercato ha speso quasi tre anni a punire gli eccessi commessi a fine anni 90 e lo ha fatto in modo violento per ottenere risultati immediati come è sempre la natura di un meccanismo speculativo. E proprio per questo però dovrebbe essere in grado ora di cominciare a premiare di nuovo.
Modificato da - gz on 8/12/2002 1:0:16