Non è il panico che occorre, ma l'apatia - gz
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By: GZ on Giovedì 26 Settembre 2002 01:58
Secondo quelli con una certa anzianità di borsa, che hanno visto con i propri occhi l'orso degli anni 70 come ad es richard russell, la Fine (se ci sarà) di un mercato orso non sarà il grande panico, lo "sciaquone" spettacolare con enorme volume, i titoli di scatola sui giornali, il VIX a 150, le put che costano 3 volte le call e gente che si butta dalla finestra....
Questo tipo di minimo drammatico con un picco estremo di paura è tipico dei Mercati Toro, oppure quando sei appena uscito da un mercato toro, come accadde nell'ottobre del 1929 o nell'ottbre 1987.
In quei casi per convincere le mani deboli a mollare le azioni dovevi improvvisamente scuotere con violenza l'albero ed era lo shock improvviso che faceva vendere gente che fino a pochi mesi prima era convinta.
Nei Mercati Orso che durano da un paio di anni almeno e dove hai già perso il -50% invece il mitico FONDO lo si tocca quando di delusione in delusione si arriva alla progressiva e graduale apatia, al disgusto della borsa che diventa indifferenza, al calo costante dei volumi di contrattazione, al disinteresse anche solo a parlarne, alle tirature dei giornali finanziari che si dimezzano, la visitazione dei siti finanziari che si dissolve, quando nessuno più chiede come è andato il nasdaq e nemmeno il mibtel.
In questa ipotesi occorre misurare il calo generale dell'attività e dell'interesse come un buon sintomo. Ovviamente se ogni volta che ci sia un rimbalzo di due giorni questo interesse si riaccende non va bene.
Vediamo ora ad esempio come piccolo test nel caso si verifichi il miracolo dei due giorni consecutivi in verde.
Modificato da - gz on 9/26/2002 0:6:42