Creare una Moneta Fiscale (parallela all'Euro) in Italia

iNTERVISTA A WARREN MOSLER di GIOVANNI ZIBORDI E PAOLO BECCHI  

  By: G.Zibordi on Lunedì 15 Aprile 2019 09:40

DA     LIBERO    DEL 14 APRILE 2019

TESTO INTEGRALE DELL'INTERVISTA A WARREN MOSLER

 

 

di Paolo Becchi e Giovanni Zibordi


La giustificazione dell’Austerità, che in Italia ha significato aumentare sempre le tasse, è che lo Stato non ha i soldi. Da più di venti anni Warren Mosler e la scuola di pensiero che ha ispirato, la MMT, spiegano che è assurdo.

Quest’anno in America si parla molto di questa scuola di pensiero chiamata MMT o Teoria della Moneta Moderna e qualcuno ha contato 227 articoli apparsi da inizio anno sui giornali più importanti. Il fondatore è Warren Mosler che non è un professore, ma un importante operatore finanziario, il quale si era convinto dell’errore del modo di pensare comune in quanto gestore di un fondo che comprava i nostri BTP. Nel settembre 1992, l’Italia era appena uscita dallo SME, il “serpente monetario” che vincolava tra loro le principali valute europee, e uscendone la Lira aveva svalutato di oltre il 20% verso il marco. I tassi di interessi sui Btp erano saliti intorno al 12% perché molti sul mercato temevano un default e anche economisti importanti come Rudiger Dornbusch parlavano di un probabile default dei BTP.

Warren Mosler, come investitore in BTP, andò a parlare a Roma con il Ministro del Tesoro Luigi Spaventa per vedere se si rendeva conto anche lui che l’Italia, essendo tornata ad avere la propria moneta indipendente, non rischiava nessun default. Proprio così la vedeva anche Spaventa. Mosler fece allora comprare al suo fondo BTP in modo massiccio prendendo a prestito lire a tassi molto più bassi dei BTP.  Non ci fu nessun panico e negli anni seguenti i tassi di interesse dei BTP scesero pure e il loro prezzi simmetricamente aumentarono, e Mosler fece una fortuna.  

Mosler si era reso conto che il panico sui deficit  e il debito pubblico non aveva alcun senso perché dal punto di vista operativo, la Banca Centrale di fatto anticipa sempre i soldi che poi lo Stato spende. Nel sistema monetario attuale il denaro che lo Stato spende viene creato con entrate contabili della sua banca, la Banca Centrale, la quale non ha mai rimandato indietro un assegno del governo perché “non c’erano soldi sul conto”. Se il debito che lo Stato vende sul mercato è nella propria valuta lo Stato non rischia mai un default.

Il modo di pensare comune sul deficit pubblico è che lo Stato, per poter spendere, deve prima tassare o prendere a prestito dei soldi, come una famiglia o impresa che deve prima procurarsi i soldi per poterli spendere. Per cui anche lo Stato deve “tirare la cinghia” quando non ha soldi. Ma come è possibile che tutti, Stato, cittadini e imprese debbano prima procurarsi i soldi da qualcun altro ? Se lo Stato deve prima deve tassare per poter pagare stipendi da dove prendono i soldi per pagargli le tasse i privati ?

Mosler e la MMT spiegano che è un assurdo logico pensare che se lo Stato non si procura soldi dai privati non possa spendere perchè nella realtà pratica del sistema di moneta a corso forzoso e di Banca Centrale in cui viviamo oggi, accade in realtà il contrario: se lo Stato prima non spendesse, non ci sarebbero i soldi per i privati per pagare le tasse (o comprare titoli di stato).

La realtà degli ultimi venti anni ha confermato l’interpretazione di Mosler. E oggi tutto gli americani lo riconoscono, anche se siamo certi che nessuno penserà di dargli il  premio Nobel.

Intervista 

D - Come ti senti nel vedere che la MMT, che hai elaborato e promosso collaborando con diversi economisti negli ultimi 20 anni, è  ora al centro del dibattito in America?

R - Non potrei essere più contento nel vedere che le mie intuizioni sono ora diventate notizie importanti su tutti i giornali! Spero che anche i policy makers le applichino nel modo corretto e che in questo modo il mondo possa diventare un posto migliore per tutti.

D - Molti commentatori dicono che Trump implicitamente applica le tue idee sul deficit pubblico visto che lo ha ampliato e ha sempre respinto i suggerimenti che lo invitavano a preoccuparsene. Pensi che ora entrambi,  Repubblicani e Democratici, seguano di fatto l'MMT anche quando non lo riconoscono esplicitamente?

R - Posso solo sperare che lo facciano. Ci sono sempre state due preoccupazioni sulla spesa in deficit. La prima è che troppa può causare inflazione, il che è vero, e la seconda è che gli Stati Uniti possono in qualche modo "andare in bancarotta" e finire come la Grecia, come ripeteva il deputato Paul Ryan, ma questo non è vero. Mi auguro che ora tutti lo comprendano e operino di conseguenza.

D - Gli Stati Uniti stanno andando bene (lasciando da parte la questione della disuguaglianza che è diventata più acuta) mantenendo ampi deficit finora e nessuno nei mercati e nella classe politica sembra essere preoccupato. Pensi che ci possano essere problemi in futuro per l'economia americana, come una recessione nel prossimo anno?

R - Sì, la guerra commerciale con la Cina sembra avere un costo e l'adeguata risposta politica per sostenere la crescita sarebbe un deficit pubblico ancora più alto in America. Tuttavia, negli ultimi mesi devo dire non ho visto alcun segno di questo tipo di proposte in termini concreti, e la  crescita degli Stati Uniti sta rapidamente rallentando.

D - Tra il 2013 e il 2017 hai speso molto tempo in Italia e con l’aiuto di Paolo Baranard hai girato il paese tenendo decine di conferenze e discorsi creandoti un seguito e poi hai anche lavorato all'università di Bergamo. Sono passati però altri anni e siamo ancora bloccati nell'austerità, anche dopo aver eletto un nuovo governo " sovranista", che alla fine ha mantenuto il deficit al 2%. E ora stiamo entrando in recessione. Cosa potrebbero fare  Salvini e Di Maio?

R - Tutto quello che possono fare è spiegare a Bruxelles che il limite del 3% del PIL di deficit debba essere portato all'8%  per tutti i paesi membri. E la politica fiscale deve essere strumento di politica economica invece di usare i tassi di interesse come strumento di politica economica (che non serve molto). Quello che dico è che non serve molto fare proposte specifiche solo per l'Italia. Ora sarebbe il momento di assumere una posizione di leadership per l'intera eurozona e proporre una politica macroeconomica per sostenere l'intera zona dell'euro in cui l'Italia è uno dei partecipanti.

D - Cosa si potrebbe fare per lo spread? Oggi solo 1/3 del debito pubblico italiano è in mano a fondi, pensioni e assicurazioni italiane. Sarebbe possibile per il governo italiano ottenere che le famiglie italiane, che hanno un'elevata ricchezza finanziaria, ricomprino le obbligazioni italiane e ridurre così la minaccia dello spread?

R -Non credo che questo  aiuterebbe in modo significativo. Bisogna costringere la BCE  a garantire di "fare tutto ciò che serve" contro il default, una garanzia messa per iscritto e diventata  in qualche modo "legge". Questa garanzia  eliminerebbe il rischio di spread dai paesi membri della UE. Inoltre toglierebbe alla BCE la capacità di utilizzare tale strumento per imporre ai governi di aderire all’austerità. I Trattati UE non attribuiscono alla BCE la giurisdizione e la competenza sulla politica fiscale dei governi, la quale resta una loro prerogativa. Ciò che dovete superare è il fatto che  la BCE possa continuare a condizionare i governi imponendo loro di rispettare l’austerità, come è avvenuto per l’Italia.

D - Se non è possibile convincere le istituzioni europee a fare quello che proponi e  l'Italia piomba in una recessione cosa potrebbe fare il governo da solo? Il governo ha rinunciato alla battaglia per uscire dall’euro,  potremmo provare ad aggiungere agli euro altra moneta ad esempio tramite l’emissione di Bot per pagare debiti dello Stato verso i fornitori?

R - Se la UE non accetta di ampliare i deficit e sostenere l’economia non vedo una via d'uscita per l’Italia più di quanto i singoli Stati degli USA ne abbiano una se il governo federale USA togliesse loro il supporto e li abbandonasse a loro stessi. Per quanto riguarda ipotesi di moneta addizionale o di alterazione della denominazione del debito, bisogna tenere presente che queste mosse probabilmente indurrebbero la BCE a minacciare ritorsioni e questo farebbe aumentare lo” spread”, fino al punto di rischiare l’insolvenza del debito in euro.

D - Sicuramente questo è il problema che paralizza i governi italiani, ma tu parli del fatto che sono necessari  deficit dell’8% in Italia e però è improbabile che la Germania e la maggioranza dei governi UE concordino su deficit anche solo oltre il 3% del PIL. La politica della BCE di tassi di interesse zero e di acquisto di 2,500 miliardi di titoli ha solo rinviato la crisi. Se la recessione si aggrava e la UE non accetta di fare una politica fiscale espansiva, si può arrivare ad un punto di rottura. E’ vero che la BCE può minacciare ritorsioni come dici, ma non possiamo rimanere paralizzati e poi finire travolti da un altra crisi come nel 2008 o nel 2011.

R - Sono d’accordo su queste vostre considerazioni. In teoria  il mio “Piano A” funzionerebbe, ma ci sono questi problemi pratici e politici.  Per questo motivo però sono anni che propongo anche un “Piano B” per l’Italia che sia credibile e quindi possa essere usato come leva per spingere avanti la discussione.Come in molte faccende esiste un modo giusto e uno sbagliato di implementarlo. Devi fare due cose. Quello che devi fare non è uscire dall’Euro con tutte le complicazioni del caso, ma semplicemente lo Stato italiano inizia a spendere e tassare in Lire. Assumendo che la nuova Lira sia fissata a 1 euro = 1 lira per semplicità,  lo Stato inizierebbe a pagare fornitori, pensioni e stipendi in lire nello stesso ammontare e anche a richiedere simultaneamente che le tasse siano pagate in Lire. per cui se lo Stato aveva una tassa di 5mila euro ora questa diventa di 5mila lire. Una volta che hai fatto questo hai di nuovo una politica fiscale e monetaria indipendente e puoi riportare la prosperità in Italia. Ma c’è una seconda cosa molto importante che enfatizzo. E’ essenziale non convertire gli Euro esistenti nei conti bancari in Italia in Lire. Molti piani che ho viso involvono la conversione forzosa degli Euro in Lire e sono categoricamente contrario.

D - Quindi si tratterebbe di una vera propria nuova moneta in parallelo all’Euro utilizzata dallo Stato, ma non una moneta legale che sostituisce l’Euro e in cui viene convertito tutto… Cosa succederebbe al valore di questa moneta, si svaluterebbe rispetto all’Euro no ?

R - OK, se forzi la conversione degli Euro in Lire avrai che molta gente non è per niente contenta di ritrovarsi delle Lire, corre a cambiarle in Euro e la Lira si svaluta e può svalutarsi molto, del 40% ad esempio.Senza contare che anche molto prima del giorno della conversione ci sarebbe una fuga di capitali La Banca Centrale non sa come fermarli e alza i tassi di interesse, la svalutazione fa aumentare il costo delle importazioni e alla fine hai un caos, il governo cade ecc..

D - Sì, questa è sempre stato il problema cruciale quando si parlava di ritornare alla lira, la fuga di capitali.

R - Tutto questo si può evitare se ci limita a tassare in Lire e pagare le spese dello Stato in lire, senza imporre alcuna conversione  in lire delle migliaia di miliardi di euro che oggi sono banca. Li devi lasciar stare, la gente deve poter tenersi i suoi euro e l’euro continuare a circolare come prima tra privati e con l’estero. Dato però che lo Stato richiederebbe di pagare le tasse in queste nuove Lire, si creerebbe una domanda di Lire da parte di chi deve pagare tasse. In questo modo le lire tornerebbero a circolare, ci sarebbe domanda di lire da parte di residenti italiani che hanno ancora i loro euro ma devono pagare le tasse in lire oraNon ci sarebbe invece ragione di cambiare le lire in euro, visto che comunque i propri risparmi restano in euro. Non ci sarebbe quindi nessuna fuga di capitali dalle banche italiane visto che i soldi resterebbero in euro, per chi lo voglia mantenere. Ci sarebbe anzi una scarsità relativa di Lire rispetto agli Euro perchè in Italia ci sarebbero migliaia di miliardi in banca in euro e non ci sarebbero lire, se non quelle che lo Stato spende nel corso dell’anno. Per pagare le tasse molti avrebbero bisogno di lire e venderebbero i loro euro per lire e in questo modo la svalutazione della Lira sarebbe molto limitata, spinta solo da chi all’estero, non avendo lire, le vendesse allo scoperto come speculazione. Ma in Italia ci sarebbero 3 o 4mila miliardi di euro in banca e una domanda costante di lire per pagare le tasse e questa domanda di lire sosterrà il tasso di cambio della Lira verso l’Euro.

D - In questo “Piano B” i privati, famiglie e aziende, non sarebbero obbligati per legge ad utilizzare la nuova lira e continuerebbero, se gli conviene, a pagare in euro ? E i debiti in Euro ?

R - Nel settore privato si continuerebbe ad operare in Euro come prima, ma come spiegato, per pagare le tasse alcuni dovrebbero ogni tanto procurarsi lire vendendo quindi una parte dei loro euro e questo farebbe circolare delle lire in modo spontaneo, senza forzarlo per legge.  Lo Stato riceverebbe degli Euro perchè appunto ci sarebbe chi li vende per pagare le tasse in lire e con questi euro lo Stato ripagherebbe ad esempio i Btp che scadono. E’ importante capire che se non converti gli euro in lire, ma lasci i soldi in euro in banca come adesso, all’inizio ci saranno poche lire, solo quelle che lo stato comincia a spendere mese per mese oppure quelle che lo stato emette e vende a chi ne ha bisogno per pagare le tasse. Dato che quasi tutti avranno man mano bisogno di lire per le tasse lo Stato ne emetterà e in questo modo si procurerà euro che gli occorrono durante la fase di transizione che può durare un anno.

D - Ma cosa succederà poi nel corso del tempo ? La nuova lira si sostituirà all’Euro ?

R - Dato che lo Stato italiano spende e tassa per cifre enormi, questa doppia circolazione di lire ed euro non durerebbe in eterno, ma gradualmente, nel corso di diversi anni, si tornerebbe ad usare prevalentemente lire. Sempre però in modo volontario e graduale, senza mai toccare i soldi in banca degli italianiLa differenza con i piani di uscita dall’Euro che ho visto è che eviteresti una pesante svalutazione iniziale e il panico con fuga dalle banche per portare via gli euro ed evitare che il governo te li converta per decreto una mattina in lire.Con questo piano il governo italiano riavrebbe il controllo di una sua moneta indipendente con cui spendere e tassare e potrebbe risanare l’economia  dimezzando ad esempio l’IVA, spendere per infrastrutture e fare altre cose socialmente utili.

D - Alla fine sarebbe un modo graduale di ritornare alla Lira ?

R - Questo “Piano B” va proposto e discusso specificando che è non è la soluzione ideale, che l’obiettivo primario del governo italiano non è ritornare alla Lira, ma convincere gli altri paesi dell’eurozona a cambiare le regole del deficit e smettere con l’austerità. Questo non è il “Piano A”, che sarebbe di riformare la struttura dell’Eurozona abbandonando l’ossessione per i deficit e deficit pubblici. Tuttavvia, se la Germania e altri paesi non vogliono ascoltare, occorre avere un piano alternativo che può essere effettivamente implementato in caso di necessità da parte dell’Italia. Per poter sedersi al tavolo in sede UE  con un potere di negoziazione, il governo italiano deve avere un alternativa credibile, che non è il ritorno “secco” alla lira in cui converti forzosamente di colpo tutti gli euro in lire. Come ho spiegato questo spaventa il pubblico, provoca una massiccia svalutazione e un caos per il sistema bancarioQuesto “Piano B” invece, di iniziare a tassare e spendere in lire da parte dello Stato, senza però toccare gli euro in banca dei cittadini, per cui euro resta come moneta legale, ma la lira è la moneta in cui paghi le tassse, sarebbe un alternativa più pratica e credibile. Consentirebbe al governo Italiano di negoziare alla pari in Europa per cercare di convincere gli altri governi a superare l’austerità

 

(traduzione dall’inglese di Giovanni Zibordi)


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Re: Editoriale sul Sole sulla moneta fiscale - 20 marzo  

  By: G.Zibordi on Martedì 02 Aprile 2019 11:03

https://www.ilsole24ore.com/art/commenti-e-idee/2019-03-31/una-moneta-fiscale-parallela-crescere-senza-fare-debito-112250.shtml?utm_term=Autofeed&utm_medium=TWSole24Ore&utm_source=Twitter#Echobox=1554126231

 Di seguito è il testo completo dell'articolo, apparso in forma leggermente abbreviata come editoriale sabato 20 marzo sul Sole:

 

Una moneta fiscale per contrastare la recessione

 di Paolo Becchi, Giovanni Zibordi

 La produzione industriale nell’eurozona è crollata del -4,4% rispetto a un anno fa, con punte del -13% in Irlanda e -6% in Olanda e i commenti oggi sono che il peggioramento improvviso dei dati presenta somiglianze con l’ultima recessione globale nel 2008-2009. L’Italia è però già in recessione, intesa come due trimestri consecutivi di riduzione del PIL e la recessione ha già fatto salire il deficit pubblico ad un 2,7% effettivo.

 Ci sono già uffici studi che parlano di calo del -0,5% del PIL per il 2019 e dato che invece il governo aveva messo nel budget un 1,3% questo significa che il deficit può salire ancora e arrivare al 3%. Lo “spread” se ne è accorto ed è tornata sui 290 punti, ma va detto che almeno 30 punti sono dovuti al fatto che il rendimento dei titoli tedeschi si è praticamente azzerato (e parliamo di titoli a 10 anni, perché quelli a 2 anni ad es in Germania sono a -1%).

 Morale: le cose non vanno bene in eurozona e in Italia vanno ancora peggio, con un peggioramento che “supera le aspettative”. Notare che il petrolio e anche l’euro sono scesi nell’ultimo anno per cui sembra proprio qualcosa di serio, sembra che il ciclo economico abbia girato come nel 2008.

 La discussione sul destino dell’economia si è però spenta dopo i mesi di estenuanti trattative per partorire la manovra del 2,04% e il tormentato reddito di cittadinanza di cui ancora oggi non si sanno esattamente i criteri perché si stanno ancora discutendo dozzine di emendamenti. A questo proposito, chi agogna ai 780 euro al mese andrebbe informato che nelle clausole del budget approvato assieme alla UE c’è scritto che se l’economia peggiora, e quindi calano le entrate fiscali,  tale assegno verrà ridotto. E il resto degli italiani dovrebbe sapere che nelle “clausole di salvaguardia” inserite nel budget della manovra c’è scritto che se le entrate calano a fine anno si aumenta l’IVA di almeno 15 miliardi, il che può voler dire IVA al 26%.

 Il voto dell’Abruzzo con un’astensione al 48% e il crollo dei 5Stelle mostra che gli italiani sono sfiduciati sull’economia, ma la cosa per ora non tocca Salvini, che concentrandosi sull’immigrazione continua ad  avanzare. Il suo successo sembra dovuto soprattutto al discredito di quasi tutti gli altri, ma essendo di fatto potenzialmente il deus ex machina, con i 5Stelle sull’orlo di una crisi di nervi, Salvini si dovrà assumere responsabilità su come vanno le cose e non solo sugli sbarchi. E le cose stanno peggiorando abbastanza in fretta nell’economia.

 Cosa si può fare per evitare che la recessione incancrenisca i  problemi dell’Italia, che di fatto ha un’ economia in depressione da dieci anni?

In Germania, a Düsseldorf il 23 novembre scorso, economisti tedeschi noti come ad esempio Thomas Mayer, ex capo economista di Deutsche Bank, hanno discusso una ”Parallelwährung für Italien” cioè una moneta parallela (all’Euro), per l’Italia, onde evitare che l’Italia affondi alla fine tutto il sistema dell’euro. È paradossale che gli economisti tedeschi si trovino a discutere di una soluzione per noi e i nostri economisti invece siano assenti. Proviamo a rimediare qui un poco noi spiegando cosa si dice in Germania, dove, sorpresa sorpresa, si parla anche dei “minibot” della Lega.

 Gli economisti tedeschi notano innanzitutto che lo Stato italiano da 25 anni spende  meno di quello che incassa, non si indebita per pagare le pensioni o degli stipendi, ma solo per pagare interessi su interessi, è costantemente come si suoll dire in “avanzo primario” e cioè le tasse sono sempre di più delle spese. Anche gli interessi sono una spesa, ma solo una piccola parte finisce poi nell’economia italiana perché un terzo va all’estero e un terzo a banche centrali e banche (e il terzo circa che va a famiglie italiane indirettamente, tramite fondi, polizze e simili finisce in risparmio e non in spesa).

 Che fare? Anche gli economisti tedeschi discutono di quella che chiamiamo “moneta fiscale”,  cioè una moneta a fianco dell’Euro, che quindi non lo sostituisce e che lo Stato emette e poi accetta per pagare le tasse. Nel “contratto” di governo di Lega e M5S c’è una proposta che va in questo senso per l’emissione di circa 60 miliardi di “minibot” con cui saldare i debiti arretrati dello Stato verso le imprese. Un’idea sostenuta inizialmente da Claudio Borghi e ritornata al centro del dibattito pubblico dopo esser stata rilanciata proprio da Libero.

La proposta dei “minibot” che è stato inserita nel famoso “contratto” di governo è una fattispecie della moneta fiscale: un concetto che è stato dibattuto in centinaia di articoli e molti studi negli ultimi anni. Ad esempio in Italia sono stati pubblicati due libri al riguardo e l’ufficio studi di Mediobanca ha pubblicato un report che proponeva 40 miliardi di moneta fiscale utilizzando uno schema simile.

 Un esempio pratico  per capire il concetto di moneta fiscale è quello dei crediti per le ristrutturazioni edilizie, in cui lo Stato consente di scalare dalle tasse negli anni a venire metà delle spese sostenute. Se questi crediti fossero trasferibili ad altri e venissero estesi a tutte le famiglie e imprese indipendentemente dalle spese edilizie, diverrebbero qualcosa che ha un valore simile a quello degli euro. L’idea, insomma, è che lo Stato possa  emettere sconti fiscali futuri: in questo modo garantisce al cittadino che li riceve qualcosa che ha un valore, dato che con 1,000 di sconto fiscale l’anno prossimo eviterà di pagare 1,000 euro. Le imprese e famiglie che abbiano bisogno immediatamente di soldi potrebbero però cederli subito, con uno sconto del 5% o 10% ad esempio, a chi invece aspetti di utilizzarli e in questo modo circolerebbe  da subito più denaro nell’economia. Funzionerebbe come una seconda moneta, interna all’Italia, che quando venga scambiata, avrà un valore vicino agli euro.

 La prima obiezione rivolta alla “moneta fiscale” è che sarebbe nuovo debito, ma un credito fiscale, come quello delle ristrutturazioni edilizie, non obbliga lo Stato a  sborsare euro per cui non è classificabile contabilmente come un debito.

La seconda obiezione è  che anche se non è nella forma, nella sostanza diventerà comunque  nuovo debito per lo Stato, quando i beneficiari invece di versare euro all’Agenzia delle Entrate verseranno questi buoni o sconti che lo Stato ha emesso.

 

Per evitare allora un deficit una soluzione che è stata studiata è di far incassare questi sconti presso l’agenzia delle entrate non subito, ma con due anni di ritardo (come poi avviene in realtà con le agevolazioni per le ristrutturazioni, che infatti non hanno mai peggiorato il deficit pubblico). In questo modo chi li riceve ha in mano un titolo che gli da diritto a un’ agevolazione e può rivenderlo e scambiarlo, ma l’impatto per lo Stato è differito. In questo lasso di tempo l’effetto sull’economia fa aumentare il PIL e anche il gettito fiscale

 Avresti quindi un effetto positivo immediato perchè milioni di persone si ritroverebbero  in mano (diciamo su una carta di credito apposita, emessa dalle Poste) alcune migliaia di euro di sconto fiscale, che non possono usare subito, ma che sanno avere un valore. Se tutti li ricevono e se sono trasferibili allora verranno scambiati come se fosse moneta addizionale. Una moneta che vale un po’ meno dell’euro, ma che è gratis per cui sono soldi in più nell’economia e come tali consentono di fare compravendite addizionali e produrre alla fine più reddito e anche più gettito fiscale.

 Il reddito addizionale che questa liquidità produrrà sarà sufficiente a far arrivare un gettito fiscale addizionale in euro che eviti un deficit dopo due anni ? Se emetti 40 miliardi di questa liquidità oggi e altri 40 miliardi l’anno prossimo nel 2021, quando si possono incassare presso il fisco, ci saranno forse 100 miliardi di euro in più di PIL e quindi è possibile che entrino anche 40 miliardi in più di tasse evitando un deficit addizionale

Non è possibile saperlo con certezza perchè molto dipende da come sono percepiti dal pubblico: se tutti li tengono in tasca e aspettano il 2021 allora hai un deficit, se invece tutti li scambiano e li usano anche per comprare nei negozi puoi avere più PIL, più tasse e niente deficit (nel 2021)

Una terza obiezione è che questo moneta sia una specie di Lira mascherata.

E’ chiaro che non sono uguali agli euro perchè non puoi tirarne fuori contanti col bancomat e se vai all’estero non li riconoscono, per cui 1,000 di buoni fiscali varranno 950 o 900 euro, ci sarà una “svalutazione” insomma rispetto all’euro.

Se la quantità emessa è piccola, qualche miliardo, non si discosteranno  molto dall’euro perchè, come si è detto, se si aspettano due anni il fisco li accetta alla pari con gli euro e sarebbe stupido dare via per 60 o 70 qualcosa che vale 100. Se il governo  per stimolare veramente l’economia ne emettesse invece una quantità importante, 40 o 50  miliardi, allora possono deprezzarsi di più per via della domanda e offerta, Va tenuto presente che lo Stato italiano spende 800 miliardi l’anno e ne incassa 760 miliardi circa e nei conti correnti ci sono circa 1,400 miliardi, per cui anche 50 miliardi di questi sconti fiscali trasferibili sono una quantità che può essere assorbita e scambiata senza problemi

 Il punto cruciale è emetterne oggi ad esempio 40 miliardi fa aumentare il PIL nel 2019 e 2010 prima che vengano incassati nel 2021.

E’ plausibile che una carta di credito “fiscale”, emessa ad esempio dalle Poste, tramite cui ricevi 3,000 euro di sconti fiscali venga accettata presso i centri commerciali e man mano dalla maggioranza degli esercizi commerciali.  Di nuovo, non sappiamo esattamente con quale sconto rispetto agli euro, se del 3% o 6% o 10% perchè questo dipenderà dalla reazione del pubblico e degli operatori economici. Sicuramente però non si svaluteranno del 20 o 30% perchè il fisco li accetta alla parità con l’euro, 100 euro di sconti fiscali per il fisco valgono 100 euro di tasse

 Se si volesse evitare del tutto ogni possibile deficit addizionale bisognerebbe che lo stato oltre a dare questi sconti fiscal li usasse anche per pagare delle sue spese e quel punto sarebbero proprio una seconda moneta a tutti gli effetti. Questo però è più delicato perchè giustamente chi riceve un pagamento oggi in euro non vuole essere obbligato a ricevere qualcosa che vale meno degli euro.

 Tutto il concetto della “moneta fiscale” è invece su base volontaria, nessuno è obbligato a fare niente e gli euro non vengono toccati. Si riceve uno sconto fiscale gratis, imprese e famiglie, e si può decidere di rivenderlo se si ha bisogno di spendere soldi oggi a chi invece preferisca aspettare e usarli tra due anni per pagare le tasse.

 Quello che è certo è che con questa liquidità addizionale l’effetto sul PIL sarà positivo e lo Stato incasserà quindi anche più tasse grazie ai pagamenti e transazioni generati da questi miliardi di sconti fiscali che circolano tra il pubblico e le imprese.  Può darsi che le  tasse aumenteranno a sufficienza per coprire i miliardi di sconti fiscali emessi quando scadranno e si potranno utilizzare con il fisco. Questa questione si può dibattere, ma se quando vengono incassati si creasse lo stesso un deficit sarà tra due anni ad esempio e intanto l’economia si è ripresa.

 Dato che c’è un periodo di tempo in cui circolano prima di essere incassati e dato che si vuole darne a tutti gli italiani, si suppone che vengano accettati gradualmente da quasi tutti gli esercizi commerciali come forma di pagamento e diventino quindi una moneta elettronica (tramite una carta di credito fiscale) parallela all’euro

 Questo è lo schema della “moneta fiscale”, qualcosa che funziona come la moneta legale, ma non la sostituisce. Una liquidità addizionale che lo stato emette e si aggiunge alla quantità di moneta legale quando quest’ultima sia insufficiente. E oggi è insufficiente, dopo 25 anni di austerità, cioè lo Stato che tassa sempre di più gli italiani di quello che spende e dopo che le banche hanno tagliato più di 200 miliardi alle imprese

 L’ideale sarebbe che, se dopo qualche anno il pubblico si dimentica, per così dire, che sono sconti fiscali e tutti usano la carta di credito fiscale per effettuare pagamenti allo stesso modo in cui usano il bancomat e la carta Visa, allora lo Stato può provare ad usare la moneta fiscale anche per pagare una parte delle sue spese. A quel punto il cerchio si chiude e avrai una seconda moneta elettronica locale in Italia, parallela all’euro che consente allo Stato italiano di dare una spinta all’economia senza indebitarsi come accade ora

Nella situazione depressa dell'economia italiana attuale l'unica soluzione pratica è l'emissione di una "moneta fiscale" parallela (all'euro) da parte dello Stato italiano che aumenti la circolazione di moneta e il potere d'acquisto senza aumentare il debito pubblico.


 Last edited by: G.Zibordi on Martedì 02 Aprile 2019 12:07, edited 1 time in total.

Re: Creare una Moneta Fiscale (parallela all'Euro) in Italia  

  By: shera on Giovedì 12 Luglio 2018 10:35

Non pretendo di spiegarti la differenza tra salario e pil, da questo nasce la confusione... metti insieme le pere con le mele.

 

Ti basta capire questo:

Nel tuo ragionamento la casa che è stata comprata esiste ancora, mentre le mazzette pagate durante la guerra fredda hanno evitato che per qualche idiota di troppo, si finisse come l'ukraina.

 

Ora ci sono due possibilità:

metti la tassa sugli assessori (ho già spiegato a bullfin che continueranno a tartassare i tontoloni padanari e non beccheranno mai i furbi, proprio perchè gli assessori sono avanti anni luce rispetto a bullfin)

o monetizzi il debito, svaluti e crei un 5-8% di inflazione per riassorbire i debiti

 

.

Il privato ovviamente fa prima ad uscire dal sistema italia (per questo di maio è contro la delocalizzazione) e lasciare in mano all'assessore e all'antitrader quello che rimane di un campo di battaglia.

Re: Creare una Moneta Fiscale (parallela all'Euro) in Italia  

  By: antitrader on Giovedì 12 Luglio 2018 10:13

Sisi,

l'avanzo primario, l'argomento degli idioti (e dei rettiliani).

Come quello che si e' impegnato gran parte del salario su un mutuo e poi dice: se non avessi il mutuo sarei ricco.

 

Re: Creare una Moneta Fiscale (parallela all'Euro) in Italia  

  By: shera on Giovedì 12 Luglio 2018 09:46

Anti l'italia è in surplus da 20 anni, il resto sono chiacchiere da bar (di pidioti)

Re: Creare una Moneta Fiscale (parallela all'Euro) in Italia  

  By: antitrader on Giovedì 12 Luglio 2018 00:34

Shera,

ma quali interessi su interessi? Negli anni 70 si arrivo' a pagare in interessi fino al 20/25% del pil, adesso sei al 4%.

Ma poi c'e' un trucco di cui nessuno parla mai. il debito dovrebbe essere la sommatoria dei deficit via via cumulati.

nel 2017 il deficit e' stato di 1.8%, circa 30 mliardi scarsi, come e' possibile che il debito e' aumentato di 50?

Hai presente la "flessibilita'" conquistata con i pugni sul tavolo? Ecco, ci e' stato concesso che alcune poste

non entrassero nel deficit, ma se spendi, deficit o non deficit, alla fine sempre nel debito te le ritrovi.

E' la cialtroneria bellezza! (altro che interessi).

Adesso sta mandria di somari vorrebbe spendere100 miliardi aggiuntivi finanziandosi al 3%

Ma rob de matt!

 

 

Re: Creare una Moneta Fiscale (parallela all'Euro) in Italia  

  By: traderosca on Mercoledì 11 Luglio 2018 21:59

"Evidente l'errore strategico dei neocons europei, dovevano aiutare renzi molto di più e usare i MSM per ridurre lo scontro generazionale, riducendo le pensioni e abbassando lo spread, ma sono dei poveri coglioni e la coperta è corta, I tedeschi usano l'economia per avere la loro rivincita..."

 

Shera,ogni tanto uno sprazzo di luce.

Sono stati dei coglioni perchè non immaginavano un successo di quelle dimensioni del M5S e Lega,loro ipotizzavano

un governo Berlusconi-PD nella peggiore delle ipotesi.Poteva andare meglio e peggio per loro se avesse ottenuto la maggioranza il M5S

e Lega all'opposizione......così è più complicata la faccenda,vedremo....

 

Re: Creare una Moneta Fiscale (parallela all'Euro) in Italia  

  By: shera on Mercoledì 11 Luglio 2018 20:53

Il debito pubblico è stato creato ai tempi del muro di berlino, dando prosperità al popolino quando Anti voleva il baffone, negli ultimi anni è cresciuto solo di interessi su interessi.

Pure ora basterebbe dire che se non fermano l'invasione e le ong pirata, chiediamo aiuto alla marina cinese per pattugliare il mediterraneo, Macron e Soros farebbero la colletta per pagare le motovedette al governo di tripoli...

Evidente l'errore strategico dei neocons europei, dovevano aiutare renzi molto di più e usare i MSM per ridurre lo scontro generazionale, riducendo le pensioni e abbassando lo spread, ma sono dei poveri coglioni e la coperta è corta, I tedeschi usano l'economia per avere la loro rivincita...

 

Re: Creare una Moneta Fiscale (parallela all'Euro) in Italia  

  By: lmwillys1 on Mercoledì 11 Luglio 2018 19:21

lo spread deve essere ZERO

 

'(Stiglitz) "Comunque ci sarebbe anche un’ulteriore opzione, una sorta di via di mezzo. Quale?
Potrebbe essere la Germania ad uscire dall’euro. Oppure potrebbe essere sempre la Germania a fare qualcosa per riequilibrare l’Europa. Per esempio dovrebbe alzare i salari dei lavoratori tedeschi e incrementare la spesa."

Possibilità, pari a ZERO all’infinito, mettetevi il cuore in pace questi hanno lucrato per anni sull’Europa, prima hanno saccheggiato la Germania dell’Est, poi hanno proseguito con la Grecia, questi il saccheggio ce l’hanno nel sangue, nel loro DNA, solo che questa volta lo hanno fatto alla luce del sole, attraverso dinamiche economico/finanziarie.

La Germania ha lucrato centinaia di miliardi di euro sulle sorti di questa unione monetaria e ha tutto l’interesse che la crisi prosegua per continuare sui problemi dei Paesi come il nostro, noi abbiamo tutto l’interesse a provare un’alternativa, sono anni che vi spieghiamo il perché.'

 

gnente, Mazzalai stronca le mie speranze (mi riesce difficile concepire un tafazzismo crucco simile) ... vabbè, se sfracella tutto prima del previsto mica piango

 

Re: Creare una Moneta Fiscale (parallela all'Euro) in Italia  

  By: traderosca on Mercoledì 11 Luglio 2018 14:53

ottima strategia del governo per rivedere i difetti delle regole europee con l'implicita minaccia e non esplicita,dell'uscita dall'euro..........

Certo che la coalizione non aiuta nella strategia,sarebbe stato meglio governasse il M5S e Lega fuori........

Re: Creare una Moneta Fiscale (parallela all'Euro) in Italia  

  By: antitrader on Mercoledì 11 Luglio 2018 13:55

Dice Borghi che deve essere la BCE a fissare gli spread.

Infatti lo ha fissato, a 240, prima della rottura degli argini tra settembre e ottobre.

Ciao ragazzi.

 

Re: Creare una Moneta Fiscale (parallela all'Euro) in Italia  

  By: antitrader on Mercoledì 11 Luglio 2018 13:32

Dall'euro si esce solo nel pieno di un marasma totale, con la democrazia e la costituzione sospese.

Il piano B di Savona e' solo un piano libresco, il tipo, a 82 anni sa benissimo cosa vuol dire.

B&B, anche loro ideatori di piani libreschi, han gia' abbandonato l'ideona.

Facile scrivere (e leggere) i libri, le realta' e' un po' diversa (e la poltrona e' molto comoda).

Dall'euro ci sbattera' fuori il mercato, se avremo la forza di respingere la Troika.

 

 

Re: Creare una Moneta Fiscale (parallela all'Euro) in Italia  

  By: Tuco on Mercoledì 11 Luglio 2018 13:12

Pana, non condivido per un cazz le tue idee, ma lotterò sempre perché tu possa esprimerle: non più di due post al gg però...

Giggino fa bene a controbilanciare Savona (il quale esterna per tranquillizzare l'elettorato che la direzione è quella, ma nun se pò dì, si sà, cazzo.)

Re: Creare una Moneta Fiscale (parallela all'Euro) in Italia  

  By: pana on Mercoledì 11 Luglio 2018 13:08

vai supergiggino

MENO MALE CHE DI MAIO CEEEEEE

 

Re: Creare una Moneta Fiscale (parallela all'Euro) in Italia  

  By: shera on Mercoledì 11 Luglio 2018 13:02

Il mercato ci chiede un punto in piu' del Portogallo e questi vogliono fare piu' debiti (in EURO).

non se lo vogliono mettere nella zucca (vuota): l'unica opzione rimasta e' il ritorno alla lira (e relativo default).

Intanto non c'e' la copertura nemmeno per il decreto dignita' che costa 3 cocomeri un peperone mentre salvini pensa ai "negri".

Anti i negri sono stati la merce di scambio di Gentiloni e Renzi per dare mance elettorali, gli 80 euro, i 3 milioni di qua, i 10 milioni di là... Salvini ha spaccato il giocattolo.

C'è gente che non ha ancora capito che deficit target 2 costanti significa che dobbiamo svalutare la moneta, se fosse possibile servirebbe un corralito... ma chiuderanno i recinti solo quando il bestiame sarà uscito...

Poi il governo sta scricchiolando, io spero che Cottarelli faccia un po' di pulizia, perchè se stampiamo c'è il rischio che il 90% va agli assessori e ai consulenti della raggi.