Petrolio

 

  By: SpiderMars on Venerdì 11 Febbraio 2011 18:38

Esistono Documenti che rivelavano come nell'autunno del 2008 il Dipartimento di Stato avesse invitato a Washington diversi blogger e oppositori di Mubarak, intenzionati creare un'Alleanza democratica, che aveva come obiettivo finale quello di provocare un cambiamento di regime. Quando? Nel 2011, prima delle elezioni presidenziali. Scoop che che il governo Usa ha minimizzato e contestualizzato. http://www.ilgiornale.it/esteri/obama_torna_strategia_bush/11-02-2011/articolo-id=505155-page=0-comments=1

 

  By: Andrea on Venerdì 11 Febbraio 2011 18:35

Diamo già per scontato (commettendo lo stesso errore di CNN) che chi arriverà adesso sia cresciuto a birra e hamburger? Il più "filoamericano" sulla piazza è El Baradei (o come si scrive) che negava i rapporti sulla base dei quali è stata iniziata la guerra in Iraq (con ragione, peraltro). Pensa gli altri... In Giordania i capitribù criticano l'eccessiva "occidentalizzazione" della corte. Occhio perché identificano la pancia vuota e la vita miserabile che conducono coi loro attuali capi che ritengono essere troppo vicini all'occidente. Difficile immaginare che con queste premesse le sirene dei fondamentalisti non abbiano presa...

 

  By: manx on Venerdì 11 Febbraio 2011 18:20

la contemporaneità delle sommosse in 4 paesi , Tunisia , Egitto , Yemen, Giordania , dove più dove meno , tutti e quattro con notevole influenza americana, sembra una coincidenza eccessiva. In parte potrebbe essere un'azione pilotata dagli Usa in vista della prossima morte del re dell'Arabia Saudita . Nel caso ci fosse instabilità in Arabia, con possibile distacco dall'alleanza con gli Usa o diminuzione della forza del legame , l'Arabia è un punto fermo filooccidentale anche se islam 100%, sarebbe facile per i fondamentalisti attecchire in tutti quei paesi agganciandosi al malcontento popolare e penetrare in tutta l'area mediterranea. Potrebbe essere un giocare d'anticipo e mettere in sicurezza quei paesi che non potrebbero reggere altri anni sotto le vecchie dittature ; se si perde l'alleanza con i paesi del Golfo , eventuali sommosse fra due tre anni sarebbero all'insegna dell'islamismo . Una riuscita delle sommosse sarebbe invece un'attrazione positiva per gli altri paesi mediorientali , che vedrebbero come meno attraente la proposta islamista radicale . Può darsi che la morte del Re in Arabia non cambi nulla , ma se cambia non sono solo problemi di approvvigionamento petrolifero ma anche di finanziamento e influenza dell'Arabia sui paesi limitrofi in senso antioccidentale. In pratica una ristrutturazione e rinforzo delle fondamenta di un edificio con crepe, in previsione di un possibile sisma.

 

  By: Andrea on Venerdì 11 Febbraio 2011 18:10

State pure tranquilli, può anche darsi che gli Stati Uniti prendano una posizione e stiano già "sponsorizzando" qualcuno. Ma ritenere che abbiano fatto partire l'intero casino in Egitto con un piano preciso, è un sogno (o incubo, a seconda del punto di vista). Non hanno capito nulla di ciò che stava succedendo. E forse anche adesso non hanno le idee troppo chiare. E' così da decenni, peraltro. L'antenato di tutti i diplomatici statunitensi è Franklin. Non mi pare ci siano dubbi sulla sua intelligenza, visione, cultura, ecc. Ma da molti decenni non mi pare che abbiano prodotto teste simili. Stamani per radio parlavano del fatto che "il software di intelligenza artificiale del Pentagono ha fallito nel prevedere ciò che succede in Egitto, i modelli che prevedeva erano diversi". No, dico, ve ne rendete conto. Il Pentagono (che da solo riceve fondi pari a quelli dei 13 o 14 equivalenti mondiali che lo seguono) usa un software di intelligenza artificiale (e va bhé) e non gli affianca anche delle TESTE degne di questo nome per una "revisione critica" dei modelli, delle previsioni, ecc. BRANCOLANO NEL BUIO.

 

  By: alberta on Venerdì 11 Febbraio 2011 17:19

L'esercito si fa garante Il Consiglio supremo delle Forze Armate si fa garante delle promesse fatte alla vigilia dal presidente egiziano Hosni Mubarak: in un comunicato letto in televisione, l'esercito ha promesso elezioni libere e trasparenti, senza però fissare una data, e ha offerto una revoca condizionata dello stato d'emergenza. L'esercito ha invitato la popolazione a "tornare a una vita normale" e ha rivolto un avvertimento contro qualsiasi minaccia alla sicurezza del Paese e della popolazione. ________________________ Mi sembra evidente che questa sia la strada, chiamamola Turca.....

 

  By: shabib on Venerdì 11 Febbraio 2011 15:54

Stock: Petrolio

e se si fosse cercato di prendere per mano il problema senza riuscirci ? se l'accompagno non riesce vincera' l'estremismo islamico e il petrolio torna l'arma contro gli infedeli... sapete la mia ammirazione per questa donna che per me dice cose importanti... Attenti, copiare la Turchia non significa democrazia Il Giornale, 11 febbraio 2011 Dovremmo davvero smetterla di raffigurarci schemi che ci garantiscano dove va a parare l’Egitto, meglio andare dallo psicanalista a calmare le nostre paure, specialmente ora che Mubarak vacilla sempre di più. Meglio smettere di immaginarsi una magnifica rivoluzione sociale di giovani e di donne che prepara la democrazia nel mondo arabo. C’è chi dipinge piazza Tahrir come una raffigurazione in termini arabi delle rivoluzioni liberali e anticomuniste dell’Europa dell’Est: lo faccia pure, si prenderà una solenne legnata. L’unico elemento di somiglianza l’ha individuato Sharansky: ogni uomo vessato dalla miseria e dalla prepotenza anela alla libertà. Tutti, senza distinzione. Fare il dittatore è rischioso. C’è chi si immagina che la Fratellanza Musulmana abbia aderito a un processo democratico, e anche Obama se ne accorgerà. Ogni affermazione di gradualismo di Mohammed Badie, il capo, è puro tatticismo, e se ne trova la conferma in altre sue terribili affermazioni contro la civiltà non musulmana: lo scopo è il califfato universale e, prima di tutto, in Egitto. Infine, ci sono quelli che si calmano pensando che l’Egitto adotterà un modello turco, islamico ma secolare, in pace con l’Occidente. Ma il modello turco in realtà non è come molti si figurano, cioè come uno scenario in cui i militari giuocarono un ruolo di stabilizzazione e i partiti islamisti vengono ammansiti con la partecipazione. Intanto, questa è un’immagine vecchia, antecedente alla Turchia di Erdogan, ormai parte dell’asse politico iraniano. E inoltre, non funzionerebbe comunque: l’Egitto, anche se era ed è tuttora fra i più secolari Paesi arabi, non ha mai avuto un leader formidabile come Kemal Ataturk che abbia fatto della secolarizzazione il suo compito storico, nessuno che gli abbia insegnato, in nome di una magnifica visione moderna, a scrivere in lettere latine o che abbia costretto le donne a partecipare al lavoro e a vestirsi all’occidentale... Dopo i colpi di stato del 1960 e del 1980 civili e militari lavorarono insieme per costruire la transizione alla democrazia. In ambedue i casi il capo dei militari divenne presidente e molte figure in parlamento si misero al loro fianco. Se l’Egitto dovesse seguire le orme di questa esperienza, l’esercito (che in queste ore ha effettivamente un ruolo centrale) verrebbe fiancheggiato da una pluralità di partiti di massa e rinnoverebbe la costituzione. Ma, peccato… l’Egitto non ha una struttura partitica sviluppata. L’unico partito ordinato, schierato, con un piano preciso, arricchito dai soldi delle donazioni e dei business di cui il mondo islamico estremista lo gratifica, è la Fratellanza Islamica. In secondo luogo, in Turchia l’esercito che aveva garantito una gestione laica del potere, comincia a sparire con la presenza sulla scena dell’Akp nel 2002. Questo partito islamico, una specie di Fratellanza all’acqua e sapone, decise di presentarsi morbido perché la Corte Costituzionale aveva chiuso i partiti islamici duri, il Partito del Benessere nel 1998 e il Partito della Virtù nel 2001. Era un periodo in cui tutti sperarono che la Turchia, liberatasi dal retaggio della continua violazione dei diritti umani, potesse accedere all’Unione Europea. Ma la storia è matrigna. Dopo che l’Akp vinse le elezioni del 2002 su una piattaforma moderata, cominciò la sua marcia verso l’islamismo e verso il terreno incognito che potesse restituirle l’onore che l’Europa non si decideva a accordarle. Divenne antiamericano e antisemita, e si assimilò all’Islam dell’Iran e dei suoi amici, duro, orgoglioso, antagonista. I militari sono stati fatti fuori, e così anche il potere giudiziario. La democrazia garantita dalla specificità turca è svanita, inutile invocarla: una volta eliminati i controllori, lo spirito islamista della Turchia è inesorabilmente resuscitato. La scelta moderata che era stata imposta da forze come l’esercito e i giudici, compagna di strada della marcia verso l’Europa, è saltata. Per l’Egitto, è inutile contare sull’opzione turca-laica se nessuno è là ad imporla. All’inizio questa soluzione potrebbe neutralizzare le forze religiose, ma alla lunga esse hanno nel mondo islamico una forza, un rigoglio ideologico e pratico straordinario. http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Categoria=3&Id=2518

 

  By: alberta on Venerdì 11 Febbraio 2011 15:14

Qui c'è un articolo che contiene un'interpretazione che sarà tacciata di parte... ma che ha delle basi documentali e logiche politiche indubitabili. Il segreto inconfessabile: la regia di Barack Obama dietro la rivolta in Egitto http://www.ilgiornale.it/esteri/obama_torna_strategia_bush/11-02-2011/articolo-id=505155-page=0-comments=1

 

  By: pana on Venerdì 11 Febbraio 2011 11:29

Mubarak non se ne va, le navi americane si avvicinano,pronte a mandare i marines, il vecchio re saudita ha avuto un infarto ...sempre toro per oil ma ORSO per le borse

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  By: pana on Giovedì 10 Febbraio 2011 11:58

questo e toro per oil ma ORSO per le borse peak oil in arrivo ? http://www.guardian.co.uk/business/2011/feb/08/saudi-oil-reserves-overstated-wikileaks

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  By: shabib on Martedì 25 Gennaio 2011 11:53

Stock: Petrolio

a prescindere dalle considerazioni possibili , la situazione attuale mi fa chiedere , se il petrolio e' piu' che triplicato in questi ultimi 7 anni ed e' uscito fuori da un gran triangolo ribassista , perche' bisogna meravigliarsi se anche le altre commodities vedono moltiplicato per 3 il loro valore rispetto al 2004 ?

 

  By: pana on Martedì 25 Gennaio 2011 11:46

ah bene qualcuno allora dovrebbe dirlo agli americani cheinvece di importare ogni giorni 10 milioni di barili di petrolio,(900 mln $ al giorno,27 mld $ al mese,etc..)potrebbero riaprire i vecchi pozzi di petrolio e avere l indipendenza energetica

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  By: pigreco-san on Martedì 25 Gennaio 2011 09:15

SORPRESA: IL PETROLIO È UNA FONTE RINNOVABILE! http://www.stampalibera.com/?p=21245

 

  By: pana on Giovedì 20 Gennaio 2011 09:47

aia, avevo letto qualcosa a riguardo dell EROEI calante sul carbone, ovvero che certi giacimenti avessero poco potere calrifero, cioe non tuttoil carbone da il rendimento che si vuole, certi tipo di carbone sono ricchi di zolfo e rendono poco e l energia che si spende per estrarlo e' quasi uguale a quella che si ottiene bruciandolo...preoccupante...

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  By: pigreco-san on Giovedì 20 Gennaio 2011 09:15

No peak oil yet? The limits of the Hubbert model http://www.theoildrum.com/node/7241

 

  By: pigreco-san on Martedì 18 Gennaio 2011 08:57

Ecco che qualcun altro comincia a vedere il triangolo su oil con target 100.