Ricopio qui dalla pagina Facebook del dott Scoglio la versione breve del suo report sui numeri Istat che conferma in modo più dettagliato quello che scrivo da più di un mese e cioè che nel 2020 non si è verificata una mortalità eccessiva, perchè ci sono stati anni come il 2015 e 2017 ad esempio in cui nel periodo invernale (dicembre-marzo o gennaio-aprile) i decessi sono stati maggiori che nell'equivalente periodo del 2020 con il Covid.
L'Istat in un nuovo report del 4 maggio di cui hanno parlato tutti i media con titoli sul "+49% di morti nel marzo 2020" aveva risposto indirettamente alle critiche che io e Becchi avevamo sollevato sui social come Twitter e poi nel famoso articolo sul Sole24ore che il CdiRedazione dei giornalisti aveva chiesto al direttore Tamburini di rimuovere.Il risultato era stato che per giorni tutti i TG e i giornali hanno titolato su un aumento dei morti del 50%
Istat nel nuovo report del 4 maggio lungo 40 pagine e pieno di tabelle e numeri come in nessun altro report che abbia mai prodotto, indica delle percentuali di aumento della mortalità che non corrispondono ai numeri della mortalità che l'Istat stessa pubblica (se li si vanno a cercare nascosti dentro i suoi report come ha fatto il dottor Scoglio).
Il trucco è quello che usano in tanti anche in Economia.... usare le percentuali, ma non indicare i numeri da cui le percentuali dovrebbero derivare. Sia nel mio caso che in quel dott. Scoglio invece, abbiamo cercato i numeri dei morti totali in Italia nel periodo invernale del 2020 per confrontarli con quelli dell'analogo periodo degli anni precedenti. Questo è l'approccio corretto e che si usa per vedere la "mortalità eccessiva" stagionale.
Il problema è: nei mesi di gennaio-aprile o dicembre-marzo, che sono i periodi che si calcolano per valutare l'incidenza della mortalità da influenza e polmonite stagionale, ci sono stati più morti o meno morti in presernza del virus del Covid degli anni precedenti ? Quanti siano attribuibili al Covid è un altro problema e secondario perchè in un 86ennne con due patologie gravi è difficile stabilire la causa ultima del decesso.
Se però il totale dei morti quest'anno, nei mesi in cui colpiscono le polmoniti stagionali, è uguale o quasi uguale a quello degli altri anni, allora ci si chiede perchè stiamo distruggendo 300 miliardi di PIL e provochiamo un crollo del 30% della produzione industriale.
Istat produce 40 pagine di numeri che sono quasi tutti percentuali e fa apparire "un +49% di morti" che poi tutti i giornali mettono in prima pagina, ma se hai la pazienza di leggerle, evita di indicare quante persone sono decedute negli anni precedenti nel periodo delle polmoniti invernali, che sarebbe il dato di base per confrontarlo con il totale dei decessi questo inverno.
Se sono 232 mila i decessi negli anni precedenti tra Dicembre e Marzo in media e 240mila quest'anno come ho stimato io, allora non c'è nessuna emergenza. Il dott. Scoglio usa il periodo Gennaio-Marzo qui di seguito e nel report PDF che ha messo sul suo sito che contiene tutti i numeri.. Quest'anno risulta allora, in base ai suoi calcoli che utilizzano i dati Istat, con 188 mila morti in 3 mesi nel 2020 è leggermente superiore alla media degli equivalenti tre mesi degli anni precedenti, ma se si guarda alle singole annate, ci sono anni come il 2015 con 188mila morti e 2017 con 192mila morti che risultano pari o leggermente superiori ai decessi del 2020
Aggiungo che al dott. Scoglio è forse sfuggito il dettaglio che addirittura Istat a pagina 25 scrive che ha deciso di "NON DIFFONDERE IL DATO DI 1,038 COMUNI" perchè avevano una mortalità più bassa delle media. Per cui in Friuli e Sicilia che hanno mortalità più bassa della media storica Istat come scrive lei stessa riporta i dati di un 72% dei Comuni mentre in Lombardia per il 97%!!
Questo è un fatto clamoroso, perchè Istat vuole indicare se la mortalità quest'anno è eccessiva rispetto agli altri anni ed esclude più di 1,000 Comuni su 7,900 perchè risultano avere mortalità bassa e dice che " probabilmente in questi comuni del Friuli sono lenti a riportare i morti" per cui li escludo...
In più, il confronto corretto dovrebbre includere anche Dicembre, come hanno fatto per la Francia Didier Raoult e per l'Europa intera Michael Levitt (vedi mio articolo precedente) e dato che il mese di Dicembre quest'anno aveva meno morti in tutta Europa della media questo riduce ancora la differenza.
Se si tiene conto quindi anche del fatto che a) l'Istat ha escluso 1.035 Comuni a bassa mortalità e b) che si dovrebbe includere anche Dicembre, la differenza tra i morti in questa stagione 2020 e quelli medi delle altre è anche minore di quella che calcola il dott. Scoglio e diventa praticamente zero
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Qui di seguito trovi la versione più sintetica del report dott. Scoglio
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Come promesso, posto qui il mio documento breve sul Rapporto iSTAT relativo alla mortalità al tempo del corona virus. Chi fosse interessato ad approfondire, può scaricare il .pdf della versione più ampia, completa di tutti i calcoli: purtroppo FB non mi consente di allegarlo a questa nota; così lo posterò (spero entro oggi) nel mio gruppo Dr. Stefano Scoglio - Nutriterapia Primordiale, da dove potrete scaricarlo (se non siete membri, basta che chiediate di diventarlo).
ISTAT, MEDIA NAZIONALI E PRESUNTO AUMENTO DI MORTALITÀ AL TEMPO DEL CORONAVIRUS
Dr. Stefano Scoglio, Ph.D.
Quella che segue è la sintesi di un più ampio lavoro di analisi del recente Rapporto, stilato congiuntamente da ISTAT e ISS, sull’aumento di mortalità nel periodo centrale della crisi corona virus, che potrete scaricare a parte.
Nel loro Rapporto, ISTAT e ISS fanno subito un’operazione scorretta: prima affermano che nel Marzo del 2020 c’è stato un aumento di morti del 49.4% rispetto alla media dei mesi di Marzo dei precedenti 5 anni (e questo è il numero che è finito su tutti i media), ma non forniscono nessun dato a supporto di tale affermazione (e vedremo che è “sbagliata”); poi cambiano immediatamente discorso e passano a trattare un periodo diverso, ovvero quello dal 20 Febbraio al 31 Marzo 2020, in rapporto allo stesso periodo negli anni precedenti, dando una serie di numeri molto difficili da verificare, perché ovviamente non esiste alcuno storico di dati riferito a tale anomalo periodo. Insomma, ISTAT/ISS si sono assicurati che i numeri dati fossero difficilmente verificabili, chissà perché.
Il rapporto inizia dicendo che relativamente al periodo 20 Febbraio-31 Marzo, nel 2020 si sono avuti 90.946 morti contro i 65.592 morti come media dello stesso periodo nei 5 anni precedenti. Intanto, evitano accuratamente di dire che la differenza di quelle due cifre non da lo strombazzato 49.4% di differenza, ma una più ridotta differenza del 38.6%.
Ma la cosa più grave è che, quando sono andato a fare il calcolo effettivo, ricostruendo un periodo (20-2/31-3) che non è direttamente disponibile, ho scoperto che la media del periodo dei 5 anni precedenti non è 65.592, come asserito apoditticamente da ISTAT/ISS, ma 79.172 morti; e che dunque la differenza tra i morti del periodo suddetto di quest’anno e quelli dei 5 anni precedenti non è del + 38,6% ma di un ben più misero + 14%!
E se si va a verificare non tanto la media (trucco statistico utilizzato per abbassare il termine di confronto), ma i singoli anni, si vede che ad esempio, nel 2015, nello stesso periodo ci furono 84,429 morti, e dunque la differenza a vantaggio del 2020 si riduce ad un ancora più minuscolo + 7%. Non certo un numero da pandemia, quindi inutile per chi vuole continuare a spargere panico!
Ma non finisce qui. Marzo 2020 è stato un mese insolito, perché è stato il vero mese invernale, dato che quest’anno Gennaio e Febbraio sono stati primaverili. Ecco perché a Marzo c’è stato un seppur minimo aumento di mortalità. Così, se andiamo a fare il confronto con lo stesso numero di giorni del periodo 20-2/31-3, ovvero 41 gg, ma dei periodi 1° Gennaio - 10 Febbraio (sempre 41 gg) degli anni 2019 e 2017, troviamo che nel 2019 ci sono stati 89.593 morti, numero molto vicino ai 90.946 del 20-2 /31-3 2020; e nel 2017 ben 96.417 morti, ovvero un 6% di morti in più della presunta devastante pandemia di quest’anno. Di fatto c’è stato un mero spostamento di mortalità legato alla variazione stagionale (il Marzo invernale di quest’anno), usato da governo, media, ISTAT e ISS per chiudere in modo folle l’intera economia e nazione.
La cosa è confermata da altri numeri:
- Nel primo trimestre 2020 il numero dei morti è stato approssimativamente (perché ricostruito plausibilmente dal sottoscritto) di 188.684. Questo numero è perfettamente nella media degli anni precedenti, ed è sostanzialmente identico al numero di morti del 2015 (188.072), e addirittura inferiore al numero dei morti del primo trimestre 2017 (192.045).
- Il numero di morti del mese di Marzo 2020 in rapporto agli anni precedenti, ci dà anche la possibilità di verificare l’attendibilità di quel + 49.4% che è stato pompato sia tutti i media. Il numero di morti del Marzo 2020 è di circa 71.487; la media del numero dei morti dei mesi di Marzo 2015-2019 è di 58.531. La differenza non è dunque del 49.4%, ma di un ben più modesto + 22%, meno della metà. Ma di nuovo, questo è possibile solo perché il confronto è fatto con la media, che se andiamo a vedere altri singoli mesi di Marzo, troviamo che nel 2015 ci sono stati 61.581 morti, e qui la differenza si riduce ad un mero 16%; e se di nuovo allarghiamo la prospettiva ad altri mesi invernali, troviamo il Gennaio 2019 con 68.209 morti, poco meno di quelli del 2020, e il Gennaio 2017, con 75.623 morti, addirittura un 6% di morti in più rispetto al Marzo 2020. Di nuovo, nessuna pandemia nel Febbraio-Marzo 2020: eccetto quella mediatica che continua imperterrita tuttora; e forse quella iatrogenica.
- Già, perché gran parte dei morti in eccesso nelle poche città più colpite, come Bergamo o Pesaro, dove ci sono stati forti aumenti di mortalità, sono dovute non al Covid-19 ma molto più probabilmente al protocollo stabilito dall’OMS, che ha allargato l’uso di una metodologia invasiva e molto pericolosa, l’intubazione e ventilazione forzata normalmente riservata come ultima spiaggia in pazienti comatosi e in fin di vita, a tutti i soggetti anche con difficoltà respiratorie temporanee.
- Questo è di nuovo confermato dai numeri ISTAT, se letti bene. Nella seconda parte del suo rapporto, ISTAT tratta l’insieme delle province italiane dividendole in 3 zone: Centro-Nord ad alta diffusione; Centro a media diffusione; Sud a bassa diffusione. L’incidenza dei morti con Covid-19 (dico “con”, perché non c’è nessuna prova che il virus abbia un nesso causale con la patologia) sul totale dei morti è: al Nord del 20,9%; nelle 35 province intermedie del 5.15%; nelle 34 a bassa diffusione del Sud, la percentuale di morti Covid-19 sul totale è di appena l’1.3%. Praticamente, al Centro-Sud la presunta pandemia ha avuto effetti pari a zero; al Nord avrebbe e causato la morte solo di un 1 deceduto su 5. Numeri che non sono né da pandemia né da epidemia. E se guardiamo per esempio la provincia di Bergamo, non c’è dubbio che il passaggio, nel periodo 20-2/31-3, dalla media dei 5 anni precedenti di 1180 morti ai 6.238 morti di quest’anno, è stato impressionante (+567%).
Ma se si guarda con attenzione, si vede che di questi 6.238 morti ne sono stati attribuiti al Covid-19 solo 2.346, mentre la stragrande maggioranza, quasi 4.000 (3.892) sono morti a causa di altri fattori (non specificati). Se consideriamo che gran parte dei morti attribuiti a Covid-19 sono nella stragrande maggioranza casi di individui con una media età di 80 anni e con gravi patologie pregresse, il numero di morti effettivi da Covid-19 è addirittura di molto inferiore. Ma anche così, è evidente che l'epidemia che avrebbe colpito alcune limitate parti di questo paese (il che di per sé rivela la natura non contagiosa della patologia stessa) non è di origine virale, ma si potrebbe definire, scherzando, “epidemia idiopatica”, cioè di cui non si sa l’origine, dato che i 2/3 (e a Torino addirittura i 9/10 e a Pesaro i 4/5) dei morti sono classificati come morti senza causa. E “idiopatico” è termine che spesso copre, appunto, eziologie iatrogeniche. I numeri non mentono, almeno se non li si fanno mentire…