Il male assoluto

Re: Il male assoluto  

  By: Bullfin on Giovedì 12 Gennaio 2017 20:54

Se per questo non hanno nemmeno citato il negro che ha gettato l'acido contro la modella ex partecipante a miss Italia...

I sinistri vedono solo quello che vogliono vedere....si chiamano INCOERENTI E IPOCRITI.!.

Re: Il male assoluto  

  By: pana on Giovedì 12 Gennaio 2017 17:53

non so se avete notato ma ne shera ne nellomanga hanno commentato la vicenda del 16 enne che tortura ed uccide i suoi genitori nel ferrarese

e poi gioca tranaquillo alla playstatio, il suo amico lo aiuta per 1000 euroeh gia,

nessun abbronzato o immigrato, tutto made in italy

Nella notte il figlio sedicenne della coppia uccisa - Salvatore Vincelli, 59 anni, e la moglie Nunzia Di Gianni, 45,  titolari del ristorante La Greppia di San Giuseppe di Comacchio - e un suo amico, sempre minorenne, sono stati portati alla caserma di Comacchio. Qui dopo un lungo interrogatorio sono stati fermati e hanno confessato consentendo ai Carabinieri di trovare l'arma del delitto. L'ascia con la quale sono stati massacrati i coniugi, martedì scorso, nella casa di via Fronte Primo Tronco 100/A, e i vestiti insanguinati dei due adolescenti. Erano in un corso d'acqua in una frazione vicina.

Re: Il male assoluto  

  By: DOTT JOSE on Lunedì 09 Gennaio 2017 09:35

spruzzano pesticidi sui campi dei palestinesi

 

 

http://www.infopal.it/israele-inizia-spruzzare-pesticidi-lungo-confine-gaza/


 Last edited by: DOTT JOSE on Lunedì 09 Gennaio 2017 09:38, edited 1 time in total.

FROM MARTIN ARMSTRONG...SEMPLICEMENTE PERFETTO...LA SINISTRA (MONDIALE) è IL MALE DI TUTTI I MALI.  

  By: Bullfin on Giovedì 05 Gennaio 2017 22:41

have never seen such hatred and violence coming from people who claim to reject violence and racism. Even I have received hate mail from the left, claiming I am advising Trump when I am not.

The left are really violent. There will no doubt be attempts on Trump’s life. We also have Obama doing everything possible to fuel civil unrest as well as international war. Just five days before Trump takes office, Obama is joining a Paris “peace” conference to force Israel to submit to two state policies where Jerusalem is surrendered. Obama has refused to accept that Jerusalem is in Israel and maintains that they are maintaining an “occupation” of the West Bank which includes Jerusalem. Why hold the conference just five days before Trump takes office? Obama is doing everything in his power to undermine Israel and isolate Russia. It is just amazing to watch a president desperate to force his agenda upon the incoming new president. Never in history has this ever taken place.

I trattati europei sono illeciti  

  By: Melchior! on Giovedì 05 Gennaio 2017 22:06

 

  By: defilstrok on Venerdì 19 Ottobre 2007 20:12

Scusate, ma non vi sembra che sia giunta proprio l'ora per un clamoroso waffankulo ai politici e a 'sti mercati? IO NON CE LA FACCIO PIU'!!

 

  By: Fortunato on Venerdì 19 Ottobre 2007 20:12

Zibo, la mia valigia è pronta, la sua? Fortunato

 

  By: GZ on Venerdì 19 Ottobre 2007 20:07

per fare della consulenza finanziaria dovrai pagarti un assicurazione obbligatoria da 1.5 milioni, fare esami, iscriverti all'albo, pagare nuove tasse e bolli... per fare un blog, dovrai iscriverti a un albo, pagare nuove tasse... presto gli verrà in mente che è obbligatorio per chi ha un sito farsi un assicurazione, in caso qualcuno diffami qualcun altro .. stanno rifacendo l'Impero Bizantino, dove si lavorava più che altro per seguire tutte le regole che i governanti escogitavano, evitare multe, ottenere permessi, farsi autorizzare, ottemperare ad obblighi, pagare le decime, le gabelle, le esazioni...

 

  By: Fortunato on Venerdì 19 Ottobre 2007 20:03

Amici leggete,prego: una vera "delizia". http://www.civile.it/news/visual.php?num=45712 http://punto-informatico.it/p.aspx?i=2092327 Fortunato

 

  By: gianlini on Venerdì 19 Ottobre 2007 19:58

ma è vera o è una bufala? sbaglio o anche cobraf.com sarebbe incluso nella lista di siti da chiudere (se non si adegua alla normativa)?

 

  By: Fortunato on Venerdì 19 Ottobre 2007 19:44

Dal blog di Beppe Grillo: "La legge Levi-Prodi e la fine della Rete Ricardo Franco Levi, braccio destro di Prodi, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, ha scritto un testo per tappare la bocca a Internet. Il disegno di legge è stato approvato in Consiglio dei ministri il 12 ottobre. Nessun ministro si è dissociato. Sul bavaglio all’informazione sotto sotto questi sono tutti d’accordo. La legge Levi-Prodi prevede che chiunque abbia un blog o un sito debba registrarlo al ROC, un registro dell’Autorità delle Comunicazioni, produrre dei certificati, pagare un bollo, anche se fa informazione senza fini di lucro. I blog nascono ogni secondo, chiunque può aprirne uno senza problemi e scrivere i suoi pensieri, pubblicare foto e video. L’iter proposto da Levi limita, di fatto, l’accesso alla Rete. Quale ragazzo si sottoporrebbe a questo iter per creare un blog? La legge Levi-Prodi obbliga chiunque abbia un sito o un blog a dotarsi di una società editrice e ad avere un giornalista iscritto all’albo come direttore responsabile. Il 99% chiuderebbe. Il fortunato 1% della Rete rimasto in vita, per la legge Levi-Prodi, risponderebbe in caso di reato di omesso controllo su contenuti diffamatori ai sensi degli articoli 57 e 57 bis del codice penale. In pratica galera quasi sicura. Il disegno di legge Levi-Prodi deve essere approvato dal Parlamento. Levi interrogato su che fine farà il blog di Beppe Grillo risponde da perfetto paraculo prodiano: “Non spetta al governo stabilirlo. Sarà l’Autorità per le Comunicazioni a indicare, con un suo regolamento, quali soggetti e quali imprese siano tenute alla registrazione. E il regolamento arriverà solo dopo che la legge sarà discussa e approvata dalle Camere”. Prodi e Levi si riparano dietro a Parlamento e Autorità per le Comunicazioni, ma sono loro, e i ministri presenti al Consiglio dei ministri, i responsabili. Se passa la legge sarà la fine della Rete in Italia. Il mio blog non chiuderà, se sarò costretto mi trasferirò armi, bagagli e server in uno Stato democratico. Ps: Chi volesse esprimere la sua opinione a Ricardo Franco Levi può inviargli una mail a : levi_r@camera.it Postato da Beppe Grillo alle 12:40 in Informazione / Commenti (2864) / Commenti piu' votati / Scrivi / Iscriviti / Autenticati / Invia ad un amico / GrilloNews / La Settimana / Trackback (17) / Le opinioni sui Blog 18 Ottobre 2007 " Se veritiera la notizia si commenta da sola. La mia parteza definitiva dall'italia si avvicina sempre più. Fortunato

 

  By: Fortunato on Lunedì 15 Ottobre 2007 15:28

Simpatico blog. http://teppista.blog.kataweb.it/2007/04/27/dottoressa-boccassini-mi-consenta/ Fortunato

 

  By: GZ on Domenica 14 Ottobre 2007 21:46

Per fare carriera negli enti pubblici bisogna essere stati nelle BR "...Claudia Gioia, è una delle dirigenti del Museo d'arte contemporanea di Roma, quattromilacinquecento euro di stipendio,. Era stata condannata a 28 anni di carcere per l'omicidio del generale dell'Aeronautica Licio Giorgieri e per il ferimento dell'economista Da Empoli, era nelle Unità comuniste combattenti (Ucc) ..." Inutile prendersela con i ^rumeni che fanno gli stupri come Grillo ora#http://www.beppegrillo.it/2007/10/stupro_libero.html^, i terroristi italiani con alcune centinaia di omicidi sulle spalle sono tutti liberi senza eccezione e praticamente tutti sono stati assunti in enti pubblici (perchè avevano amici che hanno fatto carriera in politica) ----------------------------------- Nicola Solimano Ex di Prima linea, condannato a 22 anni lavora alla Fondazione Michelucci di Fiesole, costituita nel 1982 dalla Regione Toscana e dai Comuni di Pistoia e Fiesole. È stato consulente della Regione Toscana per la nuova legge a tutela dei popoli Rom e Sinti e fra i coordinatori di un campus internazionale nell'ambito dell'iniziativa regionale Porto Franco, per conto dell'Assessorato alla cultura della Regione. Corrado Federico Alunni Fondatore Br, 58 anni, arrestato nel 1978 dopo esser passato nelle Formazioni comuniste combattenti. Nel 1980 tenta la fuga da San Vittore insieme a Vallanzasca, nel 2003 scrive un libro con altri autori (La rapina in banca, storia, teoria, pratica), da anni è fuori di galera, lavora in una coop informatica. Anna Cotone Ex bierre del Partito Guerriglia, coinvolta nel sequestro dell'ex assessore dc Ciro Cirillo, arrestata nel 1982, in semilibertà da anni, lavora dal 2002 nella segreteria politica dell'europarlamentare di Rifondazione comunista, Luisa Morgantini. Vittorio Alvaro Antonini Già responsabile della colonna romana Br, coinvolto nel sequestro Dozier, arrestato nel 1985, è in semilibertà dal 2000. Ogni giorno entra ed esce di prigione per lavorare all'esterno. Presiede l'associazione culturale Papillon-Rebibbia promotrice della protesta che nel 2004 si è allargata a tutte le carceri d'Italia. Ha avuto l'onore di essere convocato a Montecitorio dalla commissione-giustizia per discutere dei problemi delle galere. Smentì di esser stato perquisito in cella dopo l'omicidio D'Antona. Lauro Azzolini Membro esecutivo delle Br nel processo a Moro, 62 anni, tre ergastoli, l'uomo che sparò a Montanelli, è libero. Da semilibero ha iniziato a lavorare in una coop che si occupa di non-profit, settore disabili, per la Compagnia delle Opere. Barbara Balzerani Svariati ergastoli, ai vertici delle prime Br-Pcc, autrice del libro Compagna Luna per Feltrinelli, ha lavorato con la coop Blow Up di Trastevere specializzata nell'informatica musicale. Arrestata nel 1985 ottiene i primi permessi agli inizi degli anni Novanta. Marco Barbone L'assassino del giornalista Walter Tobagi si è pentito ed è tornato libero. Lavora in una tipografia a Milano. Cecco Bellosi Ex componente della colonna Walter Alasia, in manette nel 1980, condannato a 12 anni, libero nel 1989. Presiede un centro di recupero di tossicodipendenti a Nesso che collabora con l'associazione Lila. Vittorio Bolognese Colonnello delle Br-Partito Guerriglia, è in semilibertà dal settembre 2000. Ha lavorato come operatore informatico alla coop romana Parsec dove ha trovato Pancelli, Piccinino e altri ex irriducibili. Franco Bonisoli Brigatista del commando di via Fani, ergastolano, 13 anni di carcere, dissociato, è libero. Ha fatto il grafico in una Coop di Sesto San Giovanni, lavora in una società di servizi ambientali. Paola Besuschio Il suo nome venne fatto dalle Br durante il sequestro Moro, era detenuta, ne volevano la liberazione in cambio del leader dc. Lavora in una cooperativa statistica. Anna Laura Braghetti Ex compagna di Prospero Gallinari, è coinvolta nell'omicidio del giudice Vittorio Bachelet, è la carceriera di Aldo Moro in via Montalcini, nota come signora Altobelli: condannata al carcere a vita. Ha scritto alcuni libri, dal 1994 lavora tutti i giorni all'organizzazione di volontariato vicina ai Ds, Ora d'Aria che si interessa alle problematiche dei detenuti. Paolo Cassetta Esponente tra i più duri del partito armato, raffica di condanne alle spalle, è semilibero da un bel pezzo. Lavora stabilmente alla coop 32 dicembre, collegata al Centro Polivalente circoscrizionale intorno a cui gravitano vecchie conoscenze degli anni di piombo, come Bruno Seghetti e Cecilia Massara. Geraldina Colotti Militante delle Ucc, ex insegnante di filosofia, ferita in un conflitto a fuoco nel gennaio del 1987, ha lavorato alla coop romana 32 dicembre, oggi è impiegata al quotidiano Il Manifesto dove lavora anche l'ex bierre Francesco Piccioni, semilibertà dal 1999. Renato Curcio Fondatore e ideologo delle Br, gira l'Italia facendo conferenze in scuole, università, consigli comunali, presenta i suoi libri ai festival dei partiti. In tv, sulla berlusconiana Canale 5, è arrivato a dire che le vittime degli anni 70 sono i suoi compagni di lotta morti sul campo. Da dieci anni è a capo della coop editoriale Sensibili alle foglie che si occupa di studi sulla lotta armata, carcere e droga, tema quest'ultimo cavalcato da don Gallo, il parroco antagonista di Genova, che ha presentato il libro edito da Curcio insieme a Dario Fo. Condannato a 30 anni, ne ha scontati 24, è semilibero dal 1993. Alessandra De Luca Anche lei brigatista nel processo a Moro, è in semilibertà da tempo. È stata candidata col partito di Bertinotti alle regionali del Lazio, ma non ce l'ha fatta. Roberto Del Bello Ex brigatista della colonna veneta, condannato a 4 anni e 7 mesi per banda armata, oggi lavora al Viminale come segretario particolare di Francesco Bonato, sottosegretario agli Interni per Rifondazione comunista. Sergio D'Elia Dirigente di Prima linea, sconta 12 anni di carcere. Liberato e ottenuta la riabilitazione, entra nel partito radicale. Nel 2006 viene eletto alla Camera nella lista della Rosa nel Pugno e diventa segretario d'aula di Montecitorio. Fra polemiche e proteste. Adriana Faranda Fa parte della direzione strategica delle Br, aderisce presto alla dissociazione guadagnando la libertà. Viene rilasciata nel 1990 e affidata all'opera di don Calabria dove lavora al computer. Scrive libri, ha fatto la fotografa. Finisce al Costanzo Show, e sono polemiche infinite. Diego Fornasieri Insieme ad altri ex detenuti è attivo nel non-profit attraverso la cooperativa sociale di prodotti biologici Arete. Guerrigliero di Prima linea, incassa una condanna a 30 anni nel 1983. Libero. Alberto Franceschini Fondatore con Curcio delle Brigate rosse, nel 1983 si dissocia. Oggi lavora a Roma con la Braghetti all'associazione per detenuti Ora d'Aria. Condannato a più di 50 anni di galera, esce dal penitenziario nel 1992 dopo 17 anni di reclusione. Scrive libri, partecipa a conferenze. Prospero Gallinari Membro del commando che sparò alla scorta di Moro in via Fani, responsabile della prigione del popolo, è libero da tantissimi anni per problemi di cuore. Claudia Gioia Primula rossa delle Unità Comuniste Combattenti subisce una sentenza a 28 anni di prigione per il delitto del generale Giorgieri e per il ferimento dell'economista Da Empoli. È in libertà condizionale dal gennaio 2005. Nel 1991 finisce intercettata mentre parla, in cella, col br Melorio di un tentativo di ricostituzione delle Ucc. Eugenio Pio Ghignoni Brigatista coinvolto e condannato nel processo Moro, è il responsabile della Direzione Affari Generali dell'Università Roma Tre, cura la sicurezza. Maurizio Jannelli Già capocolonna romano delle Br, ergastolo per vari crimini (tra cui la strage di via Fani) ha lavorato alla Rai come autore a partire dal 1999. Per il Tg3 ha seguito Il mestiere di vivere, Diario Italiano, Residence Bastogi, fa parte dello staff della trasmissione sportiva Sfide. Ha scritto Princesa, libro su un transessuale suicida. Natalia Ligas Nome di battaglia Angela, la dura delle Br-Partito Guerriglia che partecipò al massacro di piazza Nicosia a Roma, ergastolana, permessi premio a partire dal 1998, dal 2000 è semi-libera nonostante non si sia mai dissociata. Maurizio Locusta Partecipa al delitto Giorgieri (24 anni di pena), viene estradato dalla Francia nel marzo 1988, dopo qualche anno esce ed è assunto alla fondazione Lelio Basso-Issoco come assistente di sala consultazione. Francesco Maietta Ex militante delle Ucc, condanne pesantissime, lavora part time in un ente importante dal 1990. Si è sposato nel 1998 a Ostia con una ragazza della Caritas. Suo testimone di nozze, il presidente emerito Francesco Cossiga. Corrado Marcetti Ex di Prima linea, oggi è direttore della Fondazione Michelucci a Fiesole. Nadia Mantovani Dissociata, condannata a 20 anni per appartenenza alle Br, ottiene la condizionale a gennaio '93 quando sconta due terzi della pena. Ex fidanzata di Renato Curcio, è tra le fondatrici dell'associazione per il reinserimento dei detenuti Verso Casa. Il 23 agosto 2004 la sua performance sugli anni di piombo al meeting di Rimini ha riscosso molto successo tra il pubblico di Cl. Mario Moretti Il numero uno delle Br, leader della direzione strategica, partecipa al sequestro Moro, dopo 17 anni di carcere, 9 di clandestinità e 6 ergastoli, nel 1994 ottiene il permesso di andare alla Scala. Una volta fuori, in lavoro esterno, si occupa di volontariato. Esperto di informatica partecipa alla fondazione della Cooperativa Spes composta da ex irriducibili dissociati. La coop ottiene vari contributi, anche dalla Regione Lombardia, insieme all'associazione Geometrie variabili cerca forme di lavoro non alienanti per i detenuti. Scrive libri. Valerio Morucci L'ex postino delle Br durante i 55 giorni del caso Moro, scontati 17 anni di prigione, dissociato, è libero. Autore di libri di successo (l'ultimo, La peggio gioventù) vincitori di premi letterari con Il collezionista (la VI edizione di Esperienze in giallo) lavora come consulente informatico. Roberto Ognibene Gode dei benefici dovuti alla legge sui dissociati e lavora come impiegato al Comune di Bologna. Ave Maria Petricola Quest'anno la Provincia di Roma ha assunto quest'ex pentita brigatista, nome ricorrente al processo Moro, come responsabile del centro di Torre Angela, VII municipio della Capitale, che trova lavoro ai disoccupati. Amnistiata nel 1987, nel 2004 la ritroviamo nella lista degli assistenti sociali regionali. Remo Pancelli Killer dell'ala militarista delle Br Colonna 28 marzo, l'ex dipendente delle Poste del sequestro D'Urso, viene bloccato dai carabinieri il 7 giugno del 1982. Pluricondannato, è inserito in una coop sociale (che ha ospitato altri ex terroristi rossi). Marco Pinna Soldato della colonna sarda delle Br, è vicepresidente della coop ambientale Ecotopia. Susanna Ronconi Storica figura del troncone toscano di Prima Linea, lavora al Gruppo Abele di Torino dove ha la responsabilità delle cosiddette Unità di strada. Nel 1987 guadagna il primo permesso-premio per la sua dissociazione. È stata consulente di Asl e Comuni del nord Italia, collabora alla pubblicazione del Rapporto sui diritti globali a cura dell'associazione Informazione&Società per la Cgil Nazionale. Un'interrogazione di Gasparri (An) e Giovanardi (Ccd) la segnalano come beneficiaria di una consulenza da parte dell'allora ministro Livia Turco. Giovanni Senzani Il criminologo delle Br-Partito Guerriglia, irriducibile fino al midollo, già sospettato di essere il Grande Vecchio del sequestro Moro, ergastolano per l'omicidio del fratello del pentito Patrizio Peci, esce nel 1999 in semilibertà ma un anno dopo è dietro la scrivania di un centro di documentazione della Regione Toscana denominato Cultura della legalità democratica e inserito nel progetto Informacarcere. Nel 2001 si è scoperto che il centro poteva clonare tutti gli atti, anche quelli segreti, della commissione parlamentare sulle stragi. È coordinatore della casa editrice di sinistra Edizioni Battaglia. Marco Solimano Ex di Prima linea, oggi è consigliere dei Ds al Comune di Livorno. Da circa dieci anni è assistente volontario al carcere di Livorno come responsabile Arci.

 

  By: GZ on Venerdì 28 Settembre 2007 13:57

solite balle, questo giornalista inventa tutto, la Columbia è piena di gente che simpatizzava con questo Alla Columbia e in università del genere non invitano e anzi protestano se qualcuno prova a invitare a parlare Rumsfeld o la Rice o un repubblicano. Cioè è impossibile che Rumsfeld o la Rice parlino e invece Ahmane come si chiama lo invitano. Le poche volte che un rappresentante del governo repubblicano parla in una campus americano i professori scioperano e gli studenti di sinistra bloccano il campus, a Stanford un ente di ricerca privato collegato all'università (non l'università) ha chiamato Rumsfeld su un tema di politica militare specifico e i professori si sono rivoltati. Invitano invece senza problemi il dittatore che organizza tutti i giorni le stragi dei soldati americani e che solo due anni fa ha fatto arrestare e morire per torture in prigione una giornalista canadese-iraniana venuta a Teheran nel rapporto della commisione dell 11 settembre ad esempio è scritto che l'Iran era coinvolto nella strage delle Khobar Tower in arabia (40 americani morti), in Iraq trovano tutti i giorni bombe preparate in Iran, il motivo per cui i soldati americani muoiono sono le mine anti-carro che sfondano anche i veicoli corazzati e sono prodotte in Iran, non sono fatte in casa i professori di sinistra invitano questo criminale che fa lapidare le donne in modo che in Iran viene legittimato, quando torna in patria lui usa il fatto di essere stato invitato nella più prestigiosa università di NY nei confronti dell'opposizione per dire :"...voi dite che sono un boia, ma guarda qui.. mi invitano alla Columbia University a un dibattito.." questo è un regime sull'orlo del collasso, che aumenta la repressione ogni giorno e loro gli danno una mano

 

  By: defilstrok on Venerdì 28 Settembre 2007 12:42

Giusto per la cronaca (a propostio della visita di Amanhinejad alla Columbia): NEW YORK - Il giorno dopo Ahmadinejad, in USA: titoli bassi sui giornali. L'evento relegato alle pagine interne, o in coda ai TG. I commenti della grandi firme, imbarazzati, in tono minore. Io non c'ero; ma a giudicare dai commenti e dalla laconicità dei resoconti, i grandi media americani sono assaliti dal dubbio: aver fatto una figura del Katz. Traditi dalla frenesia di superarsi in zelo per Sion, di mostrare che, per amore di Israele, sono pronti ad esagerare e a diventare infantili. A cominciare dal povero rettore della Columbia University, Lee Bollinger. Ha avuto lui l'incauta idea di invitare Ahmadinejad a risponder alle domande degli studenti; si trattava di dimostrare la superiore libertà di parola americana (free speech). Una pioggia di furenti deplorazioni, telefonate e minacce esplicite deve avergli fatto passare le notti più insonni della sua placida vita di professore. I titoli dei giornali («Il Male è atterrato», New York Post), ma soprattutto la folla rumoreggiante davanti all'università («Altro che farlo parlare, arrestatelo!», «L'Iran finanzia Hamas», «Terrorista» «Hitler»): e specialmente il fatto - che le TV non hanno potuto nascondere - che quegli «studenti e comuni cittadini» ostili portavano quasi tutti la kippà e sventolavano bandiere con la stella di David. Per un rettore americano, questo significa una cosa chiara: puoi dare addio ai finanziamenti, alle donazioni, ai grants e borse di studio di cui vive l'ateneo. I munifici donatori, i mecenati, i ricchi generosi con la cultura, nella città più giudaica del mondo, non ti daranno più un centesimo. Hai chiuso. Il povero Bollinger ha pensato di rimediare: sì, ho invitato il Mostro, ma solo per cantargli in faccia il fatto suo. E così, Ahmadinejad non s'era ancora seduto sulla poltrona del dibattito, che il povero professore gli ha detto: «Signor presidente, lei esibisce tutti i segni di un crudele dittatorello (a petty and cruel dictator). Perché è così spaventato che cittadini iraniani esprimano le loro opinione per il cambiamento? Francamente, in tutta schiettezza, io dubito che abbia il coraggio intellettuale di rispondere a tali domande. Quando uno come lei viene in un posto come questo, si rende semplicemente ridicolo: è sfacciatamente provocatorio o sorprendentemente maleducato». Così tutto d'un fiato, prima che l'altro avesse emesso una sola parola. Applausi isterici dagli «studenti» in kippà: bene! Così parla l'Occidente!... Ahmadinejad ha risposto. Calcando le parole: «In Iran, la tradizione esige che quando si invita una persona a tenere un discorso, rispettiamo i nostri studenti abbastanza da consentire loro di formarsi un proprio giudizio da sé, e non riteniamo necessario uscire con una serie di critiche ancor prima che il discorso venga pronunciato, per vaccinarli preventivamente. Tuttavia non voglio cominciare rispondendo a questo comportamento insultante». Per soccorrere il povero rettore che s'era preso del grossolano maleducato dal Mostro, è intervenuto il vice-rettore John Coatsworth, che doveva fare il moderatore: con un occhio alla platea in kippà e alle donazioni in pericolo, ha posto al nuovo Hitler una domanda secca: «E' vero che lei e il suo governo perseguono la distruzione dello Stato di Israele?» (Ah, stavolta l'ho messo in trappola: egli confesserà, come i colpevoli nei telefilm di Perry Mason, e i fondi sono salvi). Ahmadinejad: «Noi amiamo ogni persona. Noi siamo amici degli ebrei. Ci sono molti ebrei che vivono tranquilli in Iran» (vero, hanno anche seggi al parlamento); per esempio, pensiamo che la nazione palestinese dovrebbe poter decidere il proprio futuro con referendum». Coatsworth, proprio come Perry Mason davanti a un colpevole sfuggente: «Risponda con un semplice sì o no, prego». Ahmadinejad: «Lei fa le domande ed esige la risposta che vuol sentire. Io le chiedo: la questione palestinese è di importanza internazionale? Mi risponda con un semplice sì o no». E tutto è andato avanti così. Il reporter della CBS, voglioso di mostrare il suo zelo per Katz: «Signore, il popolo americano sa che il suo Paese è uno Stato terrorista, che esporta il terrorismo nel mondo. Doveva capire che visitare il sito del World Trade Center avrebbe fatto infuriare gli americani». Ahmadinejad: «Mi meraviglio. Come può parlare per l'intera nazione americana? Lei è un giornalista, rappresenta la stampa. Il popolo americano conta 300 milioni di persone. Ci sono punti di vista diversi là fuori». Lei non vuole riconoscere Israele, insiste un altro «Noi non riconosciamo un regime basato sulla discriminazione e l'espansionismo. Quel Paese ha aggredito la Siria la settimana scorsa e il Libano un anno fa». Lei nega l'olocausto! (Sion, prendi nota, io lotto per te!), grida un altro. Ahmadinejad risponde che la faccenda richiede «ulteriore ricerca», e che comunque, perché devono essere i palestinesi a pagare il prezzo di un fatto accaduto in Europa? Vorrei, aggiunge, «una risposta chiara». Silenzio. 26/9/2007 Maurizio Blondet