La politica è morta

Re: La politica è morta  

  By: DOTT JOSE on Venerdì 07 Gennaio 2022 16:57

chi se ne frega di voi lavoratori,

"Ma chi se ne frega delle tue condizioni" e "non è che dobbiamo dare una mano a tutti"

In due frasi Roberto Poletti, il giornalista ed ex politico passato con disinvoltura dalle file leghiste a quelle della sinistra e viceversa, ha riassunto il pensiero del padronato di questo paese. Pensiero messo in atto sia dal governo Conte II sia da quello Draghi, che come ricordato dal ministro Orlando hanno regalato 115 miliardi alle imprese, dove si annidano gli unici veri parassiti, loro sì sempre aiutati, nonostante evasione fiscale miliardaria e truffe conclamate... E poi si fanno le pulci sul reddito di cittadinanza!

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Re: La politica è morta  

  By: DOTT JOSE on Giovedì 06 Gennaio 2022 11:46

occidente in un video

https://twitter.com/i/status/1478946585295798273

cina in un video

Fifteen military units march in formation for National Day parade - YouTube

 

SIAMO FOTTUTI

Re: La politica è morta  

  By: Ganzo il Magnifico on Mercoledì 05 Gennaio 2022 21:49

Eccoci qua, Bibì ed Bibò.

Dopo lo scemo non poteva mancare che il suonato.

 

Non bastavano le stupidaggini di Hobi. Ti ci dovevi mettere anche te, eh?!?

 

Avevi paura di rimanere indietro? 

Re: La politica è morta  

  By: antitrader on Mercoledì 05 Gennaio 2022 20:30

Ma che bella coppia di scemqui sotto, uno piu' scemo dell'altro.

Per fortuna che il mondo e' largo (anche se in fase di restringimento per i cretini),

c'e' ancora spazio anche per gli scemi.

 


 Last edited by: antitrader on Mercoledì 05 Gennaio 2022 20:30, edited 1 time in total.

Re: La politica è morta  

  By: Ganzo il Magnifico on Mercoledì 05 Gennaio 2022 20:10

"è iniziata una nuova era "

 

Hobi. Finiscila con queste stupidaggini.

 

 


 Last edited by: Ganzo il Magnifico on Mercoledì 05 Gennaio 2022 20:13, edited 1 time in total.

Re: La politica è morta  

  By: XTOL on Mercoledì 05 Gennaio 2022 16:32

vero, it's not my president è una accelerazione violenta al disfacimento degli USA ed è cominciata il giorno dopo l'elezione di Trump.

e indovinate un po' chi l'ha messa in atto (per poi prendersela nei denti, come karma comanda)... i dem!

le magliedilana sono teste di cazzo che sacrificano le vite altrui nella speranza di guadagnare spiccioli di sopravvivenza

Re: La politica è morta  

  By: hobi50 on Mercoledì 05 Gennaio 2022 13:44

Ma lei ,Gano ,è così somaro da non capire l'abissale differenza tra non approvare l'operato del Presidente e dire " it's not my President".

Penso proprio di sì !
 

Viva HK  

Re: La politica è morta  

  By: Ganzo il Magnifico on Mercoledì 05 Gennaio 2022 13:20

Commento inutile

 

<SDENG! >

 

Re: La politica è morta  

  By: gianlini on Mercoledì 05 Gennaio 2022 11:31

Ma Xtol, non hai mai nient'altro a cui pensare?????

Anti sostiene che tu abbia dei congiunti ma mi sembra altamente improbabile visto il tempo che passi al PC a scartabellare sempre le stesse cose!

Re: La politica è morta  

  By: Ganzo il Magnifico on Mercoledì 05 Gennaio 2022 10:41

"è iniziata una nuova era "

 

Hobi ma che stupidaggini scrivi? 😁

 

È da mo' che ai presidenti americani succede di avere una rate di approvazione <50%

 

 

 

Re: La politica è morta  

  By: hobi50 on Mercoledì 05 Gennaio 2022 10:23

Quel grafico è meraviglioso !

Il popolo americano si è sempre riconosciuto nel Presidente.

Con Trump è iniziata una nuova era : si è incominciato a dire  " it's not my president ".

Lo stesso sta avvenendo con Biden.
Un popolo diviso non va da nessuna parte.

La punta di diamante del capitalismo è oramai spuntata.

Bye,bye !
 

Viva HK 

 


 Last edited by: hobi50 on Mercoledì 05 Gennaio 2022 10:23, edited 1 time in total.

Re: La politica è morta  

  By: XTOL on Mercoledì 05 Gennaio 2022 09:52

anche qui non c'è bisogno di elezioni...

 

le magliedilana sono teste di cazzo che sacrificano le vite altrui nella speranza di guadagnare spiccioli di sopravvivenza


 Last edited by: XTOL on Mercoledì 05 Gennaio 2022 09:52, edited 1 time in total.

Re: La politica è morta  

  By: XTOL on Mercoledì 05 Gennaio 2022 08:21

sono le prove generali di dittatura, what else?

adesso ci vogliono convincere che non c'è bisogno di elezioni

le magliedilana sono teste di cazzo che sacrificano le vite altrui nella speranza di guadagnare spiccioli di sopravvivenza

Re: La politica è morta  

  By: Resistenza on Mercoledì 05 Gennaio 2022 07:31

---------------Se il presidente della Repubblica venisse eletto dagli italiani, Mario Draghi vincerebbe senza neppure il bisogno di una campagna elettorale.--------------

 

Come ci si sente dopo aver permesso che una sostanza chimica sperimentale sia infilata all'interno del proprio corpo?

..Strani scommetto!

Re: La politica è morta  

  By: Tuco on Martedì 04 Gennaio 2022 18:33

Draghi, what else?

 

Se il presidente della Repubblica venisse eletto dagli italiani, Mario Draghi vincerebbe senza neppure il bisogno di una campagna elettorale. Se a scegliere il nostro Capo dello Stato fossero le cancellerie occidentali, la Nato o l’Unione europea, il risultato non cambierebbe. E sarebbe identico se a votare fossero i mercati. Ci troviamo dunque nella felice condizione in cui l’uomo della strada, le tecnocrazie sovranazionali, la finanza internazionale e i governi alleati condividono lo stesso candidato.

 

Ma al voto, come sappiamo, sono chiamati mille grandi elettori espressione dei partiti politici: e questo, naturalmente, complica le cose. Perché ai partiti Draghi non piace neanche un po’: si sono risolti ad appoggiarlo perché hanno fatto bancarotta, e lo detestano proprio perché ricorda loro ogni giorno quanto siano incapaci, inetti e sostanzialmente inutili. 

 

In questa legislatura i partiti hanno dato vita a due governi opposti, di estrema destra e di estrema sinistra, guidati entrambi dallo stesso ineffabile premier, entrambi rovinosamente caduti per manifesta incapacità: così comportandosi, hanno dimostrato di non essere in grado di governare il Paese. Per questo hanno subìto la scelta di Mattarella in favore di Draghi, per questo lo detestano, e per questo non vedono l’ora di sbarazzarsene.

 

Nei suoi termini essenziali, la battaglia per il Quirinale è una battaglia in cui i partiti si giocano l’osso del collo. O riescono a liberarsi di Draghi, e a riconquistare così una parte almeno del potere di cui disponevano, oppure dovranno sopportare per sette lunghi anni l’ingombrante presenza di un uomo che, prima di ogni altra cosa, è più bravo di loro a fare il loro mestiere. 

 

Per un paradosso curioso, ma non inusuale, anni e anni di demolizione del merito, di “uno vale uno”, di populismo e di diffuso qualunquismo hanno prodotto un effetto opposto: l’unica forza di Draghi, infatti, è il suo curriculum. E gli italiani, abituati da un quarto di secolo a farsi intortare dal fenomeno di turno, hanno improvvisamente scoperto quanto contino il merito, le capacità, la preparazione e la cultura – forse perché la salute e i soldi valgono troppo per essere affidati ad una mutevole compagnia di saltimbanchi.

 

Nessun partito italiano ha oggi una visione del Paese, del suo orizzonte, del suo ruolo nel mondo: e questa non è una buona notizia. L’esangue debolezza del sistema politico è ormai un rischio strutturale che preoccupa le imprese e i mercati, l’Europa e il “partito del Pil”, e più in generale chiunque abbia la testa sulle spalle. 

 

La verità, purtroppo, è semplice: i partiti italiani possono riprendersi spazi anche ampi di potere, ma non sono in grado di gestirlo. Vorrebbero al Quirinale uno di loro – uno di cui abbiano il numero di telefono, come amano sintetizzare in queste settimane molti grandi elettori – in nome di quel primato della politica che, in sé sacrosanto, è stato polverizzato in questi anni proprio dai partiti. Se infatti sono i primi ad inveire contro la “Casta”, ad autodenunciarsi come ladri e ad autoridursi le “poltrone” per conquistare qualche voto, perché mai gli si dovrebbe affidare il governo del Paese? 

 

Il suicidio rituale della politica richiederebbe un periodo di rigenerazione e di rifondazione che nessuno oggi sembra in grado neppure di immaginare. L’unico riflesso condizionato che scatta – l’ultimo, quello decisivo – è l’istinto di sopravvivenza del ceto politico, che si sente giustamente minacciato da un alieno, stimato sì in tutto il mondo, ma di cui non ha il numero di telefono. 

 

I partiti faranno di tutto per sbarrare a Draghi la strada del Quirinale: e, dal loro punto di vista, hanno tutte le ragioni per provarci. Tuttavia non hanno un candidato condiviso e sanno che una maggioranza presidenziale diversa da quella che regge il governo aprirebbe le porte alla crisi e alle elezioni, volute forse da qualche leader ma certamente temute come la peste dalla stragrande maggioranza dei parlamentari in carica. 

 

È dunque probabile che anche questa volta i partiti escano sconfitti, e Draghi entri al Quirinale. Se capissero ancora di politica, sarebbero felici di questo esito: perché all’ombra di una presidenza solida e rispettata potrebbero avviare quel processo di profonda rigenerazione che, solo, consentirebbe loro di riprendersi prima o poi il potere e il rispetto perduti.

 

F.R.